di John - www.Crono911.org
Nel panorama delle teorie complottiste che riguardano i fatti dell'11 settembre 2001, quelle denominate "no-planes" (secondo cui le Twin Towers e il Pentagono non sarebbero stati colpiti da aerei di linea dirottati) si sono sempre collocate al livello più estremo del cosidetto "9/11 Truth Movement", locuzione che raccoglie in via generale tutti coloro che non credono alla ricostruzione comunemente accettata (e accertata) degli eventi di quel giorno.
Se i "truther" sono stati capaci di mettere in dubbio gli impatti sul World Trade Center, nonostante le numerose riprese televisive che mostrano gli schianti, e sono stati capaci di teorizzare l'impiego di ologrammi, di aerei militari con improbabili "pod" e di tecniche CGI pur di negare l'evidenza, figurarsi cosa sono stati capaci di proporre per l'attacco contro il Pentagono.
In quest'ultimo evento, infatti, le prove erano costituite "soltanto" da alcuni video di scarsa qualità, da svariate decine di testimonianze oculari, dai dati della cosiddetta scatola nera rinvenuta tra le macerie, dalle rilevazioni dei radar, dall'identificazione dei passeggeri attraverso il DNA e dai numerosi rottami del velivolo. Non abbastanza per convincere i complottisti, che hanno via via sostenuto che il Pentagono fu colpito da un missile o da un caccia, che i danni furono provocati dall'esplosione di un camion imbottito di esplosivo o di qualche altro genere di ordigno preposizionato o che il Volo 77 passò sopra il Pentagono per poi svanire chissà dove.
Tra gli argomenti più utilizzati dai complottisti per mettere in dubbio i fatti, c'è proprio quello dei dati memorizzati dal Flight Data Recorder, la "scatola nera" del velivolo (sì, proprio la scatola nera del Volo 77 rinvenuta tra le macerie del Pentagono), diffusi dall'NTSB (l'ente che ha proceduto all'estrazione delle registrazioni e alla loro elaborazione) e da questo utilizzati per la stesura dei suoi rapporti e per la realizzazione di un'animazione.
La questione nasceva dall'orario di impatto. I dati dell'FDR estrapolati e validati dall'NTSB si fermavano alle 09:37 e 44 secondi. Sulla base di questo valore e dei dati dei radar, il "9/11 Commission Report" del 2004 ha stimato l'orario d'impatto alle 09:37 e 46 secondi e questo è considerato ancora oggi l'orario ufficiale in cui il volo American 77 ha colpito il Pentagono.
Senonché, ricostruendo a ritroso la rotta del velivolo partendo da quell'orario e sulla base dei dati dell'FDR, si rilevava una significativa discrepanza tra le rilevazioni dell'altimetro e il terreno sorvolato. In pratica, risultava che American 77, ancora a due secondi dall'impatto, si trovava troppo alto sia per colpire il Pentagono nel punto e nel modo in cui l'edificio è stato colpito, sia per abbattere i pali della luce incontrati e divelti negli ultimi istanti di volo.
Secondo i complottisti, ciò dimostrava che American 77 non aveva colpito il Pentagono. I debunker, tenuto conto che tutti gli altri elementi dimostravano che American 77 si era schiantato contro l'edificio, ipotizzarono che la precisione dei dati dell'altimetro fosse stata alterata da perturbazioni atmosferiche o dall'assetto (alta velocità e bassissima quota) tenuto dal velivolo negli ultimi secondi di volo.
Dopo lunghi e accesi dibattiti, a qualcuno venne in mente di fare una cosa molto semplice: tracciare la rotta del volo American 77 sin dall'inizio delle registrazioni dell'FDR, segnando su una carta geografica le posizioni rilevate dagli strumenti di localizzazione dell'aereo. I dati memorizzati non comprendevano la posizione rilevata con il GPS ma quella, meno precisa, fornita dal sistema di radionavigazione a lungo raggio. Tuttavia, ancorché impreciso in termini assoluti, il sistema era sufficientemente preciso in termini relativi, di modo che unendo tutti i "puntini" della localizzazione si otteneva una ricostruzione molto fedele della rotta tracciata dal velivolo.
Per ottenere la localizzazione assoluta, era necessario riuscire ad abbinare almeno un punto del tracciato con una posizione geografica nota e determinata. Ebbene, l'inizio del tracciato disegnava con precisione il percorso che l'aereo aveva effettuato lungo i raccordi aeroportuali fino alla testata della pista di decollo, per cui bastava sovrapporre la parte iniziale del tracciato alla pista aeroportuale per ottenere il posizionamento assoluto di tutti i punti di localizzazione. Fatta questa operazione, era giunto il momento di andare a vedere in quale posizione finiva per cadere l'ultimo dato memorizzato sull'FDR.
La posizione di American 77, in basso a sinistra nell'immagine, è lontana poco meno di 2000 metri dal Pentagono, una distanza che, alla velocità tenuta dal velivolo in quella fase finale, corrisponde a circa 8-9 secondi di volo. Ne conseguiva che l'orario effettivo di impatto andava ricalcolato, posizionandosi alle 09:37 e 52 secondi circa. Una conferma della correttezza del calcolo giungeva dalla constatazione che i dati dell'altimetro, sul tracciato così ricostruito, non presentavano più alcuna anomalia o discrepanza rispetto al terreno sorvolato.
Questo lavoro fu presentato pubblicamente per la prima volta nel forum del sito di James Randi nel 2007, e provocò una seria riflessione nella comunità dei complottisti anglofoni (quantomeno quelli più equilibrati e onesti) sull'opportunità di continuare a sostenere che il volo American 77 non aveva colpito il Pentagono.
