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2011/10/19

L'oscillazione della Torre Sud all'impatto

di Paolo Attivissimo

English Abstract: NIST's high-speed playback of a video of the South Tower impact shot by Scott Myers dramatically highlights the extent of the swaying of the building and visually confirms survivor accounts. NIST used this video and other techniques to determine that the north-south oscillation of WTC2 was approximately 12 inches at the 70th floor and approximately 22 inches at the roof and that the period of the oscillation was approximately 11.4 seconds. Swaying continued for at least four minutes after the impact of UA175.

I due terabyte di documenti sulle indagini sull'11 settembre resi disponibili dal 9/11 Dataset Project sono una miniera immensa d'informazioni. Per esempio, nella sezione NIST Building Fire Research Laboratory Public FTP Archive c'è questo video dell'impatto del volo UA175 contro la Torre Sud (WTC 2) che rivela in modo drammatico, grazie all'ingrandimento e alla velocità di riproduzione fortemente accelerata, l'entità dell'oscillazione dell'edificio causata dallo schianto.


Questo è l'effetto di circa 118 tonnellate di alluminio, carburante, cargo e passeggeri che si schiantano a oltre 860 chilometri l'ora: un grattacielo di 450.000 tonnellate oscilla vistosamente, come se fosse scosso da un terremoto. Le persone nella Torre Sud si trovarono improvvisamente il pavimento che scivolava sotto i loro piedi fino a mezzo metro avanti e indietro. Questo video rende molto tangibili le numerose testimonianze di coloro che riferiscono di aver sentito scuotere l'intero edificio.

L'oscillazione sfugge facilmente se si osserva il video originale a velocità normale (che ha un'inquadratura più ampia ed è mostrato qui sotto nella versione tratta dallo stesso archivio NIST), perché le Torri Gemelle avevano facciate prive di grandi elementi distintivi e le sottili linee verticali delle finestrature si confondono tra loro. È comunque possibile percepire lievemente il movimento se ci si concentra sulle zone dalle quali fuoriesce fumo.


Il rettangolo rosso qui sotto indica la zona inquadrata nell'ingrandimento, che si trovava appena sotto i piani dal 78° all'84° che furono colpiti dall'aereo.



Va sottolineato che non si tratta di un'oscillazione dovuta a vibrazioni della telecamera: infatti il resto dell'immagine e dell'inquadratura non cambia. La telecamera era montata su un treppiede, secondo quanto risulta dal rapporto NIST NCSTAR 1-5A (Capitolo 7, pagina 103).

Lo stesso rapporto ha un'intera appendice, la K (pagina 915), che spiega in estremo dettaglio (40 pagine) la procedura utilizzata per l'analisi del video sfruttando l'effetto moiré prodotto dalla griglia di pixel della videocamera e dalle linee verticali delle finestrature della Torre Sud. Questa tecnica ha consentito di raggiungere un'incertezza di ±2,5 centimetri nella valutazione dell'oscillazione. L'interesse del NIST per quest'analisi è dovuto al fatto che, come dice il suo rapporto, “può consentire di capire la natura dei danni subiti del WTC 2”.

L'Appendice K dice che il video “fu ripreso da un balcone al tredicesimo piano situato a circa 300 metri ad est e leggermente a nord del WTC 2”, con un angolo di circa 12 gradi rispetto a una linea perpendicolare al centro della facciata del WTC2, e dura in totale 11 minuti dopo l'impatto. L'edificio in primo piano è “il 22 di Cortlandt Street, un edificio di 34 piani”.

Dall'analisi risulta che l'oscillazione massima nord-sud fu di circa 30 centimetri (12 pollici) al 70° piano e circa 55 centimetri (22 pollici) all'altezza del tetto. Quest'ultimo dato ha un margine d'errore di ±5 pollici (12 centimetri). Il periodo dell'oscillazione fu di circa 11,4 secondi ed è mostrato qui sotto nel grafico di Figura 7-18 del Capitolo 7 del rapporto NCSTAR 1-5A.


