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2023/01/27

Intervista all'ex agente speciale del Diplomatic Security Service Scott Stewart sull'attentato al World Trade Center del 1993

di Leonardo Salvaggio

È disponibile sul mio canale YouTube un'intervista all'ex agente speciale del Diplomatic Security Service Scott Stewart sul primo attentato alle Torri Gemelle, quando nel 1993 un gruppo di terroristi parcheggiò un camion bomba nei parcheggi sotterranei con l'intenzione di far crollare il complesso.

L'intervista è disponibile solo in inglese.


2019/07/02

Il primo attentato di al-Qaeda negli Stati Uniti: l'omicidio di Meir Kahane

di Hammer

Contrariamente a quanto comunemente si ritiene, il primo attentato sul suolo americano compiuto da terroristi legati ad al-Qaeda non fu quello contro il World Trade Center del 26 febbraio del 1993, ma l'assassinio del rabbino israelo-americano Meir Kahane che fu ucciso da un colpo di pistola sparatogli da distanza ravvicinata dal terrorista egiziano El Sayyid Nosair nel 1990.

Meir Kahane
Meir Kahane nacque a Brooklyn nel 1932 e la sua politica era nota per le posizioni nazionaliste e favorevoli alla deportazione di tutti i palestinesi dalla Cisgiordania e dalla striscia di Gaza. Negli Stati Uniti Kahane fondò la Lega di Difesa Ebraica, movimento considerato un gruppo terrorista dall'FBI nonostante si professasse contrario al razzismo e al terrorismo, e il Kach, partito politico israeliano sionista nelle cui intenzioni vi era di concedere la cittadinanza israeliana ai soli ebrei e l'uso della guerra per risolvere la questione palestinese.

Kahane fu anche eletto al parlamento israeliano nel 1984 e vi rimase per un solo quadriennio, in quanto nel 1985 il governo dichiarò il Kach un partito razzista impedendo così al partito stesso di ripresentarsi alle elezioni del 1988.

La sera del 6 novembre del 1990 Meir Kahane tenne un discorso davanti a oltre trecento persone nella sala conferenze del secondo piano del Marriott Hotel al numero 525 di Lexington Avenue, a Manhattan. Al termine dell'evento il rabbino si sedette a uno dei tavoli usati per la conferenza e venne attorniato da un gruppo di persone che avevano assistito al discorso che gli fecero delle domande a cui Kahane stava rispondendo. Un uomo vestito da ebreo ortodosso gli si avvicinò da dietro e gli sparò due colpi con una pistola calibro .357. Il primo perforò la testa di Kahane dal collo alla guancia sinistra, il secondo lo mancò. L'attentatore corse quindi verso l'uscita per scappare e si scontrò con un uomo dello staff di Kahane, il settantatreenne Irving Franklin, a cui sparò nella gamba per riprendere la propria fuga.

Arrivato in strada l'attentatore tentò di dirottare un taxi davanti a una sede delle poste puntando la pistola al guidatore. Intervenne sulla scena l'agente della polizia postale Carlos Acosta, che indossava un giubbotto antiproiettile, il quale estrasse la pistola e intimò al fuggitivo di non muoversi. L'assassino di Kahane gli sparò al petto, ma nonostante l'impatto del proiettile l'agente riuscì a rispondere al fuoco colpendo l'attentatore al mento e immobilizzandolo. L'assassino fu identificato come il trentaquattrenne El Sayyid Nosair. Meir Kahane e i tre feriti, tra cui lo stesso Nosair, furono portati al Bellevue Hospital dove il rabbino fu dichiarato morto alle 21:57.

El Sayyid Nosair
El Sayyid Nosair fu condannato da un tribunale dello stato di New York a 22 anni di reclusione solo per possesso illegale di arma da fuoco e per aver sparato ad Acosta, ma non per l'omicidio di Kahane in parte per il fatto che la famiglia di questi non acconsentì allo svolgimento dell'autopsia rendendo impossibile il recupero del proiettile mortale.

