2007/11/12

Debutta Loose Change Final Cut, che sbufala Zero

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale

È uscito pochi giorni fa Loose Change Final Cut, quarta edizione del popolare video complottista di Dylan Avery e Jason Bermas.

A conferma della svolta decisamente commerciale del complottismo statunitense, questa nuova edizione è esclusivamente acquistabile, o come DVD (nella foto qui accanto) a 19 dollari e 95 centesimi o come streaming scaricabile soltanto a pagamento (6 dollari e 95 cent per uno streaming che scade dopo 30 giorni, come mostrato qui sotto).



La grafica del video è indubbiamente di alto livello, ma è meglio badare alla sostanza senza lasciarsi distrarre dagli specchietti per allodole. Grazie ai colleghi di ScrewLooseChange possiamo pubblicare un primo rapido commento a questo Final Cut (nella speranza che sia davvero Final).

La prima cosa che colpisce è che Loose Change Final Cut sbufala quasi tutte le affermazioni fatte nelle versioni precedenti del medesimo video. Un bel dietrofront, non c'è che dire.

Di conseguenza, Final Cut sbufala anche il video Zero di Giulietto Chiesa. Finalmente persino Loose Change fa notare che il foro al Pentagono non è affatto largo "5 metri, ripeto, 5 metri di diametro" come invece afferma Dario Fo in Zero a o:31:25.

Lo squarcio al Pentagono viene invece mostrato da Loose Change in tutta la sua reale larghezza, documentata fra l'altro da queste fotografie, che a distanza di sei anni sembrano essere ancora sconosciute ai più:



Quello che i complottisti si ostinano a indicare come l'unico foro nella facciata è in realtà la parte di questo squarcio che si estende anche al primo piano, dove presumibilmente è penetrata la fusoliera del velivolo. Al piano terra qualcosa ha rimosso i muri e le finestre fra una colonna e l'altra, e ha anche rimosso o divelto alcune delle colonne della facciata. Che cosa? Può un missile produrre uno sfondamento largo e basso del genere?

La reale estensione dello squarcio si può notare anche meglio in questo dettaglio:


Tutte le immagini mostrate qui sopra sono cliccabili per vederle ad altissima risoluzione.

Loose Change Final Cut (d'ora in poi, LCFC per brevità) mostra anche l'abbondanza di rottami d'aereo presenti esternamente al Pentagono nonostante il velivolo sia penetrato nell'edificio, frammentandosi, e sia quindi in gran parte al suo interno. E anche qui sbufala Zero, che a 0:29:48 afferma che "ci si sarebbe ragionevolmente aspettati di vedere [...] pezzi d'aereo, valigie, rottami dappertutto, come in ogni disastro aereo. E invece no."

LCFC tiene invece compagnia a Zero con la teoria dei dirottatori ancora vivi. Si tratta invece di semplici omonimie, e su questo sono già stati spesi articoli, ma la domanda più semplice che si può fare è questa: se davvero questi dirottatori sono ancora vivi, come mai né LCFC, né Zero riescono a farceli vedere, neppure in una singola fotografia post-11 settembre?

LCFC si ritira però con imbarazzo dalla teoria delle postazioni antiaeree al Pentagono, che invece Zero sposa in pieno (con tanto di "prova" fatta mediante... un cartone animato). LCFC si limita a dire che "le autorità al Pentagono negano che l'edificio avesse difese antiaeree" e non dice altro. Chiediamo questo agli autori di Zero: se davvero esistono queste postazioni nel prato antistante il Pentagono, come mostra (a cartoni animati) il vostro film, come mai non siete in grado di mostrarle?

Ma LCFC non è certo immune da manipolazioni ed errori. Afferma che Saeed Al Ghamdi era un pilota dell'aviazione saudita; reitera la storia dei soldi che sarebbero stati mandati dai servizi segreti del Pakistan (presente in Zero a 1:39:30), che in realtà scaturisce da un singolo articolo non confermato di un giornale indiano di sei anni fa; tocca il caso Able Danger, che è la miglior maniera di sbufalare la teoria dei dirottatori inesistenti propugnata anche da Zero; e molto, molto altro.

