di Paolo Attivissimo
Zerobubbole, l'analisi critica integrale e dettagliata del video Zero, è in dirittura d'arrivo dopo una lunga gestazione, dovuta al fatto che man mano il testo si è trasformato da una semplice critica del video punto per punto in un viaggio fra le principali tesi cospirazioniste e i principali errori di metodo dei "ricercatori della verità" ed è quindi fruibile anche a prescindere dal video in questione.
Per chi invece ha fretta c'è la versione pocket, già ultimata, che elenca in sintesi le oltre 110 fandonie e stupidaggini tecniche dell'opera di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi.
Qui sotto trovate per ora le prime 137 pagine di Zerobubbole; l'indice fornisce un'anteprima del contenuto delle pagine ancora in lavorazione. Il libro è scaricabile gratuitamente presso Scribd.com. Come sempre, siete pregati di segnalare eventuali errori, refusi o passaggi poco chiari nei commenti qui sotto oppure via mail. Gli aggiornamenti e la versione definitiva di Zerobubbole saranno pubblicati sempre qui. Buona lettura.
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2009/01/04
2008/10/30
Zero e Undicisettembre, interviste a confronto
Il quotidiano online Imolaoggi ha pubblicato due interviste sulle teorie di complotto intorno all'11 settembre: una a Franco Fracassi, coautore del video pro-complotti Zero, e una al sottoscritto a proposito del progetto Zerobubbole, l'analisi critica completa del video Zero, scaricabile gratuitamente come documento PDF.
Nell'intervista a Fracassi, va notato che ancora oggi viene ripetuta a pappagallo la frase "i complottisti sono quelli che li attentati li organizzano". No, Fracassi: basta aprire un dizionario per sapere che chi fa un complotto non è complottista: in italiano la parola corretta è cospiratore ("chi prende parte a una cospirazione", DeMauro). Il complottismo è invece la "tendenza a scorgere o, talvolta, anche a progettare, complotti nello svolgersi della vita politica, anche senza fondamento" (DeMauro).
Nell'intervista su Zerobubbole, l'esercizio di stile che interpreta Guerre Stellari in chiave complottista, citato dall'intervistatore Luca Balduzzi, è pubblicato qui. Buona lettura.
2008/08/19
Zerobubbole: I "fatti assodati" di Paul Craig Roberts
di UndicisettembreIntorno al quattordicesimo minuto, il DVD Zero presenta una citazione attribuita a Paul Craig Roberts (nella foto), descritto come "Assistente Segretario al Tesoro USA sotto Ronald Reagan":
"E' un fatto assodato che la versione ufficiale sul crollo degli edifici del World Trade Center sia falsa"
Al lettore attento non sfuggirà l'ironia della situazione. Zero, che come vedremo insinua che i mandanti e gli esecutori dell'11 settembre siano l'amministrazione repubblicana di Bush e/o i militari statunitensi e diffida di ogni fonte che sia vagamente ufficiale, quando fa comodo cita a proprio sostegno nientemeno che... un ex membro di alto livello dell'amministrazione repubblicana di Ronald Reagan. E non si tratta di una citazione occasionale: Giulietto Chiesa ha citato Paul Craig Roberts in varie occasioni, oltre che in Zero: in televisione, a Matrix del 24 maggio 2006; nella presentazione del libro di William Rodriguez "11 settembre Bush ha mentito"; nell'introduzione del libro Zero.
Non solo: Zero sfrutta la consueta fallacia logica del principio d'autorità. Siccome Paul Craig Roberts è stato un personaggio in una posizione d'autorità in un governo, allora diamo istintivamente maggior peso alle sue parole. Ma se consideriamo la situazione razionalmente, ci poniamo subito una domanda: che ne sa di aeronautica o ingegneria strutturale o terrorismo un assistente segretario al Tesoro? Niente. Essere membri di un governo non conferisce automaticamente la sapienza in ogni campo dello scibile.
Per fare un esempio più vicino a noi e già comparso in questo blog, credete forse che Ilona Anna Staller, in arte Cicciolina ed ex deputato nella decima legislatura del Parlamento italiano nel 1987, sia un'autorità in materia di controllo del traffico aereo o di balistica d'impatto di aerei di linea contro edifici per il solo fatto di essere stata deputato? Le chiedereste di calcolare la resistenza agli incendi della struttura del World Trade Center? Appunto.
E allora perché Zero ricorre, qui e altrove, a citazioni di personaggi che non hanno alcuna competenza in materia, invece di rivolgersi agli esperti veri e fornire ai propri spettatori fatti concreti?
La domanda si fa ancora più pressante quando andiamo a vedere le basi tecniche sulle quali Roberts fonda la propria affermazione, che proviene da un suo articolo, What we know and don’t know about 9/11, pubblicato nel 2006 sul sito Information Clearinghouse.
Roberts afferma che è "un fatto assodato che la versione ufficiale sul crollo degli edifici del World Trade Center sia falsa" perché "sappiamo che è assolutamente impossibile per qualsiasi edificio, men che meno edifici con colonne in acciaio, crollare a catasta a velocità di caduta libera".
Ma le Torri Gemelle e l'Edificio 7 non sono crollati a velocità di caduta libera. In caduta libera, il crollo sarebbe durato circa 9 secondi. Nei filmati, dura almeno 16 secondi.
L'intero assunto sul quale Roberts basa il suo "fatto assodato" è quindi una fandonia, e se si parte da un assunto sbagliato, la conclusione non può che essere altrettanto sbagliata.
Per dare qualche ulteriore esempio delle basi traballanti e paranoiche delle affermazioni di Roberts, si può notare che nello stesso articolo Roberts sostiene che "Secondo alcuni resoconti, la BBC ha trovato sei dei presunti dirottatori suicidi ancora in vita nei propri paesi d'origine". Una bufala chiarita da tempo dalla BBC stessa.
La precisazione "Secondo alcuni resoconti" significa che Roberts non è nemmeno andato a leggersi l'articolo della BBC. E il suo discorso sui tempi di crollo dimostra che non ha letto neppure i rapporti tecnici riguardanti il crollo delle Torri Gemelle.
C'è di peggio. Nel proprio articolo, Roberts fa anche affermazioni come "Oggi i media statunitensi sono di proprietà di 5 grandi società, nelle quali gli ebrei pro-sionisti hanno un'influenza sproporzionata".
Non dovrebbe essere necessario altro per inquadrare il personaggio scelto come autorità da Zero, ma una semplice ricerca negli archivi rileva una perla che non si può fare a meno di citare, perché la dice lunga sul rigore delle opinioni di Paul Craig Roberts.
Nel suo articolo Gullible Americans (2006), critica gli americani perché non hanno "verificato i fatti" o "letto i rapporti" sull'11/9: e già ci sarebbe da osservare da che pulpito viene la predica.
Ma nello stesso articolo, Roberts cita "la professoressa d'ingegneria della Clemson University, Judy Woods" fra gli "scienziati ed ingegneri" che "hanno posto domande ineludibili sulla versione ufficiale del crollo dei tre edifici del WTC". L'altro nome che cita è quello di Steven Jones, già comparso in Zero e ben noto ai lettori di Undicisettembre. Roberts sbaglia la grafia del nome della professoressa (quella giusta è Wood, non Woods, come scrive Roberts), ma lasciamo stare.
Ebbene, cosa sostiene la dottoressa Judy Wood? La Wood (foto qui accanto, tratta dal suo sito) sostiene che le Torri Gemelle sono state demolite con le microonde e i raggi laser. Che stranamente non sono stati visti da nessuno e non hanno incenerito nessuna delle persone nella zona al momento del crollo, ma fa niente.E non è tutto: la Wood afferma anche che vi sono possibili legami fra gli attentati dell'11 settembre 2001 e l'uragano Erin e i terremoti che si verificarono in quel periodo: tutti sarebbero effetti di tecnologie ultrasegrete.
Di fronte ad affermazioni come queste, non si può che condividere una frase di Roberts, tratta dal medesimo articolo Gullible Americans: "Le prove scientifiche sono una cosa difficile da capire per il pubblico americano". Indubbiamente Paul Craig Roberts, come americano, conferma con la sua curiosa scelta di "fatti assodati" di essere pienamente parte di quel pubblico.
Questi sono gli esperti portati da Giulietto Chiesa a supporto delle proprie tesi.
2008/08/16
Zerobubbole integrale: le prime cento pagine
di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Sono disponibili le prime 102 pagine delle bozze pressoché definitive dell'edizione completa di Zerobubbole, l'analisi critica dettagliata del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi.
Zerobubbole, a differenza di Zerobubbole pocket che si limita all'elenco sintetico degli errori dello specifico video, è anche un'esplorazione più ampia degli errori più ricorrenti nel cospirazionismo undicisettembrino e un'occasione per spiegare in dettaglio gli eventi dell'11 settembre e i loro aspetti meno noti e meno intuitivi, anche a prescindere dal cospirazionismo.
Queste prime pagine raccolgono tutte le Zerobubbole già pubblicate in questo blog prima dell'uscita del DVD di Zero, ampliate, reimpaginate e aggiornate per tenere conto delle differenze fra la versione proiettata alla Festa del Cinema di Roma e quella in DVD.
Come sempre, siete invitati a segnalare refusi, errori e passaggi non chiari. Il PDF è consultabile qui sotto o scaricabile gratuitamente presso Scribd.com: basta essere utenti registrati di Scribd. A opera completata, sarà possibile riceverne copia stampata e rilegata o scaricarla gratuitamente e stamparsela personalmente.
A questo punto possiamo proseguire con la pubblicazione della novantina di Zerobubbole rimanenti. Il meglio del peggio deve ancora venire.
Sono disponibili le prime 102 pagine delle bozze pressoché definitive dell'edizione completa di Zerobubbole, l'analisi critica dettagliata del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi.
Zerobubbole, a differenza di Zerobubbole pocket che si limita all'elenco sintetico degli errori dello specifico video, è anche un'esplorazione più ampia degli errori più ricorrenti nel cospirazionismo undicisettembrino e un'occasione per spiegare in dettaglio gli eventi dell'11 settembre e i loro aspetti meno noti e meno intuitivi, anche a prescindere dal cospirazionismo.
