2008/08/01

Recensione: "The Third Tower", la BBC affronta il WTC7 (prima parte)

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il 6 luglio scorso, la BBC ha trasmesso The Third Tower, una puntata della serie di documentari Conspiracy Files dedicata alle varie ipotesi cospirazioniste riguardanti i grandi eventi della storia. La puntata è, almeno per il momento, disponibile su Google Video, ed ha una serie di pagine Web di supporto presso la BBC: una FAQ, una dettagliata cronologia (che include gli eventi significativi precedenti l'11/9) e il blog degli autori della serie, con dettagli supplementari sulle indagini svolte dalla BBC.

Dopo aver discusso le teorie alternative generali sull'11 settembre in una puntata precedente, recensita qui, l'attenzione della BBC si è dunque concentrata sul crollo dell'Edificio 7 del World Trade Center (WTC7) alle 17.20 dell'11 settembre 2001, che i cospirazionisti ritengono misterioso e sintomatico di una cospirazione. Secondo loro, il WTC7 sarebbe stato distrutto da una demolizione intenzionale.

A prescindere dalle teorie cospirazioniste più o meno strampalate, resta il fatto che, come nota la BBC, il WTC7 è l'unico grattacielo della storia che è crollato a causa di un incendio. E' quindi importante capire le ragioni tecniche del suo crollo, per capire se è necessario cambiare i criteri progettuali e se esistono altri edifici a rischio di crollo per incendio. L'argomento, insomma, è di interesse per qualsiasi addetto ai lavori e qualsiasi inquilino di grattacielo, oltre che per chi vi abita nelle immediate adiacenze.

2:05. Dopo i titoli di testa e una rassegna di anticipazioni di brani che vedremo nel documentario, la BBC visita Denver, dove si tiene una proiezione di Loose Change Final Cut, con la presenza di Dylan Avery, uno degli autori di questo popolare video cospirazionista. Segue Un breve riepilogo della storia e della collocazione del WTC7, con immagini eloquenti della sua vicinanza alle Torri Gemelle. Viene intervistato Barry Jennings, uno degli addetti ai soccorsi, che sottolinea quanto l'edificio fosse sempre strettamente sorvegliato e protetto da agenti in borghese (questo avrebbe reso piuttosto difficile introdurvi esplosivi in dosi sufficienti a demolirlo). La ragione di tanta protezione era la presenza, nel WTC7, di uffici della CIA, del Secret Service, del Dipartimento della Difesa, e dell'Office of Emergency Management (OEM): il centro autosufficiente di coordinamento per le emergenze della città di New York.

4:00. Viene proposto uno spezzone di 9/11 Mysteries che ipotizza il movente dell'ipotetica demolizione: distruggere le prove che il WTC7 era stato in realtà il centro di coordinamento degli attentati e alcuni documenti scottanti, ospitati nell'edificio, che comprovavano frodi commerciali su vasta scala di alcune grandi società (l'uso di un sofisticato dispositivo noto agli specialisti come "distruggidocumenti" o "caminetto" sembra non essere preso in considerazione dai complottisti).

4:20. Il documentario mostra in sequenza i tre crolli: quelli del WTC2, del WTC1 e del WTC7. In queste riprese si nota che il lato ovest del WTC7 si inclina notevolmente verso l'edificio.

5:30. Intervista a Steven Jones e Richard Gage (di Architects and Engineers for 9/11 Truth). Gage sostiene esplicitamente che si è trattata di una demolizione con esplosivi. Altre immagini del crollo del WTC7 mostrano che l'edificio si è inclinato verso sud e che la facciata ovest è crollata verso l'interno.


Si notano le file verticali di finestre ai bordi della facciata, che non sono più parallele: quella a sinistra è piegata verso l'interno. L'edificio non sta cadendo come un blocco unico, come invece sembra dalle riprese da lontano.



La caduta non verticale, ma inclinata lungo l'asse nord-sud nella direzione della facciata lesionata e dei danni alla base, è chiaramente visibile in questo fotogramma.


6:00. Viene presentato uno dei misteri dell'Edificio 7: una corrosione anomala del metallo che ha destato grandi perplessità negli esperti. Uno degli intervistati maneggia e mostra un campione di metallo del WTC7. Dunque non è vero che proprio tutto il metallo del WTC7 è stato riciclato in fretta e furia.



