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2008/08/25

WTC7: Le FAQ del NIST

di Paolo Attivissimo

Questa è la traduzione delle risposte alle domande più frequenti riguardanti il WTC7, pubblicate in inglese inizialmente qui (poi trasferite qui) dal National Institute of Standards and Technology (NIST) il 21 agosto 2008, in occasione della presentazione al pubblico del rapporto definitivo del NIST sulle cause del crollo del WTC7, e aggiornate successivamente. Le misure anglosassoni dell'originale sono state convertite al sistema metrico decimale.


Domande e risposte a proposito dell'indagine del NIST sul WTC7 (aggiornate il 17/9/2010)

Cos'era il WTC7?


L'Edificio 7 del World Trade Center (WTC7) originale era un edificio di 47 piani adibito a uffici, situato direttamente a nord del complesso principale del World Trade Center (WTC). Completato nel 1987, fu costruito sopra una sottostazione elettrica esistente della Con Edison, su terreno di proprietà della Port Authority of New York and New Jersey.

Quando crollò il WTC7?


L'11 settembre 2001, il WTC7 sopportò incendi per quasi sette ore, dal momento del crollo della Torre Nord del WTC (WTC1) alle 10:28:22, fino alle 17:20:52, quando il WTC7 crollò.

Che cosa causò gli incendi nel WTC7?


Le macerie del crollo del WTC1, che sorgeva a circa 110 m di distanza verso sud, innescarono incendi su almeno 10 piani dell'edificio, in corrispondenza delle sue facciate sud e ovest. Tuttavia soltanto gli incendi su alcuni dei piani più bassi, dal 7° al 9° e dall'11° al 13°, bruciarono fuori controllo. Questi incendi ai piani bassi (che si diffusero e s'ingrandirono perché l'alimentazione d'acqua al sistema antincendio a pioggia automatico per questi piani aveva ceduto) furono simili agli incendi avvenuti in altri edifici alti. L'alimentazione primaria e secondaria d'acqua ai sistemi antincendio a pioggia per i piani inferiori dipendeva dagli impianti idrici cittadini, le cui linee erano state danneggiate dai crolli del WTC1 e del WTC2. Questi incendi incontrollati ai piani bassi si diffusero poi alla parte nord-est del WTC7, dove iniziò il collasso dell'edificio.

In che modo gli incendi causarono il crollo del WTC7?


Il calore degli incendi incontrollati causò la dilatazione termica delle travi e delle traverse dei solai in acciaio, portando a una catena di eventi che provocò il cedimento di una colonna strutturale fondamentale. Il cedimento di questa colonna strutturale innescò poi un collasso progressivo, indotto da incendi, dell'intero edificio.

Secondo la sequenza di collasso probabile indicata dal rapporto, il calore proveniente dagli incendi incontrollati causò la dilatazione termica delle travi d'acciaio ai piani bassi del lato est del WTC7, danneggiando la struttura dei solai su più piani.

A un certo punto una trave al 13° piano perse il proprio collegamento con una colonna d'importanza critica, la colonna 79, che reggeva le lunghe campate dei solai sul lato est dell'edificio (vedi Figura 1). La trave fuoriuscita dalla propria sede e altri danni locali indotti dagli incendi causarono il crollo del 13° piano, dando inizio a una catena di cedimenti dei solai in progressione verso il basso, fino al 5° piano. Molti di questi solai erano già stati indeboliti almeno parzialmente dagli incendi in prossimità della colonna 79. Questo collasso di solai lasciò la colonna 79 priva di sostegno sufficiente in direzione est-ovest lungo nove piani.

La colonna 79, priva di sostegno, a questo punto si piegò e innescò una progressione verso l'alto di cedimenti dei solai, che raggiunse il vano tecnico est sul tetto dell'edificio. Ciò che seguì, in rapida successione, fu una serie di cedimenti strutturali. Il cedimento si verificò inizialmente fino al tetto e interessò tutte e tre le colonne interne sul lato orientale dell'edificio (le colonne 79, 80, 81). Poi, con una progressione da est verso ovest attraverso il WTC7, cedettero tutte le colonne nel nucleo centrale dell'edificio (dalla 58 alla 78). Infine crollò l'intera facciata.


Figura 1 - Un piano tipico del WTC7, con le posizioni delle colonne (numerate). La flessione della colonna 79 fu l'evento innescante che portò al crollo del WTC7. La flessione fu il risultato di danni indotti da incendi ai solai intorno alla colonna 79, del cedimento della trave fra le colonne 79 e 44, e di cedimenti a catena dei solai.

Che cos'è un collasso progressivo?


Si definisce collasso progressivo la propagazione di un danno locale a partire da un singolo evento innescante, da un elemento strutturale a un altro, che alla fine produce il crollo di un'intera struttura o di una sua parte sproporzionatamente estesa. Il cedimento del WTC7 fu un esempio di collasso progressivo indotto da incendi.

Nelle torri del WTC NON si verificò un collasso progressivo per due ragioni. Primo, il crollo di ciascuna torre non fu innescato da un danno locale o da un singolo evento scatenante. Secondo, le strutture furono in grado di redistribuire i carichi dai componenti strutturali e sottosistemi danneggiati dagli impatti e dagli incendi verso componenti non lesionati e di tenere in piedi l'edificio fino a quando avvenne un collasso generale improvviso. Se non fosse stata installata una travatura sommitale (hat truss) che collegava le colonne del nucleo centrale al telaio esterno per reggere un'antenna televisiva in cima a ciascuna delle torri del WTC dopo che la struttura era stata interamente progettata, è probabile che il nucleo centrale delle torri del WTC sarebbe collassato prima, innescando un collasso generale. Un collasso di questo genere avrebbe avuto alcuni aspetti simili a quelli di un collasso progressivo.

In che modo il crollo del WTC7 fu differente dai crolli del WTC1 e WTC2?


Il WTC7 era differente dalle torri del WTC sotto molti aspetti. Il WTC7 era un edificio alto più tipico per quanto riguarda la progettazione del suo sistema strutturale. Non fu colpito da un aereo. Il crollo del WTC7 fu causato da un singolo evento innescante (il cedimento di una colonna dell'edificio situata a nord-est, prodotto dai danni indotti dagli incendi ai solai e ai raccordi adiacenti), mentre i cedimenti del WTC1 e WTC2 furono causati da fattori multipli, compresi i danni strutturali causati dall'impatto dell'aereo, un'estesa asportazione dei materiali antincendio applicati a spruzzo o delle protezioni antincendio nella zona d'impatto, e un indebolimento delle strutture in acciaio causato dagli incendi.

Gli incendi nel WTC7 furono molto diversi dagli incendi nelle torri del WTC. Poiché il WTC7 non fu irrorato da migliaia di litri di carburante d'aereo, non presero fuoco simultaneamente vaste aree dei piani, come avvenne invece nelle torri del WTC. Nel WTC7, invece, si innescarono incendi distinti su vari piani, in modo particolarmente significativo ai piani dal settimo al nono e dall'undicesimo al tredicesimo. Gli incendi del WTC7 furono simili agli incendi del contenuto dell'edificio che si sono verificati in numerosi grattacieli nei quali gli estintori automatici a pioggia non funzionarono o non erano presenti.

Perché il WTC7 crollò, nonostante non ci sia notizia storica di nessun altro edificio crollato soltanto per incendi?


Il crollo del WTC7 è il primo caso noto di un edificio alto crollato principalmente a causa di incendi incontrollati. Gli incendi nel WTC7 furono simili a quelli che si verificarono in numerosi edifici alti nei quali gli estintori automatici a pioggia non funzionarono o non erano presenti. Questi altri edifici, compreso il One Meridian Plaza di Philadelphia, un grattacielo di 38 piani che bruciò per 18 ore nel 1991, non crollarono per via delle differenze di progettazione del loro sistema strutturale.

I fattori che contribuirono al collasso del WTC7 includono: la dilatazione termica dei componenti dell'edificio, come le travi e le traverse dei solai, che si verificò a temperature centinaia di gradi al di sotto di quelle solitamente prese in considerazione nella prassi corrente per la certificazione della resistenza agli incendi; un'amplificazione significativa degli effetti della dilatazione termica a causa dei solai a campata lunga presenti nell'edificio; le connessioni fra gli elementi strutturali, progettate per reggere le forze gravitazionali verticali ma non i carichi orizzontali o laterali indotti dal calore; e un sistema strutturale complessivo non progettato per prevenire collassi progressivi indotti da incendi.

Quali sono le differenze principali fra i grandi incendi “tipici” di edifici alti che si sono verificati negli Stati Uniti e l'incendio verificatosi nel WTC7 l'11 settembre 2001?


[Questa domanda è stata aggiunta dopo la pubblicazione iniziale del documento originale, N.d.T.] Ci sono più analogie che differenze fra gli incendi incontrollati che bruciarono nel WTC7 e quelli che si verificarono nei seguenti edifici: First Interstate Bank Building (1988), One Meridian Plaza Building (1981), One New York Plaza (1970) e WTC51 (2001).

1 Il WTC5 fu un edificio alto nove piani, colpito da incendi incontrollati, che fu arso completamente su vari piani e subì un crollo parziale su quattro piani.

I seguenti fattori descrivono gli incendi che si verificarono sia nel WTC7, sia negli edifici citati: 1) il combustibile per gli incendi fu costituito dai normali materiali combustibili presenti negli uffici con livelli di carico combustibile normale; 2) non furono utilizzati acceleranti; 3) la diffusione dell'incendio da un elemento combustibile a un altro fu governata dalla normale fisica degli incendi; 4) la rottura delle finestre indotta dagli incendi fornì la ventilazione per il proseguimento della diffusione ed espansione degli incendi; 5) si verificarono incendi simultanei su più piani; 6) gli incendi su ciascun piano occuparono una parte significativa del piano stesso; 7) gli incendi su ciascun piano avevano superato il punto di flashover [o incendio generalizzato, brusco aumento della temperatura e della quantità di materiale partecipante alla combustione, N.d.T.]; 8) gli estintori a pioggia non funzionarono o furono inefficaci; 9) gli incendi bruciarono per un tempo sufficiente a causare deformazioni e/o cedimenti significativi nella struttura dell'edificio.

Ci sono delle differenze fra gli incendi nel WTC7 e quelli negli edifici citati, ma si tratta di differenze secondarie rispetto ai fattori d'incendio che portarono al crollo del WTC7: 1) gli incendi negli edifici alti hanno di norma un singolo punto d'inizio su un singolo piano, mentre gli incendi nel WTC7 probabilmente ebbero singoli punti d'inizio su più piani (10); 2) gli incendi negli altri edifici alti furono causati da eventi isolanti, mentre gli incendi nel WTC7 avvennero in seguito al crollo del WTC1; 3) c'era acqua a disposizione per combattere gli incendi negli altri edifici alti, mentre l'alimentazione d'acqua per combattere gli incendi nel WTC7 fu compromessa; e 4) mentre gli incendi negli altri edifici furono contrastati attivamente dai vigili del fuoco nella misura del possibile, al WTC7 non fu fatto alcuno sforzo di contrastare gli incendi.

