2019/05/10

Aimen Dean - Nine Lives: My time as the West's top spy inside al-Qaeda

di Hammer

Nel 2018 è stato pubblicato il libro intitolato Nine Lives: My time as the West's top spy inside al-Qaeda, autobiografia dell'ex miliziano di al-Qaeda, e collaboratore dell'MI6, noto come Aimen Dean. L'uomo è nato in Bahrein nel 1978 e trascorse i primi anni della propria vita in Arabia Saudita. A quindici anni partì per la Bosnia dove si unì alla jihad per la prima volta, assistendo più volte ai massacri compiuti dai jihadisti sui prigionieri di guerra.

Dopo aver lasciato i Balcani, Dean si unì ai campi di reclutamento di al-Qaeda in Afghanistan dove conobbe Osama bin Laden, di cui ricorda le doti di leader e le capacità di convincimento, e Khalid Sheikh Mohammed che in seguito sarebbe diventato l'ideatore e pianificatore dell'11/9. Durante il periodo trascorso in Afghanistan, Dean assistette di persona alla conquista di Kabul da parte dei Talebani e degli scontri di questi ultimi con l'Alleanza del Nord guidata da Ahmad Shah Massoud, che verrà ucciso in un attentato due giorni prima degli attentati contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Dean assistette anche varie volte agli esperimenti di al-Qaeda per la predisposizione di armi chimiche che vennero testate sotto ai suoi occhi su animali che vide morire tra atroci sofferenze.

La brutalità della jihad provocò sempre più dubbi in Aimen Dean, che decise di lasciare definitivamente al-Qaeda dopo gli attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania nel 1998. Pochi giorni dopo sopravvisse ai bombardamenti americani contro alcuni campi di addestramento di al-Qaeda in Afghanistan banalmente perché si trovava a una latrina ai confini del campo durante l'inizio degli attacchi.

Con la scusa di un controllo medico Dean riuscì a scappare in Qatar, da cui fuggì verso il Regno Unito, dove prese contatti con l'MI6 diventando così uno dei più importanti informatori dei servizi segreti occidentali.

Dean iniziò quindi per un lungo periodo a viaggiare tra il Bahrein, Londra e Afghanistan, unendosi a cellule terroristiche e riportando le informazioni acquisite all'MI6. Nel 1999 la Russia attaccò militarmente i separatisti ceceni come rappresaglia a seguito di attentati dinamitardi contro palazzi abitativi a Mosca e Volgodonsk. Dapprima l'MI6 temette che gli attacchi in Russia fossero un false flag ordito dal governo per giustificare i bombardamenti contro i ceceni, ma grazie alla presenza di Dean nei gruppi jihadisti l'intelligence dl Regno Unito ebbe invece la certezza che si trattò di un vero atto terroristico.

Pochi giorni prima dell'11/9 Dean riportò di aver sentito Osama bin Laden promettere imminenti attacchi contro obiettivi americani, tuttavia le informazioni furono molto vaghe e Dean pensò sulle prime che si trattasse di nuovi attentati contro sedi americane in Africa o in Asia. Del resto, aggiunge l'autore, le informazioni sulla natura degli attentati erano così riservate che anche i muscle hijacker conobbero i dettagli solo pochi giorni prima. In seguito all'11/9 Dean collaborò a sventare una nuova catena di attentati, come un attacco chimico contro la metropolitana di New York e un attentato contro la flotta americana nota come US Fifth Fleet in Bahrein.

Aimen Dean fu costretto a lasciare al-Qaeda quando nel 2006 la presenza di un importante fonte di informazioni per l'intelligence all'interno di al-Qaeda fu rivelata nel libro The One Percent Doctrine del giornalista Ron Suskind. Nonostante il libro contenga molti errori, ad esempio dice che la fonte lavorava per la CIA anziché per l'MI6, la descrizione di Suskind rendeva Dean perfettamente identificabile. Dean si dice sicuro che l'MI6 non abbia rivelato a Suskind alcuna informazione; l'ipotesi più probabile, che l'MI6 spiegò a Dean, è che dopo che l'MI6 stesso informò la CIA di avere un collaboratore in al-Qaeda, l'agenzia americana lo avrebbe rivelato alla Casa Bianca e qualcuno nello staff presidenziale lo avrebbe riportato a Suskind. Dean iniziò quindi un nuovo lavoro come consulente sulle condizioni dei paesi arabi per un gruppo bancario internazionale.

Dean chiude il proprio volume con un capitolo di considerazioni sulle guerre intestine al mondo islamico, sulla guerra in Siria e sulle differenze di scopi e di mezzi tra al-Qaeda e l'ISIS. In ultimo, conclude Dean, per sconfiggere il terrorismo islamico servono sicuramente interventi militari e intelligence occidentali, ma anche il mondo islamico stesso dovrebbe impegnarsi maggiormente nell'isolare i fomentatori di odio.

Quella di Aimen Dean non è certamente l'unica autobiografia di un informatore dei servizi segreti sul mondo della jihad; ma a differenza di altri come Omar Nasiri o Morten Storm, Dean conobbe bin Laden di persona e diede un contributo ineguagliato agli investigatori occidentali. Nine Lives è quindi una lettura fondamentale per chiunque voglia capire come funziona il terrorismo islamico, e soprattutto per chi crede che al-Qaeda non esista e sia un'invenzione della CIA, perché la testimonianza di Dean smentisce alla radice questi folli vaneggiamenti.

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