FAQ 8: Il coinvolgimento dell'Arabia Saudita

di Leonardo Salvaggio

Queste sono le risposte sintetiche ai dubbi più ricorrenti sul coinvolgimento dell'Arabia Saudita negli attentati dell'11/9. Per gli approfondimenti si possono leggere gli articoli indicati nei link qui sotto, oppure si può cercare in questo blog usando la casella di ricerca qui a destra.

8.1. Le 28 pagine del Joint Inquiry desecretate nel 2016

8.1.1. Cosa sono e cosa dicono le 28 pagine del Joint Inquiry desecretate nel 2016?


Il 15 luglio del 2016 sono state desecretate le 28 pagine (testo integrale) del Joint Inquiry (l'indagine governativa di quasi 900 pagine) rimaste secretate a seguito della pubblicazione del rapporto nel dicembre del 2002. Le 28 pagine in questione riguardano i legami tra i dirottatori ed esponenti del governo saudita, e proprio per questo motivo sono state tenute nascoste per così tanto tempo.

Il testo riporta che alcuni dei 19 dirottatori durante la loro permanenza sul suolo americano ebbero contatti con personalità riconducibili all'intelligence, alla diplomazia e al governo dell’Arabia Saudita. Tra le persone che entrarono in contatto con i terroristi vi sarebbero stati Omar al-Bayoumi e Osama Bassnan, che diedero supporto logistico ai dirottatori Khalid al-Mihdhar e Nawaf al-Hazmi a San Diego; Shaykh al-Thumairy, imam di una moschea a Culver City creata con fondi statali sauditi, nota per le sue posizioni estreme e frequentata da al-Mihdhar e Nawaf al-Hazmi; Saleh al-Hussayen, ufficiale del ministero degli interni saudita, che alloggiò nello stesso albergo di al-Hazmi in Virginia; e Abdullah Bin Ladin, fratellastro di Osama e dipendente dell'ambasciata saudita a Washington.

Delle persone sopra elencate, quelle più importanti, a cui il testo dedica maggior spazio, sono Omar al-Bayoumi e Osama Bassnan, i quali offrirono ad al-Mihdhar e al-Hazmi supporto logistico, dapprima ospitandoli nella casa di al-Bayoumi a San Diego e poi aiutandoli a trovare un appartamento, di cui pagarono la prima rata dell'affitto, e favorendo la loro integrazione con il centro islamico di San Diego. Al-Bayoumi e Bassnan avevano forti legami con il governo saudita, come testimoniato anche dai loro tabulati telefonici e dalle sovvenzioni che i due uomini e le loro mogli ricevevano regolarmente dall'ambasciata. Inoltre al-Bayoumi riceveva mensilmente uno stipendio da una compagnia saudita con sede negli USA (presso la quale non lavorava regolarmente), che aveva a legami con il ministero della difesa dell'Arabia Saudita e con Osama bin Laden. L'azienda gli aumentò lo stipendio durante il periodo in cui aiutò i due terroristi.

Nonostante questi evidenti legami, dopo l’11/9 la cooperazione del governo saudita nelle indagini sui dirottatori fu sempre molto scarsa, anche se la mancanza di collaborazione era un’abitudine del governo di Riyadh già da ben prima dell'11/9. A tal proposito vengono citati nel testo due casi risalenti agli anni 90, ovvero quelli di Madani al-Tayyib e Mohammed Jamal Khalifa, che avevano stretti legami con Osama bin Laden e a cui il governo saudita ha sempre offerto protezione, negando agli USA il permesso di interrogarli.


8.2. Omar al-Bayoumi

8.2.1. Chi è e cosa ha fatto Omar al-Bayoumi?


Omar al-Bayoumi è una personalità legata al governo di Riyadh che offrì aiuto logistico e finanziario ai dirottatori al-Mihdhar e al-Hazmi durante la loro permanenza in California.

L’uomo nacque in Arabia Saudita nel 1957 vicino a Jeddah. Secondo le 28 pagine, al-Bayoumi lavorò per la Saudi Civil Aviation Administration dal 1976 al 1993 e si trasferì negli USA nel 1995 per studiare inglese alla San Diego State University (dettagli).

Il primo incontro tra al-Bayoumi e i due dirottatori avvenne l’1 febbraio del 2000 al ristorante Mediterranean Gourmet, su Venice Boulevard a Los Angeles, in modo non fortuito (dettagli).

Pochi giorni dopo al-Bayoumi li aiutò a trovare un alloggio presso i Parkwood Apartments di San Diego, complesso nel quale viveva lo stesso al-Bayoumi, e questi li aiutò anche a pagare le prime rate dell’affitto anticipando il denaro con un assegno circolare. I due dirottatori trascorsero anche qualche giorno nell’appartamento di al-Bayoumi prima di affittarne uno nello stesso complesso.

Al-Bayoumi organizzò per loro anche una festa di benvenuto nell'appartamento che i due avevano preso in affitto (dettagli). I due dirottatori rimasero ai Parkwood Apartments fino a maggio del 2000, quando si trasferirono a casa di Abdussattar Shaikh, informatore dell’FBI, a Lemon Groove (dettagli).

8.2.2. Al-Bayoumi era un agente dei servizi segreti sauditi?


Sebbene le 28 pagine non chiariscano definitivamente il dubbio, un documento del 2017 relativo all'indagine dell'FBI e pubblicato nell'ambito dell'ordine esecutivo 14040 emesso dal Presidente Biden ha confermato che Omar al-Bayoumi riceveva uno stipendio dall'Al-Mukhabarat al-'Amma, la principale agenzia di intelligence saudita nota in inglese come General Intelligence Presidency (dettagli).


