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2009/06/21

Zerobubbole Pocket in libro e in edizione francese

di Paolo Attivissimo

Zerobubbole Pocket, l'analisi concisa di ciascuno dei 118 errori grossolani trovati finora nel video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, è da oggi disponibile in versione reimpaginata e aggiornata come PDF gratuito e come libro cartaceo tramite Ilmiolibro.it. L'edizione cartacea è venduta online a prezzo di costo, arrotondato ai 10 centesimi più vicini (9,30 euro).

Inoltre Zerobubbole Pocket è ora disponibile anche in edizione francese come PDF gratuito, grazie al paziente lavoro di Jérôme Quirant e Rudy Reichstadt dei siti francesi di debunking Conspiracywatch.info e Bastison.net, coordinato da SirEdward, per consentire anche al pubblico francofono di Zero di valutare l'attendibilità delle tesi di Chiesa e Fracassi, dato che il loro video è stato presentato anche in Francia.

Il testo francese è sfogliabile qui sotto grazie a Scribd.com ed è anche scaricabile presso Bastison.net. Attualmente Zéro Pointé si basa sul testo dell'edizione 2009/01/03 di Zerobubbole.

2009/01/04

Zerobubbole: la versione integrale

di Paolo Attivissimo

Zerobubbole, l'analisi critica integrale e dettagliata del video Zero, è in dirittura d'arrivo dopo una lunga gestazione, dovuta al fatto che man mano il testo si è trasformato da una semplice critica del video punto per punto in un viaggio fra le principali tesi cospirazioniste e i principali errori di metodo dei "ricercatori della verità" ed è quindi fruibile anche a prescindere dal video in questione.

Per chi invece ha fretta c'è la versione pocket, già ultimata, che elenca in sintesi le oltre 110 fandonie e stupidaggini tecniche dell'opera di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi.

Qui sotto trovate per ora le prime 137 pagine di Zerobubbole; l'indice fornisce un'anteprima del contenuto delle pagine ancora in lavorazione. Il libro è scaricabile gratuitamente presso Scribd.com. Come sempre, siete pregati di segnalare eventuali errori, refusi o passaggi poco chiari nei commenti qui sotto oppure via mail. Gli aggiornamenti e la versione definitiva di Zerobubbole saranno pubblicati sempre qui. Buona lettura.

2008/12/03

Segni di crescente disperazione

di Paolo Attivissimo

Non sembra essere un Natale molto promettente per i mercanti del cospirazionismo. Mean More, rivenditore di vari DVD cospirazionisti, compresa la versione inglese di Zero, ha addirittura avviato una svendita, reclamizzata con mail come quella mostrata qui sotto, in cui offre sconti fino al 55%. Sul DVD Loose Change c'è addirittura il due per uno, manco fosse uno strofinaccio da supermercato.

Non va molto diversamente presso LooseChange911.com, dove vige lo stesso due per uno sul video che un tempo era considerato l'ammiraglia della produzione audiovisiva cospirazionista:

Anche il cospirazionismo italiano sembra soffrire di disinteresse acuto. Da Zerofilm.it sono scomparsi sia il conteggio degli spettatori del video Zero, sia il calendario degli appuntamenti per nuove proiezioni.

L'altro leader nazionale delle teorie alternative sull'11 settembre, Massimo Mazzucco, si è invece dato direttamente al cospirazionismo ufologico, presumibilmente nella speranza che questo lo qualifichi come autore serio, concreto, rigoroso e soprattutto credibile.

Mazzucco spiega che non si tratta di una mera esplorazione dell'ipotesi che altre civiltà ci contattino, ma di una teoria leggermente più grandiosa:

Diciamo che il film conclude che esista un elite di militari che sta al di sopra della legge, e fuori dalla portata degli stessi presidenti americani. Questa elite detiene da 60 anni segreti di varia natura sui cosiddetti UFO (terrestri o extraterrestri che siano), e la conserva gelosamente, con tutti i mezzi a disposizione.

Esiste quindi un rischio, reale e sostanziale, che questa elite sia convinta di poter combattere una eventuale guerra con aggressori alieni con il cosiddetto "scudo stellare". Questo comporterebbe ovviamente un rischio enorme per tutta l'umanità, se davvero i mezzi volanti sconosciuti (UFO) - che dimostrano capacità tecnologiche eccezionali rispetto alle nostre attuali conoscenze - fossero di origine extraterrestre.

Imperdibile il commento di un suo lettore all'annuncio della nuova opera: "non è un titolo un pò troppo...."cospirazionista"?"

2008/11/12

Rilasciati altri 10 "video del Pentagono": mostrano le Torri Gemelle

di Paolo Attivissimo

Una diffusa teoria cospirazionista afferma che secondo un documento dell'FBI ci sono 85 video del Pentagono sequestrati.

Nel video Zero, per esempio, Dario Fo afferma che "il Pentagono era in possesso di 86 riprese differenti e totali" e Barbara Honegger afferma che "hanno confiscato 86 videocassette, al Pentagono, al parcheggio del Pentagono, presso la stazione di rifornimento lì di fronte, in un vicino albergo e in tutti gli edifici che avevano telecamere puntate su quell'area."

Queste affermazioni errate si basano in realtà sulla lettura distorta di una dichiarazione scritta dell'agente FBI Jacqueline Maguire, come spiegato qui.

Ottantacinque, non 86, è il numero complessivo dei video dell'11 settembre in possesso dell'FBI e catalogati come prove, secondo la dichiarazione Maguire. Questo numero, in altre parole, include anche video che non riguardano il Pentagono, come quelli delle Torri Gemelle. Infatti basta leggere con più attenzione la dichiarazione dell'FBI per capire che i video del Pentagono sono in realtà soltanto tredici. Il contenuto degli altri video è elencato in un altro documento (pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6).

Il ricercatore Scott Bingham (nessuna parentela con Mark Bingham, passeggero del Volo 93) ha inoltrato all'FBI, tramite il proprio avvocato, una richiesta FOIA per il rilascio di questi video e ha ricevuto risposta il 29 ottobre scorso, insieme a DVD contenenti i primi dieci video. Gli altri video richiesti, scrive l'FBI, verranno rilasciati progressivamente.

I dieci video rilasciati dall'FBI riguardano le Torri Gemelle: mostrano il secondo impatto e i crolli da angolazioni inedite (tranne uno, da sotto il ponte di Brooklyn, che era già noto) e sono disponibili presso Penttbom.com.

Un fotogramma di uno di questi video è mostrato all'inizio di quest'articolo e presenta un punto luminoso sulla fusoliera del velivolo che scatenerà sicuramente la fantasia dei cospirazionisti.

Un altro video mostra da vicino la cascata di materiale incandescente dal WTC2. Questo video, invece, mostra l'impatto di UA175 (il secondo aereo) da un punto di vista inedito, come mostrato nel fotogramma qui accanto.

Si noti che questi fotogrammi sono tratti dalle versioni Youtube di questi video, che sono stati sottoposti a drastica ricompressione e perdita di risoluzione rispetto ai file originali forniti dall'FBI. Pertanto hanno valore puramente illustrativo e non sono utilizzabili per analisi video significative.

Per avere un'idea della differenza qualitativa, si può confrontare la versione Youtube di un altro filmato inedito del secondo impatto con la versione MOV da 200 megabyte del medesimo filmato, messa a disposizione sempre da Scott Bingham.

Un altro video di questa nuova serie rilasciata dall'FBI mostra il crollo della Torre Sud e permette di apprezzare l'inclinazione del blocco superiore dell'edificio durante il crollo (fotogramma qui accanto).

Da questa nuova serie, Scott Bingham ha pubblicato anche un video del crollo della Torre Nord che consente di notare l'inclinazione dell'antenna, la formazione del famoso "squib" o sbuffo che alcuni cospirazionisti scambiano per un'esplosione e la presenza, dopo il crollo, dei resti della struttura centrale della torre, crollati successivamente.