Il professor Richard Sisson, del Worcester Polytechnic Institute, spiega che "ci sono zone dove mezzo pollice della trave è sparito... interamente dissolto... qualcosa ha assottigliato tantissimo l'acciaio e in alcune zone l'ha fatto sparire completamente". Una descrizione che sembra sposarsi perfettamente con la teoria della termite di Steven Jones.

7:00. La BBC nota che l'intero sistema d'allarme antincendio del WTC7 era stato messo in modalità di test la mattina dell'11 settembre per effettuare una manutenzione di routine: "per le successive otto ore, qualsiasi allarme d'incendio ricevuto dal sistema va ignorato".

L'audio della telefonata d'allarme che segnala il dirottamento e chiede l'intervento degli F-16 precede il filmato Naudet del primo impatto. Fra le immagini della gente per strada che reagisce agli attacchi, una persona dice che c'erano già i veicoli dei pompieri in zona, "come se stessero aspettando".

8:30. Immagini del secondo impatto. La BBC nota che dopo il primo impatto, gli addetti al coordinamento dei soccorsi furono convocati d'urgenza al WTC7, perché lì appunto si trovava il centro di coordinamento (OEM). Ma quando vi fu il secondo impatto, fu dato l'ordine di evacuare il WTC7.

Parla il vicedirettore dell'OEM, Richard Rotanz: in quei momenti concitati, non si sapeva quali altri edifici erano nel mirino dei terroristi e anche il WTC7, secondo lui, poteva essere un "bersaglio serio per via di tutte le agenzie federali presenti nell'edificio".



Viene dato dunque l'ordine di evacuazione, ma non tutti lo ricevono. Barry Jennings, membro dei servizi d'emergenza, sale al 23° piano. Quando arriva all'Office of Emergency Management, è scioccato da quello che vede. "Non c'era nessuno: ho visto del caffé ancora fumante... monitor spenti. Ho ricevuto una chiamata da uno dei miei superiori", racconta Jennings. Quando informa il suo superiore di dove si trova, gli viene detto "Esci di lì. Esci di lì subito".



10:40. Il crollo della Torre Sud, alle 9:59, semina il panico. I danni arrivano al WTC7. Il documentario mostra alcune delle poche immagini filmate del WTC7 disponibili fra il crollo della Torre Sud e quello della Torre Nord. I vetri dell'ingresso principale sono sfondati e l'atrio d'ingresso è invaso dalla polvere.









Il documentario nota che poco più di un minuto dopo, si attiva l'allarme antincendio nel WTC7. Ma poiché è in modalità di test, non c'è modo di sapere dove si trovano gli incendi segnalati. Barry Jennings racconta di aver sceso le scale di corsa; arrivato al sesto piano, dice che "c'è stato questo suono da brivido. L'intero edificio si è oscurato, e la rampa di scale su cui stavo ha ceduto."

12.20. La voce narrante del documentario dice che la Torre Nord è crollata alle 10:28 "in soli undici secondi". In realtà il tempo di crollo è maggiore, intorno ai sedici secondi, come risulta dal filmato di Luigi Cazzaniga. Sembra che come molti, anche la BBC sia stata tratta in inganno da una frase poco chiara del rapporto NIST, che parla sì di 11 secondi, ma riferiti al tempo impiegato dalle prime macerie per cadere a terra al di fuori della pianta dell'edificio.

Stavolta, nota il documentario, il WTC7 viene colpito direttamente dalle macerie della torre che crolla. Immagini di auto in fiamme. La grafica digitale 3D rivela quanto fosse vicino il WTC7 alla Torre Nord. La voce narrante sottolinea che furono segnalati incendi nel WTC7 subito dopo il crollo della Torre Nord e si chiede se si tratti di tracce di esplosivi o di incendi innescati dal crollo.



13:50. Jennings racconta di essere risalito all'ottavo piano e di aver visto che "un intero lato dell'edificio era scomparso". Ha anche sentito (non visto, ma udito) quelle che definisce "esplosioni": la prima quando era sceso al sesto piano, le altre quando si trovava all'ottavo piano. Dice anche di aver sentito l'odore del fumo degli incendi e il calore che ne scaturiva.

14:30. Il documentario nota che la ricostruzione ufficiale dice che il crollo è avvenuto a causa degli incendi e si chiede come mai i pompieri non siano intervenuti per spegnerli. Uno spezzone mostra il pompiere Miller che spiega che non c'è modo di spegnerlo: manca l'acqua, perché il crollo delle Torri Gemelle ha interrotto le condotte primarie. Furono portate delle idrovore montate su chiatte per aspirare acqua dal fiume Hudson, ma si rivelarono insufficienti.