Queste prime pagine raccolgono tutte le Zerobubbole già pubblicate in questo blog prima dell'uscita del DVD di Zero, ampliate, reimpaginate e aggiornate per tenere conto delle differenze fra la versione proiettata alla Festa del Cinema di Roma e quella in DVD.
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A questo punto possiamo proseguire con la pubblicazione della novantina di Zerobubbole rimanenti. Il meglio del peggio deve ancora venire.
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2008/08/14
Zerobubbole: Quante erano le due torri gemelle?
di Undicisettembre
Siamo a 8 minuti dall'inizio del video di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. Il narratore, Francesco Pannofino, dopo aver descritto il primo crollo, parla a questo punto del secondo, quello della Torre Nord: "Alle 10.28, anche la Torre Nord crolla". "Anche" implica che l'altra sia già crollata, giusto?
Ma l'immagine mostrata a questo punto da Zero è questa:

Notate quel "piccolo" grattacielo a sinistra della nube di macerie? E' una delle Torri Gemelle. Non vi fidate? Allora andate a prendere la vostra copia del DVD di Zero e controllate. Oppure, se vi fidate, guardate questo spezzone.
Cosa ci fa una delle Torri Gemelle ancora in piedi, dopo il secondo crollo? Dato che Zero è il sofferto frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste" e ha lo scopo di "scoprire tutto ciò che la versione ufficiale non dice" (così garantisce Zerofilm.info), non può trattarsi di uno sbaglio.
Suvvia: il team di Zero, forte di cinquecentomila euro di finanziamenti erogati dai piccoli azionisti, non può aver affidato il montaggio a un rintronato. Non è possibile che nessuno dei suoi autori, revisori e montatori abbia notato uno svarione di questo calibro.
Non ci resta che una straordinaria, sconvolgente conclusione: le Torri Gemelle erano in realtà tre, e qualcuno ce lo ha tenuto nascosto per tutti questi anni. Ma grazie all'accuratissima ricerca di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, ora sappiamo finalmente questa incontrovertibile verità.
Siamo a 8 minuti dall'inizio del video di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. Il narratore, Francesco Pannofino, dopo aver descritto il primo crollo, parla a questo punto del secondo, quello della Torre Nord: "Alle 10.28, anche la Torre Nord crolla". "Anche" implica che l'altra sia già crollata, giusto?
Ma l'immagine mostrata a questo punto da Zero è questa:

Notate quel "piccolo" grattacielo a sinistra della nube di macerie? E' una delle Torri Gemelle. Non vi fidate? Allora andate a prendere la vostra copia del DVD di Zero e controllate. Oppure, se vi fidate, guardate questo spezzone.
Cosa ci fa una delle Torri Gemelle ancora in piedi, dopo il secondo crollo? Dato che Zero è il sofferto frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste" e ha lo scopo di "scoprire tutto ciò che la versione ufficiale non dice" (così garantisce Zerofilm.info), non può trattarsi di uno sbaglio.
Suvvia: il team di Zero, forte di cinquecentomila euro di finanziamenti erogati dai piccoli azionisti, non può aver affidato il montaggio a un rintronato. Non è possibile che nessuno dei suoi autori, revisori e montatori abbia notato uno svarione di questo calibro.
Non ci resta che una straordinaria, sconvolgente conclusione: le Torri Gemelle erano in realtà tre, e qualcuno ce lo ha tenuto nascosto per tutti questi anni. Ma grazie all'accuratissima ricerca di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi, ora sappiamo finalmente questa incontrovertibile verità.
2008/08/11
Zerobubbole: nel 2005 la Windsor Tower era in costruzione, secondo Fo. L'avevano finita nel 1979, secondo i fatti
di Undicisettembre
Siamo a dieci minuti circa dall'inizio del DVD Zero. Dario Fo paragona il crollo per lui inspiegabile delle Torri Gemelle con il mancato crollo di un edificio di Madrid, la Windsor Tower.
Dario Fo sottolinea con enfasi queste sue parole: che la Windsor Tower fosse ancora in costruzione, e avesse dunque una struttura ancora incompleta, è per lui un elemento che rende ancora più straordinaria la sua resistenza all'incendio, e quindi ancor più misteriosa e sospetta la mancata resistenza delle Torri Gemelle.
Ma quello che dichiara Fo è falso: basta infatti un briciolo di ricerca per scoprire che la Windsor Tower era stata costruita fra il 1973 e il 1979 (CNN). Era in corso di ristrutturazione, ma la sua struttura era già completa da più di due decenni.
Sarebbe bastata un'occhiatina alla Wikipedia:

Meno male che Zero è frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste".
Se gli autori di Zero non controllano neanche i fatti di base come questi e vi costruiscono sopra le proprie teorie, è perlomeno lecito chiedersi se anche le loro altre teorie sono fondate su basi altrettanto dilettantesche e traballanti.
Siamo a dieci minuti circa dall'inizio del DVD Zero. Dario Fo paragona il crollo per lui inspiegabile delle Torri Gemelle con il mancato crollo di un edificio di Madrid, la Windsor Tower.
DARIO FO: Nel 2005 a Madrid c'è stato un incendio. Spaventoso. Un grattacielo è andato in fiamme. Era una torcia che bruciava e... Per la bellezza di 20 ore. 20 ore consecutive ma alla fine... rimaneva intatta la struttura portante. Il grattacielo non è caduto! Come ben potete vedere tutto il palazzo è avvolto dalle fiamme. Questo grattacielo non è ancora terminato. E' in costruzione! Ciò nonostante rimane in piedi.
Dario Fo sottolinea con enfasi queste sue parole: che la Windsor Tower fosse ancora in costruzione, e avesse dunque una struttura ancora incompleta, è per lui un elemento che rende ancora più straordinaria la sua resistenza all'incendio, e quindi ancor più misteriosa e sospetta la mancata resistenza delle Torri Gemelle.
Ma quello che dichiara Fo è falso: basta infatti un briciolo di ricerca per scoprire che la Windsor Tower era stata costruita fra il 1973 e il 1979 (CNN). Era in corso di ristrutturazione, ma la sua struttura era già completa da più di due decenni.
Sarebbe bastata un'occhiatina alla Wikipedia:

Meno male che Zero è frutto di "due anni di preparazione, ricerche, inchieste".
Se gli autori di Zero non controllano neanche i fatti di base come questi e vi costruiscono sopra le proprie teorie, è perlomeno lecito chiedersi se anche le loro altre teorie sono fondate su basi altrettanto dilettantesche e traballanti.
2008/07/27
Zerobubbole: il NIST ha manipolato i dati, Zero lo dimostra. Con dati falsi
E' un po' che non proseguiamo pubblicamente le Zerobubbole, l'analisi punto per punto di tutte le fandonie dichiarate dal DVD Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. Qualcuno potrebbe temere che non abbiamo più trovato nulla di contestabile. In realtà l'analisi procede, e procede tanto bene (si fa per dire), con la scoperta di così tante altre bubbole, che ci tocca rinunciare a pubblicare le singole bubbole in ordine cronologico. L'ultimo conteggio, stando al sunto disponibile in Zerobubbole Pocket, è arrivato a quota 108, comodamente oltre la media di una bubbola al minuto (Zero in DVD dura 104 minuti, titoli di testa e coda compresi).
La perla più recente è una perla addirittura doppia e ci arriva da Kevin Ryan (nella foto), l'addetto alla verifica della potabilità dell'acqua che Zero, per ragioni insondabili, cita ripetutamente come se fosse un esperto di incendi e strutture in acciaio.A sedici minuti e mezzo dall'inizio del DVD, Kevin Ryan dice (stando al doppiaggio) a proposito del NIST, l'ente responsabile per la ricostruzione tecnica delle cause dei crolli delle Torri Gemelle, quanto segue:
Dopo aver indagato sull'argomento per un anno e mezzo, ho scoperto che non solo hanno contraddetto i risultati dei loro stessi test, ma in più hanno anche manipolato i parametri di quei test. Hanno raddoppiato qualcosa, hanno dimezzato qualcos'altro... Ad esempio, la loro versione sostiene che il velivolo trasportava 13 tonnellate di combustibile, ma l'aviazione civile sostiene che in realtà non erano più di sei tonnellate e mezza. La metà.
In realtà è Zero, non il NIST, che manipola i dati per bocca di Kevin Ryan, e lo fa in maniera molto stupida perché facilmente smascherabile. Infatti qualunque pilota di linea può confermare che un Boeing 767 che deve attraversare gli Stati Uniti, come quelli lanciati contro le Torri Gemelle, imbarca ben più di "sei tonnellate e mezza" di carburante. Molto di più. Un volo New York-Los Angeles su un 767 consuma in media 15.982 galloni (circa 60.000 litri), secondo dati forniti dalla American Airlines e pubblicati dal Wall Street Journal.
Sessantamila litri. Tenendo conto del fatto che il carburante per aerei pesa circa 0,8 kg/litro, sono circa 48 tonnellate. Soltanto un imbecille partirebbe con sei tonnellate e mezza di carburante quando ne servono quarantotto. Soltanto un incompetente patentato direbbe che un volo transcontinentale è decollato con sei tonnellate e mezza di carburante. Sarebbe come partire in auto con la spia della riserva già accesa e sperare di fare Milano-Napoli senza rifornimento.
Ma forse Ryan intendeva dire che gli aerei avevano a bordo quelle sei tonnellate e mezza al momento dell'impatto contro le Torri Gemelle e che un po' del carburante era stato consumato durante il tragitto.
Ebbene, la American Airlines ha dichiarato che il Volo 11 (WTC1) aveva a bordo, al momento dell'impatto, circa 66.100 libbre (29.982 kg) di carburante; la United Airlines ha dichiarato che il Volo 175 aveva a bordo, sempre al momento dell'impatto, 62.000 libbre (28.122 kg) di carburante. Questi dati tengono conto del carburante consumato durante il volo, durato 46 minuti per il Volo 11 e 49 minuti per il Volo 175, e sono riportati dai documenti NIST WTC Flammable Contents Request della United Airlines e In re September 11 Litigation C&F, come indicato dal rapporto NIST 1-2B, Analysis of Aircraft Impacts into the World Trade Center Towers, pagina 84.
