2007/03/08

Inganno Tombale

di Paolo Attivissimo

Matrix, il programma condotto da Enrico Mentana su Canale 5, ha dedicato stanotte una nuova puntata al tema del complottismo undicisettembrino, presentando alcune immagini in anteprima di Zero (il film di Giulietto Chiesa) e mettendo a confronto Inganno Globale (il film di Massimo Mazzucco) e il documento Inganno, pubblicato da John, uno degli autori che collaborano a Undicisettembre, presso Crono911.net.

Le anticipazioni di Zero sono molto interessanti, perché paradossalmente spazzano via (se ne diamo per buone le affermazioni) molte delle teorie complottiste, come per esempio la mancanza di nomi arabi nelle liste dei passeggeri: uno dei testimoni d'accusa presentati da Zero, infatti, traccia tutto il profilo e le attività di due dei dirottatori. Ma allora i dirottatori arabi c'erano eccome, e Giulietto Chiesa ritratta così l'affermazione (fatta sempre a Matrix) sulla mancanza dei nomi dei dirottatori nelle liste dei passeggeri, diventando involontario ma prezioso debunker.

La cosa non mancherà di suscitare dibattiti imbarazzati fra i sostenitori delle varie teorie di complotto. Finché ne parla la Commissione 11/9, al complottista viene facile dire che è una menzogna: ma se è Giulietto Chiesa a confermare la versione ufficiale, come la mettiamo?

Aspettiamo comunque che Chiesa presenti la versione definitiva del suo film per valutarne la sostanza e la portata. L'aspetto più significativo della puntata di Matrix è il vasto e dettagliato lavoro di presentazione in video, al grande pubblico, di Inganno, l'analisi recentemente pubblicata su Internet che rivela i trucchi di montaggio, le affermazioni false e le manipolazioni documentate commesse da Massimo Mazzucco nel film Inganno globale.

Soprattutto, al di là delle questioni di vero e di falso, di fonti attendibili o meno, ufficiali o non ufficiali, Inganno a Matrix dimostra le contraddizioni interne al lavoro di Mazzucco, che per esempio imbastisce tutto un film per "dimostrare" che l'11 settembre fu un autoattentato e poi lo conclude dicendo che Al Qaeda e bin Laden erano finanziati dagli USA. Ma allora, è stato bin Laden o no? Ci vogliamo decidere una buona volta? Per non parlare di quando Mazzucco afferma che il Pentagono non è stato colpito da un aereo di linea, ma da un caccia, e poi cambia idea e dice che invece è stato un missile Cruise.

Con questa puntata di Matrix cala un imbarazzato sipario sul tentativo di Mazzucco di conquistare popolarità presso il pubblico mainstream speculando fantasiosamente ma maldestramente sulla tragedia dell'11 settembre: ormai i suoi inganni e i suoi moventi sono sotto gli occhi di tutti, presentati in maniera televisivamente accattivante, chiara e inequivocabile.

I frequentatori del suo sito, comunque, potranno consolarsi della defaillance mediatica del loro guru tornando a dedicarsi agli altri loro complotti impossibili preferiti, ma più di nicchia e meno commerciabili: le "scie chimiche" che infesterebbero i cieli, lo sbarco sulla Luna falsificato in studio e altre amenità. Roba troppo ridicola perché faccia presa su un pubblico abbastanza numeroso da consentire operazioni commerciali.

Gli irriducibili ovviamente protesteranno dicendo che i debunker, gli sbufalatori, hanno agenti in tutte le redazioni del mondo, compresa quella di Matrix, come sostiene un blog talmente paranoico che non lo linko perché altrimenti al titolare viene il coccolone. E continueranno naturalmente a seguire il loro leader, incuranti delle sue bugie (meno male che gli sheeple, il "popolo pecora", saremmo noi). Ma ormai la bolla mediatica s'è sgonfiata, e li si può lasciare tranquillamente a giocherellare con le loro fantasie autocontemplative.

Aggiornamento: Mazzucco ha pubblicato una lunga controanalisi a quanto trasmesso da Matrix (senza però giustificare le falsità e le manipolazioni presentate nel suo film) e ha intrattenuto una vivace discussione con John, l'autore dello sbufalamento del film: letture consigliabili (soprattutto la seconda) per capire meglio il modus operandi dell'autore di Inganno globale. La puntata di Matrix è consultabile via Internet qui nell'archivio della trasmissione, purtroppo in versione incompleta (manca la parte riguardante Zero).

2007/03/05

Video: anche la CNN anticipò il crollo del WTC7

di Paolo Attivissimo

Dopo il clamore dell'apparente rivelazione (da parte dei complottisti) che la BBC aveva annunciato il crollo del WTC7 mentre l'edificio era ancora in piedi e l'aveva addirittura mostrato alle spalle della giornalista che faceva l'annuncio, grazie al blog Screwloosechange è disponibile anche la registrazione della CNN che fa quasi la stessa papera, come descritto qui: Aaron Brown annuncia che il WTC7 "è crollato o sta crollando... o sta per crollare" mentre il WTC7 gli sta alle spalle.

Secondo la visione complottista, pertanto, sarebbe necessario includere anche la CNN, oltre che la BBC, nell'elenco delle organizzazioni preallertate da parte degli organizzatori della demolizione del WTC7. La partecipazione alla cospirazione diventerebbe quindi sempre più vasta e tentacolare.

Ci sarebbe poi da chiedersi perché mai gli ipotetici cospiratori dovrebbero prendersi la briga di allertare le emittenti televisive, ma questa è una questione che lasciamo a chi ha più fantasia di noi nel trovare giustificazioni misteriose agli avvenimenti. Se una banale papera diventa prova di complotto, non sarà difficile escogitare qualche spiegazione anche per questo controsenso.

Il filmato è interessante anche per altri aspetti. Innanzi tutto la collocazione temporale precisa: Brown dice che sono circa le 16:15 locali ("about 4:15 EDT"). Inoltre si vede molto chiaramente che il fumo si leva dal retro del WTC7, e Brown stesso osserva che il fumo ha continuato ininterrottamente ed intensamente per tutto il pomeriggio. Sono passate quasi sei ore dal crollo dell'ultima delle Torri Gemelle, e il fumo da Ground Zero, specificamente dal retro del WTC7, è ancora molto intenso. Il filmato consente quindi di smentire l'ipotesi complottista secondo la quale gli incendi al WTC7 erano piccoli e circoscritti.

Il link al video è qui.