15:00. Intervista a Richard Gage, membro dell'AIA (American Institute of Architects) e sostenitore di teorie di complotto.



Gage sottolinea che il crollo per incendio di un grattacielo non ha precedenti. Il documentario nota, e illustra con immagini, che nel 1991, un grattacielo di Philadelphia bruciò per 18 ore senza crollare, e che nel 2005 un grattacielo di 32 piani a Madrid (la Windsor Tower) bruciò per un giorno intero, ma crollò soltanto in parte. Per contro, il WTC7 bruciò solo per sette ore.

16:20. Vengono mostrate le immagini degli esperimenti d'incendio condotti a Cardington, nel Bedfordshire, negli anni Novanta, su strutture in acciaio, che ne rivelarono una resistenza agli incendi superiore al previsto. Fu costruito appositamente un edificio di otto piani in acciaio, al quale fu appiccato il fuoco. Per un breve periodo, l'acciaio raggiunse temperature di 1000°C, molto superiori a quelle raggiunte nel WTC7: le travi dei solai s'imbarcarono, ma non vi furono crolli.



Gage sottolinea che se la versione ufficiale è vera, allora le norme edilizie sono inadeguate e migliaia di edifici sono a rischio. La BBC riferisce che gli esperti ritengono che nel WTC7 gli incendi abbiano raggiunto circa 600°C, temperatura alla quale l'acciaio dimezza la propria capacità di reggere carichi, e che secondo le indagini, gli incendi principali erano situati fra il sesto e il tredicesimo piano, con l'eccezione del decimo piano, e che vi erano altri incendi inizialmente ai piani superiori.



Ma secondo Scott Grainger, tecnico delle protezioni antincendio e membro di Architects and Engineers for 9/11 Truth, gli incendi non erano abbastanza gravi e non erano simultanei su tutti i piani, e come ogni incendio, erano soggetti a migrare: secondo lui, questo avrebbe riscaldato di certo l'acciaio, ma poi gli incendi si sarebbero spostati altrove per esaurimento locale dei materiali infiammabili (scrivanie, poltrone, carta).

18:20. Il documentario racconta che Jennings rimane intrappolato per tre ore dentro il WTC7. Finalmente, quando esce, incontra un poliziotto che gli dice di correre perché, dice, "abbiamo altre informazioni a proposito di bombe". Mentre Jennings si allontana dall'edificio, si imbatte nella troupe di Channel 7 Eyewitness News, che gli chiede un'intervista.



Nell'intervista dell'epoca, Jennings parla di "big explosion" che lo ha costretto a tornare all'ottavo piano. Sottolinea che qualcuno aveva già chiamato sua moglie dicendo che lui era morto, ma che quell'intervista, andata in diretta, fu vista dalla moglie e per molte ore fu l'unica conferma, per lei del fatto che Jennings era ancora vivo.

19:30. La BBC nota che poco dopo mezzogiorno i pompieri cominciano ad osservare preoccupati il WTC7. Viene intervistato uno dei vicecomandanti dei pompieri dell'epoca, Peter Hayden, che spiega che gli specialisti collocarono dei dispositivi (dei transit o teodoliti) per monitorare eventuali spostamenti dell'edificio: "Eravamo preoccupati della possibilità di crollo dell'edificio" dice "e abbiamo discusso con un ingegnere, in particolare... gli abbiamo chiesto se, lasciandolo bruciare, era prevedibile che crollasse, e quanto tempo ci avrebbe messo. Saltò fuori che ci aveva praticamente azzeccato... dice 'Nello stato in cui è ora, avete circa cinque ore'".

I pompieri, insomma, erano perfettamente al corrente della possibilità che crollasse il WTC7.



Come nota il documentario, c'è chi interpreta queste previsioni come un segno che i pompieri avevano pianificato la distruzione del WTC7 insieme a Larry Silverstein, locatario del complesso del WTC. Uno spezzone di "9/11 Mysteries" parla di Silverstein e del suo famoso "pull it".

21:00. Richard Gage interpreta il "pull it" dicendo che secondo lui dimostra che Silverstein era "coinvolto in una decisione di abbattere l'edificio, ma chissà cosa voleva dire, sono solo ipotesi".

E' interessante notare come Gage, di fronte alla BBC, è molto cauto e compassato e non esibisce alcuno dei gesti teatrali visti altrove (come la famosa "dimostrazione" del crollo delle Torri Gemelle fatta con le scatole di cartone nel programma Hardfire che vedete qui accanto).

