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2008/11/11

Barack Obama, debunker involontario

di Paolo Attivissimo

I complottisti undicisettembrini ci hanno rintronato per anni con le loro fosche previsioni di un Nuovo Ordine Mondiale, sostenendo che i neocon avrebbero fatto qualsiasi cosa, compreso un autoattentato, pur di restare al potere; anzi, l'11 settembre era stato messo in scena apposta.

C'era chi preannunciava addirittura un "quarto Reich", come Maurizio Blondet, e diceva che "Cheney, Rumsfeld e i neocon al potere dietro le spalle della loro marionetta presidenziale... non hanno da temere elezioni né rivolta degli elettori, finchè la lobby ebraica lo sostiene."

E invece è stato eletto Barack Obama.

Eletto, oltretutto, con un risultato plebiscitario e di portata storica. E allora come la mettiamo? Tralasciando per pudore l'antisemitismo di certe sparate, sarà molto interessante vedere quali contorsioni mentali verranno partorite dai complottisti per giustificarsi.

Viene quindi a mancare spettacolarmente uno dei pilastri ideologici del movimento cospirazionista: la strenua lotta contro il "regime fascista" di Bush, Cheney e Rumsfeld e la difesa del cittadino-pecora (sheeple) dall'imminente colpo di stato neoconservatore, con tanto di campi di concentramento gestiti dalla FEMA (Comedonchischiotte.net; Luogocomune.net; Effedieffe.com; Alex Jones) e 30.000 ghigliottine (sic) per i sovversivi, come sostiene James Fetzer (spiegazione qui).

In che modo la vendita di cappellini e magliette potesse contrastare l'ascesa di un siffatto stato totalitario, e come mai chi rivelava il colpo di stato in preparazione fosse (e sia tuttora) libero di parlare invece di diventare un desaparecido ghigliottinato, non è ben chiaro, ma per fortuna non sono i debunker a doverlo spiegare.

I complottisti si sono insomma atteggiati per anni a paladini della libertà, ultimo baluardo per la difesa del mondo dall'Apocalisse totalitaria, attirando il consenso di chi aveva forti antipatie per il governo Bush. Ora l'elezione di Obama toglie da sotto i piedi dei cospirazionisti il comodo tappeto di questo alibi ideologico e gratta via in un sol colpo la tenue patina di rispettabilità di cui cercavano di ricoprirsi.

Il declino, tuttavia, è già in atto da tempo. Questi sono i dati di accesso a 911blogger.com degli ultimi dodici mesi:



Secondo i dati raccolti da Screwloosechange, il consueto picco di accessi di settembre di 911blogger si era attestato rispettivamente intorno al 34% e 36%, rispetto ad agosto, nel 2006 e nel 2007; quest'anno il picco si è fermato all'11%. Gli accessi di ottobre 2008 sono stati 142.838, che è il valore più basso da giugno 2006 (marzo 2008 non conta per via di un problema con il sistema di rilevamento Sitemeter). Rispetto ad ottobre 2007, il calo è un inesorabile 39%.

Anche in termini assoluti, il numero di frequentatori di 911blogger è ormai ridicolo: per chi sostiene che l'opinione pubblica sia largamente schierata con i cospirazionisti, faccio notare che un banale blog in lingua italiana, dunque privo di risonanza o fruibilità internazionale, gestito da una sola persona (il sottoscritto), ha largamente superato 911blogger per 11 mesi su 12.



Per contro, l'interesse verso il debunking e l'analisi seria degli eventi dell'11 settembre risulta in costante aumento: segno che l'argomento è ancora di grande attualità, ma che le chiacchiere vuote dei cospirazionisti fanno sempre meno presa. Per esempio, qui sotto sono riportati i dati statistici di Undicisettembre, dall'inizio dei rilevamenti fino a ottobre 2008: si notano i consueti picchi d'interesse a settembre che punteggiano un andamento generale in crescita.




Ci libereremo mai del cospirazionismo intorno all'11 settembre? E' improbabile. Dopo quarant'anni, il cospirazionismo intorno agli sbarchi umani sulla Luna, all'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, alla morte di Marilyn Monroe o a quella di Elvis Presley esistono ancora, sia pure come rumore di fondo nel normale chiacchierìo della vita sociale. Per cui è prevedibile che anche il "movimento per la verità" si annacqui progressivamente allo stesso modo, senza mai scomparire.

Ed è altrettanto prevedibile che l'elezione di Barack Obama contribuirà a portare questa diluizione a livelli omeopatici.

2006/09/16

Steven Jones sospeso perché complottista? Non esattamente

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale.

Circola la notizia secondo la quale Steven Jones (nella foto), professore di fisica fattosi notare in Rete come sostenitore delle teorie di complotto, sarebbe stato sospeso dall'insegnamento alla Brigham Young University perché complottista. La notizia, tuttavia, va chiarita risalendo alle fonti per evitare malintesi.

