2008/11/14

La colata del WTC2 nel nuovo filmato rilasciato dall'FBI

di Henry62

Fra i nuovi filmati rilasciati dal FBI a seguito della richiesta FOIA di Scott Bingham, è particolarmente interessante quello che mostra la colata di materiale fuso dal WTC2.

Si tratta di un breve filmato in formato FLV, reso disponibile tramite Youtube, per cui è necessaria una certa prudenza nel fare le valutazioni, nella speranza di poter disporre prossimamente di un video di maggior dettaglio.

Tuttavia in questo filmato si nota immediatamente un particolare degno di maggior attenzione e che, nonostante la veloce diffusione in rete di questi nuovi filmati, nessuno ha ancora evidenziato.

Il metallo che cola dal WTC2 ha colore grigio-argento, anziché il giallo-arancio delle altre immagini e dei video finora noti.

Inutile sottolineare che queste colate incandescenti scatenarono le ipotesi più strampalate di reazioni termitiche o addirittura di presenza di esplosivi.

Maggiori dettagli in questo articolo:

2008/11/12

Rilasciati altri 10 "video del Pentagono": mostrano le Torri Gemelle

di Paolo Attivissimo

Una diffusa teoria cospirazionista afferma che secondo un documento dell'FBI ci sono 85 video del Pentagono sequestrati.

Nel video Zero, per esempio, Dario Fo afferma che "il Pentagono era in possesso di 86 riprese differenti e totali" e Barbara Honegger afferma che "hanno confiscato 86 videocassette, al Pentagono, al parcheggio del Pentagono, presso la stazione di rifornimento lì di fronte, in un vicino albergo e in tutti gli edifici che avevano telecamere puntate su quell'area."

Queste affermazioni errate si basano in realtà sulla lettura distorta di una dichiarazione scritta dell'agente FBI Jacqueline Maguire, come spiegato qui.

Ottantacinque, non 86, è il numero complessivo dei video dell'11 settembre in possesso dell'FBI e catalogati come prove, secondo la dichiarazione Maguire. Questo numero, in altre parole, include anche video che non riguardano il Pentagono, come quelli delle Torri Gemelle. Infatti basta leggere con più attenzione la dichiarazione dell'FBI per capire che i video del Pentagono sono in realtà soltanto tredici. Il contenuto degli altri video è elencato in un altro documento (pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6).

Il ricercatore Scott Bingham (nessuna parentela con Mark Bingham, passeggero del Volo 93) ha inoltrato all'FBI, tramite il proprio avvocato, una richiesta FOIA per il rilascio di questi video e ha ricevuto risposta il 29 ottobre scorso, insieme a DVD contenenti i primi dieci video. Gli altri video richiesti, scrive l'FBI, verranno rilasciati progressivamente.

I dieci video rilasciati dall'FBI riguardano le Torri Gemelle: mostrano il secondo impatto e i crolli da angolazioni inedite (tranne uno, da sotto il ponte di Brooklyn, che era già noto) e sono disponibili presso Penttbom.com.

Un fotogramma di uno di questi video è mostrato all'inizio di quest'articolo e presenta un punto luminoso sulla fusoliera del velivolo che scatenerà sicuramente la fantasia dei cospirazionisti.

Un altro video mostra da vicino la cascata di materiale incandescente dal WTC2. Questo video, invece, mostra l'impatto di UA175 (il secondo aereo) da un punto di vista inedito, come mostrato nel fotogramma qui accanto.

Si noti che questi fotogrammi sono tratti dalle versioni Youtube di questi video, che sono stati sottoposti a drastica ricompressione e perdita di risoluzione rispetto ai file originali forniti dall'FBI. Pertanto hanno valore puramente illustrativo e non sono utilizzabili per analisi video significative.

Per avere un'idea della differenza qualitativa, si può confrontare la versione Youtube di un altro filmato inedito del secondo impatto con la versione MOV da 200 megabyte del medesimo filmato, messa a disposizione sempre da Scott Bingham.

Un altro video di questa nuova serie rilasciata dall'FBI mostra il crollo della Torre Sud e permette di apprezzare l'inclinazione del blocco superiore dell'edificio durante il crollo (fotogramma qui accanto).

