2016/05/23

Recensione: Guarding bin Laden: My life in al-Qaeda di Nasser al-Bahri

di Hammer

Nel 2010 il terrorista saudita Nasser al-Bahri, noto anche con il nome di guerra di Abu Jandal assunto come membro di al-Qaeda, pubblicò il volume Dans l’ombre de ben Laden (pubblicato in inglese nel 2013 con il titolo Guarding bin Laden: My life in al-Qaeda; è a questa versione che si riferisce la presente recensione), nel quale racconta la sua esperienza all'interno dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden e offre uno spaccato ricco di dettagli di come la stessa al-Qaeda funzionasse durante la sua militanza.

Il libro inizia narrando brevemente la vita di al-Bahri dalla nascita in Arabia Saudita nel 1972 in una famiglia della classe media di origine yemenita da sempre contraria alla monarchia saudita. Il primo interesse di al-Bahri per il terrorismo jihadista nacque durante l’invasione sovietica dell’Afghanistan e nello stesso periodo iniziò a nutrire un crescente interesse verso Osama bin Laden. Quando poi l’URSS si ritirò dall’Afghanistan, bin Laden tornò in Arabia Saudita e poco dopo la monarchia concesse agli USA l’uso del proprio suolo per condurre l’offensiva contro l’Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso il Kuwait. Osama si offrì quindi di unire al-Qaeda, al posto delle truppe USA, all’offensiva contro Saddam, ma il governo saudita non accettò la proposta, considerando che i jihadisti non avrebbero potuto fronteggiare un vero esercito.

Nel 1993 al-Bahri si trasferì in Bosnia, dove si unì per la prima volta alla jihad e rimase alcuni anni. Fu proprio nello stato balcanico che nel 1995 gli venne attribuito il nome di battaglia con cui è universalmente noto. Dopo essere rimasto in Bosnia si spostò in Somalia e poi in Tajikistan per unirsi alla jihad anche in questi luoghi; in seguito si spostò in Afghanistan, dove entrò in contatto con un gruppo di Talebani, grazie ai quali riuscì a conoscere bin Laden. Il fondatore di al-Qaeda lo inviò dapprima in un campo di addestramento nella città di Khost, dove Abu Jandal dovette prendere parte a esercitazioni sulla sorveglianza e su operazioni speciali come uccisioni o rapimenti. Nel gruppo delle reclute al-Bahri si distinse per via del proprio senso critico, pe esempio perché contestava il fatto che per esercitarsi nelle uccisioni dovesse davvero uccidere un compagno anziché simulare. Di ritorno dal campo di addestramento chiese di essere impiegato come guerrigliero in prima linea, ma al contrario Osama lo scelse per arruolarlo tra le proprie guardie personali.

Abu Jandal ebbe così occasione di vivere per anni costantemente con bin Laden e di conoscere alcuni aspetti poco noti della personalità di Osama, come il fatto che fosse un uomo di poche parole e non altezzoso, che mangiava e viveva con i propri miliziani rivelandosi anche molto disponibile ad ascoltarli. Abu Jandal riporta anche alcune abitudini alimentari di Osama, come la sua predilezione per i datteri e le omelette, e anche quelle legate all’abbigliamento, come il fatto che indossasse sempre le tradizionali tuniche afghane e solo di rado le divise mimetiche; inoltre al-Bahri non vide mai Osama a capo scoperto, nemmeno quando giocava a calcio o a pallavolo. Osama era inoltre, secondo al-Bahri, un padre e un marito amorevole che aveva a cuore il benessere della propria famiglia e l’educazione dei figli.

Abu Jandal racconta anche come funzionavano le comunicazioni via radio tra le diverse sedi di al-Qaeda in Afghanistan, come era fatto lo studio personale di Osama, come funzionavano i campi di addestramento e quali fossero gli armamenti di cui al-Qaeda era in possesso. L’autore dedica anche un’ampia sezione alla descrizione di come venivano organizzati i grandi attentati, come quelli contro le ambasciate americane in Africa, e di quale fosse il ruolo di ciascuno dei vertici in queste fasi.

Al-Bahri era tra le guardie di bin Laden da un mese quando il 7 agosto del 1998 furono bombardate le ambasciate americane in Kenya e in Tanzania; Osama si trovava a Kandahar, in una casa vicino a quella del Mullah Omar, durante gli attentati e nei giorni seguenti avrebbe dovuto spostarsi a Khost per un incontro con i vertici di al-Qaeda, ma venne informato da una spia che le forze USA avrebbero bombardato la sede di Khost proprio nel giorno dell’incontro e quindi Osama decise di spostarsi invece a Kabul, sfuggendo così all'attacco.

Durante il periodo di permanenza di al-Bahri con bin Laden il leader di al-Qaeda subì numerosi tentativi di uccisione. Secondo il racconto di al-Bahri, il più significativo si svolse il giorno seguente il quarto matrimonio di Osama, quando questi stava guidando la propria auto all'interno di un convoglio verso Kandahar, mentre la sposa viaggiava su un altro mezzo. Il gruppo era circondato da motociclette di protezione ed era preceduto da un altro autoveicolo guidato dallo stesso al-Bahri. Il convoglio fu attaccato da quattro motociclisti intenzionati a schiantarsi conto il mezzo guidato da bin Laden. Probabilmente gli attentatori avevano su di sé degli esplosivi che sarebbero serviti ad uccidere il terrorista saudita. Le guardie di Osama riuscirono a mettere in fuga i quattro motociclisti evitando così che il leader di al-Qaeda venisse colpito.

Nonostante le apparenze i rapporti tra Osama bin Laden e i Talebani non erano buoni, a cominciare dal fatto che Osama non parlava correntemente il pashtu e Omar non parlava bene l’arabo classico, per cui i due dovevano relazionarsi con l’aiuto di un interprete. Oltre a questo bin Laden riteneva che i Talebani fossero troppo influenzati dal marxismo e dal comunismo e che a breve si sarebbero alleati con la Russia. I rapporti erano talmente tesi che al-Qaeda aveva un piano di evacuazione per spostarsi in Somalia nel caso in cui la situazione fosse precipitata. Le relazioni tra i due leader migliorarono dopo che il 25 agosto del 1999 la residenza del Mullah Omar a Kandahar fu attaccata da un’autobomba: bin Laden corse subito a verificare lo stato di salute di Omar e inviò alcune sue guardie, che si trovavano poco lontano, ad aiutare i feriti.


Al-Bahri (foto sopra) abbandonò al-Qaeda poco prima dell'attentato contro la nave statunitense USS Cole, dopo che bin Laden lo mandò in missione di reclutamento in Yemen ma al suo ritorno non fu soddisfatto dell’operato di al-Bahri. Questi rivela quindi di aver saputo, ma non spiega come, che i perpetratori dell’attacco alla nave da guerra americana sbagliarono obiettivo rispetto alle indicazioni di bin Laden perché il leader di al-Qaeda aveva chiesto di colpire una nave in acque internazionali e non yemenite.

Dopo aver lasciato al-Qaeda al-Bahri scappò proprio in Yemen, dove venne braccato dalla polizia e arrestato nel febbraio del 2001 per poi essere interrogato dall’agenzia di intelligence nazionale.

Quando avvennero gli attentati dell’11/9 al-Bahri aveva già lasciato al-Qaeda da tempo, ma comunque riporta alcune informazioni su quanto avvenuto in precedenza e su quanto poi seppe da altre fonti (che non specifica). Bin Laden già dal 1999 parlava di un evento che avrebbe sconvolto il mondo e quando la data si avvicinò disse che l'evento si sarebbe verificato sul suolo americano nel settembre del 2001 ma non ne conosceva esattamente la data; al-Bahri aggiunge a tal proposito di non sapere perché Osama ignorasse la data precisa. Nell'agosto del 2001 bin Laden alzò il livello di allerta del campo di addestramento di Kandahar e l’11 di settembre si rifugiò in una casa nella medesima città, tenendo però la propria famiglia lontana da sé.

Appena i Talebani vennero a conoscenza degli attentati convocarono Osama per accordarsi su come prepararsi alla ritorsione americana che sarebbe da lì a poco avvenuta e insieme decisero di evacuare i campi di addestramento, sia quelli dei Talebani che quelli di al-Qaeda. Nei primi giorni di ottobre del 2001 Osama spostò la propria famiglia dalla regione di Kandahar a quella di Khost e non volle nessuno dei suoi famigliari durante i suoi spostamenti successivi. Al-Bahri sostiene che un numero così alto di vittime non era nei piani di Osama e di conseguenza la forza della reazione americana superò le sue aspettative.

Al-Bhari dedica poi un capitolo ai dirottatori dell’11/9 che conobbe personalmente in Afghanistan, cioè i quattro della cellula di Amburgo, di cui condusse l’addestramento, al-Midhar e Moussaoui (che poi non trovò posto tra i diciannove che condussero gli attentati). Di tutti loro dice di ricordarli come uomini intelligenti e volenterosi.

Il giorno degli attentati al-Bahri era detenuto in Yemen, dove rimase recluso fino al 2002 per poi uscire e partecipare al programma yemenita di recupero per jihadisti che l’autore critica per la sua superficialità. Al-Bahri chiude il volume con una riflessione personale sul fatto che al momento dell’uscita del libro, nel 2010, non sapeva se Osama fosse ancora vivo o no ma riteneva che probabilmente si nascondesse vicino al confine tra Pakistan e Afghanistan: un solo anno dopo la sua previsione si rivelò notevolmente sbagliata perché Abbottabad si trova piuttosto vicino al confine indiano.

Prima di scrivere il testo in questione al-Bahri rilasciò anche un’interessante intervista al Toronto Star nel 2009. Al-Bahri non potrà però rivelare altri dettagli su al-Qaeda e sul suo fondatore, in quanto è morto in Yemen il 26 dicembre del 2015.

2016/05/03

Le 28 pagine mancanti del Joint Inquiry

di Hammer

Nelle ultime settimane ha ripreso una notevole rilevanza mediatica la richiesta di desecretare le 28 pagine mancanti del Joint Inquiry into Intelligence Community Activities before and after the Terrorist Attacks of September 11, 2001, comunemente noto come Joint Inquiry, che secondo diverse fonti conterrebbero informazioni relative al presunto coinvolgimento saudita nel finanziamento degli attentati dell’11/9.

L'ex senatore e governatore della Florida Bob Graham recentemente è apparso recentemente in varie trasmissioni televisive allo scopo di risollevare l'interesse verso le sezioni mancanti del documento e al contempo aumentare la pressione mediatica verso il Congresso affinché il contenuto di queste venga desecretato. Graham è stato infatti ospite della puntata del celebre programma 60 Minutes della CBS lo scorso 10 aprile e il giorno seguente del programma The Kelly File di Fox News Channel.

Riguardo a questo testo non ancora pubblicato esiste anche un sito Internet denominato 28pages, creato dallo scrittore freelance Brian McGlinchey allo scopo di chiederne la pubblicazione.


Anzitutto occorre ribadire, come già scritto su Undicisettembre fin dal 2014, che anche altre parti del Joint Inquiry sono ancora secretate e quindi il testo non pubblicamente disponibile ammonta a molto più di 28 pagine.

Inoltre, contrariamente a quanto riportato da molti media, tra cui anche Fox News, le pagine mancanti non appartengono al 9/11 Commission Report, ma appunto al Joint Inquiry, che è l'indagine governativa, riassunta in un documento di quasi 900 pagine redatto e pubblicato nel 2002, che aveva lo scopo di evidenziare gli errori di intelligence che hanno consentito ai terroristi di condurre gli attentati; si tratta quindi di un pezzo di un rapporto già edito e non di un documento nuovo, come invece descritto da La Repubblica.

