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2010/01/24

Rivendicazione del 14 settembre 2009: "ciò che ha spinto noi a realizzare gli eventi dell'11/9"

di Paolo Attivissimo

Il 14 settembre 2009 il sito As-Sahab ha pubblicato un messaggio audio attribuito a bin Laden. La voce nel messaggio rivendica esplicitamente la paternità degli attacchi dell'11/9:


"... lasciatemi dire che abbiamo dichiarato molte volte, nel corso di più di due decenni e mezzo, che la ragione del nostro conflitto con voi è il vostro sostegno ai vostri alleati israeliani, che occupano la nostra terra di Palestina. Il vostro atteggiamento, insieme ad altre ingiustizie, sono ciò che ha spinto noi a realizzare gli eventi dell'11 settembre."

L'elenco completo delle dichiarazioni di responsabilità per gli attacchi dell'11 settembre da parte di Osama bin Laden e dei suoi associati è disponibile qui.

Fonti: Al Jazeera, UPI. Audio originale disponibile presso Liveleak.com.

2009/09/08

Osama bin Laden e il messaggio del 12 novembre 2002

di John - www.crono911.org. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Di tanto in tanto rispunta – anche tra i commenti a questo blog – la teoria complottista che i messaggi di Osama bin Laden, sia video che audio, sarebbero dei falsi, confezionati dalla CIA o altri servizi segreti occidentali allo scopo di perpetuare un clima di terrore che ha avuto il suo apice negli attentati dell'11 settembre 2001.

A dire il vero la teoria contraddice altre affermazioni degli stessi complottisti, secondo cui al-Qaeda e bin Laden sarebbero stati creati e foraggiati dagli stessi servizi segreti occidentali.

Vien da chiedersi, infatti, per quale ragione la CIA dovrebbe falsificare i messaggi di bin Laden, se quest'ultimo è sul suo libro paga.

Ma lasciamo da parte la logica e vediamo qual è l'appiglio di simili teorie.

In sostanza, al centro della questione (come dimostra questo articolo del giornalista complottista Maurizio Blondet) ci sarebbe un messaggio attribuito a bin Laden e diffuso dall'emittente al Jazeera il 12 novembre 2002.

Questo messaggio sarebbe stato dichiarato "falso al 95%" da esperti dell'istituto scientifico svizzero Dalle Molle, con sede a Losanna, dopo uno studio commissionato da un'emittente televisiva francese.

Bene, per prima cosa partiamo dal messaggio "incriminato", di cui è disponibile la trascrizione sul sito della BBC.

Notiamo subito che il messaggio è solo audio, non video, e si apre con queste parole:

In the name of God, the merciful, the compassionate, from the slave of God, Osama Bin Laden, to the peoples of the countries allied with the tyrannical US Government:

Come si vede, l'annuncio attribuisce il messaggio a Osama bin Laden ("dal servitore di Allah, Osama bin Laden, ai cittadini dei paesi alleati al governo tiranno americano"), ma questo da solo non consente di affermare che il messaggio sia materialmente letto dallo sceicco e non, per esempio, da un suo portavoce.

Appena poco più avanti il messaggio afferma:

The incidents that have taken place since the raids on New York and Washington up until now – like the killing of Germans in Tunisia and the French in Karachi, the bombing of the giant French tanker in Yemen, the killing of marines in Failaka [in Kuwait] and the British and Australians in the Bali explosions, the recent operation in Moscow and some sporadic operations here and there – are only reactions and reciprocal actions.

In sostanza, dice che gli attentati avvenuti dopo i fatti di New York e Washington sono una reazione alle azioni dei paesi occidentali.

Bene, questo è l'unico riferimento ai fatti dell'11 settembre, ed è un riferimento generico e indiretto, perché finalizzato a motivare gli attentati terroristici avvenuti dopo quell'evento.

Già questa circostanza basterebbe a considerare il messaggio piuttosto "off topic" rispetto alla questione 11 settembre, ma andiamo oltre.

Esaminiamo l'archivio dell'Istituto Dalle Molle (più propriamente, Institut Dalle Molle d'Intelligence Artificielle Perceptive, Idiap.ch) alla ricerca dello studio commissionato dalla televisione francese, ma di esso non si trova alcuna traccia, a parte questo frammento reperito tramite Google e una citazione in un resoconto delle attività del 2002:

In late November, IDIAP was asked by French TV channel France 2 to analyse the latest recording of Ben Laden. Following the announcement that the recorded voice may not be that of Ben Laden, IDIAP was featured on many TV and radio stations, newpapers, online magazines, etc. The press release is available at
http://www.idiap.ch/pages/press/bin-laden-eval.pdf.


Il link citato nel resoconto, tuttavia, non è valido. L'assenza dello studio non solo non permette di verificarne i contenuti e i metodi e criteri adottati, ma nemmeno permette di stabilire se sia uno studio ufficiale dell'Istituto o una semplice consulenza fornita da alcuni dei suoi membri: niente di niente. Se i lettori dispongono dello studio completo o sanno dove reperirlo, saremo ben lieti di acquisirlo ed esaminarlo.

Dobbiamo quindi affidarci a notizie di fonte giornalistica, con tutte le incertezze e le imprecisioni che ne derivano: del resto, pare proprio che anche i complottisti si siano affidati solo a questo genere di fonti.

Leggiamo quindi un altro articolo della BBC, che spiega:

Researchers in Switzerland have questioned the authenticity of the recent audio recording attributed to Osama Bin Laden. A team from the Lausanne-based Dalle Molle Institute for Perceptual Artificial Intelligence, Idiap, said it was 95% certain the tape does not feature the voice of the al-Qaeda leader.

US intelligence officials have said they believe the recording – broadcast on the Arabic al-Jazeera television channel earlier this month – was almost certainly that of Osama Bin Laden. If verified, it would provide the first evidence in a year that Bin Laden survived the American-led bombing campaign in Afghanistan.

Prudence

The review of the tape was commissioned by France-2 television and its findings were presented by the institute's director, Professor Herve Bourlard. Mr Bourlard said the institute had compared the voice on the tape with some 20 earlier recordings allegedly made by Bin Laden.

"It could be an impostor," said one of Mr Bourlard's colleagues at Idiap, Samy Bengio, quoted by the French news agency AFP.

He said the system they had used was difficult to tamper with – the al-Jazeera tape was sufficiently different from other Bin Laden recordings as to raise doubts.

Dunque l'analisi avrebbe comparato il messaggio con altri 20 messaggi precedenti di bin Laden.

A questo punto, però, ammesso che il messaggio sia un falso, si deve però anche concludere che i precedenti 20 sono autentici!

Ma non è tutto. I giornalisti di AFP hanno citato un'affermazione di Samy Bengio, esperto del Dalle Molle: "Potrebbe essere un impostore".

L'affermazione sembra confermare i risultati presentati dal Dalle Molle, ma da altre fonti giornalistiche apprendiamo che Bengio, nella sua intervista, dice anche:

In order to have an irrefutable conclusion, you would need around 100 recordings of Bin Laden. They only had 20, and of poor quality.


Ossia:

Per averne la certezza, servirebbero circa 100 registrazioni di bin Laden. Loro ne avevano solo 20 e di cattiva qualità.

Quindi Bengio ha in realtà sottolineato l'incertezza delle conclusioni dei suoi colleghi, evidenziando che l'analisi si è basata su un campione insufficiente, sia per quantità che per qualità, di registrazioni.

Forse è questa la ragione per cui l'istituto svizzero si è rifiutato di fare altre analisi del genere e non ha pubblicato quello studio, di fatto sottraendolo a quel processo di verifica della comunità tecnica e scientifica che costituisce presupposto essenziale per la validità di qualsiasi ricerca.

