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2009/01/03

Disponibile la trascrizione di Loose Change Final Cut

di Paolo Attivissimo

Il testo integrale della versione inglese originale del video Loose Change Final Cut è disponibile per la consultazione qui sotto e può essere scaricato presso Scribd.com dagli utenti registrati.

2008/10/25

Dylan Avery (Loose Change): niente falsi aerei o falsi video al WTC

di Paolo Attivissimo

Nel variegato scenario del cosiddetto "movimento per la verità" sull'11 settembre ci sono anche le teorie che ipotizzano manipolazioni dei video o nessun aereo per gli attentati alle Torri Gemelle.

Finora ai debunker era necessario addentrarsi in lunghe discussioni sui concetti di artefatti di compressione video, prospettiva, punti di ripresa e risoluzione delle immagini televisive. Ma grazie a Dylan Avery (il secondo da sinistra nella pregevole immagine qui accanto), coautore di Loose Change, il più popolare video cospirazionista, questo non è più necessario.

Avery ha infatti pubblicato recentementeuna dichiarazione molto chiara in merito nel forum Loosechangeforums.com:

i will now state for the record, as if this actually needs to be clarified, that i do not and will not ever support tv fakery or no wtc planes theories. Thanks for listening.

In italiano (correggendo l'ortografia):

Dichiaro, affinché sia agli atti, come se ci fosse davvero bisogno di chiarirlo, che non sostengo e non sosterrò mai le teorie di manipolazioni televisive o di assenza di aerei al WTC. Grazie per l'ascolto.

Coloro che in questi anni hanno insultato i debunker perché ritenevano ridicole e assurde queste teorie ora si trovano nella situazione imbarazzante di mettersi contro uno dei più popolari leader del proprio movimento.

Ringraziamo Avery per il suo contributo alla semplificazione del nostro lavoro. La prossima volta che si affaccia qualcuno a teorizzare che i video degli attentati alle Torri Gemelle sono stati falsificati, potremo semplicemente rispondergli che persino Dylan Avery nega queste teorie.

Già abbiamo visto Giulietto Chiesa sbugiardare Dario Fo a proposito delle dimensioni del foto del Pentagono (che non sono più "cinque metri ripeto cinque metri"); abbiamo anche visto Massimo Mazzucco ritirarsi dalle teorie "no-plane" al WTC. Ora anche Avery sbugiarda i no-planer del WTC e gli spacciatori di ologrammi.

E così, un pezzetto alla volta, il castello di carte del cospirazionismo continua a crollare.

Aggiornamento


A gennaio 2009, Dylan Avery ha ribadito il concetto:

No-planers are justifiably insane.
No amount of eyewitness testimony will change their ideas. Every eyewitness is planted, disinfo or lying.
I love how they do it too. They simply do "this". They put quotes around words like "saw" and "plane"

Watch, I'm Killtown ... "Sure, he says he 'saw' a 'plane' ... but did he ACTUALLY see it?"


E' ironico che Avery critichi negli altri complottisti quello che fa anche lui, ma il concetto più importante è che Dylan Avery, uno dei leader del movimento cospirazionista, dice che gli altri cospirazionisti che sostengono l'assenza di aerei al WTC sono "giustificabilmente malati di mente".

2008/03/07

Quella storia dell'FBI che non ricerca Osama per l'11/9

di Paolo Attivissimo

Il 5 giugno 2006, il portavoce dell'FBI Rex Tomb dichiarò in un'intervista al Muckraker Report che l'ente non aveva incluso l'11 settembre fra i suoi capi d'accusa a carico di Osama bin Laden, nella lista dei terroristi più ricercati, perché "non ha prove concrete" ("has no hard evidence") che colleghino Osama all'11 settembre.

I complottisti hanno colto subito l'occasione per insinuare che questo dimostra che l'FBI non crede alla versione ufficiale. Lo ha fatto, per esempio, Giulietto Chiesa all'inizio del video Zero, per bocca di Nafeez Mosaddeq Ahmed.

Sono rimaste inascoltate, tanto per cambiare, le spiegazioni date da Tomb al Washington Post sulle ragioni puramente procedurali di questa situazione. Ma gli amici di Screwloosechange, che stanno analizzando punto per punto Loose Change Final Cut (prima parte; seconda parte), segnalano una recente dichiarazione dell'FBI che smonta in modo chiaro e conciso ogni ipotesi di dubbi dell'ente sulle responsabilità di bin Laden.

L'ha fatta un portavoce del Federal Bureau of Investigation, Richard Kolko, in occasione della diffusione di un video di rivendicazione da parte di Osama bin Laden, a novembre del 2007:

"Come l'FBI ha detto sin dall'11 settembre, bin Laden fu responsabile dell'attacco... in quest'ultimo nastro ha riconosciuto ancora una volta la propria responsabilità. Questo dovrebbe aiutare a chiarire, per tutti i complottisti, ancora una volta, che l'attacco dell'11 settembre fu condotto da bin Laden e al-Qaeda."

Testo originale:

'As the FBI has said since 9/11, bin Laden was responsible for the attack,'' Kolko said in a statement. ''In this latest tape, he again acknowledged his responsibility. This should help to clarify for all the conspiracy theorists, again - the 9/11 attack was done by bin Laden and al-Qaeda.''

Fonte: "Osama bin Laden urges Europeans to stop fighting alongside Americans in Afghanistan's war", di Maamoun Youssef,
Associated Press, 30/11/2007. Disponibile soltanto a pagamento presso l'Associated Press, ma citato da altre fonti, come Daily Star e GMANews.

Si direbbe proprio che l'FBI non abbia dubbi in proposito. Chissà se questa volta il concetto verrà recepito.

2008/03/05

Acciaio del WTC usato in una nave della marina USA

di John - www.crono911.org

Il primo marzo di quest'anno la US Navy (la marina militare americana) ha battezzato nei cantieri navali della Northrop ad Avondale (Louisiana) la nave anfibia LPD-21 New York.

Non è la prima volta che un'unità navale della marina americana porta il nome della grande metropoli: l'ultima fu il sottomarino nucleare d'attacco SSN-696 New York City, ritirato dal servizio nel 1997.

In questo caso, però, l'evento ha avuto un alto valore simbolico, perché è la prima nave militare a portare questo nome dopo la tragedia dell'11 settembre 2001 che ha sconvolto e letteralmente sfigurato la città, e nella sua costruzione sono state utilizzate circa 7 tonnellate e mezzo di acciaio proveniente dalle macerie del World Trade Center.

Poca cosa, per una nave che ha un dislocamento di circa 25.000 tonnellate a pieno carico, ma si è trattato, come abbiamo già detto, di un tributo simbolico alle vittime di quegli attacchi terroristici.

La USS New York (USS sta per United States Ship) è la quinta di 12 unità della classe San Antonio. Si tratta di navi per la guerra anfibia, ciascuna in grado di sbarcare un contingente di 700 Marines con relativi mezzi corazzati, utilizzando elicotteri, convertiplani (aerei da trasporto in grado di decollare e atterrare come elicotteri) e mezzi da sbarco a cuscino d'aria.

Anche il motto dell'unità ha un elevato valore simbolico connesso alla tragedia dell'11 settembre: "Never Forget".

Un ulteriore tributo sarà quello della cerimonia ufficiale di consegna, che avverrà nel 2009, nel porto di New York, a poca distanza da Ground Zero.

L'acciaio proveniente dal WTC fa parte di un lotto di 24 tonnellate spedite in Louisiana, e fu selezionato e fuso da una fonderia locale il 9 settembre del 2003. Trascorsero insomma due anni fra gli attentati e l'utilizzo dell'acciaio, con buona pace di coloro che sostengono che l'acciaio delle Torri Gemelle fu fatto sparire in tutta fretta (Loose Change) per occultare chissà quali indizi di cospirazione.

History Channel ha documentato l'evento in questo video. Immagini della costruzione dell'unità sono disponibili presso JDN Designs.

