2006/10/18

Verifica testo analisi dei video del Pentagono rilasciati

di mother

Questo articolo è stato aggiornato rispetto alla sua pubblicazione iniziale per tenere conto delle osservazioni del ricercatore citato nell'articolo. Gli aggiornamenti sono in fondo.

Premesse
Il PDF con lo studio dei video del Pentagono è disponibile presso questo link (la versione analizzata è la 1.3/2006, di Pier Paolo Murru).
Ogni sfruttamento del materiale è reso disponibile al solo fine di divulgazione e/o verifica dello stesso. Le immagini, ottenute attraverso le verifiche e le ricostruzioni messe in atto appositamente per approfondire le analisi, sono disponibili a chi ne faccia espressamente richiesta all’indirizzo pier@immagine.it. Chiunque nello studio e nella lettura del presente rapporto intenda porre obiezioni sensibili e/o segnalare errori di qualsiasi sorta può comunicarlo attraverso lo stesso indirizzo di posta elettronica. (PDF)
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Intendo fare una verifica dell'analisi offerta nel PDF, prodotta da Pier Paolo Murru, basandomi sul materiale disponibile, che viene definito sufficiente per la dimostrazione offerta.

Breve riassunto del PDF
  • Introduzione con indicazione delle fonti, del materiale analizzato e qualche nozione di ottica digitale.
  • Capitolo 1: breve descrizione del modello ricostruito e del posizionamento delle telecamere del Pentagono.
  • Capitolo 2: comparazione del modello con ortofoto e immagini, indicazioni sul metodo utilizzato per definire una struttura metrica nei frame dei video DOD comparabile con il modello digitale 3D, disposizione di pivot, cioè indicazione di determinati punti a distanze note.
  • Capitolo 3: analisi comparativa dei fotogrammi, definizione di un accoppiamento fra i video della CAM1 e della CAM2, definizione degli eventi presenti nei frame, comparazione empirica fra fotogrammi per confermare il Time Lapse Recording, analisi fotogramma impatto e ipotesi sulla causa della sovraesposizione, analisi dei due fotogrammi con l'oggetto bianco (aereo/fumo/oggetto non ben identificato), definito emitter; frame 736, analisi con immagini booleane che portano alla conclusione della mancanza dell'emitter nell'immagine della CAM2; secondo l'autore, poiché nessun sistema TLR multicamera potrebbe portare questa macroanomalia, non esiste spiegazione che non sia la manipolazione o l'omissione.
  • Capitolo 4: studio e creazione delle camere virtuali (VCAM) nel modello 3D, analisi della traiettoria secondo il rapporto ASCE (nella costruzione del modello 3D si è fatto riferimento a questo rapporto e ad altri rapporti ufficiali per ricreare e verificare la versione ufficiale) con studio altimetrico dei pali abbattuti, dell'angolo di impatto sia altimetrico che piano rispetto alla facciata del Pentagono, test sulle VCAM con uso dei fotogrammi in cui appare a grande distanza la pattuglia del Pentagon Police Department;
  • Capitolo 5: analisi strumentale con Vectorscope e Waveform, con definizione di una serie di frame alterati a cavallo del frame 736 (quello in cui compare un oggetto non identificato), confronto fra due frame (uno di quelli alterati ed uno no) per mostrare visivamente l'alterazione dichiarata;
  • Capitolo 6: analisi e tesi alternative alla sua comparazione, che sconfuta per vari motivi (il time lapse non ha sincronizzato perfettamente le telecamere, immagine fantasma, tagli al video della CAM2);
  • Capitolo 7: analisi del fotogramma 736 per la definizione dei dati intorno alle zone di interesse, verifica della corretta assunzione della VCAM e fedeltà di questa attraverso metri percepiti, e confronto fra pixel; conclusione che non ci sia nessuna possibilità di errore di valutazione; analisi pixelometrica con uso dei frame delle CAM e uso delle VCAM.
  • Capitolo 8: conclusioni. Sulla CAM1 la compatibilità non è possibile con un 757-200 ma con un emitter più piccolo; sulla CAM2 non appare né il Boeing 757-200 né un emitter più piccolo, cosa incompatibile con il sistema Time Lapse Recording, quindi entrambi i video (in un modo o nell'altro) tendono a nascondere l'emitter, con evidente dimostrazione della manipolazione od omissione.
  • Elencazione del materiale utilizzato, foto, immagini, misure.
Alcune immagini del PDF che riportano l'ortofoto con il punto di impatto e il posizionamento delle CAM, nonché delle viste del modello di Pier, vengono utilizzate a più riprese per ricavare dati una volta scalate per renderle di dimensione adatta.

Infine segnalo che cliccando sulle foto
potete scaricare le immagini di questo blog e vederle a grandezze maggiori per migliori dettagli (per lunghezza del post e numero di foto presenti, ho dovuto limitare a small la dimensione di quasi tutte le immagini).

Inizio analisi
No anzi. Mi pare decisamente TROPPO. Però io uso un metodo che usa solo fonti ufficiali perché solo dimostrando che le fonti ufficiali sono fallaci si riesce anche solo minimamente a mettere seriamente in crisi la VU. Viceversa siamo nel campo delle ipotesi.
(Pier Paolo Murru in un post di Luogocomune)
Direttamente dal rapporto ASCE che Pier dice di usare alla lettera:

Quindi l'angolo di inclinazione secondo il rapporto è di
42° rispetto alla normale alla facciata del Pentagono.
[...] percorso. L’angolo interno fra traiettoria e parete O del pentagono è di circa 51° e non di 42 come spesso si sente dire erroneamente. Una traiettoria di 42° avrebbe provocato l’impatto sulla struttura di segnalazione posta sul quadrifoglio e tutt’altra dinamica rispetto ai pali colpiti.
(pag.45 del PDF)
Ecco le analisi di Pier nel PDF, con indicazione degli angoli inseriti. Si può notare che Pier ha indicato 42° rispetto al lato del Pentagono e non rispetto alla normale all'angolo.

E' interessante notare anche la variazione fra i valori che ho rilevato dalla foto scalata tratta dal PDF ed i valori indicati nella foto e misurati da Pier al momento della sua analisi.


Passiamo ora a verificare i modelli.

Nel PDF, Pier inserisce un'immagine con un'ortofoto che presenta indicazione del punto di impatto e l'immagine di un suo modello a più riprese (prima libero nel prato antistante e poi con croci che indicano una serie di pivot, punti che gli saranno utili nella trattazione).

Confrontiamo le tre immagini opportunamente scalate e valutiamo le misure inserite. La base per questo dimensionamento è il lato del Pentagono, che misura 280,9 metri (lo stesso Pier, a fine PDF, lo riporta come dato fondamentale per il dimensionamento).

Nei casi in cui non sia presente il lato completo del Pentagono, il dimensionamento può essere fatto attraverso altre misure rettilinee di oggetti presenti ricavabili in comune fra le immagini, di cui almeno una sia compatibile con le misure reali della facciata. Così facendo, tutte e tre le immagini possono essere dimensionalizzate in modo comparabile e paragonate con sufficiente precisione.

Si potrebbe obiettare che eventuali ritagli e
resize dell'immagine per la costruzione del PDF o deformazioni del catturaschermo possano variare la scala dell'asse x rispetto a quella dell'asse y (l'immagine è come un insieme di punti definiti da un asse x e uno y e un determinato colore per un'area infinitesima) nell'immagine analizzata.

In questo caso, il confronto fra medesimi elementi presenterà, per tutti gli oggetti paragonati, variazioni significative di posizionamento, dovute al fatto che i punti da collegare biunivocamente da un'immagine all'altra non corrispondono con scala conforme (cioè non si possono definire coppie di medesimi punti fra due immagini semplicemente tirando rette orizzontali e verticali con angolo di inclinazione di 90°, ma a causa della deformazione l'angolo fra questi assi è diverso).

Da ciò deriva che se in due immagini vi sono medesimi punti accoppiabili biunivocamente con le modalità appena descritte (per entrambi gli assi) e punti non accoppiabili biunivocamente con il sistema appena descritto (per almeno un asse), non si possono tirare in ballo le deformazioni dell'immagine come spiegazione della mancata corrispondenza. Si deve quindi ipotizzare qualcos'altro:
  • i modelli delle due immagini non sono gli stessi e si usa un modello diverso a seconda dell'analisi eseguita nel PDF;
  • le immagini indicano lo stesso modello, ma sono state scattate in momenti differenti e nell'intermezzo fra gli scatti il punto o l'oggetto di cui il punto fa parte ha subìto modifiche;
  • le immagini sono state messe in scala con un piccolo scostamento che impercettibilmente porta variazioni fra queste che colpiscono tutti i punti nella corrispondenza biunivoca.
Si ottiene qualcosa difficile da visualizzare nel dettaglio qui nel blog, soprattutto per il confronto fra punti nell'ortofoto, e nelle due immagini del modello 3D. Le immagini in totale ammontano a 62 Mb.

Il confronto fra i due modelli ricostruiti da Pier, quello con prato libero e quello con pivot sul prato, non mostra scarti fra i punti, che sono tutti compatibili biunivocamente.

Il confronto di questi due modelli con l'immagine dell'ortofoto presenta invece variazioni fra i punti:
  • sono coordinati: alcuni vertici della base dell'eliporto, lo spigolo nord dell'estradosso della facciata...
  • non sono coordinati: gli altri spigoli della base dell'eliporto, il punto di impatto e il posizionamento delle CAM, uno spigolo del security building, che tra l'altro è quello che presenta deformazioni maggiori....
Riguardo alle CAM, vista la differenza fra il posizionamento in ortofoto e quello nei modelli, in seguito indicherò entrambi i posizionamenti.

Altre considerazioni che possono essere fatte sulle immagini dei modelli di Pier sono:

Valutazione dell'angolo di impatto dell'aereo sulla facciata del Pentagono e confronto anche con l'ortofoto proposta. 36° per la traiettoria dell'aereo rispetto alla normale al lato del Pentagono, anche se nel rapporto ASCE si impongono 42° di inclinazione.