Quindi, anche volendo mettere da parte la logica e la circostanza che questo fantomatico studio non si trova, le conclusioni diffuse dai media appaiono una semplice boutade contestata dagli stessi esperti del Dalle Molle.

Ma non finisce qui.

Da un servizio di Rai News24 apprendiamo che nella circostanza Yeslam bin Laden, uno dei fratelli di Osama bin Laden, ha dichiarato:

Riconosco quella voce. E' mio fratello Osama.... Non ne sono sicuro al cento per cento ma direi di sì, direi che i messaggi trasmessi nei mesi scorsi sono autentici. Quella sembra proprio la voce di mio fratello Osama.

Vero anche che Yeslam ha aggiunto di non vedere Osama dal 1981, ma la sua affermazione è in ogni caso un ulteriore affondo contro la tesi che i messaggi dello sceicco siano dei falsi.

Tra l'altro, le parole di Yeslam fanno riflettere sul fatto che Osama ha oltre 50 tra fratelli e sorelle, che non sono mica pochi, e nessuno di essi – per quanto ci risulta – ha mai smentito un video o un messaggio audio attribuito con certezza al capo di al-Qaeda.

Qualcosa vorrà pur dire...

L'intera vicenda, come abbiamo detto, ha ben a poco a che vedere con i fatti dell'11 settembre e con la responsabilità di Osama bin Laden, non dimostra nulla di significativo (il messaggio è solo audio e potrebbe essere stato letto da un portavoce) e non dimostra nemmeno che quel messaggio è un falso e che chi lo ha letto è persona diversa da bin Laden.

Tuttavia essa è utile per riflettere sull'opportunità che le notizie di fonte giornalistica siano sempre verificate e contestualizzate da elementi oggettivi, prima di trarne conclusioni assolute e affrettate.

In mancanza di elementi oggettivi è bene integrare le informazioni giornalistiche con più fonti e separare la cronaca nuda e pura (diretta cognizione del reporter) dalle opinioni, valutazioni, ipotesi, conclusioni, illazioni e dicerie con le quali molto spesso i mass-media condiscono i fatti di cui riferiscono.

Infatti nella vicenda appena esaminata potremmo dire che i fatti senz'altro veri sono che un'emittente televisiva ha commissionato uno studio su un audiomessaggio attribuito a Osama bin Laden e che quello studio ha messo in dubbio che lo "speaker" di quel messaggio sia effettivamente Osama bin Laden.

Ma è altrettanto vero che la validità di quello studio è dubbia anch'essa, che lo studio stesso non è disponibile, e che esistono altre indicazioni secondo cui quell'audiomessaggio è autentico.

E questi dati di fatto sono ben diversi da quanto affermato dai complottisti.

2009/03/02

Rivendicazioni: anche l'ideologo fondatore di al-Qaeda incolpa bin Laden dell'11/9

di Paolo Attivissimo

Alle già numerose rivendicazioni e dichiarazioni di membri di al-Qaeda in merito agli attentati dell'11 settembre e riassunte qui occorre ora aggiungere le parole di una figura estremamente significativa del movimento: il suo fondatore ideologico, Sayyid Imam al-Sharif (nella foto), noto anche con il nome di battaglia di dottor Fadl.

Secondo un articolo del Telegraph britannico, al-Sharif ha pubblicato dal carcere egiziano nel quale sconta l'ergastolo un libro nel quale condanna l'ideologia di al-Qaeda che lui stesso aveva creato e i fallimenti personali di Osama bin Laden e in particolare del vice di quest'ultimo, Ayman al-Zawahiri.

Vent'anni fa, al-Sharif aveva pubblicato un altro libro che definiva le basi ideologiche razionali (dal suo punto di vista) per la jihad generalizzata contro l'Occidente. Aveva aiutato bin Laden a fondare al-Qaeda nel 1988, aveva guidato l'insurrezione islamista in Egitto negli anni Novanta ed era stato mentore di al-Zawahiri. Tutte queste azioni lo avevano portato ad essere l'intellettuale di riferimento per al-Qaeda.

Le sue parole di oggi sono ben differenti. Vanno lette tenendo presente le condizioni durissime delle carceri egiziane, ma ciò che spicca è il peso che a queste parole viene dato all'interno del movimento. Parole così dure e autorevoli da aver spinto Ayman al-Zawahiri, principale bersaglio delle critiche di al-Sharif, a scrivere ben duecento pagine di replica.

Secondo al-Sharif, gli attacchi dell'11 settembre 2001 furono immorali e controproducenti. "Aggredire violentemente l'America è diventata la strada più breve alla fama e alla supremazia fra gli arabi e i musulmani. Ma a che serve, se quando tu distruggi uno degli edifici del tuo nemico lui distrugge una delle tue nazioni? Che bene può fare, se tu uccidi uno del suo popolo e lui ne uccide mille del tuo?... Questa, in sintesi, è la mia valutazione dell'11/9", scrive al-Sharif secondo la traduzione fornita dal Telegraph.

Anche questa figura di indubbio spicco nell'ideologia islamista e nella genesi di al-Qaeda, dunque, afferma che al-Qaeda e Osama bin Laden sono i mandanti dell'11 settembre. Sta ai sostenitori delle teorie di autoattentato spiegare come mai al-Sharif non crede alle loro tesi.

2009/01/27

Orgogliosi di averlo fatto

di John - www.crono911.org, con il contributo di Henry62.

"Lo abbiamo fatto e ne siamo orgogliosi": queste le parole con cui Ramzi Binalshibh, uno degli organizzatori degli attentati dell'11 settembre 2001, ora alla sbarra nel tribunale militare di Guantanamo assieme ad altri quattro complici, ha commentato la lettura in aula dell'atto di accusa il 18 gennaio 2009.

Gli ha fatto eco Khalid Sheikh Mohammed, l'uomo che concepì il piano terroristico che avrebbe drammaticamente cambiato la storia del XXI secolo: "Non temiamo la pena di morte. Il nostro è un martirio per la causa divina".

Tutti gli imputati si sono dichiarati colpevoli, pur sapendo che su di essi pende la concreta possibilità di essere condannati a morte per aver ucciso quasi 3000 persone, il bilancio delle vittime degli attacchi aerei suicidi che rasero al suolo il World Trade Center e danneggiarono gravemente il Pentagono, oltre a distruggere quattro aerei di linea con il loro carico di vite umane.

E' l'ennesima ammissione di responsabilità, pienamente coerente con le rivelazioni che lo stesso Khalid Skeikh fece – prima dell'arresto – al giornalista arabo Yosri Fouda.

Si tratta di un copione già visto: anche Zacarias Moussaoui, l'aspirante pilota suicida arrestato prima che potesse prendere parte agli attentati, ne fece di analoghe al suo processo, concluso nel 2006 con una sentenza che lo condannava al carcere a vita.

Gli odierni imputati difficilmente potranno evitare la condanna a morte: la responsabilità di Moussaoui si fermava al semplice tentativo, mentre in questo caso è piena. Però hanno guadagnato un po' di tempo, perché il neoeletto presidente Barack Obama ha imposto una sospensione del processo per quattro mesi, durante i quali si valuterà la possibilità e l'opportunità di spostarlo presso una normale corte giudiziaria, non militare. Una decisione del genere comporterebbe la necessità di far ripartire il processo da zero.

I familiari delle vittime hanno protestato con forza contro la decisione, e non solo loro: anche gli imputati hanno fatto sapere che intendono "continuare a dichiararsi colpevoli" in qualunque sede. Il messaggio è chiaro: non serve sospendere o spostare il processo, perché l'ammissione di colpevolezza è fuori discussione, per cui si può passare direttamente alla sentenza e – soprattutto – alla sua esecuzione, in modo da suggellare al più presto il desiderato martirio. Ma il martirio dovrà aspettare, e tutto lascia intendere che questo processo non si concluderà tanto presto.

