2006/07/15

Il lampo all'impatto con il World Trade Center

di mother. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei primi argomenti dei complottisti, al pari del “pod” (già discusso qui e di cui non parlerò qui), è il lampo che almeno uno dei due aerei fece impattando contro il World Trade Center (WTC). Nato come curiosità e divenuto subito valido argomento per sostenere la presenza di esplosivo in quel punto, inizialmente fu interpretato dai sostenitori delle tesi di complotto come esplosivo sulla punta dell'aereo per sfondare le colonne del WTC; in seguito fu utilizzato come prova dell'esistenza di esplosivo già presente nel WTC e fatto esplodere parzialmente dall'impatto dell'aereo laddove andò ad urtare.



Luogocomune riguardo al lampo:

A giudicare dal materiale a disposizione, non ci sono elementi sufficienti per sostenere che il primo aereo portasse con sè esplosivi di alcun tipo (o se li aveva, erano in quantità decisamente ridotta), mentre il secondo sembra davvero che ne fosse stracarico.

C'è infatti una notevole differenza fra le due esplosioni. Nel primo caso, 1) questa avviene solo dopo quattro-cinque secondi dall'impatto, 2) non mostra una potenza particolare, e 3) la fiammata che genera è di colore prevalentemente giallognolo: esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un incendio provocato dal gasolio*(v. nota) dei serbatoi di un aereo.

Mentre nel secondo caso l'esplosione 1) avviene praticamente in contemporanea con l'impatto, tanto che le fiamme escono dall'edificio addirittura prima delle macerie espulse dalla massa dell'aereo, 2) la potenza dell'esplosione è molto maggiore, e 3) le fiamme tendono più verso il rosso, il che indica la maggiore temperatura che si svilupperebbe appunto con degli esplosivi veri e propri, e non con semplice kerosene.

Questa è la teoria complottista (ne prevedono una sola).

Come esempi utili porto questi tre casi, due video e una serie di immagini. Mi chiedo come possano essere spiegati questi casi secondo una visione complottista dell'evento dell'11/9:
  1. Video di un'auto che corre con i cerchioni che sfregano sull'asfalto.
  2. Il test Sandia: noterete all'impatto al rallentatore il lampo (a dire il vero ce ne sono due, il secondo si verifica quando arriva la cabina di comando).
  3. Le immagini qui sotto, invece, si riferiscono ad un incidente accaduto quando un aereo in atterraggio ha rotto il carrello e si è fermato "di muso".




Vi sono anche altre possibili spiegazioni da verificare.


1. La teoria elettrostatica


Secondo questa teoria, l'aereo carico di particelle ionizzate e di corrente statica nei momenti prima dell'impatto avrebbe scaricato la propria corrente statica in prossimità delle colonne.

I motivi per essere titubanti di fronte a questa teoria sono la presenza di dissipatori di corrente statica, che sono installati sugli aerei per evitare, in presenza di umidità e di temporali, di attirare lampi che potrebbero seriamente danneggiare l'aereo e mettere a repentaglio la vita delle persone.

Tra l'altro, il video postato sopra del test Sandia mostra lo stesso fenomeno con calcestruzzo, che non è un buon conduttore di elettricità come l'acciaio.


2. La teoria dell'esplosivo


Per quanto siano stati bravi i dirottatori (chiunque essi fossero), è difficile immaginare che siano riusciti a mirare proprio lì dove c'era l'esplosivo.

Pensare che le colonne siano state minate interamente di esplosivo in altezza e in larghezza senza che nessuno se ne sia accorto o abbia visto manomissioni del metallo è difficile.

Immaginare che durante l'urto dell'aereo ci sia stata la fiammata (solo per la punta dell'aereo) e non ci sia stata la fiammata per le ali e durante tutti gli urti del crollo del WTC (fiammate di luce) fa notare la vacuità della teoria.

Bisognerebbe poi ritrattare i casi comuni visti sopra come prima detto secondo una visione complottista e presenza di esplosivo.


