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2008/06/06

Debunking finale dell'immagine del WTC7 intatto

di mother

Alcuni mesi fa si è discusso riguardo la datazione temporale di alcune immagini che circolano nel Web. Alcuni cercavano di dimostrare, a favore della teoria dietrologica, che l'immagine qui a lato era stata scattata dopo il crollo del WTC 1-2 (post su Luogocomune), mentre Paolo Attivissimo aveva dimostrato che era stata scattata prima del crollo del WTC1: WTC7, il mistero della foto senza danni.

Questo era il riferimento di 911research.wtc7.net e in questo documento PDF di Steven Jones, Why Indeed Did the World Trade Center Buildings Completely Collapse? (settembre 2006), a pagina 3, è possibile vedere l'uso dell'immagine per confutare i danni e gli incendi descritti dalla ricostruzione tecnica ufficiale.

A Sigmatau di Luogocomune rispose anche Henry62 nel suo blog, Determinato l'orario della fotografia misteriosa del WTC7. Questo caso è uno dei molteplici in cui il materiale viene riportato senza citarne la fonte.

Fortunatamente la teoria dietrologica è verificabile con una piccola aggiunta di lavoro e di conoscenze dai dati correlati al materiale, ma rimane la cronicità e facilità con cui in Internet si tende a disperdere le fonti o a dissociare il materiale da chi l'ha prodotto.

Per quanto possa sembrare di poca importanza non riuscire ad associare la foto al fotografo, questo semplifica la ricerca, riducendo le possibilità di indagine, oltre a porre il problema degli aspetti legati al copyright del materiale.

Dato il nome del fotografo, infatti, si può sempre ricorrere ad un'intervista per ottenere nuove informazioni, cercare altre sue foto, chiedergli riferimenti sulla posizione in cui è stata scattata una data immagine, chiedergli l'ora dello scatto, eccetera. Il fotografo è comunque un soggetto che ha vissuto il disastro in prima persona per tutto lo scorrere degli eventi di quel tragico giorno.

Internet viene spesso definita come culla di migliaia di informazioni libere, che si diffondono velocemente (a seconda di quanto stimolino l'interesse di lettori nelle discussioni). Tuttavia Internet spesso semplifica, dimentica e perde dettagli.

In soccorso fortunatamente arriva il sito Digitaljournalist.org, il quale raccoglie vari scatti di fotografi presenti a vari eventi. In occasione dell'11 settembre, il sito ha intervistato numerosi di questi fotografi e ha pubblicato una serie di foto, riportandone l'autore nella didascalia. Possiamo quindi sapere chi è l'autore o chi sono i fotografi più probabilmente autori della foto sopra utilizzata per le indagini.

Nella zona della foto sopra riportata c'erano almeno tre fotografi: Allan Tannenbaum, Doug Kanter e James Nachtwey.



Altre due foto della zona poco note:



Altre immagini del WTC7 in fiamme sono state scattate da James Nachtwey. I resti del WTC7 in fiamme sono documentati qui da Allan Tannenbaum.

Il sito non riporta la foto prima discussa del WTC7. Tuttavia, sebbene nelle bibliografie del NIST esistano decine di fotografi che hanno fotografato quegli eventi, ora abbiamo ristretto il campo a soli tre nomi. Dati questi nomi, non resta che rivolgersi ai siti personali dei fotografi, scrivere mail o basarsi sulle foto che hanno pubblicato. Purtroppo, per quanto abbia cercato, tuttora manca un riferimento diretto che leghi la foto in questione al fotografo che l'ha scattata.

Trovata un'altra immagine contemporanea: è dopo il crollo del WTC2


Nella raccolta pubblicata da Allan Tannenbaum si può vedere questa foto con la seguente didascalia:

Two planes hijacked by Arab terrorists crash into the World Trade Center on September 11, 2001. The twin towers collapsed causing almost 3,000 deaths. NYC Armed NYPD run from WTC after 1st tower collapse

L'immagine riprende la scena poco discosta dall'immagine utilizzata dai dietrologi. Le ombre permettono di collocarla cronologicamente come contemporanea della foto citata dai dietrologi. Anche in questo caso sono visibili i resti del WTC e delle strutture secondarie, nonché parte del WTC7 che si staglia nel cielo azzurro. La didascalia non fa altro che confermare il debunking delle teorie dietrologiche.

Con tutta probabilità, scrivendo ad Allan Tannenbaum o rivolgendosi all'agenzia che detiene il copyright delle sue foto è possibile procurarsi la foto utilizzata in modo erroneo dai dietrologi. Tale foto potrebbe essere stata pubblicata in qualche rivista o sito Internet oggi perso nei vasti meandri della Rete. Da notare che tutte queste foto riportano l'autore, e gli stessi giornali, articoli di news indicano in didascalia chi ha scattato la foto. E' presumibile che la foto utilizzata dai dietrologi sia stata estrapolata da un altro contesto e riutilizzata, senza la minima volontà di ricerca o di indagine, senza chiedere spiegazioni all'autore (come visto, l'autore riporta ben altre didascalie).

Si riportano a seguire per completezza altre informazioni sui tre fotografi: Allan Tannenbaum, Doug Kanter e James Nachtwey.

James Nachtwey


Il racconto di James Nachtwey:

...Once the tower fell, the people really disappeared. They all ran away or were trapped. So my instinct was to go to the place where the tower had fallen. It seemed to me, absolutely unbelievable that the World Trade Center could be lying in the street and I felt very compelled to make an image of this. So I made my way there through the smoke. It was virtually deserted, and it seemed like a movie set from a science fiction film. Very apocalyptic. Very strange ambiance of the sunlight filtering through the dust and the destroyed wreckage of the buildings lying in the street. As I was photographing the destruction of the first tower, the second tower fell and I was standing right under it, literally right under it. Fortunately for me, and unfortunately for people on the west side it listed to the west. But I was still underneath this avalanche of falling debris, of structural steel, the aluminum siding of the building, glass; tons of material were falling directly down on to me. I realized that I had a few seconds to find cover or else I’d be killed. I dashed into the lobby of the Millennium Hotel, which was directly across the street from the North Tower, and I realized instantly that this hotel lobby was going to be taken out. The debris would come flying straight through the plate glass and just destroy it. There was no protection at all. [continua qui]

E' disponibile una videointervista a James Nachtwey. Gallerie di sue foto sono presso Digitaljournalist.org e Viiphoto.com. La voce di Wikipedia che lo riguarda è qui e i suoi libri sono in vendita su Amazon. Il suo sito personale è Jamesnachtwey.com.