Nel dicembre del 2009 fu proprio un complottista, John Farmer, cui si deve l'encomiabile risultato di aver ottenuto e diffuso una gran quantità di documenti e dati sfruttando le opportunità di accesso agli atti garantite dalla normativa americana, a pubblicare un'approfondita analisi, intitolata Radar and NTSB Time Normalization for 9/11 Data Sources, sull'esatta localizzazione temporale dell'orario dell'impatto, attraverso il raffronto dei dati dell'FDR, di quelli radar e delle riprese fotografiche e televisive, ivi comprese quelle della stazione di servizio CITGO. Sulla base di questa analisi, Farmer concluse che i dati dell'FDR si interrompevano da 4 a 8 secondi prima dell'impatto e che quest'ultimo era avvenuto in un periodo di tempo compreso tra le 09:37:48 e 09:37:53.
Nel gennaio 2011 altri due ricercatori, il complottista Frank Legge e l'esperto informatico Warren Stutt, pubblicarono il rapporto Flight AA77 on 9/11: New FDR Analysis Supports the Official Flight Path Leading to Impact with the Pentagon nel quale si rendeva noto il risultato dell'analisi dei dati "grezzi" dell'FDR ottenuti direttamente dall'NTSB.
Il dato più interessante è quello che il registratore dei dati di volo ha memorizzato una serie di "frame", ossia di sequenze di dati, dopo l'ultima ufficialmente decodificata dall'NTSB. L'intervallo di scrittura (non quello della rilevazione, che può essere ancora più ristretto) tra una sequenza e l'altra è di 1 secondo. Gli ultimi dati sono stati memorizzati alle 09:37:52.
Ciò che conta non è tanto la qualità dei dati registrati (l'NTSB aveva validato i dati registrati fino alle 09:37:44) quanto la semplice constatazione che le "testine" hanno continuato a registrare dati fino alle 09:37:52 e pertanto fino a quel momento l'FDR ha funzionato, ossia l'aereo non si era ancora schiantato.
Un altro fatto estremamente interessante è quello che Legge e Stutt sono riusciti a estrapolare i dati del radioaltimetro del Volo 77. Nei dati forniti dall'NTSB erano presenti solo i valori forniti dall'altimetro barometrico, il quale rileva la pressione atmosferica e converte tale dato nella corrispondente quota sul livello del mare in condizioni atmosferiche standard. Per conoscere la quota effettiva bisogna poi applicare la correzione determinata dalle condizioni atmosferiche realmente presenti nella zona in cui vola l'aereo. Come si può intuire, questo tipo di misurazione non è particolarmente precisa in termini assoluti ed è utilizzata soprattutto per garantire la corretta separazione verticale tra gli aerei che volano nella stessa zona, e quindi in condizioni atmosferiche pressoché identiche.
Il radioaltimetro è invece un vero e proprio radar, che si attiva automaticamente al di sotto di una quota minima e che fornisce una misurazione estremamente precisa dell'altezza del velivolo rispetto al terreno sorvolato.
Ebbene, i dati del radioaltimetro hanno dimostrato che l'aereo ha percorso esattamente la traiettoria indicata dai testimoni, "segnata" dagli impatti delle ali dell'aereo contro i pali della luce che si trovavano lungo la sua rotta e dai danni provocati sul Pentagono:
La precisione dei riscontri ottenuti da Legge e Stutt è tale da fornire perfetta corrispondenza con questa "impronta" lasciata dalla punta dell'ala destra dell'aereo contro un palo per telecamera posizionato lungo la rotta del velivolo. L'ala ha strappato via uno degli appigli del palo:
I nuovi dati mostrano anche che l'aereo è giunto sul Pentagono con assetto inclinato verso destra, poi ha impattato con il motore destro un generatore posizionato davanti all'edificio e questo ha determinato un repentino sollevamento dell'ala destra e corrispondente abbassamento di quella sinistra. Il motore sinistro ha colpito un basso muretto posto subito prima della facciata del Pentagono e l'aereo si è schiantato con un'inclinazione molto meno marcata di quanto mostrato dalle varie ricostruzioni grafiche diffuse nel corso degli anni. Questo spiega perché il motore sinistro appare troppo basso (addirittura sul terreno o sotto di esso) in alcune delle suddette ricostruzioni.
Negli ultimi dati registrati dall'apparecchiatura è presente la decelerazione istantanea provocata dall'impatto.
La corrispondenza dei risultati ottenuti da tre diversi studi basati su tecniche differenti ed effettuati da debunker, complottisti e "neutrali", permette di affermare che il Volo 77 si è schiantato alle ore 09:37 e 52 secondi (dando per buona la precisione dell'orologio del sistema avionico del velivolo, che l'NTSB non ha messo in discussione).
Le nuove evidenze hanno dato il colpo finale alle teorie complottiste no-plane sul Pentagono, comprese quelle che sostenevano la cosiddetta rotta a Nord, come già anticipato da Paolo Attivissimo in un post dell'anno scorso e come ben spiegato in questi due documenti di "dissenso" complottista, uno a firma di Frank Legge e David Chandler, l'altro a firma di John Wyndham.
Tutti i dati "raw" forniti dall'NTSB sono disponibili per il download da un sito creato da Warren Stutt, dal quale è possibile scaricare anche il software di analisi. Ciò consente di verificare e replicare i risultati che ha ottenuto e le relative conclusioni.