Si noti che questi sbugiardamenti di Zero non sono opera di noi debunker, ma dei principali paladini del cosiddetto “movimento per la verità”. I complottisti si debunkano da soli. Se non fosse che ci sono di mezzo tanti, troppi morti, lo spettacolo sarebbe comico. Ma anche in considerazione del calibro dei personaggi che si sono prestati a queste fandonie, finisce per essere soltanto patetico.

Gli articoli originali di Screwloosechange dedicati a Loose Change Final Cut sono consultabili qui.

34 commenti:

alessandro ha detto...

Beh, se il complottismo si evolve in questo modo presto sarete disoccupati!

;-)

Giuliano47 ha detto...

Noooo... Paolo che debunka un debunker! Ma allora e' diventato un complottista :-)

massimo ha detto...

Certo che se cominciano a togliere le ipotesi più fantascientifiche il prodotto non si vende più bene come prima ... è per questo che i complottisti nostrani si tengono strette le loro teorie e le condiscono con prove alla "ufo-robot"

wells ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

Caro Wells,

se tu non avessi un tono così inutilmente aggressivo, potresti essere un buon debunker.

Hai dimostrato capacità di ricercare, sia pure dalla tua ottica pro-complotto, e questo è già un passo avanti rispetto a chi ripete a pappagallo tesi altrui.

Ma mi chiedo due cose: perché tanto livore contro di noi? Se c'è un errore, basta discuterlo civilmente. Se salti in testa alla gente così, non ti aspettare una reazione cortese e disponibile.

La seconda cosa che mi chiedo è questa: come mai ti lanci, anche questa volta, in una critica a un aspetto del tutto secondario di un articolo dedicato in realtà a tutt'altro? Tutto il resto ti va bene? Non trovi nulla di più importante da attaccare nel nostro lavoro? In tal caso, è un buon segno, vuol dire che è solido.

Vengo al merito della tua accorata obiezione.

Ora, per il poco che ho imparato io, quando il WSJ dice “it is a fact”, “it is a fact”.

Se prosegui le tue ricerche, scoprirai che il WSJ cita, come fonte, proprio il Times of India.

ABC, CNN, Fox e AP parlano di soldi mandati da qualcuno in Pakistan, non specificamente dall'ISI, e non c'è dubbio che i dirottatori siano stati finanziati. Di questi movimenti c'è traccia dettagliata nel Processo Moussaoui.

In conclusione, mi sembra che il tuo lavoro di ricerca stia sbufalando completamente i sostenitori dell'inesistenza dei dirottatori arabi, e di questo non posso che ringraziarti.

wells ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

«Opinion Journal» è il WSJ.

Lo so e lo sanno benissimo gli autori di 911Myths. Infatti lo hanno scritto.

Per il resto, ti invito a cambiare registro se vuoi avere risposte, perché francamente non vedo perché dovrei rispondere a chi usa un tono così inutilmente arrogante.

Ti ringrazio, comunque, delle ulteriori conferme dell'esistenza dei dirottatori arabi. Prova a parlarne con Moni Ovadia o con Giulietto Chiesa. Ti consiglio, però, meno livore anche con loro.

John ha detto...

Wells, continui a volerti dare arie di gran ricercatore, e ogni tanto qualcuno ci casca.

Non ti rendi nemmeno conto di ciò che scrivi, tanta è la smania di cercare errori altrui.

Hai scritto:

>Varadarian cita Henry-Levy, che lavora by extrapolating vigorously from hard information gathered from the Pakistani police, Indian intelligence and his own painstaking research."
...gente come Henry-Levy, Varadarian.
Intellettuali di prima categoria, che non ci pensano due volte a dire: “It’s a fact”.<

Mi suonava un po' strana quella frase di VARADARAJAN (si scrive così, a proposito) e guarda che cosa ha scritto il tuo eroe sull'altro tuo eroe:

Mr. Lévy is better described here as a forensic fabulist, who weaves his tale by extrapolating vigorously from hard information gathered from the Pakistani police, Indian intelligence and his own painstaking research. Sometimes his flights are so undisciplined as to be flights of fancy, in which he leaves the zone that might properly be called extrapolation and enters the sphere of pure imagination. This imparts to his book a lurid, haut-tabloid quality.

http://www.opinionjournal.com/
columnists/tvaradarajan/
?id=110004025

Levy viene descritto come uno che fa voli pindarici di fantasia. Il suo libro? Un giornale scandalistico...