Il complottismo spiegato da Guerre Stellari

di Paolo Attivissimo - ispirato da un articolo oggi irreperibile di Websurdity.com, a sua volta basato su un articolo nei forum della James Randi Educational Foundation e su questa pagina di Luogocomune.net. L'articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale.

NOTA: Questo articolo non intende offendere le vittime dell'11 settembre né ridicolizzare una tragedia. Il vero oggetto del ridicolo, qui, è il cospirazionismo: l'atteggiamento mentale paranoico che riesce a trovare segni di complotto dietro ogni avvenimento. A dimostrazione di questo fatto, e puramente come esercizio di stile, una trama molto ben conosciuta come quella di Guerre Stellari viene presa come riferimento e "indagata" con lo stesso atteggiamento, ottenendo risultati illuminanti. In questo senso, se non leggete tutto, vi consiglio di leggere comunque la conclusione sorprendente (e per nulla ridicola) dell'articolo.



Domande scomode: l'attacco alla Morte Nera fu un autoattentato?



Tutti conosciamo la versione ufficiale dell'attacco alla Morte Nera. Abbiamo visto fino alla nausea le immagini che mostrano un gruppo di piloti dilettanti, guidato da un certo Luke Skywalker, organizzare un assalto aereo contro la struttura militare meglio difesa della Galassia.

Abbiamo tutti visto quei pochi, concitati fotogrammi nei quali si intravede il lancio dei siluri che, con una precisione che ha dell'incredibile, colpirono l'unico punto vulnerabile dell'installazione militare e diedero il via alla reazione a catena che determinò la distruzione totale, inattesa e senza precedenti di quell'enorme meraviglia tecnologica.

Come a molti americani, anche a me è stata propinata questa storia da ragazzino. Chiunque abbia vissuto davanti al televisore quella vicenda porta incise nella memoria delle immagini che sin da quel momento sono entrate a far parte della storia dell'umanità. Ripetute all'infinito sugli schermi di tutto il mondo, non vi è persona oggi che non saprebbe riconoscere la terrificante palla di fuoco della detonazione della Morte Nera.

Ma quello che abbiamo visto è davvero quello che è successo? Per quanto paradossale a pensarsi, è venuta emergendo nel corso di questi anni una lunga serie di indizi che sembrano suggerire che le cose non siano andate affatto come ci è stato raccontato.

Non si tratta di opinioni, di ipotesi gratuite o di condanne preconcette, ma di elementi oggettivi, fattuali, facilmente verificabili da chiunque. Sono le immagini della superficie della Morte Nera colpita, scattate dagli stessi ribelli che affermano di essere a malapena sfuggiti alla morte durante la loro eroica incursione. Sono le stesse immagini della disintegrazione della stazione da battaglia.

Quel giorno tutti guardavamo, ma nessuno di noi vedeva. Accecati dall'orrore, scossi dall'emozione, catturati dall'incedere di eventi sempre più impossibili, abbiamo lasciato scorrere sotto i nostri occhi tanti piccoli dettagli che solo a distanza di tempo, rivisti e analizzati con il supporto di esperti del settore, sembrano suggerire una certa quota di complicità da parte dell'amministrazione Imperiale, se non un vero e proprio autoattentato, messo in scena dagli stessi personaggi che ne avrebbero poi tratto un indiscutibile vantaggio di tipo politico, economico e strategico a livello galattico.

Come potrà constatare chiunque affronti l'indagine a mente aperta, sgombra di preconcetti, gli indizi contro la versione ufficiale si rivelano presto essere di una quantità sconcertante. Lo sconcerto non è affatto difficile da capire: in fondo tutti noi prima o poi abbiamo pensato: "Non è possibile. Gli Imperiali non arriverebbero mai a farsi da soli una cosa del genere".

E questo, per fortuna, è verissimo. I membri comuni dell'Impero non si farebbero mai una cosa del genere, come non la farebbe la stragrande maggioranza dei cittadini di una qualunque altra unione di sistemi planetari. L'idea di uccidere a sangue freddo dei propri connazionali, autoinfliggendosi danni economici non indifferenti, per un qualunque fine secondario, è qualcosa che non sfiorerebbe mai la mente di tutti coloro che consideriamo "gente normale".

Ma gli uomini della cosiddetta "amministrazione Palpatine" non sono affatto "cittadini qualunque", e non è affatto detto che debbano ragionare secondo gli stessi criteri etico-morali a cui tutti noi "gente normale" facciamo comune riferimento.

Vi sono moltissimi elementi che supportano la tesi dell'autoattentato. Qui proponiamo solo una breve serie di domande che permette di capire come tale tesi sia tutt'altro che improponibile. Lo è sicuramente almeno quanto quella che vorrebbe Luke Skywalker a capo di una banda di sciamannati che avrebbe voluto quest'attentato per motivi che la galassia intera aspetta ancora di capire.

Al proposito iniziamo con un solo fatto, tanto significativo quanto sconcertante: Luke Skywalker non è, né è mai stato, ufficialmente ricercato dall'Impero in relazione all'attentato contro la Morte Nera, ma soltanto per crimini minori riguardanti la sottrazione di due droidi.