2009/01/01

Udienze preliminari per KSM e altri quattro imputati, presenti i familiari delle vittime

di Brain_Use

"State dicendo che se ci dichiariamo colpevoli non potremo essere condannati a morte?" ("Are you saying if we plead guilty we will not be able to be sentenced to death?") Questa la preoccupazione di Khalid Sheik Mohammed (nella foto, risalente a prima dell'11/9) durante un'udienza preliminare tenutasi all'inizio di dicembre 2008.

Al tribunale di Guantanamo, KSM e quattro altri imputati (Ramzi Binalshibh, Mustafa Ahmed al-Hawsawi, Tawfiq bin Attash e Ammar al-Baluchi) hanno manifestato l'intenzione di dichiararsi colpevoli, purché questo non comprometta la pena capitale (fonte: UPI.com).

All'udienza dell'8 dicembre i cinque hanno dichiarato di voler attendere solo il completamento della perizia richiesta dal giudice militare, il colonnello Stephen Henley, volta ad accertare la capacità mentale di affrontare il processo per due dei coimputati, per potersi dichiarare colpevoli tutti insieme. Ne parla la BBC in questo articolo.

A giugno scorso, Khalid Sheikh Mohammad (per brevità KSM), che si dimostra leader del gruppo anche in questa fase dibattimentale, aveva già esplicitamente dichiarato di desiderare la pena capitale che avrebbe fatto di lui un martire a tutti gli effetti ed ha confermato questa scelta nelle prime fasi dell'udienza preliminare.

KSM ha ribadito nuovamente di essere stato il pianificatore "dall'A alla Z" degli attacchi ed ha poi rifiutato l'assistenza dell'avvocato militare assegnatogli, in quanto l'avvocato ha servito per alcuni mesi in Iraq. KSM ha sottolineato la propria sfiducia negli Stati Uniti e negli americani in genere e ricordando anche le torture subite prima dell'internamento a Guantamo, il cosiddetto waterboarding, l'annegamento simulato.

Un altro coimputato, Ramzi Binalshibh, ha inviato i saluti ad Osama Bin Laden, riaffermando la propria fedeltà alla causa e la speranza che la Jihad prosegua fino a colpire il cuore dell'America con ogni genere di arma di distruzione di massa: "I want to send my greetings to Osama Bin Laden and reaffirm my allegiance. I hope the Jihad will continue and strike the heart of America with all kinds of weapons of mass destruction."

Anche in questa occasione, come già più volte in passato, prima e dopo la cattura, i cinque si sono vantati del loro ruolo negli attentati dell'11 settembre e del grande successo ottenuto.

A questa fase preliminare hanno potuto assistere anche nove parenti di vittime degli attentati dell'11 settembre, che hanno espresso soddisfazione per il giusto processo e per la correttezza procedurale cui hanno potuto assistere. Un dettaglio significativo: le udienze vengono interrotte per permettere le preghiere cerimoniali degli imputati.

Al contrario, gli avvocati della difesa hanno criticato la presenza dei familiari in questa fase di dibattimento, sollevando il sospetto che si tratti di una manovra politica per esercitare pressioni sul neopresidente Obama, di cui si attendono le scelte sul futuro giudiziario del tribunale, dopo la decisione di smantellare il centro di detenzione di Guantanamo Bay. Maggiori dettagli in questo articolo della BBC.

Sempre la BBC segnala che a far coro con gli avvocati della difesa, anche alcuni altri parenti delle vittime dell'11 settembre, non presenti alla fase dibattimentale, si sono schierati contro il processo militare e a favore del rientro nel sistema giudiziario civile.

Oltre a KSM, i quattro coimputati, meno noti, coinvolti in questa fase dibattimentale sono:

  • Ramzi Binalshibh, yemenita, considerato un coordinatore degli attacchi e che avrebbe dovuto essere nel gruppo dei dirottatori ma che non è riuscito ad ottenere il visto per gli Stati Uniti.
  • Mustafa Ahmad al-Hawsawi, saudita, considerato uno dei principali esperti di finanza ad aver collaborato alla raccolta dei fondi necessari per l'organizzazione degli attentati.
  • Ali Abd al-Aziz Ali, conosciuto anche come Amar al-Balochi, nipote di KSM, considerato il suo principale referente organizzativo.
  • Walid Bin Attash, yemenita, accusato di essere l'ideatore dell'attentato alla USS Cole del 2000 e di essere coinvolto anche negli attacchi dell'11 settembre.

Inutile sottolineare come anche in questa occasione gli imputati non si siano minimamente proclamati innocenti ed anzi abbiano dichiarato esplicitamente la loro fedeltà alla Jihad, il loro desiderio di martirio e la soddisfazione per il successo degli attentati.

Da notare anche che, in qualche misura, le qualifiche stesse dei cinque imputati rispondono ad alcune critiche semplicistiche del mondo del cospirazionismo: come è possibile che i terroristi avessero ottenuto così facilmente i visti per gli Stati Uniti? Ramzi Binalshibh infatti non lo ottenne affatto. Come fecero a finanziare scuole di volo e attività preliminari? Potremmo chiederlo a Mustafa Ahmad al-Hawsawi. Da dove è spuntata fuori al-Qaeda? Da un'evoluzione ultradecennale di cui l'attentato al Cole è una delle tappe. L'undici settembre è un'altra.

2008/07/22

Al-Qaeda ri-ri-ri-ri-ri-rivendica l'11/9

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La BBC riferisce che Mustafa Abu al-Yazid, noto anche come Sheikh Saeed, ritenuto il comandante delle operazioni di al-Qaeda in Afghanistan e amministratore del supporto economico agli attentati dell'11 settembre 2001, ha concesso un'intervista televisiva all'emittente pachistana Geo.

Oltre a rivendicare l'attentato all'ambasciata danese a Islamabad, ha dichiarato all'intervistatore che al-Qaeda era stata "properly involved" ("adeguatamente coinvolta" o "completamente coinvolta" o "ben coinvolta" o "coinvolta come si deve", a seconda delle interpretazioni, vedi commenti qui sotto) negli attentati di New York e Washington e negli attacchi del 1998 alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania.

Si tratta dell'ennesima rivendicazione della paternità degli attentati da parte di vari esponenti di al-Qaeda (Osama bin Laden, Khalid Sheikh Mohammed, i dirottatori stessi nei loro testamenti video), ed è particolarmente significativa perché resa da una persona libera e quindi non squalificabile perché ottenuta sotto tortura, come argomentano alcuni per la seconda rivendicazione di Khalid Sheikh Mohammed (dimenticando che la prima fu invece resa quando era uomo libero).

Sarà interessante vedere come verrà giustificata questa nuova rivendicazione da parte dei sostenitori delle teorie alternative: se si appoggeranno alla teoria dei sosia, dovranno attribuire ai mandanti della messinscena un talento straordinario nel trovare così tanti sosia dei vari leader di al-Qaeda, capaci di parlare perfettamente le lingue locali e disposti a recitare la parte; se sosterranno che il video è falso, dovranno spiegare come mai i giornalisti dell'emittente Geo non lo smentiscono; se ipotizzeranno che al-Yazid sia un mitomane, dovranno spiegare se allora lo sono anche gli altri esponenti che hanno fatto rivendicazioni analoghe sull'11/9. Non sembrano esserci molte scappatoie che non sfocino nel ridicolo.

Per chi fosse interessato a un quadro generale delle rivendicazioni rilasciate fin qui, è disponibile un articolo apposito.