Nel 2003 Bandar bin Sultan, ambasciatore saudita negli stati Uniti, si espresse positivamente sulla possibilità che il testo mancante venisse pubblicato e anzi sembrò unirsi alla pressione di chi voleva che questo venisse desecretato. Disse infatti a tal proposito: “Saudi Arabia has nothing to hide. We can deal with questions in public, but we cannot respond to blank pages” (“L'Arabia Saudita non ha nulla da nascondere. Possiamo affrontare le questioni in pubblico, ma non possiamo rispondere a delle pagine bianche.”)

Ma a seguito delle nuove pressioni mediatiche di Bob Graham l’Arabia Saudita sembra aver cambiato parere: infatti, secondo quanto riportato da numerose testate, la prima delle quali è il New York Times, la monarchia saudita sta minacciando gli USA di sanzioni economiche nel caso in cui passasse un disegno di legge che consentirebbe di citare in giudizio governi esteri per gli attentati dell'11/9 ed altri attacchi terroristici.

2016/04/11

An interview with former FBI agent Mark Rossini

by Hammer. An Italian translation is available here.

Today Undicisettembre offers its readers the story of former FBI agent Mark Rossini, whose report is particularly valuable in understanding what mistakes were made by US intelligence and how the 9/11 attacks could have been prevented.

Rossini has already appeared in several documentaries, such as The Spy Factor, Hubris: Selling The Iraq War and The Agent.

We wish to thank Mark Rossini for his kindness and his helpfulness.


Undicisettembre: Hi, Mark, and thanks for the time you’re giving us. Would you like to introduce yourself first?

Mark Rossini: As you already know my name is Mark Rossini, I became an FBI agent in 1991, and I started working on terrorism matters in May 1997; I started working on al-Qaeda matters after the embassies were bombed in Nairobi and Tanzania in August 1998. After that I went to Nairobi and spent almost three months there as an acting supervisor on the ground, and when I returned from Nairobi I was sent to the CIA's Alec Station, located within the CIA headquarters building in Langley, Virginia. Alec Station was a station dedicated solely to investigating Osama bin Laden and al-Qaeda. I was sent there as the representative of the NY FBI Joint Terrorism Task Force known as the JTTF. This is important to note, that I was assigned from FBI NY not FBI headquarters. This was due to the fact that my squad on the NY JTTF was responsible for the investigation of bin Laden and Al-Qaeda. I had this position from from January 1999 until May 2003. In May 2003 I was one of the founding members of the National Counterterrorism Center, and I did that until September 2005.

I guess you want to talk about what happened on Alec Station and what led to 9/11, right?


Undicisettembre: Yes, let’s talk about that. Could 9/11 have been prevented?

Mark Rossini: The 9/11 attacks did not have to happen. The 9/11 attacks happened because of the willful and purposeful non-passage to the FBI of information by the CIA concerning hijackers that had what we call a "Terror Summit" in Malaysia in January 2000. The CIA purposely did not tell the FBI about that meeting nor did they more importantly tell the FBI that two of the people at the meeting, who turned out to be hijackers, had visas to visit the USA. The CIA and the NSA also knew about the travel plans they had to come to America and still did not tell the FBI. If the FBI had been given this information we would have stopped 9/11. A colleague of mine who was with me at the CIA, Special Agent Doug Miller, wrote a draft Central Intelligence Report, known also as a CIR, which is the only official way information is transferred between the agencies, to tell the FBI about the meeting in Malaysia and about these individuals that were there, and the CIA blocked it. To this day no one has ever been held accountable for blocking Doug’s memo from going or for telling me I couldn’t tell the FBI about what Doug tried to send. This is something even the 9/11 Commission neglected to investigate, and I applaud former New Jersey Governor Thomas Kean, who was 9/11 Commission Co-Chairman and who cited this as a failure to pursue and get an answer. There’s so much more about the subject that it would take probably hours to listen to and talk about. There are so many missteps here and willful omissions that it’s criminal. It’s a stain on our society, it’s a stain on our system of justice that three or four key individuals have not been called before a court of law, a Grand Jury or a regular Jury, and been asked “Why did you block his memo?”

Moreover, even if Doug didn’t write his memo, even if Doug and I were never assigned to the CIA, no one asked them “Why did you (Alec Station) on your own not send the information to the FBI?” The question is valid and needs to be asked because everyday information is sent back and forth between the two agencies via a CIR, and I guarantee you there was nothing that was sent between the two agencies before or after 9/11 that was more important than what Doug was trying to send over to the FBI.

And we have to come to understand why that happened. I have many theories, and my first theory that I have been trying to prove is that CIA was on a recruitment operation and they were trying to recruit some of the members of the cell, specifically Khalid al-Mihdhar or Nawaf al-Hazmi [pictured below]. Khalid al-Mihdhar’s father had a home in Sana’a, Yemen, which was the switchboard for al-Qaeda operations around the world and the CIA knew about that since 1998 or according to some rumors since 1996, since the CIA and specifically Alec Station was actively monitoring and investigating al-Qaeda operatives in Kenya. Regardless if it was 1996 or 1998, they purposely did not tell the FBI what was going on at that al-Qaeda switchboard and there is no intention to do so even up until today. It's as if it never existed. Watch the documentary The Spy Factory and the interview of 9/11 Commission member Eleanor Hill. She says bluntly that looking at the NSA was forbidden by the Commissioners. How is that for being a true and transparent society?


The recruitment operation was far more important to the CIA and they didn’t want the FBI, in the personification of my boss John O'Neill, to mess up their operation. Moreover, an arrest by the FBI of Saudi "boys" would have cause great embarrassment to the kingdom of Saudi Arabia and that’s a big “no, no” in any Presidential administration, either Bush or Bill Clinton or Obama or Trump or Hillary Clinton, I don't care who is the President. The absolute rule exists since oil came gushing up from a few inches below the sand: “You must not embarrass the Saudis”. It's because they control the oil and they own the balance of the power in the Middle East and that’s the bottom line: our economy and the world economy is tied to oil. The price of the barrel of oil is done in dollars, not in any other currency, and that is because we protect the king of Saudi Arabia and they also protect us by ensuring as the leader of OPEC that the price of a barrel of oil is pegged to the US dollar. As I said before, you must never embarrass them, this is what it is all about, because the FBI would have arrested the Saudi young men and caused large headlines and inquiries by the media and other governments perhaps, and the CIA was afraid they could not control the FBI. No administration would ever want that.

As a country, as a world, as humanity we have to get to the truth about why Doug’s memo didn’t go, we cannot just sit by idly and accept that. Until we do that, we really have no moral standing, nor can we hold our rules, laws and courts as legitimate. We should not and cannot face our citizens and say “We did everything to prevent this, and we are doing everything to protect you,” because we haven’t and we are not.


Undicisettembre: I would like you to elaborate on the reason why they did that. I can’t believe the CIA were so stupid to make such a big mistake on purpose.

Mark Rossini: It’s not because they were so stupid, but because they had this specific plan of action: to try to recruit somebody in the al-Qaeda cell and not have the FBI interfere. In particular my boss, mentor and friend John O'Neill, whom the people that managed Alec Station despised because they were jealous. Former terrorism "Czar" Richard Clarke, who served under both President Bill Clinton and George W. Bush, said in an interview, which you can easily find online, that on the day Cofer Black became the Director of the CIA’s Counterterrorism Center (CTC), the two chatted after the official meeting to welcome Cofer and Richard Clarke asked Cofer what was the first thing he wanted to address. Per Clarke, Cofer turned to him and said “The only thing that really pisses me off is that we have no sources in al-Qaeda.” If you fast forward from their conversation, to the meeting in Malaysia and the discovery of the travel plans of the terrorists to come to America it would be the perfect opportunity to try to recruit somebody.

We know from the historical record, and as is reported in newspapers, the 9/11 Commission points out the fact that CIA did try to recruit Shakir el-Iraqi, who was the gentleman at the Kuala Lumpur airport who was the "greeter, fixer and expediter" who got them through the airport and hotel rooms. We do know he was approached by Malaysia Special Branch and by CIA to be recruited and he rebuffed the recruitment. So it stands to reason and logic that Alec Station had set their sight on maybe someone in the cell. And two hijackers came to America, unbeknownst to the FBI, and went to stay at the home of an FBI informant and they also had an encounter with Omar al-Bayoumi who was a Saudi agent working in San Diego as a professor.

There’s enough circumstantial evidence to prove that the crime took place of a Willful Omission or Conscious Avoidance of telling the FBI about the meeting in Malaysia and that at least two of the people who attended this "terror summit" had visas to come to the USA. Those FBI cowboys could cause a political stir at the White House and State Department.


Undicisettembre: Generally speaking, how is the relationship between the two agencies? I’m asking this question because I have the impression that former FBI agent Ali Soufan in his book The Black Banners depicts the CIA as the bad guys.

Mark Rossini: Ali and I are very dear friends. I have a lot of respect for CIA and admire the agency greatly, they do tremendous and fantastic work as the FBI does, which you will never hear about. With the exception of 5 people at Alec Station I never worked with brighter and more dedicated people in my life. I wish I worked there. The problem is, and what FBI agents find so frustrating, that the CIA is not interested in a "court of law" or getting to the truth of proving something for court as the FBI is; the CIA is an intelligence gathering organization that is gathering intelligence and yes of course the "truth" in order to assist the President in carrying out his, maybe soon her, agenda and that of the Presidential Administration as a whole. And that’s where and why things get haywire, because there’s a disconnect between the two agencies’, FBI's and CIA's, missions and authorities. In spite of what you think, the CIA provides a vital function in protecting America, but to an FBI agent like me or Ali it’s difficult to understand their mentality. We get evidence, we put people in jail. We don’t have a long term view of the world like who is going to rule a country 60 years from now.

So I agree with Ali, and I understand why he has that feeling. And while Ali had dealings with them in the field they were hiding from him the picture of Khalid and CIA knew Khalid was linked to the meeting in Malaysia but refused to tell him.

Another reason why we must not embarrass the Saudis is that we need to have our air bases there to protect Israel and also maintain the balance of power in the Middle-East, which are two long term vital and strategic goals. As a human being I care and understand these goals and their importance. As an FBI agent, it's not my "portfolio" or mission.


Undicisettembre: What’s your take on the torture? Because as far as I know the CIA used a lot of torture while interrogating people while the FBI did not.

Mark Rossini: Torture is an action and a desire of little weak men. I’ll say it again: torture is an action and desire of little weak men. Torture is a fantasy that is fed down your throat by movies. Torture does not work because it does not get you to truth. It’s just for vengeance fantasies.

It is wrong and it is immoral. A lot of very tough guys sitting on the couch would tell me “What do you mean it’s immoral? These people are immoral, they don’t deserve my morals.” Well. If you want to get down to their level and act like a savage, go right ahead; but I’m not and nor other members of the FBI. We interview people and get in their head and talk to them. Did you ever think perhaps for one second that torturing one of these terrorists is something that they want? It proves their manhood and in their brain they are showing Allah they are withstanding this brutal force to get a greater award in heaven.

“Tough guys” (I say that sarcastically) in a diner drinking coffee don’t think about this. They don't care since they believe they are superior, and they want vengeance on somebody who’s chained up and cannot fight back.

It’s wrong and it’s immoral and it’s repugnant that we even did it. The fact that there are people in my country who think it’s okay to do it and that these people deserve that because they are “evil non-Christian Muslims” makes me not even want to talk to them I cannot even go near them.

It’s just fantasy of small and little men.


Undicisettembre: I agree with you and I remember reading in the book The Longest War by Peter Bergen that you are not getting real information by torturing people because they just tell you the first thing that comes to their mind just to make the torture stop.