3. La teoria cinetica


100 tonnellate di aereo lanciate a piena potenza concentrano tutta la propria energia cinetica in un solo punto: alluminio contro acciaio delle Torri. L'energia di rottura dei componenti strutturali, a causa della resilienza, è di molto inferiore a quella prevista per crollo duttile, quindi avanza una buona quantità di energia cinetica, che si concentra in un punto creando una pressione tale da portare al riscaldamento del pezzo fino ad una temperatura di forse 600-700°C, utile per fondere l'alluminio (che così emette un bagliore rosso).

Il test Sandia a riguardo mostra che un'esplosione similare avviene sia nel momento dell'impatto della punta sia nel momento di impatto dell'abitacolo, entrambi a velocità sostenuta.

Da notare che Luogocomune parla di “rosso” come emissione visibile di maggiore intensità. Prendendo lo spettro, invece, ci si accorge che il rosso è l'emissione visibile a più bassa intensità, quasi prossima all'infrarosso (non visibile). Nello spettro, il rosso è seguito dal giallo (all'aumentare della temperatura per un metallo o per la radiazione della frequenza), arrivando poi al blu tipico dei plasmi.


4. La teoria dell'alluminio polverizzato


Questa teoria prevede che l'alluminio che costituisce il ricoprimento dell'aereo, arrivando a urtare, si polverizzi, reagendo e creando il bagliore.

L'alluminio ha la capacità di reagire con ossidi di altri metalli, creando reazioni molto violente. Un tipico esempio è la termite.

La reazione fra polvere di alluminio ed ossigeno libero non è possibile e di certo i materiali in gioco (colonne e muso dell'aereo) non presentavano ossidi né di ferro né di rame.

Viene quindi smentita la possibilità della reazione chimica.


5. La teoria sulle componenti elettriche


Presumibilmente l'alimentazione del velivolo è in corrente continua, mentre l'antenna degli aerei funziona con dipoli di corrente alternata. Da qualche parte dovrebbe essere ubicata una batteria di alimentazione.

Altri elementi, oltre alle batterie, che potrebbero esplodere in caso di forte urto possono essere eventuali bombole di ossigeno per i piloti e bombole di sostanze antincendio per spegnere disastrosi corti circuiti.

Quest'ultima teoria, che spiegherebbe come mai sia per i Boeing che per il test Sandia avviene l'effetto esplosione, richiede il parere di un costruttore di aerei che possa chiarire quali componenti sono presenti nel muso di questi velivoli.

9 commenti:

Paolo Attivissimo ha detto...

Luogocomune dice che "3) le fiamme tendono più verso il rosso, il che indica la maggiore temperatura", ma come mi ha scritto un lettore, "il giallo corrisponde ad una temperatura più elevata rispetto
al rosso. Infatti se guardi una candela, la parte più interna della fiamma, più calda è di colore azzurro". Dire "rosso = maggiore temperatura" denota ignoranza della scienza di base.

Gianni065 ha detto...

Io non costruisco aerei... ma posso inviarti un documento di 48 pagine in slides, che illustra i principali sistemi di bordo del 757 (che è molto simile al 767) e nel quale si spiega che nel muso sono ubicati l'ossigeno per la pressurizzazione della cabina di volo, l'APU, 2 bombole estintori e le batterie elettriche dell'aereo.

Spero che basti come roba che può esplodere...

se mi dai la tua mail o mi scrivi a jb@libero.it te lo mando.

Un saluto!

Raffaele ha detto...

vedo che Lei ha postato alcune foto di un velivolo che è atterrato di muso, i motivi di quelle scintille e del perchè non è esploso sono diversi e poco attinenti all'11/9. Se vuole approfondire l'argomento possiamo parlerne insieme, visto che conosco quell'aereo (EF2000) in ogni minima parte.

mother ha detto...

X Raffaele

Sono interessato a discuterne.
Se vuole contattarmi può scrivere a topone@pobox.com e Paolo Attivissimo penserà a metterla in contatto con me oppure può scrivere a undicisettembremail@yahoo.it

Saluti

Fulvio Romano ha detto...

Ma il lampo non avviene prima dell'impatto? Comunque il colore arancione fa pensare ad una fiammata (emissioni nel rosso-giallo) e non a lampi di natura elettrica che emettono su tutte le lunghezze d'onda producendo quindi un lampo bianco. Forse è l'onda di pressione data dalla compressione che incendia qualcosa di contenuto nella punta dell'aereo?