Ventotto tonnellate; non sei e mezza. Ma allora, da dove ha tirato fuori Ryan le sue cifre? Mistero. Le attribuisce vagamente al NIST e all'Aviazione Civile, ma non indica nulla di più preciso.
In altre parole, Kevin Ryan sta asserendo dati quasi cinque volte inferiori alla realtà. Ha una bella faccia tosta ad accusare gli altri di manipolare i dati.
Nota (2008/08/17): ascoltando l'audio inglese di Zero, emerge che Kevin Ryan parla di "aircraft combustibles". Mentre in italiano "combustibile" è, nell'uso corrente, sinonimo di "carburante", in inglese "combustibles" significa esclusivamente "materiale in grado di bruciare"; "carburante" è invece "fuel". Sembra quindi che Ryan, in originale, parli di "13 tonnellate di materiali combustibili" trasportati dall'aereo, ossia dica che a bordo, oltre al carburante, c'erano 13 tonnellate di materiali in grado di prendere fuoco. Non è chiaro, quindi, cosa intenda Zero con "combustibile": forse gli arredi interni dell'aereo e/o i suoi passeggeri? Dato che Zero, tanto per cambiare, non chiede fonti o documentazioni ai propri "esperti", non c'è modo di saperlo. E in tal caso, quale differenza sconvolgente farebbe per l'entità dell'incendio delle Torri Gemelle il peso degli arredi e dei passeggeri dell'aereo?
Zero in aritmetica: Dalle 8:46 alle 10:28? Sono 50 minuti
Non è finita. Ryan, pochi secondi dopo, la spara ancora più grossa. Il doppiaggio di Zero gli attribuisce infatti questa frase:
L'hanno raddoppiata, e hanno raddoppiato il tempo di esposizione dei pilastri al fuoco: 90 minuti. Mentre sappiamo che tale esposizione è stata di 45 e 50 minuti, nei due edifici.
Scusatemi se non uso mezzi termini: qui siamo all'asineria pura in aritmetica di base. Vediamo se riesco a spiegare in modo che anche Ryan e gli autori di Zero che gli danno corda possano capire dove sta l'errore.
L'impatto del Volo 11 contro il WTC1 avvenne alle 8:46 e l'edificio prese fuoco subito, continuando a bruciare fino al suo crollo, avvenuto alle 10:28. Sono dati a disposizione di chiunque, testimoniati dai network di tutto il mondo e dalle decine di migliaia di persone che affollavano l'area degli attentati a New York, e che nessuno seriamente mette in dubbio.
Orbene, dalle 8:46 alle 10:28 ci sono 14 + 60 + 28 = 102 minuti. Non 45. Non 50. Ma addirittura il doppio.
Anche qui, insomma, è Zero che manipola i dati, proprio mentre accusa gli altri di farlo.
E questo sarebbe il modo di procedere di chi vuole arrivare alla verità?
2008/05/01
“Zero” debutta in DVD con oltre 110 bubbole
Il video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi è uscito in DVD in libreria. Ora che è stato pubblicato, il suo contenuto è quindi stato fissato e lo possiamo analizzare in via definitiva, al riparo da correzioni e ripensamenti in corso d'opera.
Per chi volesse l'elenco motivato degli oltre 110 errori, falsi e granchi dilettanteschi riscontrati nel video, è pronto e consultabile gratuitamente qui sotto Zerobubbole Pocket: uno snello PDF illustrato, scritto inizialmente nel 2008 e man mano aggiornato, sfogliabile online in fondo a questo articolo e scaricabile e stampabile gratuitamente, utile da consultare durante la visione del DVD per rivelarne i tagli, i trucchi, gli errori tecnici e le manipolazioni, che si susseguono alla media di oltre una bubbola al minuto.
Zerobubbole Pocket, versione 2011/01/31
Il documento è sfogliabile direttamente online qui sotto e può essere ingrandito a tutto schermo (cliccando su Fullscreen nella barra superiore) e visualizzato come se fosse un libro vero e proprio (cliccando sul pulsante in basso a sinistra e scegliendo Book). Chi fosse interessato può inoltre scaricarlo e distribuirlo liberamente.
L'impaginazione è predisposta per la stampa rilegata in formato pocket 12 x 18 cm.
Come sempre, segnalateci pure commenti, refusi, aggiunte o correzioni. Buona lettura.
Nota: Varie versioni di Zerobubbole Pocket sono state disponibili presso Ilmiolibro.it per un paio d'anni, ma sono state eliminate a gennaio 2011 per snellire la procedura di aggiornamento.
Zéro Pointé: le Zerobubbole in francese
Zerobubbole Pocket è ora disponibile anche in edizione francese come PDF gratuito, grazie al paziente lavoro di Jérôme Quirant e Rudy Reichstadt dei siti francesi di debunking Conspiracywatch.info e Bastison.net, coordinato da SirEdward, per consentire anche al pubblico francofono di Zero di valutare l'attendibilità delle tesi di Chiesa e Fracassi, dato che il loro video è stato presentato anche in Francia.
Il documento è sfogliabile qui sotto secondo le stesse modalità della versione italiana ed è anche scaricabile presso Bastison.net. Attualmente Zéro Pointé si basa sul testo dell'edizione 2009/01/03 di Zerobubbole.
Le correzioni e i tagli di Zero in DVD
Come è già avvenuto per altri video cospirazionisti, come Loose Change o Inganno Globale, il fatto stesso di effettuare tagli e correzioni è un sintomo di resa: significa che il prodotto originale era difettoso. Se un video è costretto a correggere o eliminare intere sequenze, come ci si può fidare di quel che resta? Per esempio, ci si può fidare delle asserite dimensioni del buco nel Pentagono, tuttora saldamente fissate a "cinque metri ripeto cinque metri" anche nel DVD di Zero?
Nel caso di Zero, i tagli e le correzioni sono particolarmente rivelatori. Addirittura uno degli intervistati, David Shayler, è stato orwellianamente vaporizzato, forse perché le sue dichiarazioni di essere il Messia (messe in luce proprio da Undicisettembre) potevano far sorgere qualche leggero dubbio sulla sua salute mentale anche ai più accesi sostenitori del video di Chiesa e Fracassi.
Anche Barbara Honegger, presentata nella versione originale come "una delle più note gole profonde della storia degli Stati Uniti" e "membro dello staff presidenziale negli anni '80" che "fece tremare l'amministrazione Reagan per ben due volte", si vede sforbiciate gran parte delle sue affermazioni.
Ecco i tagli principali:
- Scomparsa la teoria delle esplosioni nella Torre Nord pochi istanti prima dell'impatto contro la Torre Sud.
- Eliminata la teoria delle bombe dentro il Pentagono prima dell'impatto dell'aereo, asserita da Barbara Honegger.
- Cancellata la teoria degli orologi fermi dentro il Pentagono che "dimostrano" un'esplosione prima dell'impatto dell'aereo, anch'essa partorita dalla Honegger.
- Svanito il mistero dei cadaveri al centro del Pentagono, sempre della Honegger.
- Tutti gli interventi di David Shayler sono stati eliminati e in parte rimpiazzati da Giulietto Chiesa, che ne ripete i concetti.
- Cassata l'accusa dei dirottatori assenti dalle liste dei passeggeri (fatta in Zero prima edizione da David Shayler).
- Tagliata l'asserzione della mancanza di "DNA arabo" al Pentagono (opera di Shayler).
- Eliminata la storia di Ayman al-Zawahiri che avrebbe preso 50 milioni di dollari dalla CIA (accusa fatta da Nafeez Mosaddeq Ahmed).
- Sparita la teoria che Al-Zawahiri visitò gli USA per raccogliere fondi, accompagnato da un ufficiale delle forze speciali statunitensi (sostenuta da Jürgen Elsässer).
- Rimossa l'asserzione che i caccia erano in grado di costringere a terra un aereo dirottato (come facevano, mettevano fuori la paletta dei carabinieri?).
Dal DVD sono state dunque rimosse una decina di bubbole, ma il totale degli errori gravi nel video resta oltre quota 110 perché ne sono stati introdotti alcuni nuovi: quelli elencati qui sotto sono i primi emersi finora. Includono vari strafalcioni di traduzione che travisano il senso delle dichiarazioni degli intervistati: non avendo ancora confrontato integralmente l'audio inglese con il doppiaggio italiano, è possibile che vi siano altri svarioni di questo genere. Zerobubbole Pocket verrà aggiornato per tenere conto della situazione. Inoltre anche la confezione del DVD ospita una Zerobubbola nuova, incrementando ulteriormente il totale provvisorio.
Ecco una prima infornata di nuovi errori:
- Le animazioni della virata del Volo 77 sono accelerate di oltre dieci volte, secondo un copione caro a Mazzucco, per far sembrare acrobatiche le azioni dei dirottatori piloti.
- Il cartone animato delle postazioni di missili antiaereo, situate sul prato del Pentagono ma stranamente invisibili nelle immagini aeree e anche per i passanti della vicinissima autostrada, è pura invenzione.
- La frase attribuita a Frank DeMartini ("Abbiamo progettato gli edifici per resistere agli impatti di uno o più aerei di linea") è falsa. L'originale dice infatti una cosa ben diversa: "L'edificio era stato progettato [da altri, perché DeMartini non era uno dei progettisti] per sostenere l'impatto di un 707 a pieno carico. Era l'aereo più grande dell'epoca. Credo che la struttura probabilmente potrebbe resistere a più impatti di aerei di linea." In Zero, ogni sfumatura d'incertezza è stata tagliata, e a DeMartini è stata attribuita una qualifica ingannevole di progettista ("abbiamo progettato"). Guarda caso, in senso favorevole alle teorie cospirazioniste.
- Nello spezzone della conferenza stampa di Robert Mueller, direttore dell'FBI, Zero omette di tradurre una parola fondamentale delle dichiarazioni di Mueller: "manifests", ossia "liste d'imbarco". Proprio la parola che conferma la fonte più logica dalla quale l'FBI ha dedotto l'identità dei dirottatori: gli elenchi dei passeggeri. Invece il doppiaggio italiano parla vagamente di "tutti gli indizi possibili". Come mai?
