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2008/11/12

Rilasciati altri 10 "video del Pentagono": mostrano le Torri Gemelle

di Paolo Attivissimo

Una diffusa teoria cospirazionista afferma che secondo un documento dell'FBI ci sono 85 video del Pentagono sequestrati.

Nel video Zero, per esempio, Dario Fo afferma che "il Pentagono era in possesso di 86 riprese differenti e totali" e Barbara Honegger afferma che "hanno confiscato 86 videocassette, al Pentagono, al parcheggio del Pentagono, presso la stazione di rifornimento lì di fronte, in un vicino albergo e in tutti gli edifici che avevano telecamere puntate su quell'area."

Queste affermazioni errate si basano in realtà sulla lettura distorta di una dichiarazione scritta dell'agente FBI Jacqueline Maguire, come spiegato qui.

Ottantacinque, non 86, è il numero complessivo dei video dell'11 settembre in possesso dell'FBI e catalogati come prove, secondo la dichiarazione Maguire. Questo numero, in altre parole, include anche video che non riguardano il Pentagono, come quelli delle Torri Gemelle. Infatti basta leggere con più attenzione la dichiarazione dell'FBI per capire che i video del Pentagono sono in realtà soltanto tredici. Il contenuto degli altri video è elencato in un altro documento (pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6).

Il ricercatore Scott Bingham (nessuna parentela con Mark Bingham, passeggero del Volo 93) ha inoltrato all'FBI, tramite il proprio avvocato, una richiesta FOIA per il rilascio di questi video e ha ricevuto risposta il 29 ottobre scorso, insieme a DVD contenenti i primi dieci video. Gli altri video richiesti, scrive l'FBI, verranno rilasciati progressivamente.

I dieci video rilasciati dall'FBI riguardano le Torri Gemelle: mostrano il secondo impatto e i crolli da angolazioni inedite (tranne uno, da sotto il ponte di Brooklyn, che era già noto) e sono disponibili presso Penttbom.com.

Un fotogramma di uno di questi video è mostrato all'inizio di quest'articolo e presenta un punto luminoso sulla fusoliera del velivolo che scatenerà sicuramente la fantasia dei cospirazionisti.

Un altro video mostra da vicino la cascata di materiale incandescente dal WTC2. Questo video, invece, mostra l'impatto di UA175 (il secondo aereo) da un punto di vista inedito, come mostrato nel fotogramma qui accanto.

Si noti che questi fotogrammi sono tratti dalle versioni Youtube di questi video, che sono stati sottoposti a drastica ricompressione e perdita di risoluzione rispetto ai file originali forniti dall'FBI. Pertanto hanno valore puramente illustrativo e non sono utilizzabili per analisi video significative.

Per avere un'idea della differenza qualitativa, si può confrontare la versione Youtube di un altro filmato inedito del secondo impatto con la versione MOV da 200 megabyte del medesimo filmato, messa a disposizione sempre da Scott Bingham.

Un altro video di questa nuova serie rilasciata dall'FBI mostra il crollo della Torre Sud e permette di apprezzare l'inclinazione del blocco superiore dell'edificio durante il crollo (fotogramma qui accanto).

Da questa nuova serie, Scott Bingham ha pubblicato anche un video del crollo della Torre Nord che consente di notare l'inclinazione dell'antenna, la formazione del famoso "squib" o sbuffo che alcuni cospirazionisti scambiano per un'esplosione e la presenza, dopo il crollo, dei resti della struttura centrale della torre, crollati successivamente.

A Bingham va non soltanto la nostra gratitudine per il lavoro paziente svolto fin qui (quello che dovrebbero fare, ma non fanno, i cosiddetti "ricercatori della verità"), ma anche un contributo economico alle considerevoli spese burocratiche che ha sostenuto per ottenere il rilascio di questi video e (va ricordato) anche di quelli del Pentagono. Soltanto le spese dell'FBI per la masterizzazione di questi video ammontano a 150 dollari, ossia 15 dollari a filmato, e Bingham ne ha richiesti ben 64. Chi volesse dargli una mano, può farlo tramite Paypal all'indirizzo scott2121 chiocciola hotmail.com.