2007/12/01

Osama Bin Laden: rivendicazioni del 28-11-2007


di John - www.Crono911.org

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Nuovo messaggio (solo audio) di Osama Bin Laden che, nel ribadire la propria responsabilità per gli attacchi dell'11 settembre 2001, chiede alle nazioni europee di ritirare le loro forze militari dall'Afghanistan, in quanto i "Taliban" non erano coinvolti in quegli attentati.

Il messaggio, trasmesso su Al-Jazeera e intitolato "Message to the European Peoples" era stato anticipato già da alcuni giorni su siti web islamici.

Questi sono alcuni stralci dal servizio di Al-Jazeera:

"I am responsible" for the attacks on New York and Washington on September 11, 2001," bin Laden continued.

The US had "insisted on invading" Afghanistan even though it knew Afghanistan was not behind the attacks, and added that "Europe walked behind it," he said.

A Nato force composed of troops from the US and Europe has operated in Afghanistan since a US-led military invasion in 2001.

Nazanine Moshiri, Al Jazeera's correspondent in Afghanistan, said the country's government rejected bin Laden's statement.

"The Afghan government's response to this is that Osama bin Laden has no right to tell a sovereign country like Afghanistan what it should do or what its people should do," she said.

"The national security adviser spokesperson told me that the Afghan people chose to have the international community here.

"The government says it is al-Qaeda terrorists and the Taliban that are killing civilians and troops... the government's comments will please Nato."

Traduzione

"Io sono il responsabile" per gli attacchi a New York e a Washington dell'11 settembre 2001, ha proseguito bin Laden.

Gli USA hanno "insistito per invadere" l'Afghanistan sebbene sapessero che l'Afghanistan non era implicato negli attacchi, e "l'Europa li ha seguiti", ha aggiunto.

Una forza di truppe militari NATO provenienti dagli USA e dall'Europa ha operato in Afghanistan sin dall'invasione capeggiata dagli Stati Uniti nel 2001.

La corrispondente di Al Jazeera in Afghanistan, Nazanine Moshiri, ha detto che il governo della nazione [afghana] ha respinto il messaggio di bin Landen.

"La risposta del governo afghano a questo [messaggio] è che Osama bin Laden non ha alcun diritto di dire a uno stato sovrano come l'Afghanistan ciò che dovrebbe fare o ciò che la sua gente dovrebbe fare" ha detto [la giornalista].

"Il portavoce del consigliere della sicurezza nazionale mi ha detto che la gente Afghana preferisce avere la comunità internazionale qui".

"Il governo dice che sono i terroristi di al-Qaeda ed i Talebani ad uccidere militari e civili... i commenti del governo saranno accolti con favore dalla NATO".

Ulteriori fonti che riportano la notizia: Repubblica (articolo), ABC2 News (audio del messaggio in formato Flash), CNN (servizio), MSNBC (servizio con video), BBC News (articolo), Associated Press (lancio di agenzia), Corriere della Sera (articolo , servizio con trascrizioni).

L'autenticità del messaggio è stata confermata sia dai servizi di intelligence che dagli esperti di Al-Jazeera.

Ricordiamo che su Undicisettembre è presente un articolo che raccoglie precedenti rivendicazioni di Osama Bin Laden e di Al Qaeda.

Aggiornamento

Il testo completo del messaggio, che dura circa cinque minuti ed è stato tradotto da al-Sahab (il network informativo ufficiale di Al-Qaeda in inglese, tedesco e pashtu (fonte: Quotidiano.net):

"La verità è quella che vi ho detto in passato sui fatti di Manhattan quando vi ho spiegato che si trattava di una risposta all'alleanza americana con gli israeliani contro la Palestina e il Libano. E io ne sono il responsabile. Assicuro tutti gli afghani che i talebani non ne sapevano niente e gli Stati Uniti lo sanno perchè alcuni ministri talebani sono loro prigionieri e sono stati interrogati. Per questo il governo talebano ha chiesto agli americani in passato di fornire delle prove contro di loro prima di avviare l'invasione dell'Afghanistan, ma non ne hanno presentate. E poi l'Europa li ha seguiti nella spedizione, non avendo altra scelta che essere suo vassallo".

"Questo vi è bastato per entrare nella guerra e per perdonare i soldati americani dall'essere processati da un tribunale europeo. Per questo il mio discorso è rivolto a voi e non ai vostri politici. Non è un segreto che Blair, Brown, Berlusconi, Aznar e Sarkozy e gli altri come loro amano stare all'ombra della Casa Bianca e non c'è una grande differenza tra loro e altri leader del terzo mondo".

"Sintetizzando, voi siete responsabili di due ingiustizie. La prima è quella di aver fatto guerra all'Afghanistan senza diritto, non avendo alcuna prova da portare in un qualsiasi tribunale. In più avete distrutto i campi di addestramento di al-Qaeda, ucciso alcuni suoi membri e catturato alcuni di loro soprattutto in Pakistan. Qual è la colpa degli afghani di continuare a subire questa guerra contro di loro, se non il fatto di essere musulmani. E questo evidenzia l'odio crociato contro l'Islam e il suo popolo".

"Secondo: voi in questa guerra non rispettate alcun codice d'onore. La maggior parte delle vittime dei vostri bombardamenti sono donne e bambini e pure sapete che le donne non combattono, ma mirate a loro per abbattere il morale dei mujahidin. Ma loro sono saldi nel volere la vendetta e combattere gli occupanti oppressori. Sono stato personalmente testimone di molti fatti di questo genere e queste cose continuano quasi ogni giorno. Gli ospedali sono pieni di innocenti e non c'è religione o morale. Per questo vi informo che il popolo afghano è un popolo musulmano religioso e fiero che non accetta sottomissioni e soprusi. La loro storia è piena di vittorie, hanno combattuto la Gran Bretagna e l'hanno sconfitta, hanno combattuto i russi e hanno vinto, e oggi combattono gli americani e i suoi agenti con la guida del Mullah Omar e sotto la guida di Mansur Dadullah".

"Vi ricordo che l'influenza americana nel mondo sta per terminare col permesso di Allah e loro ritorneranno nelle loro case oltre l'Atlantico facendo sì che i vicini paghino da soli i loro conti. Per questo dovete parlare con i vostri politici che seguono la Casa Bianca affinché tornino sui loro passi e la pace sia su chi segue la retta via".

2007/05/20

La videoconfessione "falsa" di Bin Laden

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English abstract: Conspiracy theorists claim that a video in which Osama bin Laden clearly describes his involvement in the 9/11 attacks was faked by using a lookalike. This claim is based on pictures such as the one shown here (left), which unquestionably bears little resemblance to other pictures of bin Laden: in particular, the person appears to have a much wider face.

However, the identities of the other people shown in the video is not disputed, and presumably they would have quickly spotted any bin Laden impostor sitting among them. This implies that there must be another explanation for the poor resemblance.

This article suggests that the probable explanation is the substantial vertical squashing of the video caused by converting it from one video standard to another (specifically, from PAL to NTSC). Removing this squashing yields a picture which bears a very strong resemblance to bin Laden.

This article is partly based on the research published by the Muckraker Report.

Il video diffuso dalle autorità statunitensi a dicembre 2001, nel quale bin Laden descrive chiaramente ai propri seguaci numerosi dettagli relativi all'organizzazione degli attentati, sarebbe un falso, secondo molti complottisti: lo hanno dichiarato per esempio Infowars.net e Giulietto Chiesa. La presunta prova della falsità sarebbe la scarsissima somiglianza fra Osama bin Laden e la persona raffigurata nel video.