Allan Tannenbaum


Il resoconto di Allan Tannenbaum:

I can’t remember whether I saw it happening but I know I heard it happening, the first tower, actually the South Tower, started to come down. This was a terrifying noise, and I was really worried that part of it was going to fall on me, so I put my back to the façade of a big office building on Broadway, and then, like an end-of-the-world movie, giant billows of black smoke came shooting out of the side streets. I started to run but I was enveloped in this cloud of ash.

My mouth and nose filled with ash, and there was this black whirlwind. I stopped running because I didn’t want to bump into something or fall down. I put my bandana over my nose and mouth so that I could try to breath, and …prayed. It seemed like the end of the world. I said to myself this is how the world ends. It was just unbelievable, and then it became deathly quiet and pitch black.”

Eventually the cloud cleared, leaving Tannenbaum alive but covered with ash. He rinsed his mouth out with iced tea and went back to work. He returned to the plaza area. “It was a scene that I’d never seen in my life. It was unimaginable. I’ve been to a lot of places where there’s been conflict and war and seen a lot of destruction, but I was not prepared for this, especially something so familiar. As I walked down Church Street as the smoke was lifting there I saw the segments that everybody recognizes just jaggedly sticking out of the ground, the smaller World Trade Center buildings kind of tilted and black with their windows blown out, steel beams in the street, layers of ash and papers, ambulances on fire. It was like the end of the world”.

Once again the police were warning of imminent danger, and once again Tannenbaum was smart enough to pay attention to them. Sure enough as he looked back the second tower fell. He took cover in the basement of a Duane Reade pharmacy, which was already serving as a refuge for police and firefighters. Here he managed to get paper towel to clean himself and his cameras, and most importantly eyewash to counteract the dust and ash that had affected his vision.

His most important job during this intermission was to call Debora and reassure her of his safety. She had been watching the collapse of the buildings from the roof of their building and was convinced that he was dead. [continua qui]

Sia per Tannenbaum che per Nachtwey, la vicinanza al luogo del crollo dovrebbe averli messi in condizione di sentire eventuali esplosioni prima del crollo. Ciò non è avvenuto.

Altre fonti: pubblicazioni su sohoblues.com, video di Keith Lane della WNYW-TV, esposizioni fotografiche delle foto di Tannenbaum, comprese quelle degli attentati (fra cui anche una in Russia con a tema il 911), foto e video di Tannenbaum sull'11/9 inserite nel suo sito.

Allan Tannenbaum è oggi impegnato in 9/11 Still Killing, ovvero la storia di fotografi, addetti e primi soccorritori/volontari che oggi vivono varie malattie tumorali e alle vie respiratorie. Sono disponibili saggi sui primi soccorritori e video su YouTube (l'immagine a lato riprende Frank Silecchia oggi).

On September 11, 2001, Arab Islamist terrorists hijacked airplanes and crashed them into the twin towers of the World Trade Center in New York City, causing the buildings to collapse. Although almost 3,000 people died on that terrible day, many first responders, recovery workers, and area residents have been getting very sick and even dying because of all of the toxic substances released into the environment. Sadly, quite a few of those once hailed as heroes are finding that government agencies are now ignoring them. They are the hidden victims of 9/11 and this is their story.

9/11 Still Killing non è interessato ad indagare riguardo gli attentati, ma vuole sapere per quale motivo il governo americano abbia mentito sulla tossicità dell'aria con polvere di Ground Zero, non applicando piani antipanico e di evacuazione dell'intera New York.

Qualche altra immagine: incendio in altro edificio sconosciuto, dovuto forse alla carta diffusasi con i crolli (era già stato accennato qui: Molten metal - melted car, in cui veniva riportata anche l'immagine di fuoco appiccato dalla carta a dei cespugli di fiori). Un mezzo dei pompieri "Collapse rescue". Soccorso dei feriti: foto 1, foto2, foto3; il Winter Garden; il WTC7 in fiamme; alcune foto storiche; Peace on Earth sulla WTC Plaza; l'attentato del 1993; foto dell'Hangar 17; foto del secondo meteorite, fotografato anche da Lane Johnson.

Large pieces of debris, likened to meteorites by preservationists, are actually several floors of the towers compressed together as the buildings collapsed. Furniture, twisted metal, pipes, cords and even papers with legible type are visible. The pieces are kept in a humidity-controlled tent in Hangar 17 of Kennedy International Airport.

Sito personale: sohoblues.com.

Doug Kanter


Doug Kanter non ha una vera e propria esposizione di foto pubblicata nel web. Molte foto correlate si trovano legate ad articoli dei siti di news. Attualmente si è trasferito in Cina, a Beijing.

Doug Kanter is a freelance photographer based in Beijing, China. Previously, he was based in New York City. Editorial clients include the New York Times, New York Times Magazine, Business Week, Architectural Record, Seed Magazine, Financial Times, Bloomberg News, Knight-Ridder Newspapers, Women's Wear Daily, The Chronicle of Higher Education, Associated Press, Agence France Presse and the Christian Science Monitor. Corporate clients include Ogilvy, DaimlerChrysler, the World Economic Forum, Xerox, Microsoft, Prudential, Kamsky Associates and the United States Embassy in Beijing. [Editoriale del Boston Globe]


Il suo sito personale è Dougkanter.com.

