2007/06/04

WTC, superesperti demoliscono la demolizione controllata (prima parte)

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

E' stato recentemente pubblicato un documento che affronta le ipotesi di complotto riguardanti il World Trade Center con un'autorevolezza scientifica straordinaria: si tratta di Collapse of World Trade Center Towers: What Did and Did Not Cause It? (Crollo e collasso delle torri del World Trade Center: cosa l'ha causato e cosa non lo ha causato), di Zdenek P. Bazant (nella foto) con Jia-Liang Le, Frank R. Greening e David B. Benson. L'articolo è stato inviato per la validazione al Journal of Engineering Mechanics dell'ASCE.

Si può parlare senza iperboli di autorevolezza straordinaria perché è uno dei pochi casi di esperti di settore che si sono cimentati direttamente nel debunking, ossia hanno affrontato esplicitamente le teorie complottiste. Zdenek Bazant è infatti professore di ingegneria civile e scienza dei materiali alla Northwestern University in Illinois e il suo articolo è pubblicato sotto l'egida del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale della medesima università. Vale la pena di esaminare il considerevole curriculum di Bazant.

E' una situazione ben diversa da quella di altri accademici, che hanno sposato teorie complottiste sulla base di argomentazioni fatte in campi nei quali non sono esperti. Per esempio, il professor James Fetzer è andato a parlare di demolizioni del WTC tramite raggi di energia, ma è un filosofo; Gordon Ross, che ha criticato altri lavori di Bazant, è un laureato in ingegneria meccanica e industriale; il professor Steven Jones ha teorizzato l'uso di termite o altre sostanze per distruggere il World Trade Center, ma è un professore di fisica delle particelle.

Zdenek Bazant, invece, è un professore d'ingegneria civile e scienza dei materiali che parla della propria materia. Il collasso e il crollo delle Torri Gemelle, infatti, rientrano proprio nel campo dell'ingegneria civile e della scienza dei materiali. Abbiamo quindi un esperto che scrive sugli argomenti in cui è esperto. Per controbattere, i complottisti dovrebbero trovare un esperto di settore altrettanto qualificato che difenda le loro teorie (almeno una di esse, vista la loro molteplicità), e la cosa non sembra facile.

Ma il complottismo in tutto questo ha un ruolo secondario. In effetti l'articolo di Bazant si rivela preziosissimo non soltanto dal punto di vista del debunking in senso stretto, ma anche in termini di conoscenza tecnica della dinamica di eventi rari e catastrofici come il crollo di un grattacielo. I suoi contenuti, quindi, sono estremamente interessanti a prescindere dallo sbufalamento devastante che ne scaturisce, ma questi sono in sintesi gli argomenti sottoposti a debunking:
  • la presunta "stranezza" del crollo delle Torri Gemelle;
  • la disgregazione della porzione superiore durante la caduta;
  • la proiezione di polvere a distanze ritenute anomale;
  • la polverizzazione del cemento;
  • il presunto crollo a velocità di caduta libera;
  • la caduta pressoché in pianta, ritenuta impossibile senza demolizione controllata;
  • la teoria del pancake proposta inizialmente;
  • il metallo fuso e le presunte tracce chimiche di termite.
Il testo di Bazant et al. è prevedibilmente assai tecnico, scritto principalmente per un pubblico di esperti di settore, e quindi può risultare ostico al lettore non avvezzo a districarsi fra formule e simboli. Pertanto ne propongo qui un riepilogo divulgativo suddiviso in più parti: chi vuole potrà cimentarsi con il testo originale.

Evento sorprendente

La prima considerazione interessante è l'ammissione di sorpresa per il crollo anche fra gli addetti ai lavori:

per gli ingegneri strutturisti fu la più grande sorpresa dai tempi del collasso del ponte di Tacoma Narrows nel 1940. Subito dopo l'impatto degli aerei, la struttura si comportò come ci si aspettava, ma non fu così dopo gli incendi.

Per chi non conoscesse l'evento di Tacoma Narrows, si tratta di uno dei cedimenti più spettacolari e controintuitivi della storia dell'ingegneria. Un ponte sospeso con una campata principale di 850 metri, la terza più grande al mondo quando fu realizzata, si mise a ondeggiare e vibrare come se fosse fatto di gomma. La causa fu il vento, che soffiava a soli 67 km/h ma produsse un fenomeno di risonanza di entità totalmente inattesa che portò alla completa distruzione della campata. Il filmato è assolutamente impressionante.

Il caso di Tacoma Narrows è un esempio straordinario di come le grandi strutture si comportino spesso in modi che sembrano "impossibili" o "sbagliati" a un osservatore non esperto. Il parallelo con il crollo delle Torri Gemelle è chiaro. Bazant sintetizza così la dinamica d'innesco del crollo del WTC 1 e 2:
...la deformazione viscoplastica delle colonne riscaldate causò la caduta della parte sommitale della torre per un tratto pari ad almeno un piano, che impattò contro la parte inferiore con un'energia cinetica che superò di un ordine di grandezza la capacità di assorbimento d'energia della parte inferiore stessa.
In altre parole, la parte inferiore delle torri non poteva in alcun modo arrestare o contenere la forza esercitata dalla porzione superiore. Le cifre in gioco verranno presentate in seguito. C'è poi una sequenza di effetti ben precisa che risulta decisiva nella dinamica dell'evento:
(1) l'abrasione di gran parte dell'isolamento dell'acciaio da parte di oggetti scagliati durante l'impatto degli aerei (2) il tranciamento o la deflessione di numerose colonne (3) la redistribuzione dei carichi fra le colonne (4) la dilatazione termica differenziale delle colonne e delle travature orizzontali in acciaio (5) la flessione su più piani delle colonne perimetrali derivante dall'azione catenaria delle travature dei solai imbarcati [come documentato fotograficamente in un recente articolo, N.d.A.] e (6) la deformazione viscoplastica delle colonne riscaldate o danneggiate. Il NIST ha dimostrato che l'asportazione dell'isolamento, imprevista all'epoca del progetto, fu il fattore decisivo, senza il quale la deformazione delle colonne e il successivo collasso probabilmente non si sarebbero verificati.

Crollo inevitabile

Bazant poi chiarisce una volta per tutte, con dovizia di calcoli che non ricopio qui, che per gli esperti di settore non c'è alcun mistero: dopo il cedimento che causa la caduta iniziale della parte superiore della torre per un'altezza di almeno un piano,
Quando vengono stritolati i piani successivi, la perdita mgh di energia gravitazionale dovuta a un avanzamento pari a un piano supera di nuovo l'energia Wc dissipata dallo stritolamento del piano stesso, e lo fa con un margine crescente. L'energia in eccedenza deve convertirsi in energia cinetica della parte in movimento della massa m [della parte superiore della torre], e pertanto la sua velocità v aumenterà a ogni piano. Questa è la caratteristica di base del collasso progressivo, ben nota da molti disastri precedenti non causati da incendi (esplosioni interne o esterne, terremoto, controllo qualità inadeguato [...]). Per un ingegnere strutturista, un'analisi ulteriore è superflua per convincersi dell'inevitabilità del collasso.
L'evidenziazione dell'ultima frase è mia.