Da questa nuova serie, Scott Bingham ha pubblicato anche un video del crollo della Torre Nord che consente di notare l'inclinazione dell'antenna, la formazione del famoso "squib" o sbuffo che alcuni cospirazionisti scambiano per un'esplosione e la presenza, dopo il crollo, dei resti della struttura centrale della torre, crollati successivamente.

A Bingham va non soltanto la nostra gratitudine per il lavoro paziente svolto fin qui (quello che dovrebbero fare, ma non fanno, i cosiddetti "ricercatori della verità"), ma anche un contributo economico alle considerevoli spese burocratiche che ha sostenuto per ottenere il rilascio di questi video e (va ricordato) anche di quelli del Pentagono. Soltanto le spese dell'FBI per la masterizzazione di questi video ammontano a 150 dollari, ossia 15 dollari a filmato, e Bingham ne ha richiesti ben 64. Chi volesse dargli una mano, può farlo tramite Paypal all'indirizzo scott2121 chiocciola hotmail.com.

2008/11/11

Barack Obama, debunker involontario

di Paolo Attivissimo

I complottisti undicisettembrini ci hanno rintronato per anni con le loro fosche previsioni di un Nuovo Ordine Mondiale, sostenendo che i neocon avrebbero fatto qualsiasi cosa, compreso un autoattentato, pur di restare al potere; anzi, l'11 settembre era stato messo in scena apposta.

C'era chi preannunciava addirittura un "quarto Reich", come Maurizio Blondet, e diceva che "Cheney, Rumsfeld e i neocon al potere dietro le spalle della loro marionetta presidenziale... non hanno da temere elezioni né rivolta degli elettori, finchè la lobby ebraica lo sostiene."

E invece è stato eletto Barack Obama.

Eletto, oltretutto, con un risultato plebiscitario e di portata storica. E allora come la mettiamo? Tralasciando per pudore l'antisemitismo di certe sparate, sarà molto interessante vedere quali contorsioni mentali verranno partorite dai complottisti per giustificarsi.

Viene quindi a mancare spettacolarmente uno dei pilastri ideologici del movimento cospirazionista: la strenua lotta contro il "regime fascista" di Bush, Cheney e Rumsfeld e la difesa del cittadino-pecora (sheeple) dall'imminente colpo di stato neoconservatore, con tanto di campi di concentramento gestiti dalla FEMA (Comedonchischiotte.net; Luogocomune.net; Effedieffe.com; Alex Jones) e 30.000 ghigliottine (sic) per i sovversivi, come sostiene James Fetzer (spiegazione qui).

In che modo la vendita di cappellini e magliette potesse contrastare l'ascesa di un siffatto stato totalitario, e come mai chi rivelava il colpo di stato in preparazione fosse (e sia tuttora) libero di parlare invece di diventare un desaparecido ghigliottinato, non è ben chiaro, ma per fortuna non sono i debunker a doverlo spiegare.

I complottisti si sono insomma atteggiati per anni a paladini della libertà, ultimo baluardo per la difesa del mondo dall'Apocalisse totalitaria, attirando il consenso di chi aveva forti antipatie per il governo Bush. Ora l'elezione di Obama toglie da sotto i piedi dei cospirazionisti il comodo tappeto di questo alibi ideologico e gratta via in un sol colpo la tenue patina di rispettabilità di cui cercavano di ricoprirsi.

Il declino, tuttavia, è già in atto da tempo. Questi sono i dati di accesso a 911blogger.com degli ultimi dodici mesi:



Secondo i dati raccolti da Screwloosechange, il consueto picco di accessi di settembre di 911blogger si era attestato rispettivamente intorno al 34% e 36%, rispetto ad agosto, nel 2006 e nel 2007; quest'anno il picco si è fermato all'11%. Gli accessi di ottobre 2008 sono stati 142.838, che è il valore più basso da giugno 2006 (marzo 2008 non conta per via di un problema con il sistema di rilevamento Sitemeter). Rispetto ad ottobre 2007, il calo è un inesorabile 39%.

