2014/05/02    Permalink       22 commenti         Avvertenze per i commentatori

Pentagono: intervista con il giornalista Richard Benedetto

di Hammer. L'originale inglese è disponibile qui.

La mattina dell'11 settembre 2001 il giornalista Richard Benedetto si stava recando in macchina al lavoro presso USA Today quando il volo American Airlines 77 passò sopra di lui, diretto verso il Pentagono.

Benedetto ha accettato la nostra richiesta di rilasciarci un'intervista e il suo racconto mostra ancora una volta che le teorie del complotto sull'attacco al Pentagono sono il prodotto di menti troppo fantasiose. Infatti Benedetto, così come altri testimoni oculari, conferma che un aereo di linea ha seguito la rotta verificata dal NIST e si è schiantato contro il Pentagono.

Ringraziamo Benedetto per la sua cortesia e disponibilità.


Undicisettembre: Cosa ricordi in generale dell'11/9? Ci puoi fare un racconto di ciò che hai visto quel giorno?

Richard Benedetto: Ero in macchina e stavo andando al lavoro a USA Today quella mattina e ascoltavo la radio, perché stavo già sentendo i notiziari sul World Trade Center colpito da due aerei. All’improvviso sentii un aereo che arrivava da dietro di me, era molto rumoroso e molto basso. È molto insolito vedere un aereo proprio lì, perché il Ronald Reagan Airport, che non è molto lontano dal Pentagono, è il luogo dove atterra la gran parte degli aerei in quella zona, ma seguirebbero un’altra rotta. Guardai fuori dal finestrino a sinistra e in alto, non dovetti guardare molto in alto, e vidi questo grosso jet dell’American Airlines passare e puntare in basso verso il suolo e ricordo di aver urlato a me stesso, essendo io in macchina da solo, “Quell’aereo sta per schiantarsi!” Scomparve oltre il ponte, sentii il rumore dello schianto che sembrava quello del fuoco di artiglieria, e vidi alzarsi una grande nube di fumo nero.

Molte delle auto davanti a me in autostrada si fermarono, qualcuno tentò di fare inversione e tornare indietro; io accostai a destra e corsi sotto al cavalcavia verso il Pentagono e quando uscii dal lato opposto vidi un grosso incendio e fumo nero che usciva dall’edificio e gente che scappava. C’erano agenti di polizia che mandavano via le persone che si avvicinavano al Pentagono. Rimasi lì a vedere cosa succedeva. Un camion dei pompieri era già stato messo all’opera, perché c’era un camion dei pompieri adiacente al Pentagono che era sempre parcheggiato lì, e stava già spruzzando acqua. Questo è in sintesi ciò che vidi appena dopo lo schianto.


Undicisettembre: Posso farti una domanda stupida? Sei sicuro che fosse un jet dell’American Airlines?

Richard Benedetto: Era dell’American Airlines, assolutamente sicuro! Si. Quell’aereo era molto molto basso.


Undicisettembre: Per quanto tempo sei rimasto lì quel pomeriggio? Hai potuto andare al lavoro dopo?

Richard Benedetto: Rimasi lì per l’intera giornata. Chiamai immediatamente in ufficio, i cellulari funzionavano ancora in quel momento, e mi dissero di rimanere lì, quindi rimasi lì fino alle 18:30. Quindi finalmente entrai al Pentagono perché ci fu una conferenza stampa; il Segretario della Difesa, che era Rumsfeld, e il Presidente dei Servizi Armati del Senato, Carl Levin, tennero una conferenza stampa, credo per dimostrare che il palazzo stava funzionando. Noi giornalisti fummo scortati all’interno attraverso i corridoi che stavano ancora fumando, si sentiva l’odore dei vapori di kerosene proveniente dal carburante avio.


Undicisettembre: Cosa ti è successo nelle ore trascorse tra lo schianto e quando entrasti al Pentagono?

Richard Benedetto: Eravamo tutti raccolti vicino a una stazione di servizio dall’altra parte della strada che era usata solo dai veicoli del Pentagono, non era una stazione di servizio pubblica. Eravamo lì e molte persone che arrivavano dal Pentagono venivano a ragguagliarci di tanto in tanto, soprattutto militari.