Vorrei far notare, al riguardo, che la deformazione nell'immagine dovuta al satellite (di cui Pier non parla) non è mai tale da variare l'angolo di inclinazione di impatto al Pentagono portandolo a valori inferiori rispetto a quello definito.
Non a caso nell'ortofoto proposta ho messo in rilievo la facciata di due lati del Pentagono, evidenziando con delle linee gialle i bordi di queste facciate ed indicandole con una freccia gialla. Tali facciate non dovrebbero essere visibili. Pier non sembra aver tenuto conto di questa deformazione. In dettaglio:

Ho riportato anche due punti che indicano l'inizio del prato su due svincoli stradali, ritrovando nell'ortofoto un punto corrispondente ed un altro che andrebbe notevolmente spostato.

Altre foto utili:
Valutazione delle distanze dei Pivot

Passiamo ora a verificare i pivot inseriti nel modello.

Viene riportata la doppia origine della CAM1: secondo posizionamento con ortofoto e secondo posizionamento indicato nell'altra foto del modello (quello che non ha i pivot e che avevamo visto essere combaciante nei punti con la foto che aveva i pivot, cioè questa).

Secondo l'origine della
CAM1 dell'ortofoto, tutti i valori sono discosti di un certo numero di metri.

Secondo l'origine della
CAM1 dell'altra immagine del modello, si hanno le seguenti coppie di misure: rispettivamente secondo Pier e misurata calcolata:

(32-36.31) (58-68.35) (107-111.01) (145-146.46) (176-177.98) (209-208.91) (254-252.8).

In neretto sono indicate le coppie in cui la differenza è troppo elevata e non accettabile (più di un metro).

Risulta curiosa questa varianza di valori, che passano dal molto deformato al poco nell'ambito della stessa immagine, con un picco per un punto in mezzo agli altri.

La CAM oltre la strada

Un altro aspetto curioso è la visibilità della CAM, che va oltre la strada. La mancanza di maggiore dettaglio impedisce di valutarne appieno la correttezza.


Sovrapposizione foto lineare e foto deformata

Infine, per l'analisi booleana e molto probabilmente anche per la disposizione dei pivot non vengono corrette le deformazioni dell'immagine, cosa che viene presentata in seguito quando si fanno valutazioni sulle VCAM da inserire:


Ecco un messaggio che ho letto nel forum di Luogocomune, dove Pier Paolo Murru ha presentato il suo lavoro e dove sono venuto a conoscenza del PDF. Il post fa riferimento ad una discussione con Paolo Attivissimo nel forum.
Modelizzare non significa che quello che io mi offro di modelizzare sia automaticamente compatibile con la sua fonte. Mi spiego. Il modello PENTA757 (così il nome in codice del modello in corso) si basa sulla pura ricostruzione basata su dati ufficiali e appoggiato al rapporto ASCE. Bene Paolo, mi sono dovuto fermare perché ad oggi quello stesso modello mi pone MOLTISSIME incompatibilità successive all'impatto. Significa che è possibile che una "carlinga con ali" delle dimensioni compatibili a un b757 abbia abbattuto i pali senza spanciare sulla collinetta, ma dal momento che mi presento con l'aereo sulla facciata mi si disegna uno scenario completamente diverso. Non mi torna più niente. Ne ASCE, ne tantomeno il fantomatico foro di uscita e ancora meno l'assenza dei tronconi estremi delle due ali all'esterno della facciata e presumibilmente di buona parte del timone di coda. Quindi attenzione ad attribuirmi cose che non sono vere. Il mio metodo di analisi è "USARE LE FONTI ORIGINALI E FEDELI ALLA VU" per poi metterle in relazione a se stesse. Così come ho fatto con i video. Questo è il mio metodo e questo mi da dei grossi risultati, per ora molto inquietanti. fonte
C'è anche da chiedersi quante deformazioni vi siano nel modello di Pier che rendono il rapporto ASCE che dice di seguire (sbagliando però nell'indicazione dell'angolo di impatto) un insieme di incongruenze piuttosto che qualcosa di fattibile.

Ricostruzione dei frame


Utilizzando Windows Movie Maker ho passato in rassegna tutti i frame dei video delle CAM1 e CAM2 dall'ingresso dell'auto nella visuale della CAM1 fino a dopo l'esplosione sulla facciata del Pentagono. Le caratteristiche rilevate sono state:
Windows Movie Maker scandisce le immagini dell'MPG di 00.00.08 e mi ha permesso di rilevare in genere 13-14 immagini per frame, tranne per due frame contenenti 27 immagini e riguardanti la CAM1 nei primi due scatti in cui è presente l'auto alla destra del video.

Dal rapporto ASCE, come dice anche Pier, sappiamo che ogni frame ha un periodo di 1 secondo, quindi ogni immagine costituente un frame dovrebbe occupare un intervallo di tempo di 1/13 di secondo, pari a 0.076 secondi.

Un tale valore indicherebbe quindi la variazione fra 13 e 14 immagini per frame che porta i frames a non essere sempre assolutamente coincidenti.

Questo sfasamento, indicato in seguito in una tabella, è imputabile ai video, ma non è detto fosse attribuibile anche alle riprese delle telecamere. Tuttavia si può notare lo sfasamento fra i frame in questa coppia estratta dai video delle CAM1 e CAM2:
Mi risulta strano che Pier, sicuro dell'ipotesi inderogabile di TLR, non preveda uno sfasamento fra lo scatto dell'immagine di una CAM rispetto all'altra eseguendo un'analisi cromatica di questi frame analoga a quella che propone per i frame alterati verso il rosso, discussi verso la fine di questo articolo.

Per Pier, la spiegazione della variazione cromatica viene lasciata solo nell'ambito ipotetico. Certo si può immaginare che il cambiamento cromatico sia stato l'effetto di un colpo dato dai rottami del Boeing 757-200 (Versione Ufficiale) o piccolo Emitter (Versione Pier) che, cadendo dopo essere stati lanciati via dall'esplosione, hanno colpito proprio le due CAM.

Si può anche supporre che lo smuovimento dell'obiettivo, rilevato da Mike Wilson e inserito nella sua animazione, siaconsiderato da Pier come un filtro inserito per correggere l'immagine di un modello sballato (ha un profondo disprezzo per il modello di Wilson, manifestato a più riprese, senza entrare qui del merito della correttezza a riguardo).
L'effetto fisico dato alla CAM, quindi, oltre a creare alterazioni nel posizionamento dell'obiettivo, può aver creato variazioni nell'acquisizione digitale.

Poi si può capire meglio che l'esplosione che ha creato lo smuovimento dell'obiettivo della CAM1 e la sovraesposizione sia stato un fenomeno progressivo o regressivo, che fa denotare lo sfasamento fra le due CAM di pochi decimi di secondo se si osserva la seconda esplosione del Pentagono.

Si può notare nel frame proposto l'analoga sovraesposizione ma molto più intensa per la CAM1 rispetto alla precedente. Quindi la sovraesposizione, che si ripresenta sempre in corrispondenza delle esplosioni, presenta nature di intensità diversa e quindi può essere presa come fattore per dimostrare il lieve sfasamento.

Tale sfasamento nelle analisi va di pari passo con le differenti lenti delle CAM, che provocano differenti deformazioni agli oggetti rappresentati, e con la differente posizione, che porta gli oggetti rappresentati ad essere visti in posizioni differenti soprattutto quando si lavora con i pixel ingranditi.

La seconda esplosione del Pentagono, mai citata, ha diverse spiegazioni. Per molti è dovuta alle bombole ossiacetileniche che si trovavano davanti alla facciata colpita.

Immagine tratta dalle prove del processo Moussaoui

Danneggiate dall'impatto e dal fuoco, queste bombole possono aver provocato l'esplosione visibile nel frame sopra postato (il frame a fianco mette in luce un oggetto spinto in seguito sul prato proprio da quell'esplosione).

Tuttavia c'è anche un'altra spiegazione plausibile. Osservando i frame successivi si vede che di fronte alla facciata colpita del Pentagono si solleva del fumo bianco. Altri video ripresi poco dopo l'impatto del Boeing mostrano cosa emetteva fumo bianco quel giorno: il camion generatore davanti alla facciata lesionato dal passaggio dell'aereo.

Infine una piccola nota di cinematica. Ammettendo uno sfasamento di 0,076 secondi per un non contemporaneo scatto delle immagini, un oggetto a velocità di 800 km/h (530 km/h secondo Pier) porta ad una variazione della posizione di 16,8 metri (e 16,8 metri su 47 metri di aereo per me sono un errore notevole).

C'è poi la questione dei due frame con 27 immagini di 0,08 ognuno. In seguito mostrerò i ragionamenti fatti da Pier a riguardo, intanto esprimo un mio semplice parere. Preso atto che non c'è variazione di immagine, cosa genera questi frame più lunghi rispetto agli altri analizzati?

La risposta migliore credo debba essere cercata sulla base delle considerazioni di questo post di Henry62. In altre parole, l'acquisizione e trasformazione delle immagini CAM in digitale può aver creato tali alterazioni.
Il sitema di ripresa è una camera che genera 30 fotogrammi al secondo ovvero Standard NTSC. Il TLR che agisce da valvola, "fissa" di ogni gruppo di 30 solo 1 fotogramma sul supporto, ma la camera continua a generare i suoi 30 fps. Non è una telecamera per fare le riprese al mare ma una testa camera CCD collegata ad un TLR. Il TLR quindi apre il flusso, fissa il frame e attende il successivo step di registrazione. LC
Qui si vede un esempio di quanto asserito nel post di Henry62, ovvero la diversità intercorrente fra il video mpg di una CAM e quanto si pensa dovrebbe essere secondo norma (come riportato dalle parole di Pier).

Analizziamo a questo punto la sequenza secondo Pier

Qui abbiamo le coppie proposte nel PDF di Pier, molto importanti... in seguito ho siglato i frame con una lettera ed ho indicato queste coppie usando le lettere indicative dei frame separate da un "-".
Possiamo qui vedere gli accoppiamenti di Pier con indicazioni delle lettere e dei fotogrammi che dovrebbero per lui risultare mancanti (a meno che non si risequenzi tutto ottenendo un frame di disavanzo).
Indico fotogrammi mancanti proprio per la tabella proposta da Pier che potete vedere qui di seguito.
Questa sarebbe la disposizione dei frame secondo tabella:
Per maggiore chiarezza vi sovrappongo gli eventi proposti in tabella del PDF da Pier:
Vi ricordo quindi che i frame A e C sono quelli che ho rilevato essere di lunghezza 27 immagini rispetto agli altri di entrambe le CAM di 13-14 immagini per frame.

