2010/12/12

L'11 settembre in cifre: aggiornamento e migrazione

di Paolo Attivissimo

Il documento “L'11 settembre in cifre” redatto da Undicisettembre, che riassume i principali dati riguardanti gli attentati e le loro conseguenze, da oggi non verrà più ospitato presso Scribd, dove ha risieduto finora ed è stato letto da oltre 2700 visitatori.

La migrazione si rende necessaria a causa delle variazioni delle condizioni d'uso di Scribd, che rendevano difficile o impossibile lo scaricamento del documento da parte dei lettori.

Ora il documento è liberamente scaricabile, in una versione aggiornata e ampliata, presso il link indicato in questo articolo.

2010/10/26

L'11/9 per iPhone

di John - www.crono911.org

La tragedia dell'11 settembre è sbarcata tra le applicazioni disponibili su iTunes per i possessori di iPhone, iPod e iPad.

L'applicativo è stato realizzato da Luca Talpo per la serie iStory, ha un costo di 1,59 euro ed è disponibile sia in italiano che in inglese (scaricabile da iTunes inglese).

Lo abbiamo provato alcune settimane fa, ma il programma andava in crash su tutti i dispositivi che avevano il software aggiornato alle ultime release.

Segnalato il bug agli autori, nei giorni scorsi è stata rilasciata la versione 1.1, che risolve ogni problema e funziona egregiamente.

L'applicazione, intitolata iStory 9/11, è suddivisa in cinque sezioni ed è interamente consultabile offline, quindi anche se il proprio dispositivo non è connesso al Web.

La sezione Il WTC ricostruisce la storia del World Trade Center; Cronologia presenta una sintesi cronologica degli eventi principali che si verificarono dalle 5 del mattino dell'11 settembre fino alla tarda serata di quel giorno; Commando illustra le biografie dei 19 terroristi, raggruppati nei team corrispondenti ai quattro voli dirottati; Video propone i principali filmati relativi agli impatti e ai crolli nonché registrazioni audio (comprese quelle dei voice recorder) e ricostruzioni grafiche; infine la sezione Vittime fornisce alcuni dati numerici sulla distribuzione delle vittime tra gli obiettivi colpiti e i voli distrutti.

Fa anche piacere constatare che la struttura espositiva e i testi sono in più punti ispirati all'ebook Crono911, che ancora oggi rappresenta un importante riferimento in lingua italiana per chi voglia consultare una ricostruzione d'insieme di quegli eventi.

iStory 9/11 non è certamente una risorsa enciclopedica, considerata l'estrema sintesi della cronologia e la mancanza di riferimenti alle fonti, ma è uno strumento utile per diffondere la conoscenza della tragedia tra i più giovani, che non hanno vissuto consapevolmente i fatti del 2001 e che preferiscono senz'altro i gadget multimediali rispetto ai tomi cartacei.

L'applicativo si fa apprezzare però anche dai più esperti, perché consente di consultare velocemente un orario o visualizzare video e registrazioni. Tenuto conto che è ben possibile archiviare su iPod, iPhone e iPad altri documenti più corposi (Crono911, il 9/11 Report, ecc...), iStory 9/11 rappresenta un utile complemento per azzittire in pochi secondi il complottista di turno.

Concludiamo questa breve recensione auspicando per il futuro nuove versioni di iStory 9/11 che integrino ulteriori contenuti, per esempio una galleria di immagini e i link alle principali risorse Web.

2010/10/20

Recensione: September 11: an Oral History

di Hammer

In occasione del primo anniversario degli attentati dell'11 settembre fu pubblicato il volume "September 11: an Oral History" a cura del giornalista del New York Times Dean E. Murphy. Come suggerisce il titolo, il volume raccoglie le testimonianze dirette di chi visse gli attacchi in prima persona.