- L'agente dell'FBI Coleen Rowley, intervistata da Zero, parla inequivocabilmente di "paying customer" (cliente pagante) nell'audio inglese, ma il doppiaggio italiano traduce "cliente straniero". Come mai? E sì che c'è una bella differenza di pronuncia fra "foreign" (straniero) e "paying" (pagante). L'effetto di questo svarione è che la frase della Rowley diventa magicamente meno insensata in italiano rispetto all'originale. Che fortuna.
Un altro aspetto interessante, oltre ai tagli e alle correzioni, è costituito dalle omissioni. Il WTC7 viene liquidato in pochi secondi; sul Volo 93 non viene proposta nessuna teoria alternativa e non viene posta alcuna domanda.
Se vale il silenzio-assenso, questo vuol dire che secondo gli autori di Zero tutte le teorie cospirazioniste sul Volo 93 sono indegne di essere menzionate perché fasulle. Ma allora Giulietto Chiesa accetta la versione ufficiale sul Volo 93. E perché quella sì e quella degli altri dirottamenti no?
Lo scopriremo, forse, nella prossima, ulteriore versione di Zero, che è già in cantiere, con altre modifiche, per il mercato estero, a giudicare da questo video; intanto in questa restano almeno 110 errori. Ed è troppo tardi per rimediare.
2008/04/06
105 bubbole in Zero (quarta parte)
di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Con questa quarta e ultima parte si conclude l'elenco dei 105 dati fasulli, errori gravi, tagli ingannevoli e stupidaggini tecniche del video Zero, nella forma in cui è stato presentato alla Festa di Roma a ottobre 2007 (diversa da quella in DVD uscita ad aprile 2008). La prima parte, dedicata alla pre-sigla e al World Trade Center, è qui; la seconda, dedicata al Pentagono, è qui; la terza è consultabile qui.
L'elenco riferito alla versione DVD è invece pubblicato qui.
Con queste ultime Zerobubbole è dunque coperto l'intero contenuto del video Zero. Come detto inizialmente, non si tratta insomma di errori secondari o di dettagli da correggere: alla fine dell'analisi, di Zero non si salva più nulla. Il titolo del lavoro firmato da Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Francesco Trento e Paolo Jormi Bianchi si rivela dunque involontariamente molto ben scelto.
Zero è ancora in lavorazione: torneremo ad occuparcene se e quando vedrà la luce in forma definitiva su DVD o nelle sale cinematografiche.
Aggiornamento: Zero è uscito in DVD. La recensione di questa versione è disponibile qui.
E questo è tutto. O meglio, questo è Zero.
Con questa quarta e ultima parte si conclude l'elenco dei 105 dati fasulli, errori gravi, tagli ingannevoli e stupidaggini tecniche del video Zero, nella forma in cui è stato presentato alla Festa di Roma a ottobre 2007 (diversa da quella in DVD uscita ad aprile 2008). La prima parte, dedicata alla pre-sigla e al World Trade Center, è qui; la seconda, dedicata al Pentagono, è qui; la terza è consultabile qui.
L'elenco riferito alla versione DVD è invece pubblicato qui.
Con queste ultime Zerobubbole è dunque coperto l'intero contenuto del video Zero. Come detto inizialmente, non si tratta insomma di errori secondari o di dettagli da correggere: alla fine dell'analisi, di Zero non si salva più nulla. Il titolo del lavoro firmato da Giulietto Chiesa, Franco Fracassi, Thomas Torelli, Francesco Trento e Paolo Jormi Bianchi si rivela dunque involontariamente molto ben scelto.
Zero è ancora in lavorazione: torneremo ad occuparcene se e quando vedrà la luce in forma definitiva su DVD o nelle sale cinematografiche.
Aggiornamento: Zero è uscito in DVD. La recensione di questa versione è disponibile qui.
Al-Qaeda non esiste
- I video di rivendicazione di Osama bin Laden sono falsi: Osama indossa un anello d'oro impossibile, la traduzione è sballata e il labiale non corrisponde. Come si fa a capire che un anello è d'oro da un video sgranatissimo nel quale l'anello è una macchia lontana? Se la traduzione è sballata, perché gli autori di Zero non ne fanno fare una certificata da traduttori indipendenti e ci mostrano le differenze? Zero glissa disinvoltamente sulle rivendicazioni di Khalid Sheikh Mohammad al giornalista Yosri Fouda e sulle traduzioni di Al Jazeera degli altri video in cui Osama è ritratto insieme ai dirottatori (e qui non c'è labiale che tenga) e dichiara di aver organizzato gli attentati dell'11 settembre. Come mai?
- Un video dimostrativo presentato all'Europarlamento mostra un attentato inesistente alla sede Nato e una rivendicazione di Osama bin Laden inventata. Quindi i video si possono manipolare e falsificare. Bella scoperta. Ma il video ha il labiale di bin Laden completamente sbagliato rispetto alla voce, e la voce è vistosamente diversa da quella di bin Laden ed è in inglese, non in arabo. Fare un filmetto del genere è roba da dilettanti che non inganna nessuno. I video di rivendicazione di al-Qaeda sono ben altro: labiale sincronizzato (checché ne dica Zero), dirottatori e altri personaggi chiave ritratti insieme a bin Laden, e lo stesso bin Laden che parla con la propria voce in arabo con il suo accento e con le sue inflessioni. Dove lo trovano, un imitatore così perfetto? Ma soprattutto: se sono falsificati, come mai nessuno, né Osama bin Laden né il suo vice Ayman al-Zawahiri né i parenti di bin Laden né altri (per esempio i governi e i movimenti che sostengono il terrorismo), manda a dire che sono falsi? E come mai nessun tecnico degli effetti speciali dice che i video sono falsi, mentre lo dicono soltanto i cospirazionisti?
- Moni Ovadia: al-Qaeda è stata fondata da bin Laden nel 1989. Jürgen Elsässer: non esiste alcuna organizzazione di nome al-Qaeda. Nel giro di pochi secondi, Zero sostiene due tesi completamente contrapposte. Ci vogliamo decidere, per favore?
- Furono concessi visti troppo facili ai terroristi. Michael Springman, presentato come capo della sezione visti al consolato USA di Jedda, dice che quando era in servizio vide concedere visti a terroristi noti. Ma Springman lavorò al consolato di Jedda dal 1987 al 1989, quindi ben prima delle richieste di visto dei terroristi dell'11 settembre. E allora che c'entrano le sue asserzioni con l'11 settembre?
Non solo: se quelle concessioni di visti sono avvenute mentre lui era capo della sezione visti, lui ne è direttamente responsabile. Che vada davanti a un giudice e indichi i suoi complici, invece di fare cameo in video complottisti. Come mai non lo fa? Non può certo invocare la giustificazione della paura di ritorsioni, visto che in Zero parla apertamente. - Elsässer: cinque dei terroristi dell'11/9 avevano lavorato per al-Qaeda in Bosnia. Ma allora al-Qaeda esiste o non esiste? Elsässer diceva pochi minuti prima che al-Qaeda non esisteva; ora dice che esiste e anzi alcuni dei dirottatori dell'11 settembre ne erano parte. Quali cinque dei diciannove? Non ci viene detto. Sulla base di quali prove viene detta questa cosa? Nessuna: abbiamo solo la parola di Elsässer. Non è un po' troppo fumosa e reticente per essere un'inchiesta che vuole "rompere il muro del silenzio"?
- La CIA offrì 50 milioni di dollari ad al-Zawahiri per proteggere gli interessi USA nei Balcani: lo dice un direttore della task force antiterrorismo del Congresso USA. Quello che Zero non dice è che il direttore di task force in questione, Yossef Bodansky, scrisse una cosa ben diversa: alcuni leader islamici di alto livello asseriscono che una persona che si presentò come rappresentante della CIA (ma non si sa se lo fosse realmente) promise una donazione di 50 milioni di dollari da versare non ad al-Zawahiri, ma ad enti benefici islamici in Egitto e altrove, se i mujahedin in Bosnia-Erzegovina avessero evitato di attaccare le forze statunitensi. Quindi non si trattò di una paga data ad al-Zawahiri perché usasse i suoi uomini come protezione per gli interessi USA, ma di un patto di non interferenza. Cosa più importante, Zero omette di dire che Bodanski aggiunge che comunque al-Zawahiri non accettò la somma, ma rifiutò l'offerta e continuò i preparativi per attaccare gli Stati Uniti. Perché quest'omissione, che cambia completamente il senso della situazione?
- Al-Zawahiri visitò gli USA per raccogliere fondi, accompagnato da un ufficiale delle forze speciali statunitensi. Zero si dimentica di dire che si trattava di un ex ufficiale, Ali Mohammed, che era stato sergente dell'esercito egiziano e aveva partecipato a un programma di scambio interforze. Aveva lasciato l'esercito proprio per collaborare con i terroristi e non faceva più parte dell'esercito quando accompagnò al-Zawahiri. Perché queste omissioni cruciali?
- Ancora visti facili per i terroristi. Michael Springman dice che fu minacciato di licenziamento se avesse segnalato al Dipartimento di Stato che a Jedda, dove lui era capo della sezione visti, si rilasciavano visti a terroristi. Non lo minacciarono di morte: gli dissero che l'avrebbero licenziato. E lui lasciò che terroristi noti ottenessero un visto per entrare nel suo paese per fare chissà cosa... perché temeva di perdere il posto?
- Alcuni dei terroristi si addestrarono presso basi militari USA. Ma allora perché prima Zero ha detto che erano piloti incapaci? Forse se lo chiede anche Moni Ovadia, senza rendersene conto: "Si sono addestrati in basi militari statunitensi e hanno seguito corsi di volo senza, tuttavia, imparare a volare". Cos'è, la cospirazione di Stanlio e Ollio?
E se non sono mai saliti a bordo degli aerei (i loro nomi, diceva prima Zero, non sono nelle liste dei passeggeri), che senso aveva addestrarli al pilotaggio?