Disgregazione della porzione in caduta

Bazant descrive poi un altro concetto interessante della dinamica del crollo che spiega un fenomeno che ha lasciato perplessi molti osservatori: l'apparente disintegrazione della porzione superiore della torre ad un certo punto della sua caduta.
Il collasso progressivo di una torre prodotto dalla gravità deve essere costituito da due fasi: quella di crush-down, seguito da quella di crush-up, ciascuna governata da una diversa equazione differenziale. Durante la fase di crush-down [stritolamento verso il basso], la parte superiore della torre, che si sta muovendo (C nella Figura 1 in basso) ed ha alla base uno strato compattato di macerie (zona B), frantuma la parte inferiore (zona A) subendo pochi danni salvo nel periodo prima che si formi uno strato B di macerie sufficientemente spesso.
Durante la fase di crush-up [stritolamento verso l'alto] la parte A in movimento della torre viene frantumata dalle macerie compattate B che si trovano al suolo.
Nei primi istanti del crollo, insomma, prima che si formi fra le due parti della struttura uno strato compatto di macerie, la parte superiore della torre cade senza distruggersi: ma appena si forma questo strato di macerie, la parte superiore vi spinge contro e si frantuma, come mostrato da questa sequenza di immagini (non presente nel documento di Bazant).
Secondo gli ingegneri strutturisti, insomma, non occorre affatto invocare l'uso di esplosivi o altri agenti distruttivi supplementari per spiegare la sostanziale disintegrazione della porzione in caduta.

Velocità dell'aria espulsa dalla torre

Bazant passa ad esaminare le forze in gioco nella proiezione di polvere di cemento a distanze che alcuni ritengono misteriosamente eccessive. Il calcolo del volume d'aria di ogni piano (circa 64 x 64 x 3,6 m, ossia 14.745 metri cubi) e dei tempi di schiacciamento del piano stesso (solo 7 centesimi di secondo verso la fine del crush-down nella Torre Nord) porta a stime di 750-1220 km/h. Valori impressionanti, letteralmente supersonici per la stima superiore, che producono una conseguenza probabilmente inattesa per molti:
Chiaramente, le fluttuazioni della velocità dell'aria possono raggiungere la velocità del suono e quindi creare boati sonici facilmente confondibili con esplosioni. ...L'elevata velocità dell'espulsione dell'aria spiega anche perché una quantità significativa di cemento polverizzato e vetro frantumato fu espulsa a una distanza di diverse centinaia di metri dalla torre (Fig. 3b).
La violenza dell'espulsione dell'aria è confermata da testimoni, per esempio da Rick Bryan (nella foto qui a sinistra) nel documentario Inside the Twin Towers di Discovery Channel a 1:05:10 circa:
improvvisamente questa nube di fumo grigio scuro viene sparata verso l'alto lungo la tromba delle scale [dove si trova Bryan] e copre tutto e tutti. Ed era calda, molto calda.
Dopo aver calcolato la resistenza prodotta dall'espulsione dell'aria dalla torre, Bazant passa a esaminare un altro aspetto: l'energia disponibile per la frammentazione fine (comminution, quella che alcuni complottisti chiamano "totale polverizzazione") del cemento. Questo argomento viene presentato nella seconda parte di quest'articolo.

Aggiornamento

Bazant ha pubblicato una nuova edizione del proprio articolo. Il link è stato aggiornato per tenerne conto. Ringrazio il lettore "Inverecondo" per la segnalazione. Un altro lavoro molto simile, intitolato "Mechanics of Progressive Collapse: Learning from World Trade Center and Building Demolitions", e comparso nel Journal of Engineering Mechanics dell'ASCE di marzo 2007 ed è disponibile qui.

2007/06/02

Colonne perimetrali inflesse al WTC

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato ampliato dopo la pubblicazione iniziale.

English abstract: Photographs from the NIST reports show a little-known aspect of the WTC collapse: the substantial inward bowing (up to 140 cm) of the perimeter columns on the south face of WTC1 and on the east face of WTC2 at the regions of aircraft impact. This is explained by the NIST report as the result of the sagging of the steel floor elements, which pulled the perimeter columns inward. Alternative theories, such as controlled demolition by explosives or thermite or so-called "mininukes" or "directed energy weapons", do not seem to have an explanation for this phenomenon.

Le teorie di demolizione controllata delle Torri Gemelle tramite esplosivi e/o termite o altri meccanismi più fantasiosi (come le minibombe atomiche o i raggi di energia di James Fetzer) trovano difficoltà a spiegare alcuni aspetti peculiari e forse poco noti degli eventi dell'11 settembre.

Per esempio, i filmati mostrano che la distruzione delle Torri Gemelle ha inizio esattamente in corrispondenza dei piani colpiti dagli aerei, ossia proprio là dove un ipotetico agente distruttivo avrebbe subito il massimo danneggiamento dall'impatto. Risulta molto difficile immaginare plausibilmente una tecnologia che consenta di collocare esplosivi o termite o dispositivi di vario genere in una maniera che sia al contempo invisibile agli occupanti e in grado di resistere alla forza dilaniante di un impatto di circa 120 tonnellate d'aereo e carburante lanciati a velocità comprese fra 700 e 950 km/h.

Un altro aspetto specifico del collasso delle Torri Gemelle, che lo differenzia vistosamente da una demolizione controllata, è la spiccata inflessione delle colonne perimetrali di alcune facciate prima del crollo. La Figura E-16 del documento NIST NCSTAR 1-5A (Visual Evidence, Damage Estimates, and Timeline Analysis), mostrata qui sotto, permette di notare che in corrispondenza dei piani interessati dagli impatti si verificò una flessione verso l'interno dell'edificio dell'intera serie di colonne perimetrali di una facciata: la sud per il WTC1 e la est per il WTC2.

Il fenomeno è rilevabile sia nelle immagini del WTC2, come mostrato sopra, sia in quelle del WTC1, come mostrato dalla fotografia qui sotto, tratta dal medesimo rapporto NIST. L'inflessione diventa più facile da cogliere se si usa un righello per controllare l'allineamento delle colonne della facciata sud del WTC1.

Il rapporto NIST NCSTAR 1-3C visualizza l'inflessione sovrapponendo alle immagini una griglia di riferimento, come mostrato qui sotto ancora per la facciata sud del WTC1.

La Figura 2-37 del rapporto NIST NCSTAR1-3C (qui sotto) mostra ancora più chiaramente questo fenomeno sulla facciata est del WTC2.

I rapporti NIST indicano l'entità di questo fenomeno: per esempio, la facciata sud del WTC1 raggiunse un'inflessione di circa 140 centimetri 5 minuti prima del crollo, ma 35 minuti prima del crollo non manifestava alcuna inflessione rilevabile; per il WTC2, l'inflessione fu meno marcata, passando da circa 25 centimetri 18 minuti dopo l'impatto a circa 50 centimetri cinque minuti prima del crollo (NIST NCSTAR 1-3C, pag. xlvi). Si tratta quindi di un fenomeno che ha avuto un incremento progressivo ma non derivante direttamente dagli effetti meccanici degli impatti.

Gli stessi rapporti NIST forniscono una spiegazione di quest'inflessione: gli incendi hanno surriscaldato i solai in acciaio, causandone l'ammorbidimento e l'insellamento. I solai, collegati alle colonne perimetrali, hanno pertanto tirato verso l'interno le colonne stesse. La deformazione delle colonne ha accelerato il collasso della struttura, dato che le colonne erano concepite per reggere carichi applicati di punta, e chiaramente una colonna incurvata soggetta a un carico di punta sufficiente tende a flettersi anziché reggere il carico in questione. A un certo punto le connessioni fra gli elementi delle colonne hanno ceduto ed è iniziato il crollo dell'edificio.

Non risulta invece che le ipotesi alternative abbiano finora fornito una spiegazione altrettanto robusta a questo fenomeno.

2007/05/30

Altri aerei su Washington? Le teorie "too-many-planes"

Postato da John - http://www.crono911.org/

English abstract: some conspiracy theories try to raise doubts and questions about the presence of an E-4B command and control aircraft in the skies above Washington D.C. at the time of Flight 77's crash into the Pentagon. This article explains that the presence of an E-4B and of other types of airplanes was not suspicious at all, since E-4Bs had an emergency management role, the skies over the US were not totally cleared until 12:16 am, and military and emergency planes continued to fly anyway.

Nota: di seguito alle precisazioni contenute nei commenti a questo post, e alle modifiche apportate sui link presenti nell'articolo di Murru qui citato, il post è stato aggiornato e revisionato dopo la pubblicazione. La versione originale è qui.