Mark Rossini: They will tell you anything you want to hear just to make the torture stop. Look at Ibn Al-Shaikh al-Libi, the guy that was tortured in Egypt. The CIA thought he was not giving them enough information and that he was lying. That the FBI Agent and NYPD detective who were interviewing him were being lied to by him and they were not aggressive enough. So what does the CIA do? They “take over”. He was duct taped onto a wooden board and sent him to Egypt. While he’s laid out tied down with duct tape to the board one tough guy from Alec Station who is a real idiot whispered in his ear “I’m going to go fuck your mother.” Does that make you feel tough and big, you little runt?

So they took him to Egypt and tortured him. He said “Oh yes, Saddam is connected to al-Qaeda” just to make the torture stop. And that was used to justify the war in Iraq.


Undicisettembre: In Italy there’s a very widespread myth according to which the Saudis where somehow behind 9/11, either by supporting the terrorists or by letting them do it without interfering. What are your thoughts about this?

Mark Rossini: No, people are losing track. When something is so brutal as 9/11 was, people have a hard time understanding the simplicity of it. A lot of people feel the need to have a larger explanation like that the Saudis had a role in it. No, no, no. No Saudi wanted that to happen, that’s impossible. There were prominent Saudis, royal and non-royal, that were giving money to al-Qaeda affiliated associations and NGOs. But did those people know that money was being used for terrorism or specifically for 9/11? No. But none of them can look me straight in the face to tell me their money was going for something fair either. That’s the real issue. Remember that after 9/11 there were many Saudis in America that the FBI wanted to interview but in the days right after the attacks, when no plane was flying, only one plane was allowed to come and pick them up and take them out of the country before we could talk to them. Because the Saudis are protected.

This kind of action brings people to believe that the Saudi government wanted it to happen, but no one wanted that to happen because no one of these people who gave money knew that this attack was going to happen, not even the hijackers knew about each other and what their role was.

We theorize that not even the “muscle hijackers” who kept the passengers from reacting knew it was a suicide mission, only the pilots knew it was a suicide mission.


Undicisettembre: In your opinion, were there links between Saddam Hussein and Osama bin Laden?

Mark Rossini: Not in my opinion but in fact there was not one shred, not one contact: nothing. I want this to be perfectly, perfectly clear. I’m sure there will be some couch potato or keyboard genius saying I’m wrong. Oh, you still want to believe you are right? I’m sorry, you are wrong. There was no connection between Saddam Hussein and al-Qaeda and bin Laden. Zero. Saddam had nothing to do with the 9/11 attacks. It was a fantasy that was spun by Dick Cheney and the White House in order to push gullible people who were still afraid because of what happened on 9/11 to swallow a ton of bullshit and support the invasion of Iraq.


Saddam was an evil man. Saddam had killed people and there’s no question about it, but he did not attack America and he did not have anything to do with 9/11 and he was a Sunni that controlled the Shia country. We went in there and removed a powerful Sunni leader and now we have the mess of a Shia-led country of Iraq aligned and friends with another massive Shia country which is Iran, which has always been seen as the enemy. What genius was asleep at this switch and didn’t think beforehand of what we were doing?

If anyone in Washington DC had half a brain they would have realized that, but they were bent on revenge, getting Saddam’s oil and controlling the whole Middle East. Now we created this “megacountry” and alliance between Iraq and Iran controlled by Shia governments and we have Sunnis who live in Iraq who are oppressed and have come to join ISIS.

I don’t care what bullshit a certain network in America wants to spin about how thoughts like mine are wrong and unpatriotic: we have messed it up. And Sunnis in Iraq who have been disenfranchised are now members of ISIS. We created it, we are responsible for it. We created a power vacuum, and had not the brains to realize what we created when we invaded Iraq. The orchestrators of the Iraq illegal invasion are naive, ignorant and small minded people. When the blind lead the blind and slick politicians lead the gullible, this is what happens.

And they tried to shove it down our throats by saying “You’ll see in fifty years that my plan was the smart one.” No it’s not, because people have died right now, and it’s not the sons of the Neocons going to war but the poor slob they put the lie to whose son is going to war.


Undicisettembre: There’s one point I don’t understand. You said that the war in Iraq was done also to get Iraq’s oil. But as far as I know, war costs much more than the oil you can get from the Iraqi wells. So it makes no sense to me.

Mark Rossini: You are right, it makes no sense and the whole thing was a farce, a waste of time and a fraud. It did not have to happen and we will be paying for this for the next one hundred years in blood and economy. It was a wrong move. It was a delusional thought that the Iraqi people would see us as liberators and willfully give us their oil wells so that we could control the world market of oil.

The Neocons also thought they could build Middle East from scratch and control it. It was lead by emotion, not by brain; when you lead by emotion is when you make mistakes.


Undicisettembre: What do you think about the hunt for Osama bin Laden? Could he have been killed before 2011?

Mark Rossini: Perhaps he could have been killed before 2011, but I’m not so sure. I think it was done the correct way and I have no issue on how the Navy SEALs did it, I think it was heroic and that Obama made the right decision. He made the right decision militarily and politically by not informing the Pakistanis we were doing it because there’s no question in my mind that middle or high management of the Pakistani Intelligence Service known as ISI knew that he was there, but they chose to turn a blind eye.


Something we will never understand is the power of Islamic religion and what it means to certain people and how they twist its meaning and they lose sight of what is right and what is wrong. You would have to be blind not to see that someone in the Pakistani military knew that he was in that compound and it shows they did not say anything to us.

He was found not thanks to torture but thanks to interviews and investigation that the CIA did admirably. Admirably! Unequivocally they deserve every accolade in the book for this: for finding him and bringing him to an end.


Undicisettembre: In your opinion was Pakistan shielding him?

Mark Rossini: I think there were certain people in Pakistan who were shielding him, I wouldn’t say the Prime Minister or anyone like that. But I would say certain people at mid-level or lower senior level knew where he was but chose to keep that information suppressed.


Undicisettembre: What do you think about conspiracy theories that claim that 9/11 was an inside job?

Mark Rossini: I have to leave the room if someone says that. I cannot even discuss it for five seconds. There are all these bullshit theories about controlled demolition and how the steel couldn’t break and World Trade Center 7.

These people really need to get a life and go back under the rock they came from.

They are just creating confusion and pain. It’s just wrong, trust me.


Undicisettembre: What’s the level of security today in the USA?

Mark Rossini: The level of security is very, very high. But I have an issue with that, I am a little disturbed by that fact that we have not been able to create a single agency that’s responsible for protection. We have not delineated and designed each agency’s role nor have we defined who’s in charge of operations.

In the US we have FBI, Homeland Security, the Military, CIA, NSA, all contributing and at the same time doing their own thing and agenda; we have a lot of kitchens and a lot of chefs. We haven’t yet created one agency that does it all and coordinates every operation. We should create a new agency comprised of the respective agencies’ competencies that deals with terrorism on a national and international level. There is so much more to explain on this, and it could and should become a reality, but I don’t think it will ever happen, since the change would almost be like an earthquake for all the “stakeholders” in Washington, D.C. who cannot agree basically on anything.

Intervista all'ex agente dell'FBI Mark Rossini

di Hammer. L'originale inglese è disponibile qui.

Undicisettembre offre oggi ai suoi lettori il racconto dell’ex agente dell’FBI Mark Rossini, la cui testimonianza è particolarmente utile per capire quali errori siano stati compiuti dall’intelligence americana e come gli attentati dell’11/9 avrebbero potuto essere evitati.

Rossini ha già partecipato a numerosi documentari come The Spy Factor, Hubris: Selling The Iraq War e The Agent.

Ringraziamo Mark Rossini per la sua cortesia e disponibilità.


Undicisettembre: Ciao Mark e grazie per il tempo che ci stai dedicando. Ti va anzitutto di presentarti?

Mark Rossini: Come sai già, mi chiamo Mark Rossini, diventai agente dell’FBI nel 1991 e iniziai a lavorare sul terrorismo nel maggio del 1997; iniziai a lavorare su al-Qaeda dopo gli attentati alle ambasciate di Nairobi e in Tanzania nell’agosto del 1998. Poi andai a Nairobi e passai lì quasi tre mesi come supervisore in loco, e quando tornai da Nairobi fui assegnato alla Alec Station della CIA, che si trova all'interno del quartier generale della CIA a Langley, in Virginia. La Alec Station era una stazione dedicata esclusivamente alle investigazioni su Osama Bin Laden e al-Qaeda. Fui inviato lì come rappresentante della Joint Terrorism Task Force dell’FBI di New York, chiamata JTTF. Questo è importante da sottolineare: fui assegnato dalla sede di New York dell’FBI e non dal quartier generale dell’FBI. Questo accadde perché la mia squadra della JTTF di NY era responsabile dell’investigazione su Bin Laden e al-Qaeda. Ebbi questo incarico dal gennaio del 1999 fino al maggio del 2003. Nel maggio del 2003 fui uno dei membri fondatori del National Counterterrorism Center e vi rimasi fino a settembre 2005.

Immagino che tu voglia sapere cosa successe alla Alec Station e cosa portò all’11/9, giusto?


Undicisettembre: Sì, parliamo di questo. L’11/9 avrebbe potuto essere evitato?

Mark Rossini: Gli attacchi del 11/9 erano evitabili. Accaddero per via del mancato passaggio, deliberato e intenzionale, di alcune informazioni all’FBI da parte della CIA che riguardavano i dirottatori che tennero quello che noi chiamiamo un “terror summit” [“summit del terrore”] in Malesia nel gennaio del 2000. La CIA intenzionalmente non disse all’FBI dell’incontro; cosa ancora più grave, non disse all'FBI che due delle persone che presero parte all'incontro, e che poi risultarono essere due dei dirottatori, avevano il visto per entrare negli Stati Uniti. La CIA e l’NSA sapevano anche dei piani di viaggio che queste persone avevano per entrare in America e comunque non lo dissero all’FBI. Se l’FBI avesse ricevuto questa informazione, avremmo impedito l’11/9. Un mio collega che era con me alla CIA, l’agente speciale Doug Miller, scrisse una bozza di un Central Intelligence Report, chiamato anche CIR, che è l'unico modo ufficiale nel quale le informazioni vengono trasferite tra le agenzie, per informare l’FBI del meeting in Malesia e di queste persone che vi avevano partecipato, e la CIA lo bloccò. Ad oggi nessuno è stato ritenuto responsabile di aver bloccato la nota di Doug o per avermi ordinato di non parlare all’FBI delle informazioni che Doug aveva tentato di mandare. Questo è un punto su cui nemmeno la Commissione 11/9 ha investigato; io elogio l’ex governatore del New Jersey Thomas Kean, che era il copresidente della Commissione e che citò questo fatto come un’omissione nelle indagini rimasta senza risposta. C’è molto altro su questo argomento e potremmo discuterne per ore. La quantità di passi falsi e di omissioni volontarie è così grande da essere criminale. È un’onta per la nostra società e per il nostro sistema giudiziario che tre o quattro persone non siano state chiamate in tribunale, davanti a un gran giurì o a una giuria normale, e che non sia stato chiesto loro “Perché hai bloccato questa nota?”

Inoltre, anche se Doug non avesse scritto quella sua nota, anche se io e Doug non fossimo mai stati mandati alla CIA, nessuno chiese loro “Perché voi alla Alec Station non avete inviato questa informazione all’FBI spontaneamente?” Questa domanda è importante e va fatta, perché le due agenzie si scambiano informazioni quotidianamente informazioni tramite un CIR e ti garantisco che fra le due agenzie non è mai stato scambiato nulla, prima o dopo l’11/9, che fosse più importante di ciò che Doug stava cercando di mandare all’FBI.

