2006/11/10

Il mistero inesistente delle finestre del Pentagono

di Hammer. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Esterno2Varie fonti complottiste sostengono che le finestre del Pentagono rimaste intatte nelle immediate vicinanze del punto di impatto non sarebbero compatibili con lo schianto di un Boeing 757.

Questa tesi è sostenuta, ad esempio, dal sito www.pentagonstrike.co.uk, da "Loose Change" e dal film-inchiesta "Inganno Globale" del regista italiano Massimo Mazzucco. Secondo costoro, questa sarebbe una prova che fu un aereo diverso, o un missile Cruise, a colpire il Pentagono.

Le finestre in questione sono mostrate dalle seguenti immagini successive all'impatto e precedenti il crollo parziale della facciata colpita.

car-white

tail-damage

In realtà il motivo per cui tali finestre hanno resistito all'impatto non è affatto misterioso: hanno semplicemente fatto ciò per cui erano progettate. Si tratta infatti di finestre a prova di scoppio ("blast resistant" in inglese), installate in uno dei settori del Pentagono, il Wedge 1, nei mesi prima dell'11 settembre, nell'ambito del piano pluriennale di Rinnovamento della Sicurezza del Pentagono, deciso in seguito agli attentati di Oklahoma City del 1995 e contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania del 1998.

La fase operativa del piano era iniziata nel 1997, quattro anni prima degli attentati (fonte), e i lavori erano stati avviati nel 1999 (Pentagon Building Performance Report, pagina 3). Le finestre antiscoppio erano, quindi, proprio delle misure di sicurezza antiterrorismo.

Alla data del'11 settembre 2001, le finestre antiscoppio erano state installate soltanto in una porzione della facciata colpita dal Volo AA77. Essendo il Pentagono riconosciuto dal 1992 come uno dei National Historic Landmark, ovvero uno degli edifici sul suolo statunitense a cui viene riconoscito un valore storico, fu necessario rendere le nuove finestre esternamente identiche alle precedenti.

E' pertanto impossibile distinguerle guardando l'edificio da fuori; l'unica differenza, rilevabile nelle immagini ravvicinate, è la trasparenza differente rispetto alle finestre normali. Il lavoro di progettazione e installazione di queste finestre antiscoppio fu commissionato alla società statunitense Masonry Arts. Ciascuna finestra costa 10.000 dollari. Lo speciale vetro stratificato fu realizzato dalla Viracon, di Owatonna, nel Minnesota; ciascuna lastra è spessa 4 cm e pesa oltre 200 kg (fonte).

La seguente immagine, rilasciata dal Department of Defense, le mostra dall'interno.

Interno

Da questo articolo del Washington Post apprendiamo che le finestre in questione hanno spessore di circa 5 centimetri (2 pollici) e che ciascuna pesa più di una tonnellata (2500 libbre). Non per nulla queste finestre vengono trasportate, durante i lavori di posa, usando mezzi sollevatori pesanti, come mostrato in questo fotogramma tratto dal documentario Inside the Pentagon di National Geographic.


Da un'intervista rilasciata da Ken Hays, vicepresidente esecutivo di Masonry Arts, a Popular Mechanics apprendiamo che oltre a installare pannelli più resistenti fu necessario rinforzare i muri. Avere finestre più resistenti dei muri che le sorreggono sarebbe stato inutile oltre che imprudente: a seguito di un impatto o di un'esplosione, i pannelli avrebbero potuto uscire dalle loro sedi e trasformarsi in proiettili estremamente pericolosi.

Per questo motivo fu anche necessario installare la robusta struttura di acciaio che si vede nella foto che mostra le finestre viste dall'interno. Ogni parte di questa struttura è agganciata attraverso i pavimenti alle parti corrispondenti nei piani successivi, in modo da creare un corpo unico lungo tutta la facciata del Pentagono.

Non solo: le pareti interne furono anche rivestite di un materiale simile al Kevlar per trattenere i frammenti di muro in caso di esplosione esterna.

Nessun mistero, quindi. Le finestre del Pentagono hanno fatto ciò per cui erano state progettate e installate: resistere a un'esplosione esterna. Anche lo scenario previsto era quello corretto: un attentato terroristico.

6 commenti:

i ha detto...

ehm, chiaramente tu non hai idea del processo fisico che vi è dietro la detonazione di un ordigno. Ovviamente hai guardato bene dall'informarti se le finestre fossero state cotruite per sostenere una esplosione interna vero? No perchè vedendo l'immensa palla di fuoco creata per le torri gemelle, mi sa che "li dentro" qualcosa si è mosso è? o almeno, persone fisiche sono state scaravantate a terra dall'onda d'urto quindi qualcosa si deve essere sentito.