Il documentario segnala che i critici della versione ufficiale notano che "solo due mesi prima dell'11/9, Larry Silverstein sottoscrisse una polizza assicurativa da 3,5 miliardi di dollari sulle Torri Gemelle, che prevedeva un risarcimento in caso di attacco terroristico". Ma la BBC nota che la polizza era un requisito per poter acquisire gli edifici, e che la polizza non copriva soltanto eventi terroristici, e che l'assicurazione sul WTC7 risaliva addirittura al 1987, anno in cui fu costruito.

21:40. Gage ritorna sul "pull it". "Non si dice 'prendemmo la decisione di 'pull it', che si riferisce a una cosa. Non si direbbe una cosa del genere per riferirsi a un gruppo di pompieri. Si direbbe 'prendemmo la decisione di 'pull them' dall'edificio'". La BBC dice che Silverstein nega ogni accusa di coinvolgimento in qualunque complotto.

Daniel Nigro, il comandante dei pompieri che l'11/9 prese il comando delle operazioni di soccorso, nota la BBC, era scampato per un pelo al crollo della Torre Sud.



Alle 15, nonostante fossero in corso le febbrili ricerche dei sopravvissuti, molti dei quali erano colleghi dei pompieri, le condizioni "in deterioramento" del WTC7 costrinsero Nigro a prendere una decisione difficile. "La decisione più grave fu quella di definire una zona di evacuazione intorno al 7 e di tirare via tutti [Nigro usa l'espressione "pull everyone away"] e di interrompere le operazioni di soccorso, che fu molto difficile da fare, perché c'erano ancora persone intrappolate, e di tirarci indietro. Tirarci indietro e aspettare."

23:00. La BBC nota che non fu in realtà Silverstein a dare ordini di nessun genere. Dice Nigro: "Noi non abbiamo bisogno di chiedere il permesso al proprietario. No. Quando prendiamo in carico un edificio, lo prendiamo in carico, e quella decisione spetta al comandante dei pompieri e soltanto a lui. Per questo so che non esiste nessun complotto, perché farne parte io sarebbe osceno, e mi disgusta persino pensarlo."

23:30. Si passa a parlare dei media che preannunciarono il crollo del WTC7: questo viene interpretato dai complottisti come un segno del fatto che anche i media fanno parte della messinscena e avevano ricevuto in anticipo il copione degli eventi. Vengono mostrati gli spezzoni della CNN e della BBC che, intorno alle 17 (ora di New York), segnalarono che il WTC7 "è crollato o sta crollando". Jane Standley, giornalista della BBC, dichiarò in diretta che il WTC7 era crollato mentre era ancora in piedi alle sue spalle, per poi vedersi interrompere la trasmissione subito dopo. Interruzione voluta, per zittirla dopo la gaffe? Il documentario tornerà su questa vicenda più avanti.

24:40. Richard Gage dice che il WTC7 è crollato "praticamente a velocità di caduta libera, simmetricamente e ordinatamente".

25:00. La grafica digitale ricostruisce con chiarezza la particolare struttura del WTC7, costruito a cavalcioni di una sottostazione elettrica della Con Edison. Furono necessarie soluzioni insolite, con travi molto lunghe, per distribuire il peso dell'edificio senza gravare sulla sottostazione.

Gage dice che per far crollare il WTC7 in quel modo, tutte le colonne centrali dell'edificio devono essere state distrutte contemporaneamente "entro un decimo di secondo". Affermazione interessante, perché esclude l'uso della termite, la cui azione non è sincronizzabile. Gage si pone quindi in contrasto con Steven Jones, che afferma di avere prove dell'uso di termite.

Kamal Obeid, di AE911 Truth, ingegnere strutturista, dice che un cedimento di una singola colonna può succedere, ma che è impossibile che quel cedimento causi il crollo dell'intero edificio.

26:30. Viene presentato Danny Jowenko, l'esperto olandese di demolizioni che, quando gli fu mostrato un video del crollo del WTC7 (senza dirgli che era il WTC7) nel programma olandese Zembla, disse che era chiaramente una demolizione controllata. Risate del pubblico alla proiezione di Loose Change nella scena in cui Jowenko, incredulo quando gli rivelano che si tratta del WTC7, dice "Allora devono aver lavorato sodo".

27:20. Intervista a Mark Loizeaux, altro esperto di demolizioni. Viene mostrata una rumorosissima serie di demolizioni controllate.