La realtà è che Zero è rimasto fermo ad alcune ipotesi giornalistiche iniziali, basate sulla presenza di nomi arabi simili a quelli dei dirottatori fra i partecipanti alle scuole di volo militari USA, che hanno una lunga tradizione di formazione di piloti dei paesi ritenuti alleati. - Marina Montesano dice che i dirottatori erano piloti incapaci: Atta non riuscì a far decollare un aereo preso a noleggio. Quello che Marina Montesano non dice è che Mohamed Atta non riuscì a decollare (dall'aeroporto di Miami, il 26/12/2000) perché l'aereo ebbe un guasto al motore, non perché Atta era incapace. Come mai è stato taciuto questo dettaglio fondamentale?
- Marina Montesano: due dei dirottatori piloti furono definiti "scemo e più scemo" dal loro istruttore. La Montesano non dice che i due dirottatori di cui parla l'istruttore sono Khalid al-Mihdhar e Nawaf al-Hazmi, che non sono accusati di aver pilotato i voli dirottati. Gli organizzatori dell'11 settembre li rimpiazzarono con altri dirottatori meglio addestrati proprio perché i due non riuscivano ad imparare, e li relegarono al ruolo di manovali del commando. La loro bravura come piloti è quindi irrilevante. Perché questo non viene detto allo spettatore?
Zero omette di citare cosa dissero gli istruttori a proposito dei dirottatori-piloti effettivi dell'11 settembre: sarebbero stati sicuramente in grado di schiantare un aereo di linea contro un edificio. E tutti avevano regolare licenza di pilota commerciale conseguita in USA.
Avvisaglie insabbiate, autorità reticenti o conniventi
- Vari agenti dell'FBI segnalarono possibili indizi di un attentato, ma furono ignorati. E dove sta la novità? Queste cose sono state denunciate proprio dalle indagini ufficiali. Non a caso la Camera dei Rappresentanti definì "esplosive" le dichiarazioni di Coleen Rowley (intervistata da Zero in questo brano). Il problema fu che all'epoca i servizi di intelligence statunitensi sostanzialmente non si parlavano: non potevano farlo per legge. E soltanto col senno di poi gli indizi risaltano dal rumore di fondo di mille segnalazioni.
- Il piano Bojinka prefigurava gli attentati. Falso: prevedeva di far esplodere in volo degli aerei di linea con bombe lasciate da terroristi che non restavano a bordo dell'aereo, non di dirottare aerei, prenderne i comandi e lanciarli contro edifici in un attentato suicida. Citare il piano Bojinka è un autogol, per Zero, perché dimostra che il terrorismo internazionale aveva eccome intenzione di attaccare massicciamente gli Stati Uniti e quindi rende molto più plausibili e motivati gli attentati dell'11 settembre. Se poi si considera che uno degli organizzatori del piano Bojinka era lo stesso degli attentati dell'11 settembre (Khalid Sheikh Mohammed), il nesso dell'11 settembre con il terrorismo internazionale è ancora più ovvio e l'ipotesi di autoattentato diventa ancora più surreale. Perché farsi del male da soli, quando là fuori c'è la fila di gente che vuole fartelo?
- Il Pentagono aveva fatto un'esercitazione che prevedeva lo schianto di un aereo di linea sull'edificio. "Non solo se l'aspettavano; si erano preparati", dice Zero. Gli autori del video si sono forse dimenticati che accanto al Pentagono c'è l'aeroporto Reagan e che il Pentagono è sorvolato in continuazione dagli aerei di linea. Esercitarsi per saper gestire il caso di un aereo di linea che si schianta è quindi perfettamente sensato e non ha nulla di misterioso.
- Lella Costa lamenta che nel 2002 il New York Times scrisse che i cittadini sapevano di più sul disastro del Titanic dopo una settimana che sugli attentati dell'11 settembre dopo un anno. Sarà, ma perché soffermarsi su una notizia di sei anni fa? Nel frattempo le cose sono cambiate. Da allora ci sono state otto inchieste tecniche, giudiziarie e governative e innumerevoli indagini giornalistiche. E' stata desegretata una quantità enorme di documentazione. Citare una dichiarazione di sei anni fa, come se fosse ancora attuale e come se nulla di tutto questo fosse successo, è altamente ingannevole.
- Poco prima dell'11/9, Mohamed Atta ricevette 100.000 dollari dai servizi segreti pachistani. Che cosa se ne poteva fare, Atta, di centomila dollari pochi giorni prima di suicidarsi? Non solo: Zero prima ha detto che Atta andò a chiedere un prestito al governo statunitense per comprare un aereo per irrorazioni: ma se riceveva soldi dai servizi segreti pachistani, che bisogno aveva di chiedere soldi al governo USA?
In realtà l'unica fonte di questa notizia è il Times of India: tutte le altre fonti citano questa e non c'è nessun riscontro indipendente. Non è escluso che Mahmoud Ahmad, dei servizi segreti pachistani, a cui fa riferimento l'articolo del Times of India, abbia finanziato il terrorismo. Ma da qui a dire che questo crea un nesso con gli Stati Uniti, il passo è molto, molto lungo. - William Rodriguez si lamenta di non essere citato nel Rapporto della Commissione 11/9. Ma il custode che lavorava al World Trade Center non è stato boicottato o censurato dagli inquirenti come sostiene: infatti una sua testimonianza fa parte dei verbali del NIST ed è pubblicamente consultabile. Anche in quell'occasione, però, stranamente non parlò di esplosioni prima degli impatti degli aerei. Come mai, visto che era un'informazione cruciale?
- I familiari di Osama bin Laden furono evacuati dagli USA in aereo prima che riprendessero i voli civili. Falso. Iniziarono a lasciare gli Stati Uniti il 13 settembre 2001, dopo la riapertura generalizzata dei voli civili.
E questo è tutto. O meglio, questo è Zero.
2008/04/05
105 bubbole in Zero (terza parte)
di Undicisettembre
Eccoci alla terza parte dell'elencazione dei 105 errori gravi, tagli ingannevoli, dati fasulli e stupidaggini tecniche rilevati nel video Zero, nella versione presentata alla Festa di Roma. La prima parte, dedicata alla pre-sigla e al World Trade Center, è qui; la seconda, dedicata al Pentagono, è qui.
La versione in DVD di Zero, differente da quella presentata inizialmente, è recensita qui.
Nel prossimo articolo verranno elencate le bubbole della parte successiva di Zero, dedicata ai video di rivendicazione, alla natura inventata di al-Qaeda e alle avvisaglie insabbiate.
Eccoci alla terza parte dell'elencazione dei 105 errori gravi, tagli ingannevoli, dati fasulli e stupidaggini tecniche rilevati nel video Zero, nella versione presentata alla Festa di Roma. La prima parte, dedicata alla pre-sigla e al World Trade Center, è qui; la seconda, dedicata al Pentagono, è qui.
La versione in DVD di Zero, differente da quella presentata inizialmente, è recensita qui.
Le mancate intercettazioni aeree
- In caso di dirottamento o deviazione di rotta, i caccia decollano automaticamente, ma l'11/9 non andò così. Falso. Le procedure di gestione dei dirottamenti pre-11/9 non prevedevano decolli automatici di caccia. I caccia servivano solo per accompagnare a debita distanza l'aereo e facilitarne il monitoraggio. Gli ordini dei piloti di linea, all'epoca, erano di negoziare e atterrare.
- Gli aerei dirottati vagarono fino a un'ora e mezza. Eppure i caccia sono velocissimi. Falso. Nessun aereo dirottato volò per 90 minuti in mano ai dirottatori: il tempo massimo fu 46 minuti (Volo 77 contro il Pentagono). I caccia sono supersonici, ma possono volare a velocità supersonica solo per brevi tratti e all'epoca non erano autorizzati a farlo sopra zone abitate. E poi bisogna sapere da che parte mandarli: gli aerei dirottati erano invisibili ai controllori di volo.
- C'erano tante basi aeree, perché nessuno decollò? La domanda è già stata fatta (Zerobubbola 60) e la risposta è sempre la stessa: i caccia non sono automobili, nelle quali basta saltare a bordo e girare la chiave. Devono essere riforniti, preparati e tenuti in allerta; deve esserci un pilota disponibile, attrezzato e pronto. Avere tanti caccia parcheggiati non significa averne altrettanti pronti al decollo istantaneo. Questa è la vita reale, non Hollywood. Chiedete a qualsiasi militare. Considerate che persino dopo l'11/9, per l'aereo della Helios caduto in Grecia nel 2005, fra la perdita di contatto radio e l'ordine di decollo passarono tre quarti d'ora.
- C'erano state 67 intercettazioni nel 2001, perché questa volta non ci furono? Zero "dimentica" di dire che quelle 67 intercettazioni avvennero fuori dal territorio degli Stati Uniti, lungo i confini, in zone altamente sorvegliate chiamate ADIZ, nell'ambito della difesa militare del perimetro degli Stati Uniti contro aerei provenienti dall'esterno. Non c'erano state intercettazioni di voli interni sin dal 1999 (quando ve ne fu una, quella del jet del campione di golf Payne Stewart).
- I piloti avevano il permesso di abbattere; anzi, lo imponeva la legge. Falso. Checché ne dica Zero, non esisteva alcuna legge di questo genere (non a caso, Zero non ne fornisce gli estremi). Non solo: se questa storia fosse vera, contraddirebbe quello che affermerà risolutamente Zero tra un istante, ossia che tutti gli ordini di intercettazione e abbattimento dovevano passare dal Pentagono.
- I protocolli di intercettazione furono cambiati poco prima dell'11/9 per rallentarli: tutto passava dal Pentagono. Ma come? Zero ha appena finito di dire che i piloti potevano, anzi dovevano abbattere per legge, e adesso dice l'esatto contrario? Zero non documenta quest'affermazione, come del resto ha fatto anche per quella contraria. I fatti, pubblicamente consultabili, sono che le regole di gestione dei dirottamenti prevedevano già da tempo che il pilota dell'aereo dirottato seguisse gli ordini del dirottatore, comunicasse (se necessario tramite segnali segreti convenzionali) il dirottamento ai controllori di volo e negoziasse con il dirottatore fino ad atterrare da qualche parte. Poi sarebbe iniziata la fase di trattativa a terra per liberare almeno parte dei passeggeri e se necessario sarebbero intervenute le forze speciali.