Già nel 2002 la US Navy volle dare un segnale di solidarietà alla città. Nel febbraio di quell'anno, infatti, si tenne nel porto di New York, sul ponte del museo galleggiante USS Intrepid, la cerimonia di consegna del cacciatorpediniere lanciamissili DDG-84 Bulkeley, che porta il nome di un ammiraglio nato a New York.

I marinai sono notoriamente superstiziosi, e la USS New York sembra proprio destinata ad alimentare questa tradizione. Gli addetti ai lavori hanno fatto notare che la nave ha superato indenne la furia dell'uragano Katrina che ha devastato il cantiere nel 2005. Questa circostanza consentì a migliaia di maestranze (compresi molti rimasti senza tetto) di non perdere il lavoro.

Il fatto che una nave dedicata a una grande tragedia ne abbia affrontata e superata un'altra, l'ha inserita di diritto nelle leggende e nei miti dei marinai.

Fonti:

2007/12/10

Loose Change sbufala i Pentagonisti

di Paolo Attivissimo

Ecco una sequenza di immagini, tratte dal DVD Loose Change Final Cut, che ricostruiscono con una pregevolissima animazione digitale l'impatto del Volo 77 al Pentagono e mostrano i rottami dell'aereo.

Va ricordato, giusto per scrupolo, che Loose Change Final Cut è un film complottista. Sarà interessante vedere come gli altri film complottisti, nostrani ed esteri, che asseriscono l'inesistenza del Volo 77 al Pentagono reagiranno a questa presentazione fatta dai loro colleghi ideologici. Sul piano della qualità tecnica, comunque, sono ampiamente surclassati senza alcun dubbio.

La traiettoria mostrata è quella corretta ed è rappresentata in tre dimensioni.

I fotogrammi statici non rendono giustizia all'elevatissima efficacia dinamica dell'animazione, completa di motion blur (effetto "mosso") e camera shake (vibrazione della telecamera) sintetizzati. Si può contestare, forse, l'elevazione insufficiente del ponte, che in realtà è elevato rispetto al livello del suolo. In questo senso, la ricostruzione digitale fatta da Pier Paolo Murru era più precisa.

L'aereo colpisce un lampione. Si avvicina il taxi di Lloyd England.

Un'altra angolazione subito dopo l'impatto del Volo 77 con un lampione.

L'aereo sta per abbattere un altro lampione.

L'aereo completa il proprio brevissimo volo radente impattando con il motore contro un generatore diesel.

L'impatto con il generatore ne trancia lo spigolo superiore.

La penetrazione del velivolo è quasi completa.

Le fiamme, l'ombra del fumo, il bagliore dell'incendio sono ricostruiti con notevole realismo. L'aspetto del Pentagono è piuttosto schematico (le finestre sono molto più piccole e non arrivano al tetto; manca la recinzione e il resto dei veicoli da cantiere), ma nel complesso si tratta di uno sforzo di chiarimento grafico davvero ammirevole. Sicuramente molto più chiaro di qualsiasi cartone animato.


I danni circostanti


Ecco altri fotogrammi, sempre tratti da Loose Change Final Cut, che mostrano alcuni dei danni prodotti dal passaggio del Boeing 757. "Light pole" significa "lampione".






Il palo di supporto della telecamera di sorveglianza stradale del Virginia Department of Transportation ha perso un piolo laterale ed ha un'ammaccatura.

La parte superiore della chioma di un albero è mozzata con una sagoma semicircolare. L'albero è ad almeno 20 metri dal palo ammaccato. Come potrebbe un missile o un aereo di piccole dimensioni lasciare due segni così distanti?

Il generatore colpito ha una tacca sull'angolo superiore.

La recinzione ha una porzione semicircolare mancante.

I rottami dell'aereo


Loose Change Final Cut mostra anche, senza alcuna esitazione, i rottami del Volo 77: quei rottami che tanti altri video complottisti, in questi anni, hanno ostinatamente negato.











Allora, signori complottisti: volete mettervi contro i vostri colleghi Dylan Avery, Jason Bermas, David Ray Griffin (consulente del video) e Alex Jones (produttore del video)?

2007/12/04

Quanti sono davvero i complottisti? Basta contare i portafogli aperti

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English Abstract: An alternative metric for estimating the extent of the 9/11 "truth movement" is proposed. Rather than polls, which can be biased by appropriately formulated questions, the willingness to prove one's beliefs through tangible acts, such as monetary donations (as in, "put your money where your mouth is"), appears to be a more solid criterion for assessment.

Two prominent Italian pro-conspiracy experiences, the video "Zero" by journalist Giulietto Chiesa and the Luogocomune.net website managed by videographer Massimo Mazzucco, are described. Both have asked their apparently numerous supporters for donations; the former has struggled to achieve its funding targets and has not delivered on its promises; the latter has received approximately 40 donations out of over 7,500 subscribers.

Accordingly, the claim of "a growing percentage... becoming increasingly skeptical
of the events of September 11th" seems to be unfounded, since one of the clearest indicators of commitment to a cause is found to be remarkably rare.


I sostenitori delle teorie alternative sull'11/9, come i sostenitori delle teorie alternative su molte altre tematiche (dall'assassinio Kennedy allo sbarco sulla Luna alle visite aliene), sostengono spesso di essere tantissimi e di rappresentare un movimento d'opinione in continua espansione.

Dylan Avery, in Loose Change Final Cut, evita di fare cifre specifiche, ma parla di "una percentuale crescente della popolazione mondiale" che sta "diventando sempre più scettica sugli eventi dell'11 settembre" ("a growing percentage of the world population becoming increasingly skeptical of the events of September 11th").

Ma quante sono realmente le persone che credono con convinzione che l'11 settembre sia il risultato di una cospirazione ordita dal governo USA, dal Mossad, dai Rettiliani o dagli Illuminati? Cito Rettiliani e Illuminati non per ridicolizzare il cospirazionismo, ma per ricomprendere nei credenti chiunque sostenga teorie alternative, anche quelle più eccentriche, purché lo faccia con risolutezza.

C'è un modo molto semplice per sapere quanto sono profonde le convinzioni di una persona: chiedere se è disposta a scucire dei soldi per sostenerle. Infatti rispondere a un sondaggio telefonico non costa nulla, e le domande possono essere formulate in modo talmente blando da ottenere qualsiasi risultato: diamine, se la domanda fosse "Credete che il governo statunitense abbia raccontato tutta la verità sugli eventi dell'11/9?", anch'io risponderei "Certo che no, è ovvio, per motivi di sicurezza e per segreto istruttorio sui processi da svolgere", e la mia risposta verrebbe incasellata procustianamente fra i "No". Questo farebbe forse di me un complottista? Statisticamente sì.

Vediamo, allora, quante persone sono realmente disposte a dimostrare con i fatti la solidità della loro fede complottista: vediamo quanti sono pronti a sostenerla economicamente.

A giudicare dai recenti risultati di due esperienze italiane, che testimoniano la svolta commerciale del cospirazionismo anche al di fuori degli Stati Uniti, sembra che le idee cospirazioniste siano così poco radicate che alla minima richiesta di denaro, la fede evapora, anzi sublima direttamente dallo stato solido a quello gassoso, lasciando solo molta aria fritta.

Zero


Il video di Giulietto Chiesa ha tentato la strada dell'"azionariato popolare", dichiarando di valere ben 500.000 euro (Loose Change Final Cut, a titolo di confronto, è costato meno della metà).

Se la fede cospirazionista fosse davvero così diffusa, la raccolta di fondi non avrebbe dovuto incontrare problemi. Eppure ancora a metà settembre 2007 la newsletter di Chiesa chiedeva soldi, "un contributo personale di almeno 100 euro, equivalente al costo di un secondo di immagini" per poter terminare il lavoro e pagare "i diritti d'autore delle ultime immagini acquisite inserite nella pellicola".


Terminata la produzione, l'"uscita nelle sale" promessa nella medesima newsletter "per i primi di novembre" non si è materializzata, e novembre è ormai finito.*

*C'è un aggiornamento in merito a fine articolo.