Anche in termini assoluti, il numero di frequentatori di 911blogger è ormai ridicolo: per chi sostiene che l'opinione pubblica sia largamente schierata con i cospirazionisti, faccio notare che un banale blog in lingua italiana, dunque privo di risonanza o fruibilità internazionale, gestito da una sola persona (il sottoscritto), ha largamente superato 911blogger per 11 mesi su 12.



Per contro, l'interesse verso il debunking e l'analisi seria degli eventi dell'11 settembre risulta in costante aumento: segno che l'argomento è ancora di grande attualità, ma che le chiacchiere vuote dei cospirazionisti fanno sempre meno presa. Per esempio, qui sotto sono riportati i dati statistici di Undicisettembre, dall'inizio dei rilevamenti fino a ottobre 2008: si notano i consueti picchi d'interesse a settembre che punteggiano un andamento generale in crescita.




Ci libereremo mai del cospirazionismo intorno all'11 settembre? E' improbabile. Dopo quarant'anni, il cospirazionismo intorno agli sbarchi umani sulla Luna, all'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, alla morte di Marilyn Monroe o a quella di Elvis Presley esistono ancora, sia pure come rumore di fondo nel normale chiacchierìo della vita sociale. Per cui è prevedibile che anche il "movimento per la verità" si annacqui progressivamente allo stesso modo, senza mai scomparire.

Ed è altrettanto prevedibile che l'elezione di Barack Obama contribuirà a portare questa diluizione a livelli omeopatici.

2008/11/10

Miniguida per gli ascoltatori della Radio Svizzera

di Paolo Attivissimo

Questo blog è stato citato dalla trasmissione Millevoci della RSI (radio svizzera di lingua italiana) stamattina, e vari ascoltatori cercano informazioni. Ecco quindi una miniguida ai punti salienti: da dove cominciare, insomma, nell'esplorazione di questo nostro lavoro di ricerca.

  • Le risposte alle domande più frequenti sugli attentati
  • Chi siamo e perché facciamo questa ricerca
  • L'11 settembre in cifre: i principali dati riguardanti gli attentati, riassunti in una miniguida pratica di riferimento rapido, con tutte le fonti tecniche
  • Zerobubbole: l'analisi delle stupidaggini tecniche, errori gravi e manipolazioni dei fatti nel DVD Zero di Giulietto Chiesa e Franco Fracassi
  • Inganno globale: la guida di Paolo Attivissimo e quella di John al DVD di Massimo Mazzucco (Luogocomune.net)

Nella colonna di destra di questo blog trovate inoltre rimandi alla letteratura tecnica e a vari libri d'indagine che spiegano in dettaglio gli eventi dell'11 settembre e smontano molti dei miti e delle dicerie che li circondano.

A tutti buona lettura.

2008/11/07

Giulietto Chiesa ed il nuovo presidente americano

di Henry62




Ricordate l'interpellanza di Chiesa al Parlamento Europeo sull'intervista di Benazir Bhutto?

Bene, sappiamo tutti come è andata a finire.

E con queste inquietanti novità, invece, che succederà?

"E ora chi fa l'interpellanza urgente all'Europarlamento?"



In dettaglio (di Paolo Attivissimo)


Giulietto Chiesa affermò qualche mese fa che Benazir Bhutto, in un'intervista rilasciata poco prima di essere assassinata, aveva rivelato che Osama bin Laden era stato ucciso tempo addietro. Secondo Chiesa, la rivelazione fu passata colpevolmente sotto silenzio dai media internazionali e fu soltanto lui ad evidenziarla, arrivando a fare anche un'interpellanza urgente all'Europarlamento. La "rivelazione" fu invece interpretata dai media come un semplice lapsus della Bhutto, che disse un nome al posto di un altro. Ma quest'interpretazione è stata rifiutata sdegnosamente da Chiesa.

Ironia vuole che in una recente trasmissione televisiva sia capitato proprio a Chiesa di commettere un lapsus identico: ha dichiarato infatti che il nuovo presidente degli Stati Uniti è Osama bin Laden. Le sue parole sono state accolte dal medesimo colpevole silenzio dei media.

I dettagli e le fonti sono in questo articolo del blog di Henry62.