A quell' "Extrapolating vigorously" hai voluto dare un significato positivo (ti suonava bene quel vigorously), invece significava l'opposto!

Citi male, non conosci bene l'inglese, riporti male i nomi...
però tenti di fare il fighetto, scrivendo frasi come: "giornale conservatore, che compravo quando ci scriveva Tom Wolfe".

A giudicare da ciò che scrivi, mi sa che compravi Lone Wolfe... il fumetto.


>Intellettuali di prima categoria, che non ci pensano due volte a dire: “It’s a fact”.<

Si vedono i tuoi intellettuali di prima categoria.
Uno di loro dice all'altro di essere un conta-favole.

Sei solo un bluff, Wells.
E nemmeno riuscito.

It's a fact.

wells ha detto...
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John ha detto...

Sì sì... ciao ciao Wells...

yos ha detto...

OT
Lone Wolfe... il fumetto.
Ma non erano libri games? :)

Ciao

PS
5 minuti fa ho appresi che esistono anche un
"Lone Wolf & cub" (manga)
ed un
"Lone Wolf - il re della solitudine" che credo che sia un fumetto

wells ha detto...
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Carlo Sanga ha detto...

Diamoci un taglio con questa inutile polemica, per carità.

E' chiaro dalla lettura dell'articolo di Varadarajan, che vi è da parte sua grande ammirazione nei confronti di BHL e che allo stesso tempo "rimprovera" al francese ciò che numerosissimi altri recensori e commentatori del libro su Daniel Pearl gli hanno rimproverato: continua commistione fra "realtà" e "fiction", eccesso di quella gallica retorica tipica dell'intellettuale "pubblico" etc.

Non c'é altro da aggiungere.

John ha detto...

Secondo me ha un problema di connessione, e sta continuando a dire cavolate e a citare male gli interlocutori, dimostrando totale scorrettezza e malafede o profondissima ignoranza.

Vedi "haute tabloid" facendo finta di non aver letto il "lurid" che lo precede. Probabilmente pensa che significhi "lurido".

Davvero un gran conoscitore del giornalismo...

wells ha detto...
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wells ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

A questo punto direi che potremmo chiamarla la "Sindrome di Wells" in tuo onore: l'accanimento ossessivo su un dettaglio microscopico di una vicenda complessa, mirato a trovare un appiglio minimo per screditare l'interlocutore ignorando tutto il resto del castello di prove.

Wells, non so se te ne sei reso conto, ma da Loose Change hai portato la discussione su Montale e su cosa pensa l'autore Tizio dell'autore Caio.

Come moderatore, ti invito a restare in tema.

Come persona che riceve le tue critiche livorose, ti invito a cambiare tono e toccare temi più pertinenti di Eugenio Montale, se vuoi essere ascoltato.

Grazie.

Eugenio Montale ha detto...
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wells ha detto...
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Paolo Attivissimo ha detto...

Montale, di professione, era un dipendente del «Corriere della Sera» ....

E tutto questo c'entra con la dinamica dell'11 settembre esattamente in che modo?

Wells, se non ti è ancora chiaro, ti sei accanito contro aspetti assolutamente secondari dei vari articoli contro i quali ti sei scagliato.

Hai ragione? Hai torto? Siamo nel campo dell'opinabile e delle valutazioni soggettive? E' irrilevante.

Tutte le tue ossessive ricerche (con il facile ausilio di Cooperative Research) non hanno cambiato la dinamica degli eventi di un millimetro.

