2016/12/12

Cosa sapeva la CIA prima dell'11/9: il summit del terrore di Kuala Lumpur

di Hammer

Tra il 5 e l'8 gennaio del 2000 si svolse a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, un incontro di alcuni membri di al-Qaeda allo scopo di organizzare i principali attacchi terroristici che avrebbero condotto negli anni successivi. L'incontro è noto come il summit del terrore.

L'incontro fu organizzato da Riduan Isamuddin, noto con il nome di battaglia Hambali, nella casa malese del microbiologo Yazid Sufaat; entrambi gli uomini erano affiliati al gruppo terroristico del sudest asiatico Jemaah Islamiyah, legato ad al-Qaeda e ai Talebani. L'appartamento in cui si svolse l'incontro è nel quartiere di Bandar Sungai Long (foto sotto), complesso residenziale sorto attorno a un campo da golf nella citta di Kajang, a pochi chilometri da Kuala Lumpur; durante la sua detenzione a Guantanamo Hambali indicò il luogo con il nome di Song Gai Long.

Secondo quanto riportato dal 9/11 Commission Report, Hambali invitò all'incontro quattro membri di al-Qaeda che bin Laden aveva selezionato per condurre un attentato con l'uso di aeroplani: Khalid al-Mihdhar, Nawaf al-Hazmi, Tawfiq bin Attash (detto Khallad) e Abu Bara al-Yemeni. I primi due sarebbero poi stati tra i cinque dirottatori del volo American Airlines 77 che si schiantò sul Pentagono. Khallad e Abu Bara volarono a Kuala Lumpur a metà dicembre del 1999 da Karachi, in Pakistan; al-Hazmi li raggiunse una decina di giorni da Quetta, dove si spostò dopo essere stato a Karachi con gli altri due.


Sempre secondo il 9/11 Commission Report, Khalid Sheikh Mohammed disse in un'intervista agli inquirenti che ad al-Hazmi e al-Mihdhar fu indicato di usare i propri documenti yemeniti (il rapporto parla di yemeni documents, ma non specifica di quali documenti si tratti) per poi viaggiare verso gli USA con i passaporti sauditi, così da nascondere agli agenti di frontiera statunitensi di essere stati in Pakistan poco prima.

Il primo scopo di Khallad nella capitale malese non era però partecipare al summit, ma condurre alcuni test sulla sicurezza aerea. Il 31 dicembre infatti volò a Bangkok e il giorno seguente si spostò a Hong Kong con un volo di linea americano; prese in biglietto di prima classe, sperando di poter vedere l'interno della cabina di pilotaggio, ma dal sedile che gli fu assegnato non riuscì nel suo intento. Inoltre Khallad portò nel proprio bagaglio a mano un tagliacarte all'interno di una busta con i propri oggetti da toeletta. Il giorno seguente tornò a Bangkok da Hong Kong e ai controlli di sicurezza all'imbarco i controllori verificarono il suo bagaglio a mano e controllarono anche la busta con il tagliacarte, ma diedero un'occhiata generale e lo lasciarono passare. Sul volo Khallad attese che gli altri in prima classe si addormentassero, quindi tirò fuori la busta e nessun assistente di volo fece alcuna obiezione.

Da Bangkok Khallad tornò a Kuala Lumpur, dove il 5 gennaio arrivò anche al-Mihdhar. Durante l'incontro, che durò quattro giorni, i quattro discussero della pianificazione di alcuni degli attentati più importanti che al-Qaeda avrebbe condotto nei mesi successivi, come l'attacco alla USS Cole e quelli che si sarebbero svolto l'11 settembre del 2001. I partecipanti discussero anche alcuni scenari che poi non si concretizzarono, come il prendere in ostaggio i passeggeri dei voli dirottati.


In quel periodo la CIA seguiva già i due dirottatori, che avevano i visti per entrare negli USA, e continuò a sorvegliarli durante i quattro giorni del summit. I due furono anche fotografati dalla CIA, anche con il supporto delle autorità malesi. La CIA era anche informata del fatto che al-Mihdhar e al-Hazmi avevano visti per entrare negli USA, ma non ne informò l'INS, che avrebbe potuto bloccarli all'ingresso, né ne informò l'FBI, che avrebbe potuto seguirli negli USA così da capire le loro intenzioni. La CIA chiese all'INS solo il 21 agosto del 2001 di controllare se i due sospetti volessero entrare negli USA, ma ottenne come risposta che erano già entrati. A quel punto l'agenzia chiese all'FBI di cercarli, ma il tempo non fu sufficiente.

Purtroppo tutto sembra indicare che la CIA sottovalutò la minaccia rappresentata dai due terroristi che avevano visti per entrare negli USA e se avesse agito in anticipo è probabile che l’11/9 sarebbe stato evitato.