2008/11/04

Recensione: 1000 Years For Revenge

di John - www.Crono911.org

Dopo le recensioni dei volumi The Looming Tower di Lawrence Wright e Ghost Wars di Steve Coll, è la volta di un altro libro di grande pregio, 1000 Years For Revenge di Peter Lance (ISBN 9780060597252).

Il titolo completa un gruppo di quattro libri (il quarto è Masterminds of Terror di Yosri Fouda) che non dovrebbe mancare nella biblioteca di chiunque voglia approfondire le vicende che portarono alla tragedia dell'11 settembre del 2001.

Peter Lance è uno scrittore e giornalista investigativo che ha accumulato una grande esperienza sul terrorismo internazionale, su al-Qaeda e sull'attività dei servizi anti-terrorismo americani, nei confronti dei quali è probabilmente l'autore più critico.

Questo libro è spesso citato dai sostenitori della teoria dell'Inside Job in quanto dimostrerebbe che la CIA e l'FBI hanno volutamente nascosto prove e documenti che avrebbero potuto consentire di sventare gli attacchi dell'11 settembre.

Anche in questo caso la lettura del libro svela una verità del tutto differente – se non addirittura opposta – al punto che ancora una volta c'è da chiedersi se i complottisti si limitino a leggere la copertina o a riprodurre pedissequamente voci e leggende raccattate sul Web.

Le 539 pagine, suddivise in oltre 40 capitoli, comprendono una bella timeline corredata di numerose fotografie, alcuni documenti in appendice, un utilissimo indice analitico e un dettagliato elenco delle fonti annotate.

Lance parte dalle vicende relative alla cellula terroristica islamica operante a New York che progettò, con l'aiuto di Ramzi Yousef (nipote di Khalid Sheikh Mohammed, organizzatore degli attacchi dell'11 settembre), l'attentato esplosivo del 1993 contro il World Trade Center.

Il giornalista sviscera a fondo il ruolo dell'egiziano Emid Salem, confidente dell'FBI infiltrato nella cellula, e i rapporti tra Salem e gli agenti dell'FBI che lo avevano in carico. Il dettaglio e la precisione della narrazione di Lance sono a dir poco impressionanti.

Scopriamo così che Salem era confidente di Nancy Floyd, un'agente donna dell'FBI che si occupava di controspionaggio russo, e quando iniziò a rivelarsi utile per penetrare la cellula terroristica islamica di New York, fu "passato" alla competente sezione dell'FBI che si occupava di antiterrorismo.

Salem, però, continuava a fare riferimento alla Floyd, ingenerando insofferenza e invidie nei colleghi dell'antiterrorismo, che a un certo punto giunsero a sospettare l'esistenza di una relazione personale tra i due. Anche per questa ragione, l'FBI decise di troncare il rapporto di collaborazione con Salem: una decisione che costò cara, perché se Salem fosse rimasto infiltrato avrebbe potuto far sventare l'attentato del 1993 e probabilmente la storia di questi ultimi 15 anni avrebbe avuto un corso del tutto differente.

Questo è uno dei tanti errori che Lance ha evidenziato nel suo libro: errori dovuti a superficialità, arrivismo, presunzione, invidia e assurda competizione fra servizi e squadre investigative.

Particolare attenzione è dedicata all'Operazione Bojinka (il piano che prevedeva di distruggere in volo una serie di aerei di linea americani) e alle dichiarazioni rese da Abdul Hakim Murad, terrorista arrestato dalla polizia filippina. Murad, interrogato da una squadra di investigatori filippini che faceva capo al colonnello Mendoza, avrebbe rivelato l'esistenza di un altro piano terroristico, che prevedeva di far schiantare aerei di linea contro edifici negli Stati Uniti. L'FBI avrebbe inspiegabilmente ignorato questo dettaglio, che anticipava di anni ciò che sarebbe accaduto l'11 settembre 2001.

Nelle dichiarazioni (allegate in appendice) che Murad ha reso all'FBI, però, non v'è traccia di questa circostanza. La fonte dell'informazione, infatti, è lo stesso colonnello Mendoza, intervistato da Lance. Mendoza, anche in interviste successive, ha dichiarato di aver informato CIA ed FBI su quanto riferito da Murad.

