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2011/07/30

Morto Danny Jowenko, esperto olandese di demolizioni controllate

di Paolo Attivissimo

Numerose fonti segnalano la morte di Danny Jowenko, esperto olandese nel campo delle demolizioni con esplosivi, in un incidente stradale il 16 luglio scorso (Mensenlinq/de Gelderlander, Hart Van Nederland, HvZeeland, PZC). Aveva 55 anni.

Il sito della sua azienda, la Jowenko Explosieve Demolitie BV, non riporta alcuna notizia in questo senso. L'incidente, secondo queste fonti, è avvenuto a Serooskerke. L'auto di Jowenko si è schiantata contro un albero.

Danny Jowenko veniva spesso indicato dai sostenitori delle tesi alternative come un esperto che confermava le loro argomentazioni. Va ricordato, però, che se Jowenko aveva affermato di ritenere che il WTC7 fosse stato demolito, era stato altrettanto categorico nel dichiarare impossibile una demolizione con esplosivi delle Torri Gemelle.

In un documentario della TV olandese del 2006, Jowenko aveva fatto questa dichiarazione a proposito dei crolli delle Torri Gemelle: "Non possono essere stati esplosivi, perché c'era un incendio enorme. Se ci fossero stati esplosivi, si sarebbero già bruciati; cosa più importante, prima di bruciarsi sarebbero esplosi i loro inneschi, a 320°C, per cui sarebbero scoppiati prima.... ha semplicemente ceduto, a ciascun livello il peso era semplicemente troppo... non ditemi che hanno piazzato esplosivi su tutti e cento i piani, non è possibile."

Per contro, a proposito del WTC7, aveva dichiarato: "Questa è una demolizione controllata... è stato fatto implodere. Questo è stato un lavoro su commissione svolto da una squadra di esperti." Va detto che la sua osservazione sul WTC7 fu fatta prima che sapesse che si trattava di un edificio crollato l'11 settembre e che dopo averlo saputo Jowenko espresse molte perplessità: "Sul serio? Hanno lavorato veramente sodo, allora... È un lavoro da professionisti, senza dubbio, sanno esattamente quello che stanno facendo.... ci vorrebbero persone esperte, ma se si avessero a disposizione trenta o quaranta persone, due con la fiamma ossidrica, altri che liberano le pareti, altri ancora che collegano le micce e i booster, tutto questo dev'essere coordinato, e un'altra persona che colleghi tutti i sistemi elettronici ed ecco fatto."

Le perplessità aumentarono quando, nel corso della medesima intervista, gli fu fatto notare che l'edificio era in fiamme e che l'intervento di demolizione sarebbe dovuto avvenire durante l'incendio: "...è strano, sono d'accordo, non sono in grado di spiegarlo."

I sostenitori delle tesi alternative si sono affrettati ad insinuare che Jowenko sia stato "eliminato" per farlo tacere a proposito del WTC7 (Citizen Investigation Team; Salem News; My Catbird Seat). Ma viste le sue posizioni sul crollo delle Torri Gemelle, si potrebbe insinuare altrettanto assurdamente che sia stato "eliminato" dai complottisti per zittire una voce scomoda ed esperta che li smentiva.

Da parte di Undicisettembre, oltre al cordoglio per la scomparsa dell'uomo, c'è il rammarico al pensiero che Danny Jowenko non potrà più chiarire le proprie posizioni e difendersi dalle manipolazioni delle sue parole.

2010/07/14

Tom Sullivan e i demolitori demoliti

di Brain_Use e Hammer

Nel luglio del 2010 il sito del gruppo "Architects and Engineers for 9/11 Truth" ha pubblicato un articolo che riporta il parere di un sedicente professionista delle demolizioni controllate, il quale sostiene che le Torri Gemelle e l'edificio 7 del World Trade Center furono demoliti con cariche da taglio esplosive RDX innescate da detonatori wireless. Il nome del professionista in questione è Tom Sullivan, ex dipendente della Controlled Demolition Inc.

La prima considerazione che viene spontanea è che il mondo del complottismo ha cambiato tesi per l'ennesima volta. Infatti le versioni alternative più recenti proposte dai complottisti (per esempio Steven Jones e Niels Harrit) riguardavano nanotermite applicata alle colonne del World Trade Center con dei pennelli, mentre questa volta si tratta di cariche in grado di fare crollare palazzi senza lasciare alcuna traccia.

È naturale chiedersi come i cosidetti "truthers" sperino di essere presi sul serio da qualcuno se cambiano teoria ogni pochi mesi e se ogni volta le loro teorie non sono supportate da prove, ma facciamo comunque lo sforzo di entrare nel dettaglio di quanto dice Tom Sullivan per verificare se ci sia qualcosa di meritevole.

Stupisce anzitutto che Sullivan tragga le proprie conclusioni solo sulla base dei video dei crolli, cioè senza avere operato alcuna analisi sulla macerie, e che citi come argomento a proprio favore l'effetto degli esplosivi nei film d'azione ("Guardate in qualsiasi film d'azione", dice testualmente, come vedremo). Ma i siti complottisti italiani, come MegaChip e Antimafia Duemila, sembrano non aver fatto nemmeno queste semplici considerazioni, dal momento che hanno pubblicato una traduzione dell'articolo di AE911Truth in modo del tutto acritico.



Chi è Tom Sullivan

Chiariamo innanzitutto che nell'intervista concessa ad AE911Truth, Sullivan precisa immediatamente che "In nessun caso mi presento come portavoce per il CDI, e quello che ho da dire lo dico per esperienza e formazione personale". La Controlled Demolition Inc. infatti ha espresso tutt'altra posizione, come vedremo in seguito.

È interessante dunque qualificare la sua esperienza e formazione personale. Sappiamo già dall'intervista che Sullivan ha lavorato per la Controlled Demolition Inc. Ma in che ruolo? L'articolo di AE911Truth ce lo presenta come fotografo prima e come impiegato nella collocazione delle "cariche da taglio" poi.

