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2008/07/18

Albert Stubblebine, l'esperto militare di Zero, voleva attraversare i muri col pensiero

di Paolo Attivissimo, con il contributo involontario di Indymedia UK. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Leggendo una recensione del video Zero pubblicata su Indymedia UK è emersa una perla a proposito di uno degli esperti presentati dal video di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi e, prima ancora, da Inganno Globale di Massimo Mazzucco: il Major General Albert Stubblebine (ritratto nell'immagine qui accanto, tratta da Zero).

Sia in Zero, sia in Inganno Globale, Stubblebine viene citato con la serissima qualifica di ex militare addetto all'interpretazione delle immagini a fini di intelligence tecnico-scientifica durante la Guerra Fredda. Stubblebine dichiara che a suo parere, come esperto che misurava le dimensioni degli apparecchi sovietici basandosi sulle fotografie, un Boeing 757 proprio non ci sta nel foro visibile sulla facciata del Pentagono. Entrambi i video hanno tratto lo spezzone di Stubblebine da un altro documentario cospirazionista, One Nation Under Siege.

Sembrerebbe un personaggio autorevole: un militare, addirittura un generale, che dice chiaro e tondo che l'aereo al Pentagono non ci sta. Ma ecco come Indymedia UK, un sito tutt'altro che filogovernativo, parla dell'esperto Stubblebine in una recensione che, si badi, per il resto elogia Zero e non può certo essere considerata anticomplottista:

Zero si sofferma per circa 20 minuti sulle anomalie al Pentagono, con osservazioni di Russ Wittemberg, Barbara Honegger e Albert Stubblebine (qui ho un sussulto di dolore, perché ho visto quello che ha fatto Stubblebine nel film di Jon Ronson, "The Men Who Stare at Goats", e ho ancora un brivido d'incredulità quando immagino Stubblebine che non riesce a smaterializzarsi e passare attraverso un muro).

Sissignori, avete letto bene. Zero e Inganno Globale non ne fanno cenno, ma Albert N. Stubblebine III non è un ex generale qualunque. E' uno che crede fermamente alla presenza di basi aliene su Marte e alla possibilità di camminare attraverso i muri, piegare cucchiai, levitare, vedere a distanza (fino, appunto, a Marte) con la forza del pensiero. Crede che si possa far letteralmente scoppiare il cuore del nemico in battaglia usando il potere della mente. Non c'è mai riuscito, dice, ma soltanto perché non è mai arrivato a "raggiungere lo stato mentale giusto", come lo definisce lui stesso nel libro e documentario di Jon Ronson citato da Indymedia.

Il titolo del libro (letteralmente "Gli uomini che fissano le capre", pubblicato in Italia da Arcana con il titolo "Capre di guerra" e acquistabile per esempio presso Cicap.org o Libreriauniversitaria.it) nasce dall'idea che Stubblebine e altri fecero circolare nell'esercito statunitense negli anni Ottanta: l'uso di poteri paranormali come arma militare. La sperimentazione iniziale consisteva appunto nel fissare con lo sguardo le capre usate come cavie, con l'intento di ucciderle fermandone il cuore con il pensiero.

Ecco come Ronson racconta la storia delle credenze di Stubblebine, usando le parole dirette dell'aspirante trapassatore di pareti, in The Men Who Stare at Goats:

...E' l'estate del 1983. Il Major General Albert Stubblebine III siede alla propria scrivania ad Arlington, in Virginia, e fissa una delle sue pareti sulla quale sono appese le sue numerose onorificenze militari... E' il capo dell'intelligence dell'Esercito degli Stati Uniti, con sedicimila soldati al proprio comando... Il generale Stubblebine è sconcertato dal proprio continuo insuccesso nell'attraversare la parete...

Questi poteri sono davvero conquistabili, per cui l'unica domanda è: da chi? Chi, nelle forze armate, è già predisposto per queste cose? Quale reparto dell'esercito è addestrato ad operare al massimo delle proprie capacità fisiche e mentali?
Gli sovviene la risposta. Le forze speciali!
E' per questo che verso la fine dell'estate del 1983, il Generale Stubblebine vola a Fort Bragg, nel North Carolina.

...Nel Centro di Comando delle Forze Speciali, il generale decide per un inizio morbido...

"Se avete un'unità che sta operando al di fuori della protezione delle unità della linea principale, che succede se qualcuno si ferisce?"...