Sabotaggio politico da parte dei distributori? Non si direbbe, perché anche la soluzione alternativa, quella delle proiezioni "fai da te", in stile dopolavoro ferroviario, presentata come "distribuzione indipendente del film in tutta Italia", annaspa. Al momento in cui scrivo, il calendario delle proiezioni (anch'esse a pagamento, anzi "necessariamente a pagamento per garantire il finanziamento indispensabile alle attività di distribuzione, promozione e supporto organizzativo") è desolantemente vuoto.*


*C'è un aggiornamento in merito a fine articolo.

E che fine ha fatto il DVD? Era stato promesso "un DVD, che conterrà il film e le 'note a pié di pagina', cioè alcune ore di materiali che non è stato possibile utilizzare nel film ma che costituiscono un imponente corpo di dimostrazione dell'assunto principale". Invece niente.

Di tutta questa situazione saranno sicuramente contenti gli "azionisti", che senza proiezione nelle sale, senza DVD da vendere e con zero prenotazioni per le "proiezioni indipendenti", hanno ben poca speranza di "partecipare agli utili derivanti dalla commercializzazione della pellicola". Quale commercializzazione?

Stando a questi dati, la diffusione e la solidità del credo cospirazionista non sembra molto compatibile con "una percentuale crescente della popolazione mondiale".

Luogocomune


Il caso di Luogocomune.net, sito di riferimento del cospirazionismo undicisettembrino italiano (anche se offuscato dal tam-tam mediatico generato da Giulietto Chiesa), è ancora più emblematico.

Massimo Mazzucco, titolare e gestore del sito, ha rivolto un appello ai suoi frequentatori il 26/11/2007: "da ora in poi diventa necessario che io possa contare anche su un certo contributo da parte del sito... Per poter continuare, è necessario che una buona parte di voi ritenga di volersi impegnare ad offirire un contributo anche piccolo, ma regolare (es. mensile)". La cifra indicativa (Mazzucco chiarisce che è un "esempio") è "5.000 dollari al mese (dentro a quei 5.000 ci sono anche i 2 o 300 mensili per il server, i telefoni, ecc.)".



Tralasciando ogni considerazione sulla congruità della somma richiesta, si tratterebbe di meno di un dollaro al mese per ciascuno dei circa 7500 iscritti dichiarati da Luogocomune. Il costo di un paio di caffè. Se davvero la fede cospirazionista fosse così diffusa, non dovrebbero esserci problemi a raccogliere fondi. Dopotutto, la missione di rivelare al mondo la verità è di altissimo valore morale e sociale, no?

A oggi, invece, questo è il quadro dei contributi: i donatori sono giusto una quarantina. I fondi raccolti ammontano a circa 2400 euro, praticamente tutti una tantum.


Mazzucco riassume così i risultati: "il discorso di una informazione sostenuta - almeno in parte – dagli stessi utenti che ne usufruiscono è ancora lontano dall’essere maturo... è quindi possibile che io debba tornare al mio lavoro “regolare”, almeno per un periodo sufficiente da permettermi di nuovo di dedicarmi al sito full-time. (Se non altro, le donazioni ricevute in questi giorni mi permetteranno di spingere più avanti il momento della decisione)."

Alla prova dei fatti, quando viene toccato sul vivo (ossia nel portafogli), il complottismo si rivela per quello che è: un'ossessione bruciante per quattro gatti rumorosi in cerca di soldi e venerazione, un passatempo ozioso per tutti gli altri, che credono talmente poco alla propria sacra missione da non voler rinunciare neanche a un caffè.

Sono considerazioni amare ma necessarie, da tenere ben presente quando qualcuno gioca la carta dell'argumentum ad populum per propagandare le teorie complottiste o per strutturare un palinsesto.

Aggiornamento (2007/12/05)


Con una di quelle coincidenze che un buon complottista non considererebbe casuali, neanche ventiquattr'ore dopo la pubblicazione di questo articolo è comparsa una proiezione nel calendario di Zero: il 14 dicembre, a Torino. Ma non in un cinema, bensì al Caffé Basaglia, in via Mantova 34 alle 20.45. Non sorprende che Megachip avvisi di essere "puntuali poichè i posti saranno limitati alla capienza della sala di proiezione."

L'ingresso, precisa sempre Megachip, è "a offerta di 5 euro": un'offerta curiosa, se ha un importo predefinito, ma lasciamo stare. Alla proiezione sarà presente Giulietto Chiesa, che introdurrà il film e risponderà alle domande del pubblico. E' una buona occasione per scaricare il PDF di Zerobubbole e controllare che corrisponda a quanto viene proiettato.

Se qualcuno fosse a corto di domande, proporrei di chiedere se conferma che il foro d'ingresso dell'aereo nel Pentagono è largo "cinque metri, ripeto cinque metri" come dice Dario Fo in Zero. La domanda va fatta, però, mostrando queste fotografie, scattate prima del crollo della facciata:

"Cinque metri..."

"... ripeto, cinque metri"?

Proporrei anche di chiedere dove sono le sue prove dell'esistenza di batterie di missili antiaerei al Pentagono, visto che in Zero Chiesa le "documenta" soltanto con un cartone animato. Se gentilmente ci dice dove sono, queste batterie, ho una persona che può andare subito al Pentagono a controllare il posto e fare qualche foto.

E infine proporrei di chiedere se Giulietto Chiesa e Barbara Honegger, che in Zero descrive l'inquietante presenza di cadaveri al centro del Pentagono come se fosse chissà quale mistero, sanno che cos'è il triage, e se hanno mai provato a leggere, nei loro anni di meticolose indagini, un documento chiamato Arlington After-Action Report. Si accorgerebbero che qualcuno li ha presi per il naso.

Megachip ha anche annunciato che la programmazione di Zero nei cinema "partirà a gennaio". Era già stata promessa per novembre, e non s'è vista. Aspettiamo trepidanti.

2007/12/03

Loose Change Final Cut in TV in Italia

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il programma Siamo Stati Uniti di ComingSoon Television, canale gratuito ricevibile via satellite (canale 807 sul decoder di Sky), sul digitale terrestre e in streaming via Internet, si occuperà oggi (lunedì 3/12) alle 15 circa della nuova edizione del video cospirazionista Loose Change, denominata Final Cut, di cui Undicisettembre ha già pubblicato una prima recensione. Sarò uno degli ospiti telefonici della trasmissione.

Poiché questa quarta edizione di Loose Change non è liberamente scaricabile (a differenza delle precedenti, la Final Cut è soltanto a pagamento), Undicisettembre ha preparato la trascrizione completa dei contenuti della Final Cut in formato PDF (in inglese) per consentire a tutti la valutazione dell'ultima fatica di Avery e Bermas.

Complottisti, debunker e semplici studiosi delle evoluzioni del pensiero cospirazionista troveranno illuminante la versione attuale della verità proposta da Loose Change, oggi talmente annacquata nelle sue affermazioni e al tempo stesso talmente ben curata nella confezione e nella ricerca iconografica da essere utilizzabile a pieno titolo come documento di debunking. Devo riconoscere che per la prima volta ho pagato volentieri l'acquisto di un video cospirazionista, perché Loose Change Final Cut contiene immagini e testimonianze veramente preziose.

Per esempio, la sequenza di animazione digitale che documenta l'impatto dell'aereo al Pentagono (con buona pace di Giulietto Chiesa, Dario Fo e il loro Zero) è magistrale nella sua chiarezza grafica e nell'ordinata presentazione di tutte le tracce del passaggio di un velivolo di grandi dimensioni lungo la traiettoria d'impatto.

Le immagini d'archivio e gli spezzoni di documentari e telegiornali (alcuni anche degli anni Settanta, per il WTC) sono una miniera di dati e denotano uno sforzo di ricerca davvero encomiabile, dal quale potrebbero imparare molto alcuni produttori di video cospirazionisti nostrani.

