2006/09/16

Steven Jones sospeso perché complottista? Non esattamente

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale.

Circola la notizia secondo la quale Steven Jones (nella foto), professore di fisica fattosi notare in Rete come sostenitore delle teorie di complotto, sarebbe stato sospeso dall'insegnamento alla Brigham Young University perché complottista. La notizia, tuttavia, va chiarita risalendo alle fonti per evitare malintesi.

A quanto mi risulta, la sospensione è stata annunciata inizialmente l'8/9/2006 da un articolo del Deseret Morning News e completata da una copia integrale della dichiarazione dell'università sul caso di Steven Jones.

Secondo l'articolo, firmato da Tad Walch, il professor Jones è stato sospeso dall'insegnamento, mantenendo lo stipendio ("paid leave"), per il periodo durante il quale la Brigham Young University esaminerà formalmente il coinvolgimento del professore nel movimento di ricerca della verità sull'11 settembre. L'esame verrà condotto su tre livelli da parte dell'amministrazione, del Collegio di Scienze Fisiche e Matematiche, e del Dipartimento di Fisica dell'università.

L'esame scaturisce dal fatto che lo scorso autunno Steven Jones ha pubblicato, sul sito dell'università dove insegna, un documento intitolato "Why Indeed Did the World Trade Center Buildings Collapse?" ("Perché realmente sono crollati gli edifici del World Trade Center?"), nel quale si ipotizza che le tre torri (WTC 1, 2 e 7) siano crollate a causa di cariche di demolizione preposizionate. Sin da subito, l'università ha preso le distanze dal documento, segnalando pubblicamente che non risultava essere stato sottoposto al vaglio critico di colleghi esperti di settore (il cosiddetto peer review) che fa parte del processo di verifica di ogni pubblicazione scientifica.

Dapprima Jones si è cortesemente rifiutato di ipotizzare chi potesse aver collocato le cariche, limitandosi a dire che non potevano essere stati gruppi di terroristi. In seguito Jones ha modificato più volte il documento: oltre a togliere alcuni controversi riferimenti al secondo principio della termodinamica che gli sono valse le critiche informali dei colleghi fisici, ha dichiarato che presso la Brigham Young University erano state effettuate ricerche su materiali provenienti da Ground Zero.

Secondo queste ricerche, ha detto Jones, sul materiale erano state trovate prove della presenza di "thermite" (comunemente tradotto con "termìte" in italiano), ossia un composto usato nelle "detonazioni militari", per usare l'espressione del Deseret Morning News.

NdA: la "termite" è una miscela incendiaria a base di ferro, alluminio e ossigeno. Tutti elementi comprensibilmente facili da trovare nei resti di un edificio in acciaio rivestito in alluminio. Essendo miscela incendiaria, è scorretto parlare di "detonazioni".

In tempi più recenti, dopo essere entrato a far parte della presidenza del gruppo Scholars for 9/11 Truth, Jones ha iniziato ad accusare della presunta demolizione "gruppi governativi" non meglio precisati.

E' a questo punto che si è destato maggiormente l'interesse della BYU, che già aveva preso le distanze dalle opinioni personali di Jones. L'università si è dichiarata "preoccupata per la natura sempre più ipotetica e accusatoria delle dichiarazioni del dottor Jones" ed è intervenuta perché "vi è motivo di preoccupazione quando un membro di una facoltà coinvolge il nome dell'università nelle proprie questioni personali".

L'università ha deciso di continuare ad ospitare un altro scritto controverso di Steven Jones, "Behold my hands: Evidence for Christ's Visit in Ancient America" ("Ecco guardate le mie mani: prove della visita di Cristo nell'America antica"), nel quale Jones afferma che le prove di questa visita sono le raffigurazioni delle divinità Maya che recano segni simili a stimmate sulle mani.

La qualifica scientifica di Jones, laureatosi magna cum laude in fisica proprio alla Brigham Young University, è particolarmente preziosa per il movimento complottista, in quanto si tratta dell'unico esponente del mondo accademico, competente in un settore scientifico almeno un po' pertinente allo studio della dinamica degli attentati (la fisica di base), che finora ha sposato la tesi della demolizione controllata. Gli altri accademici sono filosofi, teologi e letterati. In virtù di questa posizione, Jones è molto attivo nel movimento che sostiene le ipotesi di complotto e viene spesso indicato come autorità indiscutibile.

Attualmente è impegnato nella collaborazione all'imminente DVD complottista Improbable Collapse, sulle cui vendite riscuote una percentuale.

Aggiornamento (2006/09/19)

Stando sempre al Deseret News, due giorni prima della sospensione Steven Jones aveva dichiarato che i responsabili degli attentati erano Paul Wolfowitz, Richard Perle e un "cartello bancario internazionale" durante il programma Radio West della radio KUER-FM. Quest'ultima espressione è da decenni un eufemismo usato dalle organizzazioni antiebraiche per indicare gli ebrei.

Jones ha dichiarato di essere rammaricato di aver parlato dei possibili mandanti e che d'ora in poi lascerà quest'argomento agli altri membri dell'associazione Scholars for 9/11 Truth di cui fa parte. "Non avevo idea che si trattasse di una frase in codice per indicare l'antisemitismo" ha dichiarato Jones. "Non è giusto collegare un simile gruppo [di mandanti] agli ebrei".

3 commenti:

alexandro ha detto...

Anche se è un articolo vecchio ci sarebbe da correggere la questione della termite, che non è un esplosivo, e viene usato anche dai civili, ma questo è palese negli articoli più recenti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie, Alexandro: l'espressione "detonazioni militari" è quella usata dal Deseret News, ma nella stesura originale non era chiaro. Ho riformulato la frase.

micheblog ha detto...

Una segnalazione di servizio: mi sembra che il link a "Behold my hands: Evidence for Christ's Visit in Ancient America" non sia più attivo.
Grazie