L'errore compiuto è già evidente... ma nel caso vi fosse sfuggito:
E lo si nota nelle variazioni di immagine fra
0 e B e fra B e D.

Altri ordinamenti che prevedano il TLR con 30 immagini per frame senza ipotizzare malformazioni nell'acquisizione digitale non sono possibili, a meno di non aggiungere ipotetici nuovi frame o di eliminare almeno un frame.

Dal PDF questa è la disposizione dei frame, che secondo me traspare con ripercussioni anche sulla visibilità della CAM2.

Questo va d'accordo con il fatto che Pier, mostrando antecedentemente le coppie, non pubblichi tutte le coppie di frame, cosa che avrebbe messo in luce l'incongruenza e va di pari passo col fatto che a pag. 20-21, pur parlando di
taglio di parti antecendenti e risequenziazione con nuova origine dei frame in cui compare l'auto nelle CAM, posti in realtà immagini di Sony Vegas 6 con in timeline i frame dell'esplosione.

Tra l'altro, osservando bene il timeline proposto, si può notare come i frame da inizio a coda siano sfasati temporalmente (immagine con aggiunta di righe per rendere meglio la variazione di timeline):


Distanza target

Il target centrato poco sotto il marciapiede misura 17,73 metri secondo Pier Paolo Murru.

Facendo una misura della distanza su quota altimetrica zero
si ha che 17,67 metri non coincidono con i valori che posso misurare sul modello e sull'ortofoto:

pari a 10,72 metri

ed a 12,17 metri

C'è scarto fra ortofoto e modello, spiegabile in parte con la sfocatezza dell'ortofoto nella zona delle CAM: di certo 10,72 e 12,17 metri sono parecchio diversi da 17 metri.

Inoltre, anche supponendo che la telecamera si trovi in fondo al marciapiede e che la larghezza dei due marciapiedi sia spropositatamente grande (2 metri), resterebbero sempre 13 metri per corsia, facendo finta che il target miri al bordo dell'altra corsia: cioè 6,5 metri per ciascuna corsia, tanto quanto una strada a due corsie urbana per ognuna. Un po' troppo per un ingresso secondario del Pentagono.

Angoli e distanze con visione CAM1

Sulla base delle misure offerte qui (tratte dal PDF di Pier) con foto del centramento dei vertici
  • angolo fra asse ed aereo 134°
  • traiettoria pari a 128 metri
  • traiettoria percepita per 92.16 metri pari a
  • rapporto ASCE che descrive al fotogramma 736 l'aereo a 98 metri (attenzione: metri reali, non metri percepiti, usati da Pier dalla facciata del Pentagono)
Queste sono le misurazioni fatte sull'immagine di Pier del suo modello.

Tralasciando la differenza sulla misurazione dell'angolo (137° anzichè 134°), è curioso notare che la misura di lunghezza della traiettoria sia per me 98.98 metri, cioè estremamente simile al valore stimato dall'ASCE.

D'altra parte i valori che devono essere ritrovati nella pianta non sono quelli percepiti, ma quelli riportati dal rapporto.

Nelle VCAM o CAM, invece, i valori da ritrovare (a meno delle deformazioni) sono quelli proiettati nel punto di appartenenza, quindi con adeguata scala, non di certo moltiplicandoli per un angolo complementare alla traiettoria.


L'alterazione dei fotogrammi

Ecco le immagini, secondo la ricostruzione di Pier, dei frame con alterazioni:

E questi, invece, sono quelli che dovrebbero essere alterati:
Ecco un riassunto semplice ed intuitivo:
Il confronto viene fatto fra il fotogramma alterato ed il penultimo frame, prima di quello da cui (secondo Pier) inizia l'alterazione.

I programmi da lui utilizzati non sono a mia disposizione, quindi non mi è possibile ricreare i flussi da lui trovati. Suppongo quindi per veri senza verifica quelli da lui proposti. Posso però ricreare un quadro dai frame che ho estratto per confrontarli con quelli proposti nel PDF da Pier.
Effettivamente si nota variazione fra i frame di Pier incriminati. A vista, e quindi senza uso di programmi, però, non noto un analogo per i frame da me estratti.

Infine, a confrontare i miei frame e quelli di Pier, mi pare che per entrambi a coppie si noti una tendenza al rosso per quelli di Pier in entrambi i frame.

Un'analisi con qualche programma specifico potrebbe comunque dare maggiori riferimenti ad un'analisi così empirica.

Infine un piccolo dettaglio logico.
Sulla base di questo grafico in cui tutti i 35 frame sono stati scomposti in puntini ed i puntini (pixel) sono stati disposti secondo due variabili:
  • saturazione = si contano il numero di pixel totali e la percentuale di un certo colore presente nel frame, disponendo poi secondo quella data saturazione il puntino sul cerchio di riferimento (differenti raggi con la percentuale)
  • colore = disposto secondo una legenda nel cerchio esterno tramite un certo angolo
Abbiamo quindi una serie di punti sospetti che si discostano e saturano ad alte percentuali tendendo verso il rosso.

Però l'aver considerato anche i frame dell'esplosione come indicato nella semplice ricostruzione dei frame incriminati presentata qui sopra non fa altro che moltiplicare proprio i punti di colore rosso.

D'altra parte, alterare l'esplosione ha poco senso, quindi sarebbe stato asssai più sensato per l'indagine non considerare quei frame che indubbiamente avrebbero sporcato il grafico.

Qui trovate la sequenza dei frame dell'esplosione da prima dell'impatto fino al primo frame in cui cessa la palla di fuoco. Vi è aggiunto per tutti il riquadro preso da Pier ingrandito e postato subito sotto i frame.

Si può notare che l'irradiazione prodotta dall'esplosione effettivamente ha influenzato la CAM rendendo i frame verso il colore rosso, proprio come l'esplosione ha diffuso luce anche nelle parti nascoste del Security Building, con un fenomeno ottico che si verifica anche in montagna quando raggi che filtrano fra le nuvole rischiarano costoni controluce od in altri ambienti umidi.

Appena la palla di fuoco scompare, il colore del frame cambia, tornando a somigliare a quello del frame prima dell'impatto dell'aereo. Indubbiamente ciò ha influito sui grafici, non si spiega quindi la logica dell'analisi di Pier Paolo Murru.


In conclusione
  • Murru dice di seguire il rapporto ASCE, ma cade in difetto su una semplice ma fondamentale questione come l'angolo di impatto dell'aereo.
  • Le foto del suo documento PDF, che a detta dell'autore dovrebbe essere sufficiente per confermare e verificare quanto asserisce, fanno sollevare dubbi per via di errori di misurazione vari e posizionamento delle CAM (non ultimo l'evidentissimo errore di rotazione del Pentagono visibile fra ortofoto e modello a pag. 70, di cui non si è accorto nessuno, nemmeno l'autore e che probabilmente condiziona tutto il suo lavoro).
  • L'analisi pixellometrica richiederebbe di considerare le varie deformazioni possibili (CAM in punti diversi, lenti CAM diverse, sfasamento ripresa fotogrammi, non perfetta localizzazione con pixel ingranditi dei punti poiché viene descritta un'area di eguale posizionamento che però rappresenta metri di spazio, deformazioni satellitari e/o foto aeree) senza usare i metri percepiti, soprattutto se si sta ragionando nel piano.
  • Le quote spropositate dei target delle CAM fanno pensare la presenza di sovradimensionamento o deformazioni nel modello tali da rendere poco credibili le misure proposte.
  • I frame alterati verso il rosso mi risultano essere solo quelli in corrispondenza della palla di fuoco, che sarebbe stato meglio non considerare, poiché la palla di fuoco, con il proprio colore rosso, avrebbe sicuramente nascosto l'alterazione presunta di altri frame privi di oggetti rossi in visuale. I miei due frame non risultano dello stesso colore dei suoi, cosa che mi lascia perplesso.
  • Pier non ha notato minimamente la seconda esplosione, né ha fatto confronti che potevano essere fatti con la prima.
  • Pier ha confermato la presenza di rottami o la correttezza delle ombre tempo fa messa in dubbio dai dietrologi (le ombre della proiezione del semaforo sopra la colonnina visibile nella CAM1).
  • Pier ha corretto la distorsione dell'immagine per quanto riguarda la disposizione delle VCAM, ma poi sovrappone le immagini lineari delle VCAM ai frame deformati del Pentagono quando parla di pivot.
  • Pier sembra nascondere lo sfasamento di timeline (se non erro, 200 frame fra nell'immagine postata di Sony Vegas 6).
  • Nella sincronizzazione dei frame così come si capisce dalla tabella del PDF proposta, Pier sbaglia considerando che l'auto sia ferma quando invece è palese che si muove con variazioni notevoli in ciò che viene rappresentato dalla CAM2, ergo con effetti anche nella proiezione della visione della CAM.
Spero l'autore tragga spunto da ciò per correggere ciò che è sbagliato, oppure che mi spieghi come mai un PDF con materiale sufficiente alla conferma delle sue conclusioni induca invece dubbi più che certezze.

Per dovere di trasparenza, si segnala che Pier ha risposto a questo articolo qui.