Nosair venne dapprima detenuto nel carcere di Attica e una cellula jihadista guidata da Omar Abdel-Rahman (più noto con il soprannome di The Blind Sheik) tentò di pianificare un attentato con un camion bomba contro il penitenziario allo scopo di far fuggire lo stesso Nosair. Il piano fu abbandonato a seguito dell'arresto di Abdel-Rahman per il primo attentato al World Trade Center.

Proprio nell'ambito del processo ad Abdel-Rahman, nel 1995 Nosair fu sottoposto al giudizio di un tribunale federale il quale lo condannò all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione di attentati contro alcuni obiettivi nella città di New York e anche per l'omicidio di Meir Kahane. Il tribunale stabilì che Nosair non agì da solo, ma che era legato a una cellula terroristica.

Nel 2002 emerse dalle indagini sull'11/9 che Osama bin Laden aveva finanziato la difesa di Nosair al primo processo e che alcuni parenti del terrorista avevano compiuto un viaggio in Arabia Saudita per raccogliere dei fondi messi a disposizione dal leader di al-Qaeda.

Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, Nosair ammise agli inquirenti nel 2005 di essere l'autore materiale dell'omicidio di Meir Kahane e aggiunse di non aver intrapreso questo progetto criminale da solo perché al Marriott Hotel di Lexinton Avenue c'erano con lui due complici, il giordano Bilal al-Kaisi e il palestinese Mohammed Salameh, il secondo dei quali fu anche uno degli attentatori del primo attacco contro le Torri Gemelle. In ogni caso, secondo quanto riportato dal giornalista Peter Lance, i legami tra Nosair e bin Laden risalgono a molto prima dell'omicidio di Kahane, l'egiziano infatti ammise anche di aver sorvegliato un aeroporto nell'ambito del suo piano per uccidere Kahane insieme a un uomo chiamato Ephron Gilmore che lavorava per bin Laden.

L'omicidio di Meir Kahane è purtroppo meno noto di quanto dovrebbe essere e spesso viene relegato alla cronaca nera e non considerato un vero atto di terrorismo. Al contrario questo avvenimento mostra quanto pericolosa fosse al-Qaeda più di dieci anni prima del 2001 e conferma che il nome di Osama bin Laden era noto agli inquirenti molto prima dei sanguinosi eventi dell'11/9.

2016/02/08

World Trade Center: l'attentato del 1993 e il presunto coinvolgimento dell'FBI

di Hammer

Il primo attentato terroristico contro il World Trade Center avvenne il 26 febbraio del 1993, quando un gruppo di terroristi islamici fece esplodere un furgone-bomba nel parcheggio sotterraneo della Torre Nord. L'intenzione dei terroristi era di far crollare la Torre Nord in modo che cadesse addosso alla Torre Sud, distruggendole così entrambe. In realtà la bomba causò un cratere di cinque piani sotterranei ma non danneggiò l'integrità strutturale dell'edificio. L'attentato provocò comunque sei morti e oltre mille feriti.

Il gruppo di terroristi che perpetrò l'attacco era guidato dal kuwaitiano Ramzi Yousef, che fu catturato in Pakistan nel 1995 dopo aver partecipato anche alla pianificazione dell’Operazione Bojinka e dopo aver piazzato la bomba sul volo Philippine Airlines 434, che esplose in volo dopo che il terrorista era sceso dall'aereo durante uno scalo. Gli altri terroristi che parteciparono alla pianificazione dell’attacco contro il World Trade Center erano Mahmud Abouhalima, Mohammed Salameh, Ahmed Ajaj, Nidal Ayyad e Eyad Ismoil (che guidò il furgone fino al parcheggio della Torre), oggi detenuti nel carcere ADX Florence in Colorado, e Abdul Rahman Yasin, che non fu mai catturato. Le sovvenzioni economiche per l’attacco arrivarono al gruppo da Khalid Sheikh Mohammed, zio di Ramzi Yousef, che ebbe un ruolo fondamentale anche nell’organizzazione degli attacchi dell’11/9.