Quella che segue è una sintesi del mio libro, Uncomfortable Questions: An Analysis of the Death Star Attack (Domande scomode: un'analisi dell'attacco alla Morte Nera), in vendita in tutte le librerie, che presenta prove incontrovertibili del fatto che siamo tutti vittima di un'incredibile menzogna di proporzioni immense: un vero e proprio inganno globale. Sono domande alle quali troverete molto difficile dare risposte che non portino a conclusioni inquietanti.
  1. Come è possibile che un pugno di ribelli sia riuscito a penetrare le difese di una stazione da battaglia che era capace di distruggere un intero pianeta e tenere a bada intere flotte di incrociatori stellari?
  2. Perché il Gran Moff Tarkin si rifiutò a lungo di far partire i caccia TIE quando fu avvisato della possibile minaccia? Stava eseguendo gli ordini di stand down di qualcuno che gli imponeva di non abbattere gli aggressori?
  3. Come mai vi sono numerose testimonianze secondo le quali il pilota ribelle accusato dell'attentato fu visto addirittura a bordo della Morte Nera pochi giorni, o addirittura poche ore, prima della sua distruzione? Come mai gli fu permesso di scappare? E come mai furono notati numerosi individui muniti di uniformi da truppe d'assalto che lo aiutavano?
  4. Come mai non è stata svolta alcuna indagine per verificare le insinuazioni che Darth Vader, il numero due del governo imperiale, sarebbe in realtà addirittura il padre del pilota che (secondo la versione ufficiale) avrebbe distrutto la Morte Nera?
  5. Come mai Darth Vader decise di violare tutti i protocolli d'intercettazione e pilotare personalmente un fragile caccia TIE? Fu un espediente molto comodo per allontanarsi dalla Morte Nera prima della sua distruzione? Darth Vader era a conoscenza di qualcosa che il resto delle truppe imperiali non doveva sapere?
  6. Come fece un semplice caccia come quello pilotato da Vader a sfuggire alla rappresaglia della squadriglia ribelle che aveva appena sconfitto le forze imperiali?
  7. Come mai nessuno fece obiezioni all'idea che il numero due del governo imperiale se ne andasse improvvisamente dalla stazione spaziale nel bel mezzo di una battaglia? Vi furono dunque complicità anche ad altri livelli?
  8. Come possiamo credere che un pilota dilettante riesca a lanciare un missile che colpisca esattamente un condotto di scarico largo soltanto due metri? Vi sono dichiarazioni di piloti secondo i quali un'impresa del genere sarebbe "impossibile anche per un computer". E secondo la versione ufficiale, questo pilota dilettante avrebbe addirittura spento il proprio computer di puntamento al momento dello sparo: perché queste discrepanze non sono mai state indagate e men che meno spiegate?
  9. Perché non sono state effettuate indagini in merito alle voci che i droidi che fornirono ai ribelli gli schemi dei punti deboli della Morte Nera erano appartenuti proprio a Darth Vader? E che dire delle voci secondo le quali quei droidi sarebbero stati "trovati" (che coincidenza comoda!) nientemeno che dal figlio di Vader? Vi sono anche testimonianze del fatto che i droidi erano stati acquistati da un certo Ben Kenobi, che era stato l'insegnante personale di Vader molti anni prima! Vogliamo credere che tutti questi legami fra i cospiratori e una figura chiave del governo imperiale siano semplici coincidenze?
  10. Nessuna stazione da battaglia è mai collassata ed esplosa a causa di uno o due miseri siluri. Non è mai successo. E ci vogliono far credere che sia successo proprio quel giorno per la prima volta nella storia dell'ingegneria spaziale?
  11. L'analisi delle registrazioni degli ultimi istanti della Morte Nera dimostra inequivocabilmente la presenza di sbuffi di fumo e di numerose piccole esplosioni secondarie sulla sua superficie appena prima del suo totale collasso esplosivo. Perché tutti questi fatti indicano che furono esplosivi preposizionati accuratamente, non un singolo ridicolo missile, a distruggere la Morte Nera?
  12. Perché non vengono smentite le notizie secondo le quali circa 4000 addetti alle operazioni della stazione da battaglia non si presentarono al lavoro il giorno dell'attacco?
  13. Perché vogliono farci credere che i migliori progettisti, tecnici, ingegneri avrebbero costruito una postazione militare dotandola di un punto debole che poteva distruggerla completamente?
  14. Come è possibile che un missile lanciato nel vuoto dello spazio, che in base al Principio d'Inerzia dovrebbe proseguire lungo la traiettoria di sparo, venga deviato e addirittura risucchiato dentro un condotto di scarico? Se è un condotto di scarico, il suo flusso dovrebbe spingere verso l'esterno. I ribelli hanno sospeso le leggi della fisica?
  15. Come è possibile che ad alcuni familiari di Tarkin fu concessa l'autorizzazione a lasciare il settore il giorno successivo, quando tutti i voli erano stati bloccati?
  16. Perché il Gran Moff Tarkin scelse, fra tutte le traiettorie d'avvicinamento possibili, proprio quella che portò la Morte Nera dietro Yavin, in modo da dover attendere prima di sferrare l'attacco contro la base ribelle? L'unica ragione possibile sembra quella di dare tempo ai ribelli di decollare e quindi distruggere la stazione da battaglia.
  17. Perché la BBC (Bantha Broadcasting Corporation) annunciò con 23 minuti d'anticipo la distruzione della Morte Nera? Qualcuno le passò la velina dell'operazione?
  18. Perché nessuno contesta il fatto che i fotogrammi dell'esplosione sono stati ritoccati? La versione ufficiale attualmente circolante, infatti, mostra chiaramente un'onda d'urto assente nell'originale, e l'esplosione stessa è stata sostituita. Da chi?
  19. Perché si ignorano le testimonianze che parlano di due caccia ribelli presenti in loco al momento dell'impatto dei missili contro la Morte Nera e riferiscono che il primo caccia (quello di Skywalker) si limitò a sorvolare radente la stazione da battaglia e fu in realtà il secondo caccia, proveniente da un'altra angolazione, a lanciare i missili, regalando così a Skywalker il merito della missione? Chi pilotava quel secondo caccia?
  20. L'esplosione della Morte Nera è incredibilmente veloce. Un teologo Jedi e un analista della potabilità del fluido Bacta hanno calcolato che, tenendo conto del tempo di caduta dei missili/siluri, l'esplosione e la propagazione dell'esplosione violano le leggi della fisica. I fenomeni osservati sono spiegabili soltanto con una detonazione simultanea di esplosivi distribuiti in tutta la struttura.
  21. A differenza di tutti gli altri Jedi, Obi Wan Kenobi scompare quando viene "ucciso" (secondo la versione ufficiale) da Darth Vader. Era forse un ologramma, realizzato solo per far credere che sia morto? Forse è lui l'ispiratore di tutto il complotto?
  22. Perché ogni volta che vengono chieste spiegazioni ai Cavalieri Jedi, questi agitano la mano e dicono "Non sono questi i dubbi che state cercando" e sfuggono alle domande borbottando "Trovo insopportabile questa mancanza di fede"? E' questo che ci viene chiesto? Di credere senza fare domande?
  23. Secondo la versione ufficiale, il Capitano Han Solo, un ex contrabbandiere abituato a servire il padrone di turno e a liquidare gli avversari colpendoli a tradimento (anche sparando da sotto un tavolo, come fece in un noto episodio criminoso rimasto stranamente impunito), ricevette una grossa somma di denaro poco prima dell'attentato in un locale nel quale furono viste entrare anche truppe d'assalto imperiali. A cosa serviva quel denaro? A comprare il suo silenzio o la sua complicità?
  24. In un momento decisivo dell'attacco alla Morte Nera, Han Solo ebbe la possibilità di colpire Darth Vader, ma non sparò. Aveva una linea di tiro pulita, nessun caccia a minacciarlo, il sole alle spalle: condizioni perfette. Ma invece di colpire Vader, che pure stava per uccidere Luke Skywalker, colpì il caccia gregario di Vader. Quale giustificazione può avere un'azione apparentemente così insensata, se non quella che Han Solo era stato pagato per creare un diversivo e allontanare da Vader ogni sospetto?
  25. I legami fra Solo e Vader non si esauriscono qui. Perché Vader era ossessionato dall'idea di catturare il vascello di Solo? Forse perché conteneva quella grossa somma di denaro, e quella somma era di Vader? O perché il denaro era il compenso dovuto a Darth Vader per il tradimento dell'Impero?
  26. E ancora: perché nessuno trova strano che Han Solo fu in seguito visto cenare con Darth Vader su Bespin?
  27. E non è strano che l'astronave di Solo fu vista entrare nella seconda Morte Nera poco prima che anch'essa venisse distrutta, ancora una volta dopo che Vader si era appena allontanato (e per di più su un veicolo guidato proprio dal leader ribelle Luke Skywalker!).
  28. E' vero che le assicurazioni stipulate sulla Morte Nera pochi giorni prima dell'attacco hanno fruttato un'ingente somma di denaro a Jabba the Hutt, un criminale che (per pura coincidenza!) risiede nello stesso pianeta di Luke Skywalker, di Ben Kenobi? Lo stesso pianeta dove Darth Vader ha vissuto da giovane?
  29. E' vero che le speculazioni in borsa sulle imprese danneggiate dall'attacco hanno prodotto ingenti guadagni per individui non identificati, tramite le cosiddette hutt option?
  30. Perché nessun altro, oltre a Darth Vader e il suo presunto figlio Luke Skywalker, ha visto morire l'imperatore Palpatine? Come mai, in una struttura militare sofisticatissima, tutte le telecamere di sorveglianza erano misteriosamente disattivate al momento della morte dell'imperatore, il cui corpo non è mai stato trovato?
  31. Perché nessuno dei responsabili della mancata difesa della Morte Nera è stato punito, processato o almeno indagato? Si è voluto lavare i panni sporchi in famiglia?
  32. Perché nei momenti salienti di tutto questo conflitto è sempre presente lo stesso droide R2-D2 con il suo servo stupido? E come mai un semplice droide è capace di collegarsi ripetutamente e impunemente a tutti i sistemi informativi riservati dell'Impero e addirittura prenderne il controllo? Questo è impossibile senza complicità interne.
  33. Come mai i dati altimetrici della scatola nera del caccia di Skywalker indicano che era a una quota che lo poneva troppo in alto rispetto al condotto di scarico che doveva centrare?
  34. Come possiamo credere alla storiella che Luke Skywalker udì la voce di un morto, Ben Kenobi, e questo lo indusse a disattivare il proprio computer prima di lanciare i missili? E' chiaro che fu invece R2-D2 (guarda caso, presente anche stavolta) a sintetizzare la voce di Kenobi in modo da convincere Skywalker a spegnere il computer; così R2-D2 poté effettuare il lancio dei missili proprio nel momento in cui detonavano le cariche di demolizione della Morte Nera, per far credere a Skywalker di aver compiuto una manovra impossibile e nascondere le prove della cospirazione. Skywalker è solo un fantoccio inconsapevole.


