Nota: L'articolo risale a circa un anno fa e descrive la situazione di quel momento, quando il Pentagon Memorial non era ancora stato completato e aperto al pubblico. Viene presentato solo ora perché la produzione continua di nuove asserzioni cospirazioniste nei mesi scorsi, combinata con lo scarso tempo libero degli autori di Undicisettembre, ha purtroppo imposto slittamenti a ripetizione. Ce ne scusiamo con Mattia. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.La "collina Fo": finzione o realtà? – di Mattia Butta
Una delle tante teorie complottiste in merito all'attentato al Pentagono riguarda la “Collina Fo”. La tesi è spiegata da Dario Fo nel video
Zero:
0:41:26. DARIO FO: Assurdo per assurdo, c'è anche l'altezza a cui volava questo aereo. Ha... continuato a ridisegnare le varianti del terreno a... sei metri dal suolo per un chilometro, scavalcando una collina, poi c'era un raccordo stradale, e poi è arrivato finalmente di fronte, senza fare altre virate, perché oramai c'era... non aveva più spazio.
Fo dice che la traiettoria ufficiale dell'aereo schiantatosi sul Pentagono è
“assurda”, e per motivarla cita una fantomatica collina che l'aereo avrebbe dovuto scavalcare per arrivare a bersaglio. Ma esiste davvero questa collina?
Da anni ci siamo abituati ad usare la mappe satellitari di Google per acquisire in pochi istanti dettagli geografici delle più sperdute aree del pianeta. Ma con un limite: abbiamo le viste dall'alto, non abbiamo informazioni sull'altimetria. In questo caso una visita sul luogo è fondamentale per capire come stanno le cose.
Nell'agosto del 2008 mi sono trovato di passaggio da Washington, DC, e Paolo Attivissimo mi ha chiesto di indagare sull'esistenza o meno della Collina Fo. In questo articolo presento i risultati della mia indagine.
Arrivo a destinazione
Alle 17 sono arrivato alla stazione della metropolitana
“Pentagon”. Sono uscito con un po' di trepidazione: finalmente avrei visto di persona tutti i dettagli che volevo di un luogo visto attraverso poche fotografie, spesso sgranate, in tutti questi anni. C'è o no la Collina Fo?
All'uscita della stazione della metro c'erano due poliziotti bonaccioni che hanno accolto i viaggiatori con un eloquente cartello
“NO PHOTO”. Lo sapevo, me l'avevano detto, è vietato fare foto al Pentagono.
Mi è bastato girare il primo angolo dell'edificio per avere conferma di quello che già stavo capendo: non ero in un film. Se pensate al Pentagono come a un posto blindato militarmente, avete sbagliato alla grande. Alle 17 la gente stava uscendo dall'edificio come se uscisse da un normale ufficio dopo la giornata di lavoro. Qualcuno con la divisa invece che con abiti civili, ma era l'unica differenza.
Per il resto l'atmosfera era assolutamente rilassata. C'erano addirittura diversi podisti che facevano jogging passando davanti al Pentagono. Ho passeggiato sul marciapiede dell'edificio e sono salito fin sopra una scala che dà poi accesso al Pentagono. Nessuno mi ha detto niente, nessuno mi ha guardato male. Ero solo uno dei tantissimi civili che passavano nei paraggi.
Non c'era traccia di guardie armate; se volete un paragone, andate a Piazza Montecitorio a Roma e sostate qualche minuto facendo finta di niente: un agente della Digos (sempre presente) inizierà ad osservarvi. Al Pentagono, invece, niente di tutto ciò.
Ma veniamo al succo della missione. Anche se l'atmosfera era rilassata, non avevo voglia di rischiare problemi con i militari USA. Quindi diligentemente ho rimesso (per il momento) la macchinetta fotografica nello zaino.
Mi sono guardato attorno e ho cercato di capire da che direzione era arrivato l'aereo. Mi ero stampato questa cartina per orientarmi:

Dopo poco tempo sono riuscito a individuare il lato oggetto di attacco. Guardando in direzione del “quadrifoglio” autostradale ho notato che effettivamente una collina c'era. Chiamarla
collina forse sembrava un po' eccessivo, soprattutto al sottoscritto nato ai piedi del Resegone.
Sarebbe stato bello farle una fotografia, ma ero vicino al Pentagono e non volevo rischiare. Ma potevo fare l'opposto: salire sulla collina.
L'idea di base era mappare il territorio misurandone l'altezza in punti dove l'aereo era passato, o comunque il più possibile vicino, evitando di entrare in luoghi vietati. Per farlo ho portato con me il mio Garmin Forerunner 305, un orologio con ricevitore GPS, che consente di memorizzare latitudine, longitudine e altitudine del percorso effettuato. Ho quindi acceso il GPS e ho cominciato a camminare, prima lungo il parcheggio, poi salendo, e infine ridiscendendo la collina. Il GPS ha diligentemente registrato tutto il percorso
[i dettagli metodologici sono nella versione estesa di questo articolo, NdR].
Una fotografia composita panoramica scattata ai piedi della "collina Fo". A sinistra, la facciata del Pentagono colpita l'11 settembre 2001; a destra, il Navy Annex. La traiettoria dell'aereo è da destra verso sinistra. L'immagine è cliccabile per ingrandirla. Credit: Mattia Butta.I calcoli
Una volta arrivato a casa, ho scaricato i dati memorizzati dal GPS sul PC ed ho iniziato ad analizzarli. Il programma fornito dalla Garmin mi ha consentito immediatamente di visualizzare il percorso che avevo fatto. Tramite Google Earth ho poi verificato che il percorso corrispondeva alle strade che avevo percorso.
Nell'immagine qui sotto vedete il percorso che ho fatto (in rosso) e la traiettoria del velivolo (in verde), dedotta dalla cartina mostrata prima.

Al culmine della collina, vicino al parcheggio del Navy Annex
[l'edificio a forma di pettine, a sinistra nella foto, NdR], ho lambito la traiettoria dell'aereo.
Sfortunatamente il programma della Garmin non mi consente di visualizzare l'altitudine in modo da capire la pendenza della collina. Ho quindi esportato i dati in un file di testo in modo da acquisirli con un programma di calcolo numerico.
Il GPS mi ha restituito tre dati per ogni punto memorizzato: latitudine, longitudine e altitudine. Dovendo disegnare grafici corrispondenti alla geografia del suolo, ho dovuto convertire latitudine e longitudine in metri
[i dettagli metodologici sono nella versione estesa di questo articolo, NdR].
Posso quindi disegnare in tre dimensioni la mappatura del percorso fatto salendo la collina. Per meglio capire la geografia del luogo, ho disegnato anche il Pentagono. Per semplicità ho disegnato soltanto il contorno dell'edificio, cioè il perimetro più esterno. Le coordinate sono state prese da Google Earth e l'altezza è tratta da
questo articolo: siccome l'altezza non è costante, ho considerato l'altezza massima, in modo da disegnare l'inviluppo dell'edificio.
Dalla cartina illustrata in precedenza ho ricavato la traiettoria dell'aereo nelle coordinate
x e
y. Per l'altitudine ho disegnato una retta subito sopra il pendio. Ho plottato tutto insieme: percorso sulla Collina Fo (rosso), Pentagono (viola) e traiettoria (verde).
Il primo risultato è stato un po' sorprendente. Ecco alcune immagini del modello 3D:



Da questa vista laterale sembrerebbe impossibile per un aereo andare a planare contro la facciata del Pentagono. Ma attenzione, c'è il trucco: ho riportato appositamente queste prime immagini che ho ottenuto, per farvi vedere come sia facile manipolare i dati e far sembrare reale una cosa che non è.
In realtà potete osservare che mentre gli assi
x e
y (ossia il terreno) sono nella medesima scala, l'asse
z (altitudine) è fortemente amplificato. Lo fa automaticamente il programma di calcolo, per mostrare tutti i dettagli, ma per noi è fuorviante. Noterete che gli assi
x e
y si estendono per 1,2 km, mentre l'asse
z copre solo 45 m. Infatti chi ha l'occhio attento avrà notato che l'altezza del Pentagono è sproporzionata: in realtà il Pentagono è un edificio molto più “schiacciato” che non in queste immagini.
Disegniamo allora il modello 3D con le scale corrette; ecco come diventa.