In tutto questo protocollo, i caccia avevano solo un ruolo di monitoraggio e si collocavano dietro l'aereo, in modo da non essere visibili ma poter riferire a terra eventuali segnali del pilota o problemi a bordo del velivolo dirottato.
Comunque l'11 settembre i controllori di volo scavalcarono i protocolli per tentare di far decollare i caccia il più rapidamente possibile. - Rumsfeld bloccò la catena di comando per fare l'eroe sul prato del Pentagono. Fu certamente un'imprudenza e un gesto mediatico andare a prestare soccorso, ma Zero non dice che vi andò scortato dalle guardie del corpo, che lo tenevano in contatto radio costante con i centri di comando. La catena di comando non fu mai interrotta, e comunque il gesto di Rumsfeld avvenne dopo l'impatto del terzo aereo, quindi troppo tardi per influire significativamente sull'esito degli attacchi.
- I responsabili sono stati promossi. Falso. Zero cita addirittura persone che non erano neanche in posizione di comando quel giorno, e comunque il disastro dell'11/9 non è attribuibile a una singola persona o a un gruppo di individui, ma a una sottovalutazione generale del rischio da parte di più di un'amministrazione USA e di scelte operative che partono fin dagli anni '80 e nelle quali hanno avuto un ruolo importante enti civili e compagnie aeree. Mettiamo in galera tutti quelli che hanno fatto parte di tutte le amministrazioni Bush, Bush senior e Clinton? Comunque negli anni successivi Rumsfeld, Cheney e quasi tutti i vertici della difesa e dell'intelligence sono stati rimossi e sostituiti senza troppo clamore.
I dirottatori: identità dubbie, comportamenti strani
- Dopo tre soli giorni, l'FBI sapeva già tutto sui dirottatori. Falso. Tre giorni dopo, il 14 settembre 2001, l'FBI pubblicò un elenco di soli nomi, senza foto. E i nomi di molti dei dirottatori erano sbagliati. Ad uno dei nomi erano associate ben sette possibili date di nascita; ad altri non ne era associata nessuna. Nei giorni successivi circolarono varie foto dei dirottatori, ma molte si rivelarono sbagliate. La lista dei nomi giusti, con le foto giuste, fu pubblicata soltanto il 27 settembre: sedici giorni dopo gli attentati. Inoltre le indagini dell'FBI sui dirottatori non terminarono, ma proseguirono. Non fu particolarmente difficile identificarli: i dirottatori erano per forza di cose a bordo, per cui bastò guardare l'elenco dei passeggeri, come dice persino lo spezzone di conferenza stampa dell'FBI mostrato da Zero proprio a questo punto.
- Nelle liste dei passeggeri non ci sono i nomi dei dirottatori. Falso. Le liste li comprendono eccome, e ne indicano anche i posti, confermati oltretutto dalle telefonate fatte dalle assistenti di volo durante i dirottamenti. I complottisti hanno scambiato la lista delle vittime per una lista dei passeggeri, senza rendersi conto che i dirottatori, non essendo vittime, sono elencati a parte.
E poi scusate, se fosse stata una messinscena, gli organizzatori sarebbero stati così idioti da dimenticarsi di mettere i nomi dei dirottatori nelle liste d'imbarco? - Non c'è DNA arabo al Pentagono. Falso. Le analisi dei resti umani trovati al Pentagono confermano la presenza di cinque DNA non appartenenti a familiari delle vittime. Due di questi DNA sono imparentati. Due dei dirottatori del Volo 77 che colpì il Pentagono erano fratelli: Nawaf al-Hazmi e Salem al-Hazmi.
- E' impossibile che un passaporto di un dirottatore sia stato trovato intatto al World Trade Center. Non è impossibile: per quanto sia poco intuitivo, è quello che succede in tutti gli incidenti aerei. Vengono trovati oggetti fragili ancora intatti. Il passaporto non fu l'unico oggetto delicato trovato al WTC: furono recuperati anche oggetti personali dei passeggeri, giubbetti di salvataggio, cuscini di sedili. Oggetti che non bruciarono perché furono proiettati fuori dall'edificio durante l'impatto. Parti d'aereo trapassarono le Torri e arrivarono in strada. Quindi non avevano alcun incendio a cui sopravvivere.
- I terroristi non si comportavano da fondamentalisti islamici. La prima "fonte" di questa teoria è Amanda Keller, ex spogliarellista, che diceva di aver conosciuto un certo "Mohammed" che beveva vino, birra e liquori e aveva scorte di cocaina. Ma la Keller ha ammesso poco dopo di aver mentito, dopo che i giornalisti l'hanno messa sotto indagine, e che il suo Mohammed era un altro studente di scuola di volo. Zero, però, non informa lo spettatore di questa ammissione. Come mai?
- I terroristi hanno identikit "bizzarri" e "il dono dell'ubiquità". Gli intervistati di Zero, Moni Ovadia e Ralph Schoenman, attribuiscono ai terroristi vari comportamenti insensati, compresa una scena da ubriachi in un bar e una telefonata che sarebbe stata fatta da Mohamed Atta a suo padre il giorno dopo gli attentati. Il padre dice anche che Atta è vivo. Come mai non si fa vedere, almeno in un video? Se ci riesce Osama, potrebbe farlo anche lui. I complottisti prendono soltanto i resoconti aneddotici e non verificati, pubblicati in forma dubitativa da alcune testate, e scartano tutto il resto della mole di prove documentali che ricostruiscono i veri comportamenti dei terroristi, dimenticando inoltre che uno dei loro compiti era confondersi con la popolazione assumendone i medesimi atteggiamenti.
- Uno dei dirottatori andò a un ufficio governativo a chiedere un prestito per comperare un piccolo aereo per irrorazioni, minacciò una funzionaria di tagliarle la gola e cercò di comperare un poster del Pentagono. Che ci fa un poster del Pentagono in vendita in un ufficio governativo civile? Infatti la storia è ben diversa da come la racconta Zero. La funzionaria raccontò infatti che un signor Atta, che non si sa neanche se è il Mohammed Atta dirottatore o uno degli altri centoquaranta Mohammed Atta tuttora abitanti negli Stati Uniti, chiese un prestito e commentò la scarsa sicurezza dell'ufficio, dicendo scherzosamente che non c'era nulla che gli impedisse di tagliare la gola alla funzionaria e scappare con i soldi. Il poster non era del Pentagono, ma dell'area di Washington. E il tutto avvenne quando l'Atta dirottatore non era neanche negli Stati Uniti. Il concetto di omonimia sfugge agli autori di Zero, e sfuggirà ancora, come vedremo tra poco.
- Due dirottatori fecero "una gita a Portland" il giorno prima degli attacchi, rischiando di arrivare in ritardo. Non fu affatto una gita, ma un test: due dirottatori si allontanarono dal gruppo e presero un volo prima di tutti gli altri, per sapere se le autorità li avevano individuati (uno di loro, Atta, aveva buone ragioni per temerlo). Se fossero stati arrestati a Portland, gli altri dirottatori non avrebbero ricevuto conferme e avrebbero annullato il piano senza farsi catturare. E' una prassi che segnala un buon livello di preparazione nel terrorismo.
- Moni Ovadia dice che il video che mostra l'imbarco dei terroristi sull'aereo che stanno per dirottare è "...falso. Quel video mostra i due che si imbarcano a Portland". Ovadia, o chi gli ha scritto il copione, ha preso un granchio clamoroso. Infatti ha sbagliato video: quello che mostra Zero è effettivamente ripreso all'aeroporto di Portland, e infatti gli atti ufficiali dicono appunto che è stato ripreso a Portland (altro che "falso"). Il video che mostra l'imbarco a Dulles è un altro. Complimenti per la ricerca giornalistica approfondita.
- Non ci sono prove della presenza dei dirottatori. Falso. Ci sono, per esempio, le telefonate delle assistenti di volo che li identificavano. C'è il video che li mostra all'imbarco (quello sul quale Zero ha appena preso un granchio dichiarandolo falso). C'è il DNA trovato nei luoghi d'impatto. E poi che senso avrebbe addestrarli come piloti e poi non farli salire a bordo? E dove sarebbero adesso, allora?
- I dirottatori sono ancora vivi. Moni Ovadia dice che cinque di loro si sono presentati dopo gli attentati e hanno protestato per l'errata accusa. Zero evita accuratamente, però, di mostrare queste persone, perché non somigliano affatto ai dirottatori: sono semplicemente omonimi. La questione è stata chiarita anni fa dai giornali di tutto il mondo: come mai Zero non lo sa?
Nel prossimo articolo verranno elencate le bubbole della parte successiva di Zero, dedicata ai video di rivendicazione, alla natura inventata di al-Qaeda e alle avvisaglie insabbiate.
2008/04/04
105 bubbole in Zero (seconda parte)
di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Prosegue l'elencazione dei 105 errori gravi, tagli ingannevoli, dati fasulli e stupidaggini tecniche presenti nella versione del video Zero presentata alla Festa di Roma (la versione in DVD è recensita qui). La prima parte, dedicata alla pre-sigla e al World Trade Center, è qui.
Sono passati circa 55 minuti dall'inizio del video e siamo già a quota 68 errori. La media conquistata inizialmente di una bubbola al minuto si mantiene dunque piuttosto costante.
Nel prossimo articolo verranno elencate le bubbole della parte successiva di Zero, dedicata alle mancate intercettazioni degli aerei dirottati.
Prosegue l'elencazione dei 105 errori gravi, tagli ingannevoli, dati fasulli e stupidaggini tecniche presenti nella versione del video Zero presentata alla Festa di Roma (la versione in DVD è recensita qui). La prima parte, dedicata alla pre-sigla e al World Trade Center, è qui.
Il Pentagono
- L'"intera struttura" del Pentagono crolla "un'ora dopo" l'impatto. Zero dice proprio così. Ma quale "intera struttura"? E' crollata una fetta larga una ventina di metri, in un edificio in cui ogni lato misura 281 metri. E non è crollata "un'ora dopo", ma dopo 33 minuti. Se un'indagine inciampa ripetutamente anche sui dati più elementari, quanto potrà essere affidabile quando fa discorsi più complessi?