Ci sono dei momenti in cui il lavoro di Avery e Bermas è assolutamente condivisibile e meriterebbe di uscire dall'alveo surreale del cospirazionismo per approdare alla discussione mainstream dell'11 settembre. Per esempio, è solida, ben costruita e difficilmente contestabile la parte dedicata agli effetti dell'inquinamento atmosferico prodotto dagli attentati a New York e alle loro conseguenze gravissime sui soccorritori e sugli abitanti, basata in gran parte su ricerche giornalistiche. E la contestazione del trattamento riservato ad alcuni resti umani è tragicamente inoppugnabile. Purtroppo, però, viene guastata da accenni francamente inutili alle teorie cospirazioniste:

Human remains were discovered up to 400 feet away from the South Tower, on the roof of the Deutsche Bank building. 300 bone fragments were discovered between April 7th and 14th, 2006, and more are expected to be found. Is all of the above possible with a gravity-driven global collapse?

Quello che scontenterà molti fan delle cospirazioni è che da Loose Change Final Cut sono sostanzialmente scomparse le affermazioni forti che avevano fatto presa sul pubblico nelle edizioni precedenti e in altri video del settore. Per esempio:
  • l'esistenza dei dirottatori non è più in discussione;
  • il Volo 93 non è assolutamente atterrato intatto a Cleveland;
  • Charles Burlingame, pilota del Volo 77, non è più accusato di far parte della cospirazione;
  • del "pull it" di Silverstein non c'è più l'ombra;
  • nessun problema con le put option;
  • e la termite che sarebbe stata usata per demolire il WTC, tanto cara a Steven Jones, non è nemmeno nominata.
La svolta di Loose Change Final Cut è ancora più eloquente se si confronta questa edizione con la prima, consultabile qui (dopo aver saltato i primi cinque minuti, aggiunti da terzi). Nel Loose Change originale infatti:
  • si affermava l'esistenza di un "pod" appeso sotto uno degli aerei al World Trade Center;
  • si dichiarava senza mezzi termini che lo stesso aereo aveva anche lanciato un missile contro le Torri Gemelle prima di schiantarvisi contro;
  • si diceva che davanti al Pentagono non c'era nemmeno un rottame d'aereo (adesso, in LCFC, i rottami ci sono e sono anche documentati fotograficamente);
  • e si confondevano allegramente B-52 con B-25.
Tutte teorie che da allora sono finite alla chetichella nel dimenticatoio, senza che mai Avery e Bermas abbiano ammesso di aver preso un granchio, o anzi un intero allevamento in batteria di granchi, e con loro tutti coloro, da Maurizio Blondet a Franco Fracassi, che si sono fidati delle passate teorie di Loose Change.

La domanda che ci si pone inevitabilmente è questa: se le prime tre versioni di Loose Change hanno toppato così clamorosamente da essere state sbugiardate dai loro stessi autori, chi ci dice che non abbiano sbagliato anche con questa loro quarta versione?

O per farla più breve: quante versioni deve avere la verità?

Aggiornamento


Mi scuso con gli ascoltatori e con i conduttori di Siamo Stati Uniti per le mie risposte troppo lunghe; non sentivo i loro disperati tentativi di fermarmi e li vedevo solo in ritardo in video (qui in Svizzera ricevo Comingsoon via cavo in digitale, e i ritardi dovuti alle varie ritrasmissioni sono micidiali).

2007/11/12

Debutta Loose Change Final Cut, che sbufala Zero

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

È uscito pochi giorni fa Loose Change Final Cut, quarta edizione del popolare video complottista di Dylan Avery e Jason Bermas.

A conferma della svolta decisamente commerciale del complottismo statunitense, questa nuova edizione è esclusivamente acquistabile, o come DVD (nella foto qui accanto) a 19 dollari e 95 centesimi o come streaming scaricabile soltanto a pagamento (6 dollari e 95 cent per uno streaming che scade dopo 30 giorni, come mostrato qui sotto).



La grafica del video è indubbiamente di alto livello, ma è meglio badare alla sostanza senza lasciarsi distrarre dagli specchietti per allodole. Grazie ai colleghi di ScrewLooseChange possiamo pubblicare un primo rapido commento a questo Final Cut (nella speranza che sia davvero Final).

La prima cosa che colpisce è che Loose Change Final Cut sbufala quasi tutte le affermazioni fatte nelle versioni precedenti del medesimo video. Un bel dietrofront, non c'è che dire.

Di conseguenza, Final Cut sbufala anche il video Zero di Giulietto Chiesa. Finalmente persino Loose Change fa notare che il foro al Pentagono non è affatto largo "5 metri, ripeto, 5 metri di diametro" come invece afferma Dario Fo in Zero a o:31:25.

Lo squarcio al Pentagono viene invece mostrato da Loose Change in tutta la sua reale larghezza, documentata fra l'altro da queste fotografie, che a distanza di sei anni sembrano essere ancora sconosciute ai più:



Quello che i complottisti si ostinano a indicare come l'unico foro nella facciata è in realtà la parte di questo squarcio che si estende anche al primo piano, dove presumibilmente è penetrata la fusoliera del velivolo. Al piano terra qualcosa ha rimosso i muri e le finestre fra una colonna e l'altra, e ha anche rimosso o divelto alcune delle colonne della facciata. Che cosa? Può un missile produrre uno sfondamento largo e basso del genere?

La reale estensione dello squarcio si può notare anche meglio in questo dettaglio:


Tutte le immagini mostrate qui sopra sono cliccabili per vederle ad altissima risoluzione.

Loose Change Final Cut (d'ora in poi, LCFC per brevità) mostra anche l'abbondanza di rottami d'aereo presenti esternamente al Pentagono nonostante il velivolo sia penetrato nell'edificio, frammentandosi, e sia quindi in gran parte al suo interno. E anche qui sbufala Zero, che a 0:29:48 afferma che "ci si sarebbe ragionevolmente aspettati di vedere [...] pezzi d'aereo, valigie, rottami dappertutto, come in ogni disastro aereo. E invece no."

LCFC tiene invece compagnia a Zero con la teoria dei dirottatori ancora vivi. Si tratta invece di semplici omonimie, e su questo sono già stati spesi articoli, ma la domanda più semplice che si può fare è questa: se davvero questi dirottatori sono ancora vivi, come mai né LCFC, né Zero riescono a farceli vedere, neppure in una singola fotografia post-11 settembre?

LCFC si ritira però con imbarazzo dalla teoria delle postazioni antiaeree al Pentagono, che invece Zero sposa in pieno (con tanto di "prova" fatta mediante... un cartone animato). LCFC si limita a dire che "le autorità al Pentagono negano che l'edificio avesse difese antiaeree" e non dice altro. Chiediamo questo agli autori di Zero: se davvero esistono queste postazioni nel prato antistante il Pentagono, come mostra (a cartoni animati) il vostro film, come mai non siete in grado di mostrarle?

Ma LCFC non è certo immune da manipolazioni ed errori. Afferma che Saeed Al Ghamdi era un pilota dell'aviazione saudita; reitera la storia dei soldi che sarebbero stati mandati dai servizi segreti del Pakistan (presente in Zero a 1:39:30), che in realtà scaturisce da un singolo articolo non confermato di un giornale indiano di sei anni fa; tocca il caso Able Danger, che è la miglior maniera di sbufalare la teoria dei dirottatori inesistenti propugnata anche da Zero; e molto, molto altro.

Si noti che questi sbugiardamenti di Zero non sono opera di noi debunker, ma dei principali paladini del cosiddetto “movimento per la verità”. I complottisti si debunkano da soli. Se non fosse che ci sono di mezzo tanti, troppi morti, lo spettacolo sarebbe comico. Ma anche in considerazione del calibro dei personaggi che si sono prestati a queste fandonie, finisce per essere soltanto patetico.

Gli articoli originali di Screwloosechange dedicati a Loose Change Final Cut sono consultabili qui.

