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2007/11/07

Zerobubbole 3: "Esplosioni" nelle Torri Gemelle

di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato e diviso in parti dopo la pubblicazione iniziale. L'articolo si riferisce al contenuto della versione di Zero presentata a ottobre 2007 alla Festa del Cinema di Roma.

Prosegue l'analisi del video Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi. La Zerobubbola precedente è pubblicata qui.

In sintesi


Questa parte del video si muove su due binari. Da un lato ci propone testimonianze di grosse esplosioni; dall'altro ci propone dichiarazioni dei progettisti secondo le quali le Torri Gemelle erano in grado di resistere a impatti di grandi aerei di linea.

Lo scopo è indurre lo spettatore a concludere che se le Torri Gemelle erano progettate per resistere e non l'hanno fatto, qualcos'altro ne ha determinato il collasso, e le testimonianze di grosse esplosioni insinuano l'azione di una demolizione con ordigni detonanti.

In realtà, la prima considerazione da fare è che le Torri Gemelle hanno resistito agli impatti. Decine di migliaia di persone hanno potuto salvarsi grazie alla resistenza strutturale dei due edifici.

Quello che ne ha causato il collasso è stato il calore provocato dagli incendi incontrollati, innescati dal carburante ma alimentati dal contenuto degli edifici, che hanno indebolito l'acciaio delle strutture, il cui rivestimento ignifugo era stato significativamente asportato dagli impatti, provocandone il cedimento.

Questo meccanismo è stato analizzato a fondo sia dal National Institute of Standards and Technology (NIST), sia da numerosi altri team ingegneristici indipendenti, anche mediante esperimenti reali e simulazioni computerizzate.

Le inchieste tecniche hanno accertato che, al di là delle dichiarazioni dei progettisti, nei documenti progettuali non c'è alcuna indicazione che la struttura fosse stata concepita per resistere a quella combinazione di eventi (Rapporto NIST).

Il NIST ha anche sottolineato che in ogni caso, con i sistemi di calcolo disponibili all'epoca in cui furono costruite le Torri Gemelle, era praticamente impossibile tener conto di tutte le variabili connesse all'impatto di un grande aereo carico di carburante e scagliato alla massima velocità.

La circostanza ricorda da vicino quello che avvenne con il Titanic: anche in quel caso i progettisti dichiararono che la nave era inaffondabile, ma la realtà fu ben diversa.

Quanto alle esplosioni, esse sono diretta conseguenza dell'evento. Gli aerei hanno impattato le Torri Gemelle, provocando un boato; il carburante si è nebulizzato ed è esploso, e il suono di questi boati ed esplosioni si è trasmesso sia lungo la struttura che attraverso l'aria viaggiando a velocità differenti: nell'acciaio il suono si muove a circa 5100 metri al secondo, mentre nell'aria si muove a circa 340 metri al secondo. Il suono di uno stesso evento, quindi, può raggiungere un osservatore in due istanti diversi, restituendo l'impressione che si tratti di due eventi distinti.

Frank DeMartini, manager progettuale che riponeva tanta fiducia nelle "sue" Torri, è rimasto ucciso nel crollo della Torre Nord. Prima di morire è riuscito a mettere in salvo decine di persone ed aveva persino comunicato via radio di aver colto i segni premonitori dell'imminente collasso.

Sua moglie, ispettore strutturista, era con lui quella mattina ed è riuscita a mettersi in salvo. Né DeMartini prima di morire, né la moglie dopo, hanno mai avanzato il minimo sospetto che ci fossero cariche esplosive negli edifici (Columbia Tribune).

Passiamo ora all'esame in dettaglio delle affermazioni di Zero.

0:03:10 La fragilità "sospetta" delle Torri Gemelle


La musica accompagna i titoli di testa.

0:03:10. BRIAN CLARK (nella foto qui accanto): On September 11, 2001, I was employed by a company called Euro Brokers and our offices were on the 84th floor of the South Tower, which was the second building to be hit that day with an airplane. And I was working away at my computer, and at 8:46 in the morning there was this loud boom.

TRADUZIONE:

BRIAN CLARK: L'11 settembre 2001 ero dipendente della società Euro Brokers e i nostri uffici si trovavano all'84° piano della Torre Sud, che fu il secondo edificio a essere colpito da un aereo, quel giorno. Stavo lavorando al mio computer, e alle 8:46 del mattino ci fu questa grossa esplosione.

NARRATORE (Francesco Pannofino): Alle ore 8:46:40, il Volo 11 si schianta contro la Torre Nord, squarciandone i piani dal 93° al 99°.