Come si può notare dal grafico, le oscillazioni continuarono a lungo (almeno quattro minuti). Con un periodo di circa 11 secondi e mezzo per un'oscillazione completa, l'effetto deve essere stato paragonabile al rollio di una nave.

2010/09/25

WTC, se un debunker sbaglia a indicare la luna, i complottisti vedono solo il dito

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sì, ho sbagliato. Durante il dibattito con Tom Bosco l'11 settembre scorso ho detto che una fotografia del secondo aereo che colpì le Torri Gemelle mostrava il velivolo come una sagoma scura perché era in controluce, mentre sarebbe stato più corretto dire che in quella fotografia l'aereo sembra scuro perché stava entrando per pochi istanti nell'ombra delle Torri. Non ho problemi ad ammettere pubblicamente l'errore.


La fotografia in questione è questa:


La porzione anteriore dell'aereo è scura perché è già nell'ombra delle Torri; il resto della fusoliera, ancora illuminato dal sole, è visibile e se ne nota la livrea della United Airlines.

L'entrata e uscita dall'ombra è constatabile in questo video di Park Foreman:


In altre foto che ho mostrato, come quella qui sotto, l'aereo era scuro perché in controluce (stagliato contro il chiarore del cielo).


Ho sbagliato un dato riferito a una singola fotografia. E con questo? Il mio errore non fa sparire i dati tecnici, le immagini, la documentazione, le testimonianze e le perizie che confermano la ricostruzione comunemente accettata degli eventi. Non cancella le altre immagini dell'aereo, in cui si vede che non è scuro.




Non altera il fatto che la tesi dell'aereo scuro e senza finestrini citata da Bosco, alla quale stavo rispondendo, ha una spiegazione perfettamente sensata: l'aereo era in ombra o si stagliava contro il cielo e quindi sembrava scuro. Difficile vederne i finestrini, in condizioni simili. Tutto qui.

Non ha invece una spiegazione sensata la tesi complottista, per una ragione molto semplice: che senso avrebbe avuto usare un aereo scuro e senza finestrini e spacciarlo per un Boeing 767 della United Airlines? Forse costava troppo comperare un 767 e dipingerlo con la livrea United Airlines? Speravano che nessuno ci facesse caso?

Se i cospirazionisti desiderano esultare per un mio errore, facciano pure. Non fanno altro che dimostrare il motivo per cui il cospirazionismo, dopo nove anni, non ha concluso nulla: è troppo impegnato a guardare il dito di chi, dati alla mano, gli sta indicando educatamente la luna.

Le ombre di alcuni edifici del World Trade Center alle 9:03 dell'11 settembre 2001.

2006/11/10

WTC: esiste un terzo video del primo impatto

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Tutti conoscono il filmato del primo impatto, quello del volo American Airlines 11, avvenuto alle 8.46 contro la Torre Nord (Torre 1) del World Trade Center e ripreso dai documentaristi francesi Jules e Gédéon Naudet. Qui sotto ne è mostrato un fotogramma. E' disponibile per lo scaricamento il video (MPEG, 9,6 MB).


Si ritiene comunemente che si tratti dell'unica ripresa dell'impatto, ma in realtà ne esiste una seconda, meno nota, girata da Pavel Hlava: pochi fotogrammi che colgono vagamente la macchiolina biancastra dell'aereo vicinissima alle Torri Gemelle (nella prima immagine mostrata qui sotto) e, subito dopo, lo sprigionarsi iniziale della nube di detriti, fuoco e fumo (nella seconda immagine qui sotto). E' disponibile per lo scaricamento il video (MOV, 3,8 MB).




Esiste però anche una terza ripresa, finora rimasta sostanzialmente ignota ai più: quella dell'artista tedesco Wolfgang Staehle (nella foto qui accanto), che aveva collocato una telecamera che riprendeva ininterrottamente e registrava ogni quattro-cinque secondi il panorama di New York nell'ambito di una rappresentazione artistica che riproiettava il panorama, insieme ad altre vedute di varie località, presso la Postmasters Gallery di New York, come descritto da Artforum.