Esamina i visi inespressivi nella stanza.
"Pranoterapia!" dice.
Silenzio.
"E' di questo che stiamo parlando", dice il generale, indicandosi la testa. "Se usate la vostra mente per guarire, probabilmente ne uscirete con l'intera squadra viva e indenne".

...I comandanti delle Forze Speciali non sembrano particolarmente interessati alla guarigione tramite sensitivi. "Okay", dice il Generale Stubblebine. L'accoglienza che sta ricevendo è decisamente fredda. "Non sarebbe veramente bello se poteste insegnare a qualcuno a fare questo?"
Il Generale Stubblebine fruga nella propria borsa e con un gesto elegante ne tira fuori delle posate piegate.
... "Sareste interessati?". Silenzio.
... "Parliamo del tempo!" dice "Cosa succederebbe se il tempo non fosse un istante? E se il tempo avesse un asse X, un asse Y e un asse Z? E se il tempo non fosse un punto, ma uno spazio? In un dato istante possiamo essere ovunque in quello spazio! Lo spazio è limitato al soffitto di questa stanza, oppure lo spazio è venti milioni di miglia?" Il generale ride. "I fisici impazziscono quando dico queste cose!"
Silenzio. Ci riprova.
"Animali!" dice il Generale Stubblebine. I comandanti delle Forze Speciali si guardano fra loro.
"Fermare i cuori degli animali" continua. "Far scoppiare i cuori degli animali. Questa è l'idea che porto. Avete accesso ad animali, giusto?"
"Ehm" dicono le Forze Speciali. "Non proprio..."

Il viaggio del Generale Stubblebine a Fort Bragg fu un disastro. Arrossisce ancora quando lo ricorda. Finì per accettare un congedo anticipato nel 1984. Oggi la storia ufficiale dell'intelligence nell'esercito, come viene descritta nel materiale per la stampa preparato dall'esercito stesso, sostanzialmente glissa sul periodo Stubblebine, 1981-1984, quasi come se non esistesse.

"Sa" disse "Pensavo veramente fossero grandi idee. Lo penso tuttora. Semplicemente non ho ancora intuito come il mio spazio può incastrarsi in quello spazio. Continuavo semplicemente a sbattere il naso. Non potevo... No. 'Potere' non è il verbo giusto. Non sono riuscito mai a pormi nello stato mentale giusto." Sospirò. "Se proprio vuole saperlo, è una delusione. Lo stesso vale per la levitazione."
Certe sere, ad Arlington, in Virginia, dopo che la prima moglie del generale, Geraldine, era andata a letto, lui si sdraiava sul tappeto del soggiorno e cercava di levitare.


La vicenda surreale è documentata, insieme ad altri esempi di follie militari compiute ancora oggi in nome della sicurezza nazionale, nel documentario Crazy Rulers of the World (2004) dell'emittente britannica Channel 4, e stando a Variety dovrebbe diventare prossimamente il tema di un film con George Clooney. Il libro The Men Who Stare at Goats è acquistabile e parzialmente sfogliabile su Amazon qui. L'imperdibile spezzone in cui Stubblebine racconta di come pensa di poter attraversare i muri è disponibile qui su Veoh.com e in versione più estesa su DailyMotion qui.

Il sito del documentarista Jon Ronson è Jonronson.com. Ronson si è anche occupato delle più disparate teorie cospirazioniste, dai rettiliani di David Icke al Nuovo Ordine Mondiale di Alex Jones, in una serie di documentari intitolata Secret Rulers of the World.

Caso mai qualcuno sospettasse che si tratti di una campagna denigratoria avviata da Ronson contro un valoroso ex generale che non si piega alla verità ufficiale, ecco un estratto da una delle conferenze di Stubblebine, tenuta all'International Symposium on UFO Research a Denver, in Colorado, nel maggio del 1992:

...prima di tutto lasciate che vi spieghi un po' cos'è la visione remota. E' indipendente dal tempo, chiaro? Quindi posso andare nel passato, posso andare nel presente, posso andare nel futuro. E' indipendente dal luogo, quindi posso andare ovunque su questa terra, posso andare in qualsiasi ripostiglio, posso entrare in qualsiasi mente, posso accedere a quell'informazione in qualunque luogo di mia scelta. E' indipendente dallo spazio, quindi posso accedere a quelle informazioni ovunque nel pianeta o fuori dal pianeta, se lo desidero...