- Non ci sono tanti rottami come in ogni disastro aereo. Infatti questo non è un normale disastro aereo. Quanti disastri conoscete in cui un aereo di linea si è schiantato penetrando in un edificio? Appunto. Proprio perché l'aereo è entrato nell'edificio, ha lasciato fuori pochi rottami. Esattamente come alle Torri Gemelle. Ma i rottami ci sono, e sono stati anche identificati.
- Il foro d'impatto misura solo "cinque metri, ripeto, cinque metri", dice Dario Fo. Falso. Il foro è largo 35 metri, praticamente tanto quanto l'aereo che l'ha prodotto. Basta guardare le fotografie.
- Le finestre sono stranamente intatte. A parte il fatto che al piano terra c'è una breccia di 35 metri dove non solo non ci sono più le finestre, ma non c'è più neanche la facciata, le finestre circostanti sono quasi intatte perché sono finestre antiscoppio da 720 kg l'una, spesse cinque centimetri e infisse in un telaio d'acciaio che si estende dietro tutta la facciata, pensate proprio per proteggere il Pentagono da attacchi con camion-bomba e simili. Sarebbe bastato guardarsi un documentario di National Geographic per saperlo.
- La versione ufficiale parla di aereo "gassificato". Falso. Quello che Zero mostra a questo punto non è un documento tecnico ufficiale, ma un resoconto giornalistico, in cui uno dei testimoni dice di aver visto un motore dell'aereo (quello che Zero dice non esistere) disintegrarsi per l'impatto. Usa il termine inglese "vaporized", ma è un'iperbole, non una descrizione tecnica; e comunque è riferito soltanto al motore, non a tutto l'aereo.
- L'aereo è entrato e uscito da ciascuno dei tre anelli esterni del Pentagono. Questo è quello che mostra l'animazione realizzata da Zero, ma è falso. Come è possibile che un'indagine rigorosa non sappia che al piano terra e al primo piano, i tre anelli esterni del Pentagono formano un vano unico? L'aereo non è affatto entrato e uscito ripetutamente: è entrato dalla facciata, ha attraversato il vano unico (privo di muri portanti) che unisce i tre anelli, ed è uscito soltanto quando ha raggiunto il muro del terzo anello.
- La versione ufficiale dice che la carlinga è rimasta integra. Falso. Non è mai stata detta una stupidaggine del genere. Secondo la ricostruzione tecnica (e il buon senso), un oggetto relativamente fragile come un aereo (concepito per volare, non per fare da ariete) si frammenta in caso d'impatto, ma la sua massa e la sua inerzia rimangono invariate. Si comporta, insomma, come una valanga da cento tonnellate scagliata a 800 km/h. E' questa massa informe che trapassa il Pentagono.
- Ci dovrebbero essere i fori dei motori. Perché? Abbiamo già visto (ma Zero non l'ha ancora capito) che c'è una breccia larga 35 metri in facciata. I motori sarebbero passati di lì, senza formare un buco separato. Forse Zero si aspetta una sagoma da cartone animato? Inoltre uno dei motori ha colpito un generatore da 20 tonnellate prima che l'aereo si schiantasse. Ci sono testimoni, che Zero ha citato prima, che dicono di averlo visto disintegrarsi nell'impatto, per cui è possibile che non abbia neanche raggiunto la facciata.
- Mancano i segni delle ali. Falso. Sulla facciata ci sono danni estesi orizzontalmente in una zona lunga e stretta, proprio come le ali di un aereo. Sul lato destro dell'area d'impatto c'è un solco diagonale che si estende fino al primo piano. Sul lato sinistro c'è una fascia orizzontale di rivestimento asportato. Le loro posizioni sono compatibili con la disposizione delle ali di un Boeing 757 che colpisca la facciata con un leggero angolo di rollio. Ma Zero non lo dice e non mostra questi danni. Perché nasconde questi dati?
- Le immagini dei rottami sono comparse solo in seguito, per dare una mano alla versione ufficiale che era in difficoltà. Falso. Sono comparse subito, alcune già durante le dirette, e la presenza di rottami era testimoniata dai giornalisti, dai fotoreporter e dai semplici passanti presenti quel giorno nelle vicinanze del Pentagono, che sorge in un centro abitato e ha un'intasatissima autostrada che gli passa in fianco.
- Dario Fo dice che secondo la versione ufficiale, l'aereo ha chiuso le ali "come fanno le libellule" per entrare nel foro troppo piccolo. Falso. Un testimone ha descritto qualcosa di vagamente simile (un accartocciamento delle ali), ma la ricostruzione tecnica non ha mai asserito una stupidaggine di questo calibro. Del resto, siccome la breccia vera (non quella asserita da Zero) è larga abbastanza da far penetrare l'aereo senza piegare le ali, non ci sarebbe comunque bisogno di un'asserzione del genere.
- Un esperto di misurazione tramite fotografia dice che l'aereo, in quel foro, non ci sta. Se gli autori di Zero non gli fanno vedere le foto che mostrano la vera breccia e gli mostrano invece soltanto le foto in cui il getto degli idranti copre quasi tutto lo squarcio, è ovvio che l'esperto arriverà alla conclusione sbagliata.
- Il generale Arnold mandò un pilota di caccia in ricognizione, e il pilota non vide tracce d'impatto d'aereo al Pentagono. A parte un grande incendio e una breccia nell'edificio, s'intende. Ma cosa si aspettano che vedesse? L'aereo è entrato nel Pentagono ad altissma velocità: fuori non potevano certo rimanere pezzi così grandi da poter essere visto da un caccia che sfreccia a qualche centinaio di metri di quota.
- Dario Fo: ci sono ottantasei filmati "totali" dell'impatto al Pentagono, e i militari non li mostrano. Falso. Innanzi tutto i filmati non sono affatto "totali": non mostrano l'impatto. Sono solo fotogrammi sgranati di telecamere di sorveglianza situate approssimativamente nei paraggi. In secondo luogo, quattro di questi filmati sono già stati rilasciati integralmente, e Zero lo sta per dire, autocontraddicendosi.
- Nel 2006 il Ministero della Difesa statunitense fu "costretto" a rilasciare quattro filmati. Ma come? Dario Fo ha appena detto che i militari non mostrano neanche un filmato, e adesso Zero dice che invece li hanno già mostrati, e da ben due anni? Comunque il Ministero non fu "costretto" affatto: i filmati erano prova d'accusa di un processo in corso all'epoca, quello a Zacarias Moussaoui. Quindi, secondo la prassi giuridica statunitense, non potevano essere diffusi pubblicamente prima della fine del processo. Terminato il processo, furono rilasciati. La "costrizione" inventata da Zero fu in realtà una semplice richiesta FOIA: un procedimento gratuito estremamente semplice, che anche il gruppo Undicisettembre ha seguito per richiedere alcuni dati riguardanti gli eventi dell'11 settembre. Non solo: i primi fotogrammi dei filmati, gli unici significativi, furono rilasciati addrittura a marzo 2002.
- I filmati mostrano qualcosa che non è un Boeing 757: è troppo piccolo. Quindi, secondo Zero, i militari sarebbero stati così stupidi da pubblicare dei filmati che rivelano la messinscena? La realtà è che chi dice queste cose non tiene conto del fatto che i filmati furono ripresi con una lente grandangolare, tipica delle telecamere di sorveglianza, che esagera la prospettiva e fa sembrare più piccoli del normale gli oggetti lontani. E l'aereo era a 190 metri di distanza dalla telecamera.
- E' impossibile che l'aereo sia passato "fra un fotogramma e l'altro". Zero non dice che il filmato non proviene da una registrazione video standard, che riprende da 25 a 30 fotogrammi al secondo, ma da una telecamera di sorveglianza che registrava un solo fotogramma al secondo. I filmati, in altre parole, non sono veri e propri video: sono sequenze di immagini fisse, scattate a un secondo di distanza l'una dall'altra. E in un secondo, un aereo lanciato a 800 km/h si sposta di 220 metri.
- L'FBI ha detto che una sola telecamera ha ripreso la scena, e ci sono solo i fotogrammi già noti. Falso: l'FBI ha detto che l'impatto (non "la scena") è stato registrato su un solo nastro. Ma su quel nastro hanno scritto due telecamere, non una. Un dettaglio importante, perché le posizioni differenti delle telecamere permettono analisi che una singola ripresa non consentirebbe. Perché Zero è così impreciso? Inoltre non si tratta solo dei "fotogrammi che conosciamo già", ma di due sequenze di immagini ben più lunghe, che rivelano la caduta di rottami vicino alle telecamere e l'arrivo dei primi soccorsi. Anche questi sono dettagli importanti.
- Dario Fo: l'aereo ha fatto una virata di 170 gradi a 800 km/h: difficilissima. I dati dichiarati da Fo sono errati. I tracciati radar, i testimoni e le scatole nere confermano che la virata non fu di 170 gradi, ma di 330: quindi quasi un giro completo, non un'inversione a U. Non solo: la velocità massima fu ben più bassa, con un massimo di 290 nodi (540 km/h). L'allergia di Zero alla correttezza nel riferire i dati si manifesta ancora una volta: perché? Ma soprattutto, Zero omette di dire che la virata durò più di due minuti e mezzo e fu larga 10 km, per cui fu una virata perfettamente fattibile, anche se non nella norma del pilotaggio dolce che si usa per non nauseare i passeggeri. Ma i dirottatori probabilmente non avevano a cuore il benessere delle loro vittime.
- La manovra sarebbe stata difficile anche per un esperto. Falso. Il programma d'indagine Zembla, della televisione olandese, l'ha ricreata usando un simulatore di volo professionale di un Boeing 757, comandato da un pilota dilettante di piccoli monomotori. La manovra è risultata fattibile senza particolari difficoltà. Su tre tentativi al simulatore, il Pentagono è stato colpito tre volte.
- Un Boeing 757 non è progettato per fare quella manovra: non è possibile farla. Gli aerei di linea non sono in grado di fare una virata di 330 gradi, larga 10 chilometri, a 540 km/h? Ma allora come fanno a orbitare intorno agli aeroporti quando c'è traffico? Provate a fare l'affermazione di Zero davanti a un pilota di linea: vi riderà in faccia.