2007/01/27

Giulietto Chiesa vuole riaprire le indagini: siamo d'accordo

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una notizia AP riportata da Tendenzeonline.info segnala che Giulietto Chiesa vuole far riaprire la commissione d'inchiesta sull'11 settembre. Lo dichiara in occasione del lancio di Zero, un ennesimo "film-inchiesta" sull'argomento, diretto da Franco Fracassi e ideato anche da Chiesa stesso.

Sono perfettamente d'accordo con Chiesa: riapriamola. A chi la si possa far fare non lo so, visto che sono già state fatte un'inchiesta giudiziaria, una governativa, e almeno cinque tecniche (degli enti FAA, NTSB, FEMA, ASCE e NIST), per tacere di quelle giornalistiche, e non sarà facile trovare qualcuno che non sia inviso ai complottisti.

Ma riapriamola, perché è il modo migliore per spazzare via una volta per tutte le stupidaggini disseminate sull'argomento.

C'è chi, per esempio, va in giro a dire che un gigantesco bombardiere nucleare B-52 da 200 tonnellate colpì l'Empire State Building e che quindi le Torri Gemelle non potevano crollare per l'impatto di un Boeing 767. In realtà era un modestissimo B-25, lento bimotore a elica, peso medio dieci tonnellate. Lo dissero quei pasticcioni di Loose Change, ammettendo poi l'errore; lo disse Maurizio Blondet in un suo articolo; e lo disse, con parole che escludono ogni possibile lapsus ("Sì, il B-52 è molto più g... è l'aereo più grande che ci sia"), anche Franco Fracassi a Matrix il 31/5/2005, senza mai correggersi.

C'è chi, per esempio, scrive al Corriere della Sera dicendo che il libro-inchiesta giornalistico (non governativo, si noti) di Popular Mechanics, che smonta le teorie di complotto ricorrendo ad esperti indipendenti e che sarà presto disponibile in edizione integrale italiana, è assolutamente inaffidabile perché macchiato dal nepotismo: l'inchiesta sarebbe stata "redatta, utilizzando testimoni 'compiacenti', da Benjamin Chertoff, nipote venticinquenne di quel Michael Chertoff, da Bush nominato a capo del Dipartimento 'Homeland Security'" (Corriere della Sera, 17 ottobre 2006, consultabile nella scansione in cima a quest'articolo).

Solo che Benjamin Chertoff non è nipote di Michael Chertoff. Neppure i suoi accusatori dicono che è nipote. Dicono che è forse suo lontano cugino, non nipote, e lo dicono partendo da una singola fonte (Christopher Bollyn) già colta a manipolare i dati sismografici del WTC per adattarli alle proprie tesi.

Inoltre Benjamin Chertoff non fu redattore unico dell'inchiesta, ma soltanto uno dei suoi tantissimi collaboratori: semplicemente, sfiga vuole che abbia lo stesso cognome di un pezzo grosso del governo USA. Tutta la faccenda è insomma una bufala al pari di quella che vorrebbe la famiglia di Cogne parente di Prodi, soltanto perché hanno in comune il cognome Franzoni (è questo il cognome da nubile della signora Prodi).

Riapriamo dunque la Commissione d'inchiesta, così chi ha detto questa stupidaggine dovrà chiedere scusa. Chi l'ha detta? Giulietto Chiesa, insieme a Franco Cardini, come si può vedere nella scansione dell'articolo qui sopra.

Mettiamo una cosa in chiaro. La riapertura di una commissione non spaventa chi si basa sui fatti; è un problema, semmai, per tutti coloro che spacciano per fatti quelle che in realtà sono congetture e dicerie maldestramente ricopiate e stiracchiate per adattarle ai propri preconcetti. Ben venga, quindi, una nuova indagine. Preferibilmente con potere d'imporre la mordacchia a chi viene colto a dire bugie sapendo di mentire.

In questo senso desta perplessità la scelta di Chiesa di fare un film-inchiesta basato su una colletta popolare anziché adire vie più istituzionali e autorevoli. Lui che è europarlamentare, con accesso privilegiato ai luoghi dove si decide il futuro di noi semplici cittadini, lui che è persino "membro della commissione d'inchiesta del Parlamento Europeo sui voli della CIA e i carceri segreti" (sua dichiarazione a Matrix del 24/5/2006), perché non mobilita appunto l'Europarlamento o il governo italiano, invece di cercare di piazzare un film nei cinema usando oltretutto i soldi degli altri?

Dopotutto il Parlamento europeo avrebbe delle ottime ragioni per indagare. Nella tragedia dell'11 settembre ci sono molte vittime europee, e se per caso le ipotesi di complotto fossero fondate, ci sarebbero ripercussioni inimmaginabili sui rapporti fra Europa e Stati Uniti. Non sono, insomma, quisquilie da affrontare con un documentarietto condito da inserti a cartoni animati, le cui anteprime indicano un livello di rigore investigativo che fa di Zero un titolo quanto mai azzeccato.

2006/10/09

Loose Change e l'Express Elevator del World Trade Center

di mother

Nella puntata di
Matrix (trasmissione Mediaset su canale 5) del 3/10/2006 è andato in onda il confronto fra due rappresentanti della rivista Popular Mechanics (James Meigs e David Dunbar), che hanno smentito vari miti dell'11 settembre, e due autori del video Loose Change (Dylan Avery e Jason Bermas). Su Youtube è disponibile il video: il confronto inizia al minuto 4:29.

Uno degli argomenti della discussione è l'affermazione che delle esplosioni avrebbero colpito i piani inferiori a quelli di impatto "contemporaneamente" all'esplosione del carburante dell'aereo dentro il WTC.

La spiegazione di Popular Mechanics è che queste esplosioni siano state create dalla stessa palla di fuoco che, esplodendo, esternamente si è espansa (facendo saltare tutte le finestre dei piani di impatto e poi salendo parallela all'edificio) e internamente all'edificio ha spazzato il vano scale e il vano ascensori, scendendo lungo di essi, come una palla di fuoco in una canna di fucile.

L'obiezione fatta dai ragazzi di
Loose Change è che i vani scale ed i vani ascensori erano divisi in tre fasce lungo l'altezza dell'edificio, e fra le fasce vi erano dei piani tecnici intermedi, posizionati a un terzo e due terzi dell'altezza della struttura: quindi non si spiega come sia riuscita la palla di fuoco ad arrivare alla base, visto che non c'è comunicazione fra i vani ascensori, come mostrato nell'immagine qui sotto, tratta da Matrix.

I colori acquamarina, giallo e violetto evidenziano
i tre tronconi in cui sarebbero stati divisi gli ascensori

Sulla base di quest'immagine, gli autori di
Loose Change, Avery e Bermas, affermano che l'ascensore espresso o express elevator (quello che portava dal piano terra direttamente in cima all'edificio, evidenziato dalla freccia rossa nell'immagine qui sotto) non fu raggiunto dall'impatto dell'aereo e quindi non subì i danni descritti da Popular Mechanics, vale a dire una palla di fuoco che, scendendo lungo il vano ascensori, avrebbe creato effetti simili alle esplosioni anche ai piani inferiori.

Vengono inoltre mostrate queste altre immagini che ricostruiscono la struttura degli ascensori delle Torri Gemelle:


Non viene spiegato quanto detto da
Popular Mechanics, ma torna la testimonianza di alcuni superstiti che hanno usato proprio quell'ascensore espresso per mettersi in salvo: cosa che indica che era in funzione.

Tutto questo è l'evidenza di esplosivi piazzati nel WTC e fatti esplodere proprio quando esplodeva l'aereo per mascherarne l'effetto.

Purtroppo Dylan Avery e Jason Bermas si sbagliano: anzi, giocano proprio sulla ricostruzione dell'edificio per creare il complotto. Cerchiamo di vedere perché.

La foto utilizzata da Avery e Bermas per sostenere la tesi complottista, mostrata qui sotto con l'aggiunta di alcune sigle utili in seguito, è rintracciabile anche su Wikipedia qui; i piani e gli orari d'impatto sono qui.