...ci sono strutture sotto la superficie di Marte che non possono essere viste dalle fotocamere della Voyager che passarono nel 1976... ci sono macchine sulla superficie di Marte e ci sono macchine sotto la superficie di Marte che si possono vedere [con la visione remota]...

Zero e Inganno Globale, insomma, hanno scelto la crème de la crème degli esperti più seri e posati per sostenere le proprie tesi. Non possiamo dimenticare, infatti, anche David Shayler, che compariva più volte come supertestimone nella prima versione di Zero, quella presentata alla Festa del Cinema di Roma, ma è stato liquidato con discrezione nella versione in DVD dopo che Undicisettembre aveva segnalato che Shayler si credeva il nuovo Messia nonché la reincarnazione di Leonardo da Vinci, di Re Artù e (tanto per gradire) anche dell'arcangelo Metatron.

Per Shayler, Zero ha potuto correre frettolosamente ai ripari facendo rifare di corsa le sue dichiarazioni da Giulietto Chiesa prima dell'uscita in DVD; ma per Stubblebine, un personaggio così imbarazzante che persino i cospirazionisti lo citano con ribrezzo, come abbiamo visto, non c'è possibilità di rattoppo, perché ormai il DVD è stato pubblicato.

Per chi avesse il dubbio che sia scorretto attaccare il messaggero senza badare al suo messaggio, va detto che il messaggio è stato ampiamente sbufalato dalla foto che compare nella colonna di destra di questo blog.

A questo punto è inevitabile porre ai tifosi e ai finanziatori di questi video un paio di domande di fondo: come mai gli autori di Inganno Globale e di Zero ricorrono a svitati di questo calibro? Davvero non c'era nessuno di meno ridicolo da presentare?

E soprattutto, i creatori di questi video sanno che si tratta di svitati, nel qual caso agiscono con malizia, o non lo sanno, e in tal caso dimostrano una tragicomica inettitudine all'indagine?

Forse se li fissiamo abbastanza a lungo ce lo diranno.

2008/06/13

Il colpo di stato più lento della storia

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei dogmi di fondo del cospirazionismo è che l'11 settembre sia un tassello di un immenso piano del terrore mirato ad instaurare un regime dittatoriale negli Stati Uniti e mantenere al potere i neoconservatori a qualsiasi costo. C'è chi lo chiama il "Quarto Reich" (Blondet a Matrix, 11/9/2006). C'è chi parla addirittura di un piano per trasformare il mondo intero in un "pianeta prigione" (donde il nome del sito Prisonplanet), come fa Alex Jones:

Per il Nuovo Ordine Mondiale, governare il mondo è soltanto l'inizio. Una volta insediati, potranno avviare il loro piano per sterminare l'80% della popolazione mondiale intanto che consentono alle "élite" di vivere per sempre con l'aiuto di tecnologie avanzate.

Sì, Alex Jones dice proprio così. Un piano piuttosto ambizioso, non c'è che dire. I processi e le carceri di Guantanamo (nella foto qui sopra) sarebbero semplicemente la prova generale di questo piano. Ma i fatti sono ben diversi. Il potentissimo Nuovo Ordine Mondiale (con o senza i rettiliani e/o gli Illuminati che lo manovrano, secondo David Icke) è talmente scalcinato che bastano nove uomini disarmati per farlo ruzzolare all'indietro.

I nove uomini sono quelli della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ieri ha ristabilito il principio dell'habeas corpus e ha sancito il diritto dei circa 270 detenuti di Guantanamo di presentare opposizione alla propria incarcerazione di fronte a un tribunale civile statunitense anziché affrontarne uno militare, come riferisce la BBC. Il PDF della decisione è scaricabile. Una decisione che ha spinto Brian Mizer, difensore militare dell'ex autista di Osama bin Laden, Salim Ahmed Hamdan, detenuto a Guantanamo, a dire che "L'intero fondamento dell'esistenza di Guantanamo Bay è svanito".

Come ha reagito a tutto questo il presidente Bush, che alcuni vedono come la Grande Mente del Nuovo Ordine Mondiale (o il suo burattino; i complottisti ancora non si sono decisi su questo dettaglio)? Una purga, un colpo di stato, un putsch, l'eliminazione fisica dei giudici e un discorso alla CNN per presentarsi come oberster Gerichtsherr del popolo americano? Macché. Da Roma ha risposto semplicemente "Rispetteremo la decisione della Corte. Questo non vuol dire che io debba sottoscriverla". Tutto qui.

