2008/07/22

Al-Qaeda ri-ri-ri-ri-ri-rivendica l'11/9

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La BBC riferisce che Mustafa Abu al-Yazid, noto anche come Sheikh Saeed, ritenuto il comandante delle operazioni di al-Qaeda in Afghanistan e amministratore del supporto economico agli attentati dell'11 settembre 2001, ha concesso un'intervista televisiva all'emittente pachistana Geo.

Oltre a rivendicare l'attentato all'ambasciata danese a Islamabad, ha dichiarato all'intervistatore che al-Qaeda era stata "properly involved" ("adeguatamente coinvolta" o "completamente coinvolta" o "ben coinvolta" o "coinvolta come si deve", a seconda delle interpretazioni, vedi commenti qui sotto) negli attentati di New York e Washington e negli attacchi del 1998 alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania.

Si tratta dell'ennesima rivendicazione della paternità degli attentati da parte di vari esponenti di al-Qaeda (Osama bin Laden, Khalid Sheikh Mohammed, i dirottatori stessi nei loro testamenti video), ed è particolarmente significativa perché resa da una persona libera e quindi non squalificabile perché ottenuta sotto tortura, come argomentano alcuni per la seconda rivendicazione di Khalid Sheikh Mohammed (dimenticando che la prima fu invece resa quando era uomo libero).

Sarà interessante vedere come verrà giustificata questa nuova rivendicazione da parte dei sostenitori delle teorie alternative: se si appoggeranno alla teoria dei sosia, dovranno attribuire ai mandanti della messinscena un talento straordinario nel trovare così tanti sosia dei vari leader di al-Qaeda, capaci di parlare perfettamente le lingue locali e disposti a recitare la parte; se sosterranno che il video è falso, dovranno spiegare come mai i giornalisti dell'emittente Geo non lo smentiscono; se ipotizzeranno che al-Yazid sia un mitomane, dovranno spiegare se allora lo sono anche gli altri esponenti che hanno fatto rivendicazioni analoghe sull'11/9. Non sembrano esserci molte scappatoie che non sfocino nel ridicolo.

Per chi fosse interessato a un quadro generale delle rivendicazioni rilasciate fin qui, è disponibile un articolo apposito.

22 commenti:

brain_use ha detto...

Visto che stavolta il sosia è difficilmente sostenibile, punteranno alla tesi "Al-quaeda è un'emanazione del governo americano".

Che ci vuole: una tesi per ogni circostanza. ;-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Ma se è un'emanazione del governo americano, allora non servono i sosia... si può ordinare agli originali di leggere le battute dal copione.

E così i teorici dell'emanazione si scontrano con quelli dei sosia. Complottisti contro complottisti.

Non hanno ancora capito che non si possono tenere valide tutte le teorie contemporaneamente, se queste teorie di contraddicono fra loro.

omar ha detto...

Paolo,

già immagino a cosa si attaccheranno, a quel "properly involved", ipotizzeranno al massimo una complicità di Al Qaeda, o una compartecipazione.

We know those chickens..:-)

omar ha detto...

[quote]Non hanno ancora capito che non si possono tenere valide tutte le teorie contemporaneamente, se queste teorie di contraddicono fra loro.[/quote]

Questo vale solo nel mondo dei raziocinanti, Paolo.

Conosco un sito cospirazionista italiano dove il webmaster riesce a tenerle tutte in piedi contemporaneamenre:-)

brain_use ha detto...

Infatti: è quello che sottintendevo.

Una tesi per ogni circostanza!

brain_use ha detto...

@omar:
Conosco un sito cospirazionista

scommetto che lo conosco anch'io. ;-)

alexandro ha detto...

Omar mi ha tolto le parole, quel "properly involved" servirà a creare dei nuovi miti. Un nuovo caso Bhutto per Chiesa, trigonometria applicata alla barba per Sigmatau...
Ormai sembra chiaro che nessuna prova potrà mai cambiare le cose. Certa gente è troppo compromessa per fare un passo indietro. Ma qualcuno prima o poi griderà: Il Re è nudo...

Mattia ha detto...

@omar
We know those chickens..:-)

Completamente OT, ma mi sembra che più dei polli, in questo caso in inglese si dica cipolle; confermi Paolo? (a parte che me lo diceva uno del sud UK e Paolo era del Nord)

Paolo Attivissimo ha detto...

Confermo solo in parte. "To know your onions" significa essere ferrato in una materia, che è diverso dal conoscere i propri polli.

stefano ha detto...

Piccola nota linguistica: "properly" vuol dire "correttamente" o "esattamente", "in senso stretto" ma, nel contesto di un inglese piu' britannico che americano, puo' significare anche "completamente" (e in questo contesto mi pare che sia la traduzione piu' sensata, anche considerando che Sheikh Saeed ha studiato in Inghilterra)

Paolo Attivissimo ha detto...

Stefano,

come madrelingua inglese (britannico dello Yorkshire), se mi dicono "properly" io capisco "in modo acconcio, adatto, adeguato". Per esempio, "Do your homework properly, lad!".

Dato che non è chiaro per ora in che lingua sia stata rilasciata l'intervista, non è detto che dalle labbra di al-Yazid siano uscite proprio le parole "properly involved", che potrebbero anche essere una traduzione imprecisa. Se riesci a trovare maggiori dettagli sull'argomento, ti prego di segnalarli.

Comunque sia, quello che è più importante è il senso generale della rivendicazione: al-Qaeda è implicata nell'11/9.