E dobbiamo arrivare a capire perché questo è successo. Io ho molte teorie, e la mia prima, che sto cercando di dimostrare, è che la CIA avesse in corso un’operazione di reclutamento e che stesse cercando di reclutare alcuni membri della cella, nello specifico Khalid al-Mihdhar o Nawaf al-Hazmi [foto sotto N.d.R.]. Il padre di Khalid al-Mihdhar aveva una casa a Sana'a, nello Yemen, che veniva usata come centrale di comunicazione per le operazioni di al-Qaeda nel mondo e la CIA lo sapeva dal 1998 o, secondo alcune voci, dal 1996, perché la CIA e specificamente la Alec Station stavano attivamente tenendo sotto controllo e investigando gli agenti di al-Qaeda in Kenya. Indipendentemente dal fatto che fosse il 1996 o il 1998, intenzionalmente non dissero all’FBI ciò che stava succedendo in quella centrale di al-Qaeda e ad oggi non c'è ancora intenzione di farlo. È come se non fosse mai esistita. Guarda il documentario The Spy Factory e l’intervista al membro della Commissione 11/9 Eleanor Hill. Dice chiaro e tondo che esaminare l’NSA fu vietato dai membri della Commissione. E questa sarebbe una società trasparente?


L'operazione di reclutamento era molto più importante per la CIA e non volevano che l’FBI, nella persona del mio capo John O’Neill, disturbasse la loro operazione. Inoltre un arresto da parte dell’FBI di uomini sauditi avrebbe causato grande imbarazzo al regno dell'Arabia Saudita e questo è un tabù in ogni amministrazione, sia Bush sia Bill Clinton sia Obama sia Trump sia Hillary Clinton, non importa chi sia il presidente. Questa regola assoluta esiste da quando il petrolio è sgorgato da poco sotto la sabbia: “Non devi causare imbarazzo ai sauditi”. Perché loro controllano il petrolio e controllano gli equilibri di potere nel Medio Oriente e questa è la cosa più importante: la nostra economia e l'economia mondiale sono legate al petrolio. Il prezzo del barile è espresso in dollari e in nessun altra valuta, e questo avviene perché noi proteggiamo il re dell'Arabia Saudita e anche loro proteggono noi, garantendo come leader dell'OPEC che il prezzo del barile sia legato al dollaro statunitense. Come ho detto prima, non bisogna mai causare imbarazzo ai sauditi, è tutta qui la questione, perché l’FBI avrebbe arrestato i giovani sauditi e avrebbe causato titoloni e inchieste dei media e probabilmente di altri governi, e la CIA aveva paura di non poter controllare l’FBI. Nessuna amministrazione vorrebbe una cosa del genere.

Come nazione, come mondo, come umanità, dobbiamo arrivare alla verità del perché la nota di Doug non è andata avanti; non possiamo semplicemente sederci immobili e accettarlo. Finché non lo facciamo non abbiamo statura morale, non possiamo ritenere legittime le nostre regole, le nostre leggi e i nostri tribunali. Non dovremmo e non possiamo guardare in faccia i nostri cittadini e dire “Abbiamo fatto tutto il possibile per evitarlo e stiamo facendo di tutto per proteggervi”, perché non l'abbiamo fatto e non lo stiamo facendo.


Undicisettembre: Vorrei che approfondissi la spiegazione del perché lo hanno fatto. Non posso credere che la CIA sia stata così stupida da commettere questo errore apposta.

Mark Rossini: Non è perché siano stati così stupidi, ma perché avevano un piano d’azione specifico, cioè cercare di reclutare qualcuno nella cellula di al-Qaeda, e non volevano che l’FBI interferisse. In particolare il mio capo, mentore e amico John O’Neill, che le persone che gestivano la Alec Station disprezzavano perché erano invidiose. L'ex “zar” sul terrorismo Richard Clarke, che fu in servizio sia sotto Bill Clinton che sotto George W. Bush, disse in un’intervista che puoi facilmente trovare in Internet che il giorno in cui Cofer Black divenne direttore dei Counterterrorism Center (CTC) della CIA i due si parlarono informalmente dopo l’incontro di benvenuto ufficiale di Cofer e Richard Clarke chiese a Cofer quale sarebbe stata la prima cosa che voleva fare. Secondo Clarke, Cofer si volse verso di lui e disse “L’unica cosa che mi infastidisce è che non abbiamo fonti all’interno di al-Qaeda.” Se parti da questa conversazione e vai avanti nel tempo fino all’incontro in Malesia e alla scoperta dei piani di viaggio dei terroristi per venire in America, questa sarebbe stata l'occasione perfetta per cercare di reclutare qualcuno.

Sappiamo dai dati d’archivio, ed è stato riportato dai giornali, che la Commissione 11/9 sottolineò il fatto che la CIA cercò di reclutare Shakir el-Iraqi, che era l'uomo all'aeroporto di Kuala Lumpur che “accoglieva, sistemava e organizzava” e che li condusse attraverso l'aeroporto e fino alle loro stanze in hotel. Sappiamo che fu avvicinato dalla Malaysia Special Branch e dalla CIA per essere reclutato e che rifiutò il reclutamento. Quindi è logico e ragionevole che la Alec Station avesse gli occhi su qualcuno della cellula. E due dirottatori vennero in America, all’insaputa dell’FBI, e vennero a stare a casa di un informatore dell’FBI e incontrarono anche Omar al-Bayoumi, che era un agente saudita che lavorava a San Diego come professore universitario.

Ci sono abbastanza prove circostanziali per dimostrare che fu commesso il reato di omissione volontaria di dire all’FBI dell’incontro in Malesia e che almeno due delle persone che avevano partecipato a questo “Terror summit” avevano i visti per entrare negli Stati Uniti. Quei cowboy dell’FBI avrebbero potuto causare tensioni politiche alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato.


Undicisettembre: In generale come sono i rapporti tra le due agenzie? Faccio questa domanda perché ho l'impressione che l’ex agente dell'FBI Ali Soufan, nel suo libro The Black Banners, descriva la CIA come i cattivi.

Mark Rossini: Io e Ali siamo molto amici. Io ho molto rispetto per la CIA e la ammiro grandemente, fanno un lavoro fantastico ed eccezionale, così come lo fa l’FBI, di cui non sentirai mai parlare. Con l'eccezione di 5 persone alla Alec Station non ho mai lavorato con persone più intelligenti e più appassionate nella mia vita. Mi piacerebbe lavorarci adesso. Il problema è, e gli agenti dell'FBI trovano questo molto frustrante, che la CIA non è interessata ai tribunali o ad arrivare alla verità di aver provato qualcosa per la corte come lo è l’FBI: la CIA è un'agenzia di intelligence che raccoglie informazioni e la “verità” in modo da assistere il presidente nel portare avanti il suo piano e quello dell'intera amministrazione. Ed è qui, e per questo motivo, che le cose vanno storte, perché c'è una frattura tra le missioni e le autorità delle due agenzie, l’FBI e la CIA. Contrariamente a ciò che pensi, la CIA ha una funzione vitale nel proteggere l’America, ma per un agente dell’FBI come me o come Ali è difficile capire la sua mentalità. Noi raccogliamo prove, mandiamo la gente in galera. Non abbiamo una visione del mondo a lungo termine, tipo chi governerà una nazione tra 60 anni.

Quindi sono d’accordo con Ali e capisco perché lui la pensa così. E mentre Ali lavorava con loro sul campo gli hanno tenuto nascosto il profilo di Khalid e la CIA sapeva che Khalid era connesso all'incontro in Malesia ma non glielo disse.

Un’altra ragione per cui non dobbiamo causare imbarazzo ai sauditi è che abbiamo bisogno di avere lì le nostre basi aeree per proteggere Israele e anche per mantenere l’equilibrio del potere nel Medio Oriente, che sono due obiettivi a lungo termine vitali e strategici. Come persona ci tengo e capisco questi obiettivi e la loro importanza. Come agente dell’FBI queste cose non fanno parte dei miei compiti o della mia missione.


Undicisettembre: Cosa pensi della tortura? Perché per quanto ne so la CIA praticò molto la tortura mentre conduceva gli interrogatori, mentre l’FBI non lo fece.

Mark Rossini: La tortura è un atto e un desiderio di uomini piccoli e deboli. Lo ripeto: la tortura è un atto e un desiderio di uomini piccoli e deboli. La tortura è una fantasia che ci è stata inculcata dai film. La tortura non funziona, perché non ti porta alla verità. Serve solo alle fantasie di vendetta.

È sbagliata e immorale. Molti uomini duri, seduti comodi sul proprio divano, mi direbbero “Cosa intendi dire che è immorale? Queste persone sono immorali, loro non meritano la mia morale.” Beh, se vuoi abbassarti al loro livello e comportarti da selvaggio, fai pure; ma né io né altri agenti dell’FBI lo faremo. Noi intervistiamo le persone, entriamo nelle loro teste, parliamo con loro. Hai mai considerato, almeno per un secondo, che magari torturare uno di questi terroristi è qualcosa che loro vogliono? Prova la loro virilità e nella loro mente stanno mostrando ad Allah che resistono a questa forza brutale per avere una ricompensa maggiore in paradiso.

I “duri” (lo dico sarcasticamente) che se ne stanno al bar a bere caffè non pensano a queste cose. A loro non importano, perché si credono superiori e vogliono vendetta su qualcuno che è incatenato e non può reagire.

È sbagliato ed è immorale ed è ripugnante il fatto stesso che lo abbiamo fatto. Il fatto che ci siano persone nella mia nazione che pensano che vada bene farlo, e che queste persone se lo meritino perché sono “musulmani cattivi non cristiani”, fa sì che io non voglia nemmeno parlare con loro o andar loro vicino.

È solo la fantasia di uomini piccoli.


Undicisettembre: Concordo con te e ricordo di aver letto nel libro The Longest War di Peter Bergen che torturando le persone non si ottengono informazioni vere, perché diranno la prima cosa che passa loro per la testa pur di far cessare la tortura.

Mark Rossini: Ti racconteranno qualunque cosa tu voglia sentire per far smettere la tortura. Guarda Ibn Al-Shaikh al-Libi, l’uomo che fu torturato in Egitto. La CIA pensava che non stesse dando loro informazioni sufficienti e che stesse mentendo. Che stesse mentendo all’agente dell’FBI e all’investigatore della Polizia di New York che lo stavano interrogando, e che non fossero abbastanza aggressivi. Quindi la CIA cosa fece? Lo “prese in carico”. Fu legato con del nastro adesivo a una tavola di legno e mandato in Egitto. Mentre era steso e legato con il nastro adesivo alla tavola un vero duro della Alec Station, che è un vero idiota, gli sussurrò all'orecchio “Vado a scoparmi tua madre.” Ti fa sentire forte e grande, piccolo omuncolo?

Così lo mandarono in Egitto e lo torturarono. E lui disse “Oh si, Saddam è legato ad al-Qaeda” solo per fare cessare la tortura. E questo fu usato per giustificare la guerra in Iraq.


Undicisettembre: In Italia è molto diffusa la teoria secondo la quale i sauditi in qualche modo abbiano avuto un ruolo nell’11/9, supportando i terroristi o lasciandoli fare. Cosa pensi di questa teoria?

Mark Rossini: No, la gente sta perdendo la cognizione. Quando succede qualcosa di così brutale come l’11/9, per la gente è difficile capire la sua semplicità. Molte persone sentono il bisogno di avere una spiegazione più grande, per esempio che i sauditi vi ebbero un ruolo. No, no, no. Nessun saudita voleva che succedesse, è impossibile. C’erano sauditi importanti, membri della famiglia reale e non, che stavano dando soldi ad associazioni affiliate ad al-Qaeda e ad associazioni non governative. Ma queste persone sapevano che i loro soldi erano utilizzati per il terrorismo e specificamente per l’11/9? No. Ma al contempo nessuno di loro può guardarmi in faccia e dirmi che i loro soldi venivano usati per qualcosa di lecito. Questo è il vero problema. Ricordati che dopo l’11/9 c'erano molti sauditi in America e l’FBI avrebbe voluto intervistarli, ma nei giorni immediatamente successivi agli attacchi, quando nessun aereo volava, solo a un aereo fu consentito di atterrare per prelevarli e portarli fuori dal paese prima che noi potessimo intervistarli. Perché i sauditi sono protetti.