Altre testimonianze


Infine, il sito Digitaljournalist.org riporta le testimonianze di 35 altri fotografi presenti sul luogo della catastrofe in Voices from behind the lens (35 photos by 35 photographers):

Mary Altaffer, Freelance Photographer, NYC; James W. Anness, Staff Photographer, The Record (Bergen County, NJ); Michael Bonfigli; Tom Callan; Tom Carpenter; Shelly Castellano; Dennis Clark, Freelance, NY; Kevin Coughlin, Freelance, NY; Aristede Economopoulos, Star-Leger, New Jersey; Mel Evans, Staff Photographer, The Record; Rick Falco; Tom Franklin, Staff Photographer, The Record, Bergen County, NJ; Steven Frischling; Carmine Galasso, Staff Photographer, The Record, Bergen County, NJ; Jim Graham; Thomas Hinton; Stan Honda; Peter Juelich, Frankfurt, Germany; Catherine Leuthold, Matrix; Don MacLeod; Jay Mallin; Ryan Mercer, Chief Photographer, Herald News, Passaic County, NJ; William B. Plowman; Joseph Pobereskin; Klaus Reisinger; Danielle Richards, Staff Photographer, The Record, Bergen County, NJ; Carolina Salguero; Helayne Seidman, Freelance, New York Post; Shannon Stapleton, Freelance, New York; Billy Suratt; David Swanson, The Philadelphia Inquirer; Allan Tannenbaum; Emile Wamsteker, freelance photojournalist; Susan Watts, Daily News; Warren Winter.


Aggiornamento 16 giugno 2008

E' doveroso ricordare che la NBC aveva vari giornalisti sparsi intorno al complesso del World Trade Center per descrivere quanto avvenuto.
Questi giornalisti, proprio come i soccorritori e come i primi fotografi giunti sul luogo, sopresi dal crollo della prima Torre, il World Trade Center 2, scapparono e tentarono di rifugiarsi nelle strutture adiacenti al complesso di grattacieli.
Quindi da un estratto della diretta della NBC è possibile vedere che uno dei giornalisti con videocamera al seguito riuscì a riprendere la base del World Trade Center 7 dopo il crollo del World Trade Center 2 e prima del crollo del World Trade Center 1.
Non è noto chi abbia registrato quelle immagini.



Nel video si vede chiaramente lo stato della polvere provocata dal primo crollo, parte ancora in sospensione nell'aria e parte già depositata a terra.
La passerella pedonale fronte al World Trade Center 7, sotto cui in seguito Willie Cirone e Shepard Shelber scatteranno delle foto per documentare lo stato dei danni alla facciata sud, è intatta.
Il World Trade Center 6 non è in fiamme, non presenta i danni provocati dal crollo del World Trade Center 1 (la Torre caduta per seconda).
Con buona approssimazione si può quindi desumere che quel breve pezzo di video è stato registrato fra il crollo di una Torre e l'altra.
Mostra un World Trade Center 7 evacuato (concordemente con i racconti di Piciotto), buio, senza incendi o cumuli di esplosivo alla base vicino alla vetrata della lobby.
Non c'è nemmeno una squadra di esperti demolitori all'opera per minare l'edificio (l'idea che il World Trade Center 7 sia stato minato mentre le altre due torri crollavano ha sempre ammaliato i dietrologi).
Tutto ciò sembra un'ulteriore conferma all'analisi dei debunker della foto del World Trade Center 7 senza danni.

2007/04/16

Matrix stasera: KSM, nuovo materiale Mazzucco

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa sera Matrix (Canale 5, ore 23.30 circa) torna sul complottismo presentando del nuovo materiale preparato da Massimo Mazzucco e una sintesi dei recenti sviluppi riguardanti le rivendicazioni di Khalid Sheikh Mohammad come capo organizzatore degli attentati. Seguiremo e commenteremo la puntata in diretta in questo blog. Buona visione.


Prima parte: qualunque cosa abbia da dire Mazzucco, dopo l'angosciante carrellata di video di attentati veri presentata dalla top twenty dei terroristi, avrà inevitabilmente il sapore infantile del brodo insipido. Anche perché la dose di realtà viene rincarata dalle recenti rivelazioni di Le Monde, che presentano nuove fonti e conferme del ruolo di bin Laden nell'organizzazione degli attentati dell'11 settembre e della enorme quantità di allarmi di possibili dirottamenti (allarmi però generici, di dirottamenti tradizionali, non precisi) che si riversavano sull'FAA: circa duecento al giorno. Quale fra i tanti sarà autentico? E se non lo fosse nessuno? Blocchiamo il paese per nulla?

Informazioni su queste rivelazioni sono su Newsday (in inglese) e su Le Monde (in francese). E' interessante notare che gli allarmi riguardavano dirottamenti fuori dai confini americani, non di voli interni USA, e che venivano indicate numerose compagnie aeree oltre alle due effettivamente coinvolte nell'11/9.

La domanda che si devono porre i complottisti, a questo punto, è se anche i francesi facciano parte della cospirazione. Eh sì, perché se l'11 settembre non fu opera di Al Qaeda, come mai i servizi segreti francesi dicono invece che Al Qaeda stava preparando l'attentato? Mazzucco, spiegaci questa, per favore.

Viene presentata la confessione/rivendicazione di Khalid Sheikh Mohammad secondo la documentazione pubblicata dal Pentagono, ribadita dalla rivendicazione fatta da KSM quando era ancora in libertà a Yosri Fouda di Al Jazeera. La quantità di attentati rivendicata da KSM non deve stupire: era appunto uno degli organizzatori di maggiore spicco del terrorismo internazionale, un professionista del settore.

Viene replicato un congruo stralcio di Inganno, il debunking del video Inganno Globale, che rende evidente l'assurda complicazione delle teorie di complotto, l'impreparazione tecnica dei complottisti e la deliberata manipolazione dei fatti commessa da Mazzucco.


Seconda parte: Viene presentato il nuovo materiale di Mazzucco: è il contro-debunking di Inganno. Mazzucco continua a dire che il debunking si basa sul Rapporto della Commissione 11/9, ma quando gli fa comodo "dimentica" che in realtà il lavoro di verifica svolto minuzosamente da John attinge massicciamente alle indagini giornalistiche. Saranno anche loro parte del Grande Complotto?