A Bingham va non soltanto la nostra gratitudine per il lavoro paziente svolto fin qui (quello che dovrebbero fare, ma non fanno, i cosiddetti "ricercatori della verità"), ma anche un contributo economico alle considerevoli spese burocratiche che ha sostenuto per ottenere il rilascio di questi video e (va ricordato) anche di quelli del Pentagono. Soltanto le spese dell'FBI per la masterizzazione di questi video ammontano a 150 dollari, ossia 15 dollari a filmato, e Bingham ne ha richiesti ben 64. Chi volesse dargli una mano, può farlo tramite Paypal all'indirizzo scott2121 chiocciola hotmail.com.

2008/10/30

Zero e Undicisettembre, interviste a confronto

di Paolo Attivissimo

Il quotidiano online Imolaoggi ha pubblicato due interviste sulle teorie di complotto intorno all'11 settembre: una a Franco Fracassi, coautore del video pro-complotti Zero, e una al sottoscritto a proposito del progetto Zerobubbole, l'analisi critica completa del video Zero, scaricabile gratuitamente come documento PDF.

Nell'intervista a Fracassi, va notato che ancora oggi viene ripetuta a pappagallo la frase "i complottisti sono quelli che li attentati li organizzano". No, Fracassi: basta aprire un dizionario per sapere che chi fa un complotto non è complottista: in italiano la parola corretta è cospiratore ("chi prende parte a una cospirazione", DeMauro). Il complottismo è invece la "tendenza a scorgere o, talvolta, anche a progettare, complotti nello svolgersi della vita politica, anche senza fondamento" (DeMauro).

Nell'intervista su Zerobubbole,
l'esercizio di stile che interpreta Guerre Stellari in chiave complottista, citato dall'intervistatore Luca Balduzzi, è pubblicato qui. Buona lettura.

2008/08/29

Zero recensito dal Times

di Paolo Attivissimo

Il video di Chiesa e Fracassi sbarca nel Regno Unito in una manciata di sale e viene recensito dal Times con un trafiletto che è un conciso inno allo humour britannico: così sottile che se non lo leggi attentamente pensi che stia parlando sul serio.



Chi temesse che i poveri inquilini d'Albione rischino di essere sedotti dalle incoerenti teorie di Zero, può rassicurarsi con un'assai meno ambigua recensione pubblicata dal Guardian, che inciampa sul WTC7 ma fa un'osservazione particolarmente acuta quando definisce il video "un esercizio fatuo di sciocco cospirazionismo" ma precisa che è l'inevitabile conseguenza delle manifeste menzogne sulle armi di distruzione di massa partorite dai governi.

Attendiamo con ansia a stento trattenuta che il sito di Zero pubblichi anche queste tra le recensioni del video.

2008/08/19

Zerobubbole: I "fatti assodati" di Paul Craig Roberts

di Undicisettembre

Intorno al quattordicesimo minuto, il DVD Zero presenta una citazione attribuita a Paul Craig Roberts (nella foto), descritto come "Assistente Segretario al Tesoro USA sotto Ronald Reagan":

"E' un fatto assodato che la versione ufficiale sul crollo degli edifici del World Trade Center sia falsa"

Al lettore attento non sfuggirà l'ironia della situazione. Zero, che come vedremo insinua che i mandanti e gli esecutori dell'11 settembre siano l'amministrazione repubblicana di Bush e/o i militari statunitensi e diffida di ogni fonte che sia vagamente ufficiale, quando fa comodo cita a proprio sostegno nientemeno che... un ex membro di alto livello dell'amministrazione repubblicana di Ronald Reagan. E non si tratta di una citazione occasionale: Giulietto Chiesa ha citato Paul Craig Roberts in varie occasioni, oltre che in Zero: in televisione, a Matrix del 24 maggio 2006; nella presentazione del libro di William Rodriguez "11 settembre Bush ha mentito"; nell'introduzione del libro Zero.

Non solo: Zero sfrutta la consueta fallacia logica del principio d'autorità. Siccome Paul Craig Roberts è stato un personaggio in una posizione d'autorità in un governo, allora diamo istintivamente maggior peso alle sue parole. Ma se consideriamo la situazione razionalmente, ci poniamo subito una domanda: che ne sa di aeronautica o ingegneria strutturale o terrorismo un assistente segretario al Tesoro? Niente. Essere membri di un governo non conferisce automaticamente la sapienza in ogni campo dello scibile.

Per fare un esempio più vicino a noi e già comparso in questo blog, credete forse che Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina ed ex deputato nella decima legislatura del Parlamento italiano nel 1987, sia un'autorità in materia di controllo del traffico aereo o di balistica d'impatto di aerei di linea contro edifici per il solo fatto di essere stata deputato? Le chiedereste di calcolare la resistenza agli incendi della struttura del World Trade Center? Appunto.

E allora perché Zero ricorre, qui e altrove, a citazioni di personaggi che non hanno alcuna competenza in materia, invece di rivolgersi agli esperti veri e fornire ai propri spettatori fatti concreti?

La domanda si fa ancora più pressante quando andiamo a vedere le basi tecniche sulle quali Roberts fonda la propria affermazione, che proviene da un suo articolo, What we know and don’t know about 9/11, pubblicato nel 2006 sul sito Information Clearinghouse.

Roberts afferma che è "un fatto assodato che la versione ufficiale sul crollo degli edifici del World Trade Center sia falsa" perché "sappiamo che è assolutamente impossibile per qualsiasi edificio, men che meno edifici con colonne in acciaio, crollare a catasta a velocità di caduta libera".

Ma le Torri Gemelle e l'Edificio 7 non sono crollati a velocità di caduta libera. In caduta libera, il crollo sarebbe durato circa 9 secondi. Nei filmati, dura almeno 16 secondi.

L'intero assunto sul quale Roberts basa il suo "fatto assodato" è quindi una fandonia, e se si parte da un assunto sbagliato, la conclusione non può che essere altrettanto sbagliata.

Per dare qualche ulteriore esempio delle basi traballanti e paranoiche delle affermazioni di Roberts, si può notare che nello stesso articolo Roberts sostiene che "Secondo alcuni resoconti, la BBC ha trovato sei dei presunti dirottatori suicidi ancora in vita nei propri paesi d'origine". Una bufala chiarita da tempo dalla BBC stessa.

La precisazione "Secondo alcuni resoconti" significa che Roberts non è nemmeno andato a leggersi l'articolo della BBC. E il suo discorso sui tempi di crollo dimostra che non ha letto neppure i rapporti tecnici riguardanti il crollo delle Torri Gemelle.

C'è di peggio. Nel proprio articolo, Roberts fa anche affermazioni come "Oggi i media statunitensi sono di proprietà di 5 grandi società, nelle quali gli ebrei pro-sionisti hanno un'influenza sproporzionata".

Non dovrebbe essere necessario altro per inquadrare il personaggio scelto come autorità da Zero, ma una semplice ricerca negli archivi rileva una perla che non si può fare a meno di citare, perché la dice lunga sul rigore delle opinioni di Paul Craig Roberts.

Nel suo articolo Gullible Americans (2006), critica gli americani perché non hanno "verificato i fatti" o "letto i rapporti" sull'11/9: e già ci sarebbe da osservare da che pulpito viene la predica.

Ma nello stesso articolo, Roberts cita "la professoressa d'ingegneria della Clemson University, Judy Woods" fra gli "scienziati ed ingegneri" che "hanno posto domande ineludibili sulla versione ufficiale del crollo dei tre edifici del WTC". L'altro nome che cita è quello di Steven Jones, già comparso in Zero e ben noto ai lettori di Undicisettembre. Roberts sbaglia la grafia del nome della professoressa (quella giusta è Wood, non Woods, come scrive Roberts), ma lasciamo stare.

Ebbene, cosa sostiene la dottoressa Judy Wood? La Wood (foto qui accanto, tratta dal suo sito) sostiene che le Torri Gemelle sono state demolite con le microonde e i raggi laser. Che stranamente non sono stati visti da nessuno e non hanno incenerito nessuna delle persone nella zona al momento del crollo, ma fa niente.