Le differenze negli incendi non furono significative per i motivi seguenti. Quando crollò il WTC7, gli incendi al suo interno erano progrediti ben oltre i loro probabili punti d'origine su più piani (cioè le facciate sud e ovest) e i punti iniziali d'origine degli incendi non influirono sulle condizioni degli incendi al momento del collasso dell'edificio (cioè nel quadrante nord-ovest). Inoltre in ciascuno degli altri edifici citati gli incendi consumarono vari piani, nonostante la disponibilità d'acqua e le attività antincendio (tranne il WTC5). Pertanto il fatto che i vigili del fuoco abbiano combattuto o meno contro gli incendi al WTC7 non è un aspetto differenziante significativo rispetto agli altri incendi citati.

C'è chi ha detto che un cedimento in corrispondenza di una singola colonna non avrebbe dovuto produrre una caduta così simmetrica come questa. Come rispondete a queste affermazioni?


Il crollo del WTC7, visto dall'esterno (la maggior parte dei video fu ripresa da nord), effettivamente sembrò svolgersi quasi uniformemente, come un solo blocco. Questo avvenne perché i cedimenti interni che si verificarono causarono il cedimento della struttura esterna soltanto nelle fasi conclusive del crollo. All'interno, la struttura dei solai e delle colonne crollò verso il basso, allontanandosi dalla struttura esterna. Ci furono sintomi del fatto che si stavano verificando dei danni interni prima del moto discendente della struttura esterna: per esempio, quando il vano tecnico est (east penthouse) cadde afflosciandosi dentro l'edificio e si ruppero delle finestre sulla facciata nord, alle estremità del nucleo centrale dell'edificio. L'aspetto simmetrico della caduta del WTC7 fu dovuto principalmente alla maggiore rigidità e resistenza della sua struttura esterna rispetto a quella interna.

In un video sembra che il WTC7 precipiti in caduta libera, cosa che non accadrebbe nel cedimento strutturale che descrivete. Come fate a ignorare le leggi fondamentali della fisica?


Nella bozza del rapporto sul WTC7 (pubblicata il 21 agosto 2008 e disponibile presso http://wtc.nist.gov/media/NIST_NCSTAR_1A_for_public_comment.pdf), il NIST dichiarò che la facciata nord dell'edificio scese di 18 piani (la porzione del crollo visibile nel video) in 5,4 secondi, sulla base dell'analisi video del crollo dell'edificio. Questo periodo di tempo è maggiore del 40% rispetto ai 3,9 secondi che questo processo avrebbe richiesto se la facciata nord dell'edificio fosse precipitata esclusivamente in condizioni di caduta libera. Durante il periodo di commento pubblico alla bozza del rapporto, al NIST fu chiesto di confermare questa differenza di tempi e di definirne più dettagliatamente le ragioni.

Per chiarire ulteriormente la discesa della facciata nord, il NIST ha registrato lo spostamento verso il basso di un punto situato vicino al centro del colmo del tetto, a partire dal primo movimento fino a quando la facciata nord non è più visibile nel video. Sono state svolte analisi numeriche per calcolare la velocità e l'accelerazione del punto sul colmo a partire dai dati di spostamento dipendenti dal tempo. L'istante al quale si verificò il primo movimento verticale del colmo è stato determinato tracciando il valore numerico della luminosità di un pixel (un singolo elemento dell'immagine video) in corrispondenza del colmo. Questo pixel diventò più luminoso quando il colmo iniziò a scendere, perché il colore del pixel iniziò a cambiare da quello della facciata dell'edificio a quello più chiaro del cielo.

L'approccio adottato dal NIST è riassunto nella Sezione 3.6 del rapporto riepilogativo finale NCSTAR 1A (pubblicato il 20 novembre 2008; disponibile presso http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201A.pdf) e descritto in dettaglio nella Sezione 12.5.3 del rapporto NIST NCSTAR 1-9 (disponibile presso http://wtc.nist.gov/NCSTAR1/PDF/NCSTAR%201-9%20Vol%202.pdf).

Le analisi dei video (sia la stima dell'istante in cui iniziò la discesa del colmo, sia la velocità ed accelerazione calcolate di un punto sul colmo) hanno rivelato tre fasi distinte che caratterizzano i 5,4 secondi del crollo:

  • Fase 1 (da 0 a 1,75 secondi): accelerazione inferiore a quella di gravità (ossia più lenta della caduta libera).
  • Fase 2 (da 1,75 a 4,0 secondi): accelerazione gravitazionale (caduta libera)
  • Fase 3 (da 4,0 a 5,4 secondi): accelerazione ridotta, di nuovo inferiore a quella gravitazionale
Quest'analisi ha dimostrato che il tempo di discesa maggiorato del 40% rispetto ai 3,9 secondi di tempo di caduta libera fu causato principalmente dalla Fase 1, che corrispose alla flessione delle colonne esterne ai piani inferiori della facciata nord. Durante la Fase 2, la facciata nord scese sostanzialmente in caduta libera e questo indica che la struttura sottostante offrì un sostegno trascurabile. Questo è coerente con il modello di analisi strutturale in cui le colonne esterne si fletterono e persero la capacità di reggere i carichi provenienti dalla struttura sovrastante. Nella Fase 3, l'accelerazione diminuì man mano che la porzione superiore della facciata nord incontrava maggiore resistenza da parte della struttura collassata e della catasta di macerie sottostante.

Questo vuol dire che ci sono centinaia o migliaia di edifici alti non sicuri, con supporti a campate lunghe, che devono essere ristrutturati in qualche modo? Come si potrebbe ristrutturare un edificio per prevenire questo problema?


Anche se il collasso parziale o totale di un edificio alto a causa di incendi è un evento raro, il NIST consiglia vivamente ai proprietari, gestori e progettisti di edifici di valutare i propri edifici per garantire un'adeguata prestazione dei sistemi strutturali in caso d'incendio. Sono fonte di particolare preoccupazione gli effetti della dilatazione termica in edifici aventi una o più delle seguenti caratteristiche: sistemi di solai a campate lunghe, collegamenti che non sono in grado di compensare gli effetti termici, strutture di solai che inducono forze asimmetriche sulle travi, e sistemi compositi di solai, le cui spine di tranciamento (shear studs) potrebbero cedere a causa della dilatazione termica differenziale (cioè della dilatazione dei materiali indotta dal calore a tassi differenti). Gli ingegneri dovrebbero essere in grado di progettare rimedi economicamente efficaci per gestire qualsiasi elemento di preoccupazione identificato tramite queste valutazioni.

Vi sono numerose possibilità esistenti, emergenti o previste che avrebbero potuto contribuire a prevenire il crollo del WTC7. La misura in cui queste possibilità migliorano le prestazioni è ancora da valutare. Le opzioni possibili per lo sviluppo di rimedi economicamente efficaci includono:

  • Collegamenti e sistemi d'intelaiatura più robusti, per resistere meglio agli effetti della dilatazione termica sul sistema strutturale.
  • Sistemi strutturali progettati espressamente per prevenire il collasso progressivo. Le attuali norme edilizie non richiedono che gli edifici siano progettati in modo da resistere al collasso progressivo.
  • Isolamento termico migliore (cioè conducibilità ridotta e/o spessore maggiore) per limitare il riscaldamento dell'acciaio strutturale e ridurre al minimo sia gli effetti di dilatazione termica, sia gli effetti di indebolimento. L'isolamento è stato utilizzato per proteggere la resistenza dell'acciaio, ma potrebbe essere utilizzato per mantenere una temperatura inferiore nell'intelaiatura in acciaio per limitare la dilatazione termica.
  • Migliorata suddivisione in scomparti nelle aree utilizzate dagli inquilini, in modo da limitare la diffusione degli incendi.
  • Sistemi di finestratura resistenti al calore, per limitare la rottura, ridurre l'apporto d'aria e ritardare l'espansione degli incendi.


Il NIST raccomanda che gli standard e le norme riguardanti l'edilizia siano resi più severi, andando oltre il loro attuale intento di salvare vite, in modo da prevenire collassi strutturali anche nel caso di incendi rari come quelli nel WTC7, nei quali gli estintori a pioggia non funzionano o non esistono o vengono sopraffatti dall'incendio.

Gli investigatori hanno considerato la possibilità che un'esplosione abbia causato il crollo del WTC7 o vi abbia contribuito?


Sì, questa possibilità è stata indagata con attenzione. Il NIST è arrivato alla conclusione che non si verificarono eventi esplosivi (blast events) all'interno dell'edificio e non ha trovato prove a sostegno dell'esistenza di un evento esplosivo.

Inoltre nessun rumore di esplosione è stato rilevato nel sonoro delle registrazioni video effettuate durante il crollo del WTC7 o è stato segnalato da testimoni. Secondo i calcoli dell'équipe investigativa, l'esplosione più piccola in grado di causare il cedimento della colonna critica dell'edificio avrebbe prodotto un livello sonoro di 130-140 decibel a una distanza di almeno 800 metri senza l'ostacolo dagli edifici circostanti. Questo livello sonoro è compatibile con uno sparo d'arma da fuoco o con il rumore che si percepisce stando accanto a un motore a reazione ed è oltre 10 volte più forte del rumore che si sente stando di fronte agli altoparlanti ad un concerto rock.

Per poter preparare l'edificio per una demolizione intenzionale, sarebbe stato necessario rimuovere le pareti e/o l'isolamento antincendio e il rivestimento delle colonne e sostituire il tutto senza farsi notare. La preparazione di una colonna include fasi come il taglio a cannello di alcune sue sezioni, che produce fumi tossici e di odore intenso. Una demolizione intenzionale di norma richiede l'applicazione di cariche esplosive alla maggior parte delle colonne interne o a tutte, non a una sola o a un gruppo limitato di colonne di un edificio.

È possibile che la termite o la supertermite (thermate) abbia contribuito al crollo del WTC7?


Il NIST ha esaminato l'applicazione e l'uso della termite e ha determinato che il suo uso per tranciare le colonne nel WTC7 l'11 settembre 2001 è improbabile.

La termite è una combinazione di polvere d'alluminio e di un ossido di metallo che libera una quantità enorme di calore quando viene innescata. Viene utilizzata solitamente per saldare i binari ferroviari, fondendo una piccola quantità d'acciaio e versando l'acciaio fuso dentro uno stampo fra i due binari.

Per applicare la termite a una grande colonna in acciaio occorrono circa 130 grammi di termite per fondere ogni chilogrammo d'acciaio [in originale, 0,13 libbre di termite per una libbra d'acciaio]. Per una colonna in acciaio che pesa circa 1500 kg al metro lineare [in originale, 1000 libbre per piede lineare] sarebbero necessari almeno 45 chilogrammi di termite [in originale, 100 libbre] da collocare intorno alla colonna, da innescare e da far restare in contatto con la superficie verticale dell'acciaio mentre si svolge la reazione della termite. Questo per una singola colonna: si presume che sarebbe stato necessario preparare con la termite più di una colonna se fosse stato utilizzato quest'approccio.

È improbabile che 45 kg di termite o più possano essere stati introdotti nel WTC7 e collocati intorno alle colonne senza essere notati, prima dell'11 settembre o durante quel giorno.

Considerati gli incendi osservati quel giorno e la risposta strutturale agli incendi dimostrata, il NIST non ritiene che la termite sia stata usata per far cedere nessuna delle colonne del WTC7.

Un'analisi dell'acciaio del WTC alla ricerca degli elementi che costituiscono la termite/supertermite non sarebbe stata necessariamente risolutiva. I composti metallici sarebbero stati presenti anche nei materiali di costruzione degli edifici del WTC e lo zolfo è presente nel cartongesso utilizzato per le tramezze interne.

Uno dei soccorritori, intrappolato nell'edificio fra il sesto e l'ottavo piano, dice di aver udito due boati forti. Non sono prova che ci fu un'esplosione?