Non è la prima volta che il governo Bush viene bacchettato dalla Corte Suprema a proposito del trattamento dei prigionieri stranieri, tenuti a tempo indeterminato e senza capi d'accusa presso la base militare di Guantanamo: la Corte ha già sancito due volte che i detenuti di Guantanamo hanno il diritto di rivolgersi ai tribunali civili per chiedere che il governo dia giustificazioni per la loro detenzione, e ha anche sancito che il presidente degli Stati Uniti non ha l'autorità per ordinare che i detenuti affrontino una commissione militare.

In passato l'amministrazione Bush e il Congresso (allora a maggioranza repubblicana) hanno introdotto nuove leggi per aggirare le decisioni della Corte, spiega sempre la BBC. Ma stavolta è diverso: Bush è al termine del proprio mandato e il Congresso attuale è a maggioranza democratica sia alla Camera, sia al Senato.

Non è chiaro, al momento attuale, quali saranno le conseguenze immediate per Khalid Sheikh Mohammed e gli altri detenuti accusati di aver organizzato o partecipato all'11 settembre (l'Attorney General Mukasey ha dichiarato che per ora le commissioni militari andranno avanti come prima e cambia soltanto il diritto dei detenuti di sapere perché sono detenuti, secondo AFP): ma sono chiare le conseguenze ridicolizzanti per il dogma cospirazionista che vuole che l'amministrazione Bush sia onnipotente e inarrestabile e che l'intero apparato governativo, giudiziario e amministrativo faccia parte del grande complotto.

Se questo è il modo in cui avanza il presunto Quarto Reich e a sette anni dagli attentati è ancora impegolato in diatribe legali, il suo progredire non evoca il passo dell'oca, ma un lento passo del gambero.

2007/03/20

Inganno Globale seconda edizione corregge gli errori. Soltanto quelli segnalati dai debunker

di Henry62
http://11-settembre.blogspot.com/

Nota: dal 2017 circa i contenuti del sito Flight77[.]info non riguardano più gli attentati dell’11/9. In questo articolo, i link al sito sono stati aggiornati per puntare alla copia archiviata su Archive.org.


Finalmente, dopo più di due mesi dall'annuncio, è arrivata in distribuzione l'edizione riveduta e corretta del libro Inganno Globale di Massimo Mazzucco. Devo ringraziare la segnalazione di un nostro attento lettore, perché onestamente la cosa era passata del tutto sotto silenzio anche presso il sito Luogocomune.net di Mazzucco.

Come nella prima edizione, anche questa aggiornata al 2007 ha allegato il DVD in omaggio col film omonimo. Chi ha prenotato presso il proprio libraio questa seconda edizione ha però avuto una piccola sorpresa, perché il libro non risulta ancora disponibile nelle librerie, ma è invece diffuso come gadget allegato ad una rivista della Macro Edizioni, in genere venduta al prezzo di 4 euro e per l'occasione disponibile al prezzo maggiorato di 9,90 euro.

La distribuzione della rivista sembra essere estremamente limitata, perché per trovarla ho dovuto girare per una quindicina di edicole, dove alla fine ho recuperato l'unica copia che era stata inviata.

La rivista si chiama "Il/La Consapevole – Stili di vita – Modi di pensare". Dovrebbe trattarsi di un bimestrale, ma non ne sono certo, perché riporta "Anno 4 Numero 9, Febbraio-Marzo 2007"; quello che è certo è che degli 8 numeri precedenti è possibile ordinare gli arretrati al prezzo speciale di promozione di un numero omaggio se se ne ordinano più di 4 numeri.

Già la scelta della distribuzione in edicola è significativa dell'approccio dell'editore e dell'autore, perché bisogna dare loro atto che si tratta di una scelta coraggiosa, ma vorrei segnalare anche la presenza di un'intervista a Mazzucco nella rivista e, cosa alquanto strana, una interessante postfazione nel libro a difesa del lavoro da parte dell'editore che, secondo me giustamente, difende la scelta di campo fatta.