L'elenco di domande potrebbe essere molto più lungo; queste sono soltanto le prime. Ma è chiaro che un essere razionale può giungere a una sola conclusione: si è svolta sotto i nostri occhi la più grande cospirazione mai perpetrata. E' evidente che la distruzione della Morte Nera fu un pretesto per giustificare in seguito l'invasione della luna boscosa di Endor, un pianeta che non aveva nulla a che fare con l'attacco, e lo sterminio degli Ewoks, che non avevano commesso l'attacco.

La cospirazione è evidente per chiunque voglia guardare i fatti. Chi crede ancora alla versione ufficiale è un complice degli elementi corrotti dell'Impero che hanno portato a questa terribile, duplice sconfitta e al clima di disordine e ribellione attuale. E' nostro dovere ricercare e presentare a tutti la terribile verità. Comprate dunque il mio libro!

Conclusione



Avevo scritto quest'articolo semplicemente come esercizio di stile, per dimostrare quanto sia facile, per chi ha la mentalità complottista, trovare segni inesistenti di complotto e distorcere i fatti in qualsiasi storia. Avevo scelto Guerre Stellari perché è una trama notissima e perché la distruzione e la tecnologia che comprende, nonché l'ispirazione fornita da Websurdity.com, erano molto calzanti.

Non potevo immaginare che i complottisti mi avessero preceduto. Un articolo di 911truth.org, infatti, afferma che "La Vendetta dei Sith [il sesto film della saga di Guerre Stellari] è un film che rivela la verità sull'11 settembre" ("Revenge of the Sith is a 9/11 truth movie").

Mia moglie ed io siamo andati a vedere il film con una certa riluttanza... ma quello che abbiamo trovato era un kolossal che mi faceva letteralmente agitare nella mia poltrona dal desiderio di alzarmi e gridare agli spettatori: "L'avete capita? Avete colto a cosa allude?"

Sissignori, questo film va dove nessun film commerciale importante è mai giunto prima. Questo film osa suggerire che l'11 settembre fu un autoattentato... Il film mostra molto chiaramente un attacco alla Repubblica da parte di un gruppo deviato all'interno del governo, su ordini del cancelliere. Sì, è un autoattentato. Un 'inside job'


Questo è quello che intendo per mentalità complottista. E io che pensavo che il paragone con Guerre Stellari fosse troppo estremo.

2007/03/04

P come Pentagono, M come Mistero: la trascrizione

di Zeus Blue e Paolo Attivissimo

Grazie al paziente e meticoloso lavoro di trascrizione di Zeus Blue, è ora disponibile il testo integrale, corredato di immagini eloquenti, della trasmissione P come Pentagono, M come Mistero, andata in onda su Raiuno il 19 febbraio 2006.

Alla trasmissione, condotta da Roberto Olla, parteciparono il generale Mario Arpino, i comandanti-piloti Claudio Galavotti (Alitalia) e Giancarlo Tedeschi (Blue Panorama), il perito balistico Enrico Manieri e il tecnico Francesco Persi (Centro di controllo di volo di Ciampino).

La trasmissione è significativa non soltanto per il livello di competenza degli ospiti, ma anche per le immagini mostrate (rari fotogrammi dei pali abbattuti e di una benna piena di rottami d'indubbia provenienza aeronautica) e per le testimonianze filmate fornite.