Commento inoltre per la sezione "sulla difesa antiaerea" per la quali non lasci possibilità di commento:
ammirevole anche li il tentativo di corruzione di informazioni che adoperi. Ti dilunghi così tanto sulla spiegazione di diversi tipi di sistemi missilistici di difesa e sull'impossibilità di utilizzo, che sembri quasi uno che sa il fatto suo. Certo, magari funziona come trucco, ma non con chi sa che vi sono 3 aereoporti militari nelle vicinanze del pentagono (rispettivamente 10 min 7min e 1min di volo) e che proprio in quella piu vicina, sarebbe bastato far decollare un f16 per poter IMMEDIAMENTE lanciare un missile. E sicuramente sai, anche se non lo specifichi nel tuo accurato rapporto, che il famoso "757" di cui CERTIFICHI l'esistenza, ha sorvolato 2 delle qui sopracitate basi.

Paolo Attivissimo ha detto...

>ehm, chiaramente tu non hai idea del processo fisico che vi è dietro la detonazione di un ordigno. Ovviamente hai guardato bene dall'informarti se le finestre fossero state cotruite per sostenere una esplosione interna vero?

Non mi è chiaro in che senso sia pertinente questa domanda. L'articolo fornisce dati sulla struttura della facciata e delle finestre. La resistenza all'esplosione interna è pertinente se vi è stata esplosione interna. Di quest'esplosione (intesa come detonazione di ordigno, non come deflagrazione di carburante e impatto meccanico) non ci sono riscontri. Se ne hai, ti prego di fornirli.

> Ti dilunghi così tanto sulla spiegazione di diversi tipi di sistemi missilistici di difesa e sull'impossibilità di utilizzo, che sembri quasi uno che sa il fatto suo.

Credo che tu abbia un malinteso di fondo: su Undicisettembre non scrive una persona sola, ma vari esperti e ricercatori, per cui il "ti" è fuori luogo.

L'autore dell'articolo sulle difese antiaeree è un esperto di settore. Quindi sì, sa il fatto suo.

>Certo, magari funziona come trucco, ma non con chi sa che vi sono 3 aereoporti militari nelle vicinanze del pentagono (rispettivamente 10 min 7min e 1min di volo) e che proprio in quella piu vicina, sarebbe bastato far decollare un f16 per poter IMMEDIAMENTE lanciare un missile.

Nessuna delle basi che citi era dotata di aerei in assetto di combattimento e pronti allo scramble. Se hai prove contrarie, sei pregato di fornirle.

i ha detto...

interessante: "nessuna delle basi che citi era pronta a uno scramble". Già, come mai? stranamente numerosi F16 quella mattina sono stati fatti volare a 180 miglia marine(a sud) di distanza lasciando 14 caccia a proteggere il nord america. Coincidenza certamente! Mmmm mi pare risultino delle registrazioni del tipo:

Federal Aviation Administration: "Salve, Boston Center TMU, abbiamo un problema qui. Abbiamo un aereo dirottato che si sta dirigendo verso New York, e ci serve che, ci serve uno scramble di qualche F16 o di qualcos’altro da mandare lassù. Aiutateci a uscirne."

NORAD:"E’ mondo reale oppure un’esercitazione?"

FAA: "No, non è un’esercitazione, non è un test"

Centro di Comando: "Non è il caso di pensare che sia necessario, uh, lo scramble di qualche aereo?"

FAA quartier generale: "Oh, Dio, non lo so"

Centro di Comando: "Bhè, è una decisione che qualcuno dovrà probabilmente prendere nei prossimi 10 minuti"

FAA quartier generale: "Uh, sai una cosa, qui tutti quanti hanno appena abbandonato la stanza"

Paolo Attivissimo ha detto...

>stranamente numerosi F16 quella mattina sono stati fatti volare a 180 miglia marine(a sud) di distanza lasciando 14 caccia a proteggere il nord america.

Documenta quest'affermazione, per favore.

Per quanto riguarda la citazione FAA/NORAD, documentati anche su come prosegue. Fermarsi alla "fuga dalla stanza" è molto spettacolare, ma i tagli selettivi alle testimonianze sono un classico giochetto complottista.

Serena ha detto...

ok ma i resti dell'aereo dove sono?si è disintegrato? e quello dirottato in pennsylvania? ci sono dei video?

Paolo Attivissimo ha detto...

ok ma i resti dell'aereo dove sono?

Sono sul prato e dentro l'edificio. Ho immagini che mostrano benne riempite di rottami d'aereo.

si è disintegrato?

Più che disintegrato, si è sminuzzato nel penetrare nell'edificio e comportandosi più come una valanga di macerie che come una struttura rigida.

e quello dirottato in pennsylvania?

Ha impattato il terreno pressoché in verticale a circa 900 km/h. Non è rimasto molto.

ci sono dei video?

Per l'aereo del Pentagono e per quello in Pennsylvania, nulla di significativo è emerso finora, ma non è escluso che venga desegretato qualcosa in futuro.