- Un caccia radiocomandato sarebbe stato in grado di fare quella manovra. Se è stato un caccia, come mai tutti i testimoni hanno detto di aver visto un aereo di linea? E dove sono finiti i suoi rottami? E come ha fatto un caccia ad abbattere cinque lampioni che distano 26 metri l'uno dall'altro lungo la traiettoria?
- Un controllore di volo dice che pensarono fosse un caccia. Quindi fu un caccia a colpire il Pentagono. Ci risiamo: allora come mai i testimoni hanno visto un aereo di linea? In realtà il controllore dice semplicemente che pensarono si trattasse di un aereo militare perché di solito gli aerei di linea non fanno manovre di quel genere. Ma nessuno di loro ha dubbi sul fatto che si trattasse di un aereo di linea: infatti Zero ha tagliato la frase successiva del controllore citato: "Non si pilota un 757 in quel modo: non è sicuro".
- Dario Fo dice che l'aereo ha volato a sei metri dal suolo per un chilometro, scavalcando una collina. Fo descrive una traiettoria fasulla. Di nuovo. Come mai Zero è ripetutamente così disinvolto con i fatti? Dalla geografia del luogo, dai testimoni e dalle tracce lasciate dal velivolo sui lampioni abbattuti, situati su un cavalcavia sopraelevato davanti alla facciata colpita, sappiamo invece con certezza che il volo rasoterra è avvenuto soltanto negli ultimi 250 metri circa. E non c'è nessuna "collina" da scavalcare. Zero sta presentando dati fasulli, col risultato di far sembrare impossibile la manovra.
- Un aereo di linea non può volare così veloce rasoterra. Se così fosse, i creatori della versione ufficiale sarebbero stati così imbecilli da sperare che nessun pilota o ingegnere aeronautico si accorgesse che la versione ufficiale dichiarava una cosa tecnicamente impossibile.
Gli intervistati di Zero confondono le velocità massime di progetto, definite per non sottoporre l'aereo a sollecitazioni a lungo andare dannose, con le velocità fisicamente raggiungibili. Altri incidenti aerei hanno dimostrato, infatti, che un aereo di linea può volare ad altissima velocità a bassa quota senza per questo disintegrarsi in volo. Al Pentagono, quell'altissima velocità durò soltanto pochi secondi prima di concludersi con uno schianto. Del resto, la velocità dell'aereo al Pentagono è la stessa raggiunta dagli aerei che colpirono le Torri Gemelle, quindi è chiaramente una velocità possibile anche a bassa quota. - L'esperto di Zero dice che la manovra è aerodinamicamente impossibile, ma usa dati fasulli. Un ex pilota sfida chiunque a ripetere la manovra andare a 740 km/h a 6 m dal suolo per 800 m. Ma questa non è la manovra fatta al Pentagono: come già detto, a circa 250 metri dall'impatto l'aereo era ancora 10 metri sopra un cavalcavia che è sopraelevato rispetto al prato del Pentagono: 800 metri sono una distanza più che tripla di quella reale. E la traiettoria non fu a sei metri costanti da terra, ma fu invece inclinata verso il basso fino a incontrare il suolo.
- Il suo istruttore ha detto che il dirottatore pilota era incapace di pilotare. Queste, perlomeno, sono le parole che gli attribuisce Dario Fo. Ma Marcel Bernard, istruttore di Hani Hanjour, ha anche dichiarato (paradossalmente in un film complottista, Loose Change) che era "molto tranquillo, nella media di un pilota... non vi era dubbio che una volta che quel [jet dirottato] fosse partito, avrebbe saputo dirigere l'aereo verso un edificio e l'avrebbe colpito". Come mai questa testimonianza non c'è in Zero?
- Il Pentagono è "lo spazio aereo più protetto del mondo". Falso. Come può verificare chiunque consultando il sito Web della Federal Aviation Administration, ancora oggi il Pentagono non è spazio aereo protetto, né da sistemi di difesa, né da norme di non sorvolo. Qui sotto vedete quanto passino vicino al Pentagono, anche dopo l'11 settembre, gli aerei di linea.
- E' impossibile avvicinarsi al Pentagono e alla Casa Bianca in aereo. Falso: è vietato avvicinarsi alla Casa Bianca (al Pentagono, come visto sopra, no), ma questo non vuol dire che sia impossibile. La FAA ha registrato 300 violazioni delle zone interdette solo nel 2007. E nel 1994 un Cessna si schiantò sul prato della Casa Bianca. Altro che "impossibile".
- Intorno a Washington c'era una zona di 50 miglia impenetrabile ai voli. Falso. La zona, denominata ADIZ (Air Defense Identification Zone), fu attivata dopo l'11 settembre, come risulta dalle comunicazioni della FAA ai piloti civili.
- C'erano caccia pronti nelle basi vicine al Pentagono, ma non sono intervenuti. Un caccia non è una Fiat Panda nella quale basta infilare le chiavi e partire: va preparato, rifornito, armato, dotato di un pilota. Proprio per questo si tiene un certo numero di caccia sempre in allerta. Nel 2001, l'aviazione militare USA ne teneva ogni giorno quattordici, scelti a turno fra le varie basi: un numero esiguo, perché la Guerra Fredda era finita. Nessuno dei caccia pronti al decollo l'11 settembre era presso le basi vicine al Pentagono.
- C'erano missili antiaereo al Pentagono. Zero ne "dimostra" l'esistenza... con un cartone animato. Davvero. Come mai non ce ne mostra una foto? E sì che dal cartone animato sembrerebbero postazioni belle grosse.
In realtà non esiste alcuna postazione missilistica nelle adiacenze del Pentagono. Sarebbe visibile nelle foto satellitari dell'edificio e dall'autostrada che gli passa in fianco. - Il Pentagono è stato colpito da un aereo militare, perché solo gli aerei militari hanno un segnalatore IFF che li autorizza ad avvicinarsi all'edificio. Ma l'aeroporto Reagan sta a 1200 metri dal Pentagono. L'asse di una delle sue piste interseca il Pentagono, per cui gli aerei sono quasi costretti a sorvolarlo sistematicamente. E' un aeroporto civile, non militare. Gli aerei civili non hanno segnalatori IFF. Come la mettiamo?
- Si dice che scoppiarono bombe dentro il Pentagono prima dell'impatto. In altre parole, siccome temevano che non bastasse colpirlo con un aereo, ci hanno messo dentro anche un po' di bombe, giusto per essere sicuri?
E' ovvio che le persone dentro il Pentagono che non videro arrivare l'aereo pensarono inizialmente a una bomba (ipotesi istintiva, visti i precedenti attentati contro basi militari USA) e ne sparsero la voce, ma nessun testimone, né civile né militare, né dentro né fuori del Pentagono, ha mai sostenuto che ci furono esplosioni prima dell'impatto.
Zero non dice chi, secondo i suoi autori e l'intervistata Barbara Honegger, avrebbe fatto questa dichiarazione. Che strano. Ma aspettate di sentire quali "prove" ha la Honegger. - Ci sono orologi del Pentagono fermi alle 9:32. Questo prova che vi fu un'esplosione cinque minuti prima dell'impatto. Centinaia di persone uscirono dal lato ovest dopo l'esplosione. Tutte qui le prove clamorose? L'idea che qualche orologio al Pentagono possa essere stato indietro di cinque minuti al momento dell'attentato non viene assolutamente contemplata dalla Honegger e da Zero.
Se è per quello, ci sono anche foto di orologi al Pentagono fermi all'ora dell'impatto. Perché Zero si fida di un orologio e non dell'altro?
Ma soprattutto, se centinaia di persone fossero uscite dal lato ovest poco dopo l'esplosione, sarebbero state centrate in pieno dall'aereo: il lato ovest è quello colpito. - C'erano cadaveri al centro del Pentagono: come è possibile, se l'aereo ha colpito i tre anelli esterni? Perché l'area adibita a verde al centro del Pentagono fu usata come area di triage: vi furono collocati in emergenza i morti e i feriti in attesa di soccorsi. C'è scritto nel rapporto dei soccorritori civili della contea di Arlington, disponibile persino su Internet. Come mai Zero non lo sa?
- Nessuna fonte ufficiale dice esplicitamente che fu il Volo 77 a colpire il Pentagono. Questa è una delle affermazioni più demenziali di Zero, al punto che è persino ridicolo contraddirla. Ci sono migliaia di fonti, ufficiali e non ufficiali, che attestano senza alcun dubbio che il Volo 77 si è schiantato contro il Pentagono. Basterà citare il Rapporto della Commissione Indipendente sui fatti dell'11 settembre, o il referto tecnico dell'analisi della scatola nera che la identifica come appartenente al Volo 77, o le analisi mediche condotte sui i corpi delle vittime, che li identificano come quelli dei passeggeri del Volo 77. Giusto per fare qualche esempio.
- I controllori di volo non chiesero ai dirottatori di farsi identificare facendo delle virate a comando, e questo è "clamoroso". Quindi anche i controllori di volo facevano parte del complotto? Ma quanta gente ne fa parte, allora?
Gli aerei erano pilotati dai dirottatori, che mantenevano il silenzio radio. Erano dirottatori suicidi intenti nella loro missione. Avevano spento apposta i transponder per non farsi trovare. Perché mai avrebbero dovuto rispondere agli ordini dei controllori di volo facendo virate di qua e di là per farsi trovare? - Il Volo 77 scomparve dai radar per 36 minuti, durante i quali potrebbe essere atterrato altrove. Falso. I controllori non riuscirono a identificarlo sui propri schermi in tempo reale, ma l'esame a posteriori dei tracciati dimostra che l'aereo rimase sempre nel raggio dei radar.
Sono passati circa 55 minuti dall'inizio del video e siamo già a quota 68 errori. La media conquistata inizialmente di una bubbola al minuto si mantiene dunque piuttosto costante.
Nel prossimo articolo verranno elencate le bubbole della parte successiva di Zero, dedicata alle mancate intercettazioni degli aerei dirottati.
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