Come referenza ci viene presentato il suo biglietto da visita per la Controlled Demolition Inc. dal quale risulta appunto la sua funzione aziendale: "Staff Photographer". Ad integrazione di tale ruolo, evidentemente insufficiente a qualificarsi come "Esperto di demolizioni", Sullivan ci presenta il suo certificato di abilitazione al ruolo di "Powder Carrier" rilasciato dal FDNY, il New York City Fire Department, i Vigili del Fuoco di New York.

Ma cosa fa un "Powder Carrier" nell'ambito delle demolizioni controllate? Ci viene in aiuto proprio il FDNY, che spiega nel documento Materiale di studio per l'esame per il Certificato di idoneità per POWDER CARRIER:

The Powder Carrier is essentially an apprentice Blaster, assisting the Blaster with loading: (preparing primer cartridges and charges, wiring / hookup, setting off the shots) and paperwork, such as recording quantities of explosives used and shot times

Il Powder Carrier è essenzialmente un Apprendista demolitore, che aiuta il Demolitore nella preparazione della carica (preparazione delle cartucce di innesco e delle cariche, collegamento dei cavi, attivazione dell'esplosione) e nel lavoro d'ufficio, registrazione delle quantità di esplosivo impiegate e dei tempi di brillamento.

Notiamo per inciso che la sua licenza di apprendista rilasciata dal NYC Fire Department è del 9 luglio 2001 – appena due mesi prima dell'11 settembre – eppure questo non gli impedisce di affermare che "sin dal primo giorno sapeva che la distruzione del World Trade Center 7 durante l’11 settembre era una classica implosione controllata". Vien da chiedersi, fra l'altro, perché abbia taciuto per nove anni.

Nonostante l'esame della documentazione riportata da Sullivan chiarisca bene il livello di competenza effettivo dell'ennesimo "Esperto di demolizioni" presentato dai siti cospirazionisti, non è certo nostra intenzione introdurre un argomento ad hominem, giacché le fallacie contenute nelle affermazioni di Sullivan riportate da AE911Truth sono di tale entità che sono le sue stesse dichiarazioni a sbugiardare la tesi di partenza della presunta demolizione controllata, come vedremo ora.



Come stanno in realtà le cose

Una delle prime affermazioni di Sullivan (per l'italiano abbiamo impiegato direttamente la traduzione di Megachip) è che

once you gain access to the elevator shafts…then a team of expert loaders would have hidden access to the core columns and beams. The rest can be accomplished with just the right kind of explosives for the job. Thermite can be used as well.

una volta ottenuto l’accesso alle condutture degli ascensori ... allora un team di esperti di esplosivi avrebbe potuto accedere di soppiatto alle colonne e travi all’interno. Il resto verrebbe compiuto semplicemente con il giusto tipo di esplosivi per l’opera. Si può usare bene la termite.

Nota: la traduzione di Megachip è errata nell'ultima frase: "Thermite can be used as well" non vuol dire "si può usare bene la termite", ma "si può usare anche la termite".

Non è chiaro come questa presunta semplicità di collocazione delle cariche esplosive si possa conciliare con quanto poco prima aveva affermato lui stesso a proposito dei lavori di entità molto più modesta che aveva avuto modo di seguire lavorando con Controlled Demolition Inc.:

the days began early, around 6 a.m., and they would work until the sun was down

many weeks are required to “prep,” or weaken the buildings before demolitions

la giornata di lavoro iniziava presto, intorno alle 6 del mattino, e si lavorava fino al tramonto

la preparazione richiede diverse settimane per "indebolire" gli edifici prima delle demolizioni

Quest'ultima affermazione invece è perfettamente coerente con quanto affermano i veri esperti di demolizioni; addirittura Danny Jowenko si è spinto ad ipotizzare almeno un anno di lavori intensivi per poter ipotizzare una demolizione controllata al WTC.

Inoltre, se le ipotetiche cariche esplosive fossero state davvero collocate sulle colonne centrali come dice Sullivan, queste colonne sarebbero state le prime a cedere, trascinando con loro il resto dell'edificio. Ma la documentazione fotografica dei crolli mostra esattamente il contrario: le colonne centrali furono l'ultima parte a crollare, tanto che rimasero brevemente in piedi dopo che il resto delle Torri Gemelle era precipitato al suolo.

Notiamo anche, tra l'altro, come già in questa dichiarazione preliminare sia stata introdotta la consueta confusione esplosivo/termite a disposizione dei prossimi sviluppi della tesi cospirazionista.

Un secondo punto affrontato dall'articolo di AE911Truth è la mancanza assoluta di ritrovamenti fra i detriti delle Twin Towers di resti di cavi per le detonazioni (come quelli gialli nell'immagine a fianco, demolizione del Philadelphia Civic Center) e di involucri per cariche di taglio.

Sullivan, interrogato in proposito, nota:

Remote wireless detonators have been available for years. Look at any action movie -- and of course the military has them. The reason most contractors don’t use them is that they are too expensive -- but in a project with a huge budget it would be no problem.

I detonatori telecomandati senza fili esistono da anni. Guardate in qualsiasi film d'azione. E, naturalmente, i militari li hanno. Il motivo per cui la maggior parte dei fornitori del servizio non li adopera è perché sono molto costosi, ma in un progetto con un grandissimo budget non ci sarebbe alcun problema.

Crediamo non occorrano commenti alla prima affermazione che dimostra, se non altro, che Sullivan conosce bene la serie cinematografica di Die Hard.

In effetti esistono due tipologie di impiego dei detonatori senza fili: quelle militari e quelle civili nelle cave di ghiaia e di pietra. Si tratta in entrambi i casi di tipologie di impiego ben diverse rispetto ad una demolizione controllata e che presuppongono un modesto numero di cariche esplosive simultanee, nessun problema di sincronia e la verifica preliminare dell'assenza di segnali di interferenza. Inoltre non escludono affatto l'esigenza di impiego di cavi per detonatori, ma permettono semplicemente di eliminare la sola connessione fisica fra il dispositivo di innesco e il comando remoto.