Aggiornamento 1 novembre 2006

  • Questo articolo si intitola "Verifica TESTO analisi dei video del Pentagono rilasciati", quindi l'indicazione che qui si analizza il testo PDF dell'analisi mi pare piuttosto chiara. Murru, nella controanalisi si è offerto di permettere la visione del suo modello. Ben venga, dopo averlo scaricato e visionato potrò postare un testo intitolato "Verifica modello 3D di analisi dei video del Pentagono rilasciati", magari utilizzando tencniche dello stesso Murru (vedere pag.55 del pdf l'analisi dei fotogrammi di Murru rispetto le analisi qui fatta delle foto del suo lavoro)
  • Ottima controanalisi, risponderò agli insulti di Pier Paolo Murru ed alle attestazioni di malafede citando le sue frasi. Per un qualche arcano motivo citare le frasi dell'autore è sfotterlo.
  • Questione 42°. Nel PDF si parla di 51° anzichè 42°. Pier Paolo Murru:
    si sottointendeva il riferimento alle teorie dietrologiche.
    Il capitolo in cui è inserita tale frase è: Camere virtuali (VCAMS) studio ed inserimento. Inoltre la frase è:
    La traiettoria è quella resa ufficiale ovvero quella che prevede l’abbattimento di 5 pali posti sul percorso. L’angolo interno fra traiettoria e parete O del pentagono è di circa 51° e non di 42 come spesso si sente dire erroneamente.
    Si parla di traiettoria ufficiale, poi nella frase seguente la traiettoria magicamente diventa quella considerata dai dietrologi. Se vi si aggiunge il considerare l'angolo complementare, è normale fraintendere quanto scritto. Un esempio analogo è a pag. 84 del PDF: la foto dell'impatto dell'aereo sulla facciata del Pentagono riporta una retta parallela all'aereo (traiettoria ufficiale) e una retta inutile a 27°, vicino a uno cui estremi è scritto 51°. Il fraintendimento che si indichi la pseudobisettrice (la bisettrice della traiettoria avrebbe avuto 25°,5 di inclinazione) come la traiettoria ufficiale di 51° è palese.
  • Croci-Pivot-disegnini. Pier Paolo Murru:
    Questo davvero non si capisce cosa sarebbe. Ma ci vuole davvero tanto a vedere che l’immagine satellitare impaginata non è in scala e oltreutto è ruotata rispetto alle mie viste di render? Ma perché si continua a porre misure su l’impaginazione? Che cosa dimostrerebbe?
    Rutorare e scalare è quanto ho fatto non ottenendo punti perfettamente corrispondenti. Basta prendere le due ed osservare per esempio un particolare importante come le VCAM in cui differenze di metri possono essere decisive. Certo. tutta colpa dell'InDesign. Rimane comunque che l'InDesign è sbagliato e mette in cattiva luce l'analisi nel PDF di Murru, il quale dovrebbe avere il materiale sufficiente a dettagliare l'analisi. Tra l'altro, proprio come si può scalare e ruotare una qualsiasi immagine per ottenere misure dal suo interno, si può con molta semplicità individuare i punti di Pivot. Inoltre, per quanto riguarda il non aver postato i CAD perchè multilayer, è assurdo che sia stato usato un CAD senza funzione di disattivazione dei layer in più. Infine per rendere bene dei punti visti dall'alto e in prospettiva un ottimo sistema è disporre sui punti dei solidi cilindrici. Si posizionano nel punto corretto subito e nel rendering appaiono come circoli in vista dall'alto e pali in vista prospettica (come quella proposta); mi stupisco che non sia stato usato questo sistema.
  • Sincronizzazione video. Effettivamente ho parlato di frame per fotogramma. Buona la spiegazione sulla ridondanza. Per quanto riguarda le coppie postate, che viene indicato essere l'interfaccia di Sony Vegas 6, l'intestazione indica che sono le due camere sincronizzate. Così sincronizzate nell'interfaccia di Sony Vegas le immagini sono concordi con la descrizione degli eventi della tabella. Inoltre degli eventi della tabella io ho scritto "auto muove verso sx e ferma" non "è". Sarei curioso di vedere quindi l'accoppiamento vero dei fotogrammi (non come nell'interfaccia Sony Vegas) con l'auto che passa davanti alle CAM. E' il modo migliore per chiarire la questione. Per la questione sincronizzazione, prendendo per esempio i fotogrammi 01.40.10 300,70 pag. 25 del PDF con il veicolo (bassa velocità) giusto sul bordo laterale delle due CAM in eguale posizione trattate con eguale angolo visuale(75°- -80°.838) non si notano variazioni significative del posizionamento e di porzione visualizzata (la posizione è di poco sotto dalla zona in cui in seguito sarà presente l'aereo) né del veicolo né dello sfondo. Una comparazione con le analogie dei fotogrammi dell'esplosione, in cui si nota invece la rotazione visuale sul pezzo (quarto fotogramma dopo l'esplosione compresa nell'osservare fra una CAM e l'altra) e vi è una variazione di posizione nel piano del fotogramma passando dalla CAM1 alla CAM2, potrebbe magari dare migliori informazioni che nel PDF non mi sembra siano emerse al meglio (dal punto di vista visuale, se non erro, per l'affermazione della sincronia è mostrata la comparazione fra volute di fumo e oggetti in volo). A ciò, volendo, si può aggiungere la valutazione della variazione angolare dell'oggetto rappresentato nelle due CAM (di poco più sotto delle zone degli eventi del Boeing e dell'auto) al fotogramma successivo di quella che avevo definito "seconda esplosione".
  • Errore uso immagine. Sì, ho usato l'immagine dei Pivot e non quella (inutile far notare che avevo detto avrei utilizzato le immagini di ortofoto e rendering anche in altre parti del PDF), comunque l'immagine dell'ortofoto con la misurazione di 128 metri mi risulta lo stesso sbagliata. Era questa una delle cinque giuste?
  • Analisi con Vectorscope. Ho scritto che non ho il programma e che non posso emulare l'analisi. L'analisi, da come avevo letto, sembrava un riassunto di tutti i fotogrammi con indicazione della percentuale della saturazione e angolo-colore in un unico grafico. Va da sé che, pensando ad un'analisi di tutti i fotogrammi, ho considerato che la presenza dei fotogrammi avrebbe prodotto un aumento di punti saturazione rossi. Da come descritto invece nella controanalisi, l'analisi è fotogramma per fotogramma ed indica le variazioni dei parametri rispetto all'analisi del fotogramma precedente, ricostruendo una tabella che è quella rappresentata in PDF. Ne deriva che fotogrammi precedenti all'esplosione hanno un'evoluzione del 130% di saturazione Yl + R ed un offset del 5% passando dai fotogrammi che prosegue nei fotogrammi dell'esplosione (anche attraverso il fotogramma dell'esplosione, che dovrebbe presentare saturazione blu) per le ovvie ragioni che in quei fotogrammi è presente un'area a maggior presenza di R e Y (rosso e giallo). Infine, così come è posta la tabella tratta da Vector Scope, nel discorso delle alterazioni fa apparire il tutto come un blocco similare egualmente alterato, risultando quindi fuorviante.
  • Metri percepiti e proporzione metri percepiti - pixel pag. 55 del PDF. E' inutile passare per i metri percepiti se poi nella proporzione si semplificano. Tanto vale direttamente usare 128 metri e 47 metri. Certo, passare ai metri percepiti (sen 130°) è utile per ottenere all'incirca il valore di 98 metri del rapporto ASCE, ma come già detto ai fini dell'analisi pixelometrica è del tutto inutile. Inoltre trovo sia trigonometricamente sbagliato utilizzare l'arcoseno di 130° per una traiettoria che arriva quasi ad un terzo del quadro di ripresa. Il piano su cui proiettare i punti della traiettoria non è quello definito dall'ortogonalità con la retta laterale della visuale, ma il piano ortogonale alla bisettrice dell'angolo visuale (magari meglio ancora proiettando sul piano mediano fra i due piani ortogonali alla bisettrice passanti per capo e coda della retta definente la traiettoria) oppure meglio ancora l'arco definito dal fascio di circonferenze descritto dai punti della traiettoria rispetto il vertice della CAM. Per spiegare meglio ecco di seguito quattro esempi:
E' ricreata in parte la traiettoria del Pentagono, la VCAM e l'angolo visuale di 75° (senza la posizione della VCAM lo spazio di 254 metri è stato inserito alla bell'e meglio rispetto il buco di ingresso mentre gli angoli son corretti, la traiettoria è lunga 128 metri).
In giallo la traiettoria, in nero gli angoli visuali tratteggiata la bisettrice, in rosso il lato del Pentagono stilizzato, in blu la misura proiettata
Nel riquadro A c'è la misurazione di Murru con proiezione secondo la normale alla retta secondo un punto a cui afferisce un angolo (muso aereo, centro aereo coda aereo che sia...nel mio caso 130° è la coda della traiettoria, è lo stesso, muso traiettoria centro traiettoria coda traiettoria).
Nel riquadro B c'è la proiezione sulla circonferenza passante per la coda della traiettoria, la misurazione più corretta è l'arco di circonferenza basandosi sulla circonferenza della coda della traiettoria (ancora più esatta sarebbe integrare non solo l'arco ma anche la variazione di circonferenze (il fascio di circonferenze passanti) fra il vertice di visione ed i punti estremi definenti la retta traiettoria).
Nel riquadro C c'è invece la proiezione sulla corda della visuale il che definisce tutto il campo visuale. La proiezione in questo caso subisce piccole modificazioni e varia a seconda del posizionamento della traiettoria poichè si apre o riduce il campo rappresentabile per la VCAM (è il caso dell'auto che davanti alla CAM appare + grande dell'aereo...cosa che nel caso A e B non lo si riscontra).
Per capire meglio questo basta fare riferimento al cerchio blu più piccolo.
Il riquadro D invece è il paradosso: apro l'angolo visuale da 75° a 100° mantenendo però il bordo visuale destro.
Secondo la normale dalla direzione visuale (caso A e B) abbiamo che la misurazione della traiettoria è sempre quella (980 metri...perchè le unità sono *10 nel disegno), cosa paradossale perchè aprendo il campo visuale a parità di larghezza di rappresentazione NTFS dovrebbero esserci misure sempre più piccole.
Ed è indicato anche il metodo del campo C, quello della proiezione sulla corda, in cui si può notare che l'ortogonale alla bisettrice dell'angolo cambia e si allarga il campo dei punti visti sullo stesso piano 1265di traiettoria / 3704 di campo visuale = 0.34% (a 75°) e 1370/4661= 0.29% (a 100°).

Infine sono stati forniti da Pier Paolo Murru altri documenti oltre al PDF di versione 1.3.
Uno di questi, un swf (animazione macromedia flash) permette di vedere le coppie di fotogrammi secondo la sincronizzazione proposta dall'autore.
La ricostruzione fatta in precedenza secondo la tabella e visibile in SONY VEGAS 6 al di là del veemente attacco nell'HTML di controanalisi a questo post è come era stata descritta.
Compare ora la scritta fotogramma bloccato per la CAM1 mentre per la CAM2 si ha un doppio movimento del veicolo.

2006/10/14

Video del Pentagono: perchè non si vede chiaramente l'aereo

di Hammer

L'articolo è in corso di revisione in quanto commenti pervenutici dal lettori hanno sollevato dubbi sulla correttezza del modello. Verrà ripubblicato con i dati corretti appena possibile.