I livelli sonori descritti da tutti i testimoni non corrispondono al livello sonoro dell'esplosione che sarebbe stata necessaria per causare il crollo dell'edificio. Se i due boati forti fossero stati dovuti ad esplosioni causanti il crollo del WTC7, il soccorritore, che si trovava da qualche parte fra il sesto e l'ottavo piano del WTC7, non sarebbe stato in grado di sopravvivere al crollo pressoché immediato e di fornire il proprio resoconto.

Nel giugno del 2009 il NIST ha iniziato a rilasciare documenti in risposta a una domanda fatta secondo il Freedom of Information Act (FOIA) da parte dell'International Center for 9/11 Studies, che chiedeva “tutte le fotografie e i video raccolti, esaminati, citati o altrimenti utilizzati dal NIST durante la sua indagine sui crolli degli edifici del World Trade Center”. Uno degli elementi audiovisivi rilasciati, un video ottenuto dalla NBC News, mostra l'edificio 7 del World Trade Center (WTC7) negli istanti prima del proprio crollo e poi salta al crollo già in corso e il vano tecnico est dell'edificio “scompare” dalla scena (perché è già caduto nel frattempo). Altri video del crollo del WTC7 mostrano che il vano tecnico cade per primo, seguito dal resto dell'edificio. Il NIST ha tagliato il video di NBC News per togliere il crollo del vano tecnico?


[Questa domanda e la relativa risposta sono state aggiunte all'originale dopo la sua pubblicazione iniziale, N.d.T.] Le riprese video rilasciate in base alla domanda FOIA sono state copiate dal video originale esattamente nella forma in cui furono ricevute dalla NBC News, con la documentazione video del crollo del vano tecnico est del WTC7 mancante. Le riprese non sono state tagliate in alcun modo dal NIST.

I sistemi che utilizzavano carburante nel WTC7 contribuirono al suo collasso?


No. L'edificio era dotato di tre gruppi elettrogeni d'emergenza separati, tutti alimentati da carburante diesel. Gli scenari che considerano il caso peggiore, in cui gli incendi venivano alimentati dalle linee di aimentazione del carburante tranciate o dal carburante immagazzinato nei serbatoi secondari ai piani inferiori, non sarebbero stati sostenibili per un periodo di tempo sufficiente, non avrebbero potuto generare calore sufficiente a indebolire le colonne interne critiche e/o avrebbero prodotto grandi quantità di fumo visibile dai piani inferiori, che non furono osservate.

A titolo d'informazione supplementare, i tre gruppi elettrogeni contenevano due serbatoi di carburante da 45.000 litri e due da 22.700 litri sotto gli accessi per carico merci dell'edificio, nonché un singolo serbatoio da 22.700 litri al piano terra ["first floor" in originale, secondo l'uso americano]. Inoltre uno dei gruppi utilizzava un serbatoio da 1040 litri al quinto piano, un serbatoio da 1040 litri all'ottavo piano e un serbatoio da 190 litri al nono piano. Un altro gruppo utilizzava un serbatoio secondario da 1040 litri al settimo piano.

Vari mesi dopo il crollo del WTC7, un'impresa recuperò circa 87.000 litri di carburante da questi serbatoi. Il NIST ha stimato che il carburante mancante ammontava in totale a 3700 ±3700 litri (in altre parole, da 0 a 7500 litri, con 3700 litri come valore più probabile). La sorte del carburante nei serbatoi secondari è ignota, per cui il NIST ha considerato il caso peggiore, ossia che fossero pieni l'11 settembre 2001. Anche la sorte del carburante dei due serbatoi da 22,700 litri è ignota. Pertanto, il NIST ha considerato il caso peggiore anche per questi serbatoi, ossia che tutto il carburante fosse disponibile per alimentare incendi al livello del suolo oppure al quinto piano.

Perché il NIST ha effettuato la modellazione del materiale ignifugo applicato a spruzzo (sprayed fire-resistive material o SFRM, indicato anche come isolamento antincendio) alle travi e alle colonne del WTC7 come se fosse un'installazione “perfetta” (cioè senza interruzioni o danni al rivestimento SFRM), quando realisticamente la maggior parte degli edifici ha interruzioni i danni nel rivestimento SFRM, causati da un'installazione inadeguata o dal deterioramento nel corso del tempo?


[Questa domanda e la relativa risposta sono state aggiunte all'originale dopo la sua pubblicazione iniziale, N.d.T.] Il NIST ha considerato con attenzione le condizioni d'installazione dell'SFRM nel WTC7, includendo lo spessore applicato e le prove della presenza di interruzioni o danni nell'SFRM. L'SFRM nel WTC7 è stato modellato considerandolo intatto, tranne nella zona sud-ovest dell'edificio, dove erano presenti danni da impatto di macerie2. Per le analisi termiche a elementi finiti del WTC7 è stato usato uno spessore uniforme, pari allo spessore specificato di SFRM, perché 1) la variabilità nello spessore dell'SFRM era modesta, 2) non furono trovate prove evidenti di danni significativi all'SFRM e 3) piccole aree di danni all'SFRM non avrebbero influito sulla risposta termica o strutturale del sistema d'intelaiatura strutturale.

Nel determinare le condizioni di applicazione dell'SFRM alle travi e alle colonne del WTC7 sono stati considerati vari fattori:
  • Le misurazioni disponibili dello spessore dell'SFRM, tratte da ispezioni effettuate durante l'applicazione dell'SFRM, hanno mostrato che l'SFRM, così come applicato, era coerente con lo spessore richiesto e che la variabilità nello spessore dell'SFRM applicato era modesta (NIST NCSTAR 1-9, Tabella 2-2)
  • L'esame delle fotografie delle travi e delle colonne del WTC7 scattate durante le ristrutturazioni hanno mostrato che l'SFRM aveva un aspetto uniforme e che non c'erano indicazioni di frammentazione o di discontinuità (NIST NCSTAR 1-9), Figure da 2-27 a 2-29)
  • L'ispezione dell'edificio al 130 di Liberty Street (noto in precedenza come edificio del Bankers Trust o della Deutsche Bank) non rilevò danni all'SFRM dopo l'impatto delle macerie provenienti dal crollo del WTC2 tranne nelle immediate vicinanze degli impatti delle macerie (NIST NCSTAR 1-9, Sezione 2.5.3)
  • Un'analisi dello spessore dell'SFRM per le travi nelle torri del WTC ha mostrato che lo spessore medio misurato superava lo spessore specificato e che l'uso dello spessore uniforme specificato nelle analisi termiche teneva conto dell'effetto della variabilità nello spessore dell'SFRM (NIST NCSTAR 1-6A, Capitolo 5)
  • Un'analisi termica di una lastra d'acciaio (per esempio, la modellazione di una flangia di una trave) con discontinuità dell'SFRM ma mostrato che delle discontinuità occasionali nell'SFRM non alteravano in modo significativo la risposta termica dell'elemento strutturale (NIST NCSTAR 1-6, Capitolo 2)

2 – Una serie differente di analisi per il WTC1 e per il WTC2 ha portato a un approccio analogo per la modellazione dell'SFRM, vale a dire, l'SFRM è stato modellato come se fosse stato privo di danni tranne nelle zone sottoposte a danni diretti prodotti dalle macerie derivanti dall'impatto dell'aereo.

Come mai ci è voluto così tanto tempo per completare l'indagine?


L'indagine generale del NIST iniziò il 21 agosto 2002. Nelle sue prime fasi fu deciso di completare gli studi dei crolli delle due torri (WTC1 e WTC2) prima di procedere a fondo con l'indagine sul WTC7. Dal 13 al 15 settembre 2005 si tenne una conferenza tecnica di primaria importanza sulle bozze dei rapporti riguardanti il WTC1 e il WTC2. Il tempo trascorso fra la conferenza tecnica dedicata al rapporto sulle torri del WTC e la pubblicazione di questa bozza del rapporto sul WTC7 è circa tre anni ed è paragonabile alla durata di una normale indagine su un incidente aereo.

L'indagine sul WTC7 è stata una ricostruzione molto ampia, allo stato dell'arte, degli eventi che interessarono il WTC7 e portarono poi al suo crollo. Sono stati ottenuti numerosi fatti e dati, che sono stati poi combinati con una modellazione computerizzata convalidata che si ritiene essere una fedele approssimazione degli eventi reali. Una singola simulazione al computer della risposta strutturale agli incendi ha richiesto otto mesi per essere completata su workstation e cluster di calcolo ad alte prestazioni.

Le macerie provenienti dal crollo del WTC1 danneggiarono la struttura del WTC7 in un modo che contribuì al suo collasso?


Le macerie causarono danni strutturali alla zona sud-ovest dell'edificio, tranciando sette colonne esterne, ma questi danni strutturali non innescarono il collasso. Furono gli incendi innescati dalle macerie, anziché i danni strutturali prodotti dagli impatti, a innescare il collasso dell'edificio, dopo che gli incendi si erano accresciuti ed estesi alla zona nord-est dopo diverse ore. L'impatto delle macerie non causò danni al materiale ignifugo applicato a spruzzo alle colonne, alle travi e alle traverse d'acciaio, salvo che nelle dirette vicinanze delle colonne tranciate. I danni causati dall'impatto delle macerie ebbero un ruolo secondario nelle ultime fasi della sequenza di crollo, quando la facciata esterna cedette ai piani inferiori, dove erano situati i danni da impatto. Un'analisi separata ha dimostrato che anche senza i danni strutturali dovuti all'impatto delle macerie, il WTC7 sarebbe crollato in incendi simili a quelli che si verificarono l'11 settembre 2001. Nessuno dei grandi frammenti di macerie provenienti dal WTC2 (la torre sud) colpì il WTC7 a causa della grande distanza fra i due edifici.

Il WTC7 sarebbe crollato anche se non ci fossero stati danni strutturali indotti dal crollo delle torri del WTC?


Sì. Anche senza i danni strutturali, il WTC7 sarebbe crollato a causa degli incendi innescati dalle macerie. La crescita e la diffusione degli incendi ai piani bassi, a causa della perdita di alimentazione d'acqua agli estintori a pioggia proveniente dalle condotte municipali, furono sufficienti a innescare il collasso dell'intero edificio a causa del cedimento di una colonna vitale nella zona nord est dell'edificio.

Come mai gli estintori a pioggia del WTC7 fallirono nel loro compito durante gli incendi?


Gli estintori non fallirono. Il crollo del WTC1 e del WTC2 danneggiò la rete idrica municipale, che fungeva da fonte primaria e anche di riserva per l'acqua del sistema antincendio a pioggia dei 20 piani inferiori. Pertanto gli estintori a pioggia non poterono funzionare. Per contro, gli estintori a pioggia e le condotte verticali ai piani intermedi (dal 21° al 39°) e ai livelli superiori (dal 40° al 47°) ricevevano acqua da due grandi serbatoi situati al 46° piano e utilizzavano le condotte municipali come fonte di riserva.

Quanto si scaldarono le colonne d'acciaio e le travi dei solai del WTC7?