Oh, certo, possiamo discutere fino al giorno del giudizio se Bojinka fosse o no un embrione del piano dell'11/9. Possiamo domandarci se una moglie disperata può sbagliarsi o meno sull'identificazione dell'origine di una telefonata. Possiamo chiederci chi, di preciso, ha trovato le scatole nere al Pentagono.

Ma nessuno di questi dettagli cambia la dinamica dell'11/9. Nessuno di questi dettagli dimostra la presenza di aerei fantasma, o di torri minate, o di aerei abbattuti in Pennsylvania, o di dirottatori inesistenti e/o ancora vivi.

E caso mai non fosse chiaro, è di questo che ci occupiamo, almeno finché non si sarà esaurito il baccano complottista.

Superato quel momento, si potrà tornare a disquisire di questi dettagli. Ma per ora, Wells, non è il caso e non intendiamo farci trascinare nell'improduttivo accanimento sulle virgole e sui punti che insisti a riproporre.

Abbiamo un lavoro un po' più importante da completare.

Buon proseguimento.

wells ha detto...
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Eddy ha detto...

Il fatto che la nuova versione di Loose Change ''sbufali'' le edizioni precedenti dello stesso, beh nn va molto a favore dei complottisti direi... Su quello che poi è il lavoro di gente come Chiesa io francamente stenderei un velo pietoso... Io ero alla festa del cinema di Roma e ho letto il commission report e francamente mi sembra che le teorie di chiesa siano d aprendere seriamente quanto il codice da vinci... sono manipolate e allestite a regola d'arte... x esempio mostrano il WTC7 solo dalla parte non danneggiata, mentre a Matrix si è visto benissimo il danno che aveva subito e le dimensioni dell' incendio che era divampato ! In nessuna parte del rapporto della commissione 11 settembre c'è mai scritto che : le torri sono crollate xkè l'acciaio a fuso le colonne portanti. C'è scritto bensì che la struttura si è indebolita. Certo che se il gruppo di Zero svolge le analisi mettendo in bocca agli esperti frasi mai pronunciate, beh allora i può sostenre tutto !!!

SirEdward ha detto...


E ci mancherebbe che io non usassi Cooperative Research.


Ma figurati. Fai benissimo ad utilizzare Cooperative Research. A me è stato utilissimo quando stavo studiando la questione Mineta.

Però, se citi Cooperative Research, dovresti citarlo come fonte...


Padronissimo di servirti da ScrewLooseChange, ma facciamo che ognuno si tiene il suo panettiere e vedrai che ci troveremo benissimo.


Perché? Cooperative research ha tante cose interessanti. Come la cronologia, ad esempio... Perché non dovremmo usarlo, eventualmente, come fonte?


Io non devo dimostrare la presenza di nessun aereo fantasma né di nessuna torre minata.


Continuo a non capire dove vuoi andare a parare. Tutta la storia delle telefonate del volo 93 non era per dimostrare che il volo 93 era "manipolato", per così dire?

Altrimenti tutta la tua argomentazione di quella volta non ha alcun senso... Non qui su undicisettembre, per lo meno.

Stai dicendo, ad esempio (anche se ormai la discussione è girata in almeno due o tre articoli), che l'operazione Bojinka (ideata da estremisti islamici) era come l'11 Settembre. E lo stai urlando con livore per...

1) se per dimostrare che l'11 settembre non è stato fatto dagli islamici... Non ha senso! Citi un esempio di tentativo di attentato islamista facendo notare che è uguale all'11 settembre... per negare l'11 settembre di matrice islamica! E' folle. Ti stai massacrando da solo.


2)Se invece stai berciando sull'operazione Bojinka per dimostrare che invece sì! l'11 settembre è opera di estremisti islamici... Ma perché ti arrabbi? E' la versione che sostiene l'intero gruppo undicisettembre!
L'attentato poteva essere previsto? Perché ti irriti, è la tesi sostenuta dall'articolo di Hammer... Ancora una volta ti stai massacrando da solo.

Wells, davvero, non capisco cosa tu stia cercando di dimostrare...

Eddy ha detto...