2006/10/13

Il difficile percorso della ricerca della verità

di Henry62
http://11-settembre.blogspot.com/

L'attacco terroristico del'11/9 ha un indiscutibile aspetto mediatico che permea ogni sua possibile analisi. E' mia personale convinzione che l'intero complesso dell'azione sia stato concepito allo scopo di avere un impatto mai prima d'ora verificatosi sui media mondiali.

Chiunque abbia organizzato l'attacco ha certamente seguito i tempi di una regia cinematografica, in un crescendo di terrore destinato a lasciare un'impronta indelebile anche sulle generazioni future. E' indiscutibile che la nostra vita e quella dei nostri figli sia cambiata dopo l'11 settembre.

Se le vicende seguirono o meno una trama ed una regia unitaria, resta uno dei quesiti in attesa di risposta, ma certamente un nuovo fatto che si deve registrare è la relativa abbondanza di materiale documentale a disposizione di tutti relativamente ai fatti oggetto di analisi.

Certamente Internet ha favorito in maniera determinante la diffusione di conoscenza del più grande attacco terroristico della storia, ma proprio questa abbondanza di documentazione deve aprire una riflessione. Sgombriamo subito il campo da un equivoco di base: nell'analisi della documentazione non possono esistere "complottisti" ed "ufficialisti", ma solamente ricercatori, ci si augura liberi, della verità.

Le fonti, come in ogni ricerca, devono essere autorevoli e probanti, cioè avere al loro interno l'autorevolezza che contraddistingue l'informazione dalla disinformazione. Il problema, quindi, diventa di saper attribuire il giusto valore all'immensa mole di materiale che è possibile reperire in pochi istanti direttamente nel proprio PC con l'uso di motori di ricerca e portali dedicati.

L'autorevolezza di una fonte è difficile da valutare, né è possibile fare riferimento a valutazioni indirette. Mi spiego meglio: quando il magistrato affida ad una persona di sua fiducia, chiunque esso sia, l'incarico di effettuare degli accertamenti tecnici per suo conto e riferirne i risultati, compie un atto prescritto dalla Legge ma che, ricordo, vede sempre il giudice stesso come perito dei periti.

Cosa significa ciò? Significa che il parere del giudice terrà conto del risultato degli accertamenti tecnici del consulente da lui liberamente scelto, ma non sarà mai da questi condizionato, perché l'espressione del giudizio spetta ed è responsabilità unica del magistrato incaricato e non del consulente tecnico d'ufficio.

Sull'11 settembre troppo spesso si sentono e si vedono dichiarazioni rilasciate da esperti, fra cui, per ovvi motivi, mi ci metto anche io, che liberamente ed in coscienza esprimono la propria opinione sulle questioni tecniche, le uniche su cui un tecnico possa esprimere un parere motivato da particolare conoscenza professionale o da specializzazione personale, ma altrettanto spesso questi pareri vengono messi in dubbio da chi, pur non avendo particolari conoscenze, esprime tutte le proprie perplessità sugli accertamenti svolti.

Da una parte si hanno, quindi, pareri motivati tecnicamente, suscettibili certo di critica, ma fra persone aventi pari conoscenze tecniche (da qui il ruolo dei consulenti tecnici di parte), dall'altra si hanno opinioni spesso influenzate, se non unicamente determinate, da contrapposizioni ideologiche e di principio. Nel mondo della comunicazione libera, quindi, ogni individuo viene ad assumere il ruolo del magistrato giudicante, ma, troppo spesso, anche quello del consulente tecnico! E' ovvio che ciò non possa che condurre a conclusioni e sentenze palesemente di parte, perché viene a mancare sistematicamente il requisito base del magistrato giudicante, cioè l'imparzialità, dettata dall'equilibrio che solo determina la capacità di giudizio del magistrato.

La prova tecnica, quindi, da sola non può portare alla sentenza di colpa o di proscioglimento, ma certamente è un passo fondamentale e determinante per il raggiungimento della verità, perché di essa il magistrato deve tener conto nel formulare la sua sentenza, nel senso che il magistrato può anche contraddire le conclusioni della perizia tecnica, ma motivandone in maniera approfondita il perché del suo convincimento, e ciò, normalmente, deve essere ricondotto o alla cattiva fede del consulente (per cui scattano le conseguenze penali previste) o all'impreparazione tecnico-scientifica del consulente stesso, di cui, alla fin fine, la responsabilità ricade sul magistrato stesso che ne ha decretato liberamente la nomina.

Di fatto, quindi, perché si possa affrontare la discussione fra le parti, deve esistere una base tecnico-scientifica comune su cui vengano imbastite le analisi. In questa base comune, indiscutibile e frutto dello stato dell'arte della conoscenza della materia, devono rientrare tutte le affermazioni su cui si costruiscono i ragionamenti. Non è possibile e non è accettabile, a nessun livello, mettere in dubbio artificiosamente, per soli fini dialettici, affermazioni tecnico-scientifiche di questa base comune, riconosciute valide da qualunque esperto del settore perché frutto di esperimenti scientifici.

Per esempio, è una realtà scientifica e tecnica che un certo tipo di acciaio da costruzione ad una temperatura prossima ai 650°C abbia un drastico calo delle sue caratteristiche meccaniche rispetto allo stesso acciaio a temperatura ambiente. Chi nega questo, non può che farlo in cattiva fede. Nella stessa base comune devono essere accolte osservazioni empiriche della vita quotidiana; per esempio, se un incendio domestico ha mediamente temperature di fumo dai 550 ai 650°C, non è né corretto né lecito affermare che un incendio equiparabile a quello domestico possa raggiungere temperature massime pari a un terzo di quelle indicate per i casi più comuni.

Un ulteriore problema nasce poi dall'ammissibilità delle prove: che caratteristiche deve avere una prova perché possa essere considerata tale? Da Wikipedia si definisce una prova in senso giuridico come la dimostrazione della sussistenza di fatti da cui si possa arguire l'esistenza di fatti giuridicamente rilevanti. La prova, quindi, è la sussistenza di fatti, non una simulazione o un modello di relazioni fra i fatti. Una simulazione, che per definizione è l'approssimazione della ricostruzione di una serie di fatti secondo determinati modelli di rappresentazione o di calcolo, non rappresenta mai una prova.

Per definizione, il semplice fatto che ci si avvalga di modelli introduce un grado di alea, quindi di errore, che inficia la validità giuridica della prova. Una simulazione, quindi, può essere un valido sussidio per le parti per esporre e rappresentare una ricostruzione degli eventi, ausilio tanto più valido alla parte quanto più efficace nell'orientare a proprio favore il giudizio della Corte, ma certamente non è assolutamente mai una prova.

Allo stesso modo si devono valutare tutte quelle evidenze che afferiscono al mondo della multimedialità, particolarmente insidiose perché capaci di penetrare le barriere consapevoli od inconsapevoli che ciascuno di noi innalza nei confronti della manipolazione della realtà. Che valore probatorio si deve attribuire a immagini, filmati e suoni a fronte di una tecnologia digitale talmente evoluta e diffusa da consentire, in pratica, a ciascun possessore di un PC di creare, manipolare, alterare inserendo o cancellando, rallentando o accelerando, con poca fatica e elevatissima possibilità di farla franca, qualunque documento multimediale? Ma non si deve solamente pensare alla possibilità di un intervento in cattiva fede: anche la semplice duplicazione di un documento digitale introduce, potenzialmente e anche praticamente, elementi di difformità dall'originale, in maniera tale per cui diviene tecnicamente impossibile per un non esperto discernere quale sia, dalla sola osservazione esterna, l'originale e la copia.

Prendiamo un filmato. Un conto sono i fatti che il filmato racconta o vorrebbe raccontare, un altro le caratteristiche del filmato stesso, come codec, numero di fotogrammi, struttura tecnica del filmato e cose simili. Tutti possiamo vedere il filmato, non tutti possiamo farne un'analisi tecnica. Da questo punto di vista, si deve quindi prestare particolare attenzione e, se mi è consentito, ancora maggiore diffidenza nell'accettare come prove filmati e ricostruzioni, oltre che immagini e suoni, provenienti da generici o addirittura ignoti autori. Quindi sarà una prova il filmato su supporto originale sequestrato dal sistema TVCC del Pentagono, non lo è più la sua copia integrale su DVD distribuita al pubblico.

Un'analisi eseguita sui filmati distribuiti dal DoD non consente di affermare, in via di principio, che questi siano o meno originali: si sa già che non sono originali, in quanto copia di un originale e qualunque analisi sarebbe semplicemente un'interessante esercitazione di analisi che, per avere valore di prova, andrebbe eseguita sull'originale.

La differenza è apparentemente sottile, ma in realtà fondamentale per capire la difficoltà di avvalersi di tale genere di materiali. Lo stesso problema si pone nell'accettare acriticamente le testimonianze dirette. Le famose pozze di metallo fuso, di cui tanto si parla e di cui nessuno sa praticamente niente, visto che anche le poche testimonianze sono generiche e prive di particolari tecnico/scientifici, sono o non sono una prova? Non provano niente per almeno tre motivi:

  1. non è detto che, ammessa la loro esistenza, questa sia temporalmente e con vincoli di causalità connessa all'attentato e non invece ad una sua conseguenza;
  2. non se ne conosce in modo certo né la composizione, né l'estensione, né la localizzazione;
  3. alla luce delle carenze ai punti 1 e 2 precedenti, ogni associazione di queste pozze a probabili meccanismi di creazione del collasso è strumentale al tentativo di avallare presso il grande pubblico una particolare ricostruzione della realtà che risulta invece priva di fondamento tecnico-scientifico (in nessuna demolizione controllata le macerie ribollono per mesi, anche in coincidenza di edifici come il WTC6 che non risultano essere stati oggetto di collasso termico e crollo – testimonianza dell'1/4/2003 di Kenneth Holden alla National Commission on Terrorist Attacks upon USA: "Quick, but safe decisions regarding where to put the cranes had to be made, inspection of the slurry wall and water in the basement were conducted, while numerous fires were still burning and smoldering. Underground, it was still so hot that molten metal dripped down the sides of the wall from Building 6. Cars both burned and pristine, were suspended in the air balanced on cracked parking garage slabs." ["Era necessario prendere delle decisioni rapide ma sicure su dove collocare le gru, e furono svolte ispezioni del vascone di contenimento e della presenza d'acqua nei piani sotterranei, mentre bruciavano e covavano ancora numerosi incendi. Sottoterra, il calore era ancora così elevato che dai lati del muro dell'Edificio 6 sgocciolava metallo fuso. C'erano auto, sia incendiate sia intatte, sospese in aria, in equilibrio sui solai incrinati dei garage"]).
Personalmente sono assai scettico, per la normale esperienza della pratica giuridica, nell'attribuire particolare valore alla testimonianza oculare ed acustica diretta di testimoni, proprio perché ciascun essere ha una sua propria percezione della realtà, mediata dalle proprie conoscenze, dai propri sensi e dalle proprie limitazioni fisiche e psicologiche.