La telecamera era in funzione l'11 settembre 2001, e ha permesso di registrare alcuni fotogrammi dell'impatto del Volo 11, pubblicati nel recente libro 9/11 Watching the World Change e riprodotti qui sotto. Nel primo fotogramma si scorge l'aereo in avvicinamento (in alto a destra); nei successivi si vedono la palla di fuoco e i detriti che si proiettano fuori dalla facciata opposta della torre colpita, esattamente come nel secondo impatto, assai più documentato. I timecode memorizzati in basso a destra indicano rispettivamente le 8:46:50, le 8:46:54 e le 8:46:59 EST dell'11/9/2001.




La registrazione integrale include anche tutte le ore successive, con i crolli delle torri e degli altri edifici, ma Staehle rifiuta di pubblicarla, come dichiarato in un articolo di Neural.it a ottobre 2001: "I have this view archived for the whole day of September 11, 2001. From 0 hours to 0 hours. A picture every 5 seconds. And I am not giving it to the media."

La decisione dell'artista priva i ricercatori di un elemento utile nel debunking delle teorie complottiste. Il punto di ripresa di Staehle, infatti, consentirebbe di documentare con ulteriore, estrema chiarezza l'impatto delle macerie delle Torri Gemelle contro il WTC7 che i complottisti sinora hanno negato.

Anche in mancanza della registrazione completa, i fotogrammi pubblicati consentono comunque alcune riflessioni importanti sulle teorie di complotto con riferimento alla polemica sui filmati mancanti al Pentagono.

In primo luogo, la ripresa di Staehle, insieme a quelle delle varie webcam presenti a New York che inquadravano il WTC (come quella mostrata qui sotto), dimostra che qualsiasi tentativo di nascondere un evento molto visibile che riguarda un edificio di primaria importanza alle innumerevoli telecamere pubbliche e private, sia quelle fisse sia per esempio quelle di passanti e turisti, è destinato a fallire.


Di conseguenza, è semplicemente ridicolo pensare che agli organizzatori di una messinscena come quella ipotizzata dai complottisti venga in mente di alterare i filmati del Pentagono o di utilizzare un missile o un Global Hawk o un caccia al posto di un Boeing 757 della American Airlines, sperando che nessuno ci faccia caso e che nessun passante lo riprenda.

In secondo luogo, la ripresa di Staehle, che risulta coerente e compatibile con le poche altre immagini del primo impatto al World Trade Center, fornisce un ulteriore elemento documentale nei confronti degli irriducibili che ipotizzano missili, fotoritocchi o addirittura ologrammi al posto degli aerei di linea al World Trade Center.

Va considerato, infine, che nonostante i proclami di "ricerca della Verità" da parte dei complottisti, la pubblicazione di questo terzo filmato non è merito dei loro sforzi d'indagine.

Aggiornamento (2008/01/14)

Ringrazio un lettore, Axlman, per aver segnalato che il video Naudet non è leggibile da tutti i player. E' leggibile con VLC (gratuito e disponibile per Window, Mac, Linuxe e altri sistemi operativi).

Lo stesso lettore ha notato che cliccando sul video Hlava durante la sua visualizzazione in un browser, si viene portati a un sito Web complottista. Ho preferito lasciare intatta questa funzione nascosta del video per non introdurre ulteriori artefatti di trascodifica in un video già qualitativamente modesto.

2006/07/15

Il lampo all'impatto con il World Trade Center

di mother. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei primi argomenti dei complottisti, al pari del “pod” (già discusso qui e di cui non parlerò qui), è il lampo che almeno uno dei due aerei fece impattando contro il World Trade Center (WTC). Nato come curiosità e divenuto subito valido argomento per sostenere la presenza di esplosivo in quel punto, inizialmente fu interpretato dai sostenitori delle tesi di complotto come esplosivo sulla punta dell'aereo per sfondare le colonne del WTC; in seguito fu utilizzato come prova dell'esistenza di esplosivo già presente nel WTC e fatto esplodere parzialmente dall'impatto dell'aereo laddove andò ad urtare.



