2006/06/30

FAQ 5.4: Il Volo 93 - Dopo lo schianto

di Paolo Attivissimo e Leonardo Salvaggio, con il contributo di tutti gli autori di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. La data di pubblicazione è fittizia.

Queste sono le risposte sintetiche ai dubbi più ricorrenti a proposito del volo United 93, il Boeing 757 dirottato e precipitato vicino a Shanksville, in Pennsylvania, alle 10:03 dell'11 settembre 2001. Per gli approfondimenti si possono leggere gli articoli indicati nei link qui sotto, cercare in questo blog usando la casella di ricerca qui a destra, oppure consultare tutti gli articoli riguardanti questo aspetto degli attentati.


5.4. Dopo lo schianto

5.4.1. Come mai il cratere del Volo 93 misura soltanto 6-7 metri ed è quindi troppo piccolo?


Quelle dimensioni sono un mito, alimentato per esempio dal video complottista Inganno Globale, che le cita a 00:33:34.

In realtà basta esaminare le foto scattate dall'aria (per esempio quella mostrata qui sotto): dal rapporto fra le dimensioni delle persone e quelle del cratere si vede subito che il cratere è ben più ampio di 6-7 metri.

Il cratere d'impatto del Volo 93. La freccia indica l'estensione del segno lasciato dalle ali.
Il cerchio indica una persona in piedi
.

Inoltre con Google Earth si può anche misurare quant'è grande realmente il cratere: 18 x 48 metri (dettagli). Un Boeing 757 è largo 38 metri.

E poi scusate, ma chi sarebbe così cretino da organizzare una complicatissima messinscena e sbagliare le dimensioni del cratere?


5.4.2. Come mai non ci sono abbastanza rottami? Gli altri incidenti aerei ne lasciano molti di più.


Non si capisce perché gli ipotetici autori della messinscena avrebbero giocato al risparmio sui rottami, secondo questa tesi.

La realtà è che è sbagliato confrontare gli incidenti aerei comuni con la caduta del Volo 93. Gli incidenti aerei comuni sono di norma impatti radenti a bassa velocità, per cui i rottami si distribuiscono in superficie. Il Volo 93 fu un impatto quasi verticale e ad altissima velocità.

Bisogna invece confrontare il Volo 93 con altri schianti quasi verticali, come i voli United 585 (1991) e PSA1771 (1987), e allora si scopre che sono molto simili.

In ogni caso, l'area circostante era disseminata di rottami, come si può vedere in questo video che raccoglie alcune fotografie della zona e dei resti conservati oggi nei musei.




5.4.3. Quando un aereo si schianta contro una montagna, i rottami restano visibili; a Shanksville no. Perché?


Perché la montagna è rocciosa e non consente la penetrazione, mentre il terreno a Shanksville era poco consistente: era il riempimento di un'ex miniera a cielo aperto. L'aereo è penetrato nel terreno per circa dieci metri, accartocciandosi e sminuzzandosi, proprio come hanno fatto gli aerei alle Torri Gemelle e al Pentagono.


5.4.4. Un motore fu trovato lontano: questo vuol dire che l'aereo fu abbattuto?


Non necessariamente. Anche dopo lo schianto verticale del Volo United Airlines 585 (1991), un pezzo di motore fu trovato a ben 170 metri dal resto dell'aereo (dettagli): a Shanksville, un pezzo di motore (una porzione delle ventole interne, non un motore intero) fu trovato a circa 270 metri dal cratere, non a più di un chilometro e mezzo come molti riferiscono erroneamente (Debunking 9/11 Myths, pagina 88). Se l'aereo fosse stato abbattuto, i rottami più grandi sarebbero stati sparsi su un'area enormemente più vasta.


5.4.5. Se l'aereo si è schiantato intero al suolo, come è possibile che dei suoi frammenti siano finiti a chilometri di distanza?


Tutti i frammenti trovati a distanze significative dal cratere d'impatto erano molto leggeri e piccoli: pezzi in fibra di carbonio, brandelli di stoffa, fogli di carta e simili. Materiali che un impatto quasi verticale avrebbe scagliato in alto per contraccolpo e che il vento avrebbe trasportato con facilità. Infatti questi frammenti sono stati trovati in una zona situata lungo la direzione del vento dominante di quel giorno, che grosso modo coincide con la direzione in cui stava volando l'aereo.

I rapporti tecnici sugli incidenti aerei documentano che quando un velivolo di linea si spezza in volo, disperde grandi pezzi pesanti su un raggio molto ampio. Nel caso del Volo 93 questo non è avvenuto. Questo indica che l'aereo era sostanzialmente intatto quando colpì il suolo.


5.4.6. Come mai il sindaco di Shanksville disse che "l'aereo non c'era"?


Il sindaco Ernest Stull (spesso indicato erroneamente come Ernie Stuhl) pronunciò effettivamente, ma subito dopo aggiunse: "...Hanno trovato soltanto le due turbine, perché ovviamente sono più pesanti e massicce di tutto il resto. Ma non era rimasto quasi nulla dell'aereo vero e proprio" e descrisse dove aveva visto con i suoi occhi i rottami dell'aereo (dettagli).

La sua testimonianza è stata tagliata ad arte dai complottisti. Lo ha scoperto Der Spiegel. Quando il sindaco arrivò sul posto, si aspettava di trovare un aereo incidentato, ma non c'era nessun aereo: soltanto rottami abbastanza piccoli, sparsi sul terreno, e i due motori. Stava esprimendo il suo stupore per gli effetti inattesi del violentissimo impatto. Tutto qui. Come mai i complottisti hanno manipolato le sue parole?