Finalmente, dopo anni di richiesta delle fonti, Mazzucco presenta il testo integrale annotato di Inganno globale. Meglio tardi che mai.

Salta fuori la vera e propria mania complottista di Mazzucco: anche Kennedy sarebbe stato vittima di un complotto (di non si sa chi, forse i rettiliani?), anche lo sbarco sulla Luna sarebbe un falso (teoria sbufalata qui) e le "scie chimiche" non sono scie di condensazione di vapore acqueo lasciate dagli aerei, ma sono una sinistra realtà mirata a debellare buona parte del genere umano per il Nuovo Ordine Mondiale (sbufalata qui). Mazzucco, parliamoci chiaro: X-Files non è il telegiornale.

Ma andiamo avanti. Mazzucco
dimostra di essere ancora una volta selettivo (a proprio favore, ovviamente) nell'elencare soltanto, fra gli oggetti rinvenuti dopo l'impatto, quelli appartenuti ai terroristi del Volo 93, dimenticando di citare quelli appartenuti ai passeggeri. Molto comodo: ci vuole un attimo, con questi mezzucci, a creare il mistero. Svicola sulla cronologia dei voli, che risulta ancora inventata di sana pianta. Poi arriva il massimo della contraddizione: prima si lamenta delle bugie del NORAD, e le usa per dire che quindi la Commissione 11/9 è inaffidabile, poi osserva che le bugie imputate al NORAD dal senatore Dayton sono state scoperte proprio dalla Commissione. Ci vogliamo decidere, Mazzucco? I seguaci potrebbero andare in confusione, di fronte a questi continui cambi d'opinione.

Sul cambio di procedure ordinato da Rumsfeld, Mazzucco "dimentica" di dire che riguardava soltanto le intercettazioni non urgenti ("The NMCC will, with the exception of immediate responses as authorized by reference d..."). Basterebbe leggere la documentazione senza le fette di salame complottista sugli occhi. Ma sarebbe chiedere troppo.

E poi si torna ancora (ancora!) sul foro d'entrata al Pentagono. Nonostante ormai anche i più gettonati complottisti dicano che il "no plane" è una trappola e va mollato, Mazzucco insiste con la pervicacia di un bambino che, trovato con la bocca sporca di marmellata, nega di averla mangiata. Dice che l'apertura non è mai esistita, facendo finta di non notare i muri sfondati per decine di metri ai lati della zona che insiste a indicare come unica breccia. Chi li ha sfondati, quei muri mancanti, e con quale scelleratezza si può insistere a non vederli?

Mazzucco torna ancora sulla presunta incompetenza del dirottatore pilota Hanjour: pesca dalla stampa solo quello che fa comodo a lui. Ma lo sa, per esempio, che i simulatori di volo sui quali Hajour si è addestrato sono talmente avanzati che da soli bastano per qualificare un pilota (lo fa l'Alitalia)? Si rende conto che ai dirottatori non era necessaria la competenza di gestione del traffico aereo e delle procedure d'emergenza che fanno parte così vitale dell'addestramento di un vero pilota di linea? Lo capisce, vero, che un conto è saper fare manovra con un TIR, un altro è prenderne il volante mentre sta già viaggiando in autostrada? Perché è questo che hanno fatto i dirottatori: hanno fatto fare la parte difficile ai piloti veri, e poi hanno raffazzonato rotta e impatti (il secondo aereo al WTC ha quasi mancato il bersaglio, il quarto non l'ha mai raggiunto).

Nessuna delle manovre che hanno fatto era "impossibile" né vietata dall'aereo. Semplicemente, gli aerei di linea di solito non si pilotano come caccia, per non far vomitare tutti i passeggeri. Ma sono perfettamente capaci di sopportare manovre notevoli. Un Boeing 707 fece addirittura un barrel roll: un avvitamento che porta l'aereo a volare rovescio.

E poi ci risiamo con le testimonianze di aerei "piccoli". Allora è questa la teoria di Mazzucco? Un aereo "piccolo"? Cosa vuol dire "piccolo"? Come fa un osservatore non esperto a riconoscere le dimensioni di un aereo che gli sfreccia per un istante nelle vicinanze e lo paragona con un edificio largo quasi trecento metri come il Pentagono?

E come arrampicata ulteriore sugli specchi, Mazzucco cita anche a suo favore i testimoni che dicono "era come un missile", "ho pensato che fosse un missile", "faceva un rumore come un missile" per sostenere che forse era un missile. Il mio gatto corre come un razzo, ma non per questo intendo dire che gli escono letteralmente le fiamme dal posteriore. A proposito: ma allora era un missile o un aereo piccolo? Ci decidiamo?

Manco gli va bene il "media" grandezza riferito al Boeing 757. Peccato, perché un Boeing 757 è proprio un aereo di linea di media grandezza. E' un bimotore a fusoliera stretta. Quaranta metri di apertura alare, contro i 60 e passa degli aerei grandi.

Il resto del filmato è un'accozzaglia di tesi già indagate e sbufalate da tempo: Scott Forbes dice che fu tolta la corrente in metà della torre sud, permettendo di piazzare (par di capire) l'esplosivo. A parte il fatto che di conferme di questo stacco non ce ne sono, che facciamo con la torre nord? E con il WTC7?
Lì di blackout non ce ne furono, neppure secondo i complottisti. E che dire dei filmati che mostrano il WTC senza tracce di esplosivi sparsi qua e là il giorno prima degli attentati?

Poi ci sono le esplosioni prima e dopo dei crolli: ma Mazzucco, siamo seri. Da quando gli edifici si demoliscono a singhiozzo, con detonazioni un po' prima e un po' dopo? Risulta così difficile immaginare che durante un disastro del genere possano esserci oggetti che esplodono, come i serbatoi delle auto, i trasformatori (per esempio al WTC7) pieni d'olio infiammabile sotto pressione, o le munizioni presenti nel deposito d'armi della polizia nel WTC6? No, non risulta difficile: basta voler ignorare qualsiasi fatto possa intralciare la propria teoria prediletta.