Da Lance apprendiamo (pag. 282) invece che Mendoza, per sua stessa ammissione, trasmise i suoi rapporti all'ambasciata americana a Manila, e non alla CIA né all'FBI. Questa circostanza si lega con quanto dichiarato da un funzionario dei servizi di sicurezza dell'ambasciata americana, Sam Karmilowicz, che ricorda di aver trasmesso alcuni rapporti della polizia filippina al Dipartimento della Giustizia e che essi furono verosimilmente acquisiti dai magistrati incaricati di imbastire il processo contro Murad.

Anche in questo caso Lance ci rivela, quindi, una verità diversa da quella riportata altrove.

Il libro è pieno di queste accurate spiegazioni, riferite a Lance direttamente dai protagonisti di tali vicende, ed è impossibile elencarle tutte. Tra esse c'è anche quella di Mohamed Ali, un egiziano infiltrato da al-Qaeda nei quadri delle forze speciali dell'esercito americano.

Non solo Lance è l'ennesimo giornalista investigativo a smentire clamorosamente le teorie dell'Inside Job e a puntare il dito contro Osama bin Laden e al-Qaeda, ma si spinge anche a ipotizzare – con avvincenti argomentazioni – un ruolo di al-Qaeda anche in altre circostanze: l'attentato di Oklahoma City, la distruzione del volo TWA800, la sottrazione, ad opera di un sospetto infiltrato islamico, dei piani architettonici dei principali edifici di New York custoditi dal comando dei vigili dei fuoco.

Insomma, l'esatto contrario di quello che un complottista vorrebbe leggere.

2008/11/03

Guantanamo, concluso il secondo processo

di Paolo Attivissimo

Ali Hamza al-Bahlul, accusato di essere uno dei realizzatori dei video di Osama bin Laden, è stato condannato dai nove membri della giuria di un tribunale militare statunitense per cospirazione, istigazione all'omicidio e produzione di video propagandistici per al-Qaeda. Il trentanovenne yemenita rischia l'ergastolo.

Fu lui, stando all'accusa, a fornire a bin Laden, l'11 settembre 2001, un impianto TV satellitare per ricevere le reazioni dei media agli attentati. L'impianto non funzionò a causa del terreno montuoso. Bahlul fece anche parte della scorta armata di bin Laden. Secondo il Miami Herald, in tempi più recenti è stato inoltre il fondatore del movimento di boicottaggio dei tribunali militari da parte dei detenuti a Guantanamo.

Si tratta del secondo processo per crimini di guerra conclusosi a Guantanamo. Il primo ha avuto come imputato Salim Hamdan, un ex autista di Osama bin Laden, condannato a cinque anni e mezzo di reclusione.

Ali Hamza al-Bahlul ha rifiutato di difendersi durante il processo. La sentenza è stata emessa alla fine della scorsa settimana, ma è stata resa pubblica soltanto oggi. All'udienza per l'irrogazione della sentenza, Bahlul ha ammesso "con tono di sfida", secondo la BBC, di essere un membro di al-Qaeda. I sostenitori delle teorie alternative dovranno ora spiegare, oltre a tutto il resto, come mai Bahlul non ha proclamato la propria innocenza, visto che secondo loro al-Qaeda non esiste e l'11/9 fu un autoattentato.

Secondo i suoi accusatori militari, Bahlul aveva inoltre ammesso sotto interrogatorio di essere il direttore della gestione dei media di al-Qaeda e di aver realizzato video di propaganda per bin Laden, pensati per reclutare attentatori suicidi. Fra questi video spicca quello per rivendicare l'attentato suicida alla nave USS Cole nel 2000 (alcuni fotogrammi del video sono mostrati in testa a questo articolo). Secondo i militari statunitensi, infine, qualunque lavoro svolto da Bahlul per al-Qaeda è per definizione un crimine di guerra perché al-Qaeda è un'organizzazione terroristica.

I capi d'accusa sono scaricabili come PDF da Defenselink.mil. Una scheda sull'iter giudiziario di Bahlul è consultabile presso TrialWatch. La pagina di Wikipedia in inglese dedicata a Bahlul contiene numerosi rimandi alla documentazione legale dei processi a Guantanamo.