E non è tutto: la Wood afferma anche che vi sono possibili legami fra gli attentati dell'11 settembre 2001 e l'uragano Erin e i terremoti che si verificarono in quel periodo: tutti sarebbero effetti di tecnologie ultrasegrete.

Di fronte ad affermazioni come queste, non si può che condividere una frase di Roberts, tratta dal medesimo articolo Gullible Americans: "Le prove scientifiche sono una cosa difficile da capire per il pubblico americano". Indubbiamente Paul Craig Roberts, come americano, conferma con la sua curiosa scelta di "fatti assodati" di essere pienamente parte di quel pubblico.

Questi sono gli esperti portati da Giulietto Chiesa a supporto delle proprie tesi.

2008/08/16

Zerobubbole integrale: le prime cento pagine

di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sono disponibili le prime 102 pagine delle bozze pressoché definitive dell'edizione completa di Zerobubbole, l'analisi critica dettagliata del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi.

Zerobubbole, a differenza di Zerobubbole pocket che si limita all'elenco sintetico degli errori dello specifico video, è anche un'esplorazione più ampia degli errori più ricorrenti nel cospirazionismo undicisettembrino e un'occasione per spiegare in dettaglio gli eventi dell'11 settembre e i loro aspetti meno noti e meno intuitivi, anche a prescindere dal cospirazionismo.

Queste prime pagine raccolgono tutte le Zerobubbole già pubblicate in questo blog prima dell'uscita del DVD di Zero, ampliate, reimpaginate e aggiornate per tenere conto delle differenze fra la versione proiettata alla Festa del Cinema di Roma e quella in DVD.

Come sempre, siete invitati a segnalare refusi, errori e passaggi non chiari. Il PDF è consultabile qui sotto o scaricabile gratuitamente presso Scribd.com: basta essere utenti registrati di Scribd. A opera completata, sarà possibile riceverne copia stampata e rilegata o scaricarla gratuitamente e stamparsela personalmente.

A questo punto possiamo proseguire con la pubblicazione della novantina di Zerobubbole rimanenti. Il meglio del peggio deve ancora venire.

Read this document on Scribd: zerobubbole-20080815-finopag103

2008/08/14

Zerobubbole: Quante erano le due torri gemelle?

di Undicisettembre

Siamo a 8 minuti dall'inizio del video di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. Il narratore, Francesco Pannofino, dopo aver descritto il primo crollo, parla a questo punto del secondo, quello della Torre Nord: "Alle 10.28, anche la Torre Nord crolla". "Anche" implica che l'altra sia già crollata, giusto?

Ma l'immagine mostrata a questo punto da Zero è questa:



Notate quel "piccolo" grattacielo a sinistra della nube di macerie? E' una delle Torri Gemelle. Non vi fidate? Allora andate a prendere la vostra copia del DVD di Zero e controllate. Oppure, se vi fidate, guardate questo spezzone.


Cosa ci fa una delle Torri Gemelle ancora in piedi, dopo il secondo crollo? Dato che Zero è il sofferto frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste" e ha lo scopo di "scoprire tutto ciò che la versione ufficiale non dice" (così garantisce Zerofilm.info), non può trattarsi di uno sbaglio.

Suvvia: il team di Zero, forte di cinquecentomila euro di finanziamenti erogati dai piccoli azionisti, non può aver affidato il montaggio a un rintronato. Non è possibile che nessuno dei suoi autori, revisori e montatori abbia notato uno svarione di questo calibro.

Non ci resta che una straordinaria, sconvolgente conclusione: le Torri Gemelle erano in realtà tre, e qualcuno ce lo ha tenuto nascosto per tutti questi anni. Ma grazie all'accuratissima ricerca di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, ora sappiamo finalmente questa incontrovertibile verità.

2008/08/11

Zerobubbole: nel 2005 la Windsor Tower era in costruzione, secondo Fo. L'avevano finita nel 1979, secondo i fatti

di Undicisettembre

Siamo a dieci minuti circa dall'inizio del DVD Zero. Dario Fo paragona il crollo per lui inspiegabile delle Torri Gemelle con il mancato crollo di un edificio di Madrid, la Windsor Tower.

DARIO FO: Nel 2005 a Madrid c'è stato un incendio. Spaventoso. Un grattacielo è andato in fiamme. Era una torcia che bruciava e... Per la bellezza di 20 ore. 20 ore consecutive ma alla fine... rimaneva intatta la struttura portante. Il grattacielo non è caduto! Come ben potete vedere tutto il palazzo è avvolto dalle fiamme. Questo grattacielo non è ancora terminato. E' in costruzione! Ciò nonostante rimane in piedi.

Dario Fo sottolinea con enfasi queste sue parole: che la Windsor Tower fosse ancora in costruzione, e avesse dunque una struttura ancora incompleta, è per lui un elemento che rende ancora più straordinaria la sua resistenza all'incendio, e quindi ancor più misteriosa e sospetta la mancata resistenza delle Torri Gemelle.

Ma quello che dichiara Fo è falso: basta infatti un briciolo di ricerca per scoprire che la Windsor Tower era stata costruita fra il 1973 e il 1979 (CNN). Era in corso di ristrutturazione, ma la sua struttura era già completa da più di due decenni.

Sarebbe bastata un'occhiatina alla Wikipedia:


Meno male che Zero è frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste".

Se gli autori di Zero non controllano neanche i fatti di base come questi e vi costruiscono sopra le proprie teorie, è perlomeno lecito chiedersi se anche le loro altre teorie sono fondate su basi altrettanto dilettantesche e traballanti.

2008/08/07

Il cospirazionismo precipita a velocità di caduta libera? Qualche cifra dagli USA

di mother, si ringrazia ScrewLooseChange
  1. 911blogger continua a perdere visitatori. Nel luglio 2007 il traffico di accesso era a quota 231.000, mentre nell'ultimo mese è arrivato a 169.260. Un calo del 26,7%.


  2. Il sito WeAreChange aveva lanciato una raccolta di fondi per indire un congresso per la verità sugli attentati dell'11 settembre 2001. Il budget richiesto per organizzare l'evento per l'11 settembre 2008 è di 20.000 dollari e la raccolta dei fondi doveva finire il 15 agosto 2008. In luglio la somma raccolta era di 22 dollari e 22 centesimi. Oggi è arrivata a 522,22 dollari e mancano solo dieci giorni alla chiusura della raccolta di fondi.


  3. Il 24 maggio, Richard Gage ha annunciato di aver iscritto 419 architetti ed ingegneri alla sua lista per richiedere nuove indagini che appurino la verità sugli attentati dell'11 settembre 2001. Fino ad oggi se ne sono aggiunti altri 8, per un totale di 427. Gage prevedeva di raggiungere quota 1000 entro l'11 settembre 2008, ma sembra alquanto improbabile che riesca a raggiungere tale risultato. In tutta probabilità arriverà a malapena a 550 iscritti. Bisognerebbe chiedersi quanti ingegneri ed architetti esistano negli USA, dove la popolazione è stimata in circa 304 milioni di persone (dato Census.gov). La sola ASCE, American Society of Civil Engineers, conta oltre 140.000 iscritti.


  4. Les Jamieson aveva indetto una raccolta di firme a New York per richiedere la verità sugli attentati dell'11 settembre 2001. Pensava di raggiungere le 100.000 firme entro il 25 luglio (1-2% della popolazione della metropoli), ma a luglio era stato raggiunto soltanto il 20% del suo obiettivo.