Notevole la disinvoltura con la quale Mazzucco parla del "meteorite" di "acciaio fuso". E' lo stesso nel quale ci sono pezzetti di carta (come nota la nostra indagine). Come fa la carta a sopravvivere alla fusione dell'acciaio? Quello è un blocco di cemento. Sta all'Hangar 17 dell'aeroporto JFK. Le foto presentate dai complottisti (specificamente Steven Jones) sono falsificate per spacciarlo per metallo, e si vede lontano un miglio.

Sul Volo 93, Mazzucco è ancora fermo ai rottami e resti umani trovati a 8 miglia di distanza. Ma nessun resto umano è stato trovato lontano dal cratere d'impatto, come ha chiarito il coroner della zona, e i rottami sono in realtà pezzetti leggeri di tela e carta finiti a un paio di chilometri di distanza, come hanno già ribadito le indagini della BBC (The Conspiracy Files). Le otto miglia sono la distanza su strada fra cratere e luogo di ritrovamento, non la distanza in linea d'aria. Il bello è che Mazzucco mostra anche la mappa di Google con le distanze, ma la lampadina proprio non s'accende.

Viene presentato ancora Danny Jowenko, l'esperto olandese di demolizioni che giudica il crollo del WTC7 sulla base di un filmato incompleto e manipolato, che non mostra i danni preesistenti (Jowenko manco sapeva di che edificio si trattasse). Non gli viene mostrato lo squarcio di venti piani sulla facciata opposta del WTC7.

A sua volta, Jowenko finisce vittima del taglio e della manipolazione dei complottisti, perché nel resto del filmato Jowenko dice che le Torri Gemelle non possono essere state demolite. Ma questo, ovviamente, i complottisti non lo vogliono far sapere.

Una testimone dice di aver sentito che il WTC7 sarebbe forse crollato o demolito, ed è solo l'insistenza manipolativa dell'intervistatore a farle dire che si ricorda che sarebbe stato demolito. Perbacco, che testimone precisa e sicura di sé.


Terza parte: sulla testimonianza di William Rodriguez, che inizialmente raccontava una cosa e ora ne racconta tutt'altra (come documentato qui), è già stato chiarito tutto. Il video di Mazzucco, fra l'altro, mostra impietosamente la teatralità recitativa di Rodriguez, degna del miglior telepredicatore. Non per nulla Rodriguez è stato assistente di palcoscenico del prestigiatore James Randi.


Per quanto riguarda David Miller, altro testimone citato da Mazzucco, in quello che dice non c'è assolutamente nulla che dia prove di demolizioni controllate o altre teorie complottiste: la catastrofe ecologica è indiscussa e ben documentata. Miller è arrabbiato per le conseguenze di salute della sua opera di soccorritore a Ground Zero, e ne ha ben donde, e la rabbia gli toglie lucidità, cosa sulla quale i complottisti contano per i loro profitti. Che Mazzucco e i complottisti ricamino su queste tragedie personali per rifilare paccottiglia in DVD è davvero squallido. E la "polverizzazione" descritta da Miller come se fosse una cosa sospetta, fra l'altro, è smentita proprio da Steven Jones, il guru complottista.


Conclusione. Che dire? Di materiale nuovo da verificare non ce n'è: il video di Mazzucco è una rifrittura di avanzi. Per il resto, mediaticamente siamo alle solite: l'ennesima dimostrazione che ci vuol ben poco a confezionare un videoclip col copiaincolla, sovrapponendo teorie incompatibili fra loro e manipolando i fatti. Ci vuole poco, e i media ci vanno a nozze, con un gusto a volte discutibile per l'immagine e la polemica fine a se stessa.

Chi vuole restare sedotto dalle immagini di uno come Mazzucco, che sostiene che la Terra è cava e noi ci viviamo dentro, si accomodi. Chi preferisce ragionare sui fatti, senza i lustrini dei videoclip, sa già dove trovare buona compagnia.

2007/03/20

Ipse dixit: "Un moderno Galileo o Lutero"

di mother

"Come un Galileo o Lutero dei nostri giorni, Jones ha messo in mostra i difetti della versione ufficiale, 'un mito', dice, 'che ha assunto proporzioni religiose'.

– Christopher Bollyn, giornalista dietrologo, in Professor Says 'Cutter Charges' brought down WTC buildings, 1 maggio 2006. Citazione originale: "Like a modern-day Galileo or Luther, Jones has exposed the flaws in the official version, 'a myth,' he says, 'which has taken on religious proportions'".

Steven Jones, "metallo fuso":



Hangar 17, Aeroporto JFK, New York, macerie pressate contenenti carta:




2007/03/16

Facciamo il punto sulla termite

di mother

Facciamo il punto della questione. Mi baso su alcuni commenti emersi qui. Evito di riportare i commenti che potete leggere nel post indicato.

Riassumendo:
  1. La termite è un composto che impiega un certo tempo finito di reazione, diversamente dagli esplosivi, la cui azione è istantanea. La creazione di un meccanismo di crollo con termite implica quindi una precisione notevole affinché vi sia una progressione di attivazioni. Questo è difficilmente ottenibile.
    Thermite-based cutting devices which employ a cutting flame produce virtually no extended shock wave and generate relatively little over pressure. Thermite-based cutting devices do not present the same health and safety hazards which are attendant upon explosive shape charge cutting devices. (fonte: brevetto US6183569).
  2. Il taglio della termite è in primo luogo un taglio indiretto: la reazione avviene fra ossido ferrico e alluminio con produzione di elevatissime temperature; mentre il taglio diretto consisterebbe fra il ferro della struttura metallica ed un agente esterno in modo da formare un materiale diverso con insufficienti (o nulle) capacità meccaniche.

    Un esempio di taglio diretto è quello che si fa con la fiamma ossidrica: dopo un innesco con idrogeno (o acetilene) una volta iniziata la fusione del ferro, il resto del taglio avviene aumentando notevolmente l'ossigeno (in gergo "la spinta"): in queste condizioni il ferro brucia e questo comporta che il taglio avviene solo in parte per fusione. La quantità di metallo che cola è minima ed il taglio è netto.