Luogocomune riguardo al lampo:

A giudicare dal materiale a disposizione, non ci sono elementi sufficienti per sostenere che il primo aereo portasse con sè esplosivi di alcun tipo (o se li aveva, erano in quantità decisamente ridotta), mentre il secondo sembra davvero che ne fosse stracarico.

C'è infatti una notevole differenza fra le due esplosioni. Nel primo caso, 1) questa avviene solo dopo quattro-cinque secondi dall'impatto, 2) non mostra una potenza particolare, e 3) la fiammata che genera è di colore prevalentemente giallognolo: esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un incendio provocato dal gasolio*(v. nota) dei serbatoi di un aereo.

Mentre nel secondo caso l'esplosione 1) avviene praticamente in contemporanea con l'impatto, tanto che le fiamme escono dall'edificio addirittura prima delle macerie espulse dalla massa dell'aereo, 2) la potenza dell'esplosione è molto maggiore, e 3) le fiamme tendono più verso il rosso, il che indica la maggiore temperatura che si svilupperebbe appunto con degli esplosivi veri e propri, e non con semplice kerosene.

Questa è la teoria complottista (ne prevedono una sola).

Come esempi utili porto questi tre casi, due video e una serie di immagini. Mi chiedo come possano essere spiegati questi casi secondo una visione complottista dell'evento dell'11/9:
  1. Video di un'auto che corre con i cerchioni che sfregano sull'asfalto.
  2. Il test Sandia: noterete all'impatto al rallentatore il lampo (a dire il vero ce ne sono due, il secondo si verifica quando arriva la cabina di comando).
  3. Le immagini qui sotto, invece, si riferiscono ad un incidente accaduto quando un aereo in atterraggio ha rotto il carrello e si è fermato "di muso".




Vi sono anche altre possibili spiegazioni da verificare.


1. La teoria elettrostatica


Secondo questa teoria, l'aereo carico di particelle ionizzate e di corrente statica nei momenti prima dell'impatto avrebbe scaricato la propria corrente statica in prossimità delle colonne.

I motivi per essere titubanti di fronte a questa teoria sono la presenza di dissipatori di corrente statica, che sono installati sugli aerei per evitare, in presenza di umidità e di temporali, di attirare lampi che potrebbero seriamente danneggiare l'aereo e mettere a repentaglio la vita delle persone.

Tra l'altro, il video postato sopra del test Sandia mostra lo stesso fenomeno con calcestruzzo, che non è un buon conduttore di elettricità come l'acciaio.


2. La teoria dell'esplosivo


Per quanto siano stati bravi i dirottatori (chiunque essi fossero), è difficile immaginare che siano riusciti a mirare proprio lì dove c'era l'esplosivo.

Pensare che le colonne siano state minate interamente di esplosivo in altezza e in larghezza senza che nessuno se ne sia accorto o abbia visto manomissioni del metallo è difficile.

Immaginare che durante l'urto dell'aereo ci sia stata la fiammata (solo per la punta dell'aereo) e non ci sia stata la fiammata per le ali e durante tutti gli urti del crollo del WTC (fiammate di luce) fa notare la vacuità della teoria.

Bisognerebbe poi ritrattare i casi comuni visti sopra come prima detto secondo una visione complottista e presenza di esplosivo.


3. La teoria cinetica


100 tonnellate di aereo lanciate a piena potenza concentrano tutta la propria energia cinetica in un solo punto: alluminio contro acciaio delle Torri. L'energia di rottura dei componenti strutturali, a causa della resilienza, è di molto inferiore a quella prevista per crollo duttile, quindi avanza una buona quantità di energia cinetica, che si concentra in un punto creando una pressione tale da portare al riscaldamento del pezzo fino ad una temperatura di forse 600-700°C, utile per fondere l'alluminio (che così emette un bagliore rosso).

