2006/09/16

Insider Trading e 11 settembre

di John (jb@libero.it - http://www.crono911.org)

In Economia Finanziaria si parla di “Insider Trading” per definire speculazioni di borsa operate da soggetti che dispongono di informazioni non conosciute dagli altri operatori del mercato.

Un esempio tipico è quello del dirigente di una società per azioni che, avendo appreso in virtù della propria posizione aziendale che la società sta per subire una grave perdita o un significativo arricchimento, si affretti a vendere o acquistare azioni prima ancora che la notizia sia stata resa pubblica.

Generalmente nel sistema di libero mercato questi comportamenti sono vietati e severamente puniti, ma ciò nonostante sono piuttosto diffusi e difficili da prevenire e reprimere.

E' opinione piuttosto diffusa che anche alla vigilia degli attentati dell'11 settembre si siano verificati fenomeni di questo genere, al punto che anche molti esperti qualificati ne sono convinti e talvolta la circostanza è citata persino nei testi accademici.

La questione, di per sé, avrebbe una sua logica, che non va necessariamente inquadrata nelle ipotesi fantasiose dei complottisti.

Al Qaida, infatti, è anche una rete finanziaria e logistica estremamente articolata, che ha conosciuto budget di centinaia di milioni di dollari. Una parte delle sue operazioni finanziarie è stata effettuata avvalendosi di società e agenzie legalmente inserite nel mercato finanziario, per cui non ci sarebbe poi da meravigliarsi se – prevedendo l'impatto economico che gli attentati dell'11 settembre avrebbero determinato su alcuni settori finanziari – Osama Bin Laden (che, non dimentichiamolo, è laureato in finanza, oltre che in ingegneria) ed i suoi collaboratori avessero pensato di approfittarne per incamerare lauti profitti da mirate operazioni azionarie.

Ma noi abbiamo voluto vederci chiaro, e abbiamo approfondito la questione. Partiamo dal dato “sospetto”, e utilizzeremo come fonti:
  • Lo studio “Unusual Option Market Activity and the the Terrorist Attacks of September 11, 2001”, un corposo documento realizzato dal Professor Allen M. Poteshman, docente della Facoltà Affari e Finanza dell'Università dell'Illinois, la cui prima edizione risale al marzo del 2002, il quale conclude che SI', c'è stato “insider trading” l'11 settembre del 2001.
  • Gli articoli e gli “special” dei media che nel mese di settembre 2001, dopo gli attacchi, dedicarono ampio spazio alla vicenda dell'”insider trading” con dovizia di particolari, come la serie del San Francisco Chronicle o le raccolte di Financial Policy.
  • Le News finanziarie pubblicate dai media specializzati nei mesi di agosto e settembre 2001 ed i dati della Options Clearing Corporation, società che analizza i mercati delle “Options” con una mole di dati statistici suddivisi anno per anno.
  • Le indagini dell'FBI raccolte nei documenti resi pubblici dalla Commissione Indipendente sui fatti dell'11 settembre.
Al termine della nostra ricerca daremo le indicazioni necessarie a chi voglia consultare le fonti che abbiamo utilizzato.

Il Prof. Poteshman concentra la sua attenzione sulle “Put Option” (una specie di scommessa al ribasso di un titolo azionario: se il titolo perde, lo scommettitore guadagna, e viceversa) delle compagnie aeree American Airlines (AMR) e United Airlines (UAL), su un periodo (“target period”) che va dal 5 al 10 settembre del 2001, confrontato con le medie di un periodo che va dal 1990 al 2001.

L'accademico conclude che il livello di scambi delle Put Option ha avuto un picco abnorme, per l'American Airlines, il giorno 10 settembre 2001 e per la United Airlines il giorno 6 settembre 2001.

Dopo una lunghissima serie di calcoli statistici, che preferiamo risparmiarvi, il Prof. Poteshman conclude che questi picchi denotano sicuramente la presenza di “Insider Trading” e teorizza la responsabilità di Al Qaida in quanto proprio il 6 settembre sarebbe stata la data – secondo le fonti citate da Poteshman – in cui Osama Bin Laden è stato informato della data precisa degli attacchi.

La coincidenza è notevole e basterebbe questo dato a dimostrare (o quanto meno a sostenere) che se Insider Trading c'è stato, il responsabile è Osama Bin Laden (e non la CIA, come sostengono i “complottisti”).

Ma noi siamo diversi dai complottisti, per cui siamo andati oltre.