Le considerazioni che possono essere fatte sono:
  1. Si tratta di schemini di pianta ed alzato della torre, che non hanno simbologia tecnica che consenta di definirli come disegni tecnici della torre e soprattutto presentano gravi errori di corrispondenza.
  2. Non è dato sapere la fonte della pianta in sezione, né se pianta ed alzato erano separati e sono stati riuniti o se qualcuno li ha disegnati partendo da altre fonti descrittive.
  3. I piani della torre sono 104, più il vasto piano di ingresso, e poiché non è dato stimare l'altezza di quest'ultimo da piante imprecise nelle misure, per la costruzione del modello presentato in seguito userò l'altezza media di 3,80 metri a piano (altezza totale diviso 110 piani) per 110 piani.
  4. La sezione orizzontale del WTC mostrata nel disegno non corrisponde alla pianta effettiva. Per quanto con evidenti errori di corrispondenza (l'ascensore A della sezione laterale nella pianta finisce nell'area per uffici; gli ascensori 1, 2, 3 e 4 della sezione laterale corrispondono in pianta parzialmente agli ascensori espresso A-G), si può comunque immaginare che i quattro ascensori centrali (1, 2, 3 e 4) della sezione laterale corrispondano agli ascensori attinenti ai quattro piccoli corridoi d'ingresso (1, 2, 3, 4 in pianta), mentre gli express elevator, che nella sezione laterale sembrano essere stati omessi o distribuiti su tutta la sezione centrale (sovrapposti agli ascensori 1, 2, 3, e 4), avendo altezze diverse, possono essere immaginati come ripartiti dalla A alla G e con i corrispondenti in serie della pianta (A, B, C, D, E, F e G).
  5. Nella pianta, gli ascensori sembrano divisi da pareti: in realtà si trattava di intercapedini senza funzione resistenziale o portante né tantomeno estetica. La loro unica funzione era impedire la diffusione del fuoco e degli incendi (erano delle intercapedini di cartongesso, che però difficilmente avrebbero potuto resistere a esplosioni, visto che basta un martello per abbatterle). Senza lo scopo di difendere la diffusione del fuoco fra vani ascensori, le intercapedini sarebbero state soltanto un inutile appesantimento per la struttura.
  6. I ragazzi di Loose Change considerano un solo ascensore espresso, quello indicato con G, che tra l'altro nell'immagine 3D mostrata a Matrix è situato nella fascia centrale (altro errore madornale). Per capire che la cosa non ha senso basta considerare che i turisti che avessero voluto andare ai ristoranti dell'ultimo piano delle torri avrebbero dovuto prendere un ascensore espresso per poi accedere, attraverso un corridoio, ad un ascensore locale (local elevator) che permettesse finalmente di raggiungere gli ultimi piani: un percorso piuttosto laborioso e insensato. Viene quindi svelato l'inghippo su cui giocano, consapevolmente o meno, i disinformatori di Loose Change: basano la propria "prova" su una ricostruzione erronea dell'impianto a cui poi attaccare testimonianze reali di superstiti non sconfutabili.
Abbiamo quindi degli express elevator che salgono fino all'ultimo piano, che altrimenti sarebbe sprovvisto di trasporto diretto, ed una serie di ascensori espressi, che invece arrivano fino a metà torre, ai quali si affiancano altri ascensori che, a quote diverse, raggiungono per il terzo di torre a loro attinente altrettanti piani differenti, in modo che tutti i piani siano serviti da un mezzo di trasporto.

Comunque si prenda il verso della sezione, si ha che dei local elevator delle tre sezioni laterali sono estremamente vicini all'express elevator.




  • in rosso abbiamo il vano degli express elevator
  • in blu è rappresentato il vano dei local elevator
  • in verde sono rappresentati i vani scale
  • in giallo i cavedi per far passare l'impiantistica
  • in bianco sono rappresentati i piani tecnici, indicando solo quello di base dei tre (uno lo skylobby, e due piani tecnici ognuno)
  • in violetto il piano più basso interessato dall'impatto degli aerei
  • una freccia indica l'altezza dei piani coinvolti dall'impatto dei Boeing 767.
Come si può notare, almeno uno dei vani degli ascensori espressi viene coinvolto nell'incidente della torre. Si può quindi facilmente immaginare che la cabina di corsa all'interno sia stata coinvolta nell'esplosione, finendo per precipitare.

Si nota poi la vicinanza dei vani ascensori locali ed espressi nel troncone di riferimento, ed in basso si nota la vicinanza fra il vano ascensore che raggiunge la quota delle esplosioni e altri vani ascensori locali, più vani di ascensori espressi a quota inferiore.

L'esplosione, propagandosi per il vano ascensori espresso, ha in seguito potuto passare da un vano fino a quelli vicini dei local elevator e anche a quelli degli express elevator del terzo inferiore di torre. E' altamente improbabile che una parete in cartongesso sia riuscita ad opporsi.

Viene meno quindi l'effetto ottico della sezione laterale indicata prima, che fa sembrare il tutto separato, soprattutto l'express elevator che raggiunge l'ultimo piano separato dal resto.

Nell'immagine qui accanto sono rappresentati soltanto i vani 1-2-3-4 dei local elevator ed i vani A-B-C-D-E-F-G degli express elevator, tralasciando gli altri elementi che potrebbero nasconderli.

Un'eventuale esplosione che avesse portato un local elevator a cadere nel proprio vano di corsa avrebbe sicuramente raggiunto fine corsa, danneggiando le strutture sottostanti intorno al piano Skylobby e al piano tecnico. Inutile dire che questo avrebbe creato dei forti boati dovuti all'urto con un ritardo temporale dovuto alla distanza da percorrere.

Nel caso del WTC2, si può vedere come sia stato coninvolto l'express elevator che raggiunge il tetto oltre a un local elevator vicino, con effetti che indubbiamente si sono diffusi anche verso i piani sottostanti.


Sono inoltre coinvolti le scale e i cavedi degli impianti tecnici.

Riguardo ai vani degli impianti tecnici, mancando le necessarie informazioni si può presupporre che fossero in un unico asse verticale da capo a base dell'edificio, come anche spezzettati a seconda dei tre tronconi di struttura.

Per i vani scale, analogamente mancano informazioni tecniche sulla loro disposizione su diversi piani. E' presumibile che per ogni troncone fossero tutti nel medesimo asse.



Ci sono inoltre altri aspetti interessanti. L'eventuale presenza di esplosioni in vari momenti (le varie teorie complottiste ne indicano diversi) che avrebbero dovuto indebolire il core (la struttura portante centrale) avrebbe sicuramente avuto effetti anche in ciò che affiancava le colonne del core.

Queste presunte esplosioni, dilazionate fra ascensori, scale e impianti, avrebbero creato su strutture molto meno resistenti dell'acciaio un danno almeno paragonabile a quello fatto sulle colonne.

Inoltre, trattandosi di locali utilizzati sia la mattina nella fase di popolamento dell'edificio sia nella fase di sgombero attraverso i mezzi funzionanti, gli esplosivi sarebbero risultati ben visibili alle persone.

Le esplosioni avrebbero impedito ai superstiti di uscire sin dalla prima deflagrazione. Il fatto che superstiti come Rodriguez siano usciti dall'edificio all'ultimo momento, senza dover far salti di 20-30 piani senza scale (perché demolite da esplosioni nelle vicine colonne a cui erano ancorate), è indicativo del fatto che fino all'ultimo la via di uscita era percorribile.

Quindi per quanto alcuni testimoni possano aver sentito rimbombi (tra l'altro non uditi all'esterno nelle riprese video) all'interno dell'edificio, questi devono essere di altra natura: non possono essere state prodotte da esplosivi.



Infine sono spiegabili altri fattori raccontati dai sopravvissuti. La presenza di ascensori funzionanti e ascensori non funzionanti è strettamente correlata all'oscillazione di un metro della sommità dell'edificio, che sicuramente aveva lesionato parte dei collegamenti, soprattutto per gli apparati minuti collegati a quelli portanti.