La rilettura completa permette inoltre di cogliere più chiaramente il vero contesto dal quale sono stati estrapolati alcuni spezzoni di questa trasmissione per il film complottista Inganno Globale (a 17:19 della versione in DVD, come descritto nella critica del film).

Per esempio, nessuno dei piloti dichiara mai che le manovre descritte dalla ricostruzione comunemente accettata sono impossibili (il massimo è un "molto difficile" espresso dal pilota Tedeschi), ma anzi viene sottolineato il requisito fondamentale della volontà del pilota di restare rasoterra contrastando il naturale istinto di sopravvivenza, cosa che evidentemente non era un problema per un pilota suicida.

Inoltre la rilettura consente di chiarire i termini di una delle risposte date sempre dal pilota Tedeschi e ritenuta "prova" di impossibilità: quando gli viene chiesto di ripetere l'esatta traiettoria, Tedeschi è molto scettico sulla fattibilità dell'impresa; neppure in questo caso dice che è impossibile, ma dubita che sia facile anche per un professionista.

Tuttavia c'è una distinzione importante da fare: non risulta che il pilota dirottatore volesse colpire quel punto specifico del Pentagono, perché in termini di efficacia mediatica e letale dell'attentato, gli bastava colpirne anche di striscio un punto qualsiasi. E infatti Tedeschi precisa che colpire il Pentagono in generale non sarebbe stato difficile neanche per un pilota non professionista.

OLLA: Riuscirebbe a portare l'aereo qui? [indica il punto d'impatto]

TEDESCHI: Ehm... per piloti addestrati e professionisti eccetera, eccetera, probabilmente ci si riesce, forse... con molta probabilità, neanche la prima volta -- a fare la stessa traiettoria -- colpire, come dicevo prima, il Pentagono non era un grosso problema anche per un pilota non professionista.

Al tempo stesso, la trascrizione e visione del programma permette di notare alcuni errori commessi sia dalla Rai nel costruire il modello del Pentagono (curiosamente privo di finestre al piano terra), sia da Olla nel riferire gli eventi, per esempio quando traduce con Secret Service con "servizi segreti": un errore di traduzione molto comune dettato dall'assonanza. In realtà, infatti, il Secret Service non è l'equivalente dei servizi segreti, ma è l'agenzia federale incaricata della protezione delle più alte cariche governative e della lotta ai crimini economici.

Un altro inciampo di Olla riguarda la competenza di volo dei dirottatori, quando afferma che il pilota dirottatore al Pentagono "era assolutamente privo di esperienza; non aveva ore di volo alle spalle". In realtà Hani Hanjour aveva una licenza di pilota privato e una di pilota commerciale acquisite in Arizona e aveva seguito un corso di addestramento per un aereo di linea, il Boeing 737, usandone ripetutamente il simulatore; come tutti i piloti dirottatori, aveva accumulato almeno 250 ore di volo effettivo, secondo la documentazione del processo Moussaoui.

I piloti forniscono anche un chiaro parere sulla facilità di individuare il Pentagono dall'alto, concetto messo in discussione da alcuni complottisti:

TEDESCHI: [...] reputo che il... localizzare il Pentagono non era un problema per il pi... un pilota anche non esperto.

La cosa interessante è che Tedeschi fa quest'affermazione pur sottostimando le dimensioni dell'edificio: le indica in "200 metri per diagonale sono 325 metri", ma in realtà ogni facciata del Pentagono misura 281 metri, e la "diagonale" (la distanza fra due vertici opposti) è 461 metri.

In sintesi, il programma rivela molti elementi e molte considerazioni utili per un esame sereno delle ipotesi di complotto; vale la pena rivederlo o almeno rileggerlo per coglierne appieno le informazioni.

2007/03/02

"Sparito" l'archivio delle dirette dell'11 settembre: come recuperarlo

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A distanza di così tanto tempo, è facile dimenticarsi come fu vissuto quel giorno e l'ordine degli eventi. E' facile perdere il ricordo delle false notizie, delle voci non confermate, delle teorie sui possibili mandanti, dell'errata identificazione degli aerei dirottati. Oggi parliamo disinvoltamente di Volo 93, di Volo 77, ma quel giorno le cose stavano ben diversamente.

Chi si ricorda del volo Delta 1989? Chi si ricorda che bin Laden fu sospettato (dai giornalisti) come mandante sin dalle prime ore? Chi si ricorda che il crollo del WTC7, ritenuto così inatteso e misterioso dai complottisti, fu in realtà preannunciato dalla CNN con oltre un'ora d'anticipo?

Rivedere oggi quelle dirette e le trasmissioni dei giorni immediatamente successivi è un necessario, difficile bagno di realtà.

Nei giorni scorsi, Archive.org ha messo a disposizione, in forma liberamente scaricabile, circa 50 gigabyte di registrazioni di quel giorno, provenienti da CNN, NBC, ABC, FOX, BBC e CBS. E' da Archive.org che proviene in origine, per esempio, il video che secondo i complottisti accusa la BBC di far parte del complotto mediatico.

Tuttavia questo preziosissimo archivio, originariamente classificato sotto questa voce di ricerca, è stato rimosso (l'elenco dei file che conteneva è reperibile qui). Ovviamente si sono scatenate le ipotesi di complotto e di censura, dato che la rimozione è avvenuta proprio in concomitanza del presunto scoop riguardante l'altrettanto presunta complicità della BBC. La spiegazione della rimozione è fornita da Archive.org qui: in sostanza, è un problema di diritto d'autore. I file dovevano essere consultabili soltanto in streaming, senza essere scaricabili; Archive.org sta lavorando per trovare una soluzione tecnica e di copyright.

Aggiornamento (2006/03/03): Parte dell'archivio è tornato disponibile in streaming presso Archive.org a questo link.

Ma nel frattempo la Rete ha aggirato il problema. Alcuni utenti sono riusciti a scaricare l'intero archivio durante il periodo in cui era disponibile e ora lo offrono tramite Bittorrent. Le coordinate sono fornite presso Conspiracy Central: la parola-chiave da immettere per trovare i file è "Archive.org". Per ottenere i link di scaricamento è necessario iscriversi (gratuitamente) al sito. I file non sono direttamente scaricabili con un browser: occorre usare un client Bittorrent. In questo modo, più utenti scaricano, più diventa veloce lo scaricamento per tutti.