  5. Di Zero si sa... zero. Non è noto quanti coproduttori abbiano ricevuto un compenso per aver partecipato alla produzione del film. Non è noto quanti fondi siano stati raccolti fino ad oggi.
    Dopo il progetto NoWarTv e dopo la produzione del film Zero, Giulietto Chiesa passa a sostenere il canale informativo CanaleZero (3535 adesioni). Questa volta Giulietto Chiesa vanta censura anche da parte dei partiti di sinistra, che hanno taciuto sul format Pandora del canale informativo CanaleZero, in onda una volta a settimana su una rete di televisioni regionali a partire dal network di Europa 7.
    Continua la vendita del DVD del video Zero sul sito di 911blogger.com, con tanto di banner pubblicitario in homepage, con copertina del DVD completamente diversa dalla versione pubblicizzata dai nostri connazionali/produttori e senza alcuna segnalazione di questo sbocco commerciale sul sito ZeroFilm.info. Si noti che secondo la pubblicità di Zero per il mercato statunitense, il 50% dei guadagni degli affiliati di 911 blogger andranno alla FealGood Foundation ("50% of 911blogger affiliate profits will go to the FealGood foundation when you buy through this ad").
    Nella homepage di Zerofilm.info si avverte che al 17 luglio 2008, circa 7 mesi dopo la prima apparizione del film/documentario alla Festa del cinema di Roma, sono 10.280 gli spettatori che lo hanno visto.


  6. Cancellati st911.org e sst911.org (fonte 911blogger). Il primo era il sito dell'associazione Scholars for 911 Truth prima della separazione fra sostenitori della teoria della termite di Steven Jones e sostenitori della teoria della demolizione controllata con cariche di esplosivo, il cui sostenitore più rappresentativo è James Fetzer. Il secondo era il sito di riferimento del gruppo di Fetzer nella scissione della Scholars For 911 Truth da Steven Jones e dalla sua teoria basata sull'uso di termite. S'era accennato alla scissione nell'articolo St911 - Scholars for 911 Truth. Rimane aperto Stj911.org il sito di riferimento della parte di Scholars for 911 Truth and Justice, che fa capo a Steven Jones. La Scholars For 911 Truth, che fa capo a Fetzer, muta nella YAFA (Young Americans for Accountability), con l'intento di ampliare il campo d'azione del loro attivismo a molti più argomenti e non solo alla ricerca della verità sull'11 settembre 2001. La maggior parte del materiale e degli articoli di sst911.org viene spostata sul sito del YAFA.

Aggiornamento 15 agosto 2008
Jamieson: Epic Failure da Screewloosechange

Aggiornamento 18 agosto 2008 AE911truth manda una mail per chiedere aiuto ai sostenitori e sottoscrittori, al fine di poter mantenere per l'11 settembre 2008 la promessa di vantar fra le sue file 1000 ingegneri ed architetti che richiedono nuove indagini sui crolli del World Trade Center.

2008/07/27

Zerobubbole: il NIST ha manipolato i dati, Zero lo dimostra. Con dati falsi

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

E' un po' che non proseguiamo pubblicamente le Zerobubbole, l'analisi punto per punto di tutte le fandonie dichiarate dal DVD Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. Qualcuno potrebbe temere che non abbiamo più trovato nulla di contestabile. In realtà l'analisi procede, e procede tanto bene (si fa per dire), con la scoperta di così tante altre bubbole, che ci tocca rinunciare a pubblicare le singole bubbole in ordine cronologico. L'ultimo conteggio, stando al sunto disponibile in Zerobubbole Pocket, è arrivato a quota 108, comodamente oltre la media di una bubbola al minuto (Zero in DVD dura 104 minuti, titoli di testa e coda compresi).

La perla più recente è una perla addirittura doppia e ci arriva da Kevin Ryan (nella foto), l'addetto alla verifica della potabilità dell'acqua che Zero, per ragioni insondabili, cita ripetutamente come se fosse un esperto di incendi e strutture in acciaio.

A sedici minuti e mezzo dall'inizio del DVD, Kevin Ryan dice (stando al doppiaggio) a proposito del NIST, l'ente responsabile per la ricostruzione tecnica delle cause dei crolli delle Torri Gemelle, quanto segue:

Dopo aver indagato sull'argomento per un anno e mezzo, ho scoperto che non solo hanno contraddetto i risultati dei loro stessi test, ma in più hanno anche manipolato i parametri di quei test. Hanno raddoppiato qualcosa, hanno dimezzato qualcos'altro... Ad esempio, la loro versione sostiene che il velivolo trasportava 13 tonnellate di combustibile, ma l'aviazione civile sostiene che in realtà non erano più di sei tonnellate e mezza. La metà.

In realtà è Zero, non il NIST, che manipola i dati per bocca di Kevin Ryan, e lo fa in maniera molto stupida perché facilmente smascherabile. Infatti qualunque pilota di linea può confermare che un Boeing 767 che deve attraversare gli Stati Uniti, come quelli lanciati contro le Torri Gemelle, imbarca ben più di "sei tonnellate e mezza" di carburante. Molto di più. Un volo New York-Los Angeles su un 767 consuma in media 15.982 galloni (circa 60.000 litri), secondo dati forniti dalla American Airlines e pubblicati dal Wall Street Journal.

Sessantamila litri. Tenendo conto del fatto che il carburante per aerei pesa circa 0,8 kg/litro, sono circa 48 tonnellate. Soltanto un imbecille partirebbe con sei tonnellate e mezza di carburante quando ne servono quarantotto. Soltanto un incompetente patentato direbbe che un volo transcontinentale è decollato con sei tonnellate e mezza di carburante. Sarebbe come partire in auto con la spia della riserva già accesa e sperare di fare Milano-Napoli senza rifornimento.

Ma forse Ryan intendeva dire che gli aerei avevano a bordo quelle sei tonnellate e mezza al momento dell'impatto contro le Torri Gemelle e che un po' del carburante era stato consumato durante il tragitto.

Ebbene, la American Airlines ha dichiarato che il Volo 11 (WTC1) aveva a bordo, al momento dell'impatto, circa 66.100 libbre (29.982 kg) di carburante; la United Airlines ha dichiarato che il Volo 175 aveva a bordo, sempre al momento dell'impatto, 62.000 libbre (28.122 kg) di carburante. Questi dati tengono conto del carburante consumato durante il volo, durato 46 minuti per il Volo 11 e 49 minuti per il Volo 175, e sono riportati dai documenti NIST WTC Flammable Contents Request della United Airlines e In re September 11 Litigation C&F, come indicato dal rapporto NIST 1-2B, Analysis of Aircraft Impacts into the World Trade Center Towers, pagina 84.

Ventotto tonnellate; non sei e mezza. Ma allora, da dove ha tirato fuori Ryan le sue cifre? Mistero. Le attribuisce vagamente al NIST e all'Aviazione Civile, ma non indica nulla di più preciso.

In altre parole, Kevin Ryan sta asserendo dati quasi cinque volte inferiori alla realtà. Ha una bella faccia tosta ad accusare gli altri di manipolare i dati.

Nota (2008/08/17): ascoltando l'audio inglese di Zero, emerge che Kevin Ryan parla di "aircraft combustibles". Mentre in italiano "combustibile" è, nell'uso corrente, sinonimo di "carburante", in inglese "combustibles" significa esclusivamente "materiale in grado di bruciare"; "carburante" è invece "fuel". Sembra quindi che Ryan, in originale, parli di "13 tonnellate di materiali combustibili" trasportati dall'aereo, ossia dica che a bordo, oltre al carburante, c'erano 13 tonnellate di materiali in grado di prendere fuoco. Non è chiaro, quindi, cosa intenda Zero con "combustibile": forse gli arredi interni dell'aereo e/o i suoi passeggeri? Dato che Zero, tanto per cambiare, non chiede fonti o documentazioni ai propri "esperti", non c'è modo di saperlo. E in tal caso, quale differenza sconvolgente farebbe per l'entità dell'incendio delle Torri Gemelle il peso degli arredi e dei passeggeri dell'aereo?

Zero in aritmetica: Dalle 8:46 alle 10:28? Sono 50 minuti


Non è finita. Ryan, pochi secondi dopo, la spara ancora più grossa. Il doppiaggio di Zero gli attribuisce infatti questa frase:

L'hanno raddoppiata, e hanno raddoppiato il tempo di esposizione dei pilastri al fuoco: 90 minuti. Mentre sappiamo che tale esposizione è stata di 45 e 50 minuti, nei due edifici.

Scusatemi se non uso mezzi termini: qui siamo all'asineria pura in aritmetica di base. Vediamo se riesco a spiegare in modo che anche Ryan e gli autori di Zero che gli danno corda possano capire dove sta l'errore.