In effetti il fotogramma mostrato all'inizio di questo articolo presenta una fisionomia indiscutibilmente differente da quella ben nota di bin Laden, ma questo fatto si scontra con un'obiezione di buon senso: con tutti i soldi, le complicità e le risorse a disposizione degli ipotetici falsificatori, è mai possibile che non siano riusciti a procurarsi un sosia più decente? Pensavano davvero che nessuno si sarebbe accordo che avevano usato Cicciobello al posto dello smunto Osama?

E' questo il problema di fondo del complottismo: la convinzione che questi grandiosi cospiratori dell'11 settembre siano capaci di piani sofisticatissimi, ma al tempo stesso siano così fantozzianamente imbranati da lasciare dappertutto prove vistosissime del loro intrigo.

Un'altra obiezione di buon senso è che nessun esponente di Al Qaeda ha mai dichiarato che questo video è falso. Come mai?

Ma andiamo avanti. L'ipotesi del sosia Cicciobello non regge per un'altra ragione: l'identità delle altre persone presenti nel video è indiscussa. Ma se quelle persone sono fedelissimi di bin Laden, come mai non si sono accorte di chiacchierare per un'oretta con un suo sosia da quattro soldi?

Infatti neppure i complottisti più accaniti hanno mai asserito, a quanto mi risulta, che le persone mostrate insieme a bin Laden non siano lo sceicco paraplegico saudita Khaled Al-Harbi, il numero due di Al Qaeda Ayman Al-Zawahiri e il portavoce kuwaitiano di Al Qaeda Suleiman Abu Ghaith. Eccoli in alcuni fotogrammi del filmato (visionabile integralmente, ma in bassa qualità, presso Npr.org):

A sinistra, Suleiman Abu Ghaith; al centro, Osama bin Laden; a destra, Khaled Al-Harbi.

A sinistra, Khaled al-Harbi; a destra, Ayman Al-Zawahiri. Osama bin Laden è fuori dall'inquadratura, a sinistra.

L'esame dei fotogrammi mostrati qui sopra e più in generale del video integrale rivela un altro fatto interessante: ci sono molti fotogrammi nei quali il presunto sosia è assai più somigliante a Osama che nell'immagine mostrata a inizio articolo e solitamente citata dai complottisti.

Un esempio di questi fotogrammi è mostrato qui a sinistra: è tratto dal medesimo video accusato di essere falso (colore e contrasto sono stati regolati per renderlo più leggibile). La somiglianza è decisamente più marcata. Si direbbe che i complottisti abbiano selezionato quei fotogrammi che facevano al caso loro, scartando tutti gli altri che non si adattavano alla loro teoria preconfezionata.

Ma anche tenendo conto di queste altre immagini maggiormente somiglianti e delle considerazioni sulle altre persone presenti, resta il problema di quei fotogrammi di pessima somiglianza. Non possono certo essere ignorati; sarebbe una selezione arbitraria dei fatti degna delle migliori metodologie complottiste.

Per prima cosa si nota che i complottisti usano versioni di pessima qualità del video, che sono quelle fatte circolare inizialmente e derivanti da numerosi passaggi di duplicazione. Come è noto, questi passaggi causano un rapido degrado della qualità (specialmente nel caso di registrazioni analogiche come questa). In seguito sono state rilasciate versioni decisamente più nitide rispetto a quella pubblicata presso Npr.org; ne vedete alcuni fotogrammi con il logo C-SPAN. Questo degrado può aver contribuito alla deformazione dell'immagine, sfumandone i dettagli e creando la percezione di una fisionomia più in carne di quella effettiva. Ma c'è una considerazione più tecnica che può spiegare i fotogrammi controversi.

A proposito di questi passaggi di duplicazione, un articolo di Muckraker Report (non certo tenero nei confronti del governo USA) nota infatti che la versione originale, stando a quanto dichiarato dalle autorità militari, fu rinvenuta su videocassetta a Jalalabad, in Afghanistan, e fu registrata a Kandahar, in Pakistan (fonte: PBS). In questi paesi si usa il formato video PAL, che ha una risoluzione di 576 righe verticali visibili. Negli Stati Uniti e in altri paesi, invece, si usa il formato NTSC, che ha 480 righe visibili.

Un video girato in PAL, come quello di bin Laden, viene solitamente convertito in NTSC eliminando le righe in eccedenza. Questo produce una notevole compressione verticale dell'immagine (circa il 16%), che si traduce in una deformazione delle proporzioni delle immagini. Normalmente questo non è un problema percettibile (il cervello umano compensa automaticamente l'errore), ma diventa molto importante e vistoso quando si tratta di verificare dettagli che dipendono dalle corrette proporzioni.

Per esempio, questo è il fotogramma contestato di bin Laden, così come viene mostrato solitamente (versione NTSC di bassa qualità): naso troppo corto, zigomi troppo larghi.


E questo è lo stesso fotogramma convertito correttamente, ripristinando le proporzioni fra altezza e larghezza dell'originale PAL:

Improvvisamente, il sosia non è più Cicciobello e la compatibilità con la fisionomia di Osama bin Laden è molto più alta.

Lo stesso effetto è rilevabile anche in altri fotogrammi. Questa è la versione NTSC (contrasto e saturazione sono stati regolati per migliorare la leggibilità):

E questa è la versione PAL con le proporzioni corrette:

Chiedo ora ai signori complottisti: siete ancora sicuri di poter dire che quest'immagine non mostra Osama bin Laden?

2007/04/10

Al Qaeda: dichiarazioni, ammissioni e rivendicazioni sull'11/9

di John (http://www.crono911.org/), con integrazioni di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English abstract: A comprehensive list of events and documents in which Al Qaeda, Osama bin Laden and/or their associates have publicly claimed responsibility for the 9/11 attacks or shown direct ties to the 19 hijackers, which conspiracy theorists often deny, attempt to downplay or claim to be fakes. Links are also provided to the English and Italian transcriptions and translations of the video claims and to the exhibits of the Zacarias Moussaoui trial.

Dall'11 settembre del 2001, la responsabilità di Al Qaeda e di Osama bin Laden nell'organizzazione e nella conduzione degli attacchi è stata ampiamente dimostrata sia dagli elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini (la stragrande maggioranza dei quali è elencata ed è liberamente consultabile tra gli atti del processo Moussaoui), sia da una serie di ammissioni, confessioni e rivendicazioni fatte dagli stessi organizzatori.

In questo articolo cerchiamo di riassumerle e ricostruirle, allo scopo di fornire un quadro chiaro e di rapido accesso alle fonti relative a questi aspetti, spesso poco noti.

I link fanno spesso riferimento a risorse esterne, ma ne abbiamo copia in archivio. Preghiamo quindi i lettori di segnalarci eventuali link non più funzionanti, che sostituiremo con le copie locali.


1) Settembre 2001: Osama bin Laden nega il proprio coinvolgimento


Il 17 settembre 2001, Osama bin Laden fa pervenire all'emittente Al Jazeera una propria dichiarazione:

"Il governo degli Stati Uniti mi ha sistematicamente accusato di essere il mandante ogni volta che i suoi nemici l'attaccano. Vorrei assicurare al mondo che io non ho pianificato i recenti attacchi, che sembrano essere stati pianificati da persone per motivi personali. Vivo nell'emirato islamico dell'Afghanistan e seguo le regole dei suoi capi. Il capo attuale non mi permette di effettuare operazioni di questo genere."