Ci sono delle ovvie considerazioni di diritto d'autore che possono intralciare la condivisione di questo materiale storico. Tuttavia, proprio in virtù della valenza storica di quelle registrazioni, le questioni di copyright passano a mio avviso del tutto in secondo piano. E' importante che tutti possano ricordare come andarono davvero quelle dirette.

In ogni caso, e per ogni eventualità di problemi legali, vorrei chiarire che la segnalazione dei link Bittorrent avviene sotto la mia esclusiva e personale responsabilità di giornalista, senza scopo di lucro ma per fini culturali e senza alcun coinvolgimento degli altri membri di Undicisettembre.

Per dare un solo, semplice esempio di quanto siano chiarificatori questi filmati: i complottisti si chiedono spesso come sia stato possibile additare così rapidamente Osama bin Laden come mandante. I filmati rispondono inequivocabilmente a questo presunto mistero: furono i giornalisti stessi a farlo, e lo fecero sin dalle prime ore degli attacchi, perché c'erano dei precedenti più che evidenti.

Infatti la diretta della BBC, intorno alle 16:55, discute dei possibili mandanti con l'analista di sicurezza Daniel Plesch, che dice:
"The obvious candidate is bin Laden. But then he was top of the list.... at the time of the Oklahoma City bombing"
ossia
"Il candidato ovvio [come mandante] è bin Laden, ma era in cima alla lista anche all'epoca dell'attentato a Oklahoma City [camion-bomba che fece crollare il Murrah Building; l'attentato fu successivamente attribuito a Timothy McVeigh]"
In altre parole, bin Laden era già in cima alla lista dei possibili mandanti di tanti altri attentati, ancor prima dell'11/9, tanto da essere sospettato persino in episodi nei quali non era coinvolto. Chissà quante altre gemme di questo genere ci sono, in quelle dirette. E' per questo che devono essere accessibili a tutti al più presto.

2007/02/27

La BBC è nel complotto: un suo video "anticipa" il crollo del WTC7. Complottisti in fibrillazione

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Subbuglio nel mondo dei complottisti. Alex Jones, esponente di spicco di coloro che credono alle teorie di cospirazione riguardanti l'11 settembre, ha annunciato su Prisonplanet, un sito dotato guarda caso di una ricca sezione a pagamento, di aver scoperto qualcosa di sensazionale, descritto con aggettivi come "scioccante, stupefacente, incredibile, sorprendente" ("shocking... astounding... incredible... amazing"): l'11 settembre, la BBC annunciò il crollo del WTC7 con una ventina di minuti d'anticipo.

Se state trattenendo a stento uno sbadiglio deluso, non siete i soli. Ma di questi tempi, il complottismo deve raschiare il fondo del barile per continuare ad alimentare l'interesse che genera incassi. La storia è talmente ridicola (persino Luogocomune.net la presenta con formula dubitativa) che vale la pena di raccontarla per mostrare a che livelli di squallore è giunto il complottismo a sei anni dagli attentati.

Cominciamo dall'inizio. Nel suo articolo, Alex Jones presenta un filmato della BBC, specificamente del canale internazionale BBC World, nel quale la giornalista Jane Standley, da New York, parla del crollo del WTC7 (identificato allora come Salomon Brothers Building) mentre il WTC7 è ancora in piedi alle sue spalle.

Secondo Jones, questo errore prova che la BBC sapeva in anticipo del crollo (pardon, demolizione controllata) del WTC7, che quindi era stato pianificato, e ha letto per sbaglio in anticipo sul previsto una velina passatale dai Grandi Cospiratori.

La teoria di Jones, infatti, è riassunta in queste sue parole: "il crollo del WTC7 non fu una sorpresa, perché le emittenti televisive lo annunciarono ancor prima che avvenisse!... Chi ha detto alla BBC che l'edificio stava per crollare prima che questo accadesse, e perché la BBC ha annunciato il crollo prima che si verificasse realmente? Molti hanno ipotizzato che sia stato fatto trapelare troppo presto un comunicato stampa di qualche genere e che le agenzie di stampa, le stazioni radio e le TV abbiano annunciato prematuramente il crollo del WTC7".

"This newly uncovered video confirms that the collapse of WTC 7 was no surprise, because television news stations were reporting on it before it happened!... Who told the BBC that the building was going to collapse before it did and why were they reporting its fall in advance of the event actually taking place? Many have speculated that some kind of press release was leaked too soon and AP wires, radio stations and TV news outlets prematurely reported on WTC 7's collapse.

Jones fa di tutto per imbastire una storia emozionante e drammatica. Dice che il collegamento con la giornalista viene "misteriosamente" interrotto poco prima dell'orario del crollo effettivo ("Minutes before the actual collapse of the building is due, the feed to the reporter mysteriously dies"). Certo, perché i collegamenti intercontinentali non saltano mai, specialmente quando l'infrastruttura di telecomunicazione è sotto sforzo ed è danneggiata (l'area del WTC ospitava vari sistemi vitali di telecomunicazione resi inservibili dagli attacchi (fonte; fonte)).

2008/08/07: E' emerso in seguito che l'interruzione fu dovuta al timer del satellite che regolava il tempo concesso alla BBC, che finiva alle 17.15 precise, come raccontato qui.

Poi Alex Jones tira in ballo la censura dei potenti, perché il filmato viene rimosso da Internet poche ore dopo l'uscita del suo articolo. Niente paura, gli intrepidi complottisti non si arrendono: "Ma centinaia di persone erano già riuscite a scaricare il video che ora è virale su Internet e i censori non riusciranno a chiudere il coperchio stavolta".

"However, hundreds of people had already managed to download the clip and it has gone viral on the Internet and the censors won't be able to shut the lid this time"

E' insomma un complotto nel complotto: Alex Jones ha trovato la prova che incastra la BBC e che la coinvolge nella Grande Cospirazione, ma i cospiratori si annidano ovunque, anche nella Google Inc., tanto da riuscire a far sparire il video incriminante. Anche Google, oltre alla BBC, fa quindi parte del tentacolare complotto.

Il botto provocato da quest'accusa è stato talmente forte (basta vedere i commenti su Digg) che la BBC s'è sentita in dovere di replicare, come potete leggere qui. Ma la replica è peraltro poco chiarificatrice, perché la giornalista non ricorda in che contesto preciso fece l'annuncio ed è stato smarrito (mistero!) il nastro originale che poteva far luce sulle ragioni e sull'orario esatto dell'annuncio anticipato. E come ulteriore ingrediente di mistero, anche il video originale, da oltre un gigabyte, è scomparso: il suo link è inattivo (Undicisettembre ne ha comunque copia).