Sul San Francisco Chronicle del 29 settembre del 2001 troviamo conferma ai dati di Poteshman: il 6 settembre le “put options” della UAL hanno conosciuto scambi 25 volte superiori rispetto alla media annuale del 2001.

Il quotidiano precisa anche che circa 2 milioni e mezzo di dollari realizzati in profitti da questi scambi non sono stati intascati dagli investitori.

Dalla MSNBC, news del 26 settembre 2001 e da Independent del 14 ottobre 2001, apprendiamo che il totale delle “put option” per l'American Airlines ha raggiunto il 10 settembre quota 4078 contro le circa 200 medie, il che ci dà un rapporto di circa 20 volte superiore, mentre quelle della United Airlines nel giorno 6 settembre sono state 4744 contro una media non specificata.
Ogni “put option” interessa un pacchetto di 100 azioni.

In effetti non c'è uniformità di valutazione, tra le varie fonti, in termini relativi: tutte le fonti (non solo quelle citate, ma anche tante altre, comprese quelle dei “complottisti”) concordano sui valori assoluti: 4078 opzioni AMR e 4744 opzioni UAL, ogni opzione vale per 100 azioni, totale profitti teoricamente conseguiti ma mai effettivamente incassati circa 2,5 milioni di dollari; le fonti non concordano, invece, su quanto questi valori siano anomali rispetto alle medie: si va da un prudente “sei volte maggiori” sino a mirabolanti “400 volte maggiori” rispetto alla media. La ragione di queste ultime discordanze sta nel fatto che per “media” si può intendere quella dei giorni precedenti, o della settimana precedente, o del mese precedente, o dell'anno precedente, o dello stesso mese in più anni di riferimento... E c'è anche chi calcola la media, erroneamente, rapportando il numero delle “put option” (guadagno se il titolo perde) con quello delle “call option” (guadagno se il titolo cresce). C'è poi chi distingue tra opzioni a breve termine e opzioni a lungo termine.

I dati, specialmente quelli statistici, si possono spesso interpretare in vari modi.
Per esempio il Professor Poteshman, che pure conclude per la sussistenza dell' “insider trading”, non manca lealmente di far notare che anche a ridosso dello schianto dell'American Airlines precipitato sul Queens a New York il 12 novembre 2001 per cause del tutto accidentali, i maligni potrebbero rilevare analoghe operazioni di borsa sospette, mentre altre fonti fanno notare che picchi assoluti simili si sono registrati anche in altre circostanze, in passato: la UAL aveva registrato 8212 “put option” il 6 aprile 2001, e 8072 “put option” il 13 marzo 2001, valori doppi rispetto a quello del 6 settembre. L'American Airlines (AMR) aveva raggiunto 2995 “put option” il 20 luglio 2001.

Però sui valori assoluti nessuno discute, e obiettivamente essi sono anomali, che si tratti di un rapporto di 6:1 o di 400:1.

Potremmo quindi concludere che:
  1. Ci sono stati picchi di “put option” elevati nei giorni precedenti gli attacchi, ma non era la prima volta che si registravano simili picchi rispetto alla media, per cui non c'è stato alcun “insider trading” ma una semplice coincidenza;
  2. Se “insider trading” c'è stato, allora è stato opera di Al Qaida.
Ma ancora non ci basta.

Le nostre ricerche, infatti, ci lasciano ritenere che Osama Bin Laden è stato certamente informato (dalla linea informativa che partiva da Atta e passava per Binalshibh e Khalid Shaikh Mohamed) della data degli attacchi (si veda il documento Crono911) anche prima del 6 settembre, ma non conosceva le compagnie aeree interessate.

Tendiamo quindi a considerare poco probabile la seconda ipotesi. La prima ipotesi è invece plausibile, ma nel mercato azionario anche le coincidenze devono avere un fattore determinante, per cui per poter affermare che è una coincidenza, bisogna trovare il fattore determinante.

L'abbiamo trovato.
CNN Money, 7 settembre 2001:

“AMR Corp., la più grande compagnia aerea del mondo, venerdì scorso ha dichiarato che si aspetta di subire, nel terzo quadrimestre di quest'anno, una perdita considerevolmente maggiore di quella del secondo quadrimestre, a causa della crisi economica, degli alti prezzi del carburante e dell'aumento del costo del lavoro. La società ha anche messo in guardia su una significativa perdita nell'ultimo quadrimestre fiscale, e ha detto che taglierà la propria flotta aerea in maniera più profonda di quanto previsto... L'AMR ha annunciato che sta ritirando dal servizio altri 5 Boeing 727 prima del previsto, per adeguare l'offerta alla domanda in calo. Ha anche annunciato che ha deciso di sospendere l'acquisizione di aerei che aveva già ordinato, che avrebbero dovuto essere consegnati nel 2002 e nel 2003”