Volendo essere ancora più cauti con i possibili errori di traduzione, il concetto generale è che il rappresentate di al-Qaeda non ha detto "Ehi, noi non c'entriamo niente con l'11/9, è stato qualcun altro che ci vuole incolpare".

Cosa che del resto al-Qaeda non ha mai fatto in tutti questi anni, a parte un paio di dichiarazioni iniziali di bin Laden che lui stesso si è poi rimangiato.

stefano ha detto...

Paolo,

per quanto riguarda significato di "properly" ho una conferma piuttosto solida che viene da una pubblicazione che risponde al nome di OED... ma forse e' l'edizione londinese e non dello Yorkshire ;-)

Comunque mi ero sbagliato, non e' questo il "Sheikh Saeed" nato in Inghilterra... ce n'e' un altro, piu' giovane, sempre membro di al-Qaeda (non vanno in confusione?). Pero' facendo una ricerca sul sito della BBC con "properly involved", mi pare che l'espressione venga sempre utilizzata per significare "completamente coinvolto".

Paolo Attivissimo ha detto...

Se l'OED dice così, mi arrendo... me lo dicono sempre che noi delle provincie barbare siamo troppo lontani dal luminoso centro della cultura linguistica.

Vedo in effetti che anche il Webster's accetta "proper" come "utter, absolute", con la precisazione "chiefly British" che il dizionario del Mac dice "informal, chiefly British".

Ora, se chi parla non è un inglese cresciuto o scolarizzato in Inghilterra, trovo improbabile che adotti quest'accezione che anche per me è una novità.

Aggiungici un fattore di prudenza: scegliere di tradurre "completamente coinvolta" farebbe di questa dichiarazione una rivendicazione molto forte, ma c'è chi (indovina chi) avrebbe gioco facile nell'accusare di aver scelto la traduzione più adatta alla propria tesi.

Per cui resto prudente e in attesa di chiarimenti (soprattutto sulla lingua parlata in origine nell'intervista), uso lo scenario meno favorevole al debunking.

Anonimo ha detto...

Ciao Paolo, se posso provare a mediare tra la tua posizione e quella di stefano, vorrei porre in evidenza come, al di là di ciò che dice l'oxford, l'espressione "properly involved", da te resa con "adeguatamente coinvolta", presta il fianco alle critiche dei complottisti. infatti, se leggo in inglese "properly involved" non ho dubbi sul fatto che al qaeda sia tra i mandanti dell'attentato; se, invece, leggo in italiano "adeguatamente coinvolta" istintivamente mi viene, sì, da pensare che abbia a che fare con l'attentato, ma mi lascia anche supporre che non necessariamente abbia svolto una parte fondamentale.
non so se sia un problema della traduzione di "properly" o di "involved" (o un problema mio, chissà...?), ma noto questa discrepanza.
proabilmente si tratta di sfumature impercettibili, impossibili da rendere nella traduzione, a meno di non voler adottare una soluzione meno letterale, che però comunque darebbe adito a qualche tipo di critica.

un saluto e un ringraziamento da un lettore della prima ora,

Alessandro

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie, Alessandro: è esattamente lo stesso problema che mi sono posto quando ho tradotto inizialmente con "adeguatamente". Anche a me la versione italiana sembra indicare un coinvolgimento più debole rispetto a quella inglese.

Ho aggiunto le varie ipotesi di traduzione al testo dell'articolo.

SirEdward ha detto...

Per fortuna non è un romanzo e la sostanza conta più della forma.

NdT è la risposta a tutto. Non proprio come 42... ma quasi!

(e infatti vedo ora le modifiche al testo dell'articolo)

SirEdward ha detto...

naturalmente quando si tratta di roba complessa ogni persona ha una soluzione diversa.

E infatti io parteggio per "ben coinvolta".

42.

usa-free ha detto...

Io non conoscendo adeguatamente l'inglese, non me lo spiego.

Se io fossi un appartenente ad Al Quaeda e volessi rivendicare l'attentato, direi:

"Al Quaeda è responsabile degli attacchi dell'11 settembre"

come se fossi un boss mafioso di vertice direi "Cosa Nostra è responsabile dell'attentato al giudice Falcone"

Stop. Secco. Inequivocabile."Siamo stati noi".

Non mi verrebbe da dire "Al Quaeda è adeguatamente/totalmente/ben coinvolta negli attentati dell'undici settembre"

Evidentemente in inglese ci si esprime diversamente, oppure...non lo so O_o

mastrocigliegia ha detto...

usa-free ha detto.
...
Non mi verrebbe da dire "Al Quaeda è adeguatamente/totalmente/ben coinvolta negli attentati dell'undici settembre"


Attenzione a non fare illazioni in assenza di informazioni più dettagliate.
Una affermazione di quel tipo può sembrare involuta in una lingua occidentale, ma magari è una costruzione normale in qualche lingua pakistana (e l'eventuale traduzione ne risente).
Ricordi "la madre di tutte le battaglie"? Chi mai avrebbe detto così da noi?

mc

usa-free ha detto...

Non volevo fare illazioni.

"Ricordi "la madre di tutte le battaglie"? Chi mai avrebbe detto così da noi?"

Perdonami, a cosa ti riferisci?

mastrocigliegia ha detto...

usa-free dice...
"Ricordi "la madre di tutte le battaglie"? Chi mai avrebbe detto così da noi?