Dunque, se Sullivan avesse ragione e un dispositivo wireless fosse stato impiegato per il segnale di innesco delle presunte cariche, si sarebbero dovuti ritrovare tra le macerie non solo i consueti resti di cavi per detonatori, ma in aggiunta ad essi, anche innumerevoli resti di ricevitori wireless.

Nell'articolo viene quindi mostrata una immagine esemplificativa di questi "sistemi di detonazione moderni senza fili come quello prodotto da HiEX" (cit.), che dovrebbe corroborare le affermazioni di Sullivan ma che in realtà finisce col confermare quanto abbiamo appena sottolineato. Si tratta infatti dello HiEx Teleblaster II, di cui è possibile trovare le specifiche sul sito del produttore. Si scopre così che si tratta di un sistema usato appunto per il brillamento delle cariche nelle cave e non nelle demolizioni. Da nessuna parte nel sito del produttore inoltre si sostiene che esso possa in alcun modo sostituire i cavi per detonatori.

C'è un ulteriore problema che Sullivan ignora relativo all'uso dei dispositivi wireless: quello delle interferenze elettriche. I detonatori radio sono infatti molto sensibili alle interferenze provenienti da cellulari, reti wireless, computer, per non citare l'enorme antenna della Torre Nord: decisamente una zona inadatta all'impiego di detonatori senza fili.

In ultimo la teoria di Sullivan non considera quanto siano problematiche le trasmissioni radio all'interno di strutture d'acciaio. Proprio l'11 settembre tale difficoltà fu riscontrata da pompieri e polizia le cui radio non funzionarono a dovere nelle scale delle due Torri. Secondo Sullivan, l'esplosivo sarebbe stato piazzato sulle colonne del core, dove la difficoltà delle comunicazioni è ancora maggiore di quanto sia sulle scale proprio perché le colonne si trovano più all'interno.

Prosegue poi Sullivan:

As for the casings -- everyone in the industry, including Blanchard, would know that RDX explosive cutter charges are completely consumed when they go off -- nothing is left.

Stesso discorso per gli involucri: tutti, in questo settore, compreso Blanchard, dovrebbero ben sapere che le cariche da taglio esplosive RDX, una volta esplose, vanno completamente distrutte, non rimane nulla.

È importante notare che non è affatto vero che gli involucri per cariche da taglio vengano completamente distrutti dalle esplosioni, come ci ricordano i veri demolitori (si vedano per esempio i resti di cariche da taglio dopo la demolizione del Philadelphia Civic Center nell'immagine a fianco).

And in the case of Thermite cutter charges, that may also be the case. Thermite self-consuming cutter charge casings have been around since first patented back in 1984.

E nel caso delle cariche da taglio con la termite, è la stessa cosa. Gli involucri per cariche da taglio alla termite che si auto-consumano sono sulla piazza sin dal loro primo brevetto nel 1984.

A supporto di quest'ultima affermazione viene riportata l'immagine di un presunto brevetto del 1984 di un involucro per cariche da taglio alla termite che si auto-consuma e che non lascerebbe altra traccia che del "molten iron" (sic), ossia "ferro fuso".

Peccato che il brevetto in questione sia riferito in realtà a un "Sistema di ignizione che utilizza un piccolo nocciolo di termite per innescare la carica principale di un razzo o altro genere di propulsore", come si legge nell'originale del brevetto.

La descrizione del dispositivo specifica anche le sue dimensioni ("1/4″ x 3/8″ with an opening of about 1/32″"), evidentemente incompatibili con la descrizione che ne fa AE911Truth (e praticamente tutti i siti complottisti nostrani al seguito).

Nella parte finale dell'articolo, le affermazioni di Sullivan diventano le solite già sentite più volte e che si possono riassumere in questi punti: il crollo del WTC7 somiglia proprio ad una demolizione controllata (e chi ha mai detto il contrario? Somiglia, come dice lo stesso Jowenko nella prima parte di questa intervista, prima che gli vengano rivelate le condizioni effettive dell'edificio), il medesimo WTC7 potrebbe essere stato demolito minando solo i piani più bassi, le demolizioni controllate producono pochi danni collaterali e il botto dell'esplosione non sarebbe stato unico ma una serie di esplosioni più ridotte per culminare nella più classica prova cospirazionista:

I knew it was an explosive event as soon as I saw it, there was no question in my mind

Sapevo che era un evento legato all’uso di esplosivi non appena l'ho visto, non avevo il minimo dubbio

In altre parole, secondo lui non si sarebbero dovuti udire i botti delle esplosioni (quelli che non si sentono qui, ad esempio...) e le conclusioni del NIST e degli innumerevoli esperti di demolizione che non hanno trovato traccia di demolizioni negli edifici del wtc non contano perché lui ha visto. Tipico.

C'è un'ultima affermazione di Sullivan che vale la pena di sottolineare:

Fire cannot bring down steel-framed high rises -- period.

Gli incendi non possono radere al suolo edifici di grande altezza con struttura in acciaio. Punto.

Davvero? Ecco qualche esempio di edificio con struttura in acciaio abbattuto da un incendio. Vedremo più avanti cosa ne pensano ingegneri strutturisti e demolitori.



Truthers vs. truthers

Tutti questi errori, omissioni e vere e proprie manipolazioni, come quelle del brevetto e dei dispositivi wireless, non erano poi così difficili da rilevare. Tant'è che, a differenza delle varie grancasse nostrane (da Megachip a Pino Cabras) che si sono limitate a tradurre senza alcun senso critico l'articolo di AE911Truth, oltreoceano fra gli stessi complottisti c'è chi ha notato l'inconsistenza delle tesi di Sullivan.

