2026/11/04

Learjet si schianta in Florida, parallelismi con l'11/9

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L'1 novembre del 2026 un Learjet 60 partito da Austin, in Texas, e diretto alle Bahamas si è schiantato nella contea di Palm Beach, in Florida, circa due ore dopo il decollo. Nello schianto sono morte tutte le nove persone che si trovavano sul velivolo. Circa dieci minuti prima dello schianto, la copilota ha chiesto al controllo aereo di poter salire di quota a causa dell'accumulo di ghiaccio e della turbolenza in corso, il permesso è stato concesso, ma poco dopo l'aereo è sceso in picchiata schiantandosi al suolo. Oltre al pilota Jeff Gregory e alla copilota Nathalia Filgueiras si trovavano sul velivolo sette passeggeri: i coniugi Adam Robinson e Helen Sharp con i loro figli Emma e Charlie di quattro e due anni, la babysitter Anita Maria Cetina, e i coniugi Rachael Reed and Charmi Fehr amici dei Robinson.

L'aereo che si è schiantato a Palm Beach fotografato nel 2025, photo credit Jet Photos. 

Dell'incidente esistono almeno due video ripresi dalle dashcam (le telecamere da cruscotto) delle auto che passavano sulla strada dove è avvenuto il disastro (primo e secondo video). Al momento le cause dello schianto non sono note con precisione, anche se dalle conferenze stampa dell'NTSB (del 2 novembre e del 3 novembre) la causa principale sembrano essere le condizioni meteo avverse. Non sono quindi ancora noti dettagli importanti come l'angolo e la velocità a cui è avvenuto lo schianto, la velocità è stimata dall'FAA a circa 380 chilometri orari come riportato da ABC News (350 piedi al secondo in originale).

Questo drammatico evento è utile a chiarire alcuni degli aspetti meno comprensibili riguardo agli schianti dell'11/9. Il primo aspetto che si nota è che l'aereo, a causa dell'alta velocità, non è chiaramente visibile nei fermo immagine dei video. I video dello schianto di Palm Beach sono stati ripresi con mezzi ovviamente più moderni e con frame rate più alto delle telecamere di sicurezza del Pentagono del 2001, ciò nonostante nei fermo immagine l'aereo è difficilmente riconoscibile come tale.


Il secondo aspetto importante è che il Learjet si è schiantato al suolo di punta, in questo presenta ovvie similitudini con il volo United 93 precipitato a Shanskville. Anche in questo caso l'aereo ha lasciato a terra un cratere e non ci sono grosse carcasse facilmente identificabili. Abbiamo già mostrato in passato su questo blog come schianti verticali lascino pochi resti visibili da lontano, il Learjet 60 caduto a Palm Beach si aggiunge a questa casistica.


Anche in questo caso, come spesso accade, chi commenta eventi tragici usa termini iperbolici. Ad esempio il governatore della Florida Ron DeSantis ha dichiarato alla stampa "It looked like a missile going down" ("Sembrava un missile che veniva giù"), ovviamente stava facendo un paragone che intendeva sottolineare la velocità e la traiettoria rettilinea, ma i sostenitori delle teorie del complotto sull'11/9 citano spesso una frase simile del giornalista Mike Walter (da me intervistato anni fa su questo tema) per sostenere che al Pentagono non si sia schiantato un aereo.

Un aspetto poco intuitivo degli schianti aerei e a quale distanza vengano proiettati i detriti. Nella conferenza stampa del 3 novembre, l'NTSB ha riferito che parte dei detriti sono stati trovati in un raggio di quasi quattro miglia. I sostenitori delle ipotesi di complotto ritengono che il fatto che i detriti di United 93 siano stati trovati a distanza di oltre otto miglia sia una prova dell'abbattimento del volo da parte di caccia militari, nel caso di Palm Beach i detriti sono ovviamente molto più vicini, ma si tratta di un aereo più piccolo, a velocità più bassa e con meno carburante. Il paragone è comunque significativo.

L'incidente di Palm Beach dimostra ancora una volta quanto sia difficile comprendere le dinamiche di uno schianto aereo basandosi esclusivamente sulle immagini e sulle aspettative di chi le osserva. Proprio per questo, quando si analizzano gli attentati dell'11 settembre, è importante evitare di giudicare ciò che è accaduto sulla base di ciò che ci aspetteremmo intuitivamente di vedere. Gli incidenti reali ci ricordano che la realtà può essere molto diversa da quella che immaginiamo.

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