Ciascuno ricostruisce, in pratica, un proprio modello della realtà, che normalmente può anche differire in modo notevole da quello di altri testimoni del medesimo reato: per cui, per esempio, troviamo testimoni che affermano di aver visto e sentito impattare contro il Pentagono un aereo di grandi dimensioni, un aereo di medio/piccole dimensioni o addirittura un missile con le ali! A chi dar ragione? Certamente in questo caso non valgono le regole della democrazia, per cui la maggioranza prevale…

Nelle Torri abbiamo testimonianze di esplosioni, che però non risultano da audio di filmati girati con presa diretta: a chi dare ragione? Il dubbio non deve far prevalere la testimonianza della telecamera rispetto all'essere umano, perché non è detto che il mezzo fisico che effettua la ripresa sia in grado di restituire un racconto più aderente alla realtà, così come un testimone può alterare, più o meno consapevolmente, il proprio racconto per esagerare o sminuire il proprio ruolo individuale.

Personalmente, quindi, tendo ad attribuire il massimo valore probatorio a tutte le evidenze che sono misurabili e valutabili indipendentemente dalla capacità specifica dell'operatore che effettua la misura, con esperienze riproducibili in qualunque momento e secondo un metodo documentato. Ricostruzioni e animazioni sono solamente dei mezzi di sintesi, l'equivalente mediatico di un cartone animato molto evoluto, assolutamente privi di qualunque valore probatorio, mentre rilevazioni tecnico-scientifiche sulla scena del reato sono insostituibili per consentire di formulare un quadro realistico della situazione, da cui formulare ipotesi di ricostruzione.

In nessun caso il tecnico potrà farsi influenzare dalle proprie convinzioni emotive, dovendo mantenere il necessario distacco anche da una tragedia di queste dimensioni.

2006/10/12

Schianto del Cirrus RS20 al Belaire di New York

di mother

11 ottobre 2006: un Cirrus Rs20 come quello mostrato qui sopra, alla cui guida era il giocatore di baseball Cory Lidle dei New York Yankees, si è schiantato contro un grattacielo di New York.


Cory aveva in programma per oggi di sorvolare la città facendo un giro attorno alla Statua della Libertà. L'aereo era decollato da Taterboro (in New Jersey) e sarebbe dovuto atterrare a White Plains. Lidle ha lanciato l'SOS via radio e il suo aereo è stato visto in avaria da numerosi testimoni.


L'edificio colpito, il condominio Belaire, è alto circa 50 piani e contiene appartamenti di lusso del valore anche di un milione di dollari. Non sembra aver riportato seri danni. L'incendio, domato dai pompieri intervenuti, non si è propagato a tutto il piano colpito. Per sicurezza è comunque stato fatto evacuare l'edificio.

Immediately after the crash NORAD (North American Aerospace Defense Command) said it had put fighter aircraft into the air over numerous U.S. cities, though they said they had no reason to believe the event in New York was anything more than an accident, sources told CNN's Barbara Starr. NORAD did the same thing after the September 11, 2001, terrorist attacks.
NORAD Admiral Timothy Keating told CNN within an hour after the crash that the agency believed terrorism was not involved.
(Fonte: CNN)

Il passaporto di Lidle è stato trovato nel luogo dell'incidente, ma il sindaco di New York Michael Bloomberg per il momento rifiuta di confermare l'identità del morto.

Lidle's passport had been found at the scene of the crash, a police official said. But New [York] Mayor Michael Bloomberg refused to confirm the identities of those killed.
(Fonte: BBC)

2006/10/09

Loose Change e l'Express Elevator del World Trade Center

di mother

Nella puntata di
Matrix (trasmissione Mediaset su canale 5) del 3/10/2006 è andato in onda il confronto fra due rappresentanti della rivista Popular Mechanics (James Meigs e David Dunbar), che hanno smentito vari miti dell'11 settembre, e due autori del video Loose Change (Dylan Avery e Jason Bermas). Su Youtube è disponibile il video: il confronto inizia al minuto 4:29.

Uno degli argomenti della discussione è l'affermazione che delle esplosioni avrebbero colpito i piani inferiori a quelli di impatto "contemporaneamente" all'esplosione del carburante dell'aereo dentro il WTC.

La spiegazione di Popular Mechanics è che queste esplosioni siano state create dalla stessa palla di fuoco che, esplodendo, esternamente si è espansa (facendo saltare tutte le finestre dei piani di impatto e poi salendo parallela all'edificio) e internamente all'edificio ha spazzato il vano scale e il vano ascensori, scendendo lungo di essi, come una palla di fuoco in una canna di fucile.

L'obiezione fatta dai ragazzi di
Loose Change è che i vani scale ed i vani ascensori erano divisi in tre fasce lungo l'altezza dell'edificio, e fra le fasce vi erano dei piani tecnici intermedi, posizionati a un terzo e due terzi dell'altezza della struttura: quindi non si spiega come sia riuscita la palla di fuoco ad arrivare alla base, visto che non c'è comunicazione fra i vani ascensori, come mostrato nell'immagine qui sotto, tratta da Matrix.

I colori acquamarina, giallo e violetto evidenziano
i tre tronconi in cui sarebbero stati divisi gli ascensori

Sulla base di quest'immagine, gli autori di
Loose Change, Avery e Bermas, affermano che l'ascensore espresso o express elevator (quello che portava dal piano terra direttamente in cima all'edificio, evidenziato dalla freccia rossa nell'immagine qui sotto) non fu raggiunto dall'impatto dell'aereo e quindi non subì i danni descritti da Popular Mechanics, vale a dire una palla di fuoco che, scendendo lungo il vano ascensori, avrebbe creato effetti simili alle esplosioni anche ai piani inferiori.

Vengono inoltre mostrate queste altre immagini che ricostruiscono la struttura degli ascensori delle Torri Gemelle:


Non viene spiegato quanto detto da
Popular Mechanics, ma torna la testimonianza di alcuni superstiti che hanno usato proprio quell'ascensore espresso per mettersi in salvo: cosa che indica che era in funzione.

Tutto questo è l'evidenza di esplosivi piazzati nel WTC e fatti esplodere proprio quando esplodeva l'aereo per mascherarne l'effetto.

Purtroppo Dylan Avery e Jason Bermas si sbagliano: anzi, giocano proprio sulla ricostruzione dell'edificio per creare il complotto. Cerchiamo di vedere perché.

La foto utilizzata da Avery e Bermas per sostenere la tesi complottista, mostrata qui sotto con l'aggiunta di alcune sigle utili in seguito, è rintracciabile anche su Wikipedia qui; i piani e gli orari d'impatto sono qui.


Le considerazioni che possono essere fatte sono:
  1. Si tratta di schemini di pianta ed alzato della torre, che non hanno simbologia tecnica che consenta di definirli come disegni tecnici della torre e soprattutto presentano gravi errori di corrispondenza.
  2. Non è dato sapere la fonte della pianta in sezione, né se pianta ed alzato erano separati e sono stati riuniti o se qualcuno li ha disegnati partendo da altre fonti descrittive.
  3. I piani della torre sono 104, più il vasto piano di ingresso, e poiché non è dato stimare l'altezza di quest'ultimo da piante imprecise nelle misure, per la costruzione del modello presentato in seguito userò l'altezza media di 3,80 metri a piano (altezza totale diviso 110 piani) per 110 piani.
  4. La sezione orizzontale del WTC mostrata nel disegno non corrisponde alla pianta effettiva. Per quanto con evidenti errori di corrispondenza (l'ascensore A della sezione laterale nella pianta finisce nell'area per uffici; gli ascensori 1, 2, 3 e 4 della sezione laterale corrispondono in pianta parzialmente agli ascensori espresso A-G), si può comunque immaginare che i quattro ascensori centrali (1, 2, 3 e 4) della sezione laterale corrispondano agli ascensori attinenti ai quattro piccoli corridoi d'ingresso (1, 2, 3, 4 in pianta), mentre gli express elevator, che nella sezione laterale sembrano essere stati omessi o distribuiti su tutta la sezione centrale (sovrapposti agli ascensori 1, 2, 3, e 4), avendo altezze diverse, possono essere immaginati come ripartiti dalla A alla G e con i corrispondenti in serie della pianta (A, B, C, D, E, F e G).
  5. Nella pianta, gli ascensori sembrano divisi da pareti: in realtà si trattava di intercapedini senza funzione resistenziale o portante né tantomeno estetica. La loro unica funzione era impedire la diffusione del fuoco e degli incendi (erano delle intercapedini di cartongesso, che però difficilmente avrebbero potuto resistere a esplosioni, visto che basta un martello per abbatterle). Senza lo scopo di difendere la diffusione del fuoco fra vani ascensori, le intercapedini sarebbero state soltanto un inutile appesantimento per la struttura.
  6. I ragazzi di Loose Change considerano un solo ascensore espresso, quello indicato con G, che tra l'altro nell'immagine 3D mostrata a Matrix è situato nella fascia centrale (altro errore madornale). Per capire che la cosa non ha senso basta considerare che i turisti che avessero voluto andare ai ristoranti dell'ultimo piano delle torri avrebbero dovuto prendere un ascensore espresso per poi accedere, attraverso un corridoio, ad un ascensore locale (local elevator) che permettesse finalmente di raggiungere gli ultimi piani: un percorso piuttosto laborioso e insensato. Viene quindi svelato l'inghippo su cui giocano, consapevolmente o meno, i disinformatori di Loose Change: basano la propria "prova" su una ricostruzione erronea dell'impianto a cui poi attaccare testimonianze reali di superstiti non sconfutabili.
Abbiamo quindi degli express elevator che salgono fino all'ultimo piano, che altrimenti sarebbe sprovvisto di trasporto diretto, ed una serie di ascensori espressi, che invece arrivano fino a metà torre, ai quali si affiancano altri ascensori che, a quote diverse, raggiungono per il terzo di torre a loro attinente altrettanti piani differenti, in modo che tutti i piani siano serviti da un mezzo di trasporto.