Perché parlo di scelta di campo? Perché, come vedremo, nei fatti di questo si tratta, cioè di diffusione di un'opera di propaganda che a priori ha scelto quali ipotesi sostenere e che trascura di citare tutte le prove che sono contrarie alle idee (o meglio, opinioni personali) dell'autore. Questo metodo non è quello della ricerca della verità ma, più propriamente, quello della propaganda o, se preferite, della controinformazione.

Sia chiaro che tutto ciò è lecito e legittimo, ma non completamente condivisibile se definito pomposamente "Sconvolgente! Il primo libro italiano sull'11 Settembre. Avvincente, inoppugnabile, documentatissimo" (scritta riportata in evidenza sulla confezione di vendita).

Si potrebbe pensare alla pubblicità ingannevole, ma confidiamo nel buon senso dei lettori che sapranno valutare da soli queste roboanti affermazioni: mai come in questo caso vale l'antico adagio "chi si loda…". E il libro Inganno Globale non è affatto "inoppugnabile", anzi, e vedremo quanto sia "documentatissimo".

Del resto è a tutti chiaro che non si tratta del primo libro italiano sull'11 Settembre: qualcuno ricorderà certamente, per esempio, le rampogne di Mentana a Chiesa che faceva pubblicità ai suoi libri sull'11 settembre durante una puntata di Matrix, e lo stesso Blondet scrisse sull'11 settembre ben prima di Mazzucco. Ma si sa, per vendere tutto è lecito.

Questa nuova edizione, resasi praticamente obbligatoria per correggere i numerosi e gravi errori della prima, si presenta di facile lettura e ancora rivolta al pubblico non specializzato: si tratta in pratica della prima edizione cui sono state apposte alcune correzioni ed è stata aggiunta un'intervista a Danilo Coppe, specialista italiano di demolizioni controllate.

Un po' furbescamente, ma senza possibilità di trarre in inganno chi segue questo nostro blog, l'edizione viene definita in copertina del libro "Edizione ampliata e aggiornata Gennaio 2007", perché definirla "corretta" sarebbe stata un'ammissione forse troppo umiliante; ma per il poco che conosco Mazzucco non credo sia stata una sua specifica scelta, quanto un'esigenza commerciale di marketing.

Mazzucco sa perfettamente che gli errori da me segnalati erano effettivamente tali, e non credo che si possa parlare propriamente di "aggiornamento 2007" quando le correzioni riguardano dati già noti da tempo, quali, per esempio, il numero di piani delle Torri o la natura bistatale e non municipale della Port Authority di New York.

Comunque sia, non per me ma per rispetto ai lettori, mi sarei aspettato due parole sulle correzioni apportate rispetto alla prima edizione, ma così non è stato. Evidentemente dà ancora molto fastidio ammettere i propri limiti, soprattutto se tali limiti emergono chiaramente da una discussione pubblica cui non si sa dare altra risposta che montare (per stessa ammissione di Mazzucco) nella home page di Luogocomune una gogna mediatica con cui esporre al pubblico ludibrio il critico resosi reo di lesa maestà.

L'impianto del libro è praticamente inalterato e pone le solite domande cui ormai siamo abituati, quelle stesse domande alle quali sono state date risposte sia dal lavoro d'inchiesta del team di Popular Mechanics (di imminente uscita in edizione italiana) sia, in tempi più recenti, dal lavoro "Inganno", curato da John e recentemente approdato su Canale 5 nella trasmissione Matrix di Enrico Mentana.

Vediamo ora di capire le correzioni fatte e valutare quindi il contenuto esclusivamente in merito ai fatti citati dal libro, visto che per nessun motivo intendo replicare alle personali opinioni complottiste dell'autore. Vorrei analizzare solamente il suo metodo di ricerca della verità.

Come detto, avevo a suo tempo aperto una discussione su Luogocomune, sito di cui Mazzucco è webmaster, proprio sugli errori del libro Inganno Globale. La cosa non fu certo gradita dall'autore, che in breve chiuse di forza la discussione ed espulse il sottoscritto dal suo sito, come si può vedere qui.

Conclusione prevedibile e da me accettata senza problemi, sebbene il mio scopo fosse quello di segnalare alcuni errori del libro e farli così correggere: devo dire che anche in questo sono riuscito solo parzialmente, perché il buon Mazzucco nel suo "inoppugnabile" e "documentatissimo" lavoro è riuscito comunque a infilare errori, almeno uno dei quali è una vera e propria perla.

