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2013/07/08

Quanto sono attendibili le prime testimonianze raccolte a caldo?

di Hammer. L'articolo è stato corretto dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle argomentazioni più ricorrenti avanzate dai sostenitori delle teorie del complotto vuole che molti dei sopravvissuti abbiano sentito esplosioni o scoppi di vario tipo durante l'evacuazione delle Torri Gemelle. Questo sarebbe, secondo i complottisti, un indizio del fatto che ci fossero esplosivi all'interno dei palazzi.

Premesso che durante le vere demolizioni controllate le detonazioni avvengono immediatamente prima del crollo (e servono proprio ad avviarlo) e non decine di minuti prima, ciò che i complottisti sembrano ignorare è che le testimonianze dirette raccolte a caldo non sono poi così attendibili e di recente l'ho sperimentato in prima persona.

Durante lo scorso venerdì pomeriggio mi trovavo per lavoro in un palazzo di nove piani della periferia milanese. Ero solo in ufficio e stavo parlando al telefono quando sentii l'allarme anticendio, un attimo dopo i responsabili della sicurezza percorsero rapidamente il corridoio invitando concitatamente tutti a lasciare il piano.

Fu chiaro a chiunque fin da subito che non si trattasse di un'esercitazione in quanto queste non si fanno in piena estate, nel tardo pomeriggio del venerdì. Appena uscito dal mio ufficio incontrai un gruppo di cinque colleghi che si trovavano nell'ufficio adiacente che asserivano con sicurezza di aver udito uno scoppio o più in generale un "botto" appena prima che suonasse l'allarme. La cosa mi stupì parecchio perché io a meno di dieci metri di distanza non avevo sentito nulla!

L'evacuazione fu ordinata, del resto le prove si fanno varie volte l'anno e fortunatamente servono. Una volta usciti nella piazza antistante e radunatici al punto di raccolta iniziavano a rincorrersi le voci più disparate. "E' esplosa una torretta di rete" diceva qualcuno, "C'è fumo al quarto piano", "No, c'è fumo al quinto piano."

Dopo circa venti minuti fu autorizzato il rientro nel palazzo. Chiesi al responsabile di sicurezza cosa fosse successo, mi rispose che a causa di un guasto uno dei ventilconvettori emetteva del fumo e che questo era stato rilevato dal sistema antincendio. Mi venne naturale chiedere cosa fosse stato il "botto" sentito dai miei colleghi e il responsabile mi rispose che si trattava delle porte anticendio antistanti gli ascensori che si chiudevano per impedire l'utilizzo degli ascensori stessi. Queste infatti sono di norma tenute aperte da elettromagneti a cui viene tolta l'alimentazione in caso di allarme così che le porte si chiudano.

Da poco ho anche appreso che al piano dove mi trovavo e a quello superiore è prevista un'attività di riparazione dell'interfono in quanto alla sirena di allarme non è seguito alcuno messaggio audio che comunicasse la necessità di abbandonare il palazzo, come di norma dovrebbe accadere. Anche questo dettaglio è degno di nota in quanto io nell'immediatezza dell'accaduto avevo anche erroneamente riferito di averlo sentito.

Questo piccolo episodio, che si è concluso senza infortuni, dovrebbe insegnare che le prime impressioni sono spesso forvianti e che queste spesso possono essere interpretate correttamente solo alla luce di informazioni più complete.