L'acqua che rese scivolose le scale, testimoniata dai sopravvissuti, proveniva quasi sicuramente dai tubi dei cavedi tranciati nei piani d'impatto e forse anche da una serie di spruzzatori automatici attivatisi per il colpo subito dall'edificio.

Qui sotto sono mostrate altre ricostruzioni della pianta del WTC ritrovabili su Internet, di natura molto probabilmente amatoriale e dall'affidabilità dubbia.









Aggiornamento 14-10-2006

Grazie alla segnalazione di questo forum, è doveroso un aggiornamento.
La tesi di Dylan Avery e Jason Bermas, due dei tre registi di Loose Change è che nessuna palla infuocata sia scesa per il vano ascensori, ma che sia stato fatto detonare dell'esplosivo piazzato in punti strategici.
Questo video per esempio conferma il fenomeno citato ai piani 77, 22 e al lobby.

Il piano di ingresso chiamato lobby

Lobby dal secondo piano

Gli effetti della palla di fuoco al piano terra sono mostrati in questo video in cui i pompieri appena arrivati hanno interpretato i danni come un blow up l'esplosione delle finestre la rottura dei marmi.

Di seguito invece vengono riportate delle immagini dei corridoi degli ascensori.
Si percepiscono il largo corridoio centrale che porta ai corridoi chiusi 1, 2, 3 e 4.

corridoio centrale che porta agli ascensori


corridoi laterali (1,2,3 e 4) con i tre
ascensori uno di fronte all'altro


Dalla lettura dei messaggi di questo forum segnalatomi da John (www.crono911.org) si possono però trarre altre considerazioni.
In primo luogo i danni provocati dal brillamento di esplosivi sono una depressione degli strati d'aria ed una fiammata che si esaurisce in genere in meno di un metro provocando al massimo un bagliore visibile a distanza di breve intensità.
Al contrario un'esplosione dovuta a carburante provoca una palla di fuoco, cioè un insieme di fiamme per svariati secondi secondo la via più favorevole con produzione di una sovrapressione (l'esempio pià lampante lo si può vedere nei video delle esplosioni degli aerei che spopolano su youtube).

Come visto nel video sopra postato con dei pompieri che entrano nel piano terra delle torri gemelle, si possono vedere due tipi di lesioni, ovvero vetri esplosi verso l'esterno e marmi lesionati.
Il marmo usato come elemento di decoro viene in genere saldato alla parete in lastre con dei giunti che permettono una certa quantità di deformazione, ma difficilmente questa sarà tale da sopportare l'evento eccezionale avvenuto nei piani superiori delle Torri Gemelle.
D'altra parte come mostrato dal video i distacchi di questi pannelli di marmo sono stati solo parziali secondo direzioni inclinate a 45-60° cosa che indica uno scorrimento del piano superiore rispetto l'inferiore.

La presenza di fiamme nelle esplosioni che hanno coinvolto i piani inferiori sono un fattore significativo che sconfuta Rodriguez.

Ci sono comunque altri aspetti interessanti citati fra i messaggi del forum.
Mike Pecoraro scrive:


Mike told his co-worker to call upstairs to their Assistant Chief Engineer and find out if everything was all right. His co-worker made the call and reported back to Mike that he was told that the Assistant Chief did not know what happened but that the whole building seemed to shake and there was a loud explosion. They had been told to stay where they were and "sit tight" until the Assistant Chief got back to them. By this time, however, the room they were working in began to fill with a white smoke. "We smelled kerosene," Mike recalled, "I was thinking maybe a car fire was upstairs", referring to the parking garage located below grade in the tower but above the deep space where they were working.......

Mike walked through the open doorway and found two people lying on the floor. One was a female Carpenter and the other an Elevator Operator. They were both badly burned and injured.....

What Joe first believed was that an equipment room on the 43rd floor, which had an electrical substation, had blown up. He proceeded up the 5 floors to that level. Upon reaching the 43rd floor, "there were patches of ceiling that was just down on the floor, water pipes were broken, water was gushing like a brook or river that was just running down the corridor of the machine room". He began yelling to see if anyone was in the room and received no reply.
He made his way to one of the tower's stairways and began the walk down to the lobby. "When I came down the stairwell (to the lobby level) and I looked toward West Street, I just couldn't believe what I saw," he recalled. "There was glass and people cut, covered in blood".... link

E' curioso che Ray Griffin ed i compagni disinformatori dimentichino questa parte dell'intervista quando citano Mike Pecoraro.
Un dato così importante come l'odore sentito da Pecoraro che può dare informazioni utili su quanto è avvenuto quel giorno forse non conta se si può citare l'impressione di una persona comune che crede solo inizialmente di aver visto un'esplosione (di esplosivo, di carburante....di qualcosa...).
E' interessante anche notare che a differenza di Rodriguez Pecoraro non identifica inizialmente gli effetti come dovuti all'aereo dirottato, poichè essendo dentro i piani interrati non poteva sapere nulla di quanto avveniva fuori.
Ciò è molto importante poichè mostra che su quanto detto come testimonianza non c'è stato il meccanismo di rielaborazione dei ricordi che spesso si presenta inconsciamente nei testimoni di fatti eccezionali.
Si può notare infatti che sia Pecoraro che Rodriguez non potevano sapere stando nei piani interrati cosa stesse succedendo sopra le loro teste, eppure Rodriguez nel suo discorso ammette di aver distinto fra il botto dell'esplosione sotto il pavimento rispetto il botto dovuto all'aereo.
Ma d'altra parte si può citare Rodriguez anche per questo:

Davanti a me è apparso un uomo di colore che si guardava le braccia, mi sono accorto che c'era qualcosa che pendeva dalle sue dita, mi sembravano pezzi di vestito ma guardando più da vicino mi sono accorto che era la sua pelle. La pelle era stata lacerata da sotto le ascelle fino alla punta delle dita e gli stava pendendo come fossero dei guanti. Il suo nome è Felipe David, lavoratore immigrato di origine honduregna, ed era in completo stato di choc; ho guardato il suo volto che aveva delle parti mancanti, gli ho chiesto che cosa fosse successo, e mi ha risposto: «Gli ascensori, gli ascensori» Si trovava davanti agli ascensori ed era stato ustionato, così ho cominciato a spingere tutti fuori dall'ufficio. link

Ed un'esplosione di certo non lacera la pelle staccandola come invece fa una fiammata rovente.
Un'esplosione spacca le ossa, lesiona gli organi interni a distanze medio lunghe e lacera la pelle solo se si ha l'esplosivo a piccola distanza (gli attentati dei Palestinesi in Israele insegnano a riguardo).
Non si capisce quindi come possa un esplosivo aver lacerato la pelle dell'uomo lasciandolo però vivo.

Sempre dal link sopra leggiamo


The smoke in the stairwell was constant and at one point, Mike told Arti that he was going to catch a quick breath of fresh air. He walked out into the main lobby of the building, seeing it for the first time."When I walked out into the lobby, it was incredible," he recalled. "The whole lobby was soot and black, elevator doors were missing. The marble was missing off some of the walls. 20-foot section of marble, 20 by 10 foot sections of marble, gone from the walls". The west windows were all gone. They were missing. These are tremendous windows. They were just gone. Broken glass everywhere, the revolving doors were all broken and their glass was gone. Every sprinkler head was going off. I am thinking to myself, how are these sprinkler heads going off? It takes a lot of heat to set off a sprinkler head. It never dawned on me that there was a giant fireball that came through the air of the lobby. I never knew that until later on. The jet fuel actually came down the elevator shaft, blew off all the (elevator) doors and flames rolled through the lobby. That explained all the burnt people and why everything was sooted in the lobby." Spotting someone from the New York Port Authority, Mike asked him what had happened. He told Mike that a helicopter had struck the building. Mike immediately thought the helicopter must have struck at or near the lobby level. He made his way back to the stairwell and told Arti what he had found. "Arti, I think we better get out of here," Mike recalled telling him. "If something falls on us here, we are done." They decided to try and re-group with the other Engineers and together left the stairwell. There were hundreds of firemen on the scene by then. "Everything was chaotic," he said. "People were running in every direction. People were on the mezzanine. The second floor had a ledge that went all the way around the inside of the building's lobby. It was packed with people that were coming out of all the other stairwells". link

Quindi nelle sue dichiarazioni Pecoraro ad un certo punto non arriva a capire che un boeing aveva impattato (ipotizza un elicottero) e si spiega i danni, la fuliggine, le persone bruciate con una palla di fuoco scesa giù per i vani degli ascensori.