L'elenco degli errori corretti da Mazzucco è, purtroppo, solamente quello che avevo segnalato pubblicamente: ringrazio della fiducia riposta in me da Mazzucco, ma gli devo segnalare che volutamente non li avevo segnalati tutti, proprio per valutare la bontà dell'opera di revisione dell'autore. Per cui devo constatare che quelli che non ho citato esplicitamente si ritrovano anche nella seconda edizione.

In alcuni casi le correzioni apportate da Mazzucco risentono della sua partigianeria, quindi sono di fatto delle semplici variazioni lessicali di concetti del tutto errati.

Faccio un esempio per chiarire: laddove a pag. 16 di IG1 parlava esplicitamente di termite, in IG2 parla di generici materiali esplodenti. Peccato che la termite non sia un esplodente e, soprattutto, non siano state trovate assolutamente tracce della sua presenza. Illazioni e ipotesi sostenute in primis da Jones, ma prove zero (e non mi riferisco al film di Chiesa).

Lo stesso discorso vale per l'affermazione di IG2 che l'edificio WTC7 sarebbe crollato solamente a causa di un incendio.

Secondo l'autore, in facciata al Pentagono continua ad esserci solamente un piccolo buco di 3-4 metri, più un'ulteriore spaccatura frutto di una inesistente esplosione della parete verso l'esterno (IG2, pag. 46).

Il Pentagono, nonostante le ampie discussioni in merito, viene sempre da Mazzucco ritenuto protetto da inesistenti batterie antiaeree (IG2, pag. 49).

Un ipotetico Boeing che andasse ad impattare contro l'edificio ad una velocità di 850 km/h avrebbe dovuto rimbalzare, secondo Mazzucco (IG2, pag. 51). Non so quali siano le nozioni di fisica che sottendano a queste valutazioni, ma certamente non si può imputare all'autore la mancanza di fantasia.

In merito all'analisi Purdue (IG2 pag. 53), lascio a voi immaginare dove arrivi l'"inoppugnabile" e "documentatissima" ricerca.

Il timone dell'aereo, che in IG1 era d'acciaio, diviene in IG2 una "spessa lama metallica alta più di 6 metri", sostituendo un generico metallo laddove, come ovvio, si trovano invece materiali compositi su travatura in lega leggera.

L'autore sembra poi avere una particolare attenzione per le finestre del Pentagono, della cui incolumità, per le finestre non direttamente impattate, non riesce proprio a capacitarsi, tanto da lasciarsi andare (IG2. pag. 56) a ironiche battute che suonano fuori luogo sia nei modi che nella sostanza. Probabilmente l'autore non ricorda che non stiamo parlando di comuni finestre, ma di speciali infissi anti-esplosione con lastre trasparenti multistrato (ciascuna del peso di alcuni quintali...) montate su particolari serramenti in acciaio imbragati alla struttura della facciata.


Dal documentario Inside the Pentagon, National Geographic.
Si noti l'uso di un veicolo sollevatore di grande portata per trasportare la finestra.


Naturalmente, parlando sia del volo AA77 al Pentagono che del volo UA93, Mazzucco dimentica di citare l'esistenza delle scatole nere e delle identificazioni delle vittime, dei passeggeri e dell'equipaggio, ma questo è un dettaglio che l'autore non ritiene significativo e degno di menzione, mentre accenna, naturalmente sfrondata delle parti non gradite, all'intervista del sindaco di Shanksville (IG2, pag. 71) nella quale si negherebbe la presenza di rottami dell'aereo caduto.

Venendo invece alle Twin Towers, Mazzucco continua a diffondere l'ipotesi, ormai obsoleta, ripudiata e dimenticata da tutti, del collasso a pancake (pag. 98), che risalente al 2002 e che nemmeno compare nel report definitivo del NIST del 2005. Ma questo è funzionale per poter continuare imperterrito a scrivere che con tale ipotesi (che non si accorge di sostenere solamente lui, ormai), si violerebbero delle leggi di natura in riferimento ai tempi del crollo. Evidentemente non è chiara la distinzione fra collasso e crollo, ma avendolo più volte spiegato proprio sulle pagine di Luogocomune, invito Mazzucco a leggersi il suo sito e ad aggiornare le sue teorie.