CNN: Bin Laden says he wasn't behind attacks


2) Settembre 2001: Osama bin Laden nega ancora



In una intervista pubblicata il 28 settembre 2001 da The Daily Ummat, uno dei principali giornali in lingua urdu di Karachi, Osama bin Laden nega ancora una volta di essere coinvolto negli attentati:

"Ho già detto che non sono coinvolto negli attacchi... la religione islamica proibisce di colpire donne, bambini e persone innocenti... gli USA dovrebbero cercare i responsabili degli attacchi nel loro interno, gente che è parte della società americana ma dissente da essa, oppure gente che appartiene ad altre strutture, persone che vogliono fare di questo secolo un secolo di guerra tra l'Islamismo e il Cristianesimo... può essere stato chiunque, dalla Russia a Israele, dall'India alla Serbia. Persino negli stessi Stati Uniti ci sono una dozzina di gruppi ben organizzati ed equipaggiati, in grado di causare distruzioni su larga scala. E non dimentichiamoci degli ebrei, che odiano Bush sia dalle sue elezioni in Florida e vorrebbero vendicarsi contro di lui...”

Daily Ummat (traduzione in inglese pubblicata da Just Response Network): Who was behind 9/11? – an interview with Osama Bin Laden

È interessante notare che l'inizio della risposta militare statunitense (attacco all'Afghanistan, il 7 ottobre 2001) si colloca a dividere le smentite iniziali dalle rivendicazioni. Questo è compatibile con uno scenario in cui Osama bin Laden cerca di evitare che il regime talebano che lo ospita subisca la distruttiva reazione americana, ma una volta che questo tentativo è fallito, non c'è più ragione di continuare a negare.


3) Ottobre 2001: il proclama su Al Jazeera, prima generica rivendicazione


Proclama2g.jpgNei primi giorni di ottobre, Osama bin Laden diffonde su Al Jazeera un video (a sinistra ne è mostrato un fotogramma) in cui fa una prima generica e parziale rivendicazione degli attentati dell'11 settembre, attribuendoli non specificamente a sé ma a "una piccola avanguardia di musulmani", e incita i fedeli alla guerra contro gli Stati Uniti e contro l'Occidente.

La Repubblica: la Jihad di Bin Laden

La Repubblica: il testo del proclama (in italiano)

"Dio ha benedetto una piccola avanguardia di musulmani, la prima linea dell'Islam, affinché distruggessero l'America."

MidEastWeb: il testo del proclama (in inglese)


4) Ottobre 2001: video propaganda di Bin Laden


Dei giornalisti del Sunday Telegraph riescono a visionare un video girato da Osama Bin Laden e destinato a essere diffuso come materiale propagandistico. Secondo i giornalisti, nel video Osama ammette la responsabilità di Al Qaeda negli attentati, dichiarando che le Torri Gemelle erano obiettivi legittimi. La notizia viene diffusa nella prima decade di novembre 2001. La CNN trasmette il filmato e pubblica una trascrizione e traduzione a febbraio 2002.

La Repubblica: "Il nostro è un terrorismo buono"

"Se vendicare l'uccisione della nostra gente è terrorismo, allora la storia testimonierà che siamo terroristi. Sì, noi uccidiamo i loro innocenti, e ciò è legale dal punto di vista religioso e logico."

BBC: Bin Laden 'confesses to terrorism'

Sunday Telegraph: Bin Laden, Yes I did it

CNN: Bin Laden's sole post-September 11 TV interview aired

CNN: trascrizione e traduzione integrale del video


5) Novembre 2001: intervista a Bin Laden


Nel novembre del 2001, Osama Bin Laden rilascia un'intervista a un giornalista pakistano, Hamid Mir. Nell'intervista, registrata l'8 ottobre 2001, non ci sono ammissioni di responsabilità: Osama glissa sulla paternità degli attacchi, ma li giustifica e li approva.

La Repubblica: "America devi arrenderti"

Dawn: l'intervista integrale (in inglese)


6) Novembre 2001: il video di Kandahar


Alla fine del 2001, nel corso delle operazioni militari in Afghanistan, viene rinvenuta una videocassetta che riprende un incontro avvenuto nel mese di novembre tra Osama Bin Laden ed alcuni seguaci. Nel corso dell'incontro, il leader di Al Qaeda spiega numerosi dettagli relativi all'organizzazione degli attentati. La notizia viene rivelata il 9 dicembre del 2001 e il video viene reso pubblico il giorno seguente.

L'autenticità del video è stata messa spesso in dubbio mediante la presentazione di fotogrammi di bassissima risoluzione, se non volutamente manipolati, di modo che Osama Bin Laden non fosse riconoscibile. A sinistra mostriamo un fotogramma ricavato dal filmato originale, nel quale il capo di Al Qaeda è chiaramente riconoscibile.

La Repubblica: "Ecco il video shock di Osama" (articolo e foto)

La Repubblica: "La trascrizione del video" (in inglese, testo); "La trascrizione del video" (in italiano, testo)

"(...incomprensibile...) abbiamo calcolato in anticipo il numero delle vittime fra i nemici, quelli che sarebbero stati uccisi in base alla loro posizione nella torre. Avevamo calcolato che i piani che sarebbero stati colpiti sarebbero stati due o tre. Io ero il più ottimista di tutti. (...incomprensibile...) vista la mia esperienza in questo campo, pensavo che il fuoco sprigionato dal carburante dell'aereo avrebbe fuso le strutture di ferro dell'edificio e avrebbe fatto crollare la zona colpita dall'aereo e i piani sovrastanti. Questo è ciò che speravamo."


"Tutto quello che sapevano i fratelli che hanno portato a termine l'operazione era che era un'operazione per il martirio. Abbiamo chiesto a ciascuno di loro di andare in America, ma loro non sapevano nulla dell'operazione, nulla di nulla. Ma erano addestrati e noi non abbiamo rivelato nulla dell'operazione fino a quando furono là, proprio prima che si imbarcassero sugli aerei."



7) Dicembre 2001: video di bin Laden trasmesso da Al-Jazeera

Osama benedice gli attacchi ("tre mesi dopo i benedetti attacchi contro l'ateismo mondiale e il suo leader, l'America...") e li loda ("il terrorismo contro l'America è lodevole"). Descrive i dirottatori: "Quindici giovani sono usciti dalle due sacre moschee [l'Arabia Saudita]. Altri due venivano dagli Emirati Arabi. Mohammad Atta dall'Egitto. Un altro, Ziad al Jarrah, dal Levante. Tutti i 19 studenti che hanno portato a compimento gli attentati negli USA erano stati addestrati in mezzo al nemico."

La Stampa del 28/12/2001, con testo integrale del discorso.


8) Marzo 2002: video di Bin Laden e Al-Zawahri


2002alomari.jpgIn un video rilasciato ad Al Jazeera (a sinistra), Osama Bin Laden è seduto a fianco di Al-Zawahri, suo consigliere spirituale, che con riferimento agli attacchi dell'11 settembre li definisce "una grande vittoria".

Nello stesso video viene mostrato il proclama di martirio di Al-Haznawi, uno dei dirottatori. Alcuni elementi lasciano ritenere che il video sia stato girato alcuni giorni prima del 27 marzo 2002.

CBS News: "Bin Laden Video recent?"

9) Aprile 2002: l'intervista di Khalid Sheikh Mohammed a Yosri Fouda


Yosri Fouda, capo redattore di Al Jazeera, intervista Khalid Shaikh Mohammed e Ramzi Binalshibh, rispettivamente organizzatore degli attentati dell'11 settembre 2001 e responsabile dei collegamenti tra Al Qaeda e Atta, capo dei dirottatori.

L'intervista viene pubblicata nel libro "Masterminds of Terror" scritto da Yosri Fouda e da Nick Fielding (reporter del Sunday Times), nel quale sono incluse anche interviste ai parenti dei dirottatori.

Il libro è stato pubblicato anche in Italia, con il titolo "Le menti criminali del terrorismo" (Newton & Compton Editori, ISBN 88-8289-998-5).

