2008/02/13

United 93: confronto con lo schianto del volo Pacific Southwest Airlines 1771

di Hammer

Il 7 dicembre 1987 il volo Pacific Southwest Airlines 1771, un British Aerospace 146, si schiantò al suolo in una zona rurale nelle vicinanze di San Luis Obispo, California.

Responsabile del disastro fu un passeggero, dipendente della società proprietaria della PSA, di nome David Burke, da poco licenziato per aver sottratto dei soldi alla compagnia.

Durante la fase di crociera, mentre era ancora in cabina passeggeri, Burke eliminò a colpi di pistola il suo responsabile, che si trovava a bordo come passeggero. Prima di ucciderlo gli consegnò un minaccioso messaggio, scritto su un sacchetto di carta per il mal d'aria, che fu poi rinvenuto tra i resti dell'aereo. Quindi entrò nella cabina di pilotaggio, uccise i due piloti con la stessa pistola, diresse l'aeromobile al suolo in assetto quasi verticale a velocità elevata, e infine si tolse la vita. Il disastro aveva, nelle intenzioni di Burke, il duplice scopo di suicidio disperato e vendetta per il licenziamento.

Riguardo agli ultimi secondi del volo ci sono informazioni contrastanti. Secondo quanto riportato da Wikipedia, il velivolo arrivò a terra a circa 1100 km/h (700 mph nella misura originale). Al contrario, secondo AirDisaster.com l'impatto avvenne a circa 1500 km/h (1,2 Mach nella misura originale) e proprio a causa di tale velocità l'aeromobile avrebbe cominciato a distruggersi prima di arrivare al suolo. A parziale smentita di quanto riportato da AirDisaster ci sono però le testimonianze oculari, raccolte durante l'indagine dell'NTSB, secondo le quali il velivolo non aveva danni esteriori prima di terminare drammaticamente il suo volo.

Comunque sia, tutti i dati confermano che l'aereo impattò il suolo ad una velocità molto maggiore di quanto previsto dai limiti costruttivi.

L'episodio si presta ad un confronto con lo schianto del volo United 93 e fa luce su alcuni degli aspetti che i sostenitori delle teorie del complotto ritengono poco chiari.

Rottami e luogo dello schianto


L'investigatore di polizia della contea di San Luis Obispo, Bill Wammock, intervenuto sul luogo del disastro, ricorda così ciò che apparve ai suoi occhi.

Nothing that resembled an airliner... we went on for hours, before we heard the news reports of a missing airliner, believing that we were dealing with a small airplane full of newspapers that had crashed. We saw no pieces of the aircraft that were larger than, maybe, a human hand. It did not look like a passenger aircraft.

La traduzione in italiano è la seguente.

Nulla che somigliasse a un aereo di linea... continuammo per ore, prima di sentire i notiziari che parlavano di un aereo di linea scomparso, a credere che si trattasse di un piccolo aereo carico di giornali che si era schiantato. Non vedemmo alcun pezzo di aereo più grande, forse, di una mano. Non sembrava un aereo passeggeri.

Le parole di Wammock, riportate da AirDisaster, sono molto eloquenti e dimostrano come lo schianto di un grosso velivolo possa ingannare l'intuizione. I rottami del velivolo sono spesso così piccoli da indurre gli spettatori a credere che si tratti di un piccolo aereo. Al contrario, il BAe 146 è un velivolo lungo 26 metri, con un'apertura alare della stessa misura.

Da notare, inoltre, come il poliziotto dica che i rottami siano più piccoli di una mano: si tratta ovviamente di un'iperbole, ma i complottisti hanno una strana inclinazione a prendere alla lettera le iperboli usate dai testimoni del luogo d'impatto a Shanksville. Se questa frase fosse stata pronunciata a Shanksville, probabilmente qualche complottista sosterrebbe di avere le prove che vi si era schiantato un piccolo velivolo.

Le immagini seguenti confermano l'impressione avuta da Wammock: i frammenti hanno davvero dimensioni ridotte. Così ridotte che alcuni vengono rimossi a mano.





Considerazioni sui resti umani


Il vice sceriffo Rob Reid, della contea di Saint Luis Obispo, intervistato da KCOY TV nell'occasione del ventennale del disastro, fece interessanti considerazioni sulle condizioni dei resti umani nel luogo dello schianto. Le sue parole furono le seguenti:

...They were expecting to see body parts which you traditionally think you would see in a major accident and there was very little here.

La traduzione in italiano è la seguente.

...Si aspettavano di vedere dei resti di corpi, come ci si aspetterebbe di solito di vedere in un grosso incidente, e qui c'era molto poco.

Il senso è chiaro: lo schianto fu talmente violento da ridurre i resti umani peggio di ogni immaginazione. Ai complottisti dell'11/9, però, è bastata una considerazione del tutto analoga del coroner di Shanksville per arrivare alla folle conclusione che di resti umani non ce ne fossero del tutto.

Scatole nere


L'episodio del PSA 1771 fornisce importanti informazioni sulla sensibilità dei Cockpit Voice Recorder, la "scatola nera" che registra le conversazioni che hanno luogo nella cabina di pilotaggio. Il CVR registrò infatti anche gli spari avvenuti in cabina passeggeri.

Inoltre, dopo l'effrazione di Burke nella cabina di pilotaggio e prima del suicidio di quest'ultimo, il CVR registrò anche l'"air noise", il rumore del vento relativo causato dalla picchiata. Si può ipotizzare, quindi, che anche l'"air noise" registrato dal CVR di United 93 fosse causato dalla rapida picchiata.

Oggetti sopravvissuti allo schianto


Nonostante la violenza dell'impatto e nonostante il fatto che l'aereo si sia praticamente del tutto distrutto, alcuni oggetti di fondamentale importanza per le indagini sopravvissero alla tragedia.

Come accennato, poco prima di terminare la sua scellerata impresa, Burke scrisse su un sacchetto di carta per il mal d'aereo (l'immagine a fianco è di repertorio) un minaccioso messaggio per il suo responsabile, che lo aveva licenziato e che sarebbe morto con lui. Il sacchetto fu ritrovato tra le macerie con la scritta ancora leggibile. Ebbene sì, un cruciale pezzo di carta può sopravvivere, con tanto di scritta a penna, anche a uno schianto verticale a oltre 1000 km/h.

Non solo: anche la .44 Magnum con cui Burke aveva eliminato l'equipaggio e si era poi tolto la vita fu rinvenuta fra i rottami. E stando a quanto riportato da AirDisaster, tra il grilletto e la canna fu possibile trovare un frammento di pelle appartenente proprio a David Burke, particolare che aiutò non poco gli inquirenti a ricostruire i fatti del volo PSA 1771.

Troppo bello per essere vero? No, è solo una circostanza che si può verificare anche in caso di schianto aereo ad alta velocità. Ma i complottisti dell'11/9 gridano alla cospirazione per il rinvenimento di una bandana e un passaporto: oggetti senza dubbio non meno resistenti di un sacchetto di carta.

Elenco delle vittime


Il sito Jetpsa.com, dedicato alla storia della Pacific Southwest Airlines, ricorda in una delle sue pagine interne i dipendenti della compagnia morti negli schianti dei suoi voli. Nella lista relativa al volo 1771 David Burke è sorprendentemente assente.


Il motivo va ricercato, probabilmente, nel fatto che Burke ha dolosamente causato quella tragedia e non sarebbe stato opportuno ricordarlo a fianco delle sue vittime. Ma basterebbe questa spiegazione ai complottisti che si lamentano che i dirottatori non compaiono nelle liste delle vittime?

Conclusioni


Il caso del volo PSA 1771 presenta alcuni parallelismi con il volo United 93 che consentono di dare risposta ad alcune frequenti contestazioni dei complottisti.

Esso ci dimostra in maniera semplice e banale che anche oggetti molto fragili e leggeri possono sopravvivere agli schianti aerei; che i testimoni possono usare delle iperboli per descrivere ciò che hanno visto; che tra le vittime si può scegliere di omettere chi ha dolosamente determinato il disastro; e che è incredibilmente semplice sfruttare fatti apparentemente anomali per inventare ad arte prove che servono ad abbindolare chi è più propenso a credere alle cospirazioni.

Gli incidenti aerei sono rari, e quelli con impatto pressoché verticale ad alta velocità sono ancora più rari, ma l'analisi e la comparazione di questo caso e di altri (come il volo United Airlines 585, il volo American Airlines 587, il Lockheed L100-30 caduto a Piacenza) con il Volo 93 permettono di capire che la dinamica dell'impatto avvenuto vicino a Shanksville l'11 settembre 2001 è infrequente, ma non ha quei connotati di anormalità che inducono alcuni a formulare ricostruzioni alternative.

13 commenti:

Fabrizio ha detto...

"Il motivo va ricercato, probabilmente, nel fatto che Burke ha dolosamente causato quella tragedia e non sarebbe stato opportuno ricordarlo a fianco delle sue vittime. "

Potrebbe anche essere che abbiano colto la palla al balzo, per così dire: se era stato da poco licenziato, non era effettivamente un dipendente. :)

Colgo anche l'occasione per compliementarmi per tutto il lavoro svolto sin qui (e per tutto quello che ancora verrà svolto).

Devo ammettere di essermi lasciato affascinare tempo addietro dalle teorie complottiste e di aver prestato credito alle pseudo-prove mostrate in noti video.

Ma ritengo che chiunque abbia a cuore l'uso raziocinante della materia racchiusa nella scatola cranica, non possa non capire quanto siano infondate, soprattutto dopo le relativamente recenti acquisizioni documentali.

Una sorta di conversione la mia: ma, tutto sommato, mi è sempre piaciuto "usare la testa" e mi sono meravigliato guardandomi indietro e chiedendomi come ci fossi "cascato".

Ho letto tutto d'un fiato "La cospirazione impossibile": molto ben fatto, complimenti a tutti gli autori.

Non mi resta che augurarti/vi buon lavoro: sono sicuro che sarà senz'altro utile!

Paolo Attivissimo ha detto...

Fabrizio:

Grazie per le belle parole. Sono un conforto notevole dopo tante ciance complottiste e tante provocazioni.


Potrebbe anche essere che abbiano colto la palla al balzo, per così dire: se era stato da poco licenziato, non era effettivamente un dipendente. :)

Giustissimo, lo penso anch'io: ma lo scopo dell'articolo è proprio far notare come è facile creare un mistero inesistente.


mi sono meravigliato guardandomi indietro e chiedendomi come ci fossi "cascato".

Non c'è da meravigliarsi. Se avevi visto soltanto quello che ti hanno mostrato i complottisti, è perfettamente logico che tu ci sia "cascato". Hanno agito i normali meccanismi di fiducia: se Tizio ha scritto un libro e glielo pubblicano, saprà cosa sta dicendo e si sarà documentato, no?

Del resto, anch'io sono stato complottista quando ho visto le foto di Meyssan. Per quindici minuti: il tempo di trovare le _altre_ foto della breccia nel Pentagono.

brain_use ha detto...

eh eh...
Allora sono meno complottista io di Paolo Attivissimo! ;-P
L'unico dubbio che ho avuto io (almeno per quanto riguarda le modalità del 9/11) è stato sul volo U93: la mia idea era che l'avessero abbattuto.

Paolo Attivissimo ha detto...

la mia idea era che l'avessero abbattuto

In tutta sincerità, prima di studiare la materia, lo pensavo anch'io. Sembra la cosa più logica da fare.

Poi sono emersi i dati delle scatole nere, la reale distribuzione dei rottami, i tracciati radar e le testimonianze oculari, e l'ipotesi è diventata insostenibile.

Quello che purtroppo i complottisti più accaniti non capiscono è che non siamo arrivati a essere debunker perché ci siamo fidati ciecamente della "versione ufficiale". Ognuno di noi ci è arrivato attraverso un percorso di verifica personale o (in alcuni casi) perché coinvolto più o meno direttamente negli eventi e nelle indagini.

L'errore dei complottisti è invece che sono partiti da una conclusione preordinata e hanno cercato (e se necessario falsificato) gli elementi che potessero sostenere quella conclusione. Il loro percorso, insomma, è stato... zero.

Giuliano47 ha detto...

Oppure inventato completamente.

Mi riferisco alle batterie missilistiche del Pentagono che entrerebbero automaticamente in azione quando si avvicina un aereo civile.
Ma che ci voleva a controllare? Un controllo semplicissimo per controllare dove fosse l'aereoporto piu' vicino e la direzione delle piste. Con 500.000 Euro i mezzi c'erano in sovrabbondanza, o no?
Eppure si preferisce inventare, come dei bambini.

john_wayne ha detto...

Questo articolo, seppure marginale rispetto agli eventi diretti dell'11 settembre, secondo me é fondamentale per capire la "psicologia della dietrologia".
Come per il mondo del paranormale, secondo me, anche riguardo alle ipotesi di complotto chi pensa che possano essere reali non ha ben chiaro in mente il concetto di "improbabile" piuttosto che "impossibile".
Un evento con un'alta improbabilità per definizione succederà molto raramente, ma sarà anche normale, sia il fatto che sia accaduto, sia che sia così raro. Mi viene in mente l'esempio classico: trovarsi con una mano di 13 carte tutte dello stesso seme é probabile quanto qualunque altra combinazione di carte, ma questa particolare combinazione farà scattare nel giocatore un meccanismo mentale per cui il frutto del caso sarà imputato alla fortuna piuttosto che al baro del mazziere.

E' così facile manipolare la mente umana o essere ingannati da questi preconcetti che non c'é da stupirsi se a volte tutti cadiamo in qualche piccolo inganno.

L'importante, e concludo, é che da nessuna parte si diventi arroganti, supponenti o sarcastici aprioristicamente: ma non é certo il caso di questo sito dove, semmai arroganza e sarcasmo c'é stato, si é trattato semplicemente di salutare legittima difesa!

Per il resto mi unisco alla lista di complimenti a tutti coloro che collaborano e hanno collaborato alla stesura dei vari articoli: continuate così!

yellowratberni ha detto...

Un ciao a Paolo e a tutti gli altri che rendono vivo questo importante sito.
Premetto che anche io non credo assolutamente alle teorie del complotto però ho un leggero dubbio riguardo l'aereo al Pentagono:
Ho letto questo articolo e poi visto questo utilissimo video che ricostruisce l'accaduto: http://it.youtube.com/watch?v=YVDdjLQkUV8&feature=related, tutto torna e solo la questione dei pali dimostra l'impossibilità di una bomba e/o missile...però ho notato una cosa:

Perchè dal filmato della telecamera non si vede nessun pezzo dell'aereo proiettato verso la destra della facciata?

Mi ricordo che in un altro articolo di questo blog c'era spiegato come il grosso dei resti dell'aereo fosse stato proiettato verso destra ma da questo filmato sembra quasi che l'aereo venga inglobato completamente nell'edificio senza lasciare traccia...cioè, a prima vista sembra davvero un missile o una bomba.

Se ne avete già discusso postatemi il link a qualche articolo e scusate per il disturbo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Mi ricordo che in un altro articolo di questo blog c'era spiegato come il grosso dei resti dell'aereo fosse stato proiettato verso destra

Esatto, ma si riferisce soltanto al grosso di quei resti dell'aereo che sono rimasti all'esterno.

La gran parte del velivolo è penetrata nell'edificio. Quel poco che è rimasto fuori, è stato scagliato principalmente verso sinistra.

cioè, a prima vista sembra davvero un missile o una bomba.

Proprio per questo la teoria alternativa sopravvive: perché a prima vista, se non si conosce il quadro completo delle prove e non si conosce il comportamento di bombe o missili, l'ipotesi sembra plausibile.

yellowratberni ha detto...

Dici "verso sinistra" riferendoti alla sinistra dell'aereo vero?

Cmq ti do ragione...è quel "a prima vista" che scatena tutte le ipotesi di complotto; quando poi (a seconda vista) ci si deve spiegare l'abbattimento dei pali della strada a fianco già si capisce che una bomba e/o un missile sono totalmente incompatibili.

Sto sostenendo un'accesa discussione in un forum e noto con dispiacere come i vari complottisti si comportino tutti alla stessa maniera sputando sentenze tipo: "voi creduloni che credete alla versione ufficiale", quando poi, viste le molte prove che hanno credo proprio che i "creduloni" siano loro stessi.

Grazie della pronta risposta Paolo, posterò altri eventuali "dubbi" sugli articoli che mi interessano...ciao!

Paolo Attivissimo ha detto...

Dici "verso sinistra" riferendoti alla sinistra dell'aereo vero?

Esatto. Guardando la facciata colpita del Pentagono, l'aereo è arrivato da destra, a circa 45° rispetto al piano della facciata, è penetrato frammentandosi nell'edificio, e i frammenti rimasti fuori sono stati proiettati principalmente verso sinistra.

Puoi vedere qualche foto chiara dei rottami e della loro distribuzione qui. La collezione non è ancora completa, ma è un inizio.



Sto sostenendo un'accesa discussione in un forum e noto con dispiacere come i vari complottisti si comportino tutti alla stessa maniera sputando sentenze tipo: "voi creduloni che credete alla versione ufficiale"

Spiega loro che non è questione di credere a una versione "ufficiale", come se fosse stata una velina dispensata dall'alto, ma di esaminare i fatti documentati.

Dai loro alcune cifre: almeno 55 testimoni oculari hanno visto l'impatto di un aereo di linea al Pentagono. Almeno 86 hanno visto un aereo di linea dirigersi verso il Pentagono. Zero hanno detto di aver visto un missile. Tutti bugiardi?

Grazie della pronta risposta Paolo, posterò altri eventuali "dubbi" sugli articoli che mi interessano...ciao!

Siamo qui per questo. Ciao da Paolo.

Giuseppe ha detto...

Caro Paolo, sono contento del prezioso lavoro che stai svolgendo. Anch'io come Fabrizio mi ero lasciato attrarre dall'ipotesi del complotto, pur conservando delle notevoli riserve. Ora mi stai offrendo la possibilità di approfondire in modo serio e valido l'argomento. Farò sicuramente conoscere a molti amici il tuo nuovo blog, visto che godi già di grandissima stima e fama per il tuo lavoro preciso ed imparziale

yellowratberni ha detto...

Paolo hai ricevuto la mia email di qualche giorno fa?

Paolo Attivissimo ha detto...

Presumo di sì, ma non riesco a rispondere prontamente a tutti, mi spiace.

Mi faccio un promemoria di controllare appena possibile.