Lo stesso discorso vale per la spiegazione di come abbiano potuto 18 persone salvarsi dalla Torre Sud (pag. 104). Le contraddizioni sono, come al solito, all'ordine del giorno: prima si dice che le Torri sono cadute sulla propria pianta, poi ci si chiede come pezzi delle Torri possano essere stati scagliati a distanze di decine e decine di metri: delle due, l'una… l'autore faccia la sua scelta e poi ne riparleremo, perché non è possibile commentare ipotesi antitetiche esposte nello stesso libro come se niente fosse.

In merito alla vicenda della presenza di amianto nelle Twin Towers siamo arrivati al ridicolo: ricordo che Mazzucco pretendeva da me la documentazione con cui lui potesse correggere il suo clamoroso errore della prima edizione, e su questo ingaggiò un ingenuo quanto per me divertente tormentone di messaggi in cui, praticamente, denunciava di fatto la sua completa incapacità nel chiarire questa vicenda, talmente importante per l'autore da presentarla invece all'interno di un paragrafo dal titolo evocatore di "Alla ricerca di un movente".

Nella seconda edizione la soluzione è stata salomonica: prendendo spunto da valutazioni "spannometriche" fatte da qualcuno in post anonimi della discussione da me aperta su Luogocomune, le tonnellate di amianto diventano circa 5.000. Nella discussione, questo numero usciva come stima della percentuale di amianto presente nel materiale isolante, ma l'autore anonimo del post fece questa valutazione basandosi su percentuali in pesi, mentre le percentuali di composizione del materiale antincendio spruzzato al WTC venivano generalmente fatte in volume. L'uso di cifre scaturite da fonti del tutto prive di verifica e di autorevolezza come un post anonimo è sintomatico della cosiddetta approfondita e inoppugnabile ricerca condotta per questo libro.

Vale la pena di ricordare, per chi vuole informarsi correttamente, che la realtà è che l'amianto, reso non pericoloso per rimozione o incapsulamento, era presente solamente nei primi 38 piani della Torre Nord e completamente assente in tutti gli altri edifici. Eppure anche in Inganno Globale Aggiornamento 2007 l'errore continua a rimanere. Confidiamo nell'aggiornamento 2008.

In merito all'intervista a Danilo Coppe, rispetto troppo l'opera di Danilo per affiancarlo al resto dell'opera mazzucchiana, per cui lascio a lui, se vuole, la possibilità di dire la sua da queste pagine.

Non vorrei dilungarmi oltre, ma avevo promesso una perla, già presente nella prima edizione, che volutamente non era stata segnalata pubblicamente per poter valutare il "frutto dell'eccezionale lavoro di raccolta documentale di Massimo Mazzucco" (citazione di Giorgio Gustavo Rosso, editore di Inganno Globale, dalla postfazione pag. 149): il povero Mark Bingham, vittima del volo UA93 e autore della famosa e contestata telefonata alla madre in cui si presentava con nome e cognome, per Mazzucco diventa Scott Bingham (pag. 79) e la telefonata diventa letteralmente "Hi mom, this is Scott, Scott Bingham" (stessa pagina, quarta riga dall'alto), con tanto di virgolette per la citazione testuale.

Peccato che Scott Bingham esista veramente e non sia il ragazzo appassionato di rugby morto a Shanksville: è uno dei più importanti e veri ricercatori sull'11 settembre, titolare del sito Flight77[.]info e autore delle richieste che hanno portato al rilascio dei filmati del Pentagono.

Caro Mazzucco, capisco il fuso orario e l'assonanza dei cognomi, ma verificare ciò che si scrive è davvero così difficile? Un pensiero va anche a lei, signor Rosso, editore di questa pietra miliare italiana della ricerca sull'11 settembre, cui va tutta la nostra sincera solidarietà quando afferma (pag. 153) che un suo secondo autore che scrive di 11 settembre, David Icke, "sicuramente non è in grado, come Mazzucco, di documentare ogni cosa che scrive".

E' indubbio che un sostenitore della presenza nella famiglia reale inglese di alieni rettiliformi travestiti quale è Icke possa incontrare qualche difficoltà nel documentare queste affermazioni, ma lodare Mazzucco dicendo che è più documentato di David Icke non credo sia un gran complimento.