8.3. I rapporti tra Osama bin Laden e la famiglia reale saudita

8.3.1. In che rapporti era Osama bin Laden con il governo di Riyadh?


La questione è dibattuta. L'unica cosa certa è che il governo saudita ha revocato la cittadinanza a Osama bin Laden nel 1994.

Secondo quanto riferito dal terrorista Abu Zubaydah (e riportato nel volume Why America Slept di Gerald Posner) il fatto di aver revocato la cittadinanza servì a dare l'illusione alla comunità globale di aver scaricato il terrorista, mentre in realtà lo finanziava di nascosto nell'ambito di un accordo clandestino in base al quale bin Laden si impegnava a non condurre attentati in Arabia Saudita o contro obiettivi sauditi in cambio di questi finanziamenti. Interrogato sulla questione dalla 9/11 Commission, il principe saudita Turki bin Faysal Al Sa'ud ha ovviamente negato (dettagli).

Peter Bergen della CNN sostiene che la teoria dell'accordo segreto tra al-Qaeda e il governo saudita sia ridicola, perché bin Laden intendeva rovesciare l regime di Riyadh e quindi difficilmente i reali avrebbero stretto accordi con il terrorista addirittura finanziandolo (dettagli).


8.4. Eventi precedenti e successivi

8.4.1. Cos'è il dry run degli attentati finanziato dall'ambasciata saudita nel 1999?


Nel novembre del 1999 due individui vicini al governo saudita compirono, durante un volo tra Phoenix e Washington, una sorta di dry run dei dirottamenti che si sarebbero concretizzati poco meno di due anni dopo. I due si imbarcarono su un volo dell'America West Airlines diretto dalla capitale dell'Arizona fino al District of Columbia, per partecipare a un simposio che sarebbe stato presieduto dall'ambasciatore stesso.

Subito dopo essere saliti sull'aereo i due iniziarono a fare agli assistenti di volo domande tecniche sull'aereo, che lo staff trovò sospette. Durante il volo uno dei due cercò di entrare nella cabina di pilotaggio per due volte arrivando fino a spingere la porta con violenza. I piloti, spaventati dal comportamento dei due sauditi e dalla loro aggressività verso il personale di volo, decisero di fare un atterraggio di emergenza nell'Ohio, dove i due furono arrestati dall'FBI che però poco dopo li rilasciò non riscontrando evidenze sufficienti per trattenerli.

I due passeggeri dichiararono durante l'interrogatori che i loro biglietti aerei erano stati pagati dall'ambasciata saudita e l'FBI poté verificare che questo corrispondeva al vero (dettagli).

8.4.2. Jamal Khashoggi è stato ucciso perché aveva rivelato che la versione ufficiale sugli attentati è falsa?


No, al contrario Khashoggi aveva nelle sue indagini giornalistiche smentito varie teorie proposte dai teorici del complotto. Inoltre se i sauditi avessero voluto eliminare una voce scomoda non avrebbero certo aspettato diciassette anni (dettagli).

8.4.3. L'FBI ha per errore rivelato il nome di un funzionario dell'ambasciata saudita che offrì aiuto ai terroristi?


Nel 2020 l'FBI depositò in tribunale un documento nell'ambito di una causa intentata da alcune famiglie di vittime degli attentati dell'11/9 contro il regime saudita nel quale compare il nome di un funzionario dell'ambasciata che aiutò i terroristi: il nome dell'uomo è Mussaed Ahmed al-Jarrah (che non ha alcun legame con il dirottatore pilota di United Airlines 93 Ziad Jarrah, essendo quest'ultimo libanese). Il nome è censurato in quasi tutto il testo ed è visibile in una sola occasione, si è trattato quindi evidentemente di un errore.

L'uomo lavorò a Washington nel 1999 e nel 2000. Nei suoi incarichi rientrava quello di supervisionare le attività delle moschee che ricevevano sovvenzioni dall'Arabia Saudita per conto del Ministero degli Affari Islamici (dettagli).

8.4.4. Cos'è il Phoenix Memo?


Il Phoenix Memo è una nota inviata nel luglio del 2001 dall'ex agente dell'FBI Kenneth Williams a varie agenzie di intelligence in cui informava che dei cittadini sauditi in Arizona da anni frequentavano scuole di aviazione e diffondevano materiale nella moschee e nelle università inneggiante a Osama bin Laden e ad al-Qaeda (dettagli).

La comunicazione non venne trattata con la dovuta priorità, sia perché non c'era una minaccia concreta e specifica sia perché l'attenzione degli investigatori fu deviata dal caso dell'incendiario seriale Mark Warren Sands.


8.5. Se l'Arabia Saudita ha supportato i terroristi, perché lo ha fatto?


Al momento sembrano esserci tre ipotesi:
  • la necessità da parte del Ministero degli Affari islamici di accontentare in parte i terroristi per evitare attacchi contro il regime (ipotesi proposta dall'ex agente dell'FBI Kenneth Williams)
  • l'influenza o l'infiltrazione di al-Qaeda nel Ministero degli Affari Islamici (da un'indagine congiunta di CIA e FBI)
  • un tentativo di reclutamento da parte dell'intelligence andato male a causa dell'imperizia delle persone a cui l'incarico era stato affidato (ipotesi proposta dall'ex agente dell'FBI Mark Rossini)
Ovviamente le tre ipotesi non si escludono vicendevolmente: al-Bayoumi e i suoi collaboratori potrebbero essere stati inviati da vertici deviati ad aiutare i terroristi giustificando il loro incarico con un possibile reclutamento, oppure gli stessi al-Bayoumi e Bassnan potrebbero essere stati legati ad al-Qaeda e aver chiesto l'incarico di reclutamento proprio per aiutare terroristi.

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