Comunque si prenda il verso della sezione, si ha che dei local elevator delle tre sezioni laterali sono estremamente vicini all'express elevator.




  • in rosso abbiamo il vano degli express elevator
  • in blu è rappresentato il vano dei local elevator
  • in verde sono rappresentati i vani scale
  • in giallo i cavedi per far passare l'impiantistica
  • in bianco sono rappresentati i piani tecnici, indicando solo quello di base dei tre (uno lo skylobby, e due piani tecnici ognuno)
  • in violetto il piano più basso interessato dall'impatto degli aerei
  • una freccia indica l'altezza dei piani coinvolti dall'impatto dei Boeing 767.
Come si può notare, almeno uno dei vani degli ascensori espressi viene coinvolto nell'incidente della torre. Si può quindi facilmente immaginare che la cabina di corsa all'interno sia stata coinvolta nell'esplosione, finendo per precipitare.

Si nota poi la vicinanza dei vani ascensori locali ed espressi nel troncone di riferimento, ed in basso si nota la vicinanza fra il vano ascensore che raggiunge la quota delle esplosioni e altri vani ascensori locali, più vani di ascensori espressi a quota inferiore.

L'esplosione, propagandosi per il vano ascensori espresso, ha in seguito potuto passare da un vano fino a quelli vicini dei local elevator e anche a quelli degli express elevator del terzo inferiore di torre. E' altamente improbabile che una parete in cartongesso sia riuscita ad opporsi.

Viene meno quindi l'effetto ottico della sezione laterale indicata prima, che fa sembrare il tutto separato, soprattutto l'express elevator che raggiunge l'ultimo piano separato dal resto.

Nell'immagine qui accanto sono rappresentati soltanto i vani 1-2-3-4 dei local elevator ed i vani A-B-C-D-E-F-G degli express elevator, tralasciando gli altri elementi che potrebbero nasconderli.

Un'eventuale esplosione che avesse portato un local elevator a cadere nel proprio vano di corsa avrebbe sicuramente raggiunto fine corsa, danneggiando le strutture sottostanti intorno al piano Skylobby e al piano tecnico. Inutile dire che questo avrebbe creato dei forti boati dovuti all'urto con un ritardo temporale dovuto alla distanza da percorrere.

Nel caso del WTC2, si può vedere come sia stato coninvolto l'express elevator che raggiunge il tetto oltre a un local elevator vicino, con effetti che indubbiamente si sono diffusi anche verso i piani sottostanti.


Sono inoltre coinvolti le scale e i cavedi degli impianti tecnici.

Riguardo ai vani degli impianti tecnici, mancando le necessarie informazioni si può presupporre che fossero in un unico asse verticale da capo a base dell'edificio, come anche spezzettati a seconda dei tre tronconi di struttura.

Per i vani scale, analogamente mancano informazioni tecniche sulla loro disposizione su diversi piani. E' presumibile che per ogni troncone fossero tutti nel medesimo asse.



Ci sono inoltre altri aspetti interessanti. L'eventuale presenza di esplosioni in vari momenti (le varie teorie complottiste ne indicano diversi) che avrebbero dovuto indebolire il core (la struttura portante centrale) avrebbe sicuramente avuto effetti anche in ciò che affiancava le colonne del core.

Queste presunte esplosioni, dilazionate fra ascensori, scale e impianti, avrebbero creato su strutture molto meno resistenti dell'acciaio un danno almeno paragonabile a quello fatto sulle colonne.

Inoltre, trattandosi di locali utilizzati sia la mattina nella fase di popolamento dell'edificio sia nella fase di sgombero attraverso i mezzi funzionanti, gli esplosivi sarebbero risultati ben visibili alle persone.

Le esplosioni avrebbero impedito ai superstiti di uscire sin dalla prima deflagrazione. Il fatto che superstiti come Rodriguez siano usciti dall'edificio all'ultimo momento, senza dover far salti di 20-30 piani senza scale (perché demolite da esplosioni nelle vicine colonne a cui erano ancorate), è indicativo del fatto che fino all'ultimo la via di uscita era percorribile.

Quindi per quanto alcuni testimoni possano aver sentito rimbombi (tra l'altro non uditi all'esterno nelle riprese video) all'interno dell'edificio, questi devono essere di altra natura: non possono essere state prodotte da esplosivi.



Infine sono spiegabili altri fattori raccontati dai sopravvissuti. La presenza di ascensori funzionanti e ascensori non funzionanti è strettamente correlata all'oscillazione di un metro della sommità dell'edificio, che sicuramente aveva lesionato parte dei collegamenti, soprattutto per gli apparati minuti collegati a quelli portanti.

L'acqua che rese scivolose le scale, testimoniata dai sopravvissuti, proveniva quasi sicuramente dai tubi dei cavedi tranciati nei piani d'impatto e forse anche da una serie di spruzzatori automatici attivatisi per il colpo subito dall'edificio.

Qui sotto sono mostrate altre ricostruzioni della pianta del WTC ritrovabili su Internet, di natura molto probabilmente amatoriale e dall'affidabilità dubbia.









Aggiornamento 14-10-2006

Grazie alla segnalazione di questo forum, è doveroso un aggiornamento.
La tesi di Dylan Avery e Jason Bermas, due dei tre registi di Loose Change è che nessuna palla infuocata sia scesa per il vano ascensori, ma che sia stato fatto detonare dell'esplosivo piazzato in punti strategici.
Questo video per esempio conferma il fenomeno citato ai piani 77, 22 e al lobby.

Il piano di ingresso chiamato lobby

Lobby dal secondo piano

Gli effetti della palla di fuoco al piano terra sono mostrati in questo video in cui i pompieri appena arrivati hanno interpretato i danni come un blow up l'esplosione delle finestre la rottura dei marmi.

Di seguito invece vengono riportate delle immagini dei corridoi degli ascensori.
Si percepiscono il largo corridoio centrale che porta ai corridoi chiusi 1, 2, 3 e 4.

corridoio centrale che porta agli ascensori


corridoi laterali (1,2,3 e 4) con i tre
ascensori uno di fronte all'altro


Dalla lettura dei messaggi di questo forum segnalatomi da John (www.crono911.org) si possono però trarre altre considerazioni.
In primo luogo i danni provocati dal brillamento di esplosivi sono una depressione degli strati d'aria ed una fiammata che si esaurisce in genere in meno di un metro provocando al massimo un bagliore visibile a distanza di breve intensità.
Al contrario un'esplosione dovuta a carburante provoca una palla di fuoco, cioè un insieme di fiamme per svariati secondi secondo la via più favorevole con produzione di una sovrapressione (l'esempio pià lampante lo si può vedere nei video delle esplosioni degli aerei che spopolano su youtube).

Come visto nel video sopra postato con dei pompieri che entrano nel piano terra delle torri gemelle, si possono vedere due tipi di lesioni, ovvero vetri esplosi verso l'esterno e marmi lesionati.
Il marmo usato come elemento di decoro viene in genere saldato alla parete in lastre con dei giunti che permettono una certa quantità di deformazione, ma difficilmente questa sarà tale da sopportare l'evento eccezionale avvenuto nei piani superiori delle Torri Gemelle.
D'altra parte come mostrato dal video i distacchi di questi pannelli di marmo sono stati solo parziali secondo direzioni inclinate a 45-60° cosa che indica uno scorrimento del piano superiore rispetto l'inferiore.

La presenza di fiamme nelle esplosioni che hanno coinvolto i piani inferiori sono un fattore significativo che sconfuta Rodriguez.

Ci sono comunque altri aspetti interessanti citati fra i messaggi del forum.
Mike Pecoraro scrive:


Mike told his co-worker to call upstairs to their Assistant Chief Engineer and find out if everything was all right. His co-worker made the call and reported back to Mike that he was told that the Assistant Chief did not know what happened but that the whole building seemed to shake and there was a loud explosion. They had been told to stay where they were and "sit tight" until the Assistant Chief got back to them. By this time, however, the room they were working in began to fill with a white smoke. "We smelled kerosene," Mike recalled, "I was thinking maybe a car fire was upstairs", referring to the parking garage located below grade in the tower but above the deep space where they were working.......

Mike walked through the open doorway and found two people lying on the floor. One was a female Carpenter and the other an Elevator Operator. They were both badly burned and injured.....

What Joe first believed was that an equipment room on the 43rd floor, which had an electrical substation, had blown up. He proceeded up the 5 floors to that level. Upon reaching the 43rd floor, "there were patches of ceiling that was just down on the floor, water pipes were broken, water was gushing like a brook or river that was just running down the corridor of the machine room". He began yelling to see if anyone was in the room and received no reply.
He made his way to one of the tower's stairways and began the walk down to the lobby. "When I came down the stairwell (to the lobby level) and I looked toward West Street, I just couldn't believe what I saw," he recalled. "There was glass and people cut, covered in blood".... link

E' curioso che Ray Griffin ed i compagni disinformatori dimentichino questa parte dell'intervista quando citano Mike Pecoraro.
Un dato così importante come l'odore sentito da Pecoraro che può dare informazioni utili su quanto è avvenuto quel giorno forse non conta se si può citare l'impressione di una persona comune che crede solo inizialmente di aver visto un'esplosione (di esplosivo, di carburante....di qualcosa...).
E' interessante anche notare che a differenza di Rodriguez Pecoraro non identifica inizialmente gli effetti come dovuti all'aereo dirottato, poichè essendo dentro i piani interrati non poteva sapere nulla di quanto avveniva fuori.
Ciò è molto importante poichè mostra che su quanto detto come testimonianza non c'è stato il meccanismo di rielaborazione dei ricordi che spesso si presenta inconsciamente nei testimoni di fatti eccezionali.
Si può notare infatti che sia Pecoraro che Rodriguez non potevano sapere stando nei piani interrati cosa stesse succedendo sopra le loro teste, eppure Rodriguez nel suo discorso ammette di aver distinto fra il botto dell'esplosione sotto il pavimento rispetto il botto dovuto all'aereo.
Ma d'altra parte si può citare Rodriguez anche per questo:

Davanti a me è apparso un uomo di colore che si guardava le braccia, mi sono accorto che c'era qualcosa che pendeva dalle sue dita, mi sembravano pezzi di vestito ma guardando più da vicino mi sono accorto che era la sua pelle. La pelle era stata lacerata da sotto le ascelle fino alla punta delle dita e gli stava pendendo come fossero dei guanti. Il suo nome è Felipe David, lavoratore immigrato di origine honduregna, ed era in completo stato di choc; ho guardato il suo volto che aveva delle parti mancanti, gli ho chiesto che cosa fosse successo, e mi ha risposto: «Gli ascensori, gli ascensori» Si trovava davanti agli ascensori ed era stato ustionato, così ho cominciato a spingere tutti fuori dall'ufficio. link

Ed un'esplosione di certo non lacera la pelle staccandola come invece fa una fiammata rovente.
Un'esplosione spacca le ossa, lesiona gli organi interni a distanze medio lunghe e lacera la pelle solo se si ha l'esplosivo a piccola distanza (gli attentati dei Palestinesi in Israele insegnano a riguardo).
Non si capisce quindi come possa un esplosivo aver lacerato la pelle dell'uomo lasciandolo però vivo.