Per la precisione, la fusoliera dell'aereo impattò all'altezza del 96° piano, dove causò i danni più significativi. I piani al di sotto e al di sopra subirono danni meno gravi.

Zero mostra alcune immagini degli attentati e poi prosegue con la presentazione di uno dei suoi pochissimi testimoni diretti ed effettivi degli eventi dell'11 settembre. E' perlomeno curioso che, a parte pochi casi come questo, un'inchiesta che si vanta di "ripartire da zero" non vada a prendere le fonti originali ma presenti invece, per quasi tutta la propria durata, persone che raccontano quello che altri hanno (o avrebbero) detto e visto.

BRIAN CLARK: And the announcement from the Port Authority came: "Your attention please. Building 2" – our building – "Building 2 is secure. There's no need to evacuate Building 2". And two or three minutes later I started talking to one fellow named Bobby Coll. And Bobby had told me that he had been down about eight floors, ten floors, heard the announcement, and then come back up. And as he was telling me this... boom, boom! There was a double explosion and our building shook.

TRADUZIONE:

BRIAN CLARK: Ci fu un avviso [dagli altoparlanti] della Port Autority: "Attenzione prego. L'Edificio Due - il nostro edificio - L'Edificio Due è sicuro. Non c'è necessità di evacuare l'Edificio Due". E due o tre minuti dopo iniziai a chiacchierare con un tale di nome Bobby Coll. E Bobby mi disse che lui era sceso giù per otto - dieci piani, aveva sentito l'avviso, ed era tornato su. E proprio mentre mi diceva questo... boom, boom! Ci fu una doppia esplosione e il nostro edificio tremò.

Questa dichiarazione di una "doppia esplosione" va tenuta a mente, perché andrà confrontata con le dichiarazioni di William Rodriguez citate più avanti da Zero.

00:04:45. NARRATORE: Alle 9:03:11, il Volo 175 impatta contro la Torre Sud.

BRIAN CLARK: Everything just exploded in our room. Now we were on the 84th floor. What I didn't know at the time was that the second plane had hit six floors below us, on the 78th floor. So we're six floors above impact.

TRADUZIONE:

BRIAN CLARK: Tutto esplose nella nostra stanza. In quel momento eravamo all'84° piano. Quello che non sapevo è che in quel momento il secondo aereo aveva colpito sei piani più sotto, al 78° piano. Quindi eravamo sei piani sopra rispetto al punto d'impatto.

In realtà l'aereo colpì la Torre Sud con la fusoliera all'altezza dell'81° piano, ma per via del proprio assetto inclinato causò danni dal 78° all'84° piano. Il grosso dei danni si verificò all'81° piano, quindi ancora più vicino a Clark di quanto lui stesso ricordi: un esempio eloquente del fatto che i testimoni sono spesso più imprecisi di quello che si potrebbe pensare.

Va notato, inoltre, l'uso del termine "exploded" da parte di Clark. I complottisti interpretano sistematicamente questa parola come prova di esplosioni in senso stretto (detonazioni prodotte da esplosivo), ma da questo e moltissimi altri casi è evidente che "exploded", "explosion" e derivati vengono usati dai testimoni in senso più lato. E' quindi scorretto presumere che ogni volta che qualcuno parla di "explosion" intenda "scoppio prodotto da esplosivi".

Immagini degli attentati.

BRIAN CLARK: I heard this banging on the wall and this faint scream for help inside the 81st floor. I looked [incomprensibile] underneath and I pulled him up. He said later that I was like Superman.

TRADUZIONE:

Udii questo suono di qualcuno che batteva sul muro e un debole grido d'aiuto proveniente dall'81° piano. Guardai [incomprensibile] sotto e lo tirai su. Lui dopo disse che ero stato come Superman.

La persona salvata da Clark è Stanley Praimnath. La vicenda è ben nota sia agli inquirenti, sia ai giornalisti, ed è raccontata anche qui e qui.

BRIAN CLARK: And we came up and over and fell on the – I fell back down on my back, and this stranger landed on top of me and he gave me this big kiss. We got up and dusted ourselves off, and I said, "Come on, let's go home".

TRADUZIONE:

E ci arrampicammo [sopra le macerie, come risulta da altri resoconti] e cademmo su – io caddi indietro di schiena, e questo sconosciuto mi cadde sopra e mi diede un grosso bacio. Ci alzammo e ci scuotemmo di dosso la polvere e io dissi: "Forza, andiamo a casa".