L'impatto del Volo 11 contro il WTC1 avvenne alle 8:46 e l'edificio prese fuoco subito, continuando a bruciare fino al suo crollo, avvenuto alle 10:28. Sono dati a disposizione di chiunque, testimoniati dai network di tutto il mondo e dalle decine di migliaia di persone che affollavano l'area degli attentati a New York, e che nessuno seriamente mette in dubbio.

Orbene, dalle 8:46 alle 10:28 ci sono 14 + 60 + 28 = 102 minuti. Non 45. Non 50. Ma addirittura il doppio.

Anche qui, insomma, è Zero che manipola i dati, proprio mentre accusa gli altri di farlo.

E questo sarebbe il modo di procedere di chi vuole arrivare alla verità?

2008/07/18

Albert Stubblebine, l'esperto militare di Zero, voleva attraversare i muri col pensiero

di Paolo Attivissimo, con il contributo involontario di Indymedia UK. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Leggendo una recensione del video Zero pubblicata su Indymedia UK è emersa una perla a proposito di uno degli esperti presentati dal video di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi e, prima ancora, da Inganno Globale di Massimo Mazzucco: il Major General Albert Stubblebine (ritratto nell'immagine qui accanto, tratta da Zero).

Sia in Zero, sia in Inganno Globale, Stubblebine viene citato con la serissima qualifica di ex militare addetto all'interpretazione delle immagini a fini di intelligence tecnico-scientifica durante la Guerra Fredda. Stubblebine dichiara che a suo parere, come esperto che misurava le dimensioni degli apparecchi sovietici basandosi sulle fotografie, un Boeing 757 proprio non ci sta nel foro visibile sulla facciata del Pentagono. Entrambi i video hanno tratto lo spezzone di Stubblebine da un altro documentario cospirazionista, One Nation Under Siege.

Sembrerebbe un personaggio autorevole: un militare, addirittura un generale, che dice chiaro e tondo che l'aereo al Pentagono non ci sta. Ma ecco come Indymedia UK, un sito tutt'altro che filogovernativo, parla dell'esperto Stubblebine in una recensione che, si badi, per il resto elogia Zero e non può certo essere considerata anticomplottista:

Zero si sofferma per circa 20 minuti sulle anomalie al Pentagono, con osservazioni di Russ Wittemberg, Barbara Honegger e Albert Stubblebine (qui ho un sussulto di dolore, perché ho visto quello che ha fatto Stubblebine nel film di Jon Ronson, "The Men Who Stare at Goats", e ho ancora un brivido d'incredulità quando immagino Stubblebine che non riesce a smaterializzarsi e passare attraverso un muro).

Sissignori, avete letto bene. Zero e Inganno Globale non ne fanno cenno, ma Albert N. Stubblebine III non è un ex generale qualunque. E' uno che crede fermamente alla presenza di basi aliene su Marte e alla possibilità di camminare attraverso i muri, piegare cucchiai, levitare, vedere a distanza (fino, appunto, a Marte) con la forza del pensiero. Crede che si possa far letteralmente scoppiare il cuore del nemico in battaglia usando il potere della mente. Non c'è mai riuscito, dice, ma soltanto perché non è mai arrivato a "raggiungere lo stato mentale giusto", come lo definisce lui stesso nel libro e documentario di Jon Ronson citato da Indymedia.

Il titolo del libro (letteralmente "Gli uomini che fissano le capre", pubblicato in Italia da Arcana con il titolo "Capre di guerra" e acquistabile per esempio presso Cicap.org o Libreriauniversitaria.it) nasce dall'idea che Stubblebine e altri fecero circolare nell'esercito statunitense negli anni Ottanta: l'uso di poteri paranormali come arma militare. La sperimentazione iniziale consisteva appunto nel fissare con lo sguardo le capre usate come cavie, con l'intento di ucciderle fermandone il cuore con il pensiero.

Ecco come Ronson racconta la storia delle credenze di Stubblebine, usando le parole dirette dell'aspirante trapassatore di pareti, in The Men Who Stare at Goats:

...E' l'estate del 1983. Il Major General Albert Stubblebine III siede alla propria scrivania ad Arlington, in Virginia, e fissa una delle sue pareti sulla quale sono appese le sue numerose onorificenze militari... E' il capo dell'intelligence dell'Esercito degli Stati Uniti, con sedicimila soldati al proprio comando... Il generale Stubblebine è sconcertato dal proprio continuo insuccesso nell'attraversare la parete...

Questi poteri sono davvero conquistabili, per cui l'unica domanda è: da chi? Chi, nelle forze armate, è già predisposto per queste cose? Quale reparto dell'esercito è addestrato ad operare al massimo delle proprie capacità fisiche e mentali?
Gli sovviene la risposta. Le forze speciali!
E' per questo che verso la fine dell'estate del 1983, il Generale Stubblebine vola a Fort Bragg, nel North Carolina.

...Nel Centro di Comando delle Forze Speciali, il generale decide per un inizio morbido...

"Se avete un'unità che sta operando al di fuori della protezione delle unità della linea principale, che succede se qualcuno si ferisce?"...

Esamina i visi inespressivi nella stanza.
"Pranoterapia!" dice.
Silenzio.
"E' di questo che stiamo parlando", dice il generale, indicandosi la testa. "Se usate la vostra mente per guarire, probabilmente ne uscirete con l'intera squadra viva e indenne".

...I comandanti delle Forze Speciali non sembrano particolarmente interessati alla guarigione tramite sensitivi. "Okay", dice il Generale Stubblebine. L'accoglienza che sta ricevendo è decisamente fredda. "Non sarebbe veramente bello se poteste insegnare a qualcuno a fare questo?"
Il Generale Stubblebine fruga nella propria borsa e con un gesto elegante ne tira fuori delle posate piegate.
... "Sareste interessati?". Silenzio.
... "Parliamo del tempo!" dice "Cosa succederebbe se il tempo non fosse un istante? E se il tempo avesse un asse X, un asse Y e un asse Z? E se il tempo non fosse un punto, ma uno spazio? In un dato istante possiamo essere ovunque in quello spazio! Lo spazio è limitato al soffitto di questa stanza, oppure lo spazio è venti milioni di miglia?" Il generale ride. "I fisici impazziscono quando dico queste cose!"
Silenzio. Ci riprova.
"Animali!" dice il Generale Stubblebine. I comandanti delle Forze Speciali si guardano fra loro.
"Fermare i cuori degli animali" continua. "Far scoppiare i cuori degli animali. Questa è l'idea che porto. Avete accesso ad animali, giusto?"
"Ehm" dicono le Forze Speciali. "Non proprio..."

Il viaggio del Generale Stubblebine a Fort Bragg fu un disastro. Arrossisce ancora quando lo ricorda. Finì per accettare un congedo anticipato nel 1984. Oggi la storia ufficiale dell'intelligence nell'esercito, come viene descritta nel materiale per la stampa preparato dall'esercito stesso, sostanzialmente glissa sul periodo Stubblebine, 1981-1984, quasi come se non esistesse.

"Sa" disse "Pensavo veramente fossero grandi idee. Lo penso tuttora. Semplicemente non ho ancora intuito come il mio spazio può incastrarsi in quello spazio. Continuavo semplicemente a sbattere il naso. Non potevo... No. 'Potere' non è il verbo giusto. Non sono riuscito mai a pormi nello stato mentale giusto." Sospirò. "Se proprio vuole saperlo, è una delusione. Lo stesso vale per la levitazione."
Certe sere, ad Arlington, in Virginia, dopo che la prima moglie del generale, Geraldine, era andata a letto, lui si sdraiava sul tappeto del soggiorno e cercava di levitare.


La vicenda surreale è documentata, insieme ad altri esempi di follie militari compiute ancora oggi in nome della sicurezza nazionale, nel documentario Crazy Rulers of the World (2004) dell'emittente britannica Channel 4, e stando a Variety dovrebbe diventare prossimamente il tema di un film con George Clooney. Il libro The Men Who Stare at Goats è acquistabile e parzialmente sfogliabile su Amazon qui. L'imperdibile spezzone in cui Stubblebine racconta di come pensa di poter attraversare i muri è disponibile qui su Veoh.com e in versione più estesa su DailyMotion qui.