Per via dell'efficacia del materiale ignifugo applicato a spruzzo (spray-applied fire-resistive material, SFRM), si stima che le temperature massime delle colonne d'acciaio nel WTC7 raggiunsero soltanto i 300°C e che le travi d'acciaio dei solai superarono i 600°C soltanto sul lato est dell'edificio. Tuttavia, il cedimento delle travi dei solai e i danni ai collegamenti prodotti dagli incendi (che causarono il cedimento di una colonna critica, innescando il crollo) si verificarono a temperature inferiori a circa 400°C, alle quali prevale la dilatazione termica. Oltre i 600°C si ha una perdita significativa di resistenza e rigidezza dell'acciaio. Nel collasso del WTC7, la perdita di resistenza o rigidezza dell'acciaio non fu tanto importante quanto lo fu la dilatazione termica delle strutture in acciaio causata dal calore.

La sottostazione elettrica situata accanto al WTC7 ebbe un ruolo negli incendi o nel crollo?


No. Non ci sono prove che la sottostazione elettrica contribuì agli incendi nel WTC7. La sottostazione continuò a funzionare fino alle 16:33 dell'11 settembre 2001. Gli allarmi nella sottostazione erano sotto monitoraggio, e non vi furono segnali a parte un singolo evento nelle prime ore della giornata. Non fu osservato fumo proveniente dalla sottostazione.

Anche i componenti speciali della struttura dell'edificio – travi, traverse e sbalzi, utilizzati per trasferire i carichi dalla sovrastruttura dell'edificio alle colonne della sottostazione elettrica (sopra la quale sorgeva il WTC7) e alle fondazioni sottostanti – non ebbero un ruolo significativo nel collasso.

Come mai il crollo del WTC7 non causò vittime?


Vari fattori contribuirono all'assenza di vittime o di feriti gravi nel WTC7. Al momento degli impatti degli aerei contro le torri, l'edificio conteneva soltanto la metà degli occupanti di un giorno tipico (circa 4000). Gli occupanti avevano partecipato di recente ad esercitazioni antincendio, e iniziarono una rapida evacuazione quando furono allertati dagli attacchi al WTC1, WTC2 e al Pentagono. L'evacuazione dell'edificio richiese poco più di un'ora e il processo fu completato prima del crollo della prima torre del WTC (WTC2). I soccorritori fornirono assistenza all'evacuazione degli occupanti. Nessun soccorritore fu ferito nel crollo del WTC7, perché la decisione di rinunciare a ogni sforzo per salvare il WTC7 fu presa quasi tre ore prima che l'edificio cadesse.

Come mai gli investigatori non hanno esaminato campioni effettivi dell'acciaio del WTC7?


I campioni d'acciaio furono rimossi dal sito prima che iniziasse l'indagine del NIST. Subito dopo l'11 settembre, le macerie furono rimosse rapidamente dal sito per agevolare le operazioni di recupero e facilitare il lavoro dei soccorritori sul posto. Una volta rimosso dal sito, l'acciaio del WTC7 non fu chiaramente identificabile. A differenza degli elementi d'acciaio del WTC1 e WTC2, che erano verniciati di rosso e recavano contrassegni identificativi, l'acciaio del WTC7 non aveva caratteristiche identificative di questo genere.

In tutta la vostra indagine non sono compresi reperti fisici probatori. Come fate ad essere così sicuri di sapere cos'è successo?


In termini generali, c'erano molti meno elementi di prova disponibili per il WTC7 che per le due torri del WTC. L'acciaio del WTC1 e WTC2 aveva caratteristiche distintive che permettevano di identificarlo dopo che era stato rimosso dal sito durante le operazioni di recupero. Non era così per l'acciaio del WTC7. Sicuramente vi sono molte meno prove audiovisive del crollo del WTC7 che dei crolli delle torri del WTC1 e WTC2, che furono fotografate molto più estesamente.

Cionondimeno, l'indagine del WTC7 da parte del NIST si basa su un'enorme quantità di dati. Questi dati provengono da studi, interviste e ricerche approfondite riguardanti l'edificio, comprese le registrazioni audio e video del crollo. Sono stati progettati metodi informatici rigorosi e allo stato dell'arte per studiare il crollo dell'edificio ed effettuarne la modellazione. Questi modelli computerizzati convalidati hanno prodotto una sequenza di collasso che è stata confermata dalle osservazioni di quanto effettivamente accadde. Oltre a far uso delle proprie competenze interne, il NIST si è affidato ad esperti tecnici del settore privato; ha raccolto un'abbondanza di documenti, fotografie e video di questo disastro; ha sentito in prima persona gli occupanti dell'edificio e i soccorritori; ha analizzato le operazioni di evacuazione e di risposta all'emergenza nel WTC7 e nelle sue adiacenze; ha effettuato simulazioni al computer del comportamento del WTC7 l'11 settembre 2001 e ha combinato le conoscenze acquisite in una sequenza di collasso probabile.

Il WTC 7 era conforme alle norme edilizie e antincendio?


L'équipe ha trovato che il progetto del WTC7 negli anni '80 era in generale coerente con le norme edilizie della città di New York in vigore all'epoca.

I progettisti del WTC 7 previdero le sue scale per l'evacuazione di quasi 14.000 persone, che all'epoca rappresentavano il numero massimo previsto di occupanti dell'edificio. Anche se la capienza della scala fu sovrastimata, fu sufficiente per l'evacuazione dell'effettiva occupazione massima dell'edificio, pari a 8000 persone, e più che sufficiente per evacuare le circa 4000 persone presenti nell'edificio l'11 settembre 2001.

Quali migliorie alla sicurezza degli edifici sono state raccomandate come conseguenza dell'indagine sul WTC7?


Il NIST ha fatto una raccomandazione nuova e ribadito 12 raccomandazioni tratte dall'indagine sulle torri del WTC.

La nuova raccomandazione riguarda la valutazione esplicita degli edifici per assicurare prestazioni di sicurezza antincendio adeguate del sistema strutturale. Sono fonte di particolare preoccupazione gli effetti della dilatazione termica negli edifici aventi una o più delle seguenti caratteristiche:

  • solai a campate lunghe;
  • collegamenti non progettati per tenere conto degli effetti termici;
  • strutture dei solai che inducono forze asimmetriche sulle travi; e
  • solai compositi le cui spine di tranciamento potrebbero cedere a causa della dilatazione termica differenziale (ossia della dilatazione del materiale prodotta dal calore a tassi differenti in direzioni differenti).


Le lunghezze tipiche delle campate dei solai negli edifici alti adibiti a uffici sono fra 12 e 15 metri. Si ritiene che questa gamma rappresenti sistemi di solai a campata lunga. Gli effetti termici (cioè la dilatazione termica) che possono essere significativi negli edifici a campate lunghe possono essere presenti anche negli edifici con campate più corte, a seconda della progettazione del sistema strutturale.

Le raccomandazioni precedenti riguardano l'aumento dell'integrità strutturale degli edifici, il miglioramento della resistenza delle strutture se esposte a incendi, la creazione di nuovi metodi per aumentare la resistenza agli incendi nelle strutture, il miglioramento della protezione antincendio attiva, il miglioramento di alcuni aspetti della risposta alle emergenze, e una maggiore educazione e formazione.

Quali sono alcuni dei primati di questa indagine?


Quest'indagine è la prima a dimostrare il modo in cui un incendio può causare un collasso progressivo in un edificio. È anche la prima a dimostrare che in certe condizioni gli effetti della dilatazione termica, anziché la perdita di resistenza e rigidezza dovuta all'incendio, possono portare al collasso strutturale. È la prima ad analizzare il comportamento di risposta di un edificio e a determinare la sua sequenza di collasso integrando modelli/simulazioni in dettaglio del danno dovuto a impatti di macerie, l'accrescimento e la diffusione degli incendi, l'analisi termica, l'innesco del collasso e la propagazione del collasso, fino al crollo generale. Questa è stata un'analisi di una complessità senza precedenti: un'elaborazione al computer completa per le torri del WTC su computer ad alte prestazioni ha richiesto circa due mesi, mentre un'elaborazione analoga per il WTC7 ne ha richiesti circa otto, ossia circa quattro volte di più. Il NIST prevede che gli strumenti sviluppati a partire da quest'indagine e le conoscenze acquisite saranno utili nello sviluppo di una più robusta prassi di progettazione degli edifici e negli studi dei processi di collasso di edifici futuri. Questi strumenti ampliati e questi approcci di analisi derivata, convalidata e semplificata possono fungere da guida per gli addetti ai lavori e prevenire futuri disastri.

Perché il NIST ha studiato il crollo del WTC7?


L'indagine sul WTC7 da parte del NIST è stata svolta in base alla legge denominata National Construction Safety Team (NCST) Act, nell'ambito della sua indagine generale sul disastro del World Trade Center in merito alla sicurezza degli edifici e in materia d'incendi. Questa legge conferisce al NIST la responsabilità dello svolgimento di indagini per determinare i fatti riguardanti cedimenti di edifici che hanno provocato o potevano significativamente provocare importanti perdite di vite umane. Il NIST non ha poteri normativi in base all'NCST Act.

[Questa parte delle FAQ era presente nella loro stesura originale e viene citata qui per completezza, ma è stata tolta dalla stesura aggiornata - N.d.T.]

Come posso fornire commenti al rapporto?


Il NIST accoglie volentieri commenti sulla bozza di rapporto e sulle raccomandazioni, che sono disponibili online presso http://wtc.nist.gov. I commenti dovranno essere ricevuti entro le ore 12 EDT del 15 settembre 2008. I commenti possono essere inviati nei modi seguenti:
  • e-mail a wtc@nist.gov;
  • fax al numero (301) 869-6275; oppure
  • posta cartacea indirizzata a WTC Technical Information Repository, Attn: Stephen Cauffman, NIST, 100 Bureau Dr., Stop 8611, Gaithersburg, Md. 20899-8610.


Le istruzioni per l'invio di commenti sono disponibili presso http://wtc.nist.gov/.


In che modo il rapporto finale sul WTC7, pubblicato il 23 novembre 2008, differisce dalla bozza pubblicata per il commento pubblico il 21 agosto 2008?


[Domanda e risposta aggiunte dopo la pubblicazione iniziale della stesura finale del rapporto, N.d.T.] Il rapporto finale è consolidato da alcuni chiarimenti e testi aggiuntivi suggeriti da organizzazioni e individui di tutto il mondo in risposta alla bozza del rapporto sul WTC7, ma queste modifiche non hanno cambiato le principali osservazioni e raccomandazioni della squadra investigativa, che includono l'identificazione degli incendi come causa primaria del collasso dell'edificio.

L'ampia indagine scientifica e tecnica sull'edificio e sulla sicurezza antincendio, durata tre anni, ha constatato che gli incendi su più piani nel WTC7, che furono incontrollati ma altrimenti simili agli incendi verificatisi in altri grattacieli, causarono un evento straordinario. Il riscaldamento delle travi e delle travature causò il cedimento di una colonna di sostegno critica, innescando un collasso progressivo indotto da incendi che portò alla caduta dell'edificio.

In risposta ai commenti provenienti dal settore edilizio, il NIST ha svolto un'ulteriore analisi al computer. L'obiettivo è stato quello di vedere se la perdita della Colonna 79 del WTC (il componente strutturale che è stato identificato come quello il cui cedimento l'11 settembre avviò il collasso progressivo) avrebbe comunque portato alla perdita totale dell'edificio se gli incendi o i danni prodotti dalle macerie in caduta della torre adiacente del WTC1 non fossero stati fattori in gioco. Il team investigativo ha concluso che il cedimento della colonna, in qualunque circostanza, avrebbe innescato la sequenza distruttiva degli eventi.