Accanto alle teorie "no-plane", secondo le quali nessuno aereo di linea fu dirottato l'11 settembre (quelli che abbiamo visto sarebbero ologrammi o drone o chissà cosa) si affacciano spesso anche le teorie "too-many-planes" ("troppi aerei"), che parlano dell'inquietante presenza di numerosi e misteriosi velivoli nei pressi delle aree in cui si sono schiantati i voli dirottati.

Non è poi raro assistere a "teorizzatori" che passano dall'una all'altra teoria con estrema tranquillità: "nessun aereo ha mai colpito il Pentagono"... "l'aereo c'era ma ha lanciato un missile prima di colpire"... "gli aerei erano due: uno ha sorvolato il Pentagono e l'altro l'ha colpito"...

Le teorie si sprecano, e di volta in volta testimonianze, dati delle scatole nere e riprese televisive sono utilizzati per supportare l'una o l'altra affermando tutto e il contrario di tutto.

Un esempio italiano della teoria "troppi aerei" è dato dai lavori di Pier Paolo Murru, che si contraddistinguono per essere proposti con un'apparente aura di tecnicismo e professionalità ma che ad un esame appena meno superficiale si rivelano fondati su banalissimi errori (più o meno intenzionali) o su assunti inesistenti.

L'ultima "perla" di Murru è l'articolo intitolato "Falsi dati 1: Nessun aereo sopra D.C.".

Murru parte da alcune riprese trasmesse da Discovery Channel e altri media, nelle quali si nota un aereo E-4B che volteggia "sopra D.C".

Le riprese mostrano un E-4B in cielo e tanto ci deve bastare. Nessuna speranza, per il lettore, di avere un riferimento preciso e documentato su orario, data e luogo di quella ripresa e sulla reale posizione del velivolo rispetto alla telecamera che lo riprende.



Esibito il fotogramma e i clip, Murru snocciola le sue osservazioni e teorie, e confessiamo che la loro analisi è davvero un lavoro deprimente: imprecisioni e traduzioni maccheroniche si sommano a citazioni e assunti senza alcuna indicazione di fonte o con indicazioni di fonti che dicono tutt'altro (dopo la prima pubblicazione di questo post, alcuni link sono stati corretti o sostituiti o integrati).

Murru apre così, riferendosi all'E-4B: "Queste sono le sue caratteristiche di ingaggio:".

Caratteristiche di ingaggio? Che significa? Ingaggiare cosa? L'E-4B non è un velivolo armato, per cui parlare di "ingaggio" è del tutto privo di senso. Il termine però fa molto "tecnico e professionale", come piace a Murru.

Poi cita: "The E-4 serves as the National Airborne Operations Center for the president and secretary of defense. In case of national emergency or destruction of ground command control centers, the aircraft provides a highly survivable, command, control and communications center to direct U.S. forces, execute emergency war orders and coordinate actions by civil authorities".

Manca la fonte della citazione (è tipico dei complottisti, che tendono a manifestare gravi forme allergiche nei confronti delle fonti), ma perlomeno la descrizione delle funzioni dell'E-4B (e non delle "caratteristiche di ingaggio") è abbastanza corretta.

Lo è molto meno la traduzione maccheronica di Murru:

"[trad.] L'E4B viene utilizzato dal National Airborne Operation Center per il Presidente e il Segretario della difesa. In caso di emergenza nazionale o di distruzione del centri di comando e controllo a terra, l'aereo permette in alta sicurezza, il comando e un centro di comunicazione/controllo direttamente con le forze U.S., e può eseguire ordini in emergenza di guerra e coordinare azioni attraverso le autorità civili."

Quella corretta è:


"L'E-4 funziona come Centro Operativo Nazionale Aerotrasportato per il Presidente e il Segretario della Difesa. In caso di emergenza nazionale o di distruzione dei centri di comando e controllo basati a terra, il velivolo garantisce un centro di comando, controllo e comunicazione con elevata capacità di sopravvivenza per comandare le Forze [militari] degli Stati Uniti, dare esecuzione agli ordini di emergenza in guerra e coordinare le operazioni delle autorità civili".

Successivamente Murru cita:


"Additionally, this aircraft supports the Federal Emergency Management Agency (FEMA), by flying emergency response teams to a disaster area (hurricane, tornado, etc.) and acting as the agency’s command and control center until FEMA’s equipment and facilities can be set up."

e traduce (anche qui con notevole imprecisione):


"[trad] Inoltre, questo aereo supporta il FEMA, attraverso voli di emergenza in area disastrata (da uragani, tornado etc...) e agisce come una agenzia di comando e centro di controllo fino a quando le strutture del FEMA non sono pronte all'utilizzo."

La traduzione corretta infatti è:


"Inoltre questo aereo fornisce supporto all'Agenzia Federale di Gestione delle Emergenze (FEMA), portando in volo squadre di intervento di emergenza sull'area di un disastro (uragani, trombe d'aria, ecc...) e operando come un centro di comando e controllo dell'Agenzia fino al momento in cui possono entrare in funzione gli equipaggiamenti e le infrastrutture del FEMA".

Adesso viene una Perla con la P molto grande. Murru infatti scrive:

"E' chiaro che questo tipo di aereo aveva una funzione tutt'altro che ovvia in questo contesto, non tanto per i suoi compiti usuali, ma per l'orario di avvistamento in relazione all'attacco e soprattutto per la sua presenza nell'operazione Global Guardian in atto proprio l'11 Settembre 2001."

E' impossibile trovare una logica in questa affermazione.

Da quello che abbiamo appena letto, è evidente che l'E-4B svolge funzioni che sono importantissime proprio in una situazione di emergenza come quella verificatasi l'11 settembre 2001. E quindi la cosa più ovvia di questo mondo è che uno o più aerei di quel tipo siano stati impiegati per contribuire a gestire quella situazione di crisi.

Secondo Murru, invece, non è così, e per spiegare questa sua convinzione (che è contraddetta da ciò che egli stesso ha appena citato) si appiglia all'"orario di avvistamento" e all'impiego dei velivoli nell'operazione Global Guardian.

Ma anche così non si capisce la logica di Murru. Se gli aerei erano già in volo per un'esercitazione, a maggior ragione fu possibile impiegarli tempestivamente nella situazione di emergenza reale che si era verificata.

Cerchiamo allora di fare uno sforzo per capire il contorto ragionamento di Murru. Egli infatti cita:


"Because of Global Guardian, three special military command aircraft with sophisticated communications equipment, based at Offutt, are up in the air the morning of 9/11. These E-4B National Airborne Operations Center planes—nicknamed “Doomsday” planes during the Cold War—are intended to control nuclear forces from the air in times of crisis. They are capable of acting as alternative command posts for top government officials from where they can direct US forces, execute war orders and coordinate the actions of civil authorities in times of national emergency. The Federal Advisory Committee (whose chairman is retired Lt. Gen. Brent Scowcroft) is aboard one of these Doomsday planes, being brought to Offutt to observe the exercise. Just as at Barksdale media accounts indicate Global Guardian was cancelled at Offutt shortly after the second WTC tower was hit (at 9:03) with staff switching to "real world mode" (Department of Defense, 1/9/02)..."

Lasciamo perdere la solita traduzione maccheronica (il testo dice in sintesi che tre E-4B erano in volo per l'esercitazione, che fu terminata alle ore 09:03) e leggiamo direttamente il commento di Murru:


"Abbiamo quindi quattro aerei dichiarati dirottati e tre E4B impiegati in una simulazione. Il compito degli E4B risulta cessato alle 9:03 del mattino...circa 35 minuti prima dell'attacco al Pentagono durante il quale uno di questi aerei è stato visto sorvolare proprio D.C. e la stessa Casa Bianca. Alle 9:33 AM un comunicato radio avvisa tutti i voli di evitare Washington o sarebbero stati abbattuti in volo (BBC news). Il Maggiore Dean Eckmann, affermò che uno dei piloti degli F-16s partiti dalla base di Langley, sentì il comunicato radio senza sapere chi lo stesse trasmettendo e sotto quale autorità. Lo scenario era esattamente quello del pre-attacco al Pentagono. Molta confusione ma non per tutti i settori dell'Intelligence."