Azioni di questo tipo portano le persone a credere che il governo saudita voleva che succedesse, ma nessuno voleva che succedesse, perché nessuna delle persone che diedero soldi sapeva che questo attentato sarebbe successo; nemmeno i dirottatori si conoscevano tra di loro e sapevano quale fosse il loro ruolo.

Pensiamo che nemmeno i “muscle hijackers”, quelli che avevano il compito di evitare che i passeggeri reagissero, sapessero che si trattava di una missione suicida, e sospettiamo che solo i piloti sapessero che era una missione suicida.


Undicisettembre: Secondo la tua opinione, esistevano legami tra Saddam Hussein e Osama bin Laden?

Mark Rossini: Non è una mia opinione, ma di fatto non c'è uno straccio di prova, non un contatto: nulla. Voglio che questo sia perfettamente, perfettamente chiaro. Sono sicuro che c'è qualche leone da divano o genio da tastiera che dice che sbaglio. Oh, vuoi ancora credere di aver ragione? Mi dispiace, ti sbagli. Non c’era nessun legame tra Saddam Hussein e bin Laden. Zero. Saddam non ebbe nulla a che fare con gli attentati dell’11/9. È una fantasia che fu fabbricata da Dick Cheney e dalla Casa Bianca per spingere gli ingenui che avevano ancora paura per ciò che successe l’11/9 a inghiottire una marea di stronzate e sostenere l’invasione dell’Iraq.


Saddam era malvagio. Saddam uccise molte persone e su questo non ci sono dubbi, ma non attaccò l'America e non ebbe nulla a che fare con l’11/9. Inoltre era un sunnita che controllava la nazione sciita. Noi siamo andati lì e abbiamo rimosso un potente leader sunnita e ora abbiamo il caos di una nazione guidata da sciiti in Iraq allineati e amici di un’altra grande nazione sciita, che è l'Iran, che hanno sempre considerato il nemico. Quale genio stava dormendo durante questa trasformazione e non ha pensato in anticipo a ciò che stavamo facendo?

Se qualcuno a Washington avesse avuto mezzo cervello lo avrebbe capito, ma erano concentrati sulla vendetta, su prendere il petrolio di Saddam e controllare l’intero Medio Oriente. Adesso abbiamo creato questa “mega-nazione” e un’alleanza tra Iraq e Iran controllata da governi sciiti e abbiamo i sunniti che vivono in Iraq che sono oppressi e che sono arrivati ad unirsi all’ISIS.

Non m’importa quali stronzate un certo network televisivo in America voglia diffondere su come pensieri come il mio siano sbagliati e non patriottici: abbiamo creato un caos. E i sunniti in Iraq che hanno perso i propri diritti sono ora membri dell’ISIS: lo abbiamo creato noi, ne siamo responsabili noi. Abbiamo creato un vuoto di potere e non abbiamo avuto l’intelligenza di renderci conto di cosa abbiamo creato quando abbiamo invaso l’Iraq. Gli organizzatori dell’invasione illegittima dell’Iraq sono ingenui e ignoranti dalla mente piccola. Quando i ciechi guidano i ciechi e i politici furbi guidano le persone impressionabili, questo è ciò che succede.

E hanno provato a farcela ingoiare dicendo “Vedrete tra 50 anni che il mio piano erano quello saggio”. No, non lo è, perché le persone sono morte adesso, e non sono i figli dei Neoconservatori che vanno in guerra, ma quelli dei poveri a cui hanno rifilato la menzogna.


Undicisettembre: C’è un punto che non capisco. Hai detto che la guerra in Iraq è stata fatta anche per il petrolio iracheno. Ma per quanto ne so la guerra costa più del petrolio che si può estrarre dai pozzi iracheni. Quindi per me non ha senso.

Mark Rossini: Hai ragione, non ha senso e l'intera faccenda è stata una farsa, una perdita di tempo e una frode. Non era necessario che succedesse e ne pagheremo le conseguenze per i prossimi cento anni, con il sangue ed economicamente. È stata una mossa sbagliata. È stato un pensiero delirante che gli iracheni ci avrebbero visti come liberatori e che intenzionalmente ci avrebbero dato i loro pozzi di petrolio così che noi potessimo controllare il mercato mondiale del petrolio.

I Neoconservatori pensavano anche che avrebbero potuto ricreare il Medio Oriente da zero e controllarlo. Questo è governare di pancia, non di testa, e quando governi di pancia fai degli errori.


Undicisettembre: Cosa pensi della caccia ad Osama bin Laden? Avrebbe potuto essere ucciso prima del 2011?

Mark Rossini: Forse avrebbe potuto essere ucciso prima del 2011, ma non ne sono sicuro. Credo che sia stato fatto nel modo giusto e non ho obiezioni su come i Navy SEALSs l’hanno fatto, credo che sia stato eroico e che Obama abbia preso la decisione giusta. Ha preso la decisione giusta dal punto di vista militare e politico non informando i pakistani che lo stavamo facendo, perché non ho dubbi che la dirigenza media o alta dei servizi segreti pakistani, l’ISI, sapesse che era lì ma decise di chiudere un occhio.


Una cosa che non comprenderemo mai è il potere della religione islamica e ciò che significa per certe persone e come ne distorcono il significato e perdono di vista cosa è giusto e cosa è sbagliato. Devi essere cieco per non vedere che qualcuno nei reparti militari pakistani sapeva che lui era lì in quel compound, e il fatto che decisero di non dirci nulla è eloquente.

Non fu trovato grazie alla tortura, ma grazie agli interrogatori e all’investigazione che la CIA condusse in modo ammirevole. Ammirevole! Senza dubbio meritano ogni riconoscimento per questo: per averlo trovato e per averlo finito.


Undicisettembre: Secondo te il Pakistan lo stava proteggendo?

Mark Rossini: Credo che alcune persone in Pakistan lo stessero proteggendo, non credo il primo ministro o qualcuno di quel genere. Ma credo proprio che certe persone a livello medio o medio-superiore delle gerarchie sapessero che era lì ma decisero di nascondere quest’informazione.


Undicisettembre: Cosa pensi delle teorie del complotto secondo le quali l’11/9 sarebbe stato un inside job?

Mark Rossini: Devo andarmene dalla stanza se qualcuno dice queste cose, non riesco a discuterne neanche per cinque secondi. Ci sono tutte queste stronzate di teorie sulla demolizione controllata e su come l’acciaio non avrebbe potuto rompersi e sul World Trade Center 7.

Queste persone devono farsi una vita e tornare sotto il sasso dal quale sono venute.

Stanno solo creando confusione e dolore. È sbagliato e basta, credimi.


Undicisettembre: Qual è il livello di sicurezza oggi negli USA?

Mark Rossini: Il livello della sicurezza è molto, molto alto. Ma ho un’osservazione su questo: mi dà un po’ fastidio che non siamo ancora stati capaci di creare una singola agenzia che sia responsabile della protezione. Non abbiamo ancora stabilito il ruolo di ciascuna agenzia né abbiamo stabilito chi ha il comando delle operazioni.

Negli Stati Uniti abbiamo l’FBI, il Dipartimento della Sicurezza Interna, i militari, la CIA, l’NSA e tutti contribuiscono e allo stesso tempo fanno le proprie cose e perseguono i propri obiettivi; abbiamo molte cucine e molti cuochi. Non abbiamo ancora creato una singola agenzia che faccia tutto e che coordini ogni operazione. Dovremmo creare una nuova agenzia, composta da tutte le competenze delle rispettive agenzie, che si occupi del terrorismo a livello nazionale e internazionale. Ci sarebbe molto altro da spiegare su questo tema, e potrebbe e dovrebbe diventare realtà, ma non penso che succederà mai, perché il cambiamento sarebbe quasi come un terremoto per tutti gli stakeholder a Washington, che non riescono a mettersi d'accordo sostanzialmente su nulla.

2016/03/21

Le esercitazioni in corso la mattina dell’11/9

di Hammer

La mattina dell'11 settembre 2001 nei cieli e sul suolo del Nord America si stavano svolgendo ed erano previste alcune esercitazioni militari che secondo i complottisti sarebbero servite a ritardare gli interventi militari nell'intercettare i voli dirottati e nel reagire agli attentati in corso. In realtà si tratta di operazioni che vengono svolte abitualmente e non hanno nulla di sospetto, come si può capire analizzando alcune delle più importanti che hanno avuto luogo quel giorno o che sono state abbandonate a causa degli attentati.

La principale esercitazione in corso quella mattina era chiamata Operation Northern Vigilance e prevedeva l'invio di aerei caccia in Alaska e nel nord del Canada in concomitanza con un'analoga esercitazione russa che prevedeva l'invio di bombardieri a lungo raggio nel nord della Russia. L'esercitazione del NORAD era quindi in parte a fini esercitativi e in parte serviva a controllare davvero i movimenti russi, infatti come annota lo stesso NORAD sul suo sito sebbene fosse altamente improbabile che la Russia violasse i confini nordamericani la situazione doveva comunque essere tenuta sotto controllo. Un'esercitazione analoga chiamata Northern Denial si era svolta nel dicembre del 2000 in risposta a un'altra esercitazione russa che prevedeva uno scenario simile.

L'Operation Northern Vigilance sarebbe dovuta durare fino al termine di quella russa,  La Russia comunque interruppe la propria esercitazione appena venne informata dei dirottamenti in corso negli USA.

Un'altra esercitazione in corso quella mattina era quella denominata Global Guardian e condotta dallo United States Strategic Command con il supporto del NORAD e dell'Air Force Space Command. Lo scopo dell'esercitazione era verificare le capacità di controllo e di esecuzione delle procedure in caso di attacco nucleare. In concomitanza con questa, il NORAD svolgeva abitualmente anche una seconda esercitazione, chiamata Vigilant Guardian, in cui veniva simulato un bombardamento dall'ex Unione Sovietica sul suolo americano; l'esercitazione veniva svolta solo ai computer, senza l'uso di aerei, e coinvolgeva tutti i livelli di comando. Inoltre tra gli scenari previsti quel giorno per l'esercitazione vi era quello di un dirottamento con le modalità previste fino ad allora, cioè che dei terroristi obbligassero il pilota a un atterraggio in qualche isola nelle vicinanze delle coste americane chiedendo asilo.

La 9/11 Commission (come riportato nella nota 116 al capitolo 1 del 9/11 Commission Report) indagò la possibilità che le esercitazioni avessero rallentato la risposta militare ai dirottamenti e la conclusione a cui giunse, contrariamente a quanto pensano i complottisti, è che queste accelerarono la risposta, perché le procedure già in atto dovettero solo essere adattate alla situazione contingente.

Il dubbio, tra le altre circostanze, nacque perché quando il Centro di Controllo di Boston chiamò il NEADS per segnalare il dirottamento, la prima risposta che ottenne fu "Is it real-world or exercise?", ma il generale Eberhart confermò che ci vollero solo 30 secondi per adeguare le procedure a quanto stava avvenendo nella realtà, non solo perché queste erano già in atto ma anche perché gran parte del personale era già in azione. La stessa circostanza fu confermata nel giugno del 2002 dalla rivista online specialistica AviationNow.

Nel suo libro intitolato Against All Enemies, l’ex Coordinatore Nazionale per la Sicurezza Richard Clarke (foto sotto) riportò che il generale della US Air Force Richard Myers la mattina dell'11/9 gli disse che era in corso l'esercitazione del NORAD Vigilant Warrior, ma non esiste nessuna esercitazione con tale nome. La cosa più probabile è che uno tra Clarke e Myers si sia confuso con Vigilant Guardian.