CNN Money allega una significativa tabella grafica che mostra l'andamento dell'AMR:


CNN Money continua:

"Tutte le più grandi compagnie aeree sono state colpite da un profondo calo di domanda di viaggi aerei, particolarmente da parte della clientela di affari. Gli analisti adesso prevedono che ci saranno profitti per tre sole compagnie aeree maggiori, nel terzo quadrimestre: Northwest Airlines, Continental Airlines e Southwest Airlines. Tutti i maggiori vettori, con eccezione di Continental e Southwest, hanno riportato perdite nei due primi quadrimestri dell'anno. Il totale delle perdite è ora previsto a 2 miliardi di dollari quest'anno, e un analista, Glen Engel della Goldman Sachs, ha detto agli inizi di questa settimana che ritiene che le perdite saliranno a 3,4 miliardi di dollari”.

Di fronte a simili dichiarazioni, che risalgono ai primissimi giorni di settembre, non c'è quindi affatto da stupirsi se gli investitori abbiano scommesso al ribasso delle compagnie aeree per le quali si prevedevano così forti perdite nell'ultimo quadrimestre del 2001.

Ecco, quindi, la ragione della coincidenza.

Infine, si noti che per quanto riguarda le azioni UAL, il 95 % delle “put options” fu acquistato da un singolo investitore americano, il quale riteneva che le recenti informazioni sull'andamento del mercato avrebbero fatto crollare le azioni United Airlines , ma quello stesso investitore, contemporaneamente, aveva acquistato ben 115.000 azioni dell'American Airlines (ritenendo che più in basso di così non potevano crollare), di fatto annullando il vantaggio economico conseguito (pagina 148 della monografia TerrFin allegata ai lavori della Commissione Indipendente).

In tutti i casi, la chiusura delle borse americane, nei giorni 11-12-13 e 14 settembre 2001 (fonte OCC) ha impedito che gli investitori nelle “put option” potessero conseguire i profitti dei loro investimenti, motivo per cui quei 2,5 milioni di dollari di profitto non sono mai stati riscossi.

Quest'ultima evidenza, peraltro, toglie qualsiasi credibilità a qualunque ipotesi di natura cospirazionista.

Di riflesso, la flessione verso il basso dei titoli Boeing, da più parti citata, trova anch'essa la sua lampante spiegazione: è chiaro che se le compagnie aeree vanno a picco, non si vendono nuovi aerei.

Voci di “insider trading” vengono talvolta citate anche con riferimento a talune società che operavano nel complesso del WTC. Si tratta di pochissime società, e ove si tenga conto che nell'intero complesso del WTC operavano migliaia di società quotate in borsa (il nome “World Trade Center” parla da solo) è statisticamente inevitabile che in qualsiasi giorno dell'anno ce ne sia un certo numero le cui azioni vanno giù, come ce ne sono altre che invece crescono e altre che restano su valori stabili.

E concludiamo con le fonti di quanto affermato.

  • Il citato studio del Prof. Poteshman può essere richiesto all'indirizzo email jb@libero.it
  • I dati dell' OCC (statistiche di borsa) possono essere consultati all'indirizzo http://www.theocc.com/.
  • Le news CNN Money citate possono essere consultate presso il sito CNN Money.
  • I dati sulle “put option” che abbiamo citato possono essere confrontati su Insight News, Independent, o sul San Francisco Chronicle le cui copie possono essere richieste all'autore di questa ricerca.
  • Ulteriori fonti relative ad Al Qaida e alla conoscenza delle date degli attentati sono citate nel documento Crono911.
  • Le investigazioni dell'FBI sono raccolte nella Monografia “TerrFin” sul sito della Commissione Indipendente per i fatti dell'11 settembre.

15 commenti:

Davide ha detto...

Sulla pagina http://911research.wtc7.net/sept11/stockputs.html e nel libro di rupper "crossing the rubicon" si possono leggere alcuni dati sulle transizioni sospette.
I primi a farlo notare sono stati gli israeliani di un centro studi anti-terrorismo di Herzliyya, esperti nel settore dato che gli indizi di un attentato terroristico possono essere evinti anche dall'andamento del mercato finanziario, il quale viene costantemente monitorato.
Non tutte le compagnie aeree furono coinvolte.

