di Henry62
http://11-settembre.blogspot.com/
Nota: dal 2017 circa i contenuti del sito Flight77[.]info non riguardano
più gli attentati dell’11/9. In questo articolo, i link al sito sono stati
aggiornati per puntare alla
copia archiviata su Archive.org.
Finalmente, dopo più di due mesi dall'annuncio, è arrivata in distribuzione
l'edizione riveduta e corretta del libro
Inganno Globale di Massimo Mazzucco.
Devo ringraziare la segnalazione di un nostro attento lettore, perché
onestamente la cosa era passata del tutto sotto silenzio anche presso il sito
Luogocomune.net di Mazzucco.
Come nella prima edizione, anche questa aggiornata al 2007 ha allegato il DVD in
omaggio col film omonimo. Chi ha prenotato presso il proprio libraio questa
seconda edizione ha però avuto una piccola sorpresa, perché il libro non risulta
ancora disponibile nelle librerie, ma è invece diffuso come
gadget allegato ad una rivista della
Macro Edizioni, in genere venduta al prezzo di 4 euro e per l'occasione
disponibile al prezzo maggiorato di 9,90 euro.
La distribuzione della rivista sembra essere estremamente limitata, perché per
trovarla ho dovuto girare per una quindicina di edicole, dove alla fine ho
recuperato l'unica copia che era stata inviata.
La rivista si chiama
"Il/La Consapevole – Stili di vita – Modi di pensare". Dovrebbe trattarsi di un bimestrale, ma non ne sono certo, perché riporta
"Anno 4 Numero 9, Febbraio-Marzo 2007";
quello che è certo è che degli 8 numeri precedenti è possibile ordinare gli
arretrati al prezzo speciale di promozione di un numero omaggio se se ne
ordinano più di 4 numeri.
Già la scelta della distribuzione in edicola è significativa dell'approccio
dell'editore e dell'autore, perché bisogna dare loro atto che si tratta di una
scelta coraggiosa, ma vorrei segnalare anche la presenza di un'intervista a
Mazzucco nella rivista e, cosa alquanto strana, una interessante postfazione nel
libro a difesa del lavoro da parte dell'editore che, secondo me giustamente,
difende la scelta di campo fatta.
Perché parlo di scelta di campo? Perché, come vedremo, nei fatti di questo si
tratta, cioè di diffusione di un'opera di propaganda che a priori ha scelto
quali ipotesi sostenere e che trascura di citare tutte le prove che sono
contrarie alle idee (o meglio, opinioni personali) dell'autore. Questo metodo
non è quello della ricerca della verità ma, più propriamente, quello della
propaganda o, se preferite, della controinformazione.
Sia chiaro che tutto ciò è lecito e legittimo, ma non completamente
condivisibile se definito pomposamente
"Sconvolgente! Il primo libro italiano sull'11 Settembre. Avvincente,
inoppugnabile, documentatissimo"
(scritta riportata in evidenza sulla confezione di vendita).
Si potrebbe pensare alla pubblicità ingannevole, ma confidiamo nel buon senso
dei lettori che sapranno valutare da soli queste roboanti affermazioni: mai come
in questo caso vale l'antico adagio
"chi si loda…". E il libro
Inganno Globale non è affatto
"inoppugnabile", anzi, e vedremo quanto
sia
"documentatissimo".
Del resto è a tutti chiaro che non si tratta del primo libro italiano sull'11
Settembre: qualcuno ricorderà certamente, per esempio, le rampogne di Mentana a
Chiesa che faceva pubblicità ai suoi libri sull'11 settembre durante una puntata
di
Matrix, e lo stesso Blondet scrisse
sull'11 settembre ben prima di Mazzucco. Ma si sa, per vendere tutto è
lecito.