Infatti un blog statunitense appartenente alla categoria dei Truthers, quello di Scott Creighton, sostenitore acceso della tesi delle demolizioni controllate, dedica due articoli a quello che secondo lui si dimostra:

part of a willful and deliberate act to undermine the credibility of AE911Truth

parte di un atto volontario e deliberato di screditare AE911Truth

Creighton si riferisce specificamente all'articolo contenente l'intervista a Sullivan. In "The Poorly Scripted Cognitive Infiltration of AE911Truth and Tom Sullivan’s Lies of Omission", Creighton prende per buone le affermazioni di Sullivan a proposito della sua qualifica ma smonta gran parte delle tesi presentate, mentre in "Major Problems with Tom Sullivan’s AE911Truth “Interview" addirittura si spinge ad affermare che:

There are major problems with this story that can only be explained by deliberate deceit.

Ci sono delle problematiche importanti in questa vicenda che si possono spiegare solo con un inganno volontario.

Per esempio, è il medesimo Creighton a dimostrare che il brevetto del 1984 mostrato da AE911Truth come relativo a un "involucro per cariche da taglio alla termite che si auto-consuma" è in realtà tutt'altro. Creighton nota giustamente che il brevetto è stato evidentemente letto ed utilizzato da AE911Truth per riprodurlo con una operazione di copia e incolla di due diverse parti, ma la descrizione del dispositivo è stata del tutto rimaneggiata e le sue dimensioni ignorate fino ad arrivare a una

deliberate manipulation of the source material to support the claim of Tom Sullivan that “thermite cutter charges” existed as early as 1984 and that they had “self-consuming casings” which would explain why they were not discovered in the debris at Ground Zero.

manipolazione intenzionale del materiale originario per supportare le affermazioni di Tom Sullivan che le "cariche da taglio alla termite" esistevano già dal 1984 e che c'erano degli "involucri che si auto-consumano", che spiegherebbero perché non ne furono trovati nei detriti di Ground Zero

In realtà Creighton tende a giustificare Sullivan ipotizzando che le manipolazioni siano state fatte da AE911Truth in seguito, ma in effetti poco importa chi abbia manipolato immagini e informazioni: il risultato finale è che le ennesime rivelazioni provenienti dal mondo del cospirazionismo si sono dimostrate, come al solito, completamente inconsistenti.

La sua conclusione:

This kind of behavior is completely unprofessional and AE911Truth must produce a retraction as quickly as possible. Not only is the article being reposted on almost every single Truth site, but the admins have emailed it out to thousands of AE members who will certainly pick up on this… as will our debunkers I am sure.

Questo tipo di comportamento è del tutto privo di professionalità e AE911Truth deve produrre una ritrattazione il più in fretta possibile. Non solo l'articolo è stato ripubblicato praticamente in ogni singolo sito complottista, ma gli amministratori l'hanno inviato per email a migliaia di membri di AE che certamente lo criticheranno... così come faranno i nostri debunker, ne sono certo.

In effetti, innumerevoli debunker oltreoceano hanno già notato l'inconsistenza delle tesi di Sullivan, così come stiamo facendo noi ora. Sul fronte cospirazionista però, pare che ai sostenitori del complotto interessi più copia incollare qualsiasi castroneria supporti anche solo apparentemente le loro tesi che investigare davvero la verità.

Dopo questa ennesima figura barbina di AE911Truth, a noi sembra non sia rimasto poi granché da "screditare", visto che in 9 anni di ricerca questo è il massimo che AE911Truth sia riuscito a produrre.

Ed è quasi un peccato che Creighton, che si dimostra buon debunker, non abbia tratto quest'ultima conclusione, che cioè dietro al cospirazionismo undicisettembrino non ci sia altro che il tentativo di vendere libercoli e vuote conferenze per un pubblico poco attento, come quelle che attendono ora Tom Sullivan.



Cosa dicono i veri esperti di demolizioni

Contrariamente a quanto sostenuto da Tom Sullivan, i veri professionisti delle demolizioni controllate hanno sempre escluso la possibilità che le Torri Gemelle siano state demolite con esplosivo.

Come riportato nel libro "Debunking 9/11 Myths" edito dalla rivista Popular Mechanics (di cui esiste una traduzione in italiano curata da Undicisettembre intitolata "11 settembre: i miti da smontare"), Mark Loizeaux, presidente della Controlled Demolition Inc., ha sostenuto che non esiste modo di demolire edifici così grandi con esplosivo.

Le cariche necessarie peserebbero ciascuna centinaia di chili e quindi non sarebbe possibile portarle a mano dentro ai palazzi. Inoltre le cariche esplosive più grandi che siano disponibili attualmente sono in grado di tagliare l'acciaio fino allo spessore di 3 pollici (7,6 cm). Lo spessore delle colonne delle Torri Gemelle era invece di 14 pollici (35 cm). Ciò nonostante, sempre secondo Loizeaux, anche se esistessero cariche esplosive adatte, una squadra di 75 uomini avrebbe impiegato due mesi, avendo libero accesso ai tre palazzi, per rimuovere le protezioni antincendio e piazzare le cariche e i cavi di innesco. Il commento finale di Loizeaux è lapidario: "There's just no way to do it".

Anche il più grande esperto italiani di demolizioni con esplosivi, Danilo Coppe, escluse la possibilità di una demolizione controllata. In un'intervista rilasciata a ADNKronos-IGN, Coppe dichiarò che:

La tesi è stata costruita in modo interessante e accattivante. Devo dire che guardando questi documentari pro-complotto, io stesso li ho reputati costruiti bene e queste teorie convincenti. In realtà non sono suffragate da nessun elemento tecnico, ma al contrario ne esistono tanti a dimostrazione esattamente del contrario.

La struttura architettonica delle Twin Towers era a travi reticolari, quindi delle strutture particolari molto agili, molto snelle, che però purtroppo, se compromesse in modo radicale, determinano quello che si chiama poi "collasso progressivo", che è quello che ha determinato un crollo simile, assimilabile a quella di una demolizione controllata.

In effetti non è tanto il crollo delle Twin Towers che assomiglia a una demolizione controllata, ma la demolizione controllata ricrea le condizioni uguali a quelle che hanno determinato il crollo delle Twin Towers.