* A jump in UAL (United Airlines) put options 90 times (not 90 percent) above normal between September 6 and September 10, and 285 times higher than average on the Thursday before the attack.
-- CBS News, September 26
* A jump in American Airlines put options 60 times (not 60 percent) above normal on the day before the attacks.
-- CBS News, September 26
* No similar trading occurred on any other airlines
-- Bloomberg Business Report, the Institute for Counterterrorism (ICT), Herzliyya, Israel [citing data from the CBOE] 3
* Morgan Stanley saw, between September 7 and September 10, an increase of 27 times (not 27 percent) in the purchase of put options on its shares. 4
* Merrill-Lynch saw a jump of more than 12 times the normal level of put options in the four trading days before the attacks. 5

Quello che e' interessante e' anche che non tutti i misteriosi investistori scommisero sulle perdite delle compagnie aeree o su enti finanziari generici.
Alcuni scommisero sulle perdita di grandi compagnie di Riassucurazione che gestivano le polizze delle torri: la munich re, la swiss re.
Altri scommisero sul rialzo dei titoli della Raytheon, produttore di armi e servizi tecnologici per l'esercito e l'intelligence americana.
Altri acquistarono grandi quantita' di buoni del tesoro, beni rifugio in tempi di crisi e di guerra, come l'oro che schizzo' alle stelle.

Perche' Bin Laden dovrebbe investire sul rialzo di una multinazionale delle armi americana?
Perche' dovrebbe mettere a repentaglio, per pochi milioni di dollari, la sicurezza del progetto terroristico?
Perche' poi, in nome del cielo, dovrebbe proprio scegliere come banca intermediatrice la AB Brown -deutsche Bank, guidata fino a pochissimo tempo prima da Krongard, un agente divenuto all'epoca direttore esecutivo, il numero 3 della CIA.

E prima che attivissimo faccia della facile ironia preciso di non credere al coinvolgimento della cia, ne' del mossad, ne' dell'fbi nell'ipotetico complotto.
Ma altrettanto non posso dire di singoli ex-agenti che lavorano per compagnie private di sicurezza, ad esempio.

Infine, la commissione di inchiesta:

"A single U.S.-based institutional investor with no conceivable ties to al Qaeda purchased 95 percent of the UAL puts on September 6 as part of a trading strategy that also included buying 115,000 shares of American on September 10."

Quale e' il nome di questa istituzione americana al di sopra di ogni sospetto? Quale e' il rapporto tra le "scommesse" di crollo e quelle di rialzo?

Dove sono i risultati delle indagini sugli hard disk deteriorati ma non completamente distrutti di alcuni uffici delle torri, mandati dall'fbi alla Convar, azienda leader nel recupero dati, perche' rintracciasse il percorso di centinaia di milioni di dollari in transizioni effettuate "fisicamente" sui computer di alcuni uffici delle torri nella notte precedente e ad attacchi in corso?
http://911research.wtc7.net/sept11/transactions.html

Sempre Bin?

Davide ha detto...

Il centro studi israeliano di controterrorismo di herzlyya (un sobborgo di tel aviv), si trova di fronte alla succursale della odigo da cui parti' il famoso messaggio di allarme pre-attacco, il quale, attenzione, non era rivolto direttamente ad occupanti delle torri, dato che come tutti sappiamo l'odigo non aveva uffici nel WTC ma comunque ad un paio di isolati di distanza...
Ecco spiegata la confusione che diede vita alla leggenda metropolitana dei 4000 ebrei eccetera eccetera. Come spesso accade, una bufala, sapientemente diffusa o perlomeno enfatizzata, permette di nascondere un particolare scomodo.
Il debunker di turno arriva e tutto soddisfatto ridicolizza tutto in blocco.

E sempre per non incappare nel sarcasmo attivissico, preciso che questo non dimostra il coinvolgimento del suddetto centro studi, ne' del mossad, ne' degli israeliani: ma suggerisce, insieme a molti altri indizi, che si sapesse qualcosa di molto dettagliato sugli attacchi.

Paolo Attivissimo ha detto...

>gli indizi di un attentato terroristico possono essere evinti anche dall'andamento del mercato finanziario, il quale viene costantemente monitorato.

Ho qualche perplessità su quest'affermazione, dato che solitamente chi fa attentati non gioca in Borsa. Come funzionerebbe questo monitoraggio? Se il titolo X scende, vuol dire che è imminente un attentato? Mi sembra che il rischio di false correlazioni sarebbe spettacolarmente alto.


>Perche' Bin Laden dovrebbe investire sul rialzo di una multinazionale delle armi americana?

E perché no? Non è mica tanto stupido da lasciare che i suoi pregiudizi interferiscano con i suoi affari. E pensa che sublime ironia, dal suo punto di vista, arricchirsi sulle sfortune del nemico.