Questa nuova edizione, resasi praticamente obbligatoria per correggere i
numerosi e gravi errori della prima, si presenta di facile lettura e ancora
rivolta al pubblico non specializzato: si tratta in pratica della prima edizione
cui sono state apposte alcune correzioni ed è stata aggiunta un'intervista a
Danilo Coppe, specialista italiano di demolizioni controllate.
Un po' furbescamente, ma senza possibilità di trarre in inganno chi segue questo
nostro blog, l'edizione viene definita in copertina del libro
"Edizione ampliata e aggiornata Gennaio 2007", perché definirla "corretta" sarebbe stata un'ammissione forse troppo
umiliante; ma per il poco che conosco Mazzucco non credo sia stata una sua
specifica scelta, quanto un'esigenza commerciale di marketing.
Mazzucco sa perfettamente che gli errori da me segnalati erano effettivamente
tali, e non credo che si possa parlare propriamente di
"aggiornamento 2007" quando le
correzioni riguardano dati già noti da tempo, quali, per esempio, il numero di
piani delle Torri o la natura bistatale e non municipale della Port Authority di
New York.
Comunque sia, non per me ma per rispetto ai lettori, mi sarei aspettato due
parole sulle correzioni apportate rispetto alla prima edizione, ma così non è
stato. Evidentemente dà ancora molto fastidio ammettere i propri limiti,
soprattutto se tali limiti emergono chiaramente da una
discussione pubblica
cui non si sa dare altra risposta che montare (per stessa ammissione di
Mazzucco) nella home page di Luogocomune una
gogna mediatica
con cui esporre al pubblico ludibrio il critico resosi reo di lesa maestà.
L'impianto del libro è praticamente inalterato e pone le solite domande cui
ormai siamo abituati, quelle stesse domande alle quali sono state date risposte
sia dal lavoro d'inchiesta del team di
Popular Mechanics (di imminente uscita
in edizione italiana) sia, in tempi più recenti, dal lavoro
"Inganno", curato da John e recentemente approdato su Canale 5 nella trasmissione
Matrix di Enrico Mentana.
Vediamo ora di capire le correzioni fatte e valutare quindi il contenuto
esclusivamente in merito ai
fatti citati dal libro, visto che per
nessun motivo intendo replicare alle personali opinioni complottiste
dell'autore. Vorrei analizzare solamente il suo metodo di ricerca della
verità.
Come detto, avevo a suo tempo aperto una
discussione
su Luogocomune, sito di cui Mazzucco è webmaster, proprio sugli errori del libro
Inganno Globale. La cosa non fu certo
gradita dall'autore, che in breve chiuse di forza la discussione ed espulse il
sottoscritto dal suo sito, come si può
vedere qui.
Conclusione prevedibile e da me accettata senza problemi, sebbene il mio scopo
fosse quello di segnalare alcuni errori del libro e farli così correggere: devo
dire che anche in questo sono riuscito solo parzialmente, perché il buon
Mazzucco nel suo
"inoppugnabile" e
"documentatissimo" lavoro è riuscito
comunque a infilare errori, almeno uno dei quali è una vera e propria perla.
L'elenco degli errori corretti da Mazzucco è, purtroppo, solamente quello che
avevo segnalato pubblicamente: ringrazio della fiducia riposta in me da
Mazzucco, ma gli devo segnalare che volutamente non li avevo segnalati tutti,
proprio per valutare la bontà dell'opera di revisione dell'autore. Per cui devo
constatare che quelli che non ho citato esplicitamente si ritrovano anche nella
seconda edizione.
In alcuni casi le correzioni apportate da Mazzucco risentono della sua
partigianeria, quindi sono di fatto delle semplici variazioni lessicali di
concetti del tutto errati.
Faccio un esempio per chiarire: laddove a pag. 16 di IG1 parlava esplicitamente
di
termite, in IG2 parla di generici
materiali esplodenti. Peccato che la
termite non sia un esplodente e, soprattutto, non siano state trovate
assolutamente tracce della sua presenza. Illazioni e ipotesi sostenute in primis
da Jones, ma prove
zero (e non mi
riferisco al film di Chiesa).