Ci imbattiamo fin da subito nelle parole vivide e cariche di emozioni dei protagonisti. Entriamo nel vivo dell'esperienza di chi affrontò scale interminabili tra fumo dall'odore acre e un rivolo d'acqua inquinata insieme a un collega non vedente assistito dal proprio cane guida. Conosciamo il dolore di chi dovette abbandonare un amico quadriplegico e sovrappeso in attesa di aiuti che non riuscirono a salvarlo e perirono con lui. Leggiamo di chi, per salvare altre persone, si trovò a spostare oggetti pesanti, stupito dalla propria forza fisica, che non credeva nemmeno di avere. Conosciamo un impiegato del Pentagono, preoccupato per la sorte del fratello che lavorava al World Trade Center e trovatosi a vivere un'esperienza molto simile in seguito allo schianto del volo American Airlines 77.

Mentre scorrono storie straordinarie ricche di dolore, di paura e di speranza, il lettore aspetta di arrivare a leggere una storia "normale", ovvero la vicenda di qualcuno che sia uscito dalle Torri o abbia assistito allo schianto del volo American 77 contro il Pentagono e non abbia particolari diversità rispetto a quella di centinaia di altre persone. Ma è presto chiaro che di storie "normali" proprio non ce ne sono; ogni storia riguardante l'11/9 ha qualcosa di speciale, qualcosa che la rende unica nei suoi aspetti umani ed emozionali.

Va notato che nessuna delle testimonianze raccolte da Murphy sostiene le teorie del complotto. Nessun sopravvissuto del World Trade Center parla di esplosioni misteriose e nessuno dei testimoni del Pentagono ha dubbi sul fatto che un aereo di linea si sia schiantato contro la facciata dell'edificio.

Il libro di Murphy ci regala uno spaccato molto incisivo ed emozionante di quanto accaduto l'11/9, ed è proprio grazie a libri encomiabili come questo che le parole dei testimoni possono diventare eterne e passare alle generazioni future, perché il ricordo delle stragi di New York e Washington non si perda mai.

2010/10/05

Le Monde e la perdita dell'innocenza

di Brain_Use
 
Nel giorno dell'anniversario degli attentati dell'11 settembre, il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato nella sua edizione online un articolo controverso che è stato accolto dai siti cospirazionisti nostrani come una sorta di "rivelazione".

Lo ha citato, ad esempio, Giulietto Chiesa, subito ripreso da Pino Cabras e da Comedonchisciotte, con un commento che lascia intendere che il più autorevole quotidiano d'oltralpe si sia allineato finalmente alla visione cospirazionista del mondo:

«Le Monde» dell'11 settembre 2010 si accorge, con nove anni di ritardo, che la versione ufficiale dell'11 Settembre non sta in piedi.

Addirittura prosegue:

«Le Monde» è costretto a riconoscere che la storia ufficiale non solo puzza di marcio, ma che nemmeno l'amministrazione americana di Barack Obama è in condizione di tirarla fuori dal congelatore che non funziona più. Che cosa diranno ora i "debunkers"?

Dunque, secondo Giulietto Chiesa, la posizione "ufficiale" – per usare un vocabolo tanto caro al mondo del cospirazionismo – di Le Monde sarebbe oggi allineata a chi vede missili e fori da "5 metri, ripeto 5 metri" sul Pentagono e aerei fantasma conditi da demolizioni controllate alle Twin Towers.

A noi, invece, sembra che il modo migliore di rispondere a questa interpretazione sia lasciare la parola direttamente all'autrice dell'articolo, Hélène Bekmezian:

Vu les nombreux commentaires regrettant que je fasse mention des théories conspirationnistes sur le 11/09, il me parait important de faire une mise au point : Dans un article rassemblant tous les problèmes encore existants liés au 11-Septembre, il me semblait simplement juste et équitable de rappeler que, pour une partie des Américains, certaines questions demeurent. Je n'ai en aucun cas voulu donner du crédit (ou du discrédit) à ces théories mais juste rappeler qu'elles existent toujours.