Undicisettembre: La prossima domanda è inevitabilmente sulla dimensione del buco sulla facciata del Pentagono. Alcuni dicono che fosse troppo piccolo per un aereo di linea. Qual è la tua opinione a riguardo? Hai avuto modo di vedere bene il foro prima che quella parte dell'edificio crollasse?

Richard Benedetto: Non vidi il buco in sé perché c’era molto fumo che usciva; più tardi nel corso della giornata il fumo si diradò e vidi il buco dopo il crollo. Ma non ho mai messo in dubbio se fosse o meno grande abbastanza per un aereo di linea.

Fu solo dopo che sentii che qualcuno aveva detto che non era abbastanza grande e qualcun altro se ne uscì con quelle teorie, specialmente quella sull’aereo che arrivava da nord.


Undicisettembre: Cosa pensi delle varie teorie del complotto sull'11/9 e nello specifico di quella sull'attacco al Pentagono?

Richard Benedetto: Avendo visto l'aereo e avendo visto il tutto mentre accadeva so ciò che i miei occhi mi hanno detto: non fu una finzione. Se fu una finzione, dove è finito l’aereo che ho visto?


Undicisettembre: Cosa pensi di chi sostiene le teorie del complotto?

Richard Benedetto: Ci sono teorie del complotto su tutto, a cominciare dall'assassinio di JFK. Alcune sono più plausibili di altre; questa in particolare per me non ha senso. Non capisco quale sarebbe stato lo scopo secondo questa gente.


Undicisettembre: La maggior parte dei sostenitori delle teorie del complotto, almeno in Italia, adesso sembra credere che un aereo abbia davvero colpito il Pentagono ma che non abbia percorso la rotta sostenuta dalla versione ufficiale, ma una più a nord (guarda questa immagine: la linea azzurra è la rotta ufficiale, quella gialla è la rotta nord). Basandoti sulla tua esperienza credo che tu possa spazzare via questa folle idea, giusto?

Richard Benedetto: Sicuramente l'aereo arrivava da ovest. Seguì la linea azzurra nella foto che mi hai mostrato.


Undicisettembre: Hai mai incontrato qualche complottista e provato a discuterci?

Richard Benedetto: No.


Undicisettembre: Mentre eri al Pentagono qualcuno aveva dubbi sul fatto che fosse stato colpito da un aereo?

Richard Benedetto: Nessuno espresse dubbi né tra i giornalisti, né tra le persone che arrivavano dal Pentagono con cui parlammo, né tra i testimoni oculari. Intervistammo alcune persone che erano nell’edificio e che erano uscite per parlare con noi mentre ci trovavamo in quell’area designata; parlammo con alcune persone che erano nell'edificio al momento dello schianto. Nessuno di quelli che intervistai disse di aver visto l’aereo in sé, ma ne avevano sentito l'impatto, avevano visto persone che erano state gettate al suolo, avevano visto persone ferite. Erano tutti molto scioccati anche loro.


Undicisettembre: Questo è un punto interessante. Hai fatto interviste con persone uscite dal Pentagono. Cosa puoi dirci di loro?

Richard Benedetto: Erano molti nervosi e scossi, scioccati. La gente che stava lavorando fu mandata a casa e quindi c’erano alcuni di loro che vagavano senza sapere cosa fare. Vagavano senza sosta; parte della metropolitana non funzionava, alcuni aspettavano che qualcuno li venisse a prendere. Era una situazione caotica, ma come reporter devi sempre cercare di parlare alle persone che erano più vicine a ciò che è successo, quindi intervistammo molti di quelli che erano dall'edificio.


Undicisettembre: Che tu sappia ci sono molti complottisti tra i tuoi colleghi?

Richard Benedetto: Non tra i giornalisti delle testate principali, no. Non è un argomento popolare qui. Le teorie del complotto sull’11/9 sembrano essere più popolari fuori dagli USA. Qui ci sono alcune persone che hanno queste teorie ma non è un argomento di rilievo nei media principali.


