2007/08/15

Ottomila cospiratori al Pentagono

di Paolo Attivissimo

English abstract: Over 8,000 people received clearance to access the Pentagon attack site. Clearance was given initially to anyone who presented ID. Yet in this huge number of people there are no whistleblowers and no witnesses to any of the extremely suspicious activity implied by some conspiracy theorists, such as spreading plane debris on the Pentagon lawn, placing the Flight Data Recorder and victim remains within the building, and producing a hole in the steel-and-Kevlar-reinforced face of the building.

Spesso si sente teorizzare che sarebbe bastato un numero modesto di cospiratori per organizzare la messinscena. Questo vale in particolare per l'attentato al Pentagono, che essendo zona militare viene immaginato come un luogo accessibile soltanto a una ristretta cerchia di persone dopo gli attacchi.

Con poche persone in giro durante il caos dell'11 settembre, teorizzano i complottisti, sarebbe stato facile collocare i rottami sul prato, piazzare la scatola nera truccata dentro l'edificio insieme ai resti delle vittime a terra e sul Volo 77, praticare un foro (sbadatamente troppo piccolo) nella facciata del Pentagono, eccetera, senza che nessuno dei pochi presenti si accorgesse di nulla.

Lasciamo stare, per un attimo, il fatto che il Pentagono sorge in un centro abitato ed è costeggiato da strade e autostrade frequentatissime, dalle quali moltissimi civili hanno osservato gli eventi. C'è infatti un dato molto interessante che riguarda il numero di coloro che non si limitarono semplicemente ad assistere agli attacchi e ai soccorsi da lontano, ma vi parteciparono attivamente.

Da un documento del 2002 intitolato Observing and Documenting the Inter-Organizational Response to the September 11 Attacks, scaricabile qui (con approfondimento tecnico qui) e redatto da John R. Harrald dell'Institute for Crisis, Disaster, and Risk Management della George Washington University, emerge un fatto impressionante: oltre ottomila persone ricevettero l'autorizzazione ad accedere all'area colpita del Pentagono, e inizialmente l'autorizzazione veniva data a chiunque si presentasse con un documento d'identità.
[Al Pentagono], l'insuccesso nel controllare immediatamente e severamente l'accesso al sito rimase un problema significativo... il Dipartimento della Difesa e le forze dell'ordine controllarono l'accesso perimetrale usando recinzioni e barriere. In seguito l'FBI divenne responsabile per la gestione di un sistema di tesserini di accesso (badge) al Pentagono, mentre il Secret Service fornì i sistemi e il personale per questo compito monumentale. La pianificazione formale di quest'attività fu iniziata durante la prima notte, determinando chi dovesse avere accesso al perimetro.

Per molti giorni iniziali, il sistema ebbe un'efficacia marginale, dato che per ottenere un tesserino di accesso bastava presentare un documento d'identità. A un certo punto, secondo l'Incident Command, c'erano circa 8000 persone munite di tesserini di accesso.

L'Incident Commander [il supervisore della gestione dell'evento, N.d.T.] decise di limitare l'accesso al sito e realizzò un nuovo sistema di tesserini... Fu poi creato un secondo perimetro (più interno) per ridurre l'accesso all'area dei lavori all'edificio [...]. (fonte, sezione 4.4)
E nessuno di questi ottomila ha notato nulla di strano? Nessuno di loro parla? Asserire che nessuno ha visto nulla e che tutti sono votati al silenzio, in un contesto nel quale verità terribilmente scomode come le torture perpetrate ad Abu Ghraib dai militari statunitensi riescono ad emergere in modo devastante, non solo rasenta l'inverosimile ma sconfina nell'impossibile.

11 commenti:

Valerio ha detto...

piccolissimo typo: "accsso"

Paolo Attivissimo ha detto...

sistemato, grazie!

Franco ha detto...

Certo, per chi dovesse organizzare un fantomatico complotto, consentire l'accesso ad uno dei "luoghi del delitto" a 8000 persone deve essere notevolmente rischioso.

A meno che non riesci in qualche modo ad assicurarti (senza possibilità di dubbio) che nessuno di questi vuoterà il sacco.
Neanche dopo che l'hai corrotto (e in questo caso, quale sarebbe la cifra che ti assicurerebbe il totale silenzio?)
Neanche in punto di morte (quando ogni minaccia diventa inutile).

Franco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
omar ha detto...

Interessante articolo e, per certi versi, inedito.

Non sapevo che i giorni successivi agli attentati fossero stati rilasciati dei pass per l'accesso all'area del Pentagono.

Sarebbe utile sapere chi ha potuto entrare e magari rintracciarne la testimonianza.

AlexanderPD ha detto...

e chi ha mai parlato di posizionare pezzi di aereo? Quello era un missile.
I pezzi di areo erano talmente pochi (stranamente pochi direi) che potevano anche essere pezzi di suddetto missile, magari camuffati per l'occasione.
Non 8000, ne bastavano pochi con molto potere.
Poi c'è anche la storia del benzinaio che aveva ripreso la vicenda e gli è stato sequestrato il video, ma non ci faccio troppo peso in quanto non trovo una fonte certa di stà cosa.
Gli aerei non si volatilizzano così dopo un impatto, questo è certo.
11/9 rappresenta qualcosa di troppo grande per noi, troppi giri di affari dietro, ed è certo che la verità al 100% non verrà mai fuori.

Dan ha detto...

Perchè i pezzi di un aereo e di un missile sono assolutamente intercambiabili come composizione, forma e quantità, vero? Hai presente la differenza di massa tra un aereo di linea e il più grosso dei missili?
Non guardare solo quello che ti fanno vedere. Cerca tra i nostri vecchi articoli e vedrai che di pezzi ce ne sono eccome. Troppi per essere un missile.

Figura Quattro ha detto...

senza contare il fatto che i missili non mi risulta abbiano turbine.

omar ha detto...

Alexander,

si vede che sai molto poco della vicenda.

Il video delle telecamere del benzinaio è stato desecretato da più di un anno ormai, e non mostra nulla.

Se cerchi nel motore di ricerca del sito troverai tutto, rottami compresi.

Franco ha detto...

"Non 8000, ne bastavano pochi con molto potere."

Ma stranamente, a quanto sembra da questi _dati di fatto qui presentati_ sono stati rilasciati ugualmente 8000 pass, cosicché i pochi con molto potere potessero lavorare "indisturbati" e senza timore che qualcuno di sti 8000 li vedesse camuffare (probabilmente è qualcosa che fa parte dell'addestramento degli agenti di cotrospionaggio) i pezzi di missile in pezzi di aereo.

Franco ha detto...

"11/9 rappresenta qualcosa di troppo grande per noi, troppi giri di affari dietro, ed è certo che la verità al 100% non verrà mai fuori."

Il che per i complottari rappresenta la prova che la verità al 100% è necessariamente data da un mucchio di fantasiose macchinazioni che non stanno in piedi.