Approfittiamo del fatto che Murru ci indica finalmente una fonte: "Department of Defense, 1/9/2002". Ovviamente non c'è un link nemmeno a pagarlo, ma siamo riusciti ugualmente a rintracciare la fonte: DOD 09/01/2002.



Si tratta, come vedete, di una semplice intervista a Rumsfeld, fatta dal Washington Post, e non dice nulla di quello che Murru cita.

Ma allora, da dove ha preso Murru le sue dotte citazioni?

Abbiamo scoperto anche questo. Le ha prese dal sito Cooperative Research, apprezzabile lavoro di raccolta cronologica di articoli di stampa e varie altre fonti, presentati senza alcuna pretesa di verifica dei contenuti.

Murru ha riportato alcuni brani dal sito, e per farci credere che la fonte sia particolarmente qualificata, ha citato - fra le tante fonti presenti nel sito - il Dipartimento della Difesa e si è guardato bene dal pubblicare il link, ben sapendo che proprio quella fonte parla di tutt'altro.

A questo punto è chiaro che Murru sta barando sulle fonti, sugli orari e sulle citazioni, che sono frutto del solito "copia-monta-incolla" tanto caro ai complottisti meno seri.

Andiamo avanti.

Secondo Murru, il fatto che un E-4B sarebbe stato in volo su Washington in concomitanza con l'attacco al Pentagono sarebbe in contraddizione con le dichiarazioni ufficiali secondo le quali nessun aereo era in volo tra le 09:30 e le 10:00 dell'11 settembre 2001 sull'area denominata P-56 (il link è quello indicato da Murru) che comprende lo spazio aereo sopra la Casa Bianca.

Anche in questo caso mancano le fonti di tali dichiarazioni ufficiali riferite all'assenza di velivoli sulla P-56, ma in questa sede prendiamole per buone.

Nel prosieguo del suo articolo Murru cita poi la presenza di Golfer-06, ossia il C-130 che era decollato dalla base di Andrews poco prima dell'impatto del Volo 77 contro il Pentagono e al quale il Controllo del Traffico Aereo chiese di acquisire visivamente il velivolo dirottato.

E' ben noto e ben documentato, sin dal 2001, che Golfer-06 acquisì visivamente il Volo 77, vide l'impatto, sorvolò il Pentagono e informò la torre di controllo di quanto era accaduto. Citiamo ad esempio questo articolo del Guardian che risale al 17 ottobre 2001 e per maggiori dettagli si veda anche questo servizio di Minnesota Radio Public.

Secondo Murru, però, la presenza dell'E-4B e del C-130 Golfer-06 e persino quella dei caccia F-16 di Langley è in contraddizione con le dichiarazioni secondo cui nessun velivolo sorvolò la zona interdetta P-56 tra le 09:00 e le 10:00.

Scrive Murru (senza indicare le fonti):


"Il Dipartimento della U.S. Air Force interna al Pentagono ha risposto (sotto richiesta FOIA) ad un ricercatore americano che nessun aereo è entrato nella P-56 sopra la Casa Bianca fra le 9:30AM e le 10:00AM l'11 Settembre 2001. Aggiunge inoltre che lo Air Force 84th Radar Evaluation Squadron - che ha eseguito le analisi sui tracciati radar forniti dalla FAA, sia per la NTSB che per la Commissione di Inchiesta, non avrebbe mai potuto ignorare o non vedere un enorme aereo come l'E4B all'interno della zona proibita denominata P-56.

La FAA comunica (FOIA) allo stesso ricercatore che non ci sono records di alcun
aereo vicino alla Casa Bianca o al Campidoglio l'11 Settembre 2001 fra le 9:00 AM e le 10:00AM.


La stessa FAA comunica successivamente di non essere disposta a rilasciare alcun tracciato radar riguardante la query in questione. I Servizi Segreti comunicano (FOIA) che non esistono records di alcun aereo sopra l'area in oggetto fra le 9:30AM e le 10:00AM"

"A questo punto la confusione si fa totale perché abbiamo un enorme E4B fra le 9:35 e le 9:45 AM e due caccia F-16 partiti da Langley allo sbaraglio ed arrivati in zona alle 9:50 AM. Tutti completamente invisibili ai radar ma non alle telecamere, alle Pentax ed agli occhi dei testimoni oculari.E' forse finita qui? No. Come anticipato in apertura, un altro grosso aereo era certamente presente nell'area (ma non nei "records") e il suo compito è a tutt'oggi tutt'altro che chiarito. Si tratta di un C-130 avvistato da molti sopra il Pentagono a pochi secondi dall'esplosione"

Ammesso che le dichiarazioni ufficiali citate siano realmente esistenti, non c'è alcuna contraddizione. La zona P-56, infatti, non comprende il Pentagono.



La zona P56 è in realtà non una ma due aree estremamente ristrette, come si vede nel disegno sopra e in questa scheda FAA, per cui è possibile decollare e atterrare dal vicinissimo aeroporto Reagan, è possibile sorvolare il Pentagono, è possibile passare in mezzo tra le due aree interdette ed è possibile volare attorno al Pentagono e alla Casa Bianca, senza mai entrare all'interno dei due fazzoletti di cielo interdetti.

Peraltro, aerei grossi come l'E-4B hanno raggi di virata così ampi che nemmeno volendo potrebbero circuitare all'interno di un'area così ristretta.

Murru quindi gioca sulla confusione tra area P56 e area di D.C. e gioca sul fatto che un osservatore a terra non sta a precisare se un aereo è passato esattamente sulla verticale della Casa Bianca o è passato qualche centinaio di metri più in là: dice genericamente "intorno alla Casa Bianca" o "sopra la Casa Bianca" , tanto più se l'osservatore si trova egli stesso a una certa distanza dalla Casa Bianca.

Murru, che sostiene di essere un esperto nel settore dei montaggi video, ricercatore del sito Pilots for Truth ed è collaborato da sedicenti controllori del traffico aereo, queste cose dovrebbe saperle bene, per cui è chiara la maliziosità di certe affermazioni e di certi accostamenti.

Dopo questa perla, Murru decide di avventurarsi nel ruolo di analizzatore dei tracciati radar, e si mette al lavoro sui "blip" (segnali di ritorno radar) e mappature per evidenziare presunte incompatibilità e incoerenze delle tracce radar relative al volo 77.

Murru parte da un tracciato radar (contenuto nel documento FAA7 a pagina 31) che è in realtà una scansione di una fotocopia di un plot di un tracciato radar.

Questa la qualità del materiale su cui ha lavorato Murru:



Da questa immagine, Murru rileva:

" la presenza di almeno un altro blip oltre quello denominato "last radar return of AAL77". Si trova esattamente sulla traiettoria dei testimoni di Pentacon RE"

"Sempre più a est nella mappa troviamo un altra Flight Path di cui non conosciamo la natura nè la direzione di spostamento dell'oggetto tracciato. Ho
indicato con il colore verde la serie di blip non identificati"


"Ho indicato anche la traiettoria di Gofer06 (dedotta dalle dichiarazioni
della base USAF di Adrews e del colonnello O'Brien) che come sappiamo non è
stata tracciata dai radar."


"Se poi analizziamo ancora la parte sinistra della mappa c'è un altro "volo" che incrocia AA77 proprio durante il 330° e altre serie di blip consecutivi e ravvicinati sono presenti in altre zone limitrofe a quelle dell'attacco..."