Il sito del documentarista Jon Ronson è Jonronson.com. Ronson si è anche occupato delle più disparate teorie cospirazioniste, dai rettiliani di David Icke al Nuovo Ordine Mondiale di Alex Jones, in una serie di documentari intitolata Secret Rulers of the World.

Caso mai qualcuno sospettasse che si tratti di una campagna denigratoria avviata da Ronson contro un valoroso ex generale che non si piega alla verità ufficiale, ecco un estratto da una delle conferenze di Stubblebine, tenuta all'International Symposium on UFO Research a Denver, in Colorado, nel maggio del 1992:

...prima di tutto lasciate che vi spieghi un po' cos'è la visione remota. E' indipendente dal tempo, chiaro? Quindi posso andare nel passato, posso andare nel presente, posso andare nel futuro. E' indipendente dal luogo, quindi posso andare ovunque su questa terra, posso andare in qualsiasi ripostiglio, posso entrare in qualsiasi mente, posso accedere a quell'informazione in qualunque luogo di mia scelta. E' indipendente dallo spazio, quindi posso accedere a quelle informazioni ovunque nel pianeta o fuori dal pianeta, se lo desidero...

...ci sono strutture sotto la superficie di Marte che non possono essere viste dalle fotocamere della Voyager che passarono nel 1976... ci sono macchine sulla superficie di Marte e ci sono macchine sotto la superficie di Marte che si possono vedere [con la visione remota]...

Zero e Inganno Globale, insomma, hanno scelto la crème de la crème degli esperti più seri e posati per sostenere le proprie tesi. Non possiamo dimenticare, infatti, anche David Shayler, che compariva più volte come supertestimone nella prima versione di Zero, quella presentata alla Festa del Cinema di Roma, ma è stato liquidato con discrezione nella versione in DVD dopo che Undicisettembre aveva segnalato che Shayler si credeva il nuovo Messia nonché la reincarnazione di Leonardo da Vinci, di Re Artù e (tanto per gradire) anche dell'arcangelo Metatron.

Per Shayler, Zero ha potuto correre frettolosamente ai ripari facendo rifare di corsa le sue dichiarazioni da Giulietto Chiesa prima dell'uscita in DVD; ma per Stubblebine, un personaggio così imbarazzante che persino i cospirazionisti lo citano con ribrezzo, come abbiamo visto, non c'è possibilità di rattoppo, perché ormai il DVD è stato pubblicato.

Per chi avesse il dubbio che sia scorretto attaccare il messaggero senza badare al suo messaggio, va detto che il messaggio è stato ampiamente sbufalato dalla foto che compare nella colonna di destra di questo blog.

A questo punto è inevitabile porre ai tifosi e ai finanziatori di questi video un paio di domande di fondo: come mai gli autori di Inganno Globale e di Zero ricorrono a svitati di questo calibro? Davvero non c'era nessuno di meno ridicolo da presentare?

E soprattutto, i creatori di questi video sanno che si tratta di svitati, nel qual caso agiscono con malizia, o non lo sanno, e in tal caso dimostrano una tragicomica inettitudine all'indagine?

Forse se li fissiamo abbastanza a lungo ce lo diranno.

2008/07/01

11 settembre 2001 al concorso Ilaria Alpi

di mother. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il 4 giugno 2008 Zero è stato proiettato al Concorso Ilaria Alpi.

Programma ricco di titoli importanti quello di IA Doc 2008, la rassegna di documentari del Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi.
Dal 1 al 4 giugno, al Palazzo del Turismo di Riccione, proiezioni, incontri e seminari (tutto ad ingresso gratuito) tratteranno il documentario nei suoi molteplici aspetti.

....
Mercoledì 4 Giugno
ore 16 proiezione documentario Zero di Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Francesco Trento, Paolo Jormi Bianchi. ZERO, inchiesta sull’11 settembre, è un film documentario costruito con interviste girate in tutto il mondo a testimoni oculari, sopravvissuti, responsabili delle indagini, esperti, tecnici, scienziati, familiari delle vittime, giornalisti. Tre narratori d’eccezione, Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia, accompagnano lo spettatore. (durata 104’) A seguire incontro con gli autori.
(ilariaalpi.it)


Il premio Ilaria Alpi è un concorso per documentari giornalistici italiani ed internazionali, che mira a favorire un giornalismo intelligente, capace di guardare in profondità e far trionfare la riflessione sugli eventi piuttosto che l'audience. Qui si può vedere la giuria che ha premiato i migliori documentari giornalistici nel 2008. Qui possono essere visti i promotori del concorso.

Il concorso nasce nel 1995 grazie all'associazione Comunità Aperta in onore alla giornalista della Rai Ilaria Alpi uccisa dalla guerriglia nel marzo 1994 in Somalia assieme all'operatore free-lance Miran Hrovatin.

Proprio questa vicenda controversa, in cui non si crede alla morte casuale, ma si ipotizza un assassinio su commissione per interrompere le indagini giornalistiche della Alpi, ispira il concorso ed i giornalisti che vi partecipano, facendo teoricamente prevalere il dovere etico di realizzare un'informazione vera, corretta, giusta, verificata piuttosto che politicizzata, sensazionalistica, legata al fattore economico.

Nel 1996 è nato l'Osservatorio Ilaria Alpi, una videoteca nella quale vengono raccolti i materiali del Premio e che oggi è anche sede di un osservatorio sull'informazione che gestisce un weblog sulla libertà di stampa (http://www.ilariaalpi.org/) e dal 2002 si occupa anche di produzioni video dedicate al sociale e alla comunicazione: come Congo prima produzione video realizzata in collaborazione con WWF e Coopi. (fonte)


Nel 2005 si è costituita l'Associazione Ilaria Alpi/Comunità Aperta e nel 2006 l'Associazione ha prodotto un reportage e una mostra fotografica dal titolo "In Somalia", frutti di un viaggio sulle tracce di Ilaria e Miran.

Il Caso Ilaria Alpi da oltre 12 anni è al centro di tutte le attività dell'Associazione. Nel 2002 il Presidente dell'Associazione Ilaria Alpi Pasquale D'Alessio e l'Assessore alla Cultura del Comune di Riccione Francesco Cavalli hanno scritto e diretto lo spettacolo teatrale sul caso Ilaria Alpi: "Occhi Scritti". Interpretato da Lella Costa. (fonte)

L'11 settembre 2001 è stato più volte tema di discussioni ed incontri nell'interno della manifestazione. In un caso, un documentario riguardante i fatti successivi a quei tragici giorni è stato premiato con la massima onorificenza.

Nel 2002 l'ufficio stampa parlando di informazione deviata dà spazio all'intervento di Ibrahim Helal, direttore delle news di Aljazeera: Gli attacchi dell’11 settembre visti da un giornalista arabo.

Nel 2006 l'osservatorio Ilaria Alpi dà notizia di una serie di trasmissioni a tema 11 settembre 2001, trasmesse dalla Rai e da LA7.

Il direttore del TGLA7 Antonello Piroso trasmette uno speciale intitolato 11/09/01 Cinque anni. Oggi ed in seguito trasmette la docufiction della BBC 9/11, The Day The World Changed.

La Rai invece dedica l'intero portale Rainet al ricordo della giornata, e su RaiNews24 uno speciale. In Anteprima Ballarò (RaiTre) Giovanni Floris presenta il film Fahrenheit 9/11 di Michael Moore. Inoltre si dà l'annuncio che la trasmissione Report dedicherà una puntata a Confronting the Evidence, definito come il primo filmato americano che mette in luce i punti oscuri dei fatti dell'11 settembre.

Nel 2007 l'ufficio stampa dà annuncio dei due documentari trasmessi da LA7: La tosse di Ground Zero di Damiano Ficoneri, premio Ilaria Alpi nel 2004 e 11 settembre 2001: il giorno che ha cambiato la storia, docufiction della BBC.