L'esperto olandese Danny Jowenko, intervistato dal programma televisivo "Zembla", ha escluso la possibilità di una demolizione con esplosivi dichiarando:

Non possono essere stati esplosivi, perché c'era un incendio enorme. Se ci fossero stati esplosivi, sarebbero già bruciati. Oltretutto, prima di bruciarsi, i loro detonatori si sarebbero attivati a 320 °C, per cui sarebbero esplosi prima.

Jowenko ha aggiunto che ci sarebbe voluto un anno a predisporre le Torri Gemelle per la demolizione. L'intera trascrizione della sua dichiarazione si trova qui.

Brent Blanchard, specialista in demolizioni della Protec Documentation Services, Inc. e senior editor di Implosionworld.com, ha redatto un documento in cui analizza il crollo dei tre edifici del World Trade Center ed esclude categoricamente che si tratti di una demolizione controllata.

In sintesi, Blanchard sostiene che il crollo delle Twin Towers non fu per nulla simile a una demolizione controllata, in quanto non cominciò alla base dei due edifici ma dal punto di impatto dei due aeromobili. Pertanto sarebbe stato necessario piazzare l'esplosivo esattamente nel punto dove l'aereo avrebbe impattato, oppure sarebbe stato necessario piazzarlo dopo l'impatto in meno di due ore. Entrambi gli scenari sono, sempre secondo Blanchard, impossibili da realizzare.



Conclusione

L'uscita di Tom Sullivan, a cui molti complottisti hanno dato credito senza porsi nessuna domanda, non è che l'ennesima panzana che il mondo del complottismo tenta di rifilare ai suoi lettori.
  • A Sullivan sono state attribuite competenze che in realtà non ha: non è un esperto di demolizioni, ma un fotografo che aveva maneggiato esplosivi come apprendista per qualche mese all'epoca degli attentati dell'11 settembre.

  • La sua tesi contraddice le tesi precedenti dei sostenitori del complotto.

  • Secondo la sua tesi, sarebbero state minate le colonne centrali, ma le fotografie dimostrano che queste colonne furono invece le ultime a crollare.

  • Lui stesso dichiara che le demolizioni vanno preparate indebolendo la struttura, ma di questo lavoro preliminare di indebolimento non c'è alcuna traccia.

  • Il brevetto che viene presentato a supporto delle sue tesi parla di piccoli accenditori per motori a razzo, non di detonatori per esplosivi.

  • Sullivan sostiene che non furono trovate tracce dei detonatori perché furono usati sistemi radiocomandati, ma un sistema radiocomandato ha bisogno di ricevitori che sarebbero rimasti fra le macerie, ed è oltretutto sensibilissimo a disturbi radio.

  • L'esempio di radiocomando citato da Sullivan è un modello per uso nelle cave, dove è possibile eliminare i disturbi radio, non per le demolizioni in città, dove i disturbi radio potrebbero causare detonazioni premature o impedire la corretta sequenza di scoppio

  • I veri esperti di demolizioni controllate concordano che i crolli delle Torri Gemelle e del WTC7 non hanno le caratteristiche fondamentali di una demolizione controllata, anche se agli occhi di un profano possono richiamarle.


La panzana è, ancora una volta, a pagamento se (come indicato nel video dell'intervista a Sullivan) uscirà davvero un DVD che sosterrà questa nuova teoria. Come sappiamo bene da anni, i complottisti sono bravi a sostenere economicamente gente senza scrupoli che infanga la memoria di quasi 3000 vittime con menzogne prezzolate.

2006/10/04

Matrix 31/10/2006: appunti

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ecco alcune annotazioni sulla puntata del 3 ottobre 2006 di Matrix. Non ci sono ospiti.

Primo blocco

00:00. Si parla subito del processo Moussaoui (definito erroneamente "la mente" degli attentati da Mentana a 02:26) presentando molti dei principali documenti probatori.

14:04. Filmato di Mazzucco in risposta al processo Moussaoui. Able Danger e altro.

19:09. Filmato di panoramica sui video complottisti.

Secondo blocco

00:54. Si parla di Enrico Deaglio e della sua pubblicazione del debunking di Popular Mechanics su Diario. Immagini di Michael Chertoff. Risposte di Chiesa e discussione sul Barbiere della Sera. Lidia Ravera crede a Loose Change. Dettagli di Debunking 9/11 Myths.

Terzo blocco

00:42. Filmato PBS di confronto fra Dylan Avery e Jason Bermas (Loose Change) vs David Dunbar e James Meigs (Popular Mechanics).

04:58. Filmato dal programma TV olandese Zembla. Test con un pilota dilettante al simulatore che tenta di colpire il Pentagono e ci riesce tre volte su tre. Danny Jowenko, esperto di demolizioni, debunka i crolli del WTC1 e 2. Per il WTC7, Jowenko la definisce una demolizione controllata, ma lo fa senza sapere che si tratta del WTC7 e lo fa sulla base di un singolo filmato parziale. Put options.

13:17. South Park prende in giro i complottisti. Aggiornamento: la puntata, doppiata in italiano, è scaricabile qui).

Quarto blocco

00:30. La versione a fumetti del Rapporto della Commissione 11/9.

2006/09/22

L'esperto della Jowenko (traduzione in italiano) e Scott Forbes

di mother. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

In un video di una TV olandese è stato interpellato un esperto di demolizioni controllate. Su Youtube sono disponibili ora tre spezzoni che ne parlano, di cui due identici. Riporto qui di seguito i dialoghi del primo video, tradotti dal francese dei sottotitoli (l'audio è in olandese).

SPEAKER: L'11 settembre 2001 il WTC7 era in fiamme, ma nessun aereo l'aveva colpito. Tuttavia questo edificio è anche lui crollato l'11 settembre. Questo fatto ha ricevuto poca attenzione. Lo stesso Jowenko non ne sapeva niente. La sua reazione ai video che gli abbiamo mostrato qui è libera e spontanea.