Fra le altre modifiche al rapporto finale sul WTC7 vi sono:

  • Un ampliamento della discussione dell'isolante ignifugo (firestopping) collocato fra i piani per prevenire la propagazione degli incendi di piano in piano;

  • Un chiarimento della descrizione della dilatazione termica in riferimento alle spine di tranciamento e alle travi dei solai del WTC7; e

  • Una spiegazione più dettagliata dell'approccio tramite modellazione al computer utilizzato per definire il luogo e il momento d'inizio degli incendi nel WTC7 e l'entità della rottura delle finestre dovuta al fuoco.

Le raccomandazioni derivanti dall'indagine del NIST sulle torri del WTC hanno portato a qualche cambiamento nelle norme, negli standard e nella prassi del settore edilizio?


La prima serie completa di otto modifiche alle normative edilizie, basate sulle raccomandazioni derivanti dall'indagine del NIST sulle torri del WTC, è stata adottata dall'International Building Code [Codice internazionale delle costruzioni] nel 2007.

Una seconda serie di otto modifiche alle normative edilizie, basate sulle raccomandazioni del NIST derivanti dalla sua indagine sulle torri del WTC, è stata approvata dai comitati tecnici e attende di essere approvata, insieme a possibili ricorsi riguardanti numerose altre modifiche alle normative, nel corso della Final Action Hearing [udienza definitiva] per l'edizione 2009 dell'International Building Code.

Le raccomandazioni del NIST derivanti dalla sua indagine sulle torri del WTC hanno inoltre ispirato azioni mirate a sviluppare nuovi provvedimenti/linee guida nell'ambito di altri standard, codici e organizzazioni industriali, come la National Fire Protection Association, la American Society of Mechanical Engineers, la ASTM International, la American Society of Civil Engineers, ed il Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Quali modifiche normative specifiche, basate sulle raccomandazioni derivanti dall'indagine del NIST sulle torri del WTC, sono state approvate per l'inclusione nell'International Building Code?


Le otto modifiche specifiche alle normative adottate nell'International Building Code sulla base dell'indagine del NIST sulle torri del WTC includono:

1. Una scala d'uscita supplementare per gli edifici alti più di 128 metri.

2. Almeno un ascensore per l'accesso ai servizi antincendio per gli edifici alti più di 36 metri.

3. Un aumento della forza di legame per l'isolamento antincendio (quasi tre volte superiore a quella attualmente richiesta per gli edifici alti da 23 a 128 metri e sette volte superiore per gli edifici alti oltre 128 metri).

4. Requisiti d'installazione sul campo dell'isolamento antincendio che garantiscano che:
  • l'installazione sia conforme alle istruzioni del fabbricante;
  • i substrati (le superfici alle quali viene applicata la protezione antincendio) siano puliti ed esenti da qualunque condizione che impedisca l'adesione;
  • vengano effettuati dei collaudi per dimostrare che l'adesione richiesta viene mantenuta per le superfici in acciaio rivestite con vernice di fondo, vernici di copertura o incapsulate; e
  • la condizione finale della protezione antincendio installata, una volta completata l'essiccazione o l'indurimento, non mostri cricche, vuoti, distacco a scaglie, delaminazione o qualsiasi esposizione del substrato.


5. Ispezioni sul campo speciali della protezione antincendio, per garantire che il suo effettivo spessore, densità e forza di legame alla posa soddisfino i requisiti specificati e che venga applicato un legante se la forza di legame è inferiore al valore richiesto a causa dell'effetto di una superficie d'acciaio rivestita di vernice di fondo, di vernice di copertura o incapsulata. Le ispezioni devono essere effettuate dopo l'installazione di base dei sistemi meccanici, elettrici, idraulici, antincendio a pioggia e a soffitto.

6. Aumento di un'ora della certificazione di resistenza agli incendi dei componenti strutturali e degli assemblaggi negli edifici alti 128 metri e oltre (questa modifica è stata approvata in un'edizione precedente delle norme).

7. Adozione esplicita dell'approccio a "telaio strutturale" [“structural frame”] alle certificazioni di resistenza agli incendi, che richieda a tutti i componenti del telaio strutturale primario di avere la certificazione di resistenza agli incendi più alta, richiesta comunemente per le colonne. Il telaio strutturale primario include le colonne, altri elementi strutturali, comprese le traverse, le travi, le capriate e gli impalcati connessi direttamente alle colonne, e gli elementi di controventatura progettati per reggere carichi gravitazionali.

8. Indicazioni luminose che delineino il percorso di uscita (compresi i vani e i passaggi di uscita verticale) negli edifici di altezza superiore a 23 metri, per facilitare l'uscita celere e l'evacuazione completa dell'edificio.

Data di creazione: 21 aprile 2009 [in origine era 21 agosto 2008, N.d.T.]
Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2010 [in origine era 12 dicembre 2008, N.d.T.]
Contatto: inquiries@nist.gov

2006/12/25

Bent Propeller - monumento WTC7

di mother


L'area del WTC era stata riempita di monumenti di artisti moderni.

Alcune di queste sculture furono recuperate, come lo fu la famosa sfera al centro della piazza, Sphere for plaza fountain 1969 di Fritz Koenig, mentre altre furono distrutte (monumento memoriale dell'attentato del 1993).

La sfera prima degli attentati


La sfera dopo gli attentati

Qui c'è un sito che elenca alcuni di questi monumenti (Sphere for plaza fountain, Bent propeller, WTC plaza sculpture): pag1, pag2, pag3.

Una delle opere salvatesi ma danneggiate, ed estremamente importante per l'analisi dei fatti dell'11 settembre, è il Bent Propeller di Alexander Calder (Wikipedia).

Il monumento, inizialmente posizionato vicino al WTC2, fu in seguito spostato vicino al WTC7, precisamente sulla passerella pedonale che collegava il WTC6 con l'ingresso ufficiale del WTC7. Di seguito possono essere viste delle immagini del Bent Propeller da varie prospettive.

Bent Propeller


Bent Propeller alla base del WTC2



Bent Propeller visto dal WTC1, alla base del WTC7

Bent Propeller visto da dentro il WTC7 (dal film Working Girl)


Vista del Bent Propeller e del WTC7 dalla parte opposta della street; sono visibili anche le due passerelle pedonali

Si può in parte percepire la distanza e la larghezza delle passerelle pedonali:


Vista da sopra le passerelle

In quest'ultima foto è importante rilevare le dimensioni del Bent Propeller e le dimensioni della passerella tubolare in vetro.

Vista dall'alto

Da destra a sinistra: U.S. Post Office, WTC7 con alla base Bent Propeller, passerella tubolare in vetro, quindi Verizon Building.

Bent Propeller sulla destra dell'immagine

Dal piano rialzato si vedono il Verizon Building e il Bent Propeller, con la passerella che collega WTC6 e WTC7.

Vista dall'alto del WTC2 (piano ignoto)

Dalle copiose immagini inserite si percepiscono sia la dimensione della statua, di circa 4-5 metri, sia il posizionamento nell'abito degli edifici di cui vogliamo valutare il danno.

Una ricostruzione digitale al meglio delle informazioni disponibili

Nella grafica, le due torri sono rappresentate in vetro (e ne traspare il core interno), il WTC7 è blu sfumato, sulla destra delle Torri Gemelle, e alla sua base vi è la rappresentazione del Bent Propeller.

Per la ricostruzione comunemente accettata, il WTC7 ha subito i danni delle macerie del WTC1 che, crollando, hanno lesionato gravemente la facciata del WTC7 e degli edifici vicini (per esempio il Verizon). Un incendio sviluppatosi poi dai danni provocati alla base dell'edificio, in cui erano contenuti materiali infiammabili, ha lesionato il resto della struttura fino al crollo, dilazionato in due segmenti a distanza di 10 secondi.

Le teorie dietrologico-complottiste, invece, parlano di esigui danni alla struttura e di incendio solo localizzato in qualche piano. Non individuano la causa degli incendi localizzati, e non presentano tutte le foto disponibili. Infine, in relazione a confronti video sulle modalità di crollo, ipotizzano una demolizione controllata (trascurando il parere di esperti di demolizioni come Danny Jowenko).

D'altra parte, non c'è da stupirsi per il WTC7, visto che la maggior parte delle teorie complottistiche-dietrologiche mettono in dubbio persino gli incendi del WTC 1 e 2 (come se fosse che minore è l'incendio, maggiore è il fumo prodotto... primo principio della creazione della materia dal nulla).

Per validare queste ipotesi o ricavare dati utili per analizzare queste ipotesi, è importante prendere in considerazione il Bent Propeller, nelle visuali prima degli attentati e nelle foto scattate da pompieri l'11 settembre.

L'incendio sviluppatosi dal WTC7 spesso viene confuso nei video del crollo con quelli del WTC 1 e 2 o con il polverone sollevato dalle macerie dei crolli. E' importante ricordare a riguardo che il crollo del WTC7 avvenne nel tardo pomeriggio, quando il fumo prodotto dai collassi o dagli incendi ai piani impattati si erano esauriti.

Di seguito, comunque, sono visibili le immagini del fumo prodotto dall'incendio del WTC7. L'incendio sviluppato oscurò tutta Ground Zero, sospinto dal vento quasi in orizzontale.



E' disponibile anche un video su 911myths.com che mostra il fumo prodotto dall'incendio del WTC7.

Si capisce da subito l'importanza del monumento Bent Propeller, che viene a trovarsi giusto nel punto incriminato in cui, secondo la ricostruzione comunemente accettata, sono caduti i detriti di WTC1.

Le immagini da satellite dell'USGS rilevarono sull'area di Ground Zero dei punti caldi in cui vi era presenza di materiale incandescente e/o focolai di incendio.

Il Bent Propeller viene a trovarsi poco sotto il punto caldo B, ma fuori dal contatto con esso. I resti recuperati e schiacciati (visibili nella foto seguente o nell'exe linkato) mostrano infatti ancora la presenza di vernice sulla superficie, che a contatto con temperature elevate sarebbe stata tutta bruciata.



D'altra parte, la presenza di materiale incandescente e di punti caldi è perfettamente compatibile con la ricostruzione comunemente accettata, poiché esattamente come gli incendi, bruciando materiale da ufficio, hanno sviluppato calore negli edifici, i materiali da ufficio schiacciati nelle macerie, bruciando nelle macerie stesse, hanno creato i punti caldi (ricordando vagamente le fumarole dei cumuli per produrre carbone da legna).

In questa direzione si inseriscono alcune testimonianze dei soccorritori, i video che mostrano la grande quantità di fumo prodotta dagli incendi negli edifici, e gli incendi nelle macerie.

Vi sono poi immagini che documentano le lacerazioni della facciata, video che documentano il crollo dilazionato nel tempo (rumore di vari pezzi metallici che cadono per decine di minuti, crollo parziale iniziale seguito dal resto della struttura dopo 10 secondi).

link post precedenti (immagine squarcio facciata sud WTC7)
link post precedenti (presunto crollo verticale WTC1 e 2)
link post precedenti (analisi crollo WTC7)

Qui di seguito vedremo invece una serie di foto che mettono in luce la situazione verificatasi nell'area fra le due passerelle, il WTC7 ed il WTC6.

Vari sono i pompieri che abitualmente portano con sé videocamere e macchine fotografiche. Quel giorno successe la stessa cosa, solo che avvenne un evento di portata storia.

Il più conosciuto finora è Steve Spak, che ha registrato dei video del WTC7 in fiamme, andando quindi oltre la sola foto dei dietrologi che documentava un esiguo incendio in un piano inferiore, scelta ovviamente accuratamente fra le varie disponibili.