>Perche' dovrebbe mettere a repentaglio, per pochi milioni di dollari, la sicurezza del progetto terroristico?

Non mi sembra si possa parlare di repentaglio. I movimenti di borsa non sono affatto sembrati anomali se non dopo il fatto, e non hanno avviato alcun allarme.

>Perche' poi, in nome del cielo, dovrebbe proprio scegliere come banca intermediatrice la AB Brown -deutsche Bank, guidata fino a pochissimo tempo prima da Krongard, un agente divenuto all'epoca direttore esecutivo, il numero 3 della CIA.

Abbiamo delle fonti per queste complesse affermazioni?


>Quale e' il nome di questa istituzione americana al di sopra di ogni sospetto? Quale e' il rapporto tra le "scommesse" di crollo e quelle di rialzo?

La documentazione disponibile a noi è la stessa che puoi consultare anche tu ed è linkata nell'articolo. Se lo scopri, siamo interessati. Possiamo collaborare.

>Dove sono i risultati delle indagini sugli hard disk deteriorati ma non completamente distrutti di alcuni uffici delle torri

Non abbiamo risposte per ogni risvolto dell'11/9: sarebbe effettivamente interessante saperne di più.

>Il centro studi israeliano di controterrorismo di herzlyya (un sobborgo di tel aviv), si trova di fronte alla succursale della odigo da cui parti' il famoso messaggio di allarme pre-attacco

Una precisazione: il messaggio non _partì_ dalla Odigo, ma fu _ricevuto_ alla Odigo da fonte esterna, come descritto negli articoli d'indagine che trovi su undicisettembre.info.

>Ecco spiegata la confusione che diede vita alla leggenda metropolitana dei 4000 ebrei eccetera eccetera.

No, quella ha una genesi differente e separata, raccontata nel documentario BBC The Conspiracy Files.

>Come spesso accade, una bufala, sapientemente diffusa o perlomeno enfatizzata, permette di nascondere un particolare scomodo.

Questa è una tua opinione. A volte un sigaro è solo un sigaro, direbbe Freud, e a volte una bufala è semplicemente una bufala.

>Il debunker di turno arriva e tutto soddisfatto ridicolizza tutto in blocco.

Quello che forse non è chiaro a molti è che dopo 90 e passa indagini, tutte (anche le più promettenti) conclusesi con un nulla di fatto, sarei francamente molto contento di trovare qualcosa di interessante. Ci guadagnerei un Pulitzer, come minimo.

John ha detto...

Aggiungo che negli ultimi mesi abbiamo effettuato approfondimenti di indagine sulla questione Insider Trading, controllando anche altri strumenti finanziari, come le Futures, e avvalendoci della consulenza di alcuni esperti di borsa. Pubblicheremo i risultati ottenuti, sia qui che su Crono911, ma non è emerso nulla che confermi le ipotesi di Insider Trading.
Peraltro, esistono decine di migliaia di titoli quotati in borsa, e in qualsiasi periodo dell'anno una percentuale di quei titoli statisticamente presenta fluttuazioni abnormi rispetto alla media.
In queste fluttuazioni, immancabilmente c'è chi ci guadagna e chi ci perde.
Per qualsiasi evento, quindi, si tratti di un attentato terroristico o di un discorso del Papa, si possono trovare operazioni anomale che interessano un qualche titolo o gruppo di titoli, e operatori che ne hanno tratto profitto.

Poi bisogna pure vedere se un comportamento pseudo-anomalo trova giustificazione nelle notizie diffuse sui mercati: questo è quanto accaduto per le put, ad esempio.

Infine, le operazioni di borsa hanno nomi e cognomi, e le indagini effettuate dagli inquirenti sono state molto approfondite e gli operatori identificati.

Chiaro che in un campo in cui le leggi statistiche fanno la loro parte e le notizie finanziarie di sei anni fa sono difficili da recepire, è agevole montare qualsiasi teoria.

Davide ha detto...

>Perche' poi, in nome del cielo, dovrebbe proprio scegliere come banca intermediatrice la AB Brown -deutsche Bank, guidata fino a pochissimo tempo prima da Krongard, un agente divenuto all'epoca direttore esecutivo, il numero 3 della CIA.

>Abbiamo delle fonti per queste complesse affermazioni?