JOWENKO: Il crollo le sembra venire dall'alto? No, comincia dal basso. Hanno semplicemente demolito le colonne. E poi è crollato.

INTERVISTATORE: Il WTC7 è caduto diversamente dalle torri?

J: Lei crede di no?

I: Sì, si vede che partono per primi i piani in basso.

J: Sì, il resto segue il movimento, è semplice. Questa è una demolizione controllata.

I: Ne è sicuro?

J: Assolutamente, è caduto dopo, era preparato... E' il lavoro di una squadra di esperti.

I: Ma anche questo è avvenuto l'11 settembre.

J: Lo stesso giorno?

I: Lo stesso giorno.

J: Ne siete sicuri?

I: Sì.

J: [pausa] Siete sicuri che sia stato l'11 settembre? Non è possibile.

I: Sette 7 ore dopo le cadute del WTC.

J: ... Allora hanno fatto in fretta.

SPEAKER: Il rapporto ufficiale FEMA non è in grado di spiegare il motivo del crollo del WTC7. Esaminiamo con Jowenko tutte le ipotesi possibili. Ma la sua conclusione non cambia: il WTC7 è stato fatto saltare.

J: E' un lavoro di professionisti, senza alcun dubbio. Questa gente sa bene quello che fa.

SPEAKER: Resta solo da sapere se tutto questo è stato preparato in anticipo, o se è stato possibile deciderlo ed eseguirlo l'11 settembre stesso.

I: Quanti uomini e quanto tempo servono per fare tutto questo?

J: Non lo so esattamente.

I: Ci può dare una stima?

J: Servono degli esperti, ma se avete 30-40 persone allora... Qualcuno con delle torce al plasma [termine in corso di verifica: è plasma nei sottotitoli francesi]. Degli altri assemblano tutto. Altri connettono le miccie ai detonatori. Devono tutti agire contemporaneamente. E un altro gruppo posa i sistemi elettronici. Ed ecco, così è pronto.

I: Ma c'erano incendi dappertutto, anche dentro quest'edificio.

J: Non spenti?

I: Non spenti. Coloro che avrebbero preparato la demolizione, l'avrebbero dovuto fare mentre l'edificio bruciava.

J: [pausa] E' strano, è strano. Non so spiegarmelo.

A Jowenko non è stato mostrato questo video, né è stato spiegato dei danni che il rapporto FEMA descrive minuziosamente della facciata sud, né gli è stato accennato alle analisi sui campioni di acciaio rinvenuti.

Ciò nonostante, quello che anche agli esperti appare come una demolizione controllata, appena si fa loro notare l'errore comune (ovvero che il fumo spesso si pensa sia stato del WTC2, mentre in realtà era emanato dal fuoco nell'edificio stesso), non appare più così chiaramente come una demolizione. Nel caso presentato, dopo che gli è stato spiegato il contesto, l'esperto non sa più cosa dire rispetto a quanto ha affermato sulla demolizione controllata dell'edificio.

La presenza di esplosivi o di persone che piazzano esplosivi dentro un edificio in fiamme è definita "strana" e inspiegabile. La descrizione della preparazione non lascia dubbi sul fatto che sarebbe stata cosa ben visibile se fosse stata preparata giorni prima dell'11 settembre, per via dei cavi, delle apparecchiature elettroniche e dei detonatori.

A conferma di quanto appena detto, ecco di seguito un secondo video molto meno conosciuto in Rete (anche se sempre tratto dal programma televisivo Zembla) in cui si chiede a Jowenko un parere sulla demolizione controllata del WTC1 e 2. Non è detto che il motivo per cui questo video è meno noto sia il fatto che è fortemente contrario alla tesi della demolizione controllata. Ecco la traduzione dai sottotitoli inglesi (l'audio è in olandese).

SPEAKER: E che dire delle Twin Towers? Possono essere state demolite con esplosivi? Facciamo una cosa semplice, alla quale hanno pensato in pochi: lo chiediamo a un esperto in esplosivi. Danny Jowenko effettua demolizioni esplosive da 27 anni. E' il migliore in Olanda. Se c'è qualcuno in Olanda che può valutare se siano stati usati esplosivi, è lui.

JOWENKO: E' bizzarro [gli viene mostrato uno spezzone di Loose Change con gli impatti degli aerei al WTC; Jowenko commenta il primo crollo al WTC]. Ha impattato in un punto più favorevole, un po' più in centro. Inoltre il peso stesso dell'edificio sovrastante...

INTERVISTATORE: Quindi è logico che abbia ceduto per prima la seconda torre?

J: Ovviamente. Si vede chiaramente che l'edificio colpito per primo è stato colpito più in alto, per cui è crollato per ultimo perché c'era meno peso che lo tirava giù. Sono nozioni essenziali per chiunque sappia qualcosa di demolizioni. Devi sfruttare il peso stesso dell'edificio.

SPEAKER: Jowenko vede un altro indizio del fatto che non sono stati usati esplosivi: l'edificio crolla dalla cima verso il basso.

I: Se fosse stato fatto con esplosivi, sarebbe crollato a partire dalla parte inferiore.

J: Ovviamente si collocherebbero gli esplosivi in basso.

I: E sarebbe iniziato dal basso.

J: Sì, è così che sfrutti tutto il peso. E' un regalo: meno roba hai da far saltare in aria...

I: Ma la torre è crollata dall'alto.

J: E' crollata nel punto esatto nel quale l'aereo l'aveva colpita e scaldata.

[Viene mostrato un altro spezzone di Loose Change]

SPEAKER: L'ipotesi di complotto presume che le esplosioni siano iniziate alla sommità. Jowenko dice che è impossibile.

J: Non possono essere stati esplosivi, perché c'era un incendio enorme. Se ci fossero stati esplosivi, sarebbero già bruciati. Oltretutto, prima di bruciarsi, i loro detonatori si sarebbero attivati a 320 °C, per cui sarebbero esplosi prima.

[Viene mostrato un altro spezzone di Loose Change che descrive gli sbuffi visibili durante il crollo delle torri]

SPEAKER: Laddove i complottisti vedono esplosioni, Jowenko vede un'altra cosa che può spiegare il crollo rapido.