Visti i numerosi commenti che lamentano che io faccia menzione delle teorie cospirazioniste sull'11 settembre, mi sembra importante puntualizzare: in un articolo riassuntivo di tutti i problemi ancora aperti e legati all'11 settembre, mi è semplicemente sembrato giusto e corretto ricordare che, per alcuni americani, alcune domande rimangono. Non ho in alcun modo voluto dare credito (o screditare) a queste teorie, ma solo ricordare che ancora esistono.

e ancora:

Vu les nombreuses réactions suscitées par cet article, il semble évident que certains éléments ont été mal compris. Comme je l'avais écrit dans un précédent commentaire, il n'est évidemment pas question de faire ici l'apologie des thèses conspirationnistes. En revanche, il était impossible de ne pas en parler : elles ne cessent de se diffuser sur Internet. J'ai donc pris la liberté de reformuler les passages qui avaient pu prêter a confusion.

Date le molte reazioni suscitate da questo articolo, sembra chiaro che alcune affermazioni sono state fraintese. Come ho scritto in un commento precedente, non si tratta, ovviamente, di fare qui la difesa delle teorie cospirazioniste. Tuttavia, è stato impossibile non parlarne: continuano a circolare su Internet. Così mi sono presa la libertà di riformulare i passaggi che avevano portato a questo fraintendimento.

A noi e all'autrice sembra insomma che la chiave di lettura dell'articolo non sia esattamente quella suggerita dagli interpreti nostrani.

2010/09/25

WTC, se un debunker sbaglia a indicare la luna, i complottisti vedono solo il dito

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sì, ho sbagliato. Durante il dibattito con Tom Bosco l'11 settembre scorso ho detto che una fotografia del secondo aereo che colpì le Torri Gemelle mostrava il velivolo come una sagoma scura perché era in controluce, mentre sarebbe stato più corretto dire che in quella fotografia l'aereo sembra scuro perché stava entrando per pochi istanti nell'ombra delle Torri. Non ho problemi ad ammettere pubblicamente l'errore.


La fotografia in questione è questa:


La porzione anteriore dell'aereo è scura perché è già nell'ombra delle Torri; il resto della fusoliera, ancora illuminato dal sole, è visibile e se ne nota la livrea della United Airlines.

L'entrata e uscita dall'ombra è constatabile in questo video di Park Foreman:


In altre foto che ho mostrato, come quella qui sotto, l'aereo era scuro perché in controluce (stagliato contro il chiarore del cielo).


Ho sbagliato un dato riferito a una singola fotografia. E con questo? Il mio errore non fa sparire i dati tecnici, le immagini, la documentazione, le testimonianze e le perizie che confermano la ricostruzione comunemente accettata degli eventi. Non cancella le altre immagini dell'aereo, in cui si vede che non è scuro.




Non altera il fatto che la tesi dell'aereo scuro e senza finestrini citata da Bosco, alla quale stavo rispondendo, ha una spiegazione perfettamente sensata: l'aereo era in ombra o si stagliava contro il cielo e quindi sembrava scuro. Difficile vederne i finestrini, in condizioni simili. Tutto qui.

Non ha invece una spiegazione sensata la tesi complottista, per una ragione molto semplice: che senso avrebbe avuto usare un aereo scuro e senza finestrini e spacciarlo per un Boeing 767 della United Airlines? Forse costava troppo comperare un 767 e dipingerlo con la livrea United Airlines? Speravano che nessuno ci facesse caso?

Se i cospirazionisti desiderano esultare per un mio errore, facciano pure. Non fanno altro che dimostrare il motivo per cui il cospirazionismo, dopo nove anni, non ha concluso nulla: è troppo impegnato a guardare il dito di chi, dati alla mano, gli sta indicando educatamente la luna.

Le ombre di alcuni edifici del World Trade Center alle 9:03 dell'11 settembre 2001.

2010/09/23

Pentagono, l'aereo "vaporizzato"

di Paolo Attivissimo

Durante il dibattito che ho tenuto l'11 settembre scorso con Tom Bosco sulle tesi di complotto intorno agli attentati di nove anni fa è stato detto da Bosco che secondo la "versione ufficiale" l'aereo che colpì il Pentagono si sarebbe "vaporizzato" (video).