2008/08/26

9/11 Report: pubblicati tutti i documenti FBI

di John - www.Crono911.org

Chi ha letto davvero almeno i capitoli più importanti del 9/11 Commission Report (e non sono in tanti ad averlo fatto, a giudicare dalle corbellerie che si leggono in giro) sa che questo documento non è una vera e propria "fonte primaria", giacché esso si basa sostanzialmente su centinaia di altri atti, documenti, relazioni tecniche, testimonianze, indagini ecc... che rappresentano le vere fonti primarie delle informazioni presentate.

Centinaia di note, infatti, citano puntualmente la fonte primaria di ciascuna affermazione del Report.

Al momento della sua pubblicazione (2004), buona parte di queste fonti non erano però disponibili per la pubblica consultazione.

Negli anni seguenti, specialmente dopo la conclusione del processo Moussaoui, i ricercatori hanno avuto accesso a questo materiale: rapporti del NIST, dell'ASCE e della FEMA, tracciati radar, comunicazioni del controllo aereo, relazioni della FAA e dell'NTSB, liste passeggeri, dichiarazioni e confessioni di complici dei dirottatori, dati delle scatole nere dei voli American 77 e United 93, video e fotografie relativi agli impatti e ai rottami, analisi del DNA, trascrizioni di alcune telefonate da bordo dei velivoli, registrazioni delle conversazioni e comunicazioni dei comandi della difesa aerea, audizioni dei testi alle sedute della Commissione, eccetera.

Un gruppo di documenti, però, era rimasto sinora inaccessibile: si tratta delle attività di indagine dell'FBI strettamente correlate all'inchiesta PENTTBOM (Pentagon and Twin Towers Bombing) avviata il giorno stesso degli attacchi.

Nel febbraio di quest'anno i responsabili del sito Intelfiles, attraverso una richiesta FOIA (Freedom of information act), hanno ottenuto oltre 200 documenti dell'FBI citati nelle note a corredo del 9/11 Commission Report e hanno iniziato a pubblicarli sulle loro pagine Web: al momento in cui scriviamo, tutti i documenti cronologicamente collocati tra il 1995 e il 30 settembre 2001 sono già disponibili per il download.

Questi documenti comprendono anche i rapporti sulle dichiarazioni rese dalle persone (familiari, conoscenti, telefonisti) che ricevettero le telefonate effettuate da passeggeri e assistenti di volo dagli aerei dirottati.

Si tratta di materiale di grande valore storico e documentale, che consente di fare luce su una serie di dettagli importanti, spesso oggetto di leggende metropolitane e illazioni infondate.

Un esempio: la famosa telefonata di Edward Felt, passeggero del volo United 93 che dalla toilette dell'aereo telefonò al 911 (equivalente del nostro 113). Per anni si è letto e vociferato che Felt era terrorizzato e aveva parlato di "fumo" ed "esplosioni" a bordo dell'aereo.

I familiari di Felt (che avevano ascoltato la registrazione di quella telefonata) hanno sempre smentito che il loro congiunto avesse mai pronunciato simili parole e hanno respinto con sdegno le insinuazioni che si fosse comportato da codardo.

Oggi, grazie al sito Intelfiles, disponiamo della trascrizione di quella registrazione e non solo sappiamo che Felt non ha mai detto nulla di simile, ma sappiamo anche che la storia del fumo e delle esplosioni fu riferita all'FBI da un addetto al 911 (peraltro diverso dall'operatore che ricevette la chiamata) che colorì a modo suo il racconto.

In una serie di prossimi articoli daremo conto con precisione di questa e di tante altre circostanze che emergono dalla lettura dei documenti.

Intelfiles è un sito operato nell'ambito del sito Intelwire gestito dall'analista J.M. Berger, cui vanno i nostri ringraziamenti e apprezzamenti per il lavoro svolto.