Fulvio Romano ha detto...

Ma il lampo non avviene prima dell'impatto? Comunque il colore arancione fa pensare ad una fiammata (emissioni nel rosso-giallo) e non a lampi di natura elettrica che emettono su tutte le lunghezze d'onda producendo quindi un lampo bianco. Forse è l'onda di pressione data dalla compressione che incendia qualcosa di contenuto nella punta dell'aereo?

Marco Antonio ha detto...

ciao è la prima volta che scrivo ho visto il sito solo da pochi giorni (ho iniziato con le indagini sulle presunte false foto dello sbarco lunare).

mi presento sono Marco Antonio M. ho 23 anni e sono un 'quasi' ingegnere aerospaziale con specializzazione in aerodinamica (mi laureo entro l'anno). Leggendo questo articolo mi è venuta in mente una plausibile (che però sottolineo sarebbe da verificare in modo più rigoroso) ipotesi che possa dar ragione di questo misterioso lampo. In particolare penso alla tecnica ottics di shadowgraph (usata nelle gallerie aerodinamiche per misurare variazioni di densità di un fluido) e alla legge di rifrazione di Snell. La shadowgraph si basa sulla legge di rifrazione di Snell, sinteticaticamente, il concetto di base è che un raggio lunimoso viene deflesso in funzione della densità del mezzo che attraversa e in questo modo si possono avere indicazioni qualitative sulle variazioni di densità (in particolare la tecnica è sensibile a variazioni nella derivata seconda della densità rispetto allo spazio). Nella fattispecie, penso sia ragionevole pensare che l'aria è fortemente compressa nella zona antistante il velivolo pochi istanti prima dell'impatto (e quindi si hanno anche forti gradienti di densità).
Spero, nella sinteticità, di esser stato comprensibile...
A questo punto mi chiedo: è possibile che questa compressione abbia generato una deflessione dei raggi luminosi verso la parete del grattacielo tale da creare l'effetto lampo???
naturalmente non ho assolutamente la pretesa di aver risolto il mistero in quattro e quattr'otto, però penso che sarebbe un'ipotesi a prima vista meno assurda di molte altre (sapete a cosa alludo)...

Paolo Attivissimo ha detto...

Ciao Marco,

benvenuto e grazie dell'ipotesi interessante. Di primo acchito, credo che una semplice deflessione della luce ambiente non avrebbe potuto essere così luminosa, visto che l'unica fonte di luce sarebbe stata il sole del primo mattino (8.46).

Sei o sarai presto ingegnere aerospaziale? Sarebbe interessante discutere di effetto suolo, per esempio, nel caso del Pentagono. Possiamo sentirci via mail, se ti va.

Marco Antonio ha detto...

Ciao Paolo.

Effettivamente devo dire che il lampo luminoso appare molto intenso e quindi può sembrare improbabile che una deflessione di raggi luminosi la possa aver generata. Tuattavia io non escluderei completamente a priori l'ipotesi perchè comunque la compressione cui è soggetta l'aria antistante il velivolo è enorme e quindi la deflessione cui dovrebbero essere soggetti raggi potrebbe essere simile a quella che si avrebbe il presenza di un'onda d'urto. A priori quindi, benchè improbabile data l'alta luminosità del lampo, non escluderei del tutto questa idea; del resto accade spesso in fisica o ingegneria che effetti che sembrano trascurabili in realtà siano rilevanti. Con questo naturalmente non voglio assolutamente dire che la mia ipotesi sia esatta (anzi io stesso la ritengo improbabile), però , in mancanza di un'altra spiegazione razionale, non la escluderei a priori.
L'orario mattuttino secondo me è più importante per determinare la direzione dei fasci luminosi che deflettono anzichè per quantificare l'intensità dei raggi.
Purtroppo sono alquanto ignorante in ottica e non saprei dire quanto un raggio deflesso che viene ripreso possa essere amplificato per effetto fotografico.

Reguardo la tua richiesta di un contatto via mail sono disponibile anche se dopo ferragosto perchè adesso vado in vacanza e non avrò internet con me.