In realtà l'intero cancan ha una spiegazione veramente banale. La cronista ha semplicemente letto quello che le arrivava da Londra, che a sua volta arrivava dal circuito delle notizie d'agenzia, che quel giorno erano comprensibilmente un po' confuse. Si sapeva dal primo pomeriggio che il WTC7 era pericolante, e un crollo dato per imminente è stato frainteso per la fretta e la concitazione, diventando un crollo avvenuto. Persino la CNN lo ha annunciato erroneamente addirittura un'ora prima che avvenisse. Anche la CNN fa parte del Grande Complotto?

Da quello che dice la cronista della BBC, infatti, è chiarissimo che non ha la più pallida idea di com'è fatto il WTC7 (o Salomon Brothers Building) e che sta improvvisando sulle imbeccate che le arrivano dalla redazione a Londra.

Anche a Londra, comunque, non hanno le idee granché chiare (e chi le aveva, quel giorno?). A 13:35 del filmato integrale (equivalenti alle 17:08 di New York, secondo i calcoli fatti da Jones), Philip Hayton, vecchia conoscenza di chi segue la BBC, ripete ai telespettatori e alla cronista quanto ha annunciato pochi minuti prima dallo studio londinese: "Ci avete sentito parlare pochi minuti fa del crollo del Salomon Building, e in effetti è crollato. A quanto pare si trova a poche centinaia di metri da dove sorgevano le torri del World Trade Center".

Notate che neanche lui sa dov'è di preciso l'edificio. E' anche incerto sulle cause del suo crollo: "E sembra che non sia stato il risultato di un nuovo attacco, ma che sia accaduto perché l'edificio era stato indebolito durante gli attacchi di stamani".

"Now more on the latest building collapse in New York. You might have heard a few moments ago [us?] talking about the Salomon Building collapsing, and indeed it has. Apparently that's only a few hundred yards away from where the World Trade Center Towers were. And it seems that this was not a result of a new attack, it was because the building had been weakened during this morning's attacks"


A questo punto (14:02 del filmato) Hayton passa la parola alla cronista, Jane Standley, in collegamento da New York, e le chiede cos'altro può riferire a proposito del crollo: "What more can you tell us about the Salomon Brothers building and its collapse?"

E come risponde la Standley? Dice "Be', in realtà soltanto quello che già sapete, i dettagli sono molto, molto vaghi..." ("Well, only really what you already know, details are very very sketchy") e cambia discorso. Per i restanti sei minuti del collegamento non accenna più al WTC7, che pure sarebbe il tema centrale per il quale è in video. Lo fa per un'ottima ragione: non sa nulla di più di quanto sappiano i suoi colleghi a Londra (che annunciano il crollo con una scritta in sovrimpressione), e lo fa capire molto chiaramente con quelle parole d'esordio.

Infatti il WTC7 è effettivamente ancora in piedi, fumante, alle sue spalle, anche se lei non lo sa (e neppure in studio lo sanno): la veduta di New York non è una proiezione o una registrazione, come hanno pensato alcuni complottisti, perché le ombre e la direzione della luce sugli edifici sono perfettamente a registro con quelle della giornalista e non c'è traccia dei difetti tipici delle sovrimpressioni fatte con il chromakey o altre tecniche video analoghe.

Ma da dove arriva la notizia sbagliata del crollo avvenuto del WTC7? Di preciso non si sa, ma è indubbio che circolava da diverso tempo. Infatti la CNN ne parlava già alle 16:10 locali, dicendo che l'edificio "è crollato o sta crollando... o sta per crollare". Notate quanto è vaga la notizia. Ed è noto dalle testimonianze dei pompieri che l'edificio era già indicato come pericolante da alcune ore.

Tutto qui. La BBC, come altre emittenti, ha semplicemente diffuso una notizia rivelatasi poi inesatta: qualcuno ha avvisato che l'edificio stava per crollare, nella confusione dei dispacci qualcun altro ha frainteso che il crollo imminente era un crollo già avvenuto, nessuno era in grado di verificare perché l'area era inaccessibile, e così il crollo previsto è stato annunciato per errore un po' prima che avvenisse realmente.

Fine del mistero. Ancora una volta, i complottisti vengono pescati a ricamare trame sulle banalità a qualsiasi costo pur di suscitare puzza d'intrigo. Ma soprattutto emerge chiaramente un luogo comune (ogni riferimento è voluto) del complottismo: nello strano universo in cui vivono i complottisti, i cattivi organizzano con sapienza trame complicatissime ma commettono regolarmente un sacco di errori rivelatori come questo della BBC. E il bello è che nessuno nota tutti questi errori, tranne i complottisti. Chiediamoci perché.

2007/02/26

Emergenza dirottamento: le regole in vigore l'11 settembre del 2001

di John - www.crono911.org

Sovente i sostenitori della teoria del complotto affermano che la mattina dell'11 settembre i controllori del traffico aereo che seguivano i voli dirottati non rispettarono i regolamenti in vigore, che prevedevano di dare immediatamente l'allarme nel caso in cui un velivolo spegnesse il transponder di bordo.

A riprova di questa affermazione, però, citano le direttive in vigore oggi. In questo articolo dimostreremo, invece, che le direttive in vigore l'11 settembre del 2001 erano molto diverse e non disciplinavano la situazione verificatasi quel giorno.

Lo spunto per questo approfondimento viene da una recente discussione sul forum di Luogocomune, nella quale un utente (che si è presentato come controllore di volo), nel censurare il ritardo con il quale i controllori di volo avvertirono i propri supervisori, cita la seguente direttiva:
FAA Order 7110.65R, paragrafo 10-2-6: “When you observe a Mode 3/A Code 7500, an unexplained loss of beacon code, change in direction of flight or altitude, and/or a loss of communications, notify supervisory personnel immediately”

Tradotto:

“Quando si verifica un Codice 7500 Mode 3/A, una inspiegabile scomparsa del segnale [del transponder], un cambio nella direzione di volo o nella quota, e/o una interruzione delle radiocomunicazioni, si devono avvertire immediatamente i supervisori”.

Rammentiamo che il transponder è un dispositivo che risponde agli impulsi dei radar del controllo aereo fornendo alcuni dati (tra i quali un codice a 4 cifre impostato dal pilota e assegnato dal controllo aereo) che servono a ricavare identità e posizione del velivolo sul quale è installato. In caso di dirottamento, il pilota inserisce nel transponder un codice internazionale di 4 cifre (7-5-0-0) per segnalare a terra quel tipo di emergenza. L'11 settembre 2001 i piloti furono uccisi prima di poter inserire il codice ed i dirottatori spensero del tutto i transponder (solo sull'UA175 il trasnsponder rimase acceso ma ne fu cambiato il codice) e non risposero alle comunicazioni radio del controllo aereo.

