2026/09/07

Il giudice militare dichiara inammissibile la dichiarazione di KSM

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È fissato per il 5 giugno del 2028 l'inizio del processo nei confronti dei pianificatori degli attentati dell'11 settembre 2001, nonostante la data iniziale chiesta dai procuratori fosse gennaio del 2027. Il motivo del rinvio sta in diverse fasi del pre-contenzioso, tra cui la decisione di quali siano le prove ammissibili.

Gli imputati verranno giudicati da una commissione militare statunitense, nell'ambito del sistema delle Military Commissions istituito dall'Amministrazione Bush dopo gli attentati e successivamente disciplinato dal Congresso. Il procedimento si svolge nella base di Guantanamo. A oggi il giudice assegnato, il quinto a presiedere questo procedimento, è il Tenente Colonnello Michael Schrama della US Air Force.

Gli imputati sono:
  • Khalid Shaikh Mohammed: il principale dei pianificatori.
  • Ammar al-Baluchi: il cui ruolo fu di inviare soldi agli attentatori mentre si trovavano negli USA attraverso bonifici dagli Emirati.
  • Walid bin Attash: addestratore al combattimento di al-Hazmi e al-Mihdhar, aveva anche condotto dei dry run sulla sicurezza aerea in Asia.
  • Mustafa al-Hawsawi: organizzatore dei viaggi e dei trasferimenti di denaro.
Ad agosto di quest'anno il giudice Schrama ha dichiarato inammissibile la dichiarazione rilasciata da Khalid Shaikh Mohammed all'FBI nel 2007 perché non era stata ottenuta spontaneamente, ma sotto tortura da parte della CIA. L'FBI non avrebbe inoltre comunicato a Khalid Shaikh Mohammed che era suo diritto rimanere in silenzio e consultare un avvocato. Nel 2025 il giudice precedente, Matthew N. McCall, aveva dichiarato inammissibile la testimonianza di al-Baluchi per motivi simili. Lo stesso McCall aveva dichiarato nel 2023 il designato quinto imputato Ramzi bin al-Shibh, coordinatore della cellula di Amburgo, incapace di sostenere un processo a causa dello stress post traumatico causatogli dalle torture degli interrogatori.

Il New York Times riporta che il leader del gruppo dei procuratori, il Controammiraglio Aaron C. Rugh, ha dichiarato in una comunicazione alla stampa di stare valutando insieme ai suoi collaboratori se sia opportuno fare appello alla decisione di non ammettere la testimonianza di Khalid Shaikh Mohammed, che è ovviamente un'arma molto preziosa nelle mani dell'accusa. Il ricorso  potrebbe causare un ulteriore rinvio della data del processo.

Appare purtroppo quindi chiaro che le tecniche estreme di interrogatorio adottate dalla CIA e dall'Amministrazione Bush non abbiano contribuito a portare finalmente in giudizio i pianificatori degli attentati, ma al contrario abbiano notevolmente rallentato il percorso della giustizia e lo stiano tuttora ostacolando. Del resto non è la prima volta che i cinque imputati vengono portati davanti a una commissione militare: la prima volta avvenne nel 2008 a Guantanamo. Nel 2009 l'Amministrazione Obama annunciò l'intenzione di processarli davanti a una corte federale di New York, ma il procedimento non ebbe luogo e nel 2011 il caso venne nuovamente affidato alle commissioni militari. L'attesa potrebbe ancora allungarsi.

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