Secondo alcune fonti complottiste, come è ovvio e facile aspettarsi, anche questo attentato sarebbe stato un inside-job e alcune di queste fonti si spingono fino a sostenere che il materiale per realizzare la bomba fu fornito ai terroristi dall’FBI attraverso un loro infiltrato di nome Emad Salem. In realtà, come emerge dalla ricostruzione del New York Times, che nell’ottobre del 1993 dedicò a questa vicenda tre articoli (il 27, il 28 e il 31), e dalle registrazioni audio delle conversazioni di Salem con l'agente dell’FBI John Anticev, la verità è ben diversa: Salem aveva informato l’FBI che un gruppo di terroristi stava preparando una bomba e il piano dell’FBI prevedeva dapprima di utilizzare Salem per sabotare l’attentato fornendo ai terroristi della polvere innocua da sostituire all’esplosivo. Il sabotaggio fallì in quanto il supervisore dell'FBI sottovalutò la minaccia e decise di abbandonare il piano e di destinare Salem ad altro incarico. Secondo Salem (a sinistra nella foto sotto, insieme al terrorista egiziano Omar Abd al-Rahman noto anche con il soprannome di The Blind Sheik) il motivo fu che l’FBI non gli credette; va comunque sottolineato che Salem non specifica che l’FBI fosse al corrente del fatto che la bomba sarebbe stata usata al WTC ma sapeva solo genericamente che alcuni terroristi stavano costruendo una bomba e che poi questa è stata usata al World Trade Center.


I video complottisti a questo punto mostrano uno spezzone del telegiornale del 28 ottobre 1993 della CBS con l'intento di convalidare la teoria appena esposta, ma in realtà sia il conduttore Dan Rather sia il servizio che viene mostrato dicono proprio che l’FBI avrebbe potuto sventare l'attacco ma non lo fece, che è ben diverso da quanto i complottisti sostengono.

I complottisti si aggrappano quindi alla frase di Salem It was built by supervising supervision from the Bureau and the D.A. per sostenere che Salem confermi che l’FBI fu l’effettivo produttore della bomba. Ma basta leggere il periodo per intero per rendersi conto anzitutto che l'inglese di Salem è molto povero e che in realtà sta dicendo che l’FBI era stato informato dell’attentato imminente dal suo informatore, cioè lo stesso Salem, ma che non fece nulla per sventarlo.

La frase di Salem (al minuto 3:42 della registrazione) è:

[...] we was start already building the bomb which is went off in the World Trade Center. It was built by ...eh, eh, eh.... supervising... [si corregge] supervision from the Bureau [l'FBI] and the D.A. [District Attorney, il procuratore distrettuale] and we was all informed about it and we know that the bomb start to be built. By who? By your confidential informant. What a wonderful, great case! And then he put his head in the sand and said "Oh, no, no, that’s not true, he is son of a bitch."

Ignorando i grossolani errori di grammatica, ciò che Salem intende dire in italiano è:

[...] avevamo già iniziato a costruire la bomba che sarebbe esplosa nel World Trade Center. E' stata costruita sotto gli occhi dell'FBI e del procuratore distrettuale e ne eravamo tutti informati e sapevamo che la bomba stava per essere costruita. Da chi? Dal vostro informatore confidenziale. Che meraviglioso caso! E poi ha messo la testa sotto la sabbia e ha detto "Oh, no, no, non è vero, è un figlio di puttana."

Secondo i complottisti, invece, Salem starebbe dicendo che la bomba fu costruita sotto la direzione dell’FBI e che l’FBI stesso ne fu informato dal suo informatore. Si tratta di un’assurdità e di un corto circuito logico piuttosto evidente.

Nel 2014 Emad Salem ha pubblicato un libro sulla propria vita e sul proprio ruolo di informatore dell’FBI. Il volume si intitola Undercover e in esso Salem ribadisce quanto detto in precedenza: l’uomo aveva informato l'FBI del fatto che un gruppo di terroristi stava preparando una bomba e la sua segnalazione fu sottovalutata.