Oltre alle esercitazioni militari, anche il National Reconnaissance Office stava svolgendo una prova in cui veniva valutata la capacità di fuga del personale in caso di uno schianto aereo contro uno dei suoi edifici a Chantilly, in Virginia. Ovviamente nessun vero aereo fu coinvolto nell'esercitazione ma l'incidente fu simulato chiudendo alcune scale e alcune uscite.

Inoltre per il 12 settembre del 2001 nella città di New York era prevista la seconda fase di un'esercitazione denominata Operation Tripod (abbreviazione di TRIal POint of Distribution) che prevedeva la distribuzione massiccia di antibiotici da parte dell'OEM (Office of Emergency Management) alla popolazione in caso di attacco chimico. Allo scopo erano state convocate più di mille persone tra cadetti della scuola di polizia e allievi dei vigili del fuoco, che avrebbero dovuto fingersi vittime di un attacco chimico con diversi sintomi e recarsi al Pier 92 (uno dei moli della città) di Manhattan per ricevere le medicine. Tripod era la seconda parte di un'esercitazione più vasta iniziata il 21 maggio dello stesso anno e denominata Red X che prevedeva uno scenario analogo.

Anche in questo caso, contrariamente a quanto pensano i complottisti, il fatto che ci fosse un'operazione prevista aiutò le operazioni di soccorso anziché ostacolarle. Infatti secondo l'MTI il personale dell'OEM la mattina dell'11/9 arrivò in ufficio prima del solito per preparare il lavoro del giorno seguente e il Pier 92, che si trovava già allestito, fu effettivamente usato come centro di soccorso e coordinamento dopo che fu evacuato quello nel WTC7.

L'Operation Tripod si svolse comunque il 22 maggio del 2002 secondo le stesse modalità previste inizialmente.

2016/03/07

9/11 Dataset Project: oltre tre terabyte di dati e documenti scaricabili sull’11 settembre

di Paolo Attivissimo. Ultimo aggiornamento: 2016/03/07 11:50.

A partire dal 2011, il 9/11 Dataset Project, un progetto mirato a “garantire la disponibilità delle informazioni raccolte dalla Comunità di Ricerca sull’11/9”, ha iniziato a raccogliere e pubblicare su Internet una mole impressionante di video, fotografie e documenti riguardanti gli attentati dell’11 settembre e provenienti dagli archivi governativi statunitensi. L’archivio ha ormai superato i tre terabyte (3000 gigabyte) ed è interamente scaricabile tramite il protocollo Bittorrent.

Si tratta di uno sforzo straordinario e assolutamente encomiabile di condivisione e di trasparenza, che dimostra la quantità immensa di dati disponibili sugli eventi di quel giorno, con buona pace di chi ancora è convinto che la cosiddetta “versione ufficiale” si basi esclusivamente sulle pagine del rapporto della Commissione 11/9.

Comunque la si pensi sullo svolgimento degli eventi, questa raccolta di dati è un punto di partenza essenziale per chiunque si voglia occupare seriamente dell’argomento e voglia capire l’11 settembre.

Undicisettembre ha scaricato l’intero archivio e sta procedendo alla catalogazione e descrizione del contenuto dei singoli file che compongono l’archivio. Questo articolo include una ricognizione preliminare dell’immensa mole di dati e verrà ampliato man mano che procede il lungo lavoro di catalogazione.

Per chi volesse scaricare i file, va notato che il sito 911datasets.org che ospita il progetto non è sempre disponibile, per cui a volte è necessario ricorrere alla copia cache di Google o alla copia archiviata su Archive.org. La copia scaricata da Undicisettembre è comunque a disposizione di chiunque voglia duplicarla fornendo un proprio disco rigido: per conoscere le modalità di duplicazione basta scrivere a undicisettembre@gmail.com.


1,156 High Resolution 9-11-2001 Images – Released Mar 16 2007 – 1 GB, 1156 file (torrent). Serie di fotografie dell’area del WTC nei giorni successivi agli attentati, rilasciate, secondo il Dataset Project, il 16 marzo 2007. Mostrano le operazioni di soccorso e vedute dall’alto della zona distrutta.

119 High Quality WTC Site Photos – Released Mar 25 2007 – 43 MB, 119 file (torrent). Fotografie del WTC durante gli incendi e i crolli; nonostante il nome, la serie include anche fotografie del Pentagono dopo l’attentato. Immagini rilasciate, secondo il Dataset Project, il 25 marzo 2007.

FOIA Release of 3,160 Electronic Records of The WTC Collapse Investigation – 26 GB, 2278 file (torrent). Video e fotografie significative, molte in altissima risoluzione, dei danni al WTC7 e degli incendi e dei crolli delle Torri Gemelle; immagini molto nitide dell’inflessione delle facciate delle Torri. Include la lettera di rifiuto di pubblicazione dei dati integrali della simulazione NIST del comportamento del WTC7 (00-wtc-nist-wtc-7-denial.pdf).

9/11 Pager Intercepts – 48 MB, 1 file (torrent). Cartella denominata WikiLeaks.org_9-11-01_Pager_Messages_Released_Nov_25_2009, contenente il file messages_all.txt, costituito dai testi delle intercettazioni di alcuni sistemi di messaggistica (paging) statunitensi, pubblicate da Wikileaks il 25 novembre 2009 e contenenti i messaggi d’allarme scambiati dalle autorità, dai soccorritori e da privati cittadini.

ACS 919 Urban Aerosols and Their Impacts 2006 – 187 MB, 195 file (torrent). Da catalogare.

CIA documents provided to the 9/11 Commission - Released Jun 19 2012 – 37 MB, 122 file (torrent). National Security Archive Electronic Briefing Book 381 and FOIA F-2008-00411. Da catalogare. 
 
FAA RADES NORAD FOIA Data – 48 GB, 1677 file (torrent). Da catalogare.

FBI 9-11 Vault Downloaded Apr 03 2011 – 97 MB, 72 file (torrent). Documenti FBI, compresa la cronologia delle attività dei terroristi dell’11/9, le interviste dell’FBI alle persone che ricevettero le telefonate dai voli dirottati e vari rapporti di segnalazioni e indagini precedenti e successive agli attentati.

FBI FOIA 13-F-0851 Sep 26 2009 – 65 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

FEMA 13-123 2013-FEFO-00487 Nov 12 2013 – 114 MB, 2 file (torrent). Da catalogare.

FEMA 13-124 2013-FEFO-00489 Nov 12 2012 – 73 MB, 2 file (torrent). Da catalogare.

FEMA 13-22 2013 FEFO-00483 Nov 13 2012 – 6 MB, 2 file (torrent). Da catalogare.

FEMA Photographer Kurt Sonnenfeld - Ground Zero Photos - Released Aug 8 2009 – 684 MB, 552 file (torrent). Nonostante il titolo, questo archivio contiene non solo fotografie scattate al WTC da Sonnenfeld, ma anche immagini del Pentagono e del WTC di altra provenienza. Secondo 9/11 Datasets, questa serie è stata rilasciata l’8 agosto 2009. La cartella FEMA_photos contiene foto del WTC dopo i crolli e durante i soccorsi; la cartella Misc_photogs contiene foto del WTC e anche del Pentagono a bassa risoluzione; la cartella Sonnenfeld_photos mostra foto del WTC e dei resti degli aerei al WTC.

Hearing Committee Of Science House Of Representatives Serial Number 107-46A Mar 06 2002 – 62 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

Hearing Committee Of Science House Of Representatives Serial Number 107-61 May 01 2002 – 88 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.


Serie NARA (National Archives and Records Administration)


NARA 9-11 Commission Records - Released Jan 14 2009 – 4 GB, 7982 file (torrent). Circa 7900 file PDF contenenti resoconti dei piloti di caccia, rapporti e piani di volo, rapporti FAA, cronologie dei dirottatori e moltissimo altro materiale testuale prodotto dagli investigatori. La sottocartella About contiene descrizioni dettagliate di questi documenti.

NARA 9-11 Commission Records - Scanned Jan 2012 – 50 MB, 96 file (torrent). 96 documenti, principalmente scansioni in formato PDF. Colloqui con testimoni dell’attacco al Pentagono e molto altro. GSA B26 RUAL03004452 contiene le scansioni delle carte d’imbarco del Volo 93. GSA B79 03010609 contiene un rapporto sull’incidente aereo nel quale perì Payne Stewart.

NARA 9-11 Commission Records - Scanned Mar 11 2011 – 156 MB, 227 file (torrent). 227 documenti PDF dedicati alle esercitazioni Amalgam Virgo pianificate per ottobre e novembre 2001 e negli anni successivi, che prevedevano simulazioni di aerei dirottati lanciati contro edifici; alle testimonianze di persone al Pentagono e al NEADS durante gli attentati; ai rapporti NTSB sull'incidente al Learjet di Payne Stewart; ai “16 video surveillance tapes” del Pentagono prelevati dall’FBI; e molto altro.

NARA 9-11 Commission Records MFR Released Apr 2011 – 159 MB, 52 file (torrent). 52 file da catalogare.

NARA 9-11 Commission Records MFR Released Sep 2011 – 60 MB, 182 file (torrent). 182 documenti in formato PDF, principalmente colloqui con i first responder (non disponibili) e con altre persone a conoscenza di fatti pertinenti agli attentati. Per esempio, Vegas visit descrive le attività dei terroristi a Las Vegas; McAleer Gregory descrive una possibile prova generale di penetrazione in cabina da parte di Fayez Banihammad.

NARA 9-11 Commission Records Misc MFRs Box 175 – 3 MB, 87 file (torrent). 87 documenti in formato PDF, principalmente sintesi delle testimonianze dei sopravvissuti al WTC. MFR 04021821 spiega perché non fu ritenuto utilizzabile l’eliporto in cima al WTC2. MFR 04021871 contiene il colloquio con William Rodriguez.

NARA 9-11 Commission Records RG148 Audio Monograph – 3 GB, 720 file (torrent). Monografia A New Type of War - The Story of the FAA and NORAD Response (bozza); presentazioni PowerPoint sullo svolgimento degli attacchi e degli interventi di difesa aerea; registrazioni audio delle comunicazioni dagli aerei e fra controllori del traffico aereo.

NARA FOIA 36411 FAA RECORDS Aug 19 2011 – 623 GB, 8423 file (torrent). Da catalogare.

NARA FOIA 36411 FAA RECORDS Aug 19 2011 - mp3 Compressed – 71 GB, 8423 file (torrent). Registrazioni e trascrizioni delle comunicazioni fra controllori di volo e aerei dirottati e di altre comunicazioni pertinenti agli attentati; dati radar; documentazione tecnica; deposizioni di testimoni. Un elenco parziale del contenuto è nei file FAA_file_list_for_COLE_1.xlsx e FAA Open Files List.docx.



Serie NIST


NIST Building Fire Research Laboratory Public FTP Archive – 1 GB, 299 file (torrent).   Documentazione di lavoro del NIST sulle Torri Gemelle e sul WTC7. Contiene presentazioni, simulazioni, video e immagini estremamente significative.

NIST FOIA 09-11 Nov 13 2008 – 1 GB, 44.762 file (torrent). Modelli digitali usati dal NIST (parziali) e lettere di accompagnamento della richiesta FOIA che spiegano il motivo del rilascio incompleto di questi modelli.

NIST FOIA 09-13 DOC Nov 21 2008 – 7 MB, 1 file (torrent). Scansioni della corrispondenza relativa a una richiesta FOIA relativa al WTC7.