Il test Sandia a riguardo mostra che un'esplosione similare avviene sia nel momento dell'impatto della punta sia nel momento di impatto dell'abitacolo, entrambi a velocità sostenuta.

Da notare che Luogocomune parla di “rosso” come emissione visibile di maggiore intensità. Prendendo lo spettro, invece, ci si accorge che il rosso è l'emissione visibile a più bassa intensità, quasi prossima all'infrarosso (non visibile). Nello spettro, il rosso è seguito dal giallo (all'aumentare della temperatura per un metallo o per la radiazione della frequenza), arrivando poi al blu tipico dei plasmi.


4. La teoria dell'alluminio polverizzato


Questa teoria prevede che l'alluminio che costituisce il ricoprimento dell'aereo, arrivando a urtare, si polverizzi, reagendo e creando il bagliore.

L'alluminio ha la capacità di reagire con ossidi di altri metalli, creando reazioni molto violente. Un tipico esempio è la termite.

La reazione fra polvere di alluminio ed ossigeno libero non è possibile e di certo i materiali in gioco (colonne e muso dell'aereo) non presentavano ossidi né di ferro né di rame.

Viene quindi smentita la possibilità della reazione chimica.


5. La teoria sulle componenti elettriche


Presumibilmente l'alimentazione del velivolo è in corrente continua, mentre l'antenna degli aerei funziona con dipoli di corrente alternata. Da qualche parte dovrebbe essere ubicata una batteria di alimentazione.

Altri elementi, oltre alle batterie, che potrebbero esplodere in caso di forte urto possono essere eventuali bombole di ossigeno per i piloti e bombole di sostanze antincendio per spegnere disastrosi corti circuiti.

Quest'ultima teoria, che spiegherebbe come mai sia per i Boeing che per il test Sandia avviene l'effetto esplosione, richiede il parere di un costruttore di aerei che possa chiarire quali componenti sono presenti nel muso di questi velivoli.

2006/07/06

I master dei video del Pentagono

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nota: dal 2017 circa i contenuti del sito Flight77[.]info non riguardano più gli attentati dell’11/9. In questo articolo, i link al sito sono stati aggiornati per puntare alla copia archiviata su Archive.org.

Se solo tutti i complottisti fossero come quelli di Flight77[.]info! Scott Bingham, il titolare del sito, sospetta che ci siano aspetti nascosti dell'11 settembre, ma invece di perdersi in teorie e in interminabili video su Youtube investe concretamente tempo e denaro nelle richieste FOIA: quelle che permettono ai cittadini americani di accedere alle informazioni governative.

Con questo semplice sistema, che i complottisti di casa nostra manco si sognano, è riuscito a far divulgare i due video delle telecamere dell'ingresso di un parcheggio del Pentagono che ripresero l'impatto del Boeing 757. Si è fatto mandare, direttamente dal Dipartimento di Giustizia USA, un CD contenente i file originali. Non solo: su semplice richiesta, mi ha anche mandato una copia di questi file.

Questi sono gli originali, senza ricompressioni e conseguenti artefatti. Pesano 32 mega l'uno e sono archiviati su Attivissimo.net qui e qui. Qualsiasi studio o analisi decente deve usare questi originali, per non essere sviato da effetti visivi, artefatti e distorsioni prodotti dalle ricodifiche e dalle conversioni. Questi sono i file ufficiali di riferimento.

La cosa ancora più interessante è che Bingham ha la dichiarazione ufficiale che esistono circa 80 altri video ancora da desegretare (la richiesta FOIA è già in corso). Nessuno, secondo le dichiarazioni ufficiali, mostra l’impatto, tranne questi due rilasciati: ma potrebbero mostrare il sorvolo o l’incendio successivo all'impatto.


Aggiornamento (2008): gli altri video sono stati rilasciati nel 2008 ed effettivamente non riguardano l'impatto al Pentagono ma mostrano altre riprese effettuate in vari luoghi l'11/9/2001.