di JohnQuello che mostriamo qui a sinistra è un fotogramma tratto dal film Zero (minuto 45 circa), edizione in DVD.
Il fotogramma è parte di una sequenza animata del film che mostra quelle che – secondo Giulietto Chiesa e gli altri autori – sarebbero le batterie antiaeree poste a difesa del Pentagono.
Il cartone animato ci mostra botole nascoste che si aprono improvvisamente e missili che si sollevano sulle loro rampe di lancio e vengono lanciati per abbattere un velivolo intruso in avvicinamento al Pentagono.
La prova dell'esistenza di batterie antiaeree al Pentagono è quindi un cartone animato realizzato dai produttori di Zero.
Naturalmente la ragione di realizzare un cartone animato sta nel fatto che le batterie sarebbero nascoste alla vista dei comuni mortali. Nessuno le ha mai viste, insomma.
La teoria è molto comoda: sostengo che esiste qualcosa che nessuno ha mai visto, e quando mi chiedono di provarlo, mostro un disegnino fatto da me affermando che non posso mostrare qualcosa che non si può vedere.
Immaginate un Tribunale in cui l'accusa sostiene che abbiate commesso un omicidio senza che nessuno vi abbia visto e che abbiate nascosto il cadavere. Quando la vostra difesa chiede di provarlo, l'accusa mostra un disegnino e spiega al giudice che ovviamente non può mostrare qualcosa che nessuno ha visto né un cadavere che nessuno ha ritrovato.
E' lo stesso Chiesa a spiegare tale singolare ragionamento, in questa risposta a uno dei tanti co-produttori del film che iniziano a pentirsi di averlo finanziato (l'evidenziazione è aggiunta):
Sig. Chiesa, Giulietto,
sono uno dei tanti coproduttori di Zero, e per questo forse uno dei più titolati a farti una richiesta come quella che sto per fare.
Conosciamo entrambi bene Attivissimo e la sua opera di dis-informazione, che nonostante tutto credo sia fatta in buona fede.
C'è una pagina, nel suo sito dedicato all'11/9, che vorrei poter confutare punto per punto, ma sento che il candidato migliore ad un'azione del genere sia proprio lei.
Sig. Chiesa, non crede che sarebbe opportuno, per fugare definitivamente ogni dubbio, rispondere punto per punto alle obiezioni di Attivissimo? Io stesso non ho le idee ben chiare riguardo ad alcuni dei punti da lui elencati... se non altro, mi sarebbe utile un riferimento per dipanare da me ogni dubbio in merito.
La ringrazio dell'attenzione concessami.
Fabio Alemagna
Caro Fabio,
anche lei, come altri, mi scrive una lettera chiedendomi di rispondere "punto per punto" alle critiche dei kamikaze di Bush e, non so se se ne renda conto, tentando di usare le mie lettere per fare propaganda ai loro vaneggiamenti.
Le rispondo sinteticamente: ho già replicato a diverse lettere (veda quella a Fabriziono Gonelli, 17/2/08, quella a Walter Moretti (14/4/08, quella a Alessandro Lucherini 18/2/08, quella a Giorgio Vergnano del 4/2/08, e molte altre). Non intendo ripetermi.
Nel merito e nel metodo ho scritto cinque libri che se ne occupano.
Quindi chi vuole conoscere le mie opinioni non può pretendere che le riscriva ogni volta sul web. Ci sono già, in gran parte, per il resto sono nei miei libri e saggi.
Ciascuno ha cervello e ragione sufficiente per scegliere. La convincono di più gli argomenti dei kamikaze? Benissimo. E' affare suo.
Io mi limito adire che questi signori sono dei falsari. Per la banale ragione che mescolano, non sempre abilmente, ma qualche volta molto subdolamente, cose che io ho detto con cose che non ho mai detto. Per cui nella confusione "sembra" che confutino me, ma in realtà combattono contro i non pochi cretini che popolano il web e che dicono cose non verificate, o espongono ipotesi fantasiose.
Questa è la prova della loro disonestà. La faccenda del buco del Pentagono è uno dei trenta interrogativi aperti. Loro tentano di concentrare su un solo punto (per altro interamente opinabile, sebbene urlino che quella loro foto dimostra tutto) per far dimenticare gli altri 29. Basti una sola scemenza: dove dicono che noi, nel film, abbiamo fatto ricorso alla grafica per far vedere le batterie antiaeree che difendono il Pentagono e la Casa Bianca e ci sfidano a mostrarle. Le pare un'obiezione? Qualcuno (con il cervello non pieno di segatura) è in grado di affermare che Pentagono e casa Bianca non sono protetti da uno scudo missilistico? Chiunque capisce che sarebbe addirittura sensazionale se non ci fosse.
Per esempio intorno a Mosca c'è, eccome che c'è. Sebbene nessuno (salvo i servizi segreti americani) sappia come è fatto e dove è dislocato.
Inoltre noi abbiamo la testimonianza dell'ufficio di una ex deputata del Congresso americano, che ha accesso a informazioni attendibili, che conferma l'esistenza di quelle batterie. Noi non sappiamo dove sono, e non lo sa nessuno, al di fuori del Pentagono, semplicemente perchè sono uno dei più cruciali segreti della difesa di Washington. Ci vuole tanta sagacia per capirlo?
E lei mi chiede di rispondere a questa feccia ignorante?
Cordiali saluti
Giulietto Chiesa
La risposta di Chiesa si commenterebbe da sola, così come si commenta il ricorso agli insulti, espediente tipico dei complottisti quando si ritrovano a corto di argomentazioni.
L'ignoranza, però, alberga tutta in Chiesa, che lo dimostra con le sue parole.
Non c'è alcuno "scudo" a difesa del Pentagono.
L'unico "scudo" realizzato dagli americani fu il sistema Safeguard, basato sui missili Spartan e Sprint. Fu attivato il 1° aprile del 1975 e diventò operativo il 1° ottobre del 1975, a Nekoma (Nord Dakota), per proteggere la base missilistica di Grand Forks. Quindi nulla a che vedere con Washington DC. Esattamente 24 ore dopo, il Congresso americano votò il suo smantellamento.
Fonti: Directory of US Military Rockets and Missiles; Encyclopedia Astronautica; Unofficial Safeguard Site; Union of Concerned Scientists.
Il motivo di questa decisione, come spiegano anche le fonti citate, va ricercato nel fatto che il trattato ABM tra USA e URSS, firmato nel 1972, consentiva a entrambe le parti di mantenere solo due siti missilistici (parliamo di missili anti-missile), poi ridotti a un solo sito dal protocollo firmato nel 1974. Il Congresso americano giudicò che un singolo sito era del tutto inutile e cancellò il programma.
L'Unione Sovietica, invece, dispiegò il suo sistema a protezione di Mosca, ed è ancora attivo.
Non c'è alcun dubbio che Chiesa stia parlando proprio di questi sistemi, visto l'esplicito riferimento allo scudo posto a protezione di Mosca.
Ma come abbiamo visto, lo "scudo" a Mosca c'è. A Washington non c'è mai stato e l'unico "scudo" dispiegato in USA fu realizzato e smantellato tra il 1975 ed il 1976.
L'immagine di un sistema missilistico nascosto sotto terra e sconosciuto a tutti è poi a dir poco ridicola, degna di un film di James Bond. Un sistema del genere non si monta dalla sera alla mattina: occorrono scavi, lavori, gallerie. Come si può pensare di costruirne uno in una zona abitata, senza che nessuno se ne accorga?
Per non parlare poi delle necessità logistiche: missili di quel tipo hanno bisogno di manutenzione, devono essere periodicamente smontati, le batterie di alimentazione vanno sostituite, i motori a razzo revisionati. E bisognerà pur collaudare il sistema e provarlo di tanto in tanto! E' inconcepibile pensare di "seppellire" un missile e un meccanismo di elevazione e lancio e lasciarli così per decenni.
Un altro aspetto fondamentale che Chiesa evita di citare, è che – ammesso che sia possibile nascondere un marchingegno del genere – i missili antiaerei e antimissile hanno bisogno di conoscere la posizione del loro bersaglio. Un bersaglio che si muove velocemente. Hanno bisogno di un sistema radar che individui il bersaglio, lo agganci e lo "insegua" a beneficio del missile, che saprà dove dirigersi dopo il lancio. Si tratta di radar con caratteristiche specifiche.
Un radar non funziona sotto terra, ed è anche un affare molto grosso.
Per avere un'idea di cos'era il sistema Safeguard, eccone una foto:

In primo piano i pozzetti di lancio dei missili, in secondo piano la piramide del sistema radar.
Ossia questa:

Non sembra una cosuccia da poter realizzare in una notte, mentre tutti gli abitanti dormono, per poi nasconderla sotto terra.
In Google Earth si può vedere ciò che resta di questo complesso, a queste coordinate:
Decimali: 48.140492, -111.757267
Longitudine: 48° 8'25.77"N
Latitudine: 111°45'26.16"O
Passiamo all'altra affermazione di Chiesa:
Per esempio intorno a Mosca c'è, eccome che c'è. Sebbene nessuno (salvo i servizi segreti americani) sappia come è fatto e dove è dislocato.
Abbiamo visto che non è possibile nascondere sistemi del genere. E difatti il sistema che protegge Mosca è ben noto, sin da quando fu costruito.
Questa immagine è tratta dal Soviet Military Power, edizione 1984, una pubblicazione del Pentagono a diffusione libera:

Mostra l'ubicazione dei sistemi che componevano lo "scudo" intorno a Mosca.
Questa è la mappa aggiornata:

Questa è la foto di uno dei siti:

E se volete vedervi personalmente i siti su Google Earth, noi, "feccia ignorante", vi mettiamo a disposizione il relativo file dati con le coordinate in formato kmz (download link).
E' di tutta evidenza che Giulietto Chiesa non sa di cosa parla. Eppure, queste sono le basi su cui ha realizzato il suo film.


