2026/09/22

La CIA ha rilasciato 71 President's Daily Brief precedenti all'11/9

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In occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati dell'11 settembre, la CIA ha rilasciato settantuno President's Daily Briefs (il rapporto quotidiano del Presidente, spesso abbreviato con l'acronimo PDB) risalenti al periodo compreso tra il 13 febbraio 1998 e il 12 settembre 2001. Il lasso temporale coperto fa quindi riferimento alle amministrazioni Clinton e Bush. I documenti sono ancora largamente censurati, ma contengono comunque molte informazioni importanti sulle minacce terroristiche che al-Qaeda rappresentava per gli USA e anche sul ruolo di Osama bin Laden in Afghanistan.


I documenti sono disponibili sia come lotto integrale che come pdf singoli.

Molti dei documenti riportano che bin Laden stava sviluppando armi chimiche e biologiche attraverso le relazioni di al-Qaeda con aziende considerate legittime e che stava pianificando attentati di vario genere contro obiettivi americani, sia negli USA sia in altri Stati come Pakistan, Arabia Saudita, Libano o Malesia. Il President's Daily Brief del 3 luglio 1998 riferisce che al-Qaeda stava valutando un attentato contro un centro commerciale a Washington, il rapimento di una persona il cui nome è censurato e la possibilità di condurre attacchi non meglio specificati contro obiettivi USA in Stati esteri e nelle città di New York e Washington. Altri documenti risalenti agli ultimi mesi del 1998 riportano invece le intenzioni di al-Qaeda di condurre attentati con aerei, che terroristi legati ad al-Qaeda si stavano addestrando a dirottare aerei e che bin Laden intendeva far schiantare un aereo con esplosivi in una città americana. Il 21 luglio 1999 viene anche riportato che al-Qaeda aveva condotto un dry run di un attentato contro il quartier generale dell'FBI.

Dai documenti rilasciati emerge anche come bin Laden avesse un ruolo attivo nella produzione e nel mercato della droga, avendo sostenuto finanziariamente e con il contributo di scienziati esperti lo sviluppo di droghe che danno forte dipendenza, come le metanfetamine e l'ecstasy. Queste informazioni contraddicono quanto riportato dalla 9/11 Commission nel 9/11 Commission Report, in cui scrive nel capitolo A Money Trail? che no reliable evidence that Bin Ladin was involved in or made his money through drug trafficking [non ci sono prove credibili che Bin Laden sia stato coinvolto nel o che abbia tratto finanziamenti dal traffico di droga].

Un altro aspetto che emerge è il rapporto spesso conflittuale tra bin Laden e il Mullah Omar, dovuto anche alle intenzioni di bin Laden di colpire gli USA. Il 7 maggio 1999 viene riportato che il Mullah era sempre più infastidito dalla presenza di bin Laden e che stava cercando soluzioni per espellerlo. Il memo del 26 luglio riporta che bin Laden avrebbe promesso ai Talebani di non avere intenzione di attaccare gli USA per primo, ma solo in risposta ad azioni americane in Afghanistan, evento che la stampa pakistana riteneva imminente. Tuttavia gli stessi Talebani erano scettici sulla veridicità di tale promessa del terrorista e avevano impedito a bin Laden di parlare con giornalisti occidentali per evitare che usasse i media come mezzo per inviare minacce. L'anno seguente il rapporto tra al-Qaeda e i Talebani apparve ancora più complesso, con la notizia che il Mullah avesse condannato a morte alcuni funzionari del suo governo che si erano opposti alla decisione di ospitare bin Laden in Afghanistan.


Il PDB del 17 agosto 2000 riferiva di nuovo che nel governo dei Talebani cresceva il nervosismo per la presenza di bin Laden e che il Mullah lamentava il fatto che al-Qaeda stesse diventando troppo radicale, preoccupazione che suona quantomeno bizzarra se espressa dal leader di uno dei governi più estremisti del mondo. Il Mullah comunque aveva per il momento escluso la possibilità di espellerlo, anche considerando che consegnarlo agli USA avrebbe aumentato la pressione esterna per i diritti umani e non sarebbe stata di alcun aiuto per il governo di Kabul. Il Mullah aveva anche respinto la proposta di bin Laden di pagare 100 dollari al mese ai combattenti talebani, per evitare che questi diventassero più fedeli ad al-Qaeda che al governo stesso. Il 26 marzo 2001 la nota della CIA confermava che i Talebani non avevano intenzione di consegnare bin Laden agli USA se non in cambio di aiuti economici per la ricostruzione del Paese e del riconoscimento del loro governo.

Il lotto contiene anche l'ormai celeberrimo memo Bin Ladin Determined To Strike in US dell'agosto del 2001, pubblicato nel 2004, secondo cui persone di al-Qaeda negli USA si stavano preparando a compiere dei dirottamenti, e si chiude con il Situation Report del 12 settembre 2001, il giorno dopo gli attentati, che riporta che ci fossero forti evidenze del fatto che al-Qaeda avesse intenzione di condurre attentati distruttivi contro obiettivi americani. Il memo aggiunge che bin Laden aveva avuto un forte scontro con il Mullah Omar al quale aveva riferito di stare pianificando un attentato che avrebbe fatto gravi danni agli Stati Uniti. Bin Laden si era anche spostato da Kandahar a Kabul, forse aspettandosi un'operazione militare nella città in cui era noto che si trovasse.

Dai documenti rilasciati emerge quindi come alla CIA fosse ben noto che al-Qaeda stesse pianificando attentati contro obiettivi americani anche all'interno degli USA stessi e conferma come il più grande degli errori di intelligence sia stato, come rilevato anche dal 9/11 Commission Report, non aver unito le informazioni e non averle condivise con le altre agenzie investigative.

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