In realtà in tutti questi anni di consultazione e studio delle perizie tecniche e dei rapporti pubblicati dagli esperti un'affermazione del genere non è mai stata trovata da Undicisettembre in nessun documento tecnico.

Anche i ricercatori che hanno confezionato Zero, il video di Giulietto Chiesa, non sembrano essere stati in grado di trovare il punto in cui la "versione ufficiale" avrebbe fatto quest'affermazione. Infatti in Zero questa "vaporizzazione" asserita viene documentata (per così dire) mostrando l'immagine qui accanto, a circa 32 minuti dall'inizio.

Una semplice ricerca del testo in Google mostra che si tratta di una schermata di un sito Web, non di un rapporto tecnico. Il sito Web è DCMilitary.com, e l'indirizzo della pagina da cui è tratta la schermata è questo. La pagina originale non è più disponibile, ma è archiviata presso Archive.org.

Basta leggerla per scoprire che si tratta di un'intervista a un testimone oculare, Frank Probst, e che la "vaporizzazione" di cui parla si riferisce solo a un motore e comunque è una descrizione non letterale dell'esplosione del motore stesso avvenuta all'impatto. Probst stesso dice che c'erano pezzi del motore scagliati in ogni direzione, per cui è evidente che non parla di vaporizzazione in senso letterale.

"I was standing on the sidewalk (parallel to the site of impact)...and I saw this plane coming right at me at what seemed like 300 miles an hour. I dove towards the ground and watched this great big engine from this beautiful airplane just vaporize," said Frank Probst, a member of the Pentagon renovations crew commented. "It looked like a huge fireball, pieces were flying out everywhere."

Queste sembrano essere, fino a prova contraria, le tenui origini della tesi della vaporizzazione. Non un'affermazione tecnica contenuta nella "versione ufficiale", ma una descrizione non letterale di un testimone, pubblicata su un sito Web. Ancora una volta, i complottisti sono stati colti ad attribuire alla "versione ufficiale" cose che in realtà si sono inventati loro per screditarla. Ancora una volta sono stati colti a manipolare quella verità che tanto spesso dicono di voler difendere. E va avanti così da nove anni.

Firefighters for 9/11 Truth: se i pompieri sostengono il complotto

di Paolo Attivissimo, con il contributo di Brain_Use e Hammer. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Fra le tante associazioni che si autodefiniscono "for 9/11 truth", ossia alla ricerca della verità sull'11 settembre, ne spicca una in particolare: quella dei vigili del fuoco, Firefighters for 9/11 Truth.

A prima vista l'esistenza di un'associazione di pompieri che sostiene le tesi di complotto sembra una prova schiacciante che c'è qualcosa che non va nella ricostruzione comunemente accettata degli eventi. Chi meglio dei vigili del fuoco può sapere se i crolli delle Torri Gemelle furono causati dalle esplosioni di una demolizione controllata o dal cedimento strutturale dovuto all'effetto combinato di impatti e incendi?

Ma come sempre, quando c'è di mezzo l'11 settembre, fermarsi alla prima impressione rischia di essere ingannevole. Infatti su Firefighters for 9/11 Truth, invece di pareri autorevoli e competenti e analisi tecniche sui crolli delle Torri Gemelle e del WTC7 e sull'attacco al Pentagono, troviamo soltanto dichiarazioni tecnicamente insensate e palesemente antisemite.

Per esempio, la pagina principale del sito dell'associazione presenta questa dichiarazione sotto il titolo "What is the evidence?" ("quali sono le prove?"):

We are asked to believe that on that day three structural steel buildings, which have never before in history collapsed because of fire, fell neatly into their basements at the speed of gravity, their concrete reduced to dust. We are asked to believe that jet fuel (kerosene) can melt steel. We are asked to believe that the most sophisticated air defense system in the world, that responded to sixty-eight emergencies in the year prior to 9-11 in less than twenty minutes allowed aircraft to wander about for up to an hour and a half. We are asked to believe that the steel and titanium components of an aircraft that supposedly hit the Pentagon “evaporated”. There is much, much more if anyone cares to look into it. Trade Tower #7 by itself is the “smoking gun”. Not hit by an aircraft, with only a few relatively small fires, it came down in a classic crimp and implosion, going straight into its basement, something only very precise demolition can accomplish, which takes days if not weeks to prepare. The 9-11 Commission didn’t even mention it, and F.E.M.A. actually stated they DIDN’T KNOW WHY IT COLLAPSED AND LEFT IT AT THAT.