Lo stesso discorso vale per l'affermazione di IG2 che l'edificio WTC7 sarebbe
crollato solamente a causa di un incendio.
Secondo l'autore, in facciata al Pentagono continua ad esserci solamente un
piccolo buco di 3-4 metri, più un'ulteriore spaccatura frutto di una inesistente
esplosione della parete verso l'esterno (IG2, pag. 46).
Il Pentagono, nonostante le ampie discussioni in merito, viene sempre da
Mazzucco ritenuto protetto da inesistenti batterie antiaeree (IG2, pag. 49).
Un ipotetico Boeing che andasse ad impattare contro l'edificio ad una velocità
di 850 km/h avrebbe dovuto
rimbalzare,
secondo Mazzucco (IG2, pag. 51). Non so quali siano le nozioni di fisica che
sottendano a queste valutazioni, ma certamente non si può imputare all'autore la
mancanza di fantasia.
In merito all'analisi Purdue (IG2 pag. 53), lascio a voi immaginare dove arrivi
l'
"inoppugnabile" e
"documentatissima" ricerca.
Il timone dell'aereo, che in IG1 era d'acciaio, diviene in IG2 una
"spessa lama metallica alta più di 6 metri", sostituendo un generico metallo laddove, come ovvio, si trovano invece
materiali compositi su travatura in lega leggera.
L'autore sembra poi avere una particolare attenzione per le finestre del
Pentagono, della cui incolumità, per le finestre non direttamente impattate, non
riesce proprio a capacitarsi, tanto da lasciarsi andare (IG2. pag. 56) a
ironiche battute che suonano fuori luogo sia nei modi che nella sostanza.
Probabilmente l'autore non ricorda che non stiamo parlando di comuni finestre,
ma di speciali infissi anti-esplosione con lastre trasparenti multistrato
(ciascuna del peso di alcuni quintali...) montate su particolari serramenti in
acciaio imbragati alla struttura della facciata.
Dal documentario
Inside the Pentagon, National
Geographic.
Si noti l'uso di un veicolo sollevatore di grande portata per trasportare la
finestra.
Naturalmente, parlando sia del volo AA77 al Pentagono che del volo UA93,
Mazzucco dimentica di citare l'esistenza delle scatole nere e delle
identificazioni delle vittime, dei passeggeri e dell'equipaggio, ma questo è un
dettaglio che l'autore non ritiene significativo e degno di menzione, mentre
accenna, naturalmente sfrondata delle parti non gradite, all'intervista del
sindaco di Shanksville (IG2, pag. 71) nella quale si negherebbe la presenza di
rottami dell'aereo caduto.
Venendo invece alle Twin Towers, Mazzucco continua a diffondere l'ipotesi, ormai
obsoleta, ripudiata e dimenticata da tutti, del collasso a
pancake (pag. 98), che risalente al
2002 e che nemmeno compare nel report definitivo del NIST del 2005. Ma questo è
funzionale per poter continuare imperterrito a scrivere che con tale ipotesi
(che non si accorge di sostenere solamente lui, ormai), si violerebbero delle
leggi di natura in riferimento ai tempi del crollo. Evidentemente non è chiara
la distinzione fra
collasso e
crollo, ma avendolo più volte spiegato
proprio sulle pagine di Luogocomune, invito Mazzucco a leggersi il suo sito e ad
aggiornare le sue teorie.
Lo stesso discorso vale per la spiegazione di come abbiano potuto 18 persone
salvarsi dalla Torre Sud (pag. 104). Le contraddizioni sono, come al solito,
all'ordine del giorno: prima si dice che le Torri sono cadute sulla propria
pianta, poi ci si chiede come pezzi delle Torri possano essere stati scagliati a
distanze di decine e decine di metri: delle due, l'una… l'autore faccia la sua
scelta e poi ne riparleremo, perché non è possibile commentare ipotesi
antitetiche esposte nello stesso libro come se niente fosse.