L'utente - controllore di volo continua il proprio ragionamento nel forum di Luogocomune citando altre due direttive: la FAA 7610.4K e la CJCSI 3610.01A, che disciplinano le competenze nella gestione delle emergenze in caso di dirottamento. Le due direttive stabiliscono la competenza generale della FAA, ma precisano che i caccia incaricati di intercettare e scortare il velivolo dirottato sono posti sotto il controllo FAA se si trovano in una zona gestita dai radar civili, mentre passano sotto il controllo militare se si trovano in una zona gestita dai radar militari.

L'utente, però, ha commesso un grossolano errore. Il FAA Order 7110.65R da lui citato, infatti, è entrato in vigore a partire dal 16 febbraio 2006.

L'11 settembre del 2001 era in vigore una precedente versione di quella direttiva: il FAA Order 7110.65M, adottato il 12 luglio 2001, il cui paragrafo 10-2-6 stabilisce:

When you observe a Mode 3/A Code 7500, do the following:
a. Acknowledge and confirm receipt of Code 7500 by asking the pilot to verify it. If the aircraft is not being subjected to unlawful interference, the pilot should respond to the query by broadcasting in the clear that he/she is not being subjected to unlawful interference. If the reply is in the affirmative or if no reply is received, do not question the pilot further but be responsive to the aircraft requests.
b. Notify supervisory personnel of the situation.

Si noti come la direttiva disciplina solo il caso in cui il controllore riceva un codice di emergenza dirottamento 7500 (il che non è avvenuto l'11 settembre) e gli impone prima di chiedere una conferma al pilota, e solo successivamente di avvertire i propri supervisori. Pertanto, nel momento in cui i controllori di volo in servizio quella mattina hanno affermato di aver dovuto gestire una situazione che non era disciplinata dai regolamenti in vigore, hanno detto il vero.

Anche le altre due direttive citate dal controllore di volo di Luogocomune sono interessanti.

In particolare, la 7610.4K è del 2004, ma nel 2001 era in vigore la 7610.4J.

Rispetto alla gestione delle competenze, non c'è sostanziale differenza tra le due versioni della direttiva, ma è significativo leggere le procedure di intercettazione.

Paragrafo 7-2-1:
The FAA hijack coordinator will advise the appropriate center/control tower of the identification of the military unit and location tasked to provide the hijack escort. The center/control tower shall coordinate with the designated NORAD SOCC/ROCC/military unit advising of the hijack aircraft's location, direction of flight, altitude, type aircraft and recommended flight plan to intercept the hijack aircraft. The center/control tower shall file the coordinated flight plan.

In sintesi: il controllo aereo civile deve coordinarsi con il comando militare e fornirgli posizione, direzione di volo, quota e modello dell'aereo dirottato, e comunicare il piano di volo idoneo affinché i caccia possano intercettarlo.

Esattamente tutto ciò che i controllori di volo non erano in grado di fare, perché i transponder degli aerei erano stati spenti (o il loro codice era stato cambiato).

Paragrafo 7.2.3
Escort aircraft shall be vectored to a position 5 miles directly behind the hijacked aircraft. The vectors shall be planned to approach the hijacked aircraft from the rear to avoid the possibility of being observed and to position the escort aircraft at the same altitude, speed, and heading as the hijacked aircraft.

In sintesi: i caccia di intercettazione devono essere posizionati 5 miglia indietro rispetto al velivolo dirottato e devono evitare di farsi vedere da esso. Non era quindi prevista alcuna azione di forza: i caccia non dovevano affiancare il velivolo e costringerlo ad atterrare, né tanto meno dovevano abbatterlo. La loro era una semplice funzione di scorta discreta.

Paragrafo 7-2-5:
When the hijacked aircraft descends for the purpose of landing at an airport within the continental U.S., the escort aircraft will not follow the hijacked aircraft into airspace delegated to an approach control facility. The FAA facility controlling the aircraft or within whose airspace the aircraft is operating shall issue instructions to the pilot or to the military control facility for the aircraft to hold at a specified altitude and location and wait for further instructions.

Questa è la disposizione più interessante. In sintesi: nel momento in cui l'aereo dirottato scende di quota con lo scopo di atterrare su un aeroporto, i caccia non devono seguirlo, ma devono essere posizionati in una zona e a una quota stabiliti dal controllo aereo e attendere ulteriori istruzioni.

Si rammenta che l'11 settembre del 2001, la prima comunicazione giunta ai controllori di volo sulle frequenze radio fu questa: “We have some planes. Just stay quiet, and you'll be O.K. We are returning to the airport”.

“Stiamo tornando all'aeroporto”. Erano le 08:24 dell'11 settembre 2001, e la trasmissione proveniva dal Volo 11, che 20 minuti più tardi si sarebbe schiantato contro il World Trade Center.

In conclusione, la lettura delle direttive in vigore l'11 settembre del 2001 non lascia dubbio alcuno sulla veridicità e plausibilità del comportamento dei controllori di volo. Essi si ritrovarono a gestire una situazione senza precedenti e per la quale non esistevano istruzioni. Non potevano fornire ai comandi della difesa aerea militare quei dati di cui essi abbisognavano per intercettare i velivoli dirottati.

Avevano motivo di pensare che gli aerei dirottati volessero atterrare su un qualche aeroporto di New York e persino il primo impatto del Volo 11 contro la Torre Nord poteva essere spiegato come un tragico incidente, giacché i controllori non sapevano che i piloti erano stati uccisi e l'aereo era pilotato dagli stessi dirottatori.

I caccia militari non potevano decollare senza avere quei dati di posizione e rotta indispensabili ad intercettare gli aerei, e tutto ciò che potevano fare era di stazionare da qualche parte in cielo “in attesa di ulteriori istruzioni” (“wait for further instructions”).

E' esattamente quello che accadde.

E' comprensibile che questi passaggi tecnici sfuggano alla conoscenza dell'uomo comune. E' comprensibile che, in assenza di queste spiegazioni e ascoltando il martellante frastuono delle teorie dei cospirazionisti, l'uomo comune dubiti della versione dei fatti appresa dai mass media. E' molto meno comprensibile che un controllore di volo professionista scriva su Luogocomune in termini così superficiali e imprecisi.