J: Si vedono anche, come dire, i bulloni che saltano a ogni passo. [pausa] Aveva una struttura centrale molto robusta, e le travi erano piuttosto lunghe... ma sono collegate fra loro, ed era alto 410 metri. L'energia è molto irregolare. Per cui ogni colonna doveva reggere un certo peso in un momento [non è chiaro se intende "momento" come tempo o come concetto di fisica] differente rispetto alla colonna adiacente, per così dire. Non può reggerlo, per cui si spezza in frammenti lungo tutta la propria lunghezza, bulloni compresi. Cedono i suoi vincoli lungo tutta la lunghezza, e le strutture laterali, anche loro robuste per via delle sollecitazioni del vento, che è il modo in cui era costruito l'edificio, sono state principalmente spinte in fuori.

[Viene mostrato lo spezzone, tratto dal documentario Naudet, in cui i pompieri descrivono il crollo con l'ormai famoso gesto "bum-bum-bum-bum"]

J: Lo dice persino lui [il pompiere], ha semplicemente ceduto. A ciascun piano, il peso era troppo.

I: Ma lui dice che era come se...

J: Questo è quello che sembra. Ma non mi dica che hanno collocato esplosivi in tutti e cento i piani. Non è possibile.

I: Perché?

J: E' ovvio che non è possibile.

I: Lei non lo farebbe in questo modo?

J: Ci vorrebbe un anno.

I: Un anno per piazzare tutti quegli esplosivi?

[Jowenko dice di sì]

J: E per prepararli e collegarli. Con tutti i cavi laggiù.

SPEAKER: E' possibile che Jowenko si sbagli o sia prevenuto? Può darsi. Anche qui, allora, ci facciamo dare un secondo parere. Anche gli studenti dell'università tecnica di Delft esaminano il crollo e lo discutono con i loro insegnanti.

STUDENTE: Abbiamo analizzato i danni alle colonne e alla struttura centrale del WTC, e l'energia dell'aereo e il kerosene che trasportava e ci siamo chiesti se poteva essere abbastanza per causare un danno sufficiente a far crollare l'edificio, e lo era.

INTERVISTATORE: Quindi la risposta è sì.

S: E' molto più logico che sia stato questo, piuttosto che gli esplosivi, il motivo del crollo dell'edificio.

I: Questa è la vostra conclusione?

S: Sì.

I: Vi aspettavate questo risultato prima di iniziare?

ALTRO STUDENTE: Il primo giorno abbiamo visto tutti Loose Change. Io non lo avevo mai visto. Ne sono stato immediatamente conquistato e ho pensato "Sì, questo è molto strano". Ma è tutto molto allusivo. Se lo esamini per conto tuo e cerchi di guardarlo obiettivamente, non c'è molto di quel film che sta in piedi.

I: Ti senti ingannato?

AS: In un certo senso, sì.

Quindi riassumendo:
  1. Jowenko, guardando il WTC 1 e 2, esclude la demolizione controllata poiché si verifica dall'alto al basso, partendo giusto dal punto di impatto dell'aereo.
  2. Inoltre ritrova gli sbuffi, gli squib in zona centrale e afferma che sono un'altra prova del crollo naturale.
  3. Sostiene che l'esplosivo, anche solo quello dei detonatori, sarebbe esploso a 320°C (ecco perché nel video del WTC7 rimane allibito dopo aver tanto parlato di demolizione controllata, ed ecco perché il video del WTC7 viene separato sia dalla stessa videointervista del WTC1 e 2 e a volte anche dalla sua stessa parte finale).
  4. Sostiene che per preparare le due torri ci sarebbe voluto un anno per piazzare le cariche esplosive, le componenti, i detonatori, i cavi, che tra l'altro sarebbero stati ben visibili.
  5. Gli mostrano il video con quattro pompieri che simulano a gesti l'esplosione controllata dei piani mentre crollano, ed il suo commento è: "ho capito che a loro piace l'idea delle esplosioni a catena, ma questa non è una demolizione controllata, non può esserlo".
Come controprova, il giornalista incarica degli studenti dell'università di Delft. Il risultato degli studenti, che hanno fatto ricerche anche appoggiandosi ai loro professori, è concorde con quanto affermato da Jowenko. Uno studente interviene anche riguardo a Loose Change dicendo che si sente ingannato dal video.

Insomma, per anni vari individui, di cui si è già discusso in altri post, hanno parlato di demolizioni controllate, ma un esperto del settore delle demolizioni controllate, più altri studenti della materia, smentiscono la possibilità dell'uso di esplosivi. Tutto ciò ricorda aspetti analoghi a questo post.

A questo punto quindi diviene interessante sentire questa testimonianza, per la quale ringrazio Massimo Mazzucco per i sottotitoli in italiano.

Certo, per il mosaico che deve essere costruito è molto meglio un archivista della Fiduciary Trust che crede e parla di demolizioni controllate che un esperto del settore che solleva tutte le perplessità del caso.

A riguardo alcuni hanno scoperto delle incongruenze nelle poche interviste che Forbes ha rilasciato. 911myths.com infatti dice:

SF: Many, many people have talked to me about the power down and one person was contacted by a journalist as a backup source for my information (link)

But why only one? And where is this backup? The WTC held the offices of many large, important companies, and to have their central computers turned off would have been extremely inconvenient.

GW: How do you know that there was no electricity from floor 50 up, if Fiduciary Trust was on much higher floors -- starting at the 90th floor?

SF: I can't absolutely verify that there was no power on lower floors ... all I can validate is that we were informed of the power down condition, that we had to take down all systems and then the following day had to bring back up all systems ... (link)

So Forbes doesn’t appear to have any direct knowledge of conditions on floors below his own, and perhaps above (which makes sense, of course). If only one or two companies were affected then this would make the lack of corroboration more noticeable; of course, this also presents fewer opportunities to prepare the building for demolition.