Questa è la foto spesso usata per descrivere l'incendio del WTC7 dai dietrologi-complottisti. Mostra le prime fasi dell'incendio e nasconde i focolai negli altri piani. Si può notare, osservando il fumo emesso dalla facciata sud, lo stato di progressione dell'incendio. Questa foto nasconde i detriti sulla via fra WTC7 e WTC6.

L'analisi con le foto ed i video di Steve Spak si può trovare su 911myths.com. Il video dei danni è qui su 911myths. Ma Spak non è il solo, eccone qualcun altro, di cui riporto solo le foto notevoli all'argomento:

Shepard Shelber


Questo è il lato destro del WTC7, guardando in direzione di Ground Zero. L'edificio di destra è il Verizon, quello di sinistra è il WTC7 (ancora in piedi). Abbiamo una nuvola di fumo del WTC1 appena crollato che si staglia sullo sfondo e si sta diradando.

Vi sono macerie fumanti nella street fra WTC6 e all'incrocio con Verizon e WTC7. Abbiamo montagne di materiale metallico fin dentro il WTC7 per almeno un piano. Si possono notare lesioni in alcuni punti del Verizon.


Questo, invece, è il lato sinistro del WTC7, guardando verso Ground Zero (fra WTC7, WTC5 e U.S. Post Office). Anche in questo caso si notano le macerie ed i pezzi di colonna per terra. Vi sono macerie fumanti dal WTC6 e nuvole di polvere nel cielo. La passerella pedonale è intatta... presenta la rimozione del vetro superiore che la ricopriva, molto probabilmente per l'onda d'urto del vento smosso dal crollo dal crollo del WTC1 (similmente a quanto testimoniato per il crollo del WTC2 da Mike Pecoraro).

E' importante notare che sullo sfondo a sinistra non appare nessun cedimento della passerella tubolare sul muro di appoggio rialzato. Vi è la totale mancanza però della seconda passerella, quella dove era posizionato il Bent Propeller; come non vi è traccia del monumento (l'altezza dovrebbe essere ben visibile, visto che è paragonabile a quella della passerella pedonale).

Sullo sfondo appare poco nitido un andamento frastagliato, e molto probabilmente la montagnola compatta sulla destra è il Bent Propeller schiacciato, visto che quella dovrebbe essere la sua posizione (vista comunque la precedente foto, la passerella ed il Bent Propeller potrebbero trovarsi molto più in basso e quelli mostrati potrebbero essere i residui soprastanti di macerie di WTC1 e WTC7).

Andando sotto la passerella pedonale tubolare, con la foto di Willie Cirone si ha una prospettiva migliore dell'area danneggiata retrostante.


La foto, con ben visibile la passerella pedonale tubolare sopra la testa, mostra lo stato di degrado della successiva passerella pedonale. Vi è la totale mancanza del Bent Propeller, mentre vi sono varie macerie sparse qua e là. Sulla sinistra appaiono delle travi similari a quelle perimetrali del WTC1. A destra, con una tinta marroncina, appare lo squarcio che emette fumo e luce. Il fumo retrostante e la sovraesposizione impediscono di percepire qualsiasi altro elemento di sfondo.

Altre foto sembrano confermare quanto appena detto, vediamone qualcuna:

Da dentro Ground Zero si vede il WTC6 lesionato dai pezzi crollati dal WTC2. Sullo sfondo, il Verizon mostra una notevole lesione da impatto con sventramento di alcuni piani, similmente a quanto dice la ricostruzione ufficiale riguardo al WTC7.


Facendo riferimento alla mappa inserita all'inizio di questo articolo, abbiamo sullo sfondo il WTC5 incendiato, sulla destra il WTC6. Ci troviamo fra il Verizon ed il WTC6, vicino all'incrocio fra Vesey Street e West Street. Dovremmo avere davanti a noi sia la passerella con il Propeller, sia la passerella tubolare coperta. Non appare nessuna delle due.

Vi è solo un pezzo di grigliato di travi del tutto simile a quelle del WTC1 ed un cumulo di macerie vicine. La foto è stata scattata, visto il fumo proveniente solo dagli edifici minori, il giorno dopo o qualche giorno dopo, quando il WTC7 era già crollato travolgendo anche la seconda passerella pedonale.

Per vedere meglio questo aspetto mettiamo vicine due foto:

Questa o quella di Shepard presentata prima indica (oltre al metallo molto prima che cadesse il WTC7 vicino al palo ed il camioncino con il tetto sfondato) la passerella alla sua quota normale. E questa

mostra che anche la seconda passerella (la prima era stata distrutta già dai detriti del WTC1, come abbiamo visto) è inclinata verso il basso per i pezzi del WTC7 che l'hanno schiacciata con lesione anche alla parete sinistra su cui poggiava.

Si può notare come i detriti del WTC7 sembrino, su questa foto, intatti per quanto riguarda le colonne perimetrali, visto che si individuano degli elementi a travi larghe. Il sistema costruttitivo era basato su travi di acciaio chiuse da profilati orizzontali su cui si poggiava un sistema metallico immorsato alla griglia esterna di elementi portanti. Questo sistema ricopriva la facciata con pannelli di pietra, conferendo alla struttura il colore marroncino. Come si può ben vedere, la zona non presenta segni di esplosione, e sembra quasi che la struttura si sia aperta lasciando parte degli elementi portanti esterni con ancora il riverstimento intatto e solo parzialmente crepato (per ogni pannello che sosteneva la pietra esterna ci sono 3-4 attacchi alla struttura metallica).

La ricostruzione ufficiale prevede la lesione della parte interna della struttura rivolta verso Ground Zero ed il collasso per l'unione di questo effetto distruttivo agli effetti dell'incendio sull'acciaio degli elementi portanti. La foto permette anche di valutare come parte delle macerie sia sulla strada.

La ricostruzione ufficiale parla di un primo crollo della facciata sud, a cui segue il secondo crollo del resto dell'edificio, forse anche per il colpo che il primo crollo arreca alla base del resto della struttura.

La teoria complottista invece considera una serie di video ripresi da grande distanza che mostrano delle lesioni laterali con piccoli sbuffi (senza mettere in evidenza il fumo sprigionato dal WTC7 nella facciata retrostante). Per la ricostruzione ufficiale, quegli sbuffi di pochi pixel (completamente diversi rispetto quelli del WTC e diversi anche da quelli di una demolizione controllata) sono l'indicazione del cedimento della struttura a cascata per le lesioni riportate alla base.

Andando a vedere queste altre immagini dei resti del WTC7 abbiamo:

Ancora indicazione della struttura esterna quasi intatta, anche negli elementi secondari di facciata. Sullo sfondo, abbiamo a sinistra il WTC5 ed al centro il WTC6.


Macerie fumanti con azione degli incendi interni che hanno continuato a bruciare il materiale che già prima di crollare incendiavano. Nessuna censura sulle immagini sia delle macerie fumanti sia degli hot spot, poiché è normale che un edificio incendiato a crollo avvenuto continui a bruciare nelle parti combustibili rimanenti.

Come sopra per quanto riguarda l'analisi, siamo nel lato che guarda il WTC6 a destra o Ground Zero alla destra del WTC7 (prima era stata indicata una foto a WTC7 ancora intatto).

Qui lo sfondo del Verizon fa capire che si stanno guardando i detriti del WTC7 della facciata centrale (guardare mappa iniziale per conferma). Si nota sulla destra un gruppo di travi ancora ricoperte di rivestimento superficiale tranne per alcuni pannelli orizzontali che presentano il sistema di agganci 3 x 3 ai pannelli di pietra, i quali sono immorsati alle retrostanti travi. Sullo sfondo si nota un altro gruppo di colonne intatte distese sui relitti, come se la base si fosse allargata e il centro fosse collassato su se stesso, mentre le travi laterali si appoggiavano ai detriti. Vi è poi una zona centrale in cui non compaiono le travi perimetrali.

Queste, secondo la teoria ufficiale, sono andate distrutte per i pezzi crollati, mentre per la teoria dietrologica vi è stata una serie di esplosioni ai lati della struttura (quella che qui appare alla destra, pure con una finestra dai vetri intatti). Si notano al centro alcuni pezzi di travature orizzontali estremamente frammentati rispetto quanto visto in altre posizioni. La passerella crollata per seconda, in parte circondata di detriti, va a inserirsi alla base della montagnola di metallo.

Sulla sinistra dovrebbe esserci la passerella crollata per prima con il Bent Propeller. Vi è quindi una vasta area di macerie fra la passerella tubolare e la passerella del Bent Propeller (non visibile e come ritrovato, schiacciato dalle macerie degli altri edifici) assai differente rispetto alle altre prospettive del WTC.

In quest'area la frammentazione dell'edificio è maggiore e vi è la mancanza di parti parzialmente intatte cedute verso l'interno. Le macerie stesse sembrano propendere verso l'esterno proprio in quel punto arrivando ad occupare anche la carreggiata della strada.

Passiamo alle foto di Jim Sannerud.


In questa possiamo vedere ancora una volta i resti del WTC7 dal lato in cui a collasso avvenuto il paramento esterno non si è sgretolato finendo sotto le macerie, ma ha conservato parte dei suoi collegamenti al resto della struttura portante perimetrale.

Anche Sannerud ha fotografato la street, avendo sullo sfondo la passerella e i resti del WTC7 che hanno invaso la carreggiata protendendosi verso il lato più debole dell'edificio.

Da questa prospettiva, la distruzione del'appoggio della passerella è maggiormente evidente. La mancanza di carta, le auto incendiate e le macchine annerite a terra e sulla parete destra fanno capire come un vasto incendio abbia inciso sulla zona fotografata. La macchina a sinistra presenta evidenti segni di schiacciamento, mentre sulla destra si notano residui di protezione delle Torri Gemelle.


Questa foto, scattata poco più indietro della precedente (si vede al centro di questa l'auto schiacciata con i tre uomini), mostra le medesime caratteristiche dell'altra già descritte. Vi è la presenza evidente di pezzi metallici di ricoprimento delle colonne delle Torri Gemelle. Vi è un'ulteriore auto schiacciata, ed altre sullo sfondo a sinistra parcheggiate vicino al WTC5 non schiacciate, ma bruciate.

In conclusione: sembra quindi poco credibile che vi siano state una serie di esplosioni controllate che hanno minato i lati del WTC7, mentre appaiono evidenti le foto che mostrano prima del incendio e crollo del WTC7 la mancanza del rosso monumento del Bent Propeller.

Quindi, assumendo per assurdo che il Bent Propeller non fu schiacciato dalle macerie del WTC1 e dai resti staccati dalle lesioni del WTC7, non trova spiegazione dove possa essere finito.

Vi è inoltre la presenza di una situazione più caotica rispetto a quella che i dietrologi-complottisti vogliono far credere. La presenza di elementi del WTC1 è evidente, come segni di ulteriori fenomeni oltre al crollo del WTC7 (incendio, schiacciamento auto, rottura edifici WTC7 proteso fino al centro della street).

Infine le macerie del WTC7 denotano una particolare disposizione che preserva i paramenti perimetrali nei tre lati (verso US Post Office, lato nord e verso Verizon), poco compatibile con la teoria degli sbuffi laterali provocati da esplosioni che avrebbero distrutto la struttura portante ai lati del WTC7.