Giulietto Chiesa appare nel sito per varie attività, non sempre correlate con il film Zero o l'11 settembre 2001.
  • Ospite all'esperimento Errata Corrige, uno spettacolo che mette insieme attori, teatranti e giornalisti per parlare di informazione.

    Questo l'aspetto interessante. Raccogliendo una vecchia idea di Cesare Zavattini, lo spettacolo porta l'informazione a teatro, ma lo fa senza seguire le regole della contro-informazione anni '70: il progetto è spiegare e ragionare sui criteri di selezione delle notizie, per capire i meccanismi che determinano la rappresentazione che i media fanno del mondo. Così lo spettacolo mette in scena le "notizie invisibili" e il processo che le fa sparire, senza "sindromi da complotto" sensazionalismo, semplicemente, si tratta di ragionare e commentare insieme su quale immagine del mondo avere, quale riceviamo ogni giorno e con quali conseguenze. (fonte)

  • Coautore di uno dei taccuini Ilaria Alpi dedicato alla disinformazione. Per esempio:

    Nel villaggio globale gli strumenti e la tecnologia a servizio dell'informazione sono quanto mai potenti, rapidi e alla portata di (quasi) tutti. Tuttavia, è altrettanto nitida la consapevolezza del rischio paradossale di non essere sufficientemente informati o di ricevere news mistificate. Questo libro parte dai fatti che hanno reso palese l'inganno: l'attentato dell'11 settembre, la guerra che ne è seguita e l'inasprirsi del conflitto israelo-palestinese. Mai come in questi mesi l'informazione è stata negata, deviata, censurata, piegata a "interessi superiori". Il volume svela alcuni nodi e forme del Grande Inganno, ma indaga anche sulle possibili vie d'uscita: le Reti. Non solo Internet, ma anche il tessuto di "altri" mezzi d'informazione presso i quali ottenere ciò che i grandi mass media cercano di oscurare... costo 12,40 euro (fonte)
  • Partecipa nel 2003 ad una conferenza per un'informazione democratica:

    Che fare? Giulietto Chiesa ha chiamato tutti a raccolta per una battaglia dura sul fronte della Democrazia nella Comunicazione, perchè si faccia leva sulla responsabilità personale di uomini e donne, promuovendo una grande riforma morale ed intellettuale. Megachip dovra' entrare con le sue attivita' in tutti i circuiti formativi, aiutando con specifici progetti la scuola e la famiglia a reggere l'urto che le ha quasi annichilite come agenzie di socializzazione, sia primaria che secondaria. (fonte)
  • Partecipa nel 2005 ad una conferenza per un'informazione ed una comunicazione di pace:

    L’incontro vuole essere propositivo e verterà su tre domande: 1) Come promuovere una vera informazione e comunicazione di pace?, 2) Quale ruolo deve avere il servizio pubblico? 3) Quale dialogo e formazione reciproca tra operatori della comunicazione e operatori di pace? (fonte)

  • Propone nel 2003 il progetto No war tv (articolo di ZeusNews):

    E' questo il primo pilastro del progetto di "No war tv" presentato da Giulietto Chiesa, giornalista del quotidiano 'La Stampa' che venerdì scorso ha incontrato a Modena le persone interessate all'iniziativa. Attorno al tavolo c'erano Rodrigo Vergara (Logos) uno dei diciotto soci fondatori del progetto e patron dell'incontro, il vicesindaco Gianni Cottafavi, padre Romano di Porta Aperta e Mario Cavani, vicepresidente di Banca Etica. L'entrata dell'istituto di credito viene data per certa nel pool organizzativo di una televisione che parte con molte speranze e ancora maggiore realismo. Anzi, sarà proprio la Banca Etica a preparare il piano economico che dovrà raccogliere i 10 miliardi all'avvìo dell'emittente, mettendo insieme soci fondatori, azionariato popolare ed enti locali che sin dal primo momento hanno aderito. fonte

    Il progetto NoWar Tv ha suscitato le critiche di una parte dei centri sociali di Bologna e di elementi più idealisti del gruppo indymedia per i quali il mezzo della TV, Tele+ ed il satellite sono disprezzabili poiché legati al consumismo ed al potere. Da notare la somiglianza fra il progetto NoWarTv ed il più recente Canale Zero (adesioni).


In conclusione


Fra i vincitori del premio Ilaria Alpi edizione 2008 non è presente il film Zero di Giulietto Chiesa.

Più in generale, sebbene il sito del concorso dia notizia della pubblicazione sia di documentari di informazione che di disinformazione dietrologica come Confronting the Evidence, e Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, solo La tosse di Ground Zero di Damiano Ficoneri viene premiato nel 2004. La manifestazione è un'occasione per riunire un'elite di giornalisti con i quali organizzare dibattiti ed incontri volti a proporre discussioni sul metodo giornalistico da adottare, volti a definire progetti giornalistici/informativi futuri da mettere in pratica grazie all'aiuto di appositi finanziatori interessati. Si può notare come alcuni progetti abbiano usufruito del finanziamento dato da cooperative, banche eque e solidali ed associazioni, mentre altri si siano rivolti direttamente al pubblico di lettori per ricevere sostegno (Canale Zero, post di Beppe Grillo).

2008/06/29

Impatti a confronto: schianto di un Boeing 757 in Spagna

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato ampliato dopo la pubblicazione iniziale.

L'esame di incidenti aerei del passato permette di sfatare alcuni miti del cospirazionismo undicisettembrino. Uno di questi miti è la robustezza elevatissima dei motori degli aerei, che secondo alcuni dovrebbero trapassare come macigni qualsiasi cosa e lasciare un segno inequivocabile del loro passaggio. Per dirla con Dario Fo in Zero, a circa 33 minuti dall'inizio, a proposito dell'aereo dirottato e lanciato contro il Pentagono:

Abbiamo detto che la parte più compatta dell'aereo sono senz'altro i motori. Infatti questi motori sono... oh... composti da una lega di titanio e acciaio: potentissima. Non si sfascia neanche... Insomma, avremmo il diritto di vedere, se non altro su questa parete, i fori dei due motori che hanno sfondato... No! Non c'è nessun segno. Due buchi che noi ci aspettavamo non ci sono.


Andiamo ora a esaminare un incidente aereo avvenuto il 14 settembre 1999 a un Boeing 757-204 avente tail number identificativo G-BYAG (nella foto qui accanto): lo stesso modello d'aereo che colpì il Pentagono.

Al termine del volo BY226A della Britannia Airways da Cardiff (nel Galles) a Girona (in Spagna), quest'aereo si schiantò durante l'atterraggio. Miracolosamente, non vi furono morti fra i 236 passeggeri e 9 membri d'equipaggio, ma soltanto due feriti gravi e una quarantina di feriti lievi. L'aereo, invece, fu danneggiato irreparabilmente e mandato alla rottamazione.

L'atterraggio, tentato in condizioni meteorologiche molto avverse di pioggia intensa e visibilità scarsa, fu funestato oltretutto dall'improvviso, disorientante spegnimento delle luci della pista per alcuni secondi: tutto questo contribuì a un contatto con la pista molto violento, tanto da causare un sobbalzo del velivolo e un secondo impatto con la pista, che danneggiò gravemente il carrello anteriore e portò alla perdita di alimentazione elettrica, interferendo con i comandi e producendo un aumento non intenzionale della spinta dei motori.

L'aereo della Britannia abbandonò lateralmente la pista a velocità elevata e percorse circa 350 metri nel prato ai lati della pista stessa; viaggiando sul carrello, scavalcò un rialzo del terreno e si staccò di nuovo brevemente da terra, colpendo alcuni alberi. Il motore destro colpì la recinzione dell'aeroporto. Il velivolo trapassò la recinzione, atterrò nuovamente in un campo ed entrambi i carrelli principali cedettero. Dopo 250 metri di scivolata sul prato, per un totale di 1900 metri percorsi dopo il secondo impatto con la pista, l'aereo finalmente si fermò.