In merito alla vicenda della presenza di amianto nelle Twin Towers siamo
arrivati al ridicolo: ricordo che Mazzucco pretendeva da me la documentazione
con cui lui potesse correggere il suo clamoroso errore della prima edizione, e
su questo ingaggiò un ingenuo quanto per me divertente tormentone di messaggi in
cui, praticamente, denunciava di fatto la sua completa incapacità nel chiarire
questa vicenda, talmente importante per l'autore da presentarla invece
all'interno di un paragrafo dal titolo evocatore di
"Alla ricerca di un movente".

Nella seconda edizione la soluzione è stata salomonica: prendendo spunto da
valutazioni "spannometriche" fatte da qualcuno in post anonimi della discussione
da me aperta su Luogocomune, le tonnellate di amianto diventano circa 5.000.
Nella discussione, questo numero usciva come stima della percentuale di amianto
presente nel materiale isolante, ma l'autore anonimo del post fece questa
valutazione basandosi su percentuali
in pesi, mentre le percentuali di
composizione del materiale antincendio spruzzato al WTC venivano generalmente
fatte
in volume. L'uso di cifre
scaturite da fonti del tutto prive di verifica e di autorevolezza come un post
anonimo è sintomatico della cosiddetta approfondita e inoppugnabile ricerca
condotta per questo libro.
Vale la pena di ricordare, per chi vuole informarsi correttamente, che la realtà
è che l'amianto, reso non pericoloso per rimozione o incapsulamento, era
presente solamente nei primi 38 piani della Torre Nord e completamente assente
in tutti gli altri edifici. Eppure anche in
Inganno Globale Aggiornamento 2007
l'errore continua a rimanere. Confidiamo nell'aggiornamento 2008.
In merito all'intervista a Danilo Coppe, rispetto troppo l'opera di Danilo per
affiancarlo al resto dell'opera mazzucchiana, per cui lascio a lui, se vuole, la
possibilità di dire la sua da queste pagine.
Non vorrei dilungarmi oltre, ma avevo promesso una perla, già presente nella
prima edizione, che volutamente non era stata segnalata pubblicamente per poter
valutare il
"frutto dell'eccezionale lavoro di raccolta documentale di Massimo Mazzucco" (citazione di Giorgio Gustavo Rosso, editore di
Inganno Globale, dalla postfazione pag.
149): il povero Mark Bingham, vittima del volo UA93 e autore della famosa e
contestata
telefonata
alla madre in cui si presentava con nome e cognome, per Mazzucco diventa
Scott Bingham (pag. 79) e la telefonata
diventa letteralmente
"Hi mom, this is Scott, Scott Bingham" (stessa pagina,
quarta riga dall'alto), con tanto di virgolette per la citazione
testuale.
Peccato che Scott Bingham esista veramente e non sia il ragazzo appassionato di
rugby morto a Shanksville: è uno dei più importanti e veri ricercatori sull'11
settembre, titolare del sito
Flight77[.]info
e autore delle richieste che hanno portato al rilascio dei filmati del
Pentagono.
Caro Mazzucco, capisco il fuso orario e l'assonanza dei cognomi, ma verificare
ciò che si scrive è davvero così difficile? Un pensiero va anche a lei, signor
Rosso, editore di questa pietra miliare italiana della ricerca sull'11
settembre, cui va tutta la nostra sincera solidarietà quando afferma (pag. 153)
che un suo secondo autore che scrive di 11 settembre, David Icke,
"sicuramente non è in grado, come Mazzucco, di documentare ogni cosa che
scrive".
E' indubbio che un sostenitore della presenza nella famiglia reale inglese di
alieni rettiliformi travestiti
quale è Icke possa incontrare qualche difficoltà nel documentare queste
affermazioni, ma lodare Mazzucco dicendo che è più documentato di David Icke non
credo sia un gran complimento.