Undicisettembre: Quindi a tuo parere sono più popolari in Europa che negli USA?

Richard Benedetto: Sì, più in Europa. Ce ne sono anche alcune che vengono dal Medio Oriente perché alcune delle teorie che ho sentito sostengono che l'attacco non fu compiuto dagli arabi ma dagli ebrei. Ma i media principali insistono su altre teorie del complotto, tipo quelle su JFK, specialmente lo scorso anno, dato che era il 50° anniversario.


Undicisettembre: L'11/9 come ha influenzato la tua vita quotidiana?

Richard Benedetto: Ero un corrispondente dalla Casa Bianca al tempo, mi occupavo dell’amministrazione di George W. Bush, quindi nei mesi successivi gran parte del mio lavoro era focalizzato sulla risposta americana all’11/9: la risposta militare, la risposta legislativa, l’approvazione del Patriot Act.

Molte persone a distanza di tempo hanno la sensazione che in qualche modo l’11/9 sia accaduto un dato giorno e il giorno seguente abbiamo invaso l’Iraq, ma non è assolutamente vero: accadde 18 mesi dopo. L’altra teoria molto diffusa è che non ci fu dibattito e che i media siano stati complici in questo; anche questo non è vero.

Ci fu molto dibattito, ci furono numerosi articoli molto scettici sull’idea di andare in Iraq. Ma a distanza di tempo la gente ha una percezione diversa di ciò che è successo. Questo è vero anche per le teorie del complotto.


Undicisettembre: Ci sono altri aspetti legati all'11/9 che secondo te meritano indagini più approfondite?

Richard Benedetto: Come giornalisti, credo che dobbiamo fare ricerca su ciò che è successo tra l’11/9 e l’invasione dell’Iraq. Ci sono molti professori universitari, in realtà anche io sono un professore universitario da quando mi sono dimesso da USA Today, che credono che ci fu una corsa all’Iraq che non fu mai dibattuta o raccontata nei dettagli: semplicemente non è vero.

Non solo fu dibattuta dai media americani ma anche all’interno dell’ONU, ci furono molte risoluzioni che furono approvate dal Consiglio di Sicurezza prima che gli USA invadessero l’Iraq ed erano a favore dell'invasione; ci fu un’ultima risoluzione che non fu approvata. Anche il Congresso approvò una risoluzione bipartisan per l’invasione dell’Iraq: al Senato e alla Camera. Ne dibatterono a lungo e duramente.

Ma c’è una credenza diffusa, anche nel mondo accademico adesso, che tutto questo non successe.

Una cosa che voglio sottolineare è che era inevitabile che succedesse, principalmente perché il popolo americano lo voleva. C’era una rivalsa in gioco ed era come una palla di neve che scende con il passare del tempo. Infatti nel tempo trascorso durante i dibattiti su ciò che doveva essere fatto in Iraq il consenso popolare sull’invasione aumentava invece di calare. Iniziò a diminuire solo quando la guerra iniziò ad andare male.


Undicisettembre: Hai avuto conseguenze psicologiche in seguito all'11/9?

Richard Benedetto: Fu terribile vedere una cosa del genere, specialmente quando non te lo aspetti. Non è come essere coinvolto direttamente in una guerra, presumo che quel tipo di conseguenze psicologiche sia molto peggiore. Ti fa pensare alla fragilità della vita e a come le cose possano cambiare in un minuto, ti fa pensare alle cose che sono più importanti. Avevo 60 anni al tempo, è un momento in cui cominci a risistemare la tua vita: ciò che è importante e ciò che non lo è.

Quindi se c'è stato un effetto su di me, non è stato psicologico, ma l'avermi fatto valutare: cosa è importante e cosa non lo e?


Undicisettembre: Questi avvenimenti ti hanno dato una nuova visione dell'arte di fare giornalismo?