Nel corso dell'intervista, i due responsabili di Al Qaeda ricostruiscono la storia e l'organizzazione degli attentati. Entrambi saranno successivamente catturati e presi in custodia dalle autorità americane.

Fouda radunò tutta la propria esperienza, guardò Khalid negli occhi e chiese: "Siete stati voi?". Ma Khalid non esitò.
"Niente riprese oggi" disse "e non devi preoccuparti per la telecamera o per un operatore per domani. Forniremo noi tutto."
Ramzi [Binalshibh] aggiunse i propri dettagli dell'organizzazione: "Andrai direttamente da qui [Karachi] al tuo volo quando avremo finito".
Poi, senza cerimonie, Khalid andò al sodo facendo una dichiarazione che colpì Fouda come il pugno di un peso massimo: "Io sono il capo del comitato militare di al-Qaeda" disse "e Ramzi è il coordinatore dell'operazione Martedì Sacro. E sì, siamo stati noi."



10) Aprile e settembre 2002: i primi video dei dirottatori


2002alomari.jpg2_91603_1_12.jpgAl Jazeera manda in onda spezzoni di un video di Al Qaeda (a sinistra), nel quale vengono mostrati alcuni dei dirottatori dell'11 settembre che proclamano il proprio martirio e minacciano l'Occidente. Nel video, i dirottatori vengono ripresi mentre studiano carte e piani di volo e si incontrano con Osama Bin Laden.

In particolare, il filmato, che si ritiene girato nel 2000, riprende Abdulaziz Al Omari, Ahmed Al Nami, Hamza Al Ghamdi, Saeed Al Ghamdi, Wail Al Shehri e altri. Sullo sfondo sono state montate anche immagini e disegni che mostrano le Twin Towers ed il Pentagono.

CNN: "Bin Laden tape..."

ABC News: "Bin Laden's new videotape"


11) Ottobre 2004: il discorso "pre-elettorale"


Proclama2004.jpgAlla vigilia delle elezioni presidenziali americane, Osama Bin Laden affida ad una videocassetta mandata in onda da Al Jazeera il proprio messaggio rivolto agli elettori americani.

Nel messaggio (a sinistra), trasmesso a fine ottobre, il terrorista rivendica gli attentati dell'11 settembre giustificandoli come rappresaglia agli attacchi israeliani in Libano nel 1982. Osama Bin Laden rivendica anche altri attentati precedenti in Kenya, in Tanzania e nello Yemen.

Al Jazeera (archiviato presso Archive.org): "Full transcript" (il testo del video-messaggio, in inglese, come presentato dai sottotitoli originali del video).

"Allah sa che non avevamo mai pensato di colpire le torri. Ma dopo che divenne insostenibile e fummo testimoni dell'oppressione e della tirannia della coalizione americana/israeliana contro la nostra gente in Palestina e in Libano, ci pensai."


"... e nel guardare quelle torri demolite in Libano, mi venne in mente che dovevamo punire l'oppressore allo stesso modo e che dovevamo distruggere torri in America, affinché assaggiassero ciò che avevamo assaggiato noi e affinché fossero scoraggiati dall'uccidere le nostre donne e i nostri bambini."


"...per esempio, al-Qaeda spese 500.000 dollari per l'evento, mentre l'America perse, nell'avvenimento e nelle sue conseguenze, secondo la stima più bassa, oltre 500 miliardi di dollari. Significa che ogni dollaro di al-Qaeda ha sconfitto un milione di dollari, con il permesso di Allah."


"avevamo concordato con il comandante generale Mohammed Atta, Allah abbia pietà di lui, che tutte le operazioni dovessero svolgersi entro 20 minuti, prima che Bush e la sua amministrazione se ne accorgessero."



12) Maggio 2006: sentenza Moussaoui


moussaoui1.jpgZacarias Moussaoui (nella foto), spesso indicato a torto come il ventesimo dirottatore, arrestato in USA poche settimane prima degli attentati mentre frequentava una scuola di volo, viene riconosciuto colpevole da una pubblica giuria e condannato al carcere a vita. Il 31 luglio del 2006 tutti gli atti del processo vengono pubblicati sul Web.

Nel corso del processo, Moussaoui ha ammesso di appartenere ad Al Qaeda e di aver avuto il compito di pilotare un quinto aereo destinato a colpire la Casa Bianca. Ha dichiarato di aver ricevuto l'incarico direttamente da Osama bin Laden.

Secondo le dichiarazioni rese nello stesso processo da Khalid Shaikh Mohammed, organizzatore degli attacchi, l'aereo di Moussaoui era parte di una seconda ondata che avrebbe dovuto seguire agli attacchi dell'11 settembre.

Quest'ultima precisazione è stata confermata dallo stesso Osama bin Laden, che in un messaggio divulgato nello stesso mese di maggio del 2006 ha dichiarato di aver scelto personalmente i 19 dirottatori dell'11 settembre 2001 e che Moussaoui non faceva parte di quel gruppo.

Atti del processo Moussaoui

CBS News: Le dichiarazioni di Moussaoui al processo

Fox News/Associated Press: Il messaggio di Bin Laden

"[Moussaoui] non aveva alcun legame con l'11 settembre... Io sono la persona responsabile dei 19 fratelli e non ho mai incaricato il fratello Zacarias di essere con loro in quella missione."


CNN News: il caso Moussaoui


13) Settembre 2006: il secondo video dei dirottatori


usatoday.jpgAl Jazeera riceve e manda in onda un altro filmato di Al Qaeda (a sinistra) che mostra i dirottatori durante alcune fasi dell'addestramento in Afghanistan, Osama Bin Laden che partecipa ai preparativi e alla pianificazione, e i soliti proclami.

USA Today: "Video shows..."

Al Jazeera: "Al Qaeda video takes credit..."


14) Ottobre 2006: il terzo video dei dirottatori


sunday1.jpgIl Sunday Times riceve e pubblica un video (a sinistra), girato da Al Qaeda in Afghanistan e datato gennaio 2000, che mostra alcuni dirottatori, tra i quali i due piloti Atta e Jarrah, che fanno dichiarazioni, si addestrano, ridono, e parlano con Osama Bin Laden.

CNN: "Video shows laughing..."

MSNBC: "Video showing Atta..."


15) Marzo 2007: i processi militari


Si aprono nella base militare americana di Guantanamo i processi a carico dei guerriglieri di Al Qaeda, ai quali viene attribuito lo status di combattenti, e pertanto sottoposti alla giustizia penale militare.

Vengono rilasciate al pubblico le dichiarazioni rese da Khalid Shaikh Mohammed (KSM), Ramzi Binalshibh e Al Shaykh Al-Libi. Dei primi due abbiamo già parlato sopra; Al-Libi è invece il responsabile del campo di addestramento in Afghanistan nel quale furono preparati e addestrati i dirottatori.

Nel corso dell'udienza preliminare, i tre hanno reso piena ammissione delle proprie responsabilità e del ruolo di Al-Qaeda e di Osama Bin Laden negli attentati.

Findlaw.com: dichiarazioni di KSM

Dichiarazioni di Binalshibh

Dichiarazioni di Al-Libi


16) Novembre 2007


In un messaggio audio, Osama bin Laden ribadisce:

"Io sono responsabile degli attacchi a New York e Washington dell'11 settembre 2001."


Al Jazeera: "Message to the European Peoples"


17) Luglio 2008: al-Qaeda "coinvolta"


Il 22 luglio 2008, Mustafa Abu al-Yazid, noto anche come Sheikh Saeed, ritenuto il comandante delle operazioni di al-Qaeda in Afghanistan e amministratore del supporto economico agli attentati dell'11 settembre 2001, ha concesso un'intervista televisiva all'emittente pachistana Geo in cui ha dichiarato che al-Qaeda era stata "adeguatamente coinvolta" ("properly involved") negli attentati dell'11/9.