“To the embarrassment of investigators, it has also [learned] that the firm used to buy many of the ‘put’ options… on United Airlines stock was headed until 1998 by ‘Buzzy’ Krongard, now executive director of the CIA.” Krongard was chairman of Alex Brown Inc., which was bought by Deutsche Bank. “His last post before resigning to take his senior role in the CIA was to head Bankers Trust—Alex Brown’s private client business, dealing with the accounts and investments of wealthy customers around the world.” [Independent, 10/14/2001]

http://www.cooperativeresearch.org/timeline.jsp?timeline=complete_911_timeline&before_9/11=insiderTrading

John ha detto...

Cooperative Research cita un articolo di giornale (Independente)del 14 ottobre 2001.

Innanzitutto, Cooperative Research è una specie di gigantesca raccolta che inserisce tutto ciò che trova senza verificarne attendibilità e aggiornamenti (è una precisa e condivisibile scelta, ma impone che il lavoro di verifica lo faccia il lettore).
E' un punto di partenza, non di arrivo.

L'articolo, come ho detto, è dell'ottobre del 2001 e più volte abbiamo evidenziato che non si può parlare nel 2007 continuando a citare articoli di stampa usciti pochi giorni dopo i fatti, quando i dati erano confusi e tutti dicevano di tutto. Le ipotesi avanzate da Independent sono state vagliate con inchieste pubblicate tre anni dopo, quindi sono obsolete.

Peraltro, lo stesso articolo scrive anche:
"There is no suggestion that Mr Krongard had advance knowledge of the attacks."

Quindi, non si può prendere solo il pezzetto che conviene.

Che lo faccia Cooperative Research è un conto (i responsabili del sito hanno la loro linea "editoriale"), che lo si faccia in un contesto di ricerca dopo sei anni è meno accettabile.

In questo post noi siamo partiti proprio dalle risultanze investigative del 2003 e del 2004, dallo studio del Professor Poteshman del 2004 (che concludeva per la presenza di attività inusuali ed era favorevole all'ipotesi di Insider Trading, ed è citato dallo stesso Cooperative Research più avanti) e abbiamo verificato direttamente gli andamenti dei mercati e le notizie che li hanno influenzati.

Faccio poi notare che lo stesso Cooperative Research al 29 settembre 2001 cita il fatto che i guadagni di queste operazioni non sono stati riscossi per effetto del congelamento delle borse.

Questa è la prova più evidente che non si è trattato di Insider Trading complottista.
Un operatore normale che specula sulle azioni non può immaginare che ci sarà un attacco al WTC e che le borse saranno congelate.
Un Insider Trader che è parte del complotto non è così idiota da fare operazioni sapendo che non potrà mai riscuoterne i proventi.

Queste sono evidenze insuperabili.

Davide ha detto...

Un operatore che fa parte del complotto non specula su azioni sapendo che non potra' riscuoterne i guadagni e che potrebbe, forse, allarmare qualche osservatore attento.

Un operatore al corrente del complotto, ma che non e' parte integrante, non ha tali limitazioni: sia perche', in principio puo' non immaginare la totale gravita' del complotto, sia semplicemente per avidita' personale.

Ovviamente l'ipotetico insider trading non e' funzionale al complotto ma rappresenta una possibile, ragionevole sbavatura: uno di quegli indizi dovuti alle debolezze umane che ostacolano il delitto perfetto...

Le fonti su Krongard.
Come al solito, ci sono problemi di comunicazione coi debunker...
Prima sminuite il valore di chi ha riporta la notizia (cooperative research, che come database e' molto ricco e cita sempre le sue fonti, dunque permette al lettore non passivo di controllare), poi aggiungete che si tratta di un articolo datato e francamente questo dovrebbe accrescerne il valore per quanto concerne le informazioni sulla persona di krongard, poiche' non erano certo ancora fiorite ipotesi di complotto attuali.
Infine, si accusa blandamente di manipolazione, seppur preterintenzionale.

>Peraltro, lo stesso articolo scrive anche:
"There is no suggestion that Mr Krongard had advance knowledge of the attacks."

>Quindi, non si può prendere solo il pezzetto che conviene.

Ma io non ho mai detto che l'articolo citato sostiene che Krongard, direttore esecutivo della CIA durante l'amministrazione bush, avesse conoscenze anticipate dell'attacco.
E come potrebbe sostenerlo?

No, io ho citato una delle tanti fonti che riportano un fatto: la filiale della deutsche bank -ab brown e' quella maggiormente interessata alle speculazioni sospette e tale banca e' stata guidata fino a 2 anni prima da Krongard.

Queste sono evidenze insuperabili che dovrebbero far riflettere.

Davide ha detto...

http://www.globalresearch.ca/articles/RUP110A.html

John ha detto...