    Nel caso di taglio indiretto, invece, riscaldando il materiale, questo arriva a stati di coesione tali per cui non riesce a resistere nemmeno al proprio peso (passaggio da solido a plastico o anche liquido), quindi il materiale riscaldato dalla forte reazione esotermica si stacca per gravità dal resto della massa, provocando buchi o "tagli" estremamente irregolari e poco netti.

    Nel caso delle colonne, il meccanismo a gravità è inapplicabile, poiché le colonne secondo l'idea complottista dovevano essere tagliate in orizzontale. Ne deriva l'idea di tagli inclinati a 45°. Un taglio inclinato a 45°, però, non è garanzia che la termite agisca orizzontalmente, a meno che non si pensi che l'inclinazione applicata esteriormente alle colonne non faccia penetrare all'interno della colonna la reazione (cosa poco probabile anche per la sola base dell'angolo da un lato della colonna).

    Ciò implica inoltre che, vista la temperatura sviluppata dalla termite (più di 2000°C), vi sia un sistema, capace di resistere a temperature così elevate, tale da applicare la termite in orizzontale costantemente (o permetta al composto di scorrere a 45°). Le dimensioni dell'insieme devono quindi essere pari a quelle della sezione di colonna alla quale deve essere applicato il sistema, più quelle del serbatoio che contiene il composto prima dell'innesco della reazione.

    Tuttavia esistono anche moltissime foto e video che mostrano come operai bonificatori di Ground Zero si siano messi all'opera tagliando a 45° le colonne per rendere i detriti sollevabili con una gru e trasportabili con un camion (restrizioni in dimensione: 4m x 12m; restrizioni in peso: max 32 tonnellate).


    Inoltre, come già detto, la termite non crea tagli netti del materiale, ma irregolari, anche se il contenitore che la applica al supporto ha una forma ben definita.
  3. Come visibile da vari video, la termite richiede stechiometricamente molto composto per mantenere per un tempo sufficiente la reazione esotermica e così fondere i metalli sopra cui si trova. Spesso viene mostrato un intero secchiello per fondere la sola lamiera di una macchina dello spessore di pochi millimetri.

    Quindi, fatte le debite proporzioni, per il WTC si sarebbe dovuta usare una notevole quantità di composto (sia per ogni colonna, sia per l'elevato numero di colonne, sia per l'elevato numero di piani), la cui collocazione sarebbe stata ancora più difficoltosa, visto che la struttura portante era integrata con la struttura minuta.

    Inoltre le persone entrate negli edifici quei giorni si sarebbero trovate di fronte a scene di denudamento delle colonne nonché a vasti serbatoi di composto pronto all'uso. Di questo aspetto si discute nel post relativo al video di Monika Bravo.
  4. La termite produce una grande quantità di luce, che non è visibile nei video del momento del crollo.
  5. Si confonde spesso l'effetto detonante dell'esplosivo con i semplici zampilli di materiale fuso. La necessità di inserire lo zolfo, considerata da Steven Jones, deriva dall'osservazione delle analisi FEMA su campioni di struttura metallica che presentano una notevole quantità di zolfo (in realtà nessuno ha mai dimostrato video in cui la supertermite o termate esplode).

    La termite è stata applicata come bomba nella seconda guerra mondiale alla pari delle bombe incendiarie, ma con risultati nettamente inferiori al Napalm. Bisogna inoltre considerare che le indagini del FEMA sono state eseguite su un lungo campione di colonna, ma identificavano una situazione diffusa su tutto l'elemento. Diversamente la teoria di Steven Jones avrebbe localizzato la termite in un unico punto della colonna, come prima mostrato.
  6. Il video che mostra materiale incandescente che cola da una finestra è esemplificativo dei metodi complottisti. Il video mostra infatti metallo fuso, mescolato a molti composti fusi nell'incendio, colare dal centro della finestra (in una zona in cui si erano addensati sia i resti dell'aereo che materiali contenuti negli uffici travolti dall'impatto del Boeing). Ma la colata fuoriesce dal centro, non dalla colonna, mentre l'applicazione per tagliare la colonna avrebbe dovuto essere orizzontale e non verticale.

    Inoltre della termite che cola da una finestra non è un buon mezzo per applicare a una colonna il materiale incandescente in orizzontale, come già accennato. Oltre a ciò, un fatto singolo, centrato su una finestra, non spiega come sia stato possibile che anche gli altri 4 lati di circa 60 metri ciascuno con centinaia di colonne siano venuti a cedere.
  7. Il meccanismo di applicazione della termite nella zona di impatto dell'aereo è miracolosamente rimasto illeso... e non si è azionato per almeno 45 minuti.
  8. Vengono prese in considerazione le analisi FEMA. Il FEMA viene attaccato duramente e considerato facente parte del complotto, tranne quando si deve considerare materiale fornito dalla stessa FEMA per attaccare i rapporti creduti filocomplottisti (cioè anche lo stesso rapporto FEMA). Purtroppo, nell'idea comune dietrologica, l'agente CIA medio viene considerato come un genio quando deve ideare un mega-attentato e subito dopo un completo stupido che presenta lui stesso le prove del complotto.

  9. Una comparazione del colore delle emissioni durante i crolli con le emissioni della termite farebbe pensare che quelli prodotti siano fumi di ossido di alluminio. Tale sistema di analisi è incredibilmente incerto: basti pensare che la comparazione delle nuvole con i fumi prodotti dalla reazione termitica farebbe supporre che esse siano create da reazioni chimiche piuttosto che da un ciclo fisico naturale.

    Inoltre bisogna notare che ipotizzando una reazione fortemente esotermica come quella termitica e ricca di alluminio, appare alquanto strano che nelle analisi FEMA non vi sia la minima presenza di tracce di alluminio inglobato. Il report FEMA è reperibile qui.