2008/02/11

Guantanamo: imminente l'apertura del dibattimento

di John - www.crono911.org

Articolo aggiornato al 13 febbraio 2008

E' ormai imminente l'apertura della fase dibattimentale del processo militare che il Governo USA ha instaurato contro gli organizzatori e fiancheggiatori degli attentati dell'11 settembre 2001.

Come si ricorderà, nel 2006 si è chiuso il processo penale contro Zacarias Moussaoui, condannato dai giudici federali dopo essere stato arrestato, nel 2001, mentre si addestrava al pilotaggio di aerei civili allo scopo di prendere parte agli attentati dell'11 settembre o a una seconda ondata di dirottamenti.

Moussaoui ha ammesso le proprie responsabilità.

Al termine del processo sono stati resi disponibili tutti gli atti e le prove acquisiti, su un apposito sito Web. Questa documentazione ha fornito una mole di informazioni preziosa per i ricercatori, che fino a quel momento avevano dovuto accontentarsi, in sostanza, del Rapporto della Commissione Indipendente pubblicato nel 2004.

La pubblicazione di questi atti ha poi consentito la diffusione (spontanea o dietro richieste FOIA) di una mole impressionante di altro materiale di grande valore tecnico, storico e documentale, fino a quel momento segretato.

Nel frattempo le attività investigative e quelle militari intraprese in conseguenza degli attacchi hanno portato alla cattura di numerosi combattenti o presunti combattenti di Al-Qaeda, che sono stati sottoposti a interrogatori segreti e avviati a un regime di detenzione militare presso la base di Guantanamo sull'isola di Cuba. Questo trattamento ha innescato numerose polemiche sulla violazione dei diritti individuali.

Tra le persone catturate, alcune si sono rivelate delle pedine fondamentali nell'organizzazione degli attentati, e per esse è stato deciso di instaurare un processo militare, in conseguenza del fatto che gli attacchi dell'11 settembre sono stati equiparati ad un vero e proprio atto di guerra.

Al momento sono sei le persone che dovrebbero comparire sul banco degli imputati:

  • Khalid Sheikh Mohammed (abbreviato in KSM) è ritenuto l'organizzatore degli attentati. Nel 2002 confessò questo ruolo, fornendo molti dettagli, a un giornalista di Al-Jazeera, che pubblicò il libro Masterminds of Terror. Alcuni mesi dopo fu arrestato dalla polizia pakistana e consegnato alle autorità americane. Ha sempre ammesso il suo ruolo e le sue responsabilità.
  • Ramzi bin al-Shibh è considerato colui che coordinò le operazioni in Germania (tre dei quattro piloti dirottatori risiedevano e studiavano in quel paese) e assicurò i collegamenti tra Atta (capo operativo dei 19 dirottatori) e KSM. Arrestato in Pakistan nella stessa operazione che condusse alla cattura di KSM, anche lui ha sempre ammesso le proprie responsabilità.
  • Mustafa al-Hawsawi è accusato di aver collaborato nella pianificazione degli attentati e di aver fatto da intermediario nei trasferimenti di denaro a favore dei dirottatori. E' stato catturato in Pakistan nel 2003.
  • Walid Bin Attash è ritenuto un elemento molto vicino a Osama Bin Laden e sarebbe stato responsabile della sua sicurezza personale. Il suo ruolo negli attacchi dell'11 settembre 2001 dovrebbe essere connesso alla fase di selezione dei dirottatori nei campi di addestramento di Al-Qaeda. E' stato catturato nel 2003 in Pakistan.
  • Ammar al-Baluchi, nipote di KSM, è accusato di aver collaborato con lo zio alla pianificazione degli attacchi. E' stato catturato nel 2003.
  • Mohammed al-Kahtani, catturato alla fine del 2001 in Afghanistan, è accusato di essere il ventesimo dirottatore, che non riuscì a raggiungere i complici perché fu respinto dalle autorità americane al suo arrivo nell'aeroporto di Orlando, Florida, dove lo attendeva Mohamed Atta.