Richard Benedetto: Sì. C'era la necessità di spiegare ciò che stava avvenendo al meglio di quanto ero capace dalla prospettiva che avevo, che era la Casa Bianca. Stavo riportando le notizie sulla base di ciò che succedeva alla Casa Bianca: cosa faceva il Presidente, cosa faceva il Presidente al Congresso. Andai al Campidoglio durante i dibattiti sul cosiddetto Patriot Act che mise in moto alcune regole e regolamenti che stiamo ancora dibattendo oggi per quanto riguarda la sicurezza e la sorveglianza e la riservatezza in contrapposizione alla sicurezza. Dovevamo valutare quelle cose per la prima volta, pur avendo riportato notizie dalla Casa Bianca sin dall'amministrazione Reagan fino all'amministrazione Bush non c'erano mai stati dibattiti su questi argomenti fino ad allora. Quindi queste cose divennero argomenti importanti e continuarono ad essere importanti e complessi.

Tentai di riportare tutto e di non farmi prendere dalle emozioni del momento. Sicuramente mi spinse a fare un lavoro migliore come giornalista.


Undicisettembre: Credi che la nazione viva ancora nella paura o che abbia ripreso la sua posizione mondiale?

Richard Benedetto: Non credo che la nazione viva nella paura; gli americani si sono adattati in fretta. C'è la preoccupazione che un nuovo attacco terroristico si possa verificare in ogni momento, ma la gente non cammina per strada pensando a questo. Credo che il Presidente Obama sia costantemente preoccupato di ciò per due motivi. Primo, ovviamente non vuole che la popolazione Americana sia colpita; secondo, è preoccupato degli effetti che questo avrebbe sulla sua presidenza. Non penso che voglia la responsabilità di essere stato il presidente durante un altro attacco terroristico.

Credo che una delle ragioni per cui è così desideroso che l'NSA operi una sorveglianza vasta e comprensiva sia che pensa e spera che così possa prevenire un altro attacco terroristico.

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22 Commenti:

Blogger Giuliano47 dice...

Apre il museo 11 settembre a Ground Zero.

The National September 11 Memorial Museum opens May 21 at 1 Albany St. at Greenwich Street, Lower Manhattan; 212-266-5211; 911memorial.org.

L'articolo completo:
http://tinyurl.com/oj5p3tp

Se il moderatore vuole segnalarlo altrove, faccia pure.

14/5/14 14:16  
Blogger Hammer dice...

Grazie per la segnalazione. Sarò a New York la prima settimana di Giugno e vedrò di andare a visitarlo.

14/5/14 17:59  
Blogger talk2samuele dice...

Ah, visto che sei da quelle parti, vai bene in quell'altro posticino a vedere i resti delle pistole unite al calcestruzzo "fuso come lava intorno a tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino".
Il virgolettato è d'obbligo, visto che è la dicitura riportata sulla targhetta a fianco dei reperti in questione.
Scatta qualche foto, e mi raccomando...
non ritoccare i colori.
Buona gita.

14/5/14 19:59  
Blogger Nicola Porta dice...

Scusate la domanda magari cretina.. sapete per caso anche la posizione più o meno esatta del sig. Benedetto durante il passaggio dell'aereo?
Non credo di averlo capito da questa intervista..
Grazie :)

3/6/14 10:59  
Blogger Paolo Attivissimo dice...

talk2samuele,

l'insinuazione preventiva che Hammer ritoccherebbe i colori è offensiva oltre che stupida.

Invece di offendere, spendi un po' del tuo tempo a considerare il concetto di paragone. "fuso COME lava" non è una descrizione né letterale né men che meno tecnica.

So che la vorresti usare come punto d'appoggio per qualche teoria delirante, ma risparmiati la fatica. Grazie.

4/6/14 07:32  
Blogger Paolo Attivissimo dice...

Nicola,

secondo questo elenco, Benedetto era "driving to work northbound on the highway that runs parallel to the Pentagon".

4/6/14 07:34  
Blogger Nicola Porta dice...

Grazie Paolo. Sì ho letto che era sulla 47, però mi piacerebbe sapere più o meno in che punto si trovava. Se non è possibile saperlo fa lo stesso, è solo una curiosità mia.

4/6/14 20:14  
Blogger Nicola Porta dice...