NIST FOIA 09-15 DOC Nov 24 2008 – 25 MB, 1 file (torrent). Scansioni della corrispondenza relativa a una richiesta FOIA.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 01 – 17 MB, 191 file (torrent). Circa 190 foto del WTC, attribuite ad Abe Conby, David Turner, Gary Taustine, Jason Mumbach, John DiBartolo, Kenneth Gross e marchiate “Do not copy”, disponibili in gran parte senza marchiatura altrove in questa serie di file (specificamente nella Release 02).

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 02 – 664 MB, 187 file (torrent). Circa 180 foto del WTC, sostanzialmente quelle della Release 01 ma senza il marchio “Do not copy” e attribuite ad Abe Conby, David Turner, Gary Taustine, Jason Mumbach, John DiBartolo, Kenneth Gross.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 03 – 42 MB, 196 file (torrent). Circa 190 foto del WTC prive di attribuzione personale ma tratte dai siti www.phatmax.net, squiddity.com e subwaywebnews.com.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 04 – 11 GB, 495 file (torrent). Circa 440 fotografie ad altissima risoluzione e 51 video (2 attribuiti ad Abe Conby, 49 a William Cirone) dell’area del WTC. Ben visibili danni e incendi del WTC7. I video sono ancora da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 05 – 2 GB, 226 file (torrent). 197 foto del WTC, attribuite all’FDNY (molte mostrano incendi e detriti al WTC7); 3 foto del WTC colpito, attribuite a Pico Ben Amotz; 16 foto del WTC attribuite a Thomas Viscelli; 9 foto attribuite a William Cirone.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 06 – 34 MB, 112 file (torrent). 111 foto attribuite a Carmen Taylor, Dave Thom, David Chui, Jaron Rubenstein, Salomon Smith Barney.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 07 – 2 GB, 1040 file (torrent). Circa 1000 foto del WTC attribuite ad Adam Schreiner (con ruota d’aereo), Bill Black, Bill Delaney, David LaBianca, Dennis Gage, George Marengo (con rottami d’aereo), Jay Boucher (compreso il crollo del WTC7), Jim Green, Johnson KV (compresa sequenza in alta risoluzione del secondo crollo), Jonathan Arneault, Lauren Gibbs, Mark Smith, Matthias Kriesberg (WTC7), Michael Sproule, Mike Davis (compresi danni al WTC7), Noah Bast (compreso il crollo del WTC7) e Steve Mayer, Paul Corrigan, Peter Matthews, Richard Rutkowski (comprese le “guglie” del primo crollo), Robert Fisch (compreso il secondo aereo e le “guglie” di entrambi i crolli), Scott McDonald.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 08 – 8 GB, 843 file (torrent). Circa 840 foto (da catalogare).

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 09 – 39 GB, 28.812 file (torrent). Fotografie, video e documenti tecnici delle analisi condotte sui resti metallici delle Torri.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 10 – 64 GB, 75 file (torrent). Circa 80 video degli eventi al WTC, attribuiti a William Cirone, CNN e NYC-FDNY. 

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 11 – 4 GB, 514 file (torrent). Circa 530 fotografie della zona del WTC, attribuite a Albert P. Ros, Ed Peterman, Joseph T. Quinn, Kevin Ready, Lyle Owerko, Natasha Sealy-Fraser, Sara K. Schwittek, Todd Rengel.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 12 – 73 MB, 161 file (torrent). Serie di circa 160 fotografie della zona del WTC, scattate da grande distanza.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 13 – 1 GB, 873 file (torrent). Raccolta composta esclusivamente da fotografie, attribuite a Brian Tang, Charles Marsh, Chris Sorensen, Dom Foulsham, James Spahr, Jay Comella, Jerry Scott, Kareem El Heneidi, Newsday Website, New York Daily News, New York Times, New York Transit, Nicolas Cianca, Robert Boyle, Shawn Hutchinson, Terry Schmidt, Trent Good e William Wolfrum. Le immagini mostrano la zona del WTC durante e dopo gli attacchi e includono rottami d’aereo e foto dell’incendio del WTC7.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 14 – 942 GB, 6768 file (torrent). NIST Cumulus Video Database. Enorme collezione di video dell’11/9 suddivisi nelle seguenti cartelle: A&E Investigative Reports; ABC Primetime Thursday; NYPD helicopter; ABCatlanta; ABCNewsGMAspecialReport; ABCNISTDubs; Abe Conby; Abramson&Sabio; Andrea Star Reese; Anthony Sevilla; Assembled clips of impacts and collapses; BBC Horizon -The Fall of the World Trade Center; BradSchwartz; Broadcast clips - Falling of WTC1; Bryan Stuart's 9-11 Tape; CBS Naudet; CBS_Broadcast_8-45A; CBS-Net NIST Dub #1…#7; Cindy Weil; Clifton Cloud; CNN Aircheck Eric Levin; CNN Breaking News 10 to 1130am; CNN Breaking News 100 to 230pm; CNN Breaking News 230 to 4 pm; CNN Breaking News 400 to 530pm; CNN Breaking News 1130am to 1pm; CNN Broadcast; CNN NIST Dub #2 - WTC7; CNN NIST Dub #4 - Clip Tape 1; CNN NIST Dub #5 - Clip Tape 2; CNN NIST Dub #6 - After tower collapses; CNN NIST Dub #17 - RoofCam; CNN NIST Dub #18 - Kiederling; CNN NIST Dub #24 - Robert Bery; CNN Presents; Collapse - How the Towers Fell - DiscovCh; Craig Braden; David Vogler; Ed Peterman; Etienne Sauret - WTC The First 24 Hours; Evan Fairbanks; FDNY WTC Footage Archives Tape #1-Part 1; Firelinevideo.com; FNC (FOX) Broadcast; FNC Atlanta 10 to noon; FNC Atlanta noon to 2; FOX and CBS clips - Selected events; FOX News (9-11 Remembered); Freelance of WTC7 collapse; HBO_In Memoriam-New York City 9-11-01; History Channel Rise and Fall; History Channel The day the towers fell; History Channel_First Response; Infraspection Inst. T-IR Syst1; Jay Zimmerman; Jim Huibregtse; Josh Levine from Davis; Kareem El-Heneidi; Kevin Segalla; KTVT-LA FOX 9-11-01 10-11AM; Luigi Cazzaniga; Mark Molesworth; Mark Trottenberg; Matthew Shapoff (9-11); MSNBC Investigates Out of the Rubble; NBC Atlanta 10 to noon; NBC Atlanta noon to 2; NBC Restricted - 2 Tapes; NBC Short Collapse of WTC 2; NBC_Broadcast_8-45A; NBC_News Dub from Jim Remberg; New York Firefighters brotherhood Discovery Channel; NOVA PBS - Why Towers Fell; NY1-6 raw field tapes; NY1-onair plus 5 raw b-roll clips; NYPD Aviation 9-11; NYPD OMAP B; Onno deJong; Pavel Hlavel; PBS - The Center of the World; PBS Twin Towers A History; PBS_Heroes of Ground Zero; Report from Ground Zero ABC; Richard Peskin; Sam Riegel; Scott Myers; Sekani Compilation of Clips from 2nd Impact and Collapses; SkidmoreOwingsMerrill; SorensenWTC; Special-Important; Stevens - 2 Tapes; Tim Main and Mike Ballou; TLC _WTC_Anatomy_of_the_Collapse; Unknown Source - Short Clips of WTC 7 Burning; Vince Dementri CBS WTC7; WABC Broadcast; WABC NIST Dub #1; WABC_Helicopter Shots of WTC7 South Facade 1_30pm; WCBS NIST Dub #1_Damas home video; WCBS NIST Dub #2; WCBS NIST DUB #2 Added clips; WCBS NIST Dub #3 - Behrle, Miller, StatCamN, WCBS NIST Dub #4 - WCBS Helicopter; WNBC NIST Dub #1; WNBC NIST Dub #2; WNBC NIST Dub #3; WNBC NIST Dub #4; WNBC NIST Dub #5; WNBC NIST Dub #6 - WNBC Helicopter; WNBC NIST Dub #7 - StJohn, Heath, Spell, RM; WNBC NIST Dub #8 - Sumner Glimcher; WNBC NIST Dub #10 - WT Comp Reel #1; WNBC NIST Dub#9, Foster, Andaloro, NBC StatCamNJ; WNYW NIST Dub #1; WNYW NIST Dub #2; WNYW NIST Dub #3; WNYW NIST Dub #4; WNYW NIST Dub #5 - Helicopter; WNYW_Broadcast; WPIX NIST DUB #1; WPIX NIST DUB #2; WPIX NIST Dub #3 - FDR Drive; WPIX NIST Dub #4 - Helicopter; WPIX NIST Dub #5; WTC 7 - 2 parts; WTC Clips - FOX 10-00 News, ABC News Excl 4-30pm, News 8-30pm; WTC_A Modern Marvel 1973-2001; WTC7 CON ED.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 14 - x.264 Compressed – 84 GB, 6768 file (torrent). NIST Cumulus Video Database. Da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 15 – 94 GB, 1309 file (torrent).

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 15 - x.264 Compressed – 40 GB, 1309 file (torrent). Serie NIST Burn Video Database di circa 1400 fotografie e video dei test d’incendio del NIST su componenti delle Torri Gemelle ricostruiti in laboratorio.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 16 – 850 MB, 833 file (torrent). Circa 830 foto attribuite ad Aaron Wong, Arquelia Galarza, Bob Allen / Onsiteholyzoo.com, Brian Manning, Cass Burton Ward, Dawn McHale GMS, Drew Diskens, Firehouse Magazine, George Bell (Moodys), George Miller NYCTA, George Weld, Grant Moyle, Kathy Britton, Michael Chan, Patrick Madden, Paul Turner, Peter Davis, Rick Hollingworth, Ryan Maas, Stanley Patz, Steve Leibel, Steve McCurry (WTC7 in fiamme), Tim Tobiason, Vincent Poydenot, Viraj Siriwardena, Squiddity.com.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 17 – 253 MB, 698 file (torrent). Circa 690 foto attribuite a Greg Semendinger (foto aeree degli incendi e dei crolli), Infraspection Institute (immagini FLIR nell’infrarosso del WTC), Jack Aaronson, James Sullivan, Jeff Galloway, Jim Reilly (“guglie” del WTC da lontano), John Buskin, John G_NFPA5 (rottame d’aereo fumante, resti umani), Jonathan Corum, Joseph T. Quinn, Josh Levine e Andrew Haller, Phatmax1.net (“guglie”), FDNY presentation (incendi WTC7), Squiddity.com.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 18 – 3 GB, 1857 file (torrent). Un video (post-impatto, pre-crollo) e circa 1900 foto del WTC, attribuiti a Jay Boucher, Jay Comella (danni al WTC7), Matthias Kriesberg, Michael Bragitikos, Nancy Dhulipala, Pieter Van Hattam, Ed Peterman, George Miller (compresi danni sotterranei alla metropolitana e danni al WTC7), Greg Semendiger (NYPD), Infraspection Institute (foto anche del Pentagono, rottami d’aereo al WTC, immagini FLIR nell’infrarosso del WTC), Peter Davis, Aris Economopoulos (inflessione delle facciate del WTC), George McNish, Jennifer Brown (guglie WTC), John O'Boyle (guglie WTC), Mitsu Yasukawa, Noah K. Murray (sbuffi).

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 19 – 12 GB, 192 file (torrent). 31 video e 160 foto del WTC.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 20 – 5 GB, 68 file (torrent). 11 video del WTC.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 21 – 7 GB, 3274 file (torrent). Circa 3200 foto e video del WTC e anche qualche foto del Pentagono.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 22 – 2 GB, 1318 file (torrent). Circa 1300 foto del WTC, attribuite a Scott Myers (fotogrammi del suo video dell’impatto del secondo aereo), Mike Chan (WTC7 pre-attentati), Peter Davis, Nicolas Cianca (post-attentati, trasporto macerie), Eliezer Hernandez (rimozione auto, Hillary Clinton), Keith Nelson (rimozione macerie, assistenza ai vigili del fuoco), Rey Michavd (varie, incluso Pentagono, a bassa risoluzione), 42A0087 - G22 D4of5 (secondo impatto e crolli), Duane VJ (foto e video di Hudson Street, Church Street, West Broadway, a prima vista non pertinenti).