#2, why would such a lengthy "power down" be necessary for a cable upgrade? This plainly didn't have anything to do with the main power lines into the building, as it only affected the floors from 50 upwards. What work could possibly be done on the floor below, that required turning off the power for 50+ floors (or whatever it really was) for 36 hours? If there were rewiring to be done, isn’t it more likely that this would be carried out in parallel, and companies would be switched from the old system to the new in a few minutes?

#3, are we supposed to believe that security systems fed off the same power system as everything else? So a power cut meant no security at all? Look at the affected tenants, if the “floor 50 upwards” version is true -- First Commercial Bank (floor 78), Fuji Bank (79-82), Fiduciary Trust, Atlantic Bank of New York... Do you really think these companies would live with a situation like that, or not object that all security for their offices has been disabled?

#4, even if all this were true, it still only provided access to half of one tower. What about the North Tower? WTC7? No mention of "power downs" there.

#5, the power down time was initially reported as 36 hours, and a subsequent interview cut this to 26:

SF: All systems were shutdown on Saturday morning and the power down condition was in effect from approximately 12 noon on Saturday September 8, 2001.

GW: When did it end?

SF: Approximately 2PM on Sunday 9/9. (link)

E come non dare ragione a chi nota che la preparazione delle demolizioni richiede molto più di due giorni anche per edifici molto più piccoli. Oppure come non prestare attenzione a chi prende ad esempio la demolizione della Landmark Tower, indicando foto degli esplosivi piazzati sulle colonne per far comprendere come in così poco tempo sarebbe stato assurdo riuscire a nasconderli ed a nascondere i cavi necessari per attivarli a comando:



Ma a ben vedere, anche se assumessimo come vere le affermazioni di Forbes senza verificarle, queste sarebbero un durissimo colpo alle teorie dietrologiche-complottistiche, poiché mentre da una parte un non esperto presuppone che in quei due giorni di power down (blackout) della corrente elettrica sia stato fatto chissà che, dall'altra Forbes -- che lavorava alla Fiduciary Trust dal 1998 come dipendente fisso -- afferma di non aver mai visto blocchi di quel tipo, confermando più le idee dei debunker, che non parlano di demolizione controllata. Dal 1998 ad oggi, insomma, non ci sono stati blocchi in quantità tale da poter permettere il collocamento degli esplosivi.

Infine a catena vengono anche altre notizie diffuse nel web. Per esempio:

I cinque ragazzoni israeliani, scaricatori di una ditta di traslochi, che furono fermati quel giorno dalla polizia di New York perché visti fotografarsi a vicenda, con l'aria di congratularsi, sullo sfondo dei due grattacieli in fiamme, dissero agli agenti: «non siamo noi il vostro problema, gli arabi sono il vostro e il nostro problema».
Un'ora dopo l'attentato, gli scaricatori sapevano già chi ne erano gli autori. (link)

Blondet, l'autore del brano citato, continua a considerare questo episodio come la prova di una fantomatica agenzia di traslochi israeliana che nei giorni precedenti avrebbe minato le torri, in completo accordo con quanto dice Forbes. Certo sole cinque persone per minare due o forse tre edifici in così poco tempo...

Ringrazio Paolo Attivissimo per la traduzione in italiano del video di Jowenko in cui commenta il crollo del WTC1 e 2.

Aggiornamento


Mi è stato chiesto come sia possibile che ci sia così tanta differenza, secondo Jowenko, fra il tempo utile per la disposizione degli esplosivi per il WTC7 e la disposizione degli esplosivi per il WTC1&2. La spiegazione è semplice.

Nel caso del WTC7, vengono mostrati a Jowenko video del crollo dalla facciata non oscurata del fumo e lui nota come il crollo cominci dalla base. Poi il resto dell'edificio segue e, schiantandosi a terra, si distrugge. Quindi, fintanto che non gli viene fatta notare la presenza del fuoco, secondo Jowenko è solo il piano terra ad essere minato, è il piano terra ad esplodere e cedere e gli altri 47 piani vengono di seguito (poi, quando gli fanno notare il fuoco, l'opinione cambia).

Quindi in base a questa descrizione, facendo le cose veloci, 30-40 uomini avrebbero potuto minare un piano del WTC per creare la demolizione controllata in un giorno (senza fuoco e con una suddivisione spinta dei compiti).

Al contrario, nel caso del crollo del WTC1&2 Jowenko nota come il crollo sia dall'alto in basso e sia un crollo progressivo (come ne parlano parecchi complottisti, Meyssan fra tutti o come viene citato in certi video).

Secondo l'opinione di Jowenko, si capisce quindi che l'esplosivo dovrebbe essere stato posto su ogni piano e, tralasciando la sincronizzazione e l'impossibilità di nascondere esplosivo, cavi e sistemi di pianificazione ed esecuzione della demolizione, il tempo richiesto per la disposizione del materiale sarebbe stato di un anno per due torri.

Considerando un giorno a piano, risultano 220 giorni, in accordo con quanto detto per il WTC7.

Aggiornamento: 18 ottobre 2007


Considerazioni similari a quelle eseguite per Forbes possono essere svolte anche per il WTC7. Il palazzo, contenente uffici della CIA e del governo, può indurre dubbi sull'affidabilità delle loro testimonianze dell'interno del WTC.

Tuttavia esiste un altro particolare sfuggito ai dietrologi teorici della demolizione dell'edificio con cariche esplosive.

In questo video possiamo vedere come dei pulivetri stessero compiendo il loro lavoro la mattina degli attentati (si vede l'esplosione del secondo Boeing sul WTC2) come nulla fosse, anche se è possibile vedere dal'esterno verso l'interno dei vetri solo parzialmente oscurati.


La presenza di esplosivi e cavi per armarsi sarebbe stata indubbiamente notata da costoro che per scendere dall'edificio dovevano risalire sul tetto. Ciò restringe enormemente, per i dietrologi della demolizione del WTC, il tempo utile per la disposizione degli esplosivi nell'edificio.