2008/06/23

Der Spiegel e l'attentato al Pentagono

di Paolo Attivissimo con il contributo di Brain_Use. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa è la quarta e ultima parte della traduzione dell'articolo Panoply of the Absurd pubblicato nel settembre del 2003 dalla testata tedesca Der Spiegel. La prima parte della traduzione è disponibile qui; la seconda è qui; la terza è qui. Le immagini sono state aggiunte traendole dagli archivi di Undicisettembre.

Missili Cruise contro il Pentagono?


Quello che è sicuro è che Wisnewski e Brunner alzano il tiro delle loro affermazioni cospiratorie ancora di più nella seconda parte del documentario della WDR sull'11 settembre.

Proprio come nel caso di Shanksville, sostengono che anche nell'attacco al Pentagono potrebbe essere stato coinvolto "un missile o una bomba". Ancora una volta, tutto sembra quadrare: il foro era troppo piccolo per un aereo e i rottami erano praticamente non identificabili. E ancora una volta il loro messaggio è formulato in forma di domanda: Fiabe al Pentagono?

Tutto ciò è una totale sciocchezza. Secondo i calcoli degli esperti dell'NTSB, il Boeing 757 pesava circa 82 tonnellate, di cui 16 erano il carburante a bordo. La massa di alluminio, kerosene, arredo di cabina, bagagli e passeggeri si schiantò contro il Dipartimento della Difesa statunitense a circa 850 chilometri l'ora. A quella velocità, dice Mete Sozen, specialista in costruzioni in cemento armato della Purdue University dell'Indiana, la fusoliera dell'aereo avrebbe opposto all'incirca la resistenza di “un budello di salsiccia”.

Il Boeing si è disintegrato completamente dopo l'impatto. Parti dei corpi dei terroristi, che si trovavano presumibilmente in cabina di pilotaggio, sono state trovate accanto alla facciata dell'anello più esterno del Pentagono, come se la fusoliera dell'aereo si fosse aperta nell'impatto e avesse scagliato fuori le proprie parti più interne. Resti dei passeggeri sono stati invece trovati ben all'interno dell'edificio.

Distribuzione dei resti umani al piano terra del Pentagono. Fonte: Exhibit 200318 del Processo Moussaoui.

Gli scienziati stimano che all'incirca 2,2 tonnellate di carburante esplosero in una palla di fuoco fuori dall'edificio al momento dell'impatto. Le rimanenti 14 tonnellate di carburante penetrarono nell'edificio insieme ai rottami. Per alcune frazioni di secondo prima che il carburante esplodesse, la miscela di carburante e parti del velivolo produsse una “valanga di fango” ad alta velocità. La temperatura superiore agli 850°C tolse ogni residua resistenza alle putrelle d'acciaio, che già erano state denudate dal cemento. Venti minuti dopo lo schianto, la sezione dell'edificio danneggiata crollò sopra il cratere d'impatto.

L'unico testimone che supporti lo scenario dei giornalisti di WDR per il Pentagono è un uomo che nel film viene presentato semplicemente come John Judge.

Ciò che non viene detto agli spettatori è che Judge [nella foto qui accanto, tratta dal video Zero, N.d.T.] è una sorta di istituzione nel mondo cospirazionista statunitense. Nei circoli a tema è considerato un esperto in “controllo del pensiero individuale e collettivo”. Judge collega il suicidio di massa dei seguaci del Tempio del Popolo in Guyana all'omicidio di Martin Luther King e crede che entrambi gli eventi siano stati un'operazione di oscuri agenti della CIA e dei militari. Naturalmente è anche interessato all'omicidio Kennedy e sostiene di aver scoperto collegamenti che puntano ai responsabili dell'omicidio del leader musulmano di colore Malcolm X.

Coincidenza vuole che questo testimone di un presunto attentato-bomba conosca il Pentagono fin da quando era “un ragazzino”. Ricorda piuttosto bene il giorno in cui, a dieci anni, lui e i suoi genitori, che erano impiegati civili al Pentagono, mangiavano un pasto nel cortile dell'edificio. Dice: “Mi sedetti su una scatola argentata e mio padre mi disse di scendere perché stavo seduto su un lanciatore di missili”.

Wisnewski e Brunner sono lieti di scrivere in sintesi che secondo Judge “l'affermazione 'era impossibile rilevare e respingere questo pericolo abbastanza in fretta' è assolutamente insostenibile”.