A proposito di pentatestimoni.. ho letto alcune delle interviste, come quella di Frank Probst (http://undicisettembre.blogspot.it/2008/03/testimoni-al-pentagono-frank-probst.html), e mi chiedevo cosa ne pensavi del fatto che Probst, come molti altri, hanno visto arrivare l'aereo da sopra il Navy Annex.

9/6/14 09:24  
Blogger Paolo Attivissimo dice...

Nicola,

può darsi che Probst abbia detto così come descrizione generica o perché dalla sua posizione così gli è sembrato o perché ha avuto quell'impressione in pochi istanti scioccanti, ma secondo me è un falso problema.

Il concetto di fondo non è se l'aereo è passato a destra, a sinistra, sopra o sotto. E' che tutti i testimoni riferiscono che il Pentagono è stato colpito da un aereo. Non da un missile o altro. L'esatta direzione non conta, ed è solo un cavillo al quale si attaccano disperatamente alcuni complottisti per ignorare il fatto fondamentale che nessuno dei testimoni conferma la loro tesi "non era un aereo".

9/6/14 11:05  
Blogger Nicola Porta dice...

Se fosse solo Probst ti darei ragione, ma tutti i testimoni oculari che hanno avuto la possibilità di vedere l'aereo durante la manovra di avvicinamento lo posizionano sopra la Annex. Il che non può essere frutto di allucinazioni o errori collettivi.

"L'esatta direzione non conta"

Non sottovalutare questo aspetto Paolo, perché è rischioso. La direzione da cui è arrivato l'aereo conta per due semplici motivi:

1) I pali della luce abbattuti. Se l'aereo è passato da un'altra parte, cosa gli è successo?

2) I danni all'interno del Pentagono. Se l'aereo è passato da un'altra parte, perché guardano in direzione della rotta ufficiale?

E sostenere che tutti i testimoni si sbaglino nel descrivere in maniera uniforme e coerente una rotta e una manovra e un avvicinamento in tre fasi, diversi da quelli comunemente accettati, è difficile.
Perché non scrivi un bell'articolo per analizzare e approfondire le testimonianze, prendendo in esame le ricostruzioni dei vari testimoni? Secondo me ne verrebbe fuori qualcosa di interessante.

9/6/14 11:17  
Blogger Hammer dice...

Nicola,

ma tutti i testimoni oculari che hanno avuto la possibilità di vedere l'aereo durante la manovra di avvicinamento lo posizionano sopra la Annex. Il che non può essere frutto di allucinazioni o errori collettivi.

No, questo è completamente falso.

Conosco Mike Walter di persona e smentisce questa ricostruzione.

Richard Benedetto stesso la smentisce.

La smentisce anche Vin Narayanan con cui ho parlato ma che non mi ha concesso l'intervista.

E la smentiscono decine di altri testimoni, con alcuni di questi ho parlato personalmente e ho chiesto dettagli che mi hanno saputo dare.

Aggiungi che Lagasse (testimone citato da molti sostenitori della Rotta Nord) ha ammesso di essersi sbagliato e che Chad Brooks (altro testimone citato dai sostenitori della Rotta Nord) dice quando gli si chiedono dettagli "I don't remember, it was too quick."

Le tue domande poi non hanno ragione di essere, perché la Rotta Nord è una scempiaggine e basta.

Perché non scrivi un bell'articolo per analizzare e approfondire le testimonianze, prendendo in esame le ricostruzioni dei vari testimoni? Secondo me ne verrebbe fuori qualcosa di interessante.

Ho fatto numerose interviste e tutti smentiscono la Rotta Nord. Mi sembra sufficiente.

9/6/14 11:29  
Blogger Hammer dice...

Nicola,

se ti permetti di offendere e tacciare di scarsa attendibilità e malafede persone che conosco e che frequento regolarmente è ovvio che il tuo commento finisce nel cestino.

Ciao

9/6/14 12:00  
Blogger Hammer dice...

Nicola,

visto che non concordi con come gestiamo il sito sei liberissimo di smettere di leggerci.