Sempre dal link sopra leggiamo


The smoke in the stairwell was constant and at one point, Mike told Arti that he was going to catch a quick breath of fresh air. He walked out into the main lobby of the building, seeing it for the first time."When I walked out into the lobby, it was incredible," he recalled. "The whole lobby was soot and black, elevator doors were missing. The marble was missing off some of the walls. 20-foot section of marble, 20 by 10 foot sections of marble, gone from the walls". The west windows were all gone. They were missing. These are tremendous windows. They were just gone. Broken glass everywhere, the revolving doors were all broken and their glass was gone. Every sprinkler head was going off. I am thinking to myself, how are these sprinkler heads going off? It takes a lot of heat to set off a sprinkler head. It never dawned on me that there was a giant fireball that came through the air of the lobby. I never knew that until later on. The jet fuel actually came down the elevator shaft, blew off all the (elevator) doors and flames rolled through the lobby. That explained all the burnt people and why everything was sooted in the lobby." Spotting someone from the New York Port Authority, Mike asked him what had happened. He told Mike that a helicopter had struck the building. Mike immediately thought the helicopter must have struck at or near the lobby level. He made his way back to the stairwell and told Arti what he had found. "Arti, I think we better get out of here," Mike recalled telling him. "If something falls on us here, we are done." They decided to try and re-group with the other Engineers and together left the stairwell. There were hundreds of firemen on the scene by then. "Everything was chaotic," he said. "People were running in every direction. People were on the mezzanine. The second floor had a ledge that went all the way around the inside of the building's lobby. It was packed with people that were coming out of all the other stairwells". link

Quindi nelle sue dichiarazioni Pecoraro ad un certo punto non arriva a capire che un boeing aveva impattato (ipotizza un elicottero) e si spiega i danni, la fuliggine, le persone bruciate con una palla di fuoco scesa giù per i vani degli ascensori.

Rodriguez inoltre dice

Ho continuato a salire e al 33° piano ho trovato una donna a terra che non sapeva dov'era l'uscita; l'ho tirata su dicendo che dovevamo uscire e l'ho affidata ad altre persone che scendevano. Mentre ero lì ho distintamente sentito dal piano di sopra, il 34°, un rumore come di spostamenti di attrezzature pesanti, mi sono stupito perché quel piano era chiuso per ristrutturazione e in quel momento non ci doveva essere nessuno all'interno. Sentivo invece come un qualcosa di pesante che veniva trascinato. link

Joe Sharin (Joe Shearin, the 36 year-old Assistant Chief Engineer at the World Trade Center) dice:

Upon re-entering the building, Joe started to hear a rumbling sound. "I knew what was happening," he said. "That was Two World Trade Center starting to come down".

Ed è indubbio che Sharin avesse conoscenze più approfondite per capire quello che Rodriguez non sa spiegare ed associa alla cosa più similare che gli viene in mente.

Altra testimonianza delle persone bruciate dalla fiammata propagatasi dentro i vani ascensori tralasciando il resto della testimonianza di Pecoraro (soprattutto quando al crollo del WTC2 parla degli effetti del vento in prossimità del crollo nel piano terra del WTC1, comunque molto importanti che vi cosiglio di leggere) è l'intervista a Manu Dhingra.

In ultima analisi medesimi fatti assumono forme diverse per medesimi testimoni a seconda che siano impiegati delle pulizie o ingegneri a raccontarli.


Aggiornamento 1 novembre 2006

Sulla base di queste due immagini rispettivamente del WTC1 e del WTC2 tratte dal Building performance study.

Ricordando che i piani di impatto sono dal 94 al 98 per il WTC1 e dal 78 al 84 per il WTC2, abbiamo delle indicazioni sull'andamento degli ascensori facendo il confronto fra foto, presupponendo che le due torri avessero identica struttura.
Si può notare che
  • le due immagini non combaciano per mezza pianta oltre il corridoio centrale
  • rispetto alla pianta utilizzata ad inizio articolo vi è la mancanza di alcuni ascensori, cosa che permette di ricavare in alzato considerando i piani di impatto l'andamento degli ascensori con le altezze note dalla sezione laterale, ma in altra disposizione rispetto quest'ultima
  • esiste un gruppo di ascensori express che arriva direttamente ai piani di impatto ed è vicino ai vani degli altri ascensori facendo così da tramite di intercomunicazione fra il luogo dell'esplosione ed i piani inferiori, solo che anzichè essere posto di lato è posto al centro del core. La sostanza dell'articolo varia di poco ed a sfavore dei dietrologi visto che viene con queste immagini collegato anche l'altro gruppo di ascensori.
  • analogamente gli ascensori locali presentano una struttura a piramide più alti al centro del core e meno alti sui lati, cosa sensata per imporre il più possibile la simmetria dei carichi nel compresso strutturale
  • altre differenze sono lo spostamento delle scale in altre posizioni rispetto al posizionamento di base
  • lo spostamento di parte di queste da una parte all'altra di un corridoio rispetto i piani di impatto appare incongruente nel piano tecnico in cui i vani vengono ad essere collegati e le rampe di scale divengono intercomunicanti. D'altra parte mancano informazioni utili per definire al meglio quella zona dell'edificio.
Sulla base di queste piantine ho eseguito una nuova proiezione dei vani ascensori.




Aggiornamento 6 agosto 2008

James Meigs e David Dunbar di Popular Mechanics non citano propriamente lo studio su cui si basa la loro affermazione fatta nella trasmissione televisiva.
Tuttavia leggendo 11 settembre i miti da smontare (traduzione italiana di Debunking the Myth scritto da Popular Mechanics), vediamo che affermano a pagina 52 nel paragrafo Danni estesi I fatti:

Uno studio durato 3 anni è giunto alla conclusione che i rottami dell'aereo tranciarono le trombe degli ascensori di servizio del nucleo portante (core) di entrambe le Torri, creando condotti nei quali si diffuse carburante infuocato, disseminando distruzione ovunque negli edifici. Dopo un primo rapporto del maggio 2002 della Federal Emergency Management Agency (FEMA), il National Institute of Standards and Technology (NIST), un ramo del Departement of Commerce (Ministero per il Commercio), pubblicò il documento Final Report of the National Costruction Safety Team on the collapse of the World Trade Center nel settembre 2005...
Uno dei supplementi al rapporto dice che i "lobby degli ascensori furono particolarmente danneggiati [dagli schianti degli aerei], probabilmente per l'eccesso di carburante infuocato che scese lungo le trombe degli ascensori".

Il direttore delle indagini del NIST, Shyam Sunder, spiega che il carburante infuocato seguì semplicemente il percorso di minore resistenza. "Nel nucleo dell'edificio furono danneggiati molti vani di ascensori e di scale, che crearono un percorso in cui il carburante potè facilmente diffondersi verso il basso" racconta Sunder a Popular Mechanics.

Gli investigatori del NIST ascoltarono le testimonianze di oltre 1000 sopravvissuti e testimoni dell'attacco nel tentativo di comprendere l'evolversi dei danni agli edifici. Molti testimoni affermarono di aver visto incendi anche in zone lontane dai piani direttamente colpiti dagli aerei. Uno dei sopravvissuti (il NIST ha garantito l'anonimato dei testimoni in cambio della loro collaborazione) che si è trovato vicino ad un ascensore tra il 40° ed il 50° piano della Torre Nord ricorda: "Vidi l'ascensore davanti a me, ne uscivano fiamme. L'ascensore era chiuso, ma ne uscivano fiamme dalla fessura tra le porte e dai lati. Vidi un lampadario ondeggiare, si muoveva moltissimo... Un fumo nero cominciò a riempire il corridoio e divenne subito molto denso, in un attimo."
Un altro dei sopravvissuti che si trovava nei sotterranei della Torre Nord al momento dell'attacco ricorda: "Vidi qualcosa di arancione, grande e luminoso attraversare i sotterranei insieme al fumo...Dalla porta dei sotterranei schizzò fuori una palla di fuoco".
Gli investigatori hanno raccolto altre testimonianze secondo le quali "alcuni ascensori si schiantarono fin giù con impatti violenti ed assordanti. Al piano del lobby, le porte si squarciarono, facendo fuoriuscire fiamme che uccisero alcune persone" racconta James Quintiere, ordinario di ingegneria alla University of Mariland e consulente del NIST.
Una considerazione analoga è stata fatta nel film "11/9" di Jules e Gedeon Naudet...

L'incidente dell'Empire State Building del 1945 causò alcuni danni anche lontano dalla zona dell'impatto. L'ingegnere strutturista Levy fa notare che, quando il B-25 colpì l'edificio più rappresentativo di Manhattan, il carburante dell'aereo scese lungo le trombe degli ascensori e provocò incendi e danni negli atri di ingresso o lobby (vedi foto 19)...

Altre fonti sono i video amatoriali disponibili sul portale di videoshare YuoTube che mostrano famiglie e turisti salire su un ascensore che li porta dalla lobby fino al Top of the World.



Il video inquadra il contatore dei piani dell'ascensore dal numero 2 al 107.

Dalle piante del World Trade Center abbiamo che:


Un'ottima analisi delle cianografie del World Trade Center è disponibile nel sito 911stories di Mark Roberts.

Infine si può ricordare anche la pubblicazione del NIST: NISTNCSTAR1-4DDraft Smoke Management System.