Dice Loizeaux: "La più grande struttura in acciaio che abbiamo demolito, e credo sia ancora un record nel Guinness, è l'Hudson Building di Detroit." Ne vengono mostrate le immagini. "Ci vollero mesi per progettarlo. Ci vollero mesi per preparare la struttura per la collocazione delle cariche esplosive. Mesi. Si fa un sacco di rumore, non lo si può evitare. Si abbattono, di solito, tutte le pareti ai piani dove si collocano gli esplosivi." Immagini dei preparativi. La BBC aggiunge che poi occorre piazzare centinaia di cariche e chilometri di cavo d'innesco.




La BBC chiede a Loizeaux se è tecnicamente possibile predisporre la demolizione di un edificio come il WTC7, mentre è ancora completamente occupato, senza che nessuno se ne accorga. Loizeaux riflette un momento, poi risponde categoricamente: "In una sceneggiatura, in un film, qualcosa con Bruce Willis, magari. Nella realtà, no."

Ma Richard Gage ha una spiegazione anche per quest'obiezione: "E' possibile che gli esplosivi siano stati collocati prima della ristrutturazione di ogni piano... o durante la costruzione iniziale dell'edificio".

In altre parole, secondo Gage, la distruzione del World Trade Center potrebbe essere stata pianificata addirittura negli anni Ottanta.

Loizeaux, quando gli riferiscono questa teoria, contiene a stento l'esasperazione. "Davvero? Non so che dire. Questi esplosivi hanno una data di scadenza. Quelli fatti in questo paese dicono 'Da usare entro tre anni'. Altrimenti non ci si può fidare che esplodano."

La descrizione di The Third Tower prosegue nella seconda parte della recensione.

6 commenti:

Hanmar ha detto...

Nigro: "...cut... Per questo so che non esiste nessun complotto, perché farne parte io sarebbe osceno, e mi disgusta persino pensarlo."

Una frase che i complottisti dovrebbero marchiarsi a lettere di fuoco nella mente.

Saluti
Hanmar

DYK ha detto...

Paolo... non potevano usare il distruggi-documenti perche' altrimenti arrivava Charlie Eppes e ricostruiva tutti i testi...
(spero si sia capita la mia ironia...perche' contro i complottisti ormai e' l'unica arma che mi e' rimasta)
CIAO CIAO

brain_use ha detto...

Attendiamo la seconda parte e le conclusioni.

Mario ha detto...

Il rapporto FEMA per il WTC7 parlava di esposizione a 1000°C e non 600°C.
AhiAhiAhi...la BBC ha sbagliato.
Sono i complottisti che hanno abbassato sempre più le temperature arrivando persino a 150-300°C.

E' stato detto quanti piani aveva l'edificio più alto mai demolito? Ricordo un vecchio post su popular mechanics che ne parlava. Qui non so se manca il dato o se non è stato detto nel video della BBC.
Se partiamo dall'enunciato che "nessun edificio in acciaio è mai crollato a causa di un incendio", che ce ne facciamo dell'enunciato "nessun edificio di 40-50 piani è mai stato demolito"?

Infine: "Vengono mostrate le immagini degli esperimenti d'incendio condotti a Cardington, nel Bedfordshire, negli anni Novanta,"
Con tutto rispetto, ma questo non significa nulla.
Fare un esperimento per verificare il comportamento dell'acciaio su una data struttura non significa che altre strutture possano resistere o meno.
L'incendio non fa altro che facilitare l'insorgere di cerniere plastiche le quali a seconda del grado di iperstaticità dell'edificio possono portare alla labilità in diversi tempi e totale o parziale.
Tanto più che:
1) i complottisti ancora oggi non ammettono/parlano dei danni subiti dalla struttura per il crollo del WTC, sebbene esistano varie prove a riguardo
2) il danno è stato progressivo, soprattutto nella facciata sud e non istantaneo. Il crollo è stato istantaneo (o meglio la seconda parte del crollo)
3) la struttura era di per se un abominio visto che era appoggiata sulla Con Edison.

omar ha detto...

Interessante, per i contributi apportati.Matrix in confronto è stata una trasmissione di basso livello.

usa-free ha detto...

"E' possibile che gli esplosivi siano stati collocati prima della ristrutturazione di ogni piano... o durante la costruzione iniziale dell'edificio".

Questo è completamente pazzo: in 15 anni sarebbe potuto succedere di tutto, durante una ristrutturazione si sarebbero potuti inconsapevolmente portare alla luce gli esplosivi o innescarli.

Sarà anche un architetto, ma da questo non mi farei progettare nemmeno un capanno per gli attrezzi o_O