E visto che non concordi con il mio modo di fare interviste sei liberissimo anche di aprire un tuo sito sull'11/9 e fare interviste come meglio credi.

9/6/14 12:28  
Blogger Nicola Porta dice...

Non capisco perché censuri i miei commenti per poi scrivere cose che io non ho mai nemmeno pensato.
Non ho sostenuto che non sono d'accordo su come gestisci il sito, mentre sul tuo modo di fare le interviste ho spiegato nel dettaglio quale sia il problema nel modo in cui ti poni con i testimoni. Ti ho perfino consigliato di chiedere a Danilo Coppe qualche consiglio, visto che lui è un criminologo e sa benissimo come deve essere fatta un'intervista imparziale a chi è stato testimone ad un fatto.
Non si possono nemmeno fare critiche costruttive? Sei talmente bravo e infallibile che nessuno può dirti niente?
Alla faccia della modestia, complimenti.

Ciao eh, in gamba.

9/6/14 12:49  
Blogger Hammer dice...

Nicola,

Coppe non è un criminologo, ma un esperto di esplosivistica.

9/6/14 12:51  
Blogger Paolo Attivissimo dice...

Nicola,

Perché non scrivi un bell'articolo per analizzare e approfondire le testimonianze, prendendo in esame le ricostruzioni dei vari testimoni?

Perché è un argomento vecchio e soprattutto inutile. A chi interessa sapere da che parte precisa è arrivato l'aereo? E' arrivato. Era un aereo, non un missile. Ed era un aereo di linea, i cui resti (anche umani) sono stati trovati nel Pentagono.

Che differenza vuoi che faccia, a chi ha perso su quell'aereo i propri cari, sapere se è passato di qua o dieci metri più in là? Significa fare disquisizioni cavillose e inconcludenti.


La direzione da cui è arrivato l'aereo conta per due semplici motivi:

1) I pali della luce abbattuti. Se l'aereo è passato da un'altra parte, cosa gli è successo?



La tua argomentazione è che allora i danni ai lampioni sarebbero stati causati da qualcos'altro. Che _nessuno_ ha visto e che sarebbe passato proprio mentre tutti vedevano un aereo di linea schiantarsi. Spero tu ti renda conto di quanto è ridicola e illogica quest'idea.


2) I danni all'interno del Pentagono. Se l'aereo è passato da un'altra parte, perché guardano in direzione della rotta ufficiale?

Domanda mal posta. Domanda più corretta: Se si trattasse di una messinscena, perché i suoi organizzatori sarebbero così cretini da sbagliare la direzione dei danni?



Non capisco perché censuri i miei commenti per poi scrivere cose che io non ho mai nemmeno pensato.

Lo hai scritto tu: E sostenere che tutti i testimoni si sbaglino... è difficile.

Li stai accusando di malafede. Tu, che non eri lì, che non li hai intervistati e che confondi un esplosivista con un criminologo, ti permetti di accusarli? Permettimi di dire che hai un'opinione di te un po' grandiosa.

9/6/14 13:20  
Blogger Nicola Porta dice...

"Lo hai scritto tu: E sostenere che tutti i testimoni si sbaglino... è difficile.

Li stai accusando di malafede. Tu, che non eri lì, che non li hai intervistati e che confondi un esplosivista con un criminologo, ti permetti di accusarli? Permettimi di dire che hai un'opinione di te un po' grandiosa."

Io non ho accusato di malafede nessuno, ho solo elencato e spiegato dei fatti documentati, questo sempre relativo al discorso di Walter e Vin Narayanan. Riguardo al fatto che io "confonderei un esplosivista con un criminologo", ho già risposto nel messaggio che non mi è ancora stato pubblicato: Danilo Coppe è un geominerario esplosivista laureato in scienze politiche all'indirizzo criminologia. E fa anche il CTU e il CTP nelle cause penali e civili.
Se non lo sai lui il manuale per intervistare in maniera imparziale un testimone... :-)

9/6/14 13:31  
Blogger Paolo Attivissimo dice...