Se a qualcuno interessa e magari non lo ha già visto, qui potete trovare il video di Mazzucco a confronto con quello di Attivissimo e capirete molto bene dove stà la verità !

http://www.matrix.mediaset.it/videogallery/2007/09/07/videogallery.shtml

I complottisti sostengono che loro soli hanno la verità... beh visto che tutto quello che producono : libri, film, documentari sono a pagamento beh anche noi abbiamo la loro verità... Cercano solo di arricchirsi sul dolore di 3000 persone !!!

John ha detto...

Sir Edward, Wells come Stuart cerca solo di rendere illegibili i commenti accanendosi in osservazioni minuziose che non portano da nessuna parte.

Cooperative Research è un'ottima "fonte di fonti" (non una fonte) e Wells sembra convinto di saperci trovare la soluzione al suo problema irrisolto (trovare nostri errori) senza aver ancora capito che quella fonte la usiamo e vagliamo noi prima di lui, per cui lì non troverà nulla che già non sappiamo e già non abbiamo vagliato.

Trovo invece molto interessante questa frase di Wells:
"tu sei rimasto a un complottismo di epoca antidiluviana"
che pare proprio riferita al complottismo che nega i dati di fatto.
E con buona pace di Wells, quello è ancora il complottismo trainante dei suoi compari.

Il complottismo moderno a cui evidentemente appartiene Wells, è invece quello di chi - compreso di aver perso la partita sui dati di fatto - preferisce basarsi su testimonianze pescate qua e là e articoli di giornale, di modo che risulti più difficile da sbugiardare (pensano loro).

Ma una buffonata resta una buffonata, anche se è una "moderna" buffonata, e il complottismo vecchio e nuovo, quello di Mazzucco o quello di Wells, dimostrano di non essere nient'altro.

brain_use ha detto...

John:
"Wells come Stuart cerca solo di rendere illegibili i commenti accanendosi in osservazioni minuziose che non portano da nessuna parte."

Quoto.
Non ha altro senso il suo modo di procedere.


"Il complottismo moderno a cui evidentemente appartiene Wells, è invece quello di chi - compreso di aver perso la partita sui dati di fatto - preferisce basarsi su testimonianze pescate qua e là e articoli di giornale, di modo che risulti più difficile da sbugiardare (pensano loro).

Mi permetto di quotare anche questo.
Ormai sembrerebbe che sia tutto un gioco di citazioni, anche incrociate.
Mi ricorda un po' certa cultura medievaleggiante, basata sulla citazione di citazioni, anzichè sulla ricerca dei dati scientifici.

wells ha detto...
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John ha detto...

Il debunkismo moderno quale sarebbe...

Non è mai cambiato: si fanno rilevare le cavolate che scrivono i complottisti, vecchi e nuovi.

Le teorie del complotto cambiano ogni giorno (sono centinaia: ancora devono decidersi su cosa ha colpito il Pentagono, che fine ha fatto il Volo 93 e se le TT sono cadute per esplosivi, termite o raggi cosmici o micro-nuke, se sono stati gli ebrei o gli uomini lucertola o gli americani o gli illuminati o i berserker)

la verità è sempre una sola.

wells ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
wells ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
John ha detto...

Ma la versione ufficiale, nel suo insieme, è ancora più fantastica

Infatti non esiste.

Esiste solo la verità, senza alcun appellativo di "ufficiale".

Ed è fantastica solo per chi ignora o vuole ignorare i fatti e preferisce credere alle fandonie.

lixuxis ha detto...

Salve! Saluto tutti. C'è un sito, o meglio un tale Mazzuco (sito luogocomune.net) che si spaccia per il divulgatore della verità... Ora questo tale...chiede SOLDI per mantenere il sito. Non si acontenta con 10 Euro. Vuole almeno 15.000 Euro /mese ... e chi dovrebbe pagarlo? Beh è semplice... ;)

John ha detto...

Mazzucco... Mazzucco... dove ho già sentito questo nome?

Zret ha detto...

«Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell'intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso 'confessa' che Al Qaeda sarebbe stato l'autore dell'attentato dell'11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d'America e d'Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l'aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo - conclude Cossiga - nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l'ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!».

F. Cossiga

Darkshadow