Foto di WindTours, pubblicata qui su Airliners.net.




La mappa qui sopra è tratta, come i dettagli citati qui sopra, da uno dei rapporti tecnici sull'incidente, ricco di immagini che possono offrire spunti per il confronto con i rottami documentati al Pentagono. Per esempio, questo è uno dei carrelli principali dell'aereo della Britannia:




Si possono confrontare queste immagini con quelle dei rottami nell'A-E Drive (passaggio carrabile fra il terzo e quarto anello) del Pentagono: nella prima (qui sotto) si ritrovano le medesime parti cilindriche chiare, collegate da un'asta, sul lato interno dei cerchioni; nella seconda (più sotto) si nota la forma del cerchione.




Indubbiamente i rottami al Pentagono sono molto compatibili con le parti di un Boeing 757.

Ma torniamo al volo Britannia caduto. La fusoliera si ruppe in tre tronconi, come si può vedere nell'immagine aerea all'inizio di quest'articolo e, più in dettaglio, nell'immagine qui sotto, scattata due giorni dopo l'incidente (l'originale è qui):



Qui sotto è mostrata un'altra immagine, tratta sempre da Airliners.net e scattata alcuni giorni più tardi. Le insegne della Britannia furono coperte con una mano di pittura per questioni d'immagine aziendale.



Come si può notare, dalle immagini dello schianto mancano i motori. Infatti esaminando la mappa tratta dai rapporti tecnici risulta che i motori si staccarono e si fermarono più indietro rispetto all'aereo.

Ecco un dettaglio ingrandito della mappa precedente, sempre tratta dai rapporti tecnici:



Secondo Airdisaster.com, questo Boeing 757 montava motori Rolls-Royce RB211-535E4, esattamente come il Boeing 757 che colpì il Pentagono.

Un altro rapporto tecnico evidenzia a pagina 38 che la gondola di uno dei motori urtò la recinzione che delimitava l'aeroporto. La recinzione era alta 2,5 metri e composta da rete metallica supportata da pali in acciaio: una soluzione molto simile a quella presente a delimitare il cantiere davanti alla facciata colpita del Pentagono, come si può vedere qui sotto.


Il rapporto nota che "il contatto con la recinzione fu radente e fu danneggiato o distrutto un tratto di circa 100 metri di recinzione. Parti consistenti della gondola n. 2 si staccarono in corrispondenza del punto di collisione con la recinzione".

In altre parole, un impatto con una semplice recinzione di rete metallica, a velocità ben più bassa di quella risultante al Pentagono, è sufficiente ad asportare da una gondola di motore "parti consistenti". Questo è un primo segno che forse i motori d'aereo non sono poi così "potentissimi".

Il rapporto prosegue (pag. 43): "Entrambe le gondole furono ritrovate in pezzi nella parte finale del percorso, compatibilmente con il loro distacco in seguito all'impatto con la recinzione e/o il terreno dopo il cedimento del carrello principale. Entrambi i motori erano stati chiaramente strappati dai rispettivi piloni durante lo scivolamento dell'aereo lungo il campo, terminando la propria corsa alcuni metri prima dell'aereo. Le gondole rimasero attaccate alle ali. Entrambi i motori subirono danni esterni gravi."

Vediamo quali furono questi "danni esterni gravi" ai motori, prodotti non da un impatto ad altissima velocità con un generatore da 18 tonnellate o con una parete rinforzata di un edificio, ma semplicemente dalla collisione con una recinzione e dallo strisciamento sul terreno. Gli originali di queste immagini sono su Airliners.net qui, qui e qui.







Un piccolo inciso: la prima immagine è quella usata da Massimo Mazzucco in Inganno Globale (a circa 27 minuti dall'inizio), quando dice che "I motori, poi, sono due proiettili di acciaio di 4 tonnellate l'uno, talmente compatti che non si disintegrano nemmeno cadendo da 10.000 metri di altezza"). La stessa immagine era finita per un errore di montaggio di Canale 5 nel filmato di debunking preparato dalla redazione di Matrix, come descritto qui. Adesso finalmente so da dove proviene: come al solito, da una situazione che non c'entra nulla, perché come abbiamo visto, il volo Britannia non è affatto caduto "da 10.000 metri di altezza". Fine dell'inciso.

Nella terza fotografia dei motori si nota, a destra, la carenatura del motore.

Confrontiamo questi rottami di motore con la forma di un motore Rolls-Royce RB211-535 usato nei Boeing 757, comprensivo della sua carenatura e con una persona accanto che funga da termine di riferimento dimensionale.



Quando un profano pensa a un motore d'aereo, immagina probabilmente che quest'enorme volume, che stando ai disegni Boeing misura circa 2,6 metri di diametro, sia ripieno di metallo robustissimo ("Non si sfascia neanche..."). Ma la realtà è ben diversa. Infatti in un moderno motore turbofan come l'RB211, all'interno di questa grande carenatura c'è un ampio volume vuoto, in cui fluiscono aria e gas di scarico per la propulsione:



Se togliamo la carenatura, come è avvenuto a causa dell'impatto nel caso del volo Britannia, vediamo che il motore vero e proprio è assai più piccolo della sua carenatura:


Queste foto di un motore di Boeing 777, anch'esso di tipo turbofan, permettono di cogliere quanto sia ampio il volume vuoto all'interno della carenatura:




Osservando le fotografie dell'incidente, si nota subito che nell'urto del volo Britannia è stata strappata via completamente non solo la carenatura, ma anche tutta la parte anteriore del motore vero e proprio, la ventola o fan (sostanzialmente un'elica intubata), di diametro molto più grande rispetto al resto. In pratica, è rimasta soltanto la porzione centrale, ossia lo stadio ad alta pressione con le sue camere di combustione. Questa porzione, pur non trascurabile, è ben più piccola dell'enorme mole che sembrava esservi inizialmente.

Se questo è quello che è successo in seguito ad un impatto con una recinzione seguito da uno strisciamento sul terreno, a velocità relativamente ridotta, durante un atterraggio riuscito male, è ragionevole pensare che in seguito a un impatto frontale ad altissima velocità (850 km/h) contro un generatore da 18 tonnellate e contro due muretti di cemento (quello dello steam vent e quello provvisorio del cantiere), entrambi i motori del Boeing 757 che colpì il Pentagono abbiano subìto una frammentazione paragonabile se non superiore a quella del volo Britannia ancor prima di colpire la facciata del Pentagono.

Un moderno motore d'aereo a reazione turbofan ha insomma dei grandi volumi cavi che dall'esterno non possono essere percepiti, per cui si ha l'impressione che sia molto più massiccio di quanto sia in realtà. L'incidente del volo Britannia dimostra che in caso di impatto anche non estremo, un motore d'aereo, specificamente lo stesso presente sul velivolo che colpì il Pentagono, facilmente si separa dall'ala e viene dilaniato così tanto da lasciarne soltanto il nucleo centrale, che ha dimensioni ben più modeste e un potere di sfondamento minore di quanto suggerisca all'occhio non esperto il suo volume esterno.

Di conseguenza, in queste circostanze sembra perlomeno dilettantesco aspettarsi, per citare ancora Dario Fo, di "vedere, se non altro su questa parete, i fori dei due motori che hanno sfondato" la facciata del Pentagono.

Destrutturazione di un Boeing 757


Altre immagini dell'incidente del volo Britannia permettono di cogliere quanto sia sottile e fragile, in caso d'impatto, la struttura di un aereo, particolarmente quella della sua fusoliera, e quanto sia quindi ridicolo aspettarsi di trovare tronconi di fusoliera o altri grandi pezzi in caso di collisione ad altissima velocità contro un oggetto resistente come il Pentagono o il World Trade Center. In questa sconfortante sequenza, l'aereo viene gradatamente smontato per la rottamazione.











Una fine decisamente inelegante per una macchina abituata a librarsi nel cielo, ma utile per documentare che i luoghi comuni del cospirazionismo, oltre che i dubbi di molti non cospirazionisti, derivano dalla mancata conoscenza dei fatti tecnici che riguardano l'11 settembre.