Nicola Porta,

Io non ho accusato di malafede nessuno

Cito il tuo commento respinto delle 15:57:

Vin Narayanan invece si è rivelato essere un bugiardo suggeritoritore di testimonianze preconfezionate

Sembra che tu non sappia neanche cosa stai dicendo. Per cui questa conversazione è inutile. Ti lascio alle tue fantasie di rotte improbabili e disquisizioni nelle quali fai di tutto per ignorare un fatto fondamentale: tutti i testimoni hanno visto un aereo e dentro il Pentagono è stato trovato un aereo.

Ora mettiti il cuore in pace e porta le tue accuse da qualche altra parte. L'ospitalità che ti era stata offerta in buona fede qui è stata tradita ed è quindi finita. Buona giornata.

9/6/14 16:59  
Blogger Nicola Porta dice...

"Sembra che tu non sappia neanche cosa stai dicendo. "

Invece lo so benissimo, e avevo anche linkato l'intervista telefonica della CBS a Dawn Vignola dove si sente la voce di Timmermann in sottofondo mentre le suggerisce quello che le deve dire. Quindi quella non è stata una semplice accusa da parte mia, ma un'osservazione oggettiva di fatti concreti e reali.
Perché non hai linkato anche quella insieme alla mia frase?

"Ora mettiti il cuore in pace e porta le tue accuse da qualche altra parte. L'ospitalità che ti era stata offerta in buona fede qui è stata tradita ed è quindi finita. Buona giornata."

Sinceramente mi aspettavo un trattamento diverso da un giornalista che reputavo serio e affidabile.. non avrei mai pensato che le persone che osassero alzare una critica venissero aggredite e censurate in questa maniera. Criticate tanto "i siti complottisti" ma voi siete anche peggio.
Sono davvero molto deluso da questo comportamento.

Ciao Paolo, ciao Hammer, buona giornata ad entrambi.

p.s. comunque il mio consiglio di migliorarsi sulla raccolta delle testimonianze lo prenderei seriamente in considerazione, perché purtroppo non rispettano molte delle regole per una raccolta dati imparziale e oggettiva.

9/6/14 17:15  
Blogger Hammer dice...

Nicola Porta,

Invece lo so benissimo,

No, non lo sai. Infatti hai confuso Dawn Vignola con Vin Narayanan, che per inciso è un uomo. Infatti nel video che hai linkato non c'è traccia di Vin Narayanan.

E dopo aver fatto un errore così ridicolo ti permetti di dire che tizio o caio non sono affidabili?

Visto il livello della tua attenzione chi non è attendibile sei tu. Grazie per averci regalato una perla come ne mancavano da tempo.

9/6/14 17:19  
Blogger Paolo Attivissimo dice...

Nicola,

non avrei mai pensato che le persone che osassero alzare una critica

La critica è legittima e ben accetta; le accuse di essere bugiardi no. Forse non ti è chiara la differenza.


Sono davvero molto deluso da questo comportamento.

Sapessi noi dal tuo, ma pazienza.

9/6/14 17:21  
Blogger brain_use dice...

Aggiungo solo una notarella.

La polemica sulla "rotta nord", tanto amata dai complottisti d'oltreoceano e anche da uno sparuto gruppo di frequentatori di forum nostrani, è assolutamente pretestuosa, fuorviante, nonché ridicola.

Pretendere che una persona che sta guardando un aereo che si sta schiantando al suolo ricordi esattamente se l'aereo è passato dieci metri più in qua o dieci metri più in là non ha alcuna valenza probatoria.
Non tiene minimamente in conto l'effetto prospettico derivante dalle posizioni relative testimone-aereo-Annex. Nè del fatto che la direzione dell'aereo era effettivamente "sopra" il Navy Annex, inteso come direzione approssimata.

Ma, soprattutto, non tiene minimamente conto del fatto che tutti i testimoni hanno visto l'aereo schiantarsi sul Pentagono. E che centinaia di soccorritori, pompieri, paramedici, volontari hanno raccolto i cadaveri dei passeggeri a pezzetti e i rottami dell'aereo NEL Pentagono.

11/6/14 10:48  

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