2006/11/13

Chi è David Icke, uno dei principali complottisti mondiali

di Hammer. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Lo scrittore David Icke è considerato uno dei guru del complottismo mondiale. Sicuramente si tratta del più famoso complottista britannico, ed è molto noto anche in Italia. Una sua intervista su vari argomenti è stata rilasciata a Nexus Italia e pubblicata sul numero 36 della rivista e, in seguito, dal sito Disinformazione.it.

Dalla sua biografia, pubblicata sul suo stesso sito, apprendiamo che Icke (si pronuncia "àik") è nato a Leicester, Inghilterra, nel 1952. Fino al 1988 è stato dapprima un calciatore, portiere del Coventry City e del Hereford United, poi giornalista sportivo per la BBC. Dal 1988 al 1991 è stato uno dei portavoce del Partito Verde Britannico. La biografia ufficiale non ci informa, come invece fa il sito Skeptics.org.uk, che Icke è stato in seguito espulso dal partito e che il giornale The Observer lo ha incluso nella lista dei dieci peggiori politici provenienti dal mondo dello sport professionistico.

Fin qui non sembra certo un curriculum adatto a chi ritiene di avere importanti e sconvolgenti novità per l'umanità in campo scientifico.

Nel 1991, invece, ha iniziato la sua attività di scrittore: i suoi testi sono un misto apocalittico di New Age e complottismo. L'idea alla base di tutto il suo pensiero è che l'umanità sia da millenni controllata e soggiogata da una rete di società segrete detta "Confraternita babilonese"("Babylonian Brotherhood" in inglese). La Fratellanza sarebbe a sua volta controllata, secondo un principio piramidale, da una Grande Elite composta da organizzazioni militari, bancarie, religiose e altre strutture importanti di questo tipo.

Alla vetta della piramide si trova un gruppo ristretto di extraterrestri ibridi rettile-uomo che si confondono nell'umanità grazie alla loro capacità di assumere sembianze completamente umane. Di questo spietato gruppo intenzionato a schiavizzare l'umanità, detto "Prison Warders", farebbero attualmente parte Bush, Blair, Hillary Clinton e la compianta Regina Madre d'Inghilterra.

Stupisce poco, quindi, che secondo David Icke gli attentati di Oklahoma City e dell'11 settembre siano stati orditi da questa organizzazione extraterrestre che controlla la razza umana plagiandone le menti.

Stupisce ancora meno che alla pagina sull'11 Settembre del sito di David Icke e nei suoi libri sull'argomento si trovino tutte le argomentazioni presenti nei siti e nei documentari complottisti più diffusi.

Penserete che ci voglia molta fantasia a partorire teorie fantascientifiche come quelle di Icke. Ma forse no.

Le teoria degli extraterrestri rettili antropomorfi che vogliono conquistare il pianeta e controllare l'umanità è stata anticipata di qualche anno dal serial televisivo degli anni '80 "V" (noto in Italia come "Visitors"), da cui è tratto il fotogramma a fianco.

L'affermazione di David Icke, rilasciata in un'intervista del 1991 a Terry Wogan, in base alla quale egli stesso sarebbe figlio della Divinità, ricorda molto le analoghe affermazioni di Rael, il bizzarro profeta ritratto nell'immagine sottostante.

Il fondatore della setta dei Raeliani ha, infatti, più volte sostenuto di essere figlio di Yahweh e fratello di Cristo. E' interessante anche notare che sempre secondo la dottrina di Rael la vita sulla Terra fu creata, guarda caso, da una razza extraterrestre.

La teoria del controllo piramidale dell'umanità si riscontra, sebbene con importantissime differenze, anche nella dottrina della setta islamica "The Nation of Gods and Earths". Secondo il suo insegnamento, l'85% dell'umanità vive nell'ignoranza, soggiogata da un 10% che possiede conoscenza sufficiente a mantenere la maggioranza in suo potere. Il restante 5% detiene la vera sapienza rivelata da Allah e si impegna per la liberazione del primo 85%.

Chissà quante altre scopiazzature troveremmo indagando più a fondo gli scritti di David Icke. Ma ci basta questo per mettere in guardia i complottisti che si ritrovano con un "compagno di vedute" estremamente imbarazzante.

E dovrebbe anche bastare a far loro capire che chi vuole controllare le menti altrui non è qualche misterioso extraterrestre, ma chi sparge le proprie apocalittiche fandonie con siti Internet e libri. Proprio come David Icke.