Rodriguez inoltre dice

Ho continuato a salire e al 33° piano ho trovato una donna a terra che non sapeva dov'era l'uscita; l'ho tirata su dicendo che dovevamo uscire e l'ho affidata ad altre persone che scendevano. Mentre ero lì ho distintamente sentito dal piano di sopra, il 34°, un rumore come di spostamenti di attrezzature pesanti, mi sono stupito perché quel piano era chiuso per ristrutturazione e in quel momento non ci doveva essere nessuno all'interno. Sentivo invece come un qualcosa di pesante che veniva trascinato. link

Joe Sharin (Joe Shearin, the 36 year-old Assistant Chief Engineer at the World Trade Center) dice:

Upon re-entering the building, Joe started to hear a rumbling sound. "I knew what was happening," he said. "That was Two World Trade Center starting to come down".

Ed è indubbio che Sharin avesse conoscenze più approfondite per capire quello che Rodriguez non sa spiegare ed associa alla cosa più similare che gli viene in mente.

Altra testimonianza delle persone bruciate dalla fiammata propagatasi dentro i vani ascensori tralasciando il resto della testimonianza di Pecoraro (soprattutto quando al crollo del WTC2 parla degli effetti del vento in prossimità del crollo nel piano terra del WTC1, comunque molto importanti che vi cosiglio di leggere) è l'intervista a Manu Dhingra.

In ultima analisi medesimi fatti assumono forme diverse per medesimi testimoni a seconda che siano impiegati delle pulizie o ingegneri a raccontarli.


Aggiornamento 1 novembre 2006

Sulla base di queste due immagini rispettivamente del WTC1 e del WTC2 tratte dal Building performance study.

Ricordando che i piani di impatto sono dal 94 al 98 per il WTC1 e dal 78 al 84 per il WTC2, abbiamo delle indicazioni sull'andamento degli ascensori facendo il confronto fra foto, presupponendo che le due torri avessero identica struttura.
Si può notare che
  • le due immagini non combaciano per mezza pianta oltre il corridoio centrale
  • rispetto alla pianta utilizzata ad inizio articolo vi è la mancanza di alcuni ascensori, cosa che permette di ricavare in alzato considerando i piani di impatto l'andamento degli ascensori con le altezze note dalla sezione laterale, ma in altra disposizione rispetto quest'ultima
  • esiste un gruppo di ascensori express che arriva direttamente ai piani di impatto ed è vicino ai vani degli altri ascensori facendo così da tramite di intercomunicazione fra il luogo dell'esplosione ed i piani inferiori, solo che anzichè essere posto di lato è posto al centro del core. La sostanza dell'articolo varia di poco ed a sfavore dei dietrologi visto che viene con queste immagini collegato anche l'altro gruppo di ascensori.
  • analogamente gli ascensori locali presentano una struttura a piramide più alti al centro del core e meno alti sui lati, cosa sensata per imporre il più possibile la simmetria dei carichi nel compresso strutturale
  • altre differenze sono lo spostamento delle scale in altre posizioni rispetto al posizionamento di base
  • lo spostamento di parte di queste da una parte all'altra di un corridoio rispetto i piani di impatto appare incongruente nel piano tecnico in cui i vani vengono ad essere collegati e le rampe di scale divengono intercomunicanti. D'altra parte mancano informazioni utili per definire al meglio quella zona dell'edificio.
Sulla base di queste piantine ho eseguito una nuova proiezione dei vani ascensori.




Aggiornamento 6 agosto 2008

James Meigs e David Dunbar di Popular Mechanics non citano propriamente lo studio su cui si basa la loro affermazione fatta nella trasmissione televisiva.
Tuttavia leggendo 11 settembre i miti da smontare (traduzione italiana di Debunking the Myth scritto da Popular Mechanics), vediamo che affermano a pagina 52 nel paragrafo Danni estesi I fatti:

Uno studio durato 3 anni è giunto alla conclusione che i rottami dell'aereo tranciarono le trombe degli ascensori di servizio del nucleo portante (core) di entrambe le Torri, creando condotti nei quali si diffuse carburante infuocato, disseminando distruzione ovunque negli edifici. Dopo un primo rapporto del maggio 2002 della Federal Emergency Management Agency (FEMA), il National Institute of Standards and Technology (NIST), un ramo del Departement of Commerce (Ministero per il Commercio), pubblicò il documento Final Report of the National Costruction Safety Team on the collapse of the World Trade Center nel settembre 2005...
Uno dei supplementi al rapporto dice che i "lobby degli ascensori furono particolarmente danneggiati [dagli schianti degli aerei], probabilmente per l'eccesso di carburante infuocato che scese lungo le trombe degli ascensori".

Il direttore delle indagini del NIST, Shyam Sunder, spiega che il carburante infuocato seguì semplicemente il percorso di minore resistenza. "Nel nucleo dell'edificio furono danneggiati molti vani di ascensori e di scale, che crearono un percorso in cui il carburante potè facilmente diffondersi verso il basso" racconta Sunder a Popular Mechanics.

Gli investigatori del NIST ascoltarono le testimonianze di oltre 1000 sopravvissuti e testimoni dell'attacco nel tentativo di comprendere l'evolversi dei danni agli edifici. Molti testimoni affermarono di aver visto incendi anche in zone lontane dai piani direttamente colpiti dagli aerei. Uno dei sopravvissuti (il NIST ha garantito l'anonimato dei testimoni in cambio della loro collaborazione) che si è trovato vicino ad un ascensore tra il 40° ed il 50° piano della Torre Nord ricorda: "Vidi l'ascensore davanti a me, ne uscivano fiamme. L'ascensore era chiuso, ma ne uscivano fiamme dalla fessura tra le porte e dai lati. Vidi un lampadario ondeggiare, si muoveva moltissimo... Un fumo nero cominciò a riempire il corridoio e divenne subito molto denso, in un attimo."
Un altro dei sopravvissuti che si trovava nei sotterranei della Torre Nord al momento dell'attacco ricorda: "Vidi qualcosa di arancione, grande e luminoso attraversare i sotterranei insieme al fumo...Dalla porta dei sotterranei schizzò fuori una palla di fuoco".
Gli investigatori hanno raccolto altre testimonianze secondo le quali "alcuni ascensori si schiantarono fin giù con impatti violenti ed assordanti. Al piano del lobby, le porte si squarciarono, facendo fuoriuscire fiamme che uccisero alcune persone" racconta James Quintiere, ordinario di ingegneria alla University of Mariland e consulente del NIST.
Una considerazione analoga è stata fatta nel film "11/9" di Jules e Gedeon Naudet...

L'incidente dell'Empire State Building del 1945 causò alcuni danni anche lontano dalla zona dell'impatto. L'ingegnere strutturista Levy fa notare che, quando il B-25 colpì l'edificio più rappresentativo di Manhattan, il carburante dell'aereo scese lungo le trombe degli ascensori e provocò incendi e danni negli atri di ingresso o lobby (vedi foto 19)...

Altre fonti sono i video amatoriali disponibili sul portale di videoshare YuoTube che mostrano famiglie e turisti salire su un ascensore che li porta dalla lobby fino al Top of the World.



Il video inquadra il contatore dei piani dell'ascensore dal numero 2 al 107.

Dalle piante del World Trade Center abbiamo che:


Un'ottima analisi delle cianografie del World Trade Center è disponibile nel sito 911stories di Mark Roberts.

Infine si può ricordare anche la pubblicazione del NIST: NISTNCSTAR1-4DDraft Smoke Management System.