BBC: Al-Qaeda Leader in Interview


18) Gennaio 2009: "Orgogliosi di averlo fatto"


Alla lettura dei capi di imputazione presso il tribunale militare di Guantanamo, Khalid Sheikh Mohammed e Ramzi Binalshibh proclamano: "Lo abbiamo fatto e ne siamo orgogliosi".

NewsDaily: Guantanamo court convenes with chaos, boasting


19) Settembre 2009: "ciò che ha spinto noi a realizzare gli eventi dell'11/9"


Il 14 settembre 2009 il sito As-Sahab pubblica un messaggio audio attribuito a bin Laden. La voce rivendica la paternità degli attacchi dell'11/9:

"... lasciatemi dire che abbiamo dichiarato molte volte, nel corso di più di due decenni e mezzo, che la ragione del nostro conflitto con voi è il vostro sostegno ai vostri alleati israeliani, che occupano la nostra terra di Palestina. Il vostro atteggiamento, insieme ad altre ingiustizie, sono ciò che ha spinto noi a realizzare gli eventi dell'11 settembre."

Fonti: Al Jazeera, UPI. Audio disponibile presso Liveleak.com.


Altri messaggi audiovisivi di Osama bin Laden o al-Qaeda senza rivendicazioni dell'11/9

Questa lista è in via di compilazione ed è quindi parziale. Una cronologia dei messaggi è disponibile qui su CNN.

3 giugno 2009. Messaggio audio pubblicato inizialmente da al-Jazzeera. Fonte: CNN (con campione e testo del messaggio), Daily Mail.

Gennaio 2010. Messaggio audio di bin Laden che incolpa gli Stati Uniti per il riscaldamento globale.


Marzo 2010. Messaggio audio di bin Laden che minaccia l'uccisione di americani se verrà giustiziato Khalid Sheikh Mohammed, accusato di essere l'organizzatore degli attentati dell'11/9.

15 giugno 2010. Messaggio audio di circa un minuto e mezzo che annuncia che "Gli Stati Uniti verranno colpiti ancora come furono colpiti l'11/9". Fonti: TgCom, Libero News, Asian Age, Vancouver Sun, Hindustan Times. Nessuna testata di primaria importanza riporta la notizia.

1 ottobre 2010. Messaggio audio di 11 minuti sul tema dei soccorsi nei paesi colpiti da disastri naturali, attribuito a bin Laden e pubblicato da siti islamisti (fonte: BBC).


Rivendicazioni di altri attentati


Attentato fallito di Natale 2009. Il 25 dicembre 2009, Omar Farouk Abdulmutallab ha tentato di innescare degli esplosivi cuciti nella propria biancheria intima a bordo del volo Northwest Airlines 253 da Amsterdam a Detroit. La reazione dei passeggeri ha sventato l'attentato. Il 24 gennaio, un messaggio audio attribuito a Osama bin Laden ha rivendicato la responsabilità dell'operazione terroristica. Fonti: Al Jazeera, USA Today, BBC, Corriere della Sera.


Organizzazione e produzione video


A margine di questo elenco è utile spendere due parole sulla struttura propagandistica di Al-Qaeda, deputata alla produzione di video e altro materiale mediatico. Al-Qaeda è suddivisa in una serie di dipartimenti, chiamati anche "Commissioni".

Lo Staff Statement 15, un rapporto compilato nell'ambito dei lavori della Commissione Indipendente sui fatti dell'11 settembre, ne ha individuati sei, ciascuno responsabile di un settore di attività.

Tra essi vi è il dipartimento Informazioni, incaricato della propaganda. Nell'ambito di questo dipartimento opera una vera e propria struttura di produzione di filmati, che Al-Qaeda ha pubblicamente denominato "As-Sahab".

Praticamente tutti i video rilasciati da Al-Qaeda sono prodotti da "As-Sahab". Non è chiaro quanto di questa struttura sia sopravvissuto dopo la "guerra globale" avviata contro Al-Qaeda dopo i fatti del 2001, anche perché buona parte dei video rilasciati negli ultimi anni è stata ottenuta "riciclando" spezzoni girati tra il 2000 ed il 2001.

Staff Statement 15

As Sahab su Internet Archive

2007/03/15

11 settembre: ora parlano gli organizzatori. Quelli veri

di John www.crono911.org

L'integrazione in fondo all'articolo è stata aggiunta dopo la pubblicazione iniziale.

Già un anno fa il documento Crono911, in una sezione di approfondimento denominata “Niente Processi”, affrontava la questione dei vari organizzatori e fiancheggiatori degli attentati dell'11 settembre 2001, che erano stati catturati o arrestati dalle forze armate americane e dai vari servizi di intelligence, nel mondo, offrendo ai lettori una sintesi mai realizzata in precedenza, specialmente in Italia.

Già allora erano disponibili le prime dichiarazioni rilasciate da Khalid Sheikh Mohamed (KSM), l'uomo che ha coordinato tutta l'organizzazione degli attentati dell'11 settembre, confluite nel processo Moussaoui, che costituivano una piena ammissione di responsabilità.

Oggi Khalid Sheikh Mohamed affronta il tribunale speciale militare allestito a Guantanamo, che processerà anche altri terroristi che contribuirono al sanguinoso progetto.

In proposito, segnaliamo l'articolo di Paolo Attivissimo nel quale sono indicati i link per leggere le prime trascrizioni delle dichiarazioni rese da KSM, nonché l'articolo pubblicato su La Repubblica.

KSM è stato l'organizzatore e la mente degli attentati, ma molte altre pedine chiave sono finite nelle mani della giustizia militare, come Ramzi Binalshibh, l'uomo che ha fatto da tramite fra Atta (leader operativo dei dirottatori) e Osama Bin Laden (che decretò l'avvio dell'intero progetto), e come Al Libi, responsabile del campo di Al Qaeda in Afghanistan in cui si addestrarono i dirottatori.

Queste confessioni vanno a formare un quadro perfettamente coerente con quanto già dichiarato dal mancato dirottatore Moussaoui in un regolare processo penale pubblico e con le rivendicazioni fatte da Osama Bin Laden, nonché con i numerosi video che confermano la piena responsabilità di Al Qaeda.

Un quadro che conferma pienamente la “versione ufficiale” dei fatti e smentisce a monte tutte le teorie alternative proposte dai cospirazionisti.

E così, mentre qualcuno continua, ormai pateticamente, a lustrare le lenti di ingrandimento per studiare gli sbuffi di fumo e la larghezza dei buchi sui muri, e mentre qualcun altro sottopone ad esame neutronico i fotogrammi dei video del Pentagono, nel mondo reale si sta scrivendo l'ultimo capitolo della vera storia degli attentati dell'11 settembre 2001.

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Ad integrazione dell'articolo, è opportuno aggiungere che lo stato di detenzione speciale di KSM e soci non è una buona scusa per affermare che le loro ammissioni siano false o sospette: nell'aprile del 2002, quando KSM era ancora libero, fu raggiunto e intervistato da Yosri Fouda, capo reporter di Al Jazeera e rivelò di essere stato l'organizzatore degli attentati dell'11 settembre.

Il tutto è riportato nel libro di Yosri Fouda e Nick Fielding (reporter di Sunday Times) "Le menti criminali del terrorismo, la verità nascosta dietro l'attentato più devastante che il mondo abbia mai vissuto", pubblicato in Italia dalla Newton & Compton.

Segnaliamo, per chi non disponesse del libro, alcuni articoli web: