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2023/08/28

Visita al Pentagon Memorial

di Leonardo Salvaggio

Dopo quattro viaggi a New York nel post-11/9, mi sono finalmente deciso che fosse tempo di andare anche a Washington a vedere dal vivo un altro dei luoghi dove i terroristi hanno compiuto il loro scempio l'11 settembre del 2001. Sono arrivato due giorni prima rispetto a quando avevo pianificato di andare al Pentagono, così da dedicare la prima parte della permanenza a scoprire questa città così accogliente e al contempo così seria e presidenziale, dove ogni metro quadro del terreno ricorda in qualche modo le importanti istituzioni che vi hanno sede. Tutto è vicino a Washington DC, dal Campidoglio alla Casa Bianca ci sono solo pochi chilometri e qualunque degli edifici governativi sarebbe raggiungibile a piedi se non facesse così caldo.


Il Pentagono è fuori città, ad Arlington nella Virginia, ma dal centro ci si arriva in pochi minuti di metropolitana. Appena usciti dalla fermata della Metro (che qui si chiama proprio Metro e non Subway come a New York) è facilissimo trovare le indicazioni per il Pentagon Memorial dedicato alle vittime dell'11/9 che si trova nella zona del parcheggio su cui è passato il volo American Airlines 77 prima di schiantarsi contro la facciata dell'edificio.

L'ingresso del cortile in cui è stato allestito il memoriale, inaugurato nel settimo anniversario dell'attentato, è pavimentato, a destra si trova un blocco di granito con la scritta Pentagon Memorial e accanto ad esso un'incisione spiega che quel terreno è dedicato alle 184 vittime e alla loro memoria. Di fronte si trova un blocco anch'esso di granito che riporta i nomi delle vittime. Superato l'ingresso si arriva nel cortile su cui sono state poste delle panchine (chiamate benches anche in inglese, anche se è ovvio che non servano a sedersi) in ricordo delle vittime, sul fianco di ciascuna è riportato il nome di una delle persone che hanno perso la vita nell'attentato.


Non ci sono guide, chiedo quindi al personale delle pulizie alcuni dettagli e mi spiegano perché alcune delle panchine sono rivolte verso il Pentagono, mentre altre sono rivolte verso la strada sorvolata dal Boeing 757: quelle per le quali bisogna guardare verso l'edificio per leggere il nome inciso sono dedicate alle persone che lavoravano al Pentagono, quelle per cui bisogna volgersi verso la strada sono dedicate ai passeggeri del volo. Le panchine sono nello stesso numero delle vittime, una per ciascuna, e sono disposte in ordine di età dalla vittime più giovane alla più anziana. Per i membri delle famiglie che viaggiano insieme su ciascuna panchina sono riportati al suolo anche i nomi dei familiari della persona a cui la panchina stessa è dedicata.


Una cosa che mi ha colpito, non solo al memoriale ma in tutta la zona attorno al Pentagono, è il silenzio: si sentono solo i motori delle auto, i rumori della strada e piccoli gruppi di persone cha parlano a bassa voce, come se il silenzio volesse ancora sottolineare l'orrore compiuto in quel luogo e la memoria di chi lì a perso la vita. E se paragonato al memoriale al World Trade Center di New York, questo silenzio contrasta parecchio, perché al contrario downtown Manhattan si è sforzata e si sforza tuttora di essere un posto pieno di vita e, conseguentemente, di rumore.

Il cortile è alberato, ricco di lagerstroemie che servono a offrire un po' di ombra senza cui non si potrebbe resistere più di cinque minuti, ma sembrano anche avere un altro scopo: quello di rendere impossibile fotografare il Pentagono nel tentativo di scattare foto al memoriale; perché fotografare all'edificio in sé è vietato, come scritto chiaro su vari cartelli.

Un'ultima considerazione. Non mi occupo da anni di teorie del complotto sull'11/9 perché i complottisti sono spariti, ma basta visitare questo luogo per constatare che ciò che veniva raccontato anni fa è falso. Non esiste nessuna collinetta che avrebbe reso impossibile il volo radente. Non è il posto più sorvegliato al mondo, i dipendenti entrano ed escono come in qualunque altro palazzo di uffici. Il Pentagono è sorvolato da aerei ogni pochi minuti per via del Ronald Reagan National Airport che si trova a pochi chilometri. I complottisti, insomma, non si sono neanche presi la briga di venire fin qua.

A una sola fermata di metropolitana di distanza dal Pentagono si trova anche il cimitero nazionale di Arlington che ospita le tombe di personalità importanti quali i fratelli John, Robert ed Edward Kennedy, il presidente William Howard Taft, Colin Powell e molti altri. Oltre ad essi ci sono numerosi importanti monumenti funebri come quelli dedicati alle vittime dell'incidente dell'Apollo 1, dell'esplosione dello Space Shuttle Challenger, del volo Pan Am 103 e quello dedicato all'attentato al Pentagono: un blocco di granito a base pentagonale che riporta i nomi di tutte le vittime sulle cinque facciate verticali. Il monumento è stato posto un anno dopo gli attentati, quando una cerimonia funebre è stata tenuta presso il cimitero

Il memoriale al cimitero di Arlington

Il ricordo di quel giorno non è limitato ad Arlington, ma ha lasciato molte altre tracce in tutta la capitale. Ad esempio, anche nell'International Spy Museum c'è un'intera sezione dedicata alla missione che uccise Osama bin Laden, l'11/9 è ampiamente trattato anche nella parte dedicata agli errori di intelligence e una stanza intera è dedicata a trattare, con toni molto critici, le tecniche di interrogatorio usate sui terroristi dopo gli attentati.

La missione che uccise Osama bin Laden rappresentata all'International Spy Museum

La città di Washington offre anche un'altra riflessione su quanto accaduto l'11/9, che però non c'entra con il Pentagono. L'obiettivo del volo United 93, caduto a Shanksville a seguito della rivolta dei passeggeri, era con ogni probabilità il Campidoglio e non la Casa Bianca, troppo bassa e piccola per essere colpita da un aereo dirottato guidato da un pilota poco esperto.

Oltre a tutto questo la città offre tantissimo altro e sicuramente il tempo che ci ho passato non è bastato a vedere tutto ciò che avevo programmato. Dovrò tornarci, e tornare al memoriale al Pentagono anche nella prossima visita a questa capitale che è una dei baluardi della democrazia nel mondo e che ventidue anni fa ha retto al più grave attentato terroristico della storia.

2010/01/30

Visita al memoriale del Pentagono

di Mattia Butta - www.butta.org

Trovandomi a Washington per lavoro, sono andato a visitare il memoriale costruito davanti al Pentagono per ricordare le vittime dell'attacco terroristico dell'11 settembre.

È il 18 gennaio, giorno in cui si ricorda Martin Luther King, e quindi festività nazionale. L'area attorno al Pentagono è perciò deserta, visto che nessuno va al lavoro. Deserta e silenziosa, il che rende tutto ancora più suggestivo.

Il memoriale è semplice, vi si entra senza formalità, perché è direttamente connesso col parcheggio antistante il Pentagono. È formato da panchine sulle quali sono incisi i nomi delle vittime, tutte rivolte verso il punto dell'impatto.

Nella sua semplicità ha una grande forza visiva, perché quando ci si trova al suo interno, la struttura del memoriale crea la prospettiva che richiama con le panchine e i vialetti la dinamica dello schianto. Non so quale sia l'intenzione del progettista, ma la struttura delle panchine mi ha dato la sensazione di quelle strutture flessibili, che se le schiacci poi si rialzano, come un filo d'erba. Un po' come se ogni panchina rappresentasse una vita schiacciata da quell'aereo, ma che poi si rialza nella memoria di chi ricorda quell'avvenimento.


Gli aerei sopra il Pentagono


Durante la visita al memoriale ho visto tanti aerei sorvolare il Pentagono. Chi ha gli occhi aperti già lo sa: a un tiro di schioppo dal Pentagono sorge un aeroporto, perciò sono moltissimi gli aerei che quotidianamente sorvolano l'edificio, senza che nessuna contraerea modello Mazinga si metta ad abbatterli. Ma siccome ripetere fa bene, soprattutto in considerazione del fatto che ogni tanto qualche personaggio se ne esce ancora con la storia che gli aerei non possono volare sopra il Pentagono, ho fatto qualche foto per dare un'ulteriore testimonianza del fatto che l'edificio viene sorvolato ogni cinque minuti.

Si noti una cosa: le foto le ho fatte dal memoriale (dove è consentito fotografare) e dal piazzale adiacente. Ho provato a fotografare un aereo dal lato del Pentagono dove sorge la fermata della metro. Da quel punto gli aerei sono notevolmente più grandi, essendo più vicino al tragitto dell'aereo, e la vicinanza col Pentagono si nota meglio. Ho provato, dicevo, perché in quel momento ho sentito una sirena della polizia che significava "metti via la macchina fotografica se non vuoi avere casini". Cosa che ho fatto prontamente, con un rapido movimento delle orecchie che si piegavano in basso.

Faccio notare che i poliziotti non sono poi venuti ad identificarmi. Questo per far capire, ancora una volta, quanto è leggera la sorveglianza attorno al Pentagono: io già mi immaginavo di essere fermato dalla polizia, che mi controllassero le foto in memoria... Niente, giusto un cicchetto con la sirena, come se il discorso fosse "oh, dobbiamo farti rispettare le regole, però non è che ci interessi più di tanto".

E lo stesso vale per le foto al memoriale, dove sono consentite e dove quindi puoi fotografare in libertà l'edificio, mentre questo è vietato fuori dal memoriale. Sinceramente non capisco la logica: se è potenzialmente pericoloso che cittadini fotografino il Pentagono da un lato perché non lo è dall'altro?


Airfone del volo 93


Una particolare tipologia di complottisti undicisettembrini è quella secondo i quali il Volo 93 non si è schiantato in Pennsylvania, ma è stato dirottato altrove, con la gente che non è morta ma è andata a farsi un'altra vita chissà dove.

Queste persone ovviamente chiudono gli occhi di fronte ai resti, benché minuti, che sono stati ritrovati di quell'aereo. Ieri, al Museo della Storia Americana, ho visto uno di quei resti, un Airfone. Ve lo propongo con queste immagini, giusto per tenerci a mente che i resti del Volo 93 sono stati ritrovati eccome.

2008/09/10

Il Pentagon Memorial aprirà l'11 settembre

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il Dipartimento della Difesa ha rilasciato un video (scaricabile e in streaming) che permette di esplorare il Pentagon Memorial pronto per la cerimonia di apertura al pubblico che si terrà domani, 11 settembre 2008.

Maggiori informazioni sul parco che commemora la tragedia che i complottisti negano sia avvenuta sono disponibili qui.

La nuova configurazione dell'area del Pentagono è visibile in questa foto. Che, si noti, è una fotografia aerea. Scattata da un civile, a bordo di un aereo civile. Eppure c'è ancora chi dice che il Pentagono sia impossibile da sorvolare.

Al centro dell'immagine si vede l'incrocio a quadrifoglio sorvolato dal Boeing 757 quel tragico martedì mattina. Il Pentagon Memorial è appena al di sotto del petalo inferiore sinistro del quadrifoglio: è l'area chiara con linee parallele scure. Le linee indicano la direzione dalla quale è arrivato l'aereo. Ciascuna linea contiene panchine dedicate alle vittime, suddivise per età: da Dana Falkenberg, 3 anni, a John Yamnicky, 71 anni.

Le panchine dedicate ai passeggeri del Volo 77 sono orientate verso l'esterno; quelle dedicate alle vittime civili e militari che si trovavano all'interno del Pentagono sono orientate verso l'edificio.