Un cedimento dilazionato e progressivo prima della parte centrale della facciata sud (come da video e tracciati sismografici) è maggiormente compatibile con le foto dei danni alla seconda passerella su cui era poggiato il Bent Propeller.


Infine, per i cultori dell'arte, ecco un articolo sul Bent Propeller in cui ci si interroga su cosa farne. Mantenerlo come opera d'arte e di storia, fonderlo e ricrearlo come l'autore aveva forgiato... Questo è il solo dubbio che gli ufficialisti cultori dell'arte si pongono sul Bent Propeller: che fare del propeller?




Aggiornamento del 30 dicembre 2006

Aggiungo questa immagine in cui sono messe vicino due foto e sono inseriti dei segni schematici per aiutare a localizzare gli elementi presenti
Su suggerimento di Paolo Attivissimo ho esteso la ricerca di immagini del monumento con i nomi di Three red Wings e WTC stabile, oltre quello di Bent Propeller

I risultati hanno permesso ri recuperare altre immagini.
Una foto d'epoca di Patrick Marini del 1971 quando il monumento era davanti al WTC

La documentazione fotografica di Robert Segal
Le foto scattate in più giorni sono liberamente accessibili nel sito del fotografo e sono organizzate per data e luogo di scatto, con alcuni commenti dell'autore.
Decisamente un'opera di archiviazione meritevole quella compiuta da Segal.
Le foto di Seagal
Pubblico qui di seguito alcune riguardanti il WTC7
  1. View Down Vesey Street From Church; view to north; from left: 5WTC, 7WTC (heap), Federal Bldg.
  2. Most Photographed Heap of Rubble: North Side of Seven World Trade; view to southwest; 5WTC at left rear, 6WTC at center rear (behind heap)
  3. View to Plaza Between Five and Six World Trade; view to southwest
  4. Firefighters at Seven World Trade; view to north
  5. Shift Change - Passing Seven World Trade view to northwest; 5WTC at left; federal bldg. at right
  6. Pruning the Pile view to west; from left: 5WTC, 6WTC, remains of 7WTC
Ed infine la più importante
Dog Teams Entering Plaza Mall from Vesey (Below Former Location of Calder Stabile); view to north, 7WTC lying in Vesey St. at right; 6WTC at left
Da notare che la presenza dei cani per la ricerca delle persone sepolte la mancanza della passerella tubolare e la presenza delle gru mostra come queste foto scattate in nottura siano posticipate rispetto di qualche giorno alle altre prima riportate.
I lavori di bonifica erano già cominciati

Il raccondo di quanto visto con i suoi occhi è molto interessante per avere spunti sui focolari del WTC7, sulla ruggine che riempi i pezzi dopo la prima pioggia e sulla situazione generale di ground zero
Beside us, Five World Trade, the middle sister, remains standing but has been perforated by flying steel. Its roof is tinseled in tower remnants. The debris blasting through number Five have ripped massive exit wounds in its facade before colliding with the buildings northeast of Vesey and Church. Fire followed and stripped the paint from the steel, so the torn holes bleed orange rust after last night's rains. A few volumes from Borders Books have tumbled through the shattered display windows out onto the sidewalk. The storm has flushed the streets of ash and dust but fresh coatings of grit and smoke are still belching from Seven World Trade and from the yawning crevasses in the plaza.

Aggiornamento lunedì 30 aprile 2007

Aggiunte due altre foto del monumento



Inoltre alcuni hanno fatto notare come l'immagine di Cirione rifletta una parte superiore del Pedestrian Bridge non coincidente con l'altra immagine sempre di Cirione.

Si può quindi notare che nemmeno quando la struttura era integra il vetro della vicina passerella rifletteva bene l'immagine della passerella tubolare.






Aggiornamento 15 luglio 2008

In youtube è presente questo video dell'History Channel che parla proprio del Bent Propeller o The Calder.

2008/08/01

Recensione: "The Third Tower", la BBC affronta il WTC7 (prima parte)

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il 6 luglio scorso, la BBC ha trasmesso The Third Tower, una puntata della serie di documentari Conspiracy Files dedicata alle varie ipotesi cospirazioniste riguardanti i grandi eventi della storia. La puntata è, almeno per il momento, disponibile su Google Video, ed ha una serie di pagine Web di supporto presso la BBC: una FAQ, una dettagliata cronologia (che include gli eventi significativi precedenti l'11/9) e il blog degli autori della serie, con dettagli supplementari sulle indagini svolte dalla BBC.

Dopo aver discusso le teorie alternative generali sull'11 settembre in una puntata precedente, recensita qui, l'attenzione della BBC si è dunque concentrata sul crollo dell'Edificio 7 del World Trade Center (WTC7) alle 17.20 dell'11 settembre 2001, che i cospirazionisti ritengono misterioso e sintomatico di una cospirazione. Secondo loro, il WTC7 sarebbe stato distrutto da una demolizione intenzionale.

A prescindere dalle teorie cospirazioniste più o meno strampalate, resta il fatto che, come nota la BBC, il WTC7 è l'unico grattacielo della storia che è crollato a causa di un incendio. E' quindi importante capire le ragioni tecniche del suo crollo, per capire se è necessario cambiare i criteri progettuali e se esistono altri edifici a rischio di crollo per incendio. L'argomento, insomma, è di interesse per qualsiasi addetto ai lavori e qualsiasi inquilino di grattacielo, oltre che per chi vi abita nelle immediate adiacenze.

2:05. Dopo i titoli di testa e una rassegna di anticipazioni di brani che vedremo nel documentario, la BBC visita Denver, dove si tiene una proiezione di Loose Change Final Cut, con la presenza di Dylan Avery, uno degli autori di questo popolare video cospirazionista. Segue Un breve riepilogo della storia e della collocazione del WTC7, con immagini eloquenti della sua vicinanza alle Torri Gemelle. Viene intervistato Barry Jennings, uno degli addetti ai soccorsi, che sottolinea quanto l'edificio fosse sempre strettamente sorvegliato e protetto da agenti in borghese (questo avrebbe reso piuttosto difficile introdurvi esplosivi in dosi sufficienti a demolirlo). La ragione di tanta protezione era la presenza, nel WTC7, di uffici della CIA, del Secret Service, del Dipartimento della Difesa, e dell'Office of Emergency Management (OEM): il centro autosufficiente di coordinamento per le emergenze della città di New York.

4:00. Viene proposto uno spezzone di 9/11 Mysteries che ipotizza il movente dell'ipotetica demolizione: distruggere le prove che il WTC7 era stato in realtà il centro di coordinamento degli attentati e alcuni documenti scottanti, ospitati nell'edificio, che comprovavano frodi commerciali su vasta scala di alcune grandi società (l'uso di un sofisticato dispositivo noto agli specialisti come "distruggidocumenti" o "caminetto" sembra non essere preso in considerazione dai complottisti).

4:20. Il documentario mostra in sequenza i tre crolli: quelli del WTC2, del WTC1 e del WTC7. In queste riprese si nota che il lato ovest del WTC7 si inclina notevolmente verso l'edificio.

5:30. Intervista a Steven Jones e Richard Gage (di Architects and Engineers for 9/11 Truth). Gage sostiene esplicitamente che si è trattata di una demolizione con esplosivi. Altre immagini del crollo del WTC7 mostrano che l'edificio si è inclinato verso sud e che la facciata ovest è crollata verso l'interno.


Si notano le file verticali di finestre ai bordi della facciata, che non sono più parallele: quella a sinistra è piegata verso l'interno. L'edificio non sta cadendo come un blocco unico, come invece sembra dalle riprese da lontano.



La caduta non verticale, ma inclinata lungo l'asse nord-sud nella direzione della facciata lesionata e dei danni alla base, è chiaramente visibile in questo fotogramma.


6:00. Viene presentato uno dei misteri dell'Edificio 7: una corrosione anomala del metallo che ha destato grandi perplessità negli esperti. Uno degli intervistati maneggia e mostra un campione di metallo del WTC7. Dunque non è vero che proprio tutto il metallo del WTC7 è stato riciclato in fretta e furia.



Il professor Richard Sisson, del Worcester Polytechnic Institute, spiega che "ci sono zone dove mezzo pollice della trave è sparito... interamente dissolto... qualcosa ha assottigliato tantissimo l'acciaio e in alcune zone l'ha fatto sparire completamente". Una descrizione che sembra sposarsi perfettamente con la teoria della termite di Steven Jones.

7:00. La BBC nota che l'intero sistema d'allarme antincendio del WTC7 era stato messo in modalità di test la mattina dell'11 settembre per effettuare una manutenzione di routine: "per le successive otto ore, qualsiasi allarme d'incendio ricevuto dal sistema va ignorato".

L'audio della telefonata d'allarme che segnala il dirottamento e chiede l'intervento degli F-16 precede il filmato Naudet del primo impatto. Fra le immagini della gente per strada che reagisce agli attacchi, una persona dice che c'erano già i veicoli dei pompieri in zona, "come se stessero aspettando".

8:30. Immagini del secondo impatto. La BBC nota che dopo il primo impatto, gli addetti al coordinamento dei soccorsi furono convocati d'urgenza al WTC7, perché lì appunto si trovava il centro di coordinamento (OEM). Ma quando vi fu il secondo impatto, fu dato l'ordine di evacuare il WTC7.

Parla il vicedirettore dell'OEM, Richard Rotanz: in quei momenti concitati, non si sapeva quali altri edifici erano nel mirino dei terroristi e anche il WTC7, secondo lui, poteva essere un "bersaglio serio per via di tutte le agenzie federali presenti nell'edificio".



Viene dato dunque l'ordine di evacuazione, ma non tutti lo ricevono. Barry Jennings, membro dei servizi d'emergenza, sale al 23° piano. Quando arriva all'Office of Emergency Management, è scioccato da quello che vede. "Non c'era nessuno: ho visto del caffé ancora fumante... monitor spenti. Ho ricevuto una chiamata da uno dei miei superiori", racconta Jennings. Quando informa il suo superiore di dove si trova, gli viene detto "Esci di lì. Esci di lì subito".



10:40. Il crollo della Torre Sud, alle 9:59, semina il panico. I danni arrivano al WTC7. Il documentario mostra alcune delle poche immagini filmate del WTC7 disponibili fra il crollo della Torre Sud e quello della Torre Nord. I vetri dell'ingresso principale sono sfondati e l'atrio d'ingresso è invaso dalla polvere.









Il documentario nota che poco più di un minuto dopo, si attiva l'allarme antincendio nel WTC7. Ma poiché è in modalità di test, non c'è modo di sapere dove si trovano gli incendi segnalati. Barry Jennings racconta di aver sceso le scale di corsa; arrivato al sesto piano, dice che "c'è stato questo suono da brivido. L'intero edificio si è oscurato, e la rampa di scale su cui stavo ha ceduto."

12.20. La voce narrante del documentario dice che la Torre Nord è crollata alle 10:28 "in soli undici secondi". In realtà il tempo di crollo è maggiore, intorno ai sedici secondi, come risulta dal filmato di Luigi Cazzaniga. Sembra che come molti, anche la BBC sia stata tratta in inganno da una frase poco chiara del rapporto NIST, che parla sì di 11 secondi, ma riferiti al tempo impiegato dalle prime macerie per cadere a terra al di fuori della pianta dell'edificio.

Stavolta, nota il documentario, il WTC7 viene colpito direttamente dalle macerie della torre che crolla. Immagini di auto in fiamme. La grafica digitale 3D rivela quanto fosse vicino il WTC7 alla Torre Nord. La voce narrante sottolinea che furono segnalati incendi nel WTC7 subito dopo il crollo della Torre Nord e si chiede se si tratti di tracce di esplosivi o di incendi innescati dal crollo.