    Se poi andiamo a vedere il campione possiamo vedere la presenza della corrosione da zolfo all'interno della colonna, cosa alquanto improbabile con una reazione che tendenzialmente distrugge l'elemento strutturale. La corrosione, poi, è estesa a tutto l'elemento strutturale, mentre la termite agisce in un punto od al massimo in una sezione. Il manganese invece è un microlegante spesso aggiunto di base all'acciaio, quando è ancora ghisa nella siviera, per ridurre determinati parametri chimici di composti in soluzione che potrebbero portare a formazione di carburi dannosi o infragilimento a caldo.

  10. Veniamo quindi a Steven Jones. Come già detto in questo articolo Le chicche di Steven Jones (e, volendo, anche nel post Commenti a video di Steven Jones), tre sono principalmente gli argomenti in cui Steven Jones a mio parere dà il peggio di sé nella sua visione dietrologica del 911: l'uso di immagini false riguardo il molten metal, l'uso di immagini false riguardo al metallo solidificato, una descrizione erronea del crollo naturale di un edificio.

    Riguardo al primo argomento, affiancare alla foto di Silecchia (ancora da verificare appieno) foto tratte da video quasi sconosciuti, in cui si vede palesemente che l'illuminazione è data da torce elettriche che proiettano luce sui detriti o da fuochi che bruciano la carta, facendoli passare per pozze di metallo fuso sulle quali i pompieri allungano le mani senza scottarsi, è cosa assai disonesta.

    "Coloro che sposano affermazioni deboli o non verificabili dovrebbero rendersi conto che stanno forse arrecando danno alla lotta per ottenere una discussione razionale delle questioni importanti, perché avvelenano questo processo con 'scienza spazzatura'": frase certo pronunciata da Jones in un'altra occasione, ma del tutto papabile qui, che ispira due considerazioni:

    a) per quale motivo utilizzare foto false, se si sbandiera ai quattro venti la vastità di materiale dimostrante la presenza di molten metal?

    b) Per quale motivo il metallo fuso non è colato, ma è rimasto in superficie?

    c) Per quale ragione le persone si sono avvicinate così tanto a materiale incandescente o riunite intorno a pozze di metallo fuso, considerato che a 1500°C la radiazione termica è tale per cui si ricevono scottature anche a 1-2 metri di distanza?

    In realtà è più sensato che laddove un cane individua un corpo si concentrino la luce, fotografata in sovraesposizione notturna, e i soccorritori (non a caso, foto di Silecchia a parte, non esistono immagini diurne delle pozze di metallo fuso) come documentato dal video.

    Per il secondo argomento, molti siti complottisti hanno descritto i "meteoriti" (mostrati in fondo a questo articolo) o blocchi di cemento solidificato, con barre contorte e materiale minuto (carta, scarpe, libri, plastica, ecc...). Purtroppo quasi mai nessuno ha scritto articoli a riguardo (escluse testate giornalistiche, il primo anno dopo gli attentati, descrivendo il museo costruito dalla Port Authority), come non vi è stata una diffusione dell'argomento in Internet nei forum o siti complottisti. Così nessuno accenna mai alla provenienza di tali materiali e nessuno ricorda che è la stessa Port Authority ad aver pagato decine di milioni di dollari per conservare questi detriti nell'Hangar 17 del Kennedy International Airport di New York.

    Il primo accenno ai "meteoriti" nelle teorie complottiste fu nella presentazione di Steven Jones, quella rimossa dall'università della BYU, con tanto di pagina dedicata alle prove fisiche dei blocchi di metallo fuso, con forme identiche ma colori completamente alterati per sostenere la teoria del metallo fuso (in fondo a questo articolo vi sono le immagini affiancate del medesimo "meteorite").

    Infine vi è la descrizione del crollo degli edifici in cui si sparano letteralmente a caso, con associazioni improbabili, considerazioni riguardanti le motivazioni del crollo di un edificio colpito da un sisma, ignorando completamente sia il progetto strutturale che argomentazioni di scienza e tecnica delle costruzioni inerenti i meccanismi di labilità.
  11. Anche per la termite valgono alcune delle considerazioni sviluppate in questo articolo, in cui un esperto di demolizioni che, a quanto pare, non usa la termite ma gli esplosivi, nutre forti dubbi che si sia preparato un impianto di demolizione progressiva di un edificio di un centinaio di piani in un tempo inferiore ad un anno.

    L'esperto, Danny Jowenko, nell'intervista completa (ribadisco completa, poiché ne esistono su Youtube svariate versioni tagliate), passa inoltre a smentire la possibilità che l'esplosivo sopravviva a temperature superiori a 300°C quando analizza il crollo del WTC1 e 2, mentre crede sia una demolizione controllata quando si parla di WTC7.

    Tuttavia, quando l'intervistatore gli fa notare che il fumo proviene dall'edificio, rimane allibito e ripete "strano", proprio a fronte di quanto detto prima sugli esplosivi. Il motivo per cui nel web il documentario debunker della Zembla-tv, con l'intervista a Jowenko e ad altri studiosi di demolizioni controllate (anche questi cestinati sovente), è tagliato, spesso scartando la prima parte dell'intervista a Jowenko, risiede proprio nella natura delle affermazioni di Danny Jowenko riguardo l'impossibilità che esplosivi resistano a temperature elevate.

    Tuttavia bisogna considerare anche che a Jowenko non erano stati mostrati il video di Steve Spak, quello della CNN, le testimonianze dei pompieri che parlano di cedimenti e di squarcio sulla facciata sud, e le considerazioni sul monumento Bent Propeller, distrutto quando il WTC7 era ancora in piedi con foto che mostrano anche i detriti accumulati alla base dell'edificio (link1 link2 link3).
Riporto qualche altra immagine che può risultare utile.

Uno vicino all'altro, a destra il "blocco di metallo fuso" di Steven Jones, preso direttamente nella sua presentazione, e a sinistra il "meteorite" di barre, lamiera grecata e residui di calcestruzzo presente nell'Hangar 17 del New Kennedy International Airport di New York, conservati dalla Port Authority (uno di quei soggetti che vengono sempre accusati di essersi disfatta delle prove il prima possibile).

Si può notare anche la linea di frattura a metà altezza del meteorite, che rende l'agglomerato poco similare ad un blocco di metallo fuso solidificato.

Curiosamente, Steven Jones non se ne avvede, aggiungendo al dubbio sull'alterazione dei colori (che può essere stato compiuto da lui in persona o da chi gli ha fornito il materiale) un'analisi superficiale che non considera il materiale che porta come prova.

A sinistra vi è la foto utilizzata da Steven Jones nella sua presentazione per descrivere pozze di acciaio fuso; a destra vi è una foto similare che mostra i fuochi che sono sorti dopo il crollo degli edifici per la carta presente in strada. Non sono lo stesso scatto, ma rendono bene l'idea della falsificazione.





Bonificatori al lavoro per ridurre le dimensioni dei detriti da trasportare.

Aggiornamento (16 marzo 2007): l'articolo è stato aggiornato in qualche punto con delle migliori spiegazioni. Un ringraziamento a Mastrociliegia per i consigli.

Un altro aggiornamento mi porta a mostrare questa immagine appena trovata:


Come si può vedere dall'immagine, i cui colori appaiono diversi rispetto a quelli utilizzati genericamente negli articoli di complottismo-disinformazione, viene inquadrata da vicino la famosa "pozza di acciaio fuso" sulla quale i pompieri si affacciano disinvoltamente.

Questa foto differisce dalle altre anche per la sua inquadratura, non più ristretta ai soli pompieri affacciati, come genericamente visibile nel siti dietrologici. Appare così un raggio sulla sinistra, dello stesso colore della luce emessa dal centro della foto.
Si capisce quindi perché la foto viene tagliata ai bordi: per sostenere le teorie dietrologiche.


Riporto per confronto la foto usata da Jones e dai vari altri complottisti dietrologi. Si può notare come sia tagliata ai bordi.

2006/09/30

Le chicche di Steven Jones

di mother

Con sola mia votazione, ecco la classifica delle perle di Steven Jones

Cominciando dalla fine, alla posizione numero 3:

Jones e le pozze di metallo fuso

Con un sapiente uso delle immagini dei soccorritori che con torcie nella notte illuminavano i resti del World Trade Center per cercare di scavare e recuperare i pochi sopravvissuti, ecco che appena la luce dei soccorritori finisce dietro a qualcosa o qualcuno, spunta lo scatto adatto per confermare la presenza delle pozze di metallo fuso.



Queste foto sono attualmente ospitate come "prova" della presenza di metallo fuso al WTC nelle ricerche di Steven Jones, pubblicate presso il sito della Brigham Young University, rispettivamente qui e qui.

Le seguenti immagini (cliccabili per ingrandirle) mostrano la preparazione della luce per illuminare la cavità che Jones afferma brillare per via del metallo incandescente.








Le immagini sono tratte da questo video.

Alla posizione numero 2:

Jones ed il metallo fuso

Non solo foto di "pozze" di metallo fuso, ma anche foto del metallo (molten metal) raffreddato. Ecco qui di seguito l'immagine utilizzata da Steven Jones nella presentazione PowerPoint che è stata rimossa da Internet da parte del consiglio dell'università BYU per uso improprio dei mezzi universitari per fini personali e coinvolgimento del nome dell'università nelle questioni personali di Steven Jones.


Ecco qui di seguito, invece, l'immagine del reperto F-0207: due solai schiacciati l'uno sull'altro, con armature che escono dai blocchi ed altri oggetti inglobati (carta compresa). Si tratta del medesimo reperto, ma curiosamente nella versione presentata da Jones il colore rossiccio è molto più marcato. Non si comprende, inoltre, come un blocco di metallo che si asserisce essersi fuso possa contenere frammenti di carta intatti (visibili nelle foto successive, cliccabili per ingrandirle).


Altri esempi, ma meno utili alla dimostrazione del molten metal, poiché di forma meno compatta, ritrovati grazie a Debunking911.com:


Infine ecco la prima posizione, la summa di tutte le summe:

Crollo naturale degli edifici per Jones


Riassumendo, Jones dice:
  1. crollo tipico naturale di un edificio: non simmetrico
  2. non tutte le colonne di supporto cedono simultaneamente, quindi "sbanda" di lato e non crolla verticale
  3. le immagini sono crolli in seguito a terremoto
  4. WTC7 e WTC1 e 2 non sono dovuti all'effetto di un terremoto
  5. Le travi di acciaio tengono le fondamenta e il calcestruzzo non si polverizza.
Gli errori che compie sono:
  • non considerare i danni da terremoto con crollo verticale dell'edificio, visibili in questi esempi: 1 2 3 4
  • Le colonne del WTC non hanno sbandato simultaneamente, tanto che i tronconi superiori hanno ruotato
  • Considerare immagini di crollo di edifici per terremoto non è un crollo naturale, o quanto meno il crollo naturale per terremoto non è il crollo naturale che un edificio potrebbe avere innescato per altre cause
  • Le immagini mostrano un fenomeno di rottura delle fondamenta che porta al distaccamento della parte superiore dell'edificio, rigida rispetto all'inferiore, con variazione della quota di una parte delle fondazioni, che crea un differenziale tale da permettere la rotazione dell'edificio (prendete un tavolo, tagliate una delle quattro gambe a metà e sedetevici sopra: farete la stessa fine degli edifici in foto)
  • Con tutta la sua sapienza, s'è ben guardato dal citare che fenomeni di rottura delle fondamenta (che non presentano travi di acciaio di chiusura) e di liquefazione del terreno sono fenomeni assai rari, molto più frequenti sono in caso di terremoto il danneggiamento dei nodi dell'edificio a causa dell'oscillazione e dell'eccessiva rigidezza o della scarsa resistenza.
  • Riguardo alla polverizzazione dell'edificio, vedere video o video2.

Aggiornamento 9 marzo 2007
Da notare inoltre che prendendo l'agglomerato che Steven Jones definisce come un blocco di metallo fuso solidificato da un'altra angolazione come visibile in questa foto appare del tutto evidente la presenza di una linea di frattura fra una parte superiore ed una inferiore. È impossibile che blocchi di metallo fuso raffreddati sviluppino fratture.