2021/09/14

L'FBI rilascia un primo documento desecretato sulle indagini sull'11/9

di Leonardo Salvaggio

A seguito dell'ordine esecutivo firmato dal presidente Joe Biden, l'FBI ha rilasciato un primo documento, precedentemente secretato, relativo alle indagini sull'11 settembre. Il documento, di sedici pagine, è la sintesi dell'interrogatorio di un cittadino saudita che lavorava al consolato a Los Angeles e che era a stretto contatto con Omar al-Bayoumi, il nome dell'uomo non viene rivelato. L'interrogatorio risale a novembre del 2015, mentre il documento è datato 4 aprile 2016.


La nota rilasciata è ancora in gran parte censurata, ciò nonostante ne emergono informazioni importanti. Conferma anzitutto alcuni dettagli che erano noti già in passato, come che al-Bayoumi lavorasse per un'azienda saudita chiamata AVCO i cui dipendenti lo definivano un "dipendente fantasma" ("ghost employee") perché non si presentava mai sul posto di lavoro. Al-Bayoumi aveva inoltre frequenti contatti con il consolato saudita, dove secondo l'intervistato veniva tenuto in grande considerazione e aveva un grado superiore a quello dei responsabili del consolato stesso.

Il dettaglio più importante che emerge dal documento è che secondo la ricostruzione dell'intervistato e di altri testimoni oculari, il primo incontro tra al-Bayoumi e al-Mihdhar e al-Hazmi (due dei dirottatori del volo American Airlines 77 che si schiantò contro il Pentagono) non fu casuale, come sostenuto dallo stesso al-Bayoumi quando fu interrogato, ma pianificato. Al-Bayoumi riportò infatti agli investigatori di aver avvicinato di due al ristorante Mediterranean Gourmet di Venice Boulevard dopo averli sentiti parlare arabo con un accento mediorientale. I testimoni sostengono invece che al-Bayoumi era seduto al ristorante in una posizione da cui poteva vedere la porta d'ingresso e che si avvicinò a loro prima di poterli sentire parlare. Inoltre i due dirottatori furono portati al Mediterranean Gourmet proprio dall'anonimo saudita. L'incontro con i dirottatori avvenne poche ore dopo una riunione al consolato in cui al-Bayoumi e l'uomo il cui nome non è rivelato si incontrarono per la prima volta.

Il Washington Post riporta che le famiglie delle vittime hanno accolto con molto favore la desecretazione di queste informazioni. Al contempo l'ambasciata saudita di Washington ha pubblicato una nota in cui dice che essere favorevole al rilascio di tutti i documenti secretati affinché questi possano chiarire l'estraneità del regime di Riyadh agli attentati dell'11/9. In realtà il primo documento, si spera di una lunga serie, punta esattamente nella direzione opposta.

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