Hanno già fatto riflettere.
E sono state definitivamente archiviate come infondate.

Un articolo datato è un articolo datato. Se è un'intervista a un testimone è un conto, e la sua anzianità è un pregio. Se ipotizza cose su fatti che poi sono stati ampiamente chiariti e hanno tutt'altra spiegazione, è obsoleto e basta.

Cooperative Research, l'ho detto e lo ripeto, fa bene a inserire tutto perchè il suo compito è conservare traccia storica di tutto quello che si è detto o pubblicato. Non a caso lo riporto in Home Page di Crono911 tra i link consigliati.

Questo è un fatto.

Altro fatto è che i movimenti sulle put sono stati ampiamente chiariti e spiegati e Krongard non c'entra nulla.

E non si può liquidare il mancato introito dei proventi come semplice sbavatura: un complotto da 3000 morti nel quale a distanza di sei anni ancora non è spuntata nemmeno una parvenza di Smoking Gun, e milioni e milioni di dollari di ricavi, non sono cose sulle quali ti permetti "sbavature" così banali.

Non capisco poi questa insistenza: nel post sono elencate notizie diffuse sui mercati che giustificano ampiamente i movimenti sulle put, e sono evidenziati altri precedenti simili. Tutto ciò è ulteriore conferma delle attività investigative effettuate.

L'articolo smentisce esattamente quelle dicerie e ipotesi che tu continui a postare.

L'hai fatto, ti ho risposto, hai replicato, ma non è mia intenzione perdere altro tempo sullo stesso argomento, per cui ulteriori ripetizioni saranno cancellate.

Davide ha detto...

Aggiungo qualcosa di nuovo ma ribadisco che non mi pare che qualcuno abbia replicato ai seguenti punti:

1) Le anomalie nelle transizioni hanno rigurdato anche compagnie di riassicurazione, tra cui munich re e swiss re, assicuratrici principali delle torri.
Aggiungo: la swiss re 4 giorni prima aveva stipulato l'acquisto di un'altra piccola compagnia la lincoln re, dal lincoln financial group, acquisto ufficializzato poi a dicembre con un ritocco al ribasso nel prezzo da pagare per la swiss)

"Trading in shares of Munich Re was almost double its normal level on September 6, and 7, and trading in shares of Swiss Re was more than double its normal level on September 7. 10 "


2) Le anomalie hanno riguardato anche la Raytheon ma prevedendone il rialzo.
Aggiungo: e' un azienda che dopo l'11 settembre ha conosciuto grandi aumenti azionari dovuti alle nuove commesse, ma per tutto l'anno precedente era andata malissimo.

"Purchases of call options on Raytheon stock increased sixfold on the day before the attack."

3) Le anomalie hanno riguardato anche un forte acquisto di buoni del tesoro, bene rifugio.

4) Le repliche non negano che la banca ab brown sia quella maggiormente coinvolta nell'acquisto delle put.
Non negano che Krongard ne sia stato direttore fino al 1998 e che dopo sia diventato numero 3 della CIA.
Dunque la data dell'articolo resta indifferente a tutto questo: l'articolo da me citato serviva a questo.
Non negano che la commissione di inchiesta attribuisca il 95 per cento del traffico specifico ad una singola istituzione americana di cui non viene fatto il nome, ne' viene fornito il valore assoluto delle scommesse al rialzo rispetto al ribasso.
Questi ultimi dati non provano l'insider trading da soli, ma provano che se vi fu insider trading, non poteva che vedere come principale sospetto qualcuno all'interno dell'establishment finanziario e/o politico americano che avrebbe potuto avere i mezzi e i contatti per farlo. Piu' di Bin laden.

5) Il centro di controterrorismo di Herzlyya non a caso e' stato tra i primi a dare la notizia (se volete fornisco link sul monitoraggio finanziario in funzione antiìterroristica). Afferma che non tutte le compagnie aeree furono coinvolte dalle speculazioni.
Aggiungo e correggo quanto scritto da attivissimo: impiegati della Odigo a new york ricevettero i messaggi di warning ma a mandarli sarebbero stati altri impiegati della sede israeliana della odigo, a Herzliya: proprio di fronte al centro studi se non ricordo male...

Odigo is a U.S.-based company whose headquarters are in New York, with offices in Herzliya.

6)Non e' stata data replica sulle transizioni illegali effettuate da computer nelle torri, che ha portato l'fbi a inviare molti hard disk danneggiati in germania, alla Convar.

"Richard Wagner, a data retrieval expert estimated that more than $100 million in illegal transactions appeared to have rushed through the WTC computers before and during the disaster."