Non ci permettiamo di contraddirlo. In quell'immagine uno ci può vedere tutto quello che vuole, anche Babbo Natale con slitta e renne, per cui Murru può tranquillamente andare a ruota libera.

Facciamo notare però la totale arbitrarietà di tracciare una precisissima rotta radar di un velivolo (il C-130 Golfer-06) "dedotta dalle dichiarazioni", che Murru pone maliziosamente "un po' più in là" rispetto a una path radar che lui stesso dice di aver individuato e segnato in verde.

Al contrario, quella serie di puntini presenti sul tracciato radar e che Murru ha colorato in verde potrebbero essere proprio i ritorni radar di Golfer-06 che, come si nota nella stessa "elaborazione" di Murru, sono ben al di fuori dell'area P56:



In definitiva, Murru - lavorando su un documento praticamente illeggibile - vede proprio quello che non vorrebbe vedere: la presenza di Golfer-06 e la sua posizione perfettamente compatibile con quanto affermato ufficialmente.

E per risolvere il problema, si inventa una diversa rotta di Golfer-06 basandosi su dichiarazioni verbali, per poi attribuire la vera rotta di Golfer-06 a un altro aereo misterioso.

Non parliamo poi dei calcoli sulla velocità di AA77 che Murru compie basandosi sulla distanza dei singoli blip finali, che lo portano a calcolare velocità impossibili (fino a 2.460 km/h) non solo per il Volo 77 ma per qualsiasi tipo di aereo o missile esistenti (in relazione alla quota a cui si riferiscono quei blip).

Infatti ogni radar ha un "orizzonte radar" che dipende in parte dalla frequenza radar ma soprattutto dalla distanza e dalla posizione in quota del radar rispetto al bersaglio. Sotto quell'orizzonte il radar non riesce a rilevare bersagli, difatti gli aerei AWACS esistono apposta per colmare questa lacuna.

I blip esaminati da Murru provengono dal sistema radar del controllo avvicinamento dell'aeroporto di Dulles che si trova a più di una trentina di chilometri dal Pentagono, ed il tratto finale del Volo 77 si è sviluppato su quote ormai sottostanti all'orizzonte radar, senza contare la presenza di edifici che - frapponendosi tra il radar e il velivolo - potevano nascondere quest'ultimo.

Basta che il radar "salti" un blip - per uno qualsiasi dei motivi sopra indicati - per falsare completamente un calcolo fatto in quel modo.

Considerato che Murru per i suoi calcoli si è basato su fonti generiche e non qualificate (compreso un articolo di Wikipedia in cui c'è scritto che "Le informazioni in questo articolo o sezione non sono state verificate con fonti e potrebbero essere inattendibili"), provvediamo noi a indicare i dati precisi del radar ASR-9, ricavati dai manuali tecnici: il sistema risulta prodotto dalla Northrop Grumman e la sua antenna compie 12,5 rotazioni al minuto. Il "refresh" avviene quindi ogni 4,8 secondi. L'errore medio nel ranging è di una sessantina di metri.

A tal proposito rendiamo disponibili alcune pagine di documentazione tecnica, che sono un po' meglio di Wikipedia.

Al di là di tutte queste argomentazioni tecniche, ecco alla fine di tutto la conslusione di Murru:


"C'è ancora qualcuno che se la sente di asserire "Nessun altro aereo sopra D.C."?"

E Santo Iddio, valeva la pena imbarcarsi in una così magra figura per arrivare a una simile conclusione? Ma chi l'ha mai detto che non c'erano altri aerei su Washington D.C.? Una cosa è la zona interdetta P-56 che interessa solo lo specchio di cielo sopra la Casa Bianca, e altra cosa è l'intera area di Washington D.C.

L'11 settembre del 2001, l'ordine di far atterrare tutti i velivoli civili in volo (oltre 4.500 aerei) giunse solo alle 09:45 e ci vollero due ore e mezza per ottemperare: l'operazione fu completata alle 12:16. I velivoli militari e quelli di emergenza continuarono a volare su tutti i cieli americani, Washington compresa, come riferito per esempio da USA Today.

Sono già cinque anni che lo sappiamo, non c'era bisogno di Murru e delle sue "analisi" per scoprirlo.

* * *


A margine di questo post, vorremmo sottolineare l'estrema difficoltà di sottoporre a verifica articoli come quelli di Murru, basati su fatti e ragionamenti assurdi e infondati, con indicazioni di fonti del tutto fuorvianti che costringono a elaborate ricerche di verifica, e conditi con finti tecnicismi.

Non si può perdere tempo ogni volta di fronte all'ennesima panzana, e se qualche volta rinunceremo a debunkare articoli e teorie dal contenuto così scadente, non ce ne vogliate.

Ci sconcerta l'approssimazione e la leggerezza con la quale Murru (che qui prendiamo ad esempio ma non è certo l'unico caso) esegue analisi "tecniche", inserendo dati e assunti del tutto arbitrari e basandosi su documentazione di qualità estremamente scadente.

Un metodo davvero singolare, specialmente se inteso a supportare accuse estremamente gravi nei confronti di migliaia di persone (ivi compresi i tecnici della NTSB e della FAA e numerosi testimoni oculari).

2007/05/29

Il Presidential Memo del 6 agosto 2001

Postato da John - www.crono911.org

English abstract: On August 6, 2001, the intelligence community submitted to President Bush a memo containing information related to suspicious Al Qaeda activity in the US. The document explains that the FBI and CIA had received information about the possibility of hijackings and other types of terrorist actions planned by Al Qaeda members already based in USA. However, the information provided was somewhat generic and unverified at the time: it only made sense in hindsight.

Il campo d'indagine sui fatti dell'11 settembre 2001 è estremamente vasto per la mole di documentazione disponibile e per la presenza di numerosi aspetti che devono essere ancora pienamente ricostruiti (e non ci riferiamo certamente alle fantasiose teorie dei cospirazionisti).

Tra essi c'è tutta l'attività dei servizi di intelligence e di anti-terrorismo ai quali spettava il compito di prevenire quel genere di attacchi.

Un tassello importante per fare luce su tale attività ci viene fornito dal Presidential Memo del 6 agosto 2001, un appunto riservato pervenuto al Presidente Bush e nel quale si evidenziava la possibilità che Al Qaeda colpisse il territorio americano.


Il documento è stato declassificato il 10 aprile del 2004 ed è estremamente interessante e significativo, perché fotografa molto bene la percezione del rischio che avevano i responsabili dell'antiterrorismo appena un mese prima di quei devastanti attentati. Il titolo del memo è "Bin Laden è determinato a colpire negli Stati Uniti".

La nota spiega che diverse fonti "indicano che sin dal 1997 Bin Laden ha maturato la volontà di portare attacchi terroristici negli Stati Uniti" e ha invitato i suoi seguaci a seguire l'esempio di Ramzi Yousef che attentò al World Trade Center nel 1993 e a "portare la guerra in America".

Il memo, citando confidenze di altri servizi segreti, riferisce che Bin Laden voleva colpire Washington per ritorsione agli attacchi americani in Afghanistan nel 1998 e spiega che il leader di Al Qaeda stava studiando il modo per far entrare negli Stati Uniti alcuni terroristi destinati a portare un attacco.

A conferma di queste indicazioni, la nota cita un piano per colpire l'Aeroporto Internazionale di Los Angeles e avverte che alcuni membri di Al Qaeda hanno la cittadinanza americana e hanno vissuto e viaggiato per anni in USA e pertanto sono in grado di fornire una struttura di supporto all'organizzazione ed esecuzione degli attacchi.

Il documento poi afferma: "Non abbiamo trovato conferme ad alcune tra le minacce più eclatanti contenute in alcuni rapporti, come quello proveniente da un'agenzia [il nome è nascosto] che nel 1998 diceva che Bin Laden voleva dirottare un aereo americano per ottenere il rilascio dello Sceicco Cieco Umar Abd al-Rahman e altri estremisti detenuti in USA".