4 commenti:

Pierfrancesco Natale ha detto...

Tutto ottimo e abbondante. Ma la citazione posta all'inizio ("Mai attribuire alla malizia ciò che si spiega adeguatamente con l’incompetenza") va letta correttamente come "Never attribute to malice that which can be adequately explained by stupidity" ("Mai attribuire a malizia ciò che si spiega adeguatamente con la stupidità") e non è riferibile a Napoleone Bonaparte (d'altronde, viene erroneamente attribuita, talvolta, anche ad Albert Einstein o a Johann Wolfgang von Goethe), ma è riferibile a Bill Clarke, il quale scrisse detta frase, nel 1974, in un suo romanzo amatoriale di fantascienza.
Cordialmente.

Paolo Attivissimo ha detto...

Pierfrancesco,

grazie della segnalazione. Hai delle fonti precise a supporto? Mi sapresti indicare, per esempio, il romanzo in questione?

Pierfrancesco Natale ha detto...

Ill.mo Attivissimo,
il senso sostanziale della frase in questione è rinvenibile anche in fonti precedenti a quella di Bill Clarke:
"Let us not attribute to malice and cruelty what may be referred to less criminal motives", Jane West, "The Loyalists" Volume 2, p. 184, 1813,

"He will be likely see faults where none exist, to attribute to malice or design what might have been the result of ignorance, impulse, or thoughtlessness", D.P Galloup -Lyman Cobb, "The Evil Tendencies of Coporal Punishment" p.119, 1847,

"it will be the extreme of injustice in their case, to attribute to malice that which is rather an infirmity", George B Weber, Maine Journal of Education, Volume 3 No 5, p. 169, 1869,

"Persons...often atribute to malice what is in reality the result of sheer clumsiness and ingorant blundering", James Stanley, Catholic Progress, p. 307, 1881,

"One fallacy of temper is to attribute to malice what is in reality the result of inconsideration", Fredric Perry Dulce Domen, p. 242, 1873,

"It would be a mistake to attribute to malice or intransigence policies or individual acts which may be due to ignorance", Economica Vol. 7, p 160 1927,

"You have attributed conditions to villainy that simply result from stupidity", Robert Henlein, "Logic of Empire", 1941.

Tuttavia, come accennavo sopra, la frase de qua (declinata esattamente come da Voi riportata) sarebbe stata scritta da Bill Clarke, in un romanzo amatoriale di fantascienza del 1974 dal titolo "Axioms of a mad poet" e pubblicato da un piccolo giornale di Toronto (Canada); per onestà, va detto che non risulta disponibile alcuna copia di detto romanzo.

So che non è molto, ma Napoleone proprio lo possiamo escludere :-)

Mauro Santoro ha detto...

Ciao Paolo volevo scriverti a proposito dell'undici settembre (anche se mi sembra di capire che questo blog non è solo tuo.
Prima di tutto ti volevo dire che ho scoperto il tuo blog e il tuo lavoro di debunking di recente, e ti volevo fare i complimenti per le tue attente analisi e ringraziare perché con le tue spiegazioni meticolose e sempre ben documentate hai risolto parecchi dubbi che avevo (anche in merito allo sbarco sulla luna). Il tuo stile mi è congeniale forse anche perché sono un informatico anch'io e come te vivo all'estero anche se un poco più lontano di te.
Finiti i complimenti e ringraziamenti (sinceri, te lo assicuro) vorrei deluderti perché sull'undici settembre e su altre cose (non sulla luna) sono fondamentalmente un complottista. Non credo alle astruse teorie di Mazzucco & C dopo aver sentito le due campane. Però credo che una "manina" degli Stati Uniti ci sia. Molto più subdola, di certo, che piazzare esplosivi negli edifici o fingere che il pentagono l'abbia colpito un missile. I servizi segreti non sono mica dei dilettanti, non lasciano tracce, non organizzano loro l'attentato, è sufficiente finanziare o appoggiare indirettamente o anche chiudere un occhio in certi casi. Il fatto è che l'attentato ha dato "loro" (ovviamente mi riferisco a certi ambienti) la scusa per scatenare la serie di scellerate guerre che sono venute a continuazione, ed anche per limitare in modo importante certe libertà e la privacy. Lo ammetto, non ho le prove: solo sensazioni, indizi, opinioni. Gli USA e la CIA hanno una storia di manovre, appoggi indiretti, hanno preso il vizio nella guerra fredda e non credo che se lo siano tolto.
Il tuo lavoro secondo me é molto importante anche in quest'ottica, in realtà certe teorie astruse non fanno altro che screditare possibili manovre o complotti che magari ci sono davvero...

Saluti cordiali e un sincero augurio di buon Natale!

Mauro Santoro