Il processo certamente riaprirà la ferita inflitta alla società americana dagli attacchi dell'11 settembre e non mancherà di canalizzare l'attenzione dei media anche per i riflessi che potrà avere sulla campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti, che è in pieno svolgimento.

Il New York Times del 9 febbraio 2008 ha dedicato un articolo alla notizia dell'imminente dibattimento, con alcuni link di approfondimento.

L'articolo evidenzia che il dibattimento vero e proprio potrebbe iniziare fra alcuni mesi, ma da un momento all'altro potrebbe essere presentato l'atto di incriminazione ufficiale da parte del pubblico ministero, che nel sistema accusatorio americano rappresenta l'atto introduttivo del dibattimento.

L'accusa avrebbe intenzione di incentrare il processo sui fatti dell'11 settembre, piuttosto che sugli atti terroristici precedenti, nei quali sono già coinvolti diversi degli imputati. Questa scelta, legata al fatto che gli attentati dell'11 settembre sono considerati atto di guerra, servirebbe ad aggirare un eventuale tentativo di delegittimare il tribunale militare.

Ci si aspetta invece che la difesa giocherà le sue carte proprio in questo senso: contestare la validità di una corte militare e portare all'interno del dibattito le questioni relative al duro trattamento riservato ai prigionieri (per alcuni si parla di torture) e alla totale assenza di garanzie difensive in tutta la fase degli interrogatori e della detenzione a Guantanamo prima del processo.

D'altro canto, i familiari delle vittime non sono disposti a concedere sconti agli imputati, e la loro opinione peserà sul processo: "E' importante che la giustizia faccia il suo corso contro coloro che hanno ucciso mia madre e quasi 3000 altre persone" ha dichiarato Carie Lemack, figlio di una passeggera imbarcata sul Volo American 11, il primo a schiantarsi quella tragica mattina.

Anche noi di Undicisettembre guardiamo con estremo interesse a questo processo, sia per le inevitabili questioni morali e giuridiche che esso solleverà, sia – soprattutto – per l'importanza che hanno le dichiarazioni degli imputati, che potranno far luce su molti aspetti delle fasi di ideazione, pianificazione, organizzazione ed esecuzione degli attentati.

E' anche possibile, così come avvenne per il caso Moussaoui, che al termine del processo siano resi pubblici ulteriori documenti e materiali ancora segretati. L'attenzione è puntata, ad esempio, sulle attività investigative dell'FBI concentrate sotto la sigla in codice PENTTBOM (Pentagon and Twin Towers Bombing), spesso richiamate da molti altri documenti ma mai desegretate perché considerate fonti di prova processuali.

In queste indagini sono inclusi, ad esempio, i video sequestrati nell'area del Pentagono; le testimonianze dei parenti delle vittime, compresi coloro che ricevettero telefonate da bordo dei velivoli dirottati; registrazioni audio; accertamenti sui movimenti finanziari e di borsa; la repertazione dei rottami dei voli; i sopralluoghi sulle aree interessate dagli impatti; le investigazioni nelle scuole di volo in cui si addestrarono i terroristi; e molto altro.

Dal punto di vista tecnico e storico, si tratta di risorse di grande valore.

Torneremo quindi sulle vicende del processo con altri articoli di aggiornamento e approfondimento, man mano che si renderanno disponibili notizie e informazioni.

Aggiornamenti

- 11 febbraio 2008.
Quasi in concomitanza con la pubblicazione di questo articolo, i media americani hanno reso noto che il Pentagono intende richiedere la pena di morte per i sei imputati, ove riconosciuti colpevoli.
La dichiarazione è stata fatta dal generale Thomas Hartman nel corso di una conferenza stampa al Pentagono.
Nel corso della conferenza il generale Hartman ha assicurato che il processo non sarà segreto e che i pubblici ministeri manterranno la riservatezza solo su poche informazioni giudicate sensibili per la sicurezza nazionale.
Fonte: CNN

- 13 febbraio 2008
L'atto di accusa contro i sei imputati è stato formalmente presentato in data 9 febbraio.
Il documento può essere scaricato da FindLaw.