13:50. Jennings racconta di essere risalito all'ottavo piano e di aver visto che "un intero lato dell'edificio era scomparso". Ha anche sentito (non visto, ma udito) quelle che definisce "esplosioni": la prima quando era sceso al sesto piano, le altre quando si trovava all'ottavo piano. Dice anche di aver sentito l'odore del fumo degli incendi e il calore che ne scaturiva.

14:30. Il documentario nota che la ricostruzione ufficiale dice che il crollo è avvenuto a causa degli incendi e si chiede come mai i pompieri non siano intervenuti per spegnerli. Uno spezzone mostra il pompiere Miller che spiega che non c'è modo di spegnerlo: manca l'acqua, perché il crollo delle Torri Gemelle ha interrotto le condotte primarie. Furono portate delle idrovore montate su chiatte per aspirare acqua dal fiume Hudson, ma si rivelarono insufficienti.

15:00. Intervista a Richard Gage, membro dell'AIA (American Institute of Architects) e sostenitore di teorie di complotto.



Gage sottolinea che il crollo per incendio di un grattacielo non ha precedenti. Il documentario nota, e illustra con immagini, che nel 1991, un grattacielo di Philadelphia bruciò per 18 ore senza crollare, e che nel 2005 un grattacielo di 32 piani a Madrid (la Windsor Tower) bruciò per un giorno intero, ma crollò soltanto in parte. Per contro, il WTC7 bruciò solo per sette ore.

16:20. Vengono mostrate le immagini degli esperimenti d'incendio condotti a Cardington, nel Bedfordshire, negli anni Novanta, su strutture in acciaio, che ne rivelarono una resistenza agli incendi superiore al previsto. Fu costruito appositamente un edificio di otto piani in acciaio, al quale fu appiccato il fuoco. Per un breve periodo, l'acciaio raggiunse temperature di 1000°C, molto superiori a quelle raggiunte nel WTC7: le travi dei solai s'imbarcarono, ma non vi furono crolli.



Gage sottolinea che se la versione ufficiale è vera, allora le norme edilizie sono inadeguate e migliaia di edifici sono a rischio. La BBC riferisce che gli esperti ritengono che nel WTC7 gli incendi abbiano raggiunto circa 600°C, temperatura alla quale l'acciaio dimezza la propria capacità di reggere carichi, e che secondo le indagini, gli incendi principali erano situati fra il sesto e il tredicesimo piano, con l'eccezione del decimo piano, e che vi erano altri incendi inizialmente ai piani superiori.



Ma secondo Scott Grainger, tecnico delle protezioni antincendio e membro di Architects and Engineers for 9/11 Truth, gli incendi non erano abbastanza gravi e non erano simultanei su tutti i piani, e come ogni incendio, erano soggetti a migrare: secondo lui, questo avrebbe riscaldato di certo l'acciaio, ma poi gli incendi si sarebbero spostati altrove per esaurimento locale dei materiali infiammabili (scrivanie, poltrone, carta).

18:20. Il documentario racconta che Jennings rimane intrappolato per tre ore dentro il WTC7. Finalmente, quando esce, incontra un poliziotto che gli dice di correre perché, dice, "abbiamo altre informazioni a proposito di bombe". Mentre Jennings si allontana dall'edificio, si imbatte nella troupe di Channel 7 Eyewitness News, che gli chiede un'intervista.



Nell'intervista dell'epoca, Jennings parla di "big explosion" che lo ha costretto a tornare all'ottavo piano. Sottolinea che qualcuno aveva già chiamato sua moglie dicendo che lui era morto, ma che quell'intervista, andata in diretta, fu vista dalla moglie e per molte ore fu l'unica conferma, per lei del fatto che Jennings era ancora vivo.

19:30. La BBC nota che poco dopo mezzogiorno i pompieri cominciano ad osservare preoccupati il WTC7. Viene intervistato uno dei vicecomandanti dei pompieri dell'epoca, Peter Hayden, che spiega che gli specialisti collocarono dei dispositivi (dei transit o teodoliti) per monitorare eventuali spostamenti dell'edificio: "Eravamo preoccupati della possibilità di crollo dell'edificio" dice "e abbiamo discusso con un ingegnere, in particolare... gli abbiamo chiesto se, lasciandolo bruciare, era prevedibile che crollasse, e quanto tempo ci avrebbe messo. Saltò fuori che ci aveva praticamente azzeccato... dice 'Nello stato in cui è ora, avete circa cinque ore'".

I pompieri, insomma, erano perfettamente al corrente della possibilità che crollasse il WTC7.



Come nota il documentario, c'è chi interpreta queste previsioni come un segno che i pompieri avevano pianificato la distruzione del WTC7 insieme a Larry Silverstein, locatario del complesso del WTC. Uno spezzone di "9/11 Mysteries" parla di Silverstein e del suo famoso "pull it".

21:00. Richard Gage interpreta il "pull it" dicendo che secondo lui dimostra che Silverstein era "coinvolto in una decisione di abbattere l'edificio, ma chissà cosa voleva dire, sono solo ipotesi".

E' interessante notare come Gage, di fronte alla BBC, è molto cauto e compassato e non esibisce alcuno dei gesti teatrali visti altrove (come la famosa "dimostrazione" del crollo delle Torri Gemelle fatta con le scatole di cartone nel programma Hardfire che vedete qui accanto).

Il documentario segnala che i critici della versione ufficiale notano che "solo due mesi prima dell'11/9, Larry Silverstein sottoscrisse una polizza assicurativa da 3,5 miliardi di dollari sulle Torri Gemelle, che prevedeva un risarcimento in caso di attacco terroristico". Ma la BBC nota che la polizza era un requisito per poter acquisire gli edifici, e che la polizza non copriva soltanto eventi terroristici, e che l'assicurazione sul WTC7 risaliva addirittura al 1987, anno in cui fu costruito.

21:40. Gage ritorna sul "pull it". "Non si dice 'prendemmo la decisione di 'pull it', che si riferisce a una cosa. Non si direbbe una cosa del genere per riferirsi a un gruppo di pompieri. Si direbbe 'prendemmo la decisione di 'pull them' dall'edificio'". La BBC dice che Silverstein nega ogni accusa di coinvolgimento in qualunque complotto.

Daniel Nigro, il comandante dei pompieri che l'11/9 prese il comando delle operazioni di soccorso, nota la BBC, era scampato per un pelo al crollo della Torre Sud.



Alle 15, nonostante fossero in corso le febbrili ricerche dei sopravvissuti, molti dei quali erano colleghi dei pompieri, le condizioni "in deterioramento" del WTC7 costrinsero Nigro a prendere una decisione difficile. "La decisione più grave fu quella di definire una zona di evacuazione intorno al 7 e di tirare via tutti [Nigro usa l'espressione "pull everyone away"] e di interrompere le operazioni di soccorso, che fu molto difficile da fare, perché c'erano ancora persone intrappolate, e di tirarci indietro. Tirarci indietro e aspettare."

23:00. La BBC nota che non fu in realtà Silverstein a dare ordini di nessun genere. Dice Nigro: "Noi non abbiamo bisogno di chiedere il permesso al proprietario. No. Quando prendiamo in carico un edificio, lo prendiamo in carico, e quella decisione spetta al comandante dei pompieri e soltanto a lui. Per questo so che non esiste nessun complotto, perché farne parte io sarebbe osceno, e mi disgusta persino pensarlo."

23:30. Si passa a parlare dei media che preannunciarono il crollo del WTC7: questo viene interpretato dai complottisti come un segno del fatto che anche i media fanno parte della messinscena e avevano ricevuto in anticipo il copione degli eventi. Vengono mostrati gli spezzoni della CNN e della BBC che, intorno alle 17 (ora di New York), segnalarono che il WTC7 "è crollato o sta crollando". Jane Standley, giornalista della BBC, dichiarò in diretta che il WTC7 era crollato mentre era ancora in piedi alle sue spalle, per poi vedersi interrompere la trasmissione subito dopo. Interruzione voluta, per zittirla dopo la gaffe? Il documentario tornerà su questa vicenda più avanti.

24:40. Richard Gage dice che il WTC7 è crollato "praticamente a velocità di caduta libera, simmetricamente e ordinatamente".

25:00. La grafica digitale ricostruisce con chiarezza la particolare struttura del WTC7, costruito a cavalcioni di una sottostazione elettrica della Con Edison. Furono necessarie soluzioni insolite, con travi molto lunghe, per distribuire il peso dell'edificio senza gravare sulla sottostazione.

Gage dice che per far crollare il WTC7 in quel modo, tutte le colonne centrali dell'edificio devono essere state distrutte contemporaneamente "entro un decimo di secondo". Affermazione interessante, perché esclude l'uso della termite, la cui azione non è sincronizzabile. Gage si pone quindi in contrasto con Steven Jones, che afferma di avere prove dell'uso di termite.

Kamal Obeid, di AE911 Truth, ingegnere strutturista, dice che un cedimento di una singola colonna può succedere, ma che è impossibile che quel cedimento causi il crollo dell'intero edificio.

26:30. Viene presentato Danny Jowenko, l'esperto olandese di demolizioni che, quando gli fu mostrato un video del crollo del WTC7 (senza dirgli che era il WTC7) nel programma olandese Zembla, disse che era chiaramente una demolizione controllata. Risate del pubblico alla proiezione di Loose Change nella scena in cui Jowenko, incredulo quando gli rivelano che si tratta del WTC7, dice "Allora devono aver lavorato sodo".

27:20. Intervista a Mark Loizeaux, altro esperto di demolizioni. Viene mostrata una rumorosissima serie di demolizioni controllate.



Dice Loizeaux: "La più grande struttura in acciaio che abbiamo demolito, e credo sia ancora un record nel Guinness, è l'Hudson Building di Detroit." Ne vengono mostrate le immagini. "Ci vollero mesi per progettarlo. Ci vollero mesi per preparare la struttura per la collocazione delle cariche esplosive. Mesi. Si fa un sacco di rumore, non lo si può evitare. Si abbattono, di solito, tutte le pareti ai piani dove si collocano gli esplosivi." Immagini dei preparativi. La BBC aggiunge che poi occorre piazzare centinaia di cariche e chilometri di cavo d'innesco.




La BBC chiede a Loizeaux se è tecnicamente possibile predisporre la demolizione di un edificio come il WTC7, mentre è ancora completamente occupato, senza che nessuno se ne accorga. Loizeaux riflette un momento, poi risponde categoricamente: "In una sceneggiatura, in un film, qualcosa con Bruce Willis, magari. Nella realtà, no."

Ma Richard Gage ha una spiegazione anche per quest'obiezione: "E' possibile che gli esplosivi siano stati collocati prima della ristrutturazione di ogni piano... o durante la costruzione iniziale dell'edificio".

In altre parole, secondo Gage, la distruzione del World Trade Center potrebbe essere stata pianificata addirittura negli anni Ottanta.

Loizeaux, quando gli riferiscono questa teoria, contiene a stento l'esasperazione. "Davvero? Non so che dire. Questi esplosivi hanno una data di scadenza. Quelli fatti in questo paese dicono 'Da usare entro tre anni'. Altrimenti non ci si può fidare che esplodano."

La descrizione di The Third Tower prosegue nella seconda parte della recensione.