Effettivamente ora il Pentagono assume una forma più familiare. Ecco allora la vista di lato:

Bene, questi sono i dati che ho raccolto, e i semplici calcoli che ho fatto per poter mostrare in 3D la famosa "collina". Un possibile miglioramento di questo modello 3D potrebbe consistere nell'inclusione di altri elementi che si sviluppano in altezza, come la sopraelevata, derivandone l'altitudine da fotografie. Tenete presente, però, che tale sopraelevata non supera il punto più alto della collina dove sono arrivato.
Ad ogni modo, lo scopo della missione è stato raggiunto. Ho identificato il pendio sopra il quale l'aereo è volato e ne ho misurato l'altitudine (avvicinandomi molto ad alcuni punti della traiettoria). Il risultato è
un dislivello massimo (rispetto al parcheggio del Pentagono) di circa 35 metri al livello del Navy Annex.Commento
Ovviamente ci si aspetterebbe un commento a questi dati, del tipo: questo aereo poteva arrivare al Pentagono con quella inclinazione oppure no?
Io mi limito a fornire le misure: non essendo un pilota, non ho la competenza per dire se tale manovra è fattibile o
“assurda”, come asserisce Fo. Seguirà quindi il commento di persone competenti in materia.
Tuttavia vi propongo i pensieri che mi sono venuti durante la ricognizione sul luogo e che possono dare qualche spunto di riflessione.
Innanzitutto stiamo sempre attenti alle foto: spesso sono molto fuorvianti e fanno dire quello che vogliono. Un esempio è la grandezza del Pentagono: è vero, abbiamo i numeri, le larghezze, le lunghezze, ma nelle foto sembra sempre più piccolo di quello che è, forse perché lo riprendono per intero. Guardate che il Pentagono è un edificio
enorme.
Talvolta si sente dire
“Ma come ha fatto a colpire proprio la facciata del Pentagono?”; dopo averlo visto di persona, questa obiezione crolla. Non essere capaci di colpire un punto qualsiasi di quell'edificio enorme è come non saper parcheggiare una Smart nel parcheggio dei pullman. Con quattro posti liberi a destra e quattro a sinistra.
Un altro pensiero che mi è venuto è questo: ma che male fa questo pendio? Quando mi sono trovato al Navy Annex e ho guardato il Pentagono mi è sembrato che il pendio, invece che essere un ostacolo, facesse quasi “da invito” all'aereo.
Un'altra riflessione è sulle dimensioni dell'aereo: riguardate le immagini del modello 3D e cercate di indovinare quanto è grande il velivolo. E' importante, perché l'angolo di inclinazione del pendio non dice molto di per sé, bisogna compararlo con l'aereo. Il Boeing 757 che si schiantò sul Pentagono era lungo 47,3 m. Ho provato a disegnare questa lunghezza (in blu) nelle immagini che già vi ho mostrato, ed ecco cosa ne è uscito:
La realtà altimetrica della "collina".Benché io non sia un pilota, non mi sembra che la collina sia un ostacolo insormontabile per un velivolo di queste dimensioni, e tanto meno mi sembra che l'aereo sarebbe dovuto andare “in picchiata” sull'edificio a causa della collina.
C'è anche chi suppone che l'attentatore avrebbe dovuto fare la scelta logica di andare in picchiata sull'edificio, invece che colpirne la facciata; lo afferma per esempio Massimo Mazzucco in
questo video (minuto 5:10 circa). Secondo lui, la manovra eseguita sarebbe illogica.
Sarà, ma a me è venuto un pensiero: un pilota alle prime armi cosa volete che faccia? Secondo voi si mette ad improvvisare manovre spericolate per andare giù in picchiata? Secondo me prova a fare un semplice atterraggio, per il quale si è già allenato, con la facciata da colpire di fronte a sé.
Ecco, riguardando le immagini tratte dalle misure che ho fatto mi viene da pensare: ma quella linea verde non è compatibile con le manovre di un normale atterraggio?