A quanto mi risulta, la sospensione è stata annunciata inizialmente l'8/9/2006 da un articolo del Deseret Morning News e completata da una copia integrale della dichiarazione dell'università sul caso di Steven Jones.

Secondo l'articolo, firmato da Tad Walch, il professor Jones è stato sospeso dall'insegnamento, mantenendo lo stipendio ("paid leave"), per il periodo durante il quale la Brigham Young University esaminerà formalmente il coinvolgimento del professore nel movimento di ricerca della verità sull'11 settembre. L'esame verrà condotto su tre livelli da parte dell'amministrazione, del Collegio di Scienze Fisiche e Matematiche, e del Dipartimento di Fisica dell'università.

L'esame scaturisce dal fatto che lo scorso autunno Steven Jones ha pubblicato, sul sito dell'università dove insegna, un documento intitolato "Why Indeed Did the World Trade Center Buildings Collapse?" ("Perché realmente sono crollati gli edifici del World Trade Center?"), nel quale si ipotizza che le tre torri (WTC 1, 2 e 7) siano crollate a causa di cariche di demolizione preposizionate. Sin da subito, l'università ha preso le distanze dal documento, segnalando pubblicamente che non risultava essere stato sottoposto al vaglio critico di colleghi esperti di settore (il cosiddetto peer review) che fa parte del processo di verifica di ogni pubblicazione scientifica.

Dapprima Jones si è cortesemente rifiutato di ipotizzare chi potesse aver collocato le cariche, limitandosi a dire che non potevano essere stati gruppi di terroristi. In seguito Jones ha modificato più volte il documento: oltre a togliere alcuni controversi riferimenti al secondo principio della termodinamica che gli sono valse le critiche informali dei colleghi fisici, ha dichiarato che presso la Brigham Young University erano state effettuate ricerche su materiali provenienti da Ground Zero.

Secondo queste ricerche, ha detto Jones, sul materiale erano state trovate prove della presenza di "thermite" (comunemente tradotto con "termìte" in italiano), ossia un composto usato nelle "detonazioni militari", per usare l'espressione del Deseret Morning News.

NdA: la "termite" è una miscela incendiaria a base di ferro, alluminio e ossigeno. Tutti elementi comprensibilmente facili da trovare nei resti di un edificio in acciaio rivestito in alluminio. Essendo miscela incendiaria, è scorretto parlare di "detonazioni".

In tempi più recenti, dopo essere entrato a far parte della presidenza del gruppo Scholars for 9/11 Truth, Jones ha iniziato ad accusare della presunta demolizione "gruppi governativi" non meglio precisati.

E' a questo punto che si è destato maggiormente l'interesse della BYU, che già aveva preso le distanze dalle opinioni personali di Jones. L'università si è dichiarata "preoccupata per la natura sempre più ipotetica e accusatoria delle dichiarazioni del dottor Jones" ed è intervenuta perché "vi è motivo di preoccupazione quando un membro di una facoltà coinvolge il nome dell'università nelle proprie questioni personali".

L'università ha deciso di continuare ad ospitare un altro scritto controverso di Steven Jones, "Behold my hands: Evidence for Christ's Visit in Ancient America" ("Ecco guardate le mie mani: prove della visita di Cristo nell'America antica"), nel quale Jones afferma che le prove di questa visita sono le raffigurazioni delle divinità Maya che recano segni simili a stimmate sulle mani.

La qualifica scientifica di Jones, laureatosi magna cum laude in fisica proprio alla Brigham Young University, è particolarmente preziosa per il movimento complottista, in quanto si tratta dell'unico esponente del mondo accademico, competente in un settore scientifico almeno un po' pertinente allo studio della dinamica degli attentati (la fisica di base), che finora ha sposato la tesi della demolizione controllata. Gli altri accademici sono filosofi, teologi e letterati. In virtù di questa posizione, Jones è molto attivo nel movimento che sostiene le ipotesi di complotto e viene spesso indicato come autorità indiscutibile.

Attualmente è impegnato nella collaborazione all'imminente DVD complottista Improbable Collapse, sulle cui vendite riscuote una percentuale.

Aggiornamento (2006/09/19)

Stando sempre al Deseret News, due giorni prima della sospensione Steven Jones aveva dichiarato che i responsabili degli attentati erano Paul Wolfowitz, Richard Perle e un "cartello bancario internazionale" durante il programma Radio West della radio KUER-FM. Quest'ultima espressione è da decenni un eufemismo usato dalle organizzazioni antiebraiche per indicare gli ebrei.

Jones ha dichiarato di essere rammaricato di aver parlato dei possibili mandanti e che d'ora in poi lascerà quest'argomento agli altri membri dell'associazione Scholars for 9/11 Truth di cui fa parte. "Non avevo idea che si trattasse di una frase in codice per indicare l'antisemitismo" ha dichiarato Jones. "Non è giusto collegare un simile gruppo [di mandanti] agli ebrei".