5.4.7. Quanta parte dell'aereo fu recuperata?


Il 95% circa dei resti dell'aereo fu ritrovato. Il pezzo più grande fu una porzione del rivestimento esterno della fusoliera che misurava 1,8 per 2,1 metri. Il pezzo più pesante fu una ventola di motore, del peso di circa 500 kg (fonte).


5.4.8. Perché mai il medico legale di Shanksville ha detto che "non c'erano cadaveri"? Non è una prova della messinscena?


Sarebbe da veri imbecilli organizzare una gigantesca cospirazione, con tanto di finto aereo precipitato, e poi dimenticarsi di piazzare i cadaveri dei passeggeri, no?
La dichiarazione del medico, Wallace Miller, è stata tagliata dai cospirazionisti che la citano, perché prima di quelle parole elenca minuziosamente i circa 1.500 resti umani (circa 270 kg su 3100 kg di peso complessivo dei passeggeri) che furono ritrovati, e dice che appena arrivato sul luogo dello schianto, smise di comportarsi da medico legale perché non c'erano cadaveri da esaminare, ma solo tanti, tanti frammenti (Debunking 9/11 Myths, pagina 90; Washington Post).


5.4.9. Come è possibile trovare tra i resti dello schianto una bandana intatta di un dirottatore? Non è che qualcuno l'ha piazzata come falsa prova?


Negli incidenti aerei capita comunemente che alcuni oggetti fragili rimangano intatti. E i complottisti dimenticano di dire che la bandana non è l'unico oggetto recuperato dallo schianto del Volo 93: c'erano ben sei scatole di effetti personali dei passeggeri, come gioielli, carte di credito, fotografie, documenti, portafogli, passaporti, patenti, carte d'identità (Pittsburgh Post-Gazette).


5.4.10. Come è possibile che il terreno abbia inghiottito l'aereo?


A parte il fatto che dei frammenti non indifferenti del Volo 93 non sono stati affatto inghiottiti e sono stati trovati nelle vicinanze, in superficie, non fu certo la prima volta che un aereo precipitato quasi in verticale penetrò nel terreno: accadde per esempio al Volo United 585 nel 1991, i cui rottami furono trovati fino a tre metri di profondità (dettagli). Il Volo 585 si schiantò a meno della metà della velocità del Volo 93.


5.4.11. Perché alcuni testimoni parlano di un misterioso "jet bianco" passato di lì a bassa quota dopo lo schianto?


Non è affatto misterioso. Era un jet privato, un Dassault Falcon 20, di proprietà dell'azienda di moda VF Corporation, che era in volo nella zona: i controllori di volo lo inviarono a cercare dove era caduto il Volo 93. Sorvolò ripetutamente la zona d'impatto per rilevare le coordinate geografiche esatte e mandare ai controllori di volo (11 settembre - I miti da smontare, pag. 90-91).


5.4.12. Perché una testimone dice di aver visto un aereo bianco con "due pinne verticali ai lati"? Il Falcon 20 della versione ufficiale non ha due pinne verticali; l'aereo militare A-10 sì. Allora il Volo 93 è stato abbattuto da un aereo militare?


No. La testimone, Susan McElwaine, ha negato di aver dato una descrizione di questo genere; quando le è stata mostrata una foto dell'A-10, ha detto che quello non è l'aereo che ha visto. Tuttavia non ha riconosciuto neppure il Falcon 20. Tutta la sua descrizione è piuttosto confusa: parla di aerei che passano sotto i fili elettrici dei pali al lato della strada dove si trovava (dettagli).


5.4.13. Quali evidenze esistono della versione ufficiale degli eventi?


Nel caso del volo United 93 abbiamo: tracciati radar, resti e DNA dei passeggeri, testimoni oculari, scatole nere, registrazioni dell'audio in cabina, e soccorritori civili arrivati sul posto pochi minuti dopo lo schianto.

Molte delle prove di quanto successo trovano riscontro anche nelle testimonianze dirette da noi raccolte. L'ex agente dell'FBI Matthew Hoke ha riportato di aver visto con i propri occhi i resti umani, pezzi di aereo tra cui le scatole nere e gli effetti personali dei passeggeri. L'ex controllore del traffico aereo Mahlon Fuller ha confermato che l'aereo era sullo schermo dei controllori di volo. Altri testimoni e soccorritori da noi intervistati hanno anche incontrato le famiglie delle vittime e nessuno di loro ha dubbi su quanto successo ai propri congiunti.


5.4.14. Come mai il numero di matricola (tail number) N591UA, quello del Volo 93, era ancora attivo nel 2005?


Alcuni cospirazionisti (per esempio Gerard Holmgren qui) sostengono che questo fatto dimostri che quell'aereo non precipitò in Pennsylvania. Ma riflettiamo un attimo: vi pare plausibile che gli organizzatori facciano tutta una messinscena complicatissima e ultrasofisticata, e poi si dimentichino di cancellare il tail number dai registri pubblici?

In realtà è normale che un tail number rimanga registrato a lungo dopo la distruzione dell'aereo. Ci sono molti esempi di aerei distrutti il cui tail number resta registrato. Se ne parla per esempio qui (in inglese).