La stessa affermazione viene fatta dall'uomo sul cui lavoro Wisnewski basa la propria teoria del “Pentagate” nel libro: Thierry Meyssan. Una delle circostanze che Meyssan usa per giustificare la sua teoria che qualcuno poteva sapere in anticipo qualcosa degli attacchi è il fatto che il dominio Internet "www.wtc2001.com" era già stato registrato prima dell'11 settembre.

E' vero. Tuttavia non c'entrava assolutamente nulla con il World Trade Center. L'acronimo "wtc" stava per "World Track Championships", che sono i campionati mondiali di bicicletta su pista. Un clic col mouse avrebbe rapidamente fatto sgonfiare la storiella.

Un altro esempio è l'uso delle dichiarazioni rilasciate dal giornalista televisivo Mike Walter [nella foto, tratta dalla diretta CNN dell'11/9, N.d.T.], testimone oculare dell'attentato al Dipartimento della Difesa americano mentre andava al lavoro in auto. Meyssan ha usato una dichiarazione di Walter per dare sostegno alla sua teoria che il Pentagono sia stato distrutto con missili o aerei teleguidati.

Walter è ancora furibondo per questa manipolazione. Ha visto l'aereo volare verso l'edificio e accelerare in una “curva dolce”. Poi, dice Walter, “si è tuffato e ha colpito un lampione. Poco dopo si è schiantato contro il Pentagono. Le ali sono collassate, ho udito l'esplosione e poi ho visto la palla di fuoco. Chi lo pilotava sapeva cosa stava facendo. Si è comportato come un missile Cruise".

Questo è quello che disse Walter. Ma Meyssan ha riportato soltanto l'ultima frase.

Il fatto che ci sono stati molti testimoni che hanno visto l'aereo dell'American Airlines schiantarsi sul Dipartimento della Difesa statunitense rappresentava un problema per Wisnewski. Ecco come lo ha risolto: “Non si può seriamente credere a questi testimoni. Forse alcuni di loro mentivano per qualche motivo, ma altri potrebbero davvero aver visto qualcosa che ricordava loro un aereo di linea”.

Scorda di menzionare Penny Elgas, una testimone dello schianto, che ha detto che mentre guardava fuori dalla propria auto “la coda dell'aereo è scivolata dentro il Pentagono, come se vi fosse stata aperta una grande porta”.

Solo ore dopo, tornata a casa e dopo che lo shock dell'evento si era smorzato, ha scoperto che un pezzo dell'aereo era caduto dentro la sua auto dal tettuccio [nella foto qui sotto, il pezzo in questione; la testimonianza della Elgas è documentata qui]: un posto dove c'è ben poco posto per teorie fumose.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

non ho capito:

""presumibilmente in cabina di pilotaggio, sono state trovate accanto alla facciata dell'anello più esterno del Pentagono, come se la coda dell'aereo si fosse aperta nell'impatto e avesse scagliato fuori le proprie parti più interne.""

loro sono in cabina di pilotaggio, ed è come se la CODA si fosse aperta?
non è che si intendeva il MUSO si fosse aperto?

Paolo Attivissimo ha detto...

Ho controllato: la versione inglese parla di "tail" ("coda"), quella tedesca di "Rumpf" ("fusoliera").

Correggo subito, grazie.

Anonimo ha detto...

prego
d'altra parte l'aereo non ha una struttura di assorbimento per urto frontale come fosse un'auto (che ha pure il motore davanti...)

pol

Anonimo ha detto...

La storia del tipo che da bambino visitava il pentagono e si sedeva sul lanciamissili (!) mi fa semplicemente sbellicare. Ma il pentagono non e' un edificio amministrativo? ci dovrebbero essere armi lanciamissili in CORTILE?

Sembrano le belle favolette/aneddoti del nonno...

sisko ha detto...

"Una delle circostanze che Meyssan usa per giustificare la sua teoria che qualcuno poteva sapere in anticipo qualcosa degli attacchi è il fatto che il dominio Internet "www.wtc2001.com" era già stato registrato prima dell'11 settembre.

E' vero. Tuttavia non c'entrava assolutamente nulla con il World Trade Center. L'acronimo "wtc" stava per "World Track Championships", che sono i campionati mondiali di bicicletta su pista. Un clic col mouse avrebbe rapidamente fatto sgonfiare la storiella."

BWAHAHAH.

Questa è impagabile..peccato che nessun complottista la sostenga più, altrimenti sarebbe materiale da Perle Complottiste...