Il motivo dietro a questo autoattentato sarebbe, secondo i complottisti, che serviva una giustificazione per l’approvazione di leggi antiterrorismo particolarmente liberticide. Premesso che nessuno di loro ha mai specificato quali sarebbero i danni alla libertà causati da queste leggi, a riprova di ciò viene mostrato un breve video tratto dagli ultimi minuti di Inside 9/11 di National Geographic in cui il giornalista Steve Emerson dice:

I heard it repeatedly after the ’93 World Trade Center bombing, by saying they didn’t kill enough people. It wasn’t said by militants, it was said by FBI agents. They didn’t say it because they wanted more blood, but they understood that it would take more blood in order to get the government to react. And now I’m hearing other FBI and other officials say to me, Steve, we’re gonna need another 9/11.

La traduzione in italiano è:

L'ho sentito varie volte anche dopo l'attentato del 1993 al World Trade Center quando dicevano che non erano state uccise abbastanza persone. Non è stato detto dai militanti, è stato detto dagli agenti dell'FBI. Non lo dicevano perché volevano più sangue, ma perché capirono che sarebbe stato necessario più sangue affinché il governo reagisse. E adesso sento altri agenti dell'FBI e altri ufficiali che mi dicono "Steve, serve un altro 11/9."

Ma in questo breve passaggio Emerson non sta attribuendo in alcun modo la colpa dell’attentato all’FBI: piuttosto si sta lamentando della lentezza del governo americano nell’emanare leggi efficaci nonostante l’attentato sanguinoso del 93 e anche dopo l’11/9.

Ancora una volta i complottisti fondano le proprie teorie su brandelli di frasi estratti dal loro contesto e spesso intenzionalmente distorti. Se vogliono dimostrare che l’attentato del 93 fu un inside-job è meglio che portino argomentazioni più convincenti.

2006/09/22

Pentagono Vs World Trade Center 1993

di mother

Recentemente mi son messo a confrontare delle foto. Queste:



Sono foto scattate nell'attentato terroristico del 1993 che colpì il parcheggio seminterrato del World Trade Center.

E queste:


scattate all'interno del Pentagono dopo l'attentato terroristico del 2001.
Sembrano uguali...macerie... fili che penzolano...ma in realtà sono estremamente diverse.
Quella del World Trade Center del 26 febbraio 1993 è indubbio sia la foto dell'esplosione di 1,500-lb di nitrourea (circa 7 quintali di esplosivo).
Si notano le colonne ad una certa distanza intatte, i solai completamente sfondati e precipitati al piano inferiore.
Nell'altra invece si notano, oltre alla persona ed al cane per cercare i cadaveri sepolti, la colonna danneggiata in prossimità del collegamento con le travi del solaio e i solai integri.

La differenza fra le due è notevole.
La lesione che ha portato alla distruzione del calcestruzzo anche dentro le armature della colonna del Pentagono può essere provocata solo dall'azione del taglio sulla colonna.
Lesioni simili infatti si hanno nei casi di terremoto in cui strutture rigide o come il Pentagono estremamente rigide, incapaci di oscillare e attenuare con macrospostamenti le forze trasversali, subiscono nei punti di giunzione i tagli massimi (in altre parole il piano superiore si sposta di lato più di quello inferiore e la colonna viene ovviamente sollecitata ai due capi).
100 tonnellate di aereo lanciati a svariate centinaia si chilometri all'ora che entrano e spingono le colonne che vi sono all'interno creando un nuovo corridoio fino alla parete opposta, sono capaci di ricreare le stesse lesioni di un terremoto sulle colonne?

O forse dovremmo prendere le lesioni del World Trade Center come esempio? Nelle lesioni del World Trade Center sopra rappresentate si percepisce la devastazione provocata da un'onda d'urto che ha invertito gli sforzi nei travetti dei solai, dimensionati per resistere a flessione "verso il basso", non per inflettersi verso l'alto (la differenza è il risparmio di qualche centinaio di armature di costoso acciaio per solaio).
Quindi anche guardando la foto di Wikipedia che riporto qui di seguito

si può notare come le colonne abbiano resistito con moncherini di solaio ancora attaccati.

Quindi, paragonando i due casi e le due differenti lesioni, cosa avrà mai colpito il Pentagono?