(Ok, la replica c'e' stata e mi pare concordasse che sarebbe stato interessante saperne di piu'...)

John ha detto...

Se solo la metà delle anomalie che citi fosse realmente dovuta a un complotto, significa che in tutto il mondo saremo sì e no cinque o sei persone a non averne fatto parte.

Il mercato finanziario è immenso, le compagnie che vi operano innumerevoli (la Raytheon è solo una delle migliaia di compagnie americane che operano nel settore della difesa) e pescando di qua e di là si può sostenere qualsiasi teoria.

Avrò sentito non meno di una decina di teorie diverse che coinvolgono diverse compagnie e società: banche, società operanti nel WTC, assicurazioni, società operanti nel settore militare, gruppi interi di mercati dei futures in Europa, industrie farmaceutiche, industrie petrolifere, industrie edili... e tutte circostanziate con dati e statistiche e collegamenti e connessioni.

Onestamente, non si riesce a star dietro e verificare tutte queste ipotesi.

Sulle put l'abbiamo fatto, sulle futures e sulle call ci stiamo lavorando nel senso che stiamo buttando giù i resoconti ma i dati già evidenziano che le teorie sono inconsistenti...
però poi basta.
La prima analisi, sulle put, ci portò via due mesi di lavoro, sull'altra ci stiamo lavorando già da tre, non siamo nemmeno a metà e l'abbiamo fatta solo per pignoleria nostra.
Poi su questa storia dell'Insider Trading ci torneremo solo se ci saranno teorie circostanziate e supportate da dati e studi fatti come si deve (che prendano in considerazione tutte le principali variabili, finanziarie e statistiche).

Ma a giudicare dalla deriva del complottismo, che si preoccupa ormai solo di dimostrare teorie di missili e aerei fantasma e cariche esplosive, dubito che leggeremo mai qualcosa di realmente serio sull'argomento.

Davide ha detto...

>la Raytheon è solo una delle migliaia di compagnie americane che operano nel settore della difesa

No, e' il quarto produttore mondiale di armi e uno dei suoi "ganci" nell'ammnistrazione bush e' richard armitage. E nel consiglio d'ammnistrazione del primo produttore al mondo, la lockheed, siede la moglie di cheney. E wolfowitz e altri lavoravano per il numero due la Northrop... e cosi' via, i membri pnac e i loro amichetti.

>Onestamente, non si riesce a star dietro e verificare tutte queste ipotesi.

Ma dai, non vi demoralizzate: secondo me perdete troppo tempo a dare la caccia ai complottisti e troppo poco a dare la caccia alle falle e alle coincidenze bizzarre di tutta questa storia, qualunque sia la verita'.
Alcune saran bufale ed e' meglio riconoscerle, altre sarebbe meglio non accantonarle con troppa fretta.

John ha detto...

Non so se è la quarta, potrebbe essere anche la prima, ma è comunque una delle migliaia di compagnie che operano nel settore.
E il fatto che uomini di potere abbiano interessi con imprese (militari e non) in USA come in tutti gli altri paesi del mondo, non è certo una novità nè una cosa segreta.

Quanto a dare la caccia alle falle e alle coincidenze bizzarre, la versione "ufficiale" resta quella che ha meno falle ed è meno bizzarra rispetto a qualsiasi teoria alternativa sentita finora. Ed il susseguirsi di ipotesi strampalate non fa altro che aumentarne la credibilità giorno dopo giorno. Verificare le teorie complottiste è un modo di mettere alla prova la verità ufficiale, e fino ad oggi ha sempre superato la prova.

Davide ha detto...

>Verificare le teorie complottiste è un modo di mettere alla prova la verità ufficiale, e fino ad oggi ha sempre superato la prova.

Si', ma cercare di verificare la versione ufficiale e' un altro modo e non e' vero che abbia sempre superato la prova.

Un esempio tra i tanti, e' incoerente sulle liste dei dirottatori rilasciate dall'fbi (non il vecchio e ritrito discorso delle identita' rubate ecc bensi' la presenza di 4 nomi diversi tra la prima lista e le successiva: bukhari, kamfar e abdul rahman alomari)

http://attivissimo.blogspot.com/2006/01/complotti-119_19.html

Altri esempi: post di commento all'articolo "wtc7 alcune immagini per riflettere"

ANGELO ha detto...

Ovvio che in borsa non hanno agito ne BiN Laden, (sempre che esista), nè i terroristi, bensì coloro che avevano avuto sentore che sarebbe potuto avvenire un attacco kamikaze con aerei di linea.
saluti angelo