Fino a questo punto il memo si riferisce a dati che temporalmente sono collocati intorno al 1997-1998 e piuttosto generici.

Gli ultimi due paragrafi del memo sono però quelli più interessanti, specialmente se letti con il senno di poi:
"Nevertheless, FBI information since that time indicates patterns of suspicious activity in this country consistent with preparations for hijackings or other types of attacks, including recent surveillance of federal buildings in New York.
The FBI is conducting approximately 70 full field investigations throughout the US that it considers Bin Ladin-related. CIA and the FBI are investigating a call to our Embassy in th EAU in May saying that a group of Bin Ladin supporters was in the US planning attacks with explosives."


Tradotto:

"Nondimeno, le informazioni acquisite da allora dall'FBI evidenziano tracce di attività sospetta in questo paese, compatibili con preparativi di dirottamenti o altri tipi di attacchi, tra le quali la recente attività di sorveglianza di edifici federali a New York.
L'FBI sta portando avanti circa 70 indagini a tutto campo negli Stati Uniti, che l'agenzia considera connesse a Bin Laden. La CIA e l'FBI stanno indagando su una chiamata alla nostra ambasciata negli Emirati Arabi Uniti in Maggio, secondo cui un gruppo di affiliati a Bin Laden si trovava negli USA per pianificare attacchi con esplosivi".

Oggi possiamo dire che l'accenno a possibili dirottamenti aerei e a edifici federali a New York come potenziali obiettivi si è rivelato senza dubbio fondato, così come lo è stata - almeno in parte - la segnalazione ricevuta dall'ambasciata USA negli Emirati Arabi.

Infatti almeno uno dei dirottatori proveniva dagli Emirati Arabi (Fayez Banihammad) e le indagini hanno accertato che buona parte del denaro versato nei conti dei terroristi dell'11 settembre è transitato attraverso banche di quella nazione.

D'altro canto, un esame critico del memo, calato nel contesto temporale cui appartiene, evidenzia che sarebbe poco corretto sentenziare che quelle informazioni avrebbero dovuto portare a provvedimenti idonei a impedire ciò che sarebbe accaduto un mese dopo.

Innanzitutto solo con il senno di poi possiamo correlare correttamente quelle informazioni a quanto avvenuto. All'epoca si trattava solo di indizi vaghi sui quali indagare: "tracce di attività sospetta... compatibili... dirottamenti o altri tipi di attacchi..."; la stessa segnalazione dagli EAU proveniva da una telefonata (probabilmente anonima) e parlava di attacchi con esplosivi, che non erano certo una novità.

In secondo luogo, il memo parla di ben 70 indagini in corso dell'FBI, il che evidenzia il numero molto elevato di segnalazioni di attività sospette, molto diverse l'una dall'altra, che venivano indagate "a tutto campo".

Infine, all'epoca quando si parlava di dirottamenti si intendevano situazioni tradizionali, in cui i dirottatori sequestravano un aereo e i suoi passeggeri per avanzare determinate richieste. Si trattava di situazioni che potevano essere gestite secondo precisi e ben noti schemi operativi.

Per esempio, un potenziale dirottatore avrebbe dovuto superare i sistemi di sicurezza portando con sé armi da fuoco o bombe, il che era tutt'altro che semplice. Un dirottatore armato di coltelli e taglierini non avrebbe rappresentato un grosso problema per le squadre speciali d'intervento.

Questo memo, quindi, da un lato conferma che non mancarono segnalazioni che avrebbero potuto consentire agli investigatori di avvicinarsi a capire ciò che stava per accadere, dall'altro evidenzia che gli avvisi furono generici e imprecisi ed era difficile discriminarne la fondatezza.

A Ground Zero si muore ancora

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

English abstract: Authorities have formally acknowledged that Felicia Dunn-Jones, a lawyer who worked near the WTC, died in February 2002 due to a respiratory disease directly linked to the 9/11 attacks. This sets an important precedent for class actions against the EPA, which claimed that the air at Ground Zero was safe to breathe shortly after the attacks. However, the din of conspiracy theorists causes such legal actions to be lumped together with wacky theories. Ironically, once again Truthers are undermining serious attempts to uncover the facts about 9/11 and allow a real investigation to establish the true responsibilities of the authorities.

I deliri complottisti, così spettacolari e vendibili, hanno spinto lontano dai riflettori alcune verità sull'11 settembre. Si blatera tanto di aerei fantasma, di torri demolite, ma si dice pochissimo sulle vittime che gli attentati di sei anni fa continuano a mietere silenziosamente. Quasi nessun complottista parla degli effetti sulla salute dei cittadini prodotti dall'improvvisa distruzione delle Torri Gemelle e degli altri edifici del World Trade Center.

Non se ne parla perché la polvere non fa spettacolo. Le particelle di cemento, amianto, vetro e piombo e mille altre sostanze che s'intrufolano nei polmoni non sono telegeniche. Non si prestano a racconti iperbolici di cospirazioni impossibili, da pubblicare in libri e DVD o da sparare in apparizioni televisive o conferenze a pagamento. Parlare di malattie respiratorie a New York non fa diventare guru. Per questo il complottismo relega in secondo piano questi argomenti e si accanisce sulle solite ipotesi degne di un brutto film di James Bond.

Ma intanto che i complottisti cianciano, dietro la cortina fumogena delle loro fantasie ci sono dei fatti gravissimi che vengono trascurati. Fatti come la morte di Felicia Dunn-Jones, uccisa dalla polvere di Ground Zero cinque mesi dopo gli attentati e dichiarata formalmente vittima del terrorismo dell'11 settembre, come riferisce la BBC.

Charles Hirsch, chief medical examiner (capo perito medico) della città di New York, ha dichiarato il 18 maggio scorso che la morte di Felicia Dunn-Jones è legata agli attentati "oltre il ragionevole dubbio".

Felicia Dunn-Jones è morta il 10 febbraio 2002 di sarcoidosi, una rara malattia polmonare spesso legata all'esposizione ad ambienti tossici. Lavorava come avvocato nei pressi del WTC ed era fuggita da Ground Zero correndo attraverso la nube di polvere prodotta dal crollo delle Torri Gemelle.

La decisione di includere formalmente Felicia Dunn-Jones fra le vittime dell'11 settembre, portando il bilancio a 2750 morti, avrà ripercussioni importanti su molti altri casi di persone che hanno sviluppato malattie e problemi respiratori, compresi numerosi soccorritori. Il suo nome va ad aggiungersi a quello di James Zadroga, poliziotto e soccorritore a Ground Zero, morto a gennaio 2006 per una malattia respiratoria che le perizie mediche hanno collegato direttamente agli attentati.

Casi come quello di Zadroga e Dunn-Jones sono importantissimi per la class action avviata in tribunale contro le autorità, e in particolare contro l'EPA (Environmental Protection Agency), l'agenzia per la protezione dell'ambiente, che aveva dichiarato, evidentemente con troppa leggerezza, che l'aria di New York era respirabile senza pericolo pochi giorni dopo gli attentati.

Purtroppo, a causa dell'incessante fragore delle teorie di complotto che accusano le autorità statunitensi di aver ordito ogni sorta di cospirazione, qualsiasi accusa di menzogna o di inadempienza rivolta a quelle autorità perde automaticamente in credibilità e viene relegata fra le fantasie degli svitati, sabotando i tentativi di far avere a decine di migliaia di persone (secondo le stime ufficiali) l'assistenza medica che spetta loro come vittime differite degli attentati.

Ed è questo il più grande tradimento perpetrato dai cosiddetti "ricercatori della verità".

2007/05/24

St911 - Scholars for 911 Truth

di mother

Michael Zebuhr era uno studente di ingegneria morto in seguito ad un'aggressione a scopo di rapina il 28-3-2006 (morì il giorno dopo l'aggressione, il 29 marzo 2006).