Altre immagini del Memorial sono disponibili presso CNN.



Ecco alcuni fotogrammi tratti dal servizio della CNN.





Questa è Wendy Ploger. I suoi genitori sono morti a bordo del Volo 77. I cospirazionisti negano che questo sia avvenuto.



Questo è Jim Laychak. Suo fratello David lavorava al Pentagono. Anche per lui, i cospirazionisti negano che sia stato ucciso dall'aereo pilotato dai dirottatori.



E' per quello che fa a gente come loro che il cospirazionismo non è soltanto patetico, ma ripugnante.

2008/06/14

Il Pentagon Memorial cambia l'aspetto del sito

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il Pentagon Memorial, la struttura commemorativa dedicata alle 184 vittime civili e militari dell'attacco al Pentagono, aprirà al pubblico tra pochi mesi, l'11 settembre 2008.

L'elemento principale del Memorial sarà costituito da un parco con 184 panche illuminate, situate nella parte di prato del Pentagono sorvolata dal Volo 77 e allineate lungo la traiettoria del velivolo. Le panche saranno disposte in base all'età delle vittime; quelle dedicate ai passeggeri saranno rivolte verso il cielo, mentre quelle dedicate alle vittime che si trovavano dentro il Pentagono saranno rivolte verso l'edificio. La struttura sarà completata da circa 80 alberi. L'immagine qui sopra ne mostra una simulazione.

Il sito militare Pentagon Channel ha pubblicato ieri un video che mostra lo stato dei lavori.



Maggiori dettagli sul Memorial sono disponibili presso Memorial.pentagon.mil, dal quale è tratta quest'immagine digitale del futuro aspetto della struttura.



Questa pianta mostra l'ubicazione del Memorial e gli accessi pedonali che saranno disponibili.



I lavori per la messa in sicurezza del Pentagono post-11/9 hanno comportato modifiche rilevanti anche alle vie d'accesso veicolari che alterano la geografia del luogo rispetto a quella esistente all'epoca dell'attacco. L'immagine qui sotto presenta l'area come la visualizza attualmente Google Earth, in una fotografia che risale a pochi mesi dopo gli attentati. Il prato antistante la facciata colpita è ingombro di strutture erette per una cerimonia commemorativa (all'11 settembre 2001 il prato era libero) e in alto a sinistra si può vedere l'incrocio a quadrifoglio sorvolato dal Volo 77 così com'era all'epoca dell'11 settembre.



La situazione attuale e prevista, visibile qui sotto, è piuttosto differente: verranno eliminati uno dei petali dell'incrocio a quadrifoglio ed il gabbiotto dell'ingresso al parcheggio dal quale fu ripresa l'unica sequenza finora disponibile di immagini dell'impatto.



A partire dall'11 settembre prossimo, il Pentagono sarà quindi visitabile da chiunque per rendere omaggio alle vittime degli attentati. Quelle vittime che, secondo i vari Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco, Alex Jones, Steven Jones e altri sostenitori dell'assenza di un aereo al Pentagono, non esistono.

Ci auguriamo che anche i pochi cospirazionisti statunitensi rimasti colgano l'occasione per recarsi sul luogo, alzare in silenzio gli occhi dal prato del Pentagono e dirigerli lungo la traiettoria del volo American Airlines 77, per notare che la tanto decantata "collina" che secondo loro avrebbe reso impossibile il volo radente pre-impatto è un parto della loro fervida fantasia.

Nel dettaglio mostrato qui sotto e tratto da una fotografia scattata il 2 giugno 2008 (dall'aereo, con buona pace di chi sostiene che l'area sia inaccessibile ai voli) si può vedere chiaramente quanto sia insormontabile la "collina" in questione e si può riscontrare l'attuale mutata configurazione dell'area che fu interessata dall'attentato al Pentagono.



Chi volesse visitare il Pentagon Memorial può chiedere informazioni qui.