Il repertorio è insomma quello standard del cospirazionismo: gli edifici in acciaio che non erano mai crollati prima per incendio (falso), il crollo a velocità di caduta libera (falso), la polverizzazione del cemento (smentita persino da Steven Jones), l'acciaio fuso dal kerosene (mai affermato dai rapporti tecnici), le 68 intercettazioni aeree completate con successo nell'anno precedente (non sul territorio USA, e i minuti non furono meno di 20), la "vaporizzazione" dell'aereo al Pentagono (mai affermata dai rapporti tecnici), gli incendi piccoli al WTC7 (falso), la mancata citazione del WTC7 da parte della Commissione (falso) e l'asserzione che la FEMA non sa perché il WTC7 crollò (vero, ma il NIST sì).

Questa dichiarazione è attribuita ad Anton Vodvarka, descritto come "Lt. FDNY (ret)". La sigla "FDNY" lo indica come membro dei vigili del fuoco di New York e quindi sembra indicare che Vodvarka abbia avuto esperienza diretta degli attentati di New York. Ma il nome Anton Vodvarka non compare nell'elenco dei vigili del fuoco presenti al World Trade Center l'11 settembre. La precisazione "ret." significa "in pensione", ma non specifica da quanto tempo Vodvarka ha cessato il servizio. Il sito di Firefighters for 9/11 Truth aggiunge che "Lt. Vodvarka served on FDNY Ladder Co 26, Rescue Co. 3, Rescue Co. 1, Engine Co. 92, Ladder 82 and Ladder 101. He was awarded the Merit Class 1 award, the Prentice Medal", ma non dice quando.

Il sito FDNY Rescue Company 3, che commemora gli otto vigili del fuoco della squadra periti nel WTC, indica che un Anton Vodvarka Jr. ricevette una medaglia nel 1969. Sembra quindi improbabile che Vodvarka (se si tratta della stessa persona) fosse in servizio attivo trentadue anni più tardi, nel 2001.

Di vera sostanza tecnica, insomma, non ce n'è. Anzi, bisogna chiedersi se i vigili del fuoco di New York che non hanno aderito a Firefighters for 9/11 Truth sono tutti stupidi per non essersi accorti di queste "prove" o se sono addirittura omertosi, come dichiarò Jason Bermas (Loose Change). I pompieri che erano lì e che hanno visto morire i propri compagni non hanno dubbi sulla natura degli attentati e sulla dinamica dei crolli. Ce li ha solo chi non era lì. Non sembra un caso.

Non solo: aderire a Firefighters for 9/11 Truth ed entrare nell'elenco pubblico dei sottoscrittori è incredibilmente facile. Tant'è vero che Undicisettembre è riuscita a iscriversi nell'elenco con vari nominativi totalmente inventati (che non riveliamo). Il sottoscritto, per esempio, è nell'elenco dei sottoscrittori (sia pure negli "altri sottoscrittori") addirittura con nome e cognome e con la qualifica di appartenenza ai Vigili di Vattelapesca.



C'è di peggio. Se si va a sfogliare le dichiarazioni dei sottoscrittori di Firefighters for 9/11 Truth, emergono soltanto asserzioni generiche, parole di solidarietà, lamentele geopolitiche e anche una dichiarazione inquietante.

Alexus Montraeus, Retired 15+ Years
"Find the truth. It was the jews."


"Sono stati gli ebrei". Questa dichiarazione lapidaria, da sola, è un macigno che affonda ogni credibilità di questa sedicente associazione di vigili del fuoco che brilla per l'assenza eloquente dei pompieri che l'11/9 erano alle Torri Gemelle e al Pentagono.