Il
blog in sua memoria è gestito da un ex-professore di Zebuhr, Morgan Reynolds.
Michael era da poco entrato in un gruppo di ricerca sul 9/11, Scholars for 911 Truth (
http://www.st911.org/) che ruota intorno alla figura di Fetzer.

Motivi per dubitare sulla vera causa che ha portato alla morte Zebuhr secondo Morgan Reynolds?

  1. Le discussioni sul 9/11 sono il più importante evento politico del 21° secolo, ed i membri di tali gruppi sono oppositori verso persone capaci di assassinare chiunque.
  2. Michael Zebuhr era entrato solo recentemente nel gruppo di ricerca sul 9/11 ma contribuì sin da subito nella ricerca.
  3. La morte avrebbe l'effetto di raffreddare il fervore di ricerca sul 9/11 ed il gruppo Scholars for 911 Truth aveva fatto progressi sorprendenti sull'argomento.
  4. La cronaca dell'assassinio di Zebuhr lo fa sembrare come un'esecuzione piuttosto che un furto finito male.
  5. Questo sito di Daryl Bradford Smith parla di un Collegamento francese accusando alcune personalità dentro al movimento Scholars for 911 Truth di sostenere teorie stupide, atte solo a deviare dalla ricerca della verità. La professoressa Wood, Fetzer e la maggior parte degli studiosi di quel movimento farebbero parte della rete criminale.
  6. Quale movente c'era per l'uccisione? Ciò è importante, perchè nell'ucciderlo non c'era apparentemente nessun guadagno per l'aggressore, a parte il piacere di uccidere qualcuno. Inoltre, fu un rischio poichè lasciò almeno 3 testimoni oculari vivi.
  7. I media riportarono che c'erano uno o due video che mostravano il crimine e la polizia li stava esaminando nel tentativo di chiarire la vicenda ed effettuare degli arresti. Oggi il Sgt. Jackson dice che non c'è nessun nastro video.
  8. Riguardo all'arma dell'assassinio, il Sgt.Jackson non dice che sia stata trovata, ma solo che le indagini continuano.
Il metodo è quello tipico della disinformazione: lanciare dubbi e sospetti, conferire importanza a dati eventi piuttosto che ad altri, infine, ad indagini ancora in corso, trarre conclusioni.

Tuttavia il blog riporta anche il post del 10 marzo 2007 in cui si parla del processo e delle prove che vengono presentate verso Billie Ray Deshawn Johnson accusato dell'omicidio di Zebuhr.


Il testo riguardante il collegamento francese si alterna fra il tentare di screditare la professoressa Judy Wood con il suo sostegno a demolizioni controllate con bombe ad idrogeno (teoria proposta da "fantomatici esperti stranieri"), con illusioni di aerei che colpivano il WTC, depistaggi dei rinomati professori del gruppo Scholars for 911 Truth (Fetzer, Judy Wood, Morgan Reynolds...), difesa del sionismo da parte di Judy Wood che rifiuta le ipotesi di coinvolgimento israeliano in cui si è abbarbicato il gruppo di Scholars for 911 Truth, alla supposizione di fantomatiche piste israeliane per la morte di di Michael Zebuhr.
Per Daryl Bradford Smith i siti e blog che accostano la morte di Zebuhr ad una prosecuzione del complotto dell'undici settembre per togliere motivazioni agli studiosi, altro non sono che i diffusori di tale paura agli studiosi stessi e agli studenti di Scholars for 911 Truth, quindi coinvolti nel complotto.

I fattori trainanti dei testi dietrologici riguardanti la morte di Michael Zebuhr sono:

  1. non considerare minimamente che la sua morte sia stata un'eventualità
  2. porre agli uni od agli altri fantomatici coinvolgimenti con il diavolo di turno (l'FBI di Minneapolis o gruppi di Israeliani assassini) nel tentativo di spaventare o depistare il gruppo di ricerca dall'esistenza di un complotto riguardante gli avvenimenti dell'11 settembre 2001
  3. uno scontro fra i vertici del movimento Scholars for 911 Truth ed alcuni professori di quel movimento (Steven Jones, Judy Wood principalmente, ma anche Morgan Reynolds, Fetzer ed altre personalità a seguire) su determinate questioni cruciali per definire la teoria complottista più consona per descrivere come è stato demolito il WTC.
Nell'agosto 2006 Judy Wood e Morgan Reynolds hanno abbandonato il gruppo Scholars For 9/11 Truth, andando a dare il loro appoggio ad altri dietrologi (a Gerard Holmgren e a Rosalee Grable, agli autori di Loose Change e di 911Eyewitness), come possiamo vedere scritto da Daryl Bradford Smith nel suo sito.

In August 2006 Professor Wood and Morgan Reynolds quit the Scholars For 9/11 Truth.
Professor Wood and Morgan Reynolds are trying to discredit the work of Professor Steven Jones. They prefer to promote Zionist Deniers, such as Gerard Holmgren, Rosalee Grable (the webfairy), and 9/11 liars, such as the producers of the 911Eyewitness video and the Loose Change video.
link
Steven Jones, al contrario di Wood e di Reynolds continuò a fare parte del gruppo.
Tuttavia, come già accennato in passato, pare
abbia pagato le pecche antisemite del gruppo, finendo recentemente per diventare un separato in casa.

Jones ha dichiarato di essere rammaricato di aver parlato dei possibili mandanti e che d'ora in poi lascerà quest'argomento agli altri membri dell'associazione Scholars for 9/11 Truth di cui fa parte. "Non avevo idea che si trattasse di una frase in codice per indicare l'antisemitismo" ha dichiarato Jones. "Non è giusto collegare un simile gruppo [di mandanti] agli ebrei".


Infatti si può notare andando ora nell'home page un doppio link a diversi siti linkati in due diversi banner, uno riportante il movimento Scholars for 911 Truth e l'altro Scholars for 911 Truth&Justice.
Per confronto si può andare in archive.org e vedere la differenza con l'
home page del 6 febbraio.
Nel sito rimasto fedele a Fetzer fra articoli che riportano la teoria di Steven Jones vi sono anche riferimenti a blog contrari:

Crash physics for everyone (Open Letter to Steven Jones, 10 Dec 2006)
Invece fra i membi del movimento di Jones, mancano articoli di Fetzer.
Qui e qui ci sono le spiegazioni di Steven Jones

Il motivo più plateale del contendere è la teoria della termite ed il molten metal, in riferimento a
questo video in cui si vede materiale incandescente fuoriuscire da un angolo del WTC 2 laddove si erano accumulati i resti del Boeing ed i resti degli uffici travolti.
In effetti, una corrente dietrologica che prevede la demolizione del WTC con esplosivi non va d'accordo con altre teorie che prevedono la termite come meccanismo di collasso.

Quindi si capisce perchè sia coinvolto anche Michael Zebuhr nello scontro che si svolge principalmente fra Judy Wood e Steven Jones interno a Scholars for 9/11 Truth.
Indirettamente Zebuhr (ex-studente di Judy Wood) fece degli esperimenti con l'alluminio che diedero un duro colpo alle affermazioni di Steven Jones all'interno del gruppo stesso in cui militavano entrambi i professori.

Steven Jones infatti sostiene che a quelle temperature l'alluminio non può avere un'alta emissività di luce.
Pertanto il metallo appare come lucente e grigio, senza un'emissività paragonabile a quella visibile nel video (giallo arancione).


L'unica possibilità affinchè vi sia metallo lucente è che quello sia acciaio fuso o termite ed il video costituirebbe una prova a sostegno della sua teoria di demolizione controllata del WTC con uso della termite.