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 23 – 542 MB, 2151 file (torrent). Vari file video dell’FBI.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 24 – 7 MB, 17 file (torrent). 16 fotografie del WTC dopo gli impatti, attribuite a Mark Roddenberry. Una mostra un furgone postale sfondato ai piedi del WTC7: un possibile indicatore della violenza delle macerie provenienti dalle Torri Gemelle.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 25 – 191 GB, 527 file (torrent). 59 video. 42A0091 - G25D1: all'inizio, ripresa (molto nitida, dall’elicottero) del secondo impatto. Gli altri video sono da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 26 – 7 GB, 59 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 27 – 428 GB, 1229 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 28 – 96 GB, 1087 file (torrent). Video degli eventi al WTC e varie presentazioni tecniche. RptGndZero2_clip5 Comp 1 mostra cedimento di una Torre con inflessione e ritorno elastico della facciata. WTC-7 -English-5.ppt è una presentazione tecnica che confronta il crollo del WTC7 con altri incendi e crolli al WTC e altrove.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 29 – 29 GB, 1584 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 3016 GB, 62 file (torrent). Circa 60 video (da catalogare).

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 31539 MB, 7408 file (torrent). Circa 7400 foto, principalmente del WTC, di Shanksville e del Pentagono, prima, durante e dopo gli attentati. La cartella SET1 contiene numerose foto del WTC in altissima definizione degli eventi dell’11/9.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 3219 GB, 58.466 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 335 GB, 1786 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 34 67 GB, 949 file (torrent). Circa 1000 foto di dettaglio delle trombe degli ascensori del WTC 1 e 2, di datazione ignota.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 3590 MB, 400 file (torrent). Circa 400 foto etichettate NYPD from Mike Davis e WTC NYPD Aviation che mostrano il WTC durante gli incendi, i crolli e i soccorsi. Si notano molti dettagli dei danni al WTC7 e agli edifici circostanti.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 3611 GB, 3622 file (torrent). Circa 3600 foto del WTC, attribuite a vari fotografi.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 379 GB, 309 file (torrent). Circa 2800 foto e alcuni video del WTC. In Newsweek scanned images include le foto di Bill Biggart dei danni al WTC3. In Biggs photos A include foto dei danni alla Fiterman Hall e ad altri edifici circostanti. In Iwanklw Photos, immagini dettagliate dei frammenti di WTC conficcati nel World Financial Center e dei resti del WTC sotto esame. In 42A0530 - G38D9, foto dettagliate del WTC7 in fiamme. Molto altro materiale ancora da catalogare.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 389 GB, 309 file (torrent). Tre video di autore sconosciuto, che mostrano l’area del WTC l’11/9/2001 durante e dopo gli attentati; una foto attribuita a Greg Semendiger.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 39 5 GB, 542 file (torrent). Circa 540 foto. 42A0533 - G38D12: foto dettagliatissime dei danni pre-crollo al WTC7.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 40225 MB, 338 file (torrent). Circa 240 foto degli attentati, degli incendi e dei crolli al WTC.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 411 GB, 933 file (torrent). 37 foto attribuite a “Richard Rotanz of the OEM” (vedute dell'area del WTC dopo i crolli); 30 video degli eventi al WTC; circa 880 foto degli eventi al WTC.

NIST FOIA 09-42 - ic911studies.org - Release 4211 GB, 73 file (torrent). 11 video (da catalogare).

NIST FOIA 09-48 Feb 04 2009 – 196 MB, 8912 file (torrent). Da catalogare.  

NIST FOIA 10-037 Jan 26 2010 – 199 MB, 8916 file (torrent). Da catalogare.  

NIST FOIA 10-038 Jan 03 2010 – 24 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 10-202 DOC Nov 04 2010 – 28 MB, 1 file (torrent). Da catalogare. 

NIST FOIA 10-202 Nov 04 2010 – 18 GB, 6840 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 11-134 Apr 13 2011 – 13 MB, 2 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 11-218 Aug 24 2011 – 389 MB, 5 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-014 7 8 Interim Responses Released Apr 03 2012 – 2 GB, 2191 file (torrent). File PDF e TIF con scansioni di documenti.

NIST FOIA 12-027 Nov 04 2011 – 31 GB, 89 file (torrent). Dieci video degli eventi dell’11/9, descritti in sintesi nel file NIST_FOIA_12-027_Nov_04_2011_redacted.pdf.

NIST FOIA 12-028 Apr 23 2012 – 6 MB, 5 file (torrent). Cinque documenti PDF.

NIST FOIA 12-033 Jan 05 2012 – 32 MB, 127 file (torrent). Scansioni in formato PDF dei permessi di utilizzo delle immagini realizzate dai vari testimoni oculari e fotografici degli eventi dell’11/9.

NIST FOIA 12-044 Jan 05 2012 – 24 GB, 101 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-057 Feb 07 2012 – 57 GB, 2.536 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-073 Feb 01 2012 – 4 MB, 5 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-090 Jun 13 2012 – 3 MB, 9 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-099 Nov 28 2012 – 317 MB, 226 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-130 Sep 14 2012 – 25 MB, 8 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-158 Aug 02 2012 – 847 MB, 2567 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-164 Aug 29 2012 – 36 MB, 4 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-169 Jan 15 2013 – 891MB, 2,575 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-171 – 4 MB, 6 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-172 – 7 MB, 4 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-178 Jul 12 2012 – 167 MB, 4 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-179 Jul 12 2012 – 1.838 MB, 356 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-184 Aug 29 2012 – 1 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-187 Nov 07 2012 – 82 MB, 8 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-189 – 10 MB, 5 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-206 Aug 18 2012 – 1 MB, 2 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA 12-207 Aug 21 2012 Interim Response Jan 07 2014 – 2 GB, 542 file (torrent).

NIST FOIA 2013-000445 Jan 21 2013 – 203 MB, 143 file (torrent).

NIST FOIA DOC-NIST-2013-000215 Nov 29 2012 – 10 MB, 7 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA DOC-NIST-2013-000285 Dec 30 2012 – 10 GB, 83 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA DOC-NIST-2013-000453 Jan 17 2013 – 9 MB, 36 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA DOC-NIST-2013-000594 Feb 23 2013 – 183 MB, 14 file (torrent). Da catalogare.

NIST FOIA DOC-NIST-2014-001728 Sep 26 2014 – 0 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

NIST WTC7 FOIA 09-49 – 31 MB, 20 file (torrent). Fotografie e disegni tecnici della costruzione del WTC7.

NIST WTC7 FOIA 11-209 – 126 MB, 42 file (torrent). Disegni tecnici e calcoli strutturali del WTC7: Structural Design Drawings e Structural Calculations della Irwin G. Cantor P.C., Structural Engineers (1985).

NIST WTC7 FOIA 12-009 – 958 MB, 2588 file (torrent). Disegni tecnici del WTC7: Erection Drawings e Fabrication Shop Drawings della Frankel Steel Limited, 1985.

NISTreview.org FOIA Photographs of WTC Site – 58 MB, 381 file (torrent). Circa 380 foto, di vari autori, della zona del WTC durante e dopo gli attacchi. Fotografie delle Torri Gemelle e del WTC7 durante gli incendi, i crolli e i soccorsi. Nistreview.org è un sito che contiene analisi di Steven Jones ed altri.


Altri documenti


NORAD-USNORTHCOM 9/11 Tapes – 3 GB, 22 file (torrent). 21 file audio contenenti oltre 100 ore di registrazioni delle comunicazioni NORAD/NORTHCOM dell’11 settembre e un file PDF descrittivo.

NSF FOIA 14-137F Mar 05 2014 – 6 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

NTSB 911 Records on Website – 51 MB, 11 file (torrent). Documenti ATC Report, Flight Path Study e Recorded Radar Data Study di tutti e quattro i voli dirottati; studio del pilota automatico dei voli AA77 e UA93.

NTSB AAL-77 UAL-93 – 7 GB, 162 file (torrent). Include rapporti tecnici e immagini poco note dei danni al Pentagono. Immagini di rottami di UA175.

NTSB FOIA Appeal 2012-00001-A Nov 10 2011 – 4 GB, 163 file (torrent). Da catalogare.

NTSB FOIA-2012-00001 Oct 07 2011 – 17 MB, 3 file (torrent). Da catalogare.

NYC OEM MAPS FOIL Nov 17 2010 – 708 MB, 297 file (torrent). Da catalogare.

NYC WTC Site Development Documents LMDC FOIL Dec 20 2011 – 785 MB, 53 file (torrent). Da catalogare.

NYCLAW FOIL WTC Victim Parts Maps Mar 03 2011 – 2 MB, 6 file (torrent). Da catalogare.

Operation Vulgar Betrayal FBI FOIPA 1160517-000 Nov 30 2012 – 26 MB, 10 file (torrent). Da catalogare.

PANYNJ WTC FOIL 12-144 Feb 16 2011 – 5 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

PENTAGON FBI FOIPA 1141552 – 3 GB, 40 file (torrent). Video dell’impatto, ripresi dalle telecamere di sorveglianza del parcheggio al Pentagono; video dei soccorsi post-impatto.

RDOD NEADS AUDIO – 9 GB, 42.220 file (torrent). Da catalogare.

The National Archives Record Group 237 FAA Redact Files Directories 1-4 and 6 Apr 17 2012 – 781 MB, 343 file (torrent). Da catalogare.

US Department Of State FOIA F-2011-03409 May 02 2011 – 452 MB, 194 file (torrent). Da catalogare.

USDOC FOIA Mar 10 2014 Appeal Denial Sep 25 2014 – 2 MB, 1 file (torrent). Da catalogare.

USNORTHCOM FOIA FY12-09JUL2012-NNC45 Jul 09 2012 – 63 MB, 5 file (torrent). Da catalogare.

USNORTHCOM FOIA FY12-19SEP2012-NNC64 Sep 19 2012 – 69 MB, 2 file (torrent). Da catalogare.

USNORTHCOM FOIA FY13-23OCT2012-NNC02 Oct 23 2012 – 49 MB, 58 file (torrent). Da catalogare.

USSTRATCOM FOIA 11-023 Sept-11-2001 Global Guardian – 67 MB, 13 file (torrent). Da catalogare.

WTC Architectural Drawings Dated 07-31-67 – 123 MB, 175 file (torrent). Da catalogare.

WTC Architectural Master Plan Released 2005 – 18 MB, 14 file (torrent). Da catalogare.

WTC Disaster Site Images - Released Aug 28 2009 – 110 MB, 935 file (torrent). Foto dell’area del WTC prima, durante e dopo gli attentati e alcune foto post-attentato del Pentagono e dell’area d’impatto in Pennsylvania.

WTC Disaster Site Images - Released Mar 24 2007 – 180 MB, 5426 file (torrent). Circa 5200 fotografie del World Trade Center in costruzione e prima, durante e dopo gli attentati. La serie include anche alcune immagini del Pentagono dopo l'attacco e fotografie di paesi arabi.

WTC Disaster Site Images From The Airborne Visible-Infrared Imaging Spectrometer (AVIRIS) – 6 GB, 54 file (torrent). Da catalogare.

WTC1 Architectural Drawings Dated May 9 1984 – 1.168 MB, 284 file (torrent). Da catalogare.

WTC1 Architectural and Engineering Drawings Released May 2009 – 399 MB, 901 file (torrent). Da catalogare.