Professor Steven Jones, of Brigham Young University, conducted some experiments and came to the conclusion that it could not be aluminum because aluminum at that temperature in daylight would appear silvery or a faint yellow, not bright yellow. Aluminum is an excellent reflector of light, which is why it is used on mirrors. However, good reflectors are also low emitters of light. Furthermore, the high reflectivity of aluminum causes it to reflect a lot of the ambient light. In a dark room, there is no ambient light, so your eyes would see only the glow from the aluminum. However, if there is any ambient light, some of it will be reflected by the aluminum. Every object at 1000 °F produces red light; every object at 2000 °F produces orange light; and every object at 2700 °F produces white light. However, different materials emit different amounts of light, and different materials reflect different amounts of ambient light. Aluminum does not emit as much light as iron, and it reflects more ambient light. The end result is that the iron will have a brighter glow. In order to fully understand this concept, a piece of aluminum and a piece of iron would have to be placed side by side and then heated up to the exact same temperature. We would then clearly see that the iron glows brighter than the aluminum, even though they are at exactly the same temperature. link

Nota: 1000°F = 537 °C, 2000 °F = 1093°C, 2700 °F = 1482 °C
BYU experiment (May 2006): BYU experiment (May 2006): orange orange-yellow yellow-hot steel cup hot steel cup pouring out liquid aluminum (silvery) pouring out liquid aluminum (silvery) onto onto pre pre-heated rusty steel heated rusty steel plus gypsum and concrete: plus gypsum and concrete: No exothermic reactions seen
...
We do experiments! Scientific We do experiments! Scientific method method
Two video clips shown of oour experiments using poured-out aluminum with wood and plastic chips added. Available here:
http://www.scholarsfor911truth.org/Liquid_Aluminum_ 012.mpg and http://www.scholarsfor911truth.org/Liquid_Aluminum_011.mpg
We OBSERVE that organics FLOAT to the surface and produce embers, but do not produce a uniform “orange glow” (NIST). Conclusion: Poured-out, liquid aluminum is SILVERY-GRAY,
even when wood and plastic chips are added, not glowing orange as at WTC – and the liquid-aluminum explanation is highly dubious. NIST is invited to show us how to make pouredout liquid aluminum acquire an “orange glow”
link

Dalle considerazioni fatte è presumibile quindi che Steven Jones ponga il materiale fuso ad una alta temperatura con l'uso della fiamma ossidrica.
Tuttavia i video non mostrano la fase di riscaldamento in cui si sarebbe potuto osservare il passaggio di stato del metallo fuso, come non viene indicata una misurazione della temperatura dell'alluminio fuso fatto colare.

Professor Jones concludes the yellow liquid in the South Tower was molten iron. Since an ordinary office fire cannot melt iron, this implies that something such as thermite was inside the tower. link

Similari dichiarazioni riguardo il molten metal possono essere viste in altri articoli scritti dallo stesso Steven Jones; per esempio in questo articolo viene indicata per l'ennesima volta la sua teoria riguardo al metallo fuso fuoriuscito dal WTC.
Si prova a mescolare l'alluminio con plastica e con legno per verificare se vi sono variazioni con l'aggiunta di materiale organico.

Il primo di marzo 2006 Michael Zebuhr verificò le affermazioni di Steven Jones.
I post correlati sono su
scholarsfor911truth.org e sul sito di Judy Wood, janedoe0911.tripod.com.
Il proposito era verificare se l'alluminio arde ed a che temperature inizia ad emettere bagliori di luce perdendo la lucentezza argentea.
Il metodo utilizzato: scaldare alluminio puro al 99.7% su un elettrodo di tungsteno, depositandolo in pezzetti sopra il tungsteno (temperatura di fusione 3695 °C).

Tramite il tempo trascorso e la potenza elettrica applicata si può calcolare il calore emesso dalla resistenza elettrica del tungsteno e di conseguenza la temperatura raggiunta di volta in volta dai due metalli (alluminio e tungsteno).



I risultati dell'esperimento furono che il tungsteno e l'alluminio assumono dopo la fusione del secondo emissività similari anche se l'esperimento è stato eseguito alla luce del giorno e a pressione ambiente.
Luce del giorno e pressione ambiente sono due delle condizioni poste da Steven Jones nel suo esperimento visibile nei video prima proposti.

L'alluminio con temperature intorno ai 950 °C-1100 °C sviluppa un'emissività di color rosso-gialla come mostrato anche in
questo link.

Questo in accordo con le
stesse tabelle riportate dalla Process Associates of America (link riportato dalla Wood qui)



Insomma quello di Judy Wood e di M. Zebhur diviene un indubbio sostegno, interno alla Scholars for Truth (st911), a quanto calcolato dal NIST come proiezione della temperatura sviluppata all'interno del WTC a seguito degli incendi.


Oltre ad una galleria delle immagini un pdf utile che spiega la simulazione eseguita lo si può trovare su questo report fra quelli pubblicati.

La discussione non finisce così presto, trasformandosi nel tempo in un battibecco fra i ricercatori.

Jones
replica alla Wood qui e spiega:

  1. le teorie no-plane mostrando i finestrini del boeing ritrovati in prossimità del WTC e citando il NIST riguardo all'oscillazione degli edifici a seguito dell'impatto;
  2. riporta la mail di un suo sostenitore il cui padre ha lavorato nella fonderia di alluminio;
  3. fusione fredda;
  4. mininukes per demolire gli edifici.
data, 25-8-2006 update 31-8-2006

Judy Wood continua a rispondere con vari articoli (
link e cercare la parola Jones) di cui questo datato 30 gennaio 2007

A sostegno di Steven Jones viene quindi Frank Legge in
questo articolo (purtroppo non datato).

Intanto Steven Jones se ne esce con
un articolo riguardante proprio la comunità Scholars 911 Truth (sottotitolo: Dibattiti o Giustizia?) in cui appare chiaro come si voglia porre la parola fine ai dibattiti facendo dominare una teoria sull'altra a fronte della giustizia.

Let's roll up our sleeves and focus, all of us who agree that the goal is to GET A CRIMINAL INVESTIGATION rather than engaging in endless debates.
Ciò va ad aggiungersi alla pagina sulla disinformazione (Perception&Propaganda: Misinformation) del novello gruppo Scholars for 911 Truth&Justice in cui si spiegano le tattiche di disinformazione e gli attacchi ad hominem secondo quest'altra associazione.

La Wood non ha smesso di rispondere direttamente od
indirettamente (vedi anche qui).

....


In conclusione:

  • Forti litigi nei dibattiti che divengono scontro fra teorie ed accuse di disinformazione.
  • Sospetti di infiltrazioni per deviare il proprio lavoro da parte di entrambi e minare la "ricerca" della verità.
  • Sospetti di uccisioni per scoraggiare i ricercatori.
  • Coro greco che fa da cassa di risonanza copiando e ripetendo gli articoli degli uni o degli altri.
  • Infine separazione consensuale della vecchia Scholars for 911 Truth (St911) in due nuovi siti web&movimenti che fanno riferimento a diverse figure centrali (Stj911.com Steven Jones anti-Wood e 911Scholars.org Fetzer pro-Wood).

2007/05/23

Ipse dixit: Pier Paolo Murru

"Infatti l'amico DJ [termine usato su Luogocomune per indicare Paolo Attivissimo, N.d.R.] vorrebbe farci credere che la NTSB rilascia in giro bozze in corso d'opera...così per fare un po di confusione...per permettere a noi complottisti di farci tante belle paranoie. Eh si!"

(Pier Paolo Murru, membro di Pilots for 9/11 Truth, da Luogocomune.net, 13 maggio 2007)

"l'FDR è tuttora sotto analisi da parte di molti specialisti e quindi l'animazione portata dal NTSB non è da ritenersi a tutt'oggi definitiva/corretta"

(Pier Paolo Murru, da Luogocomune.net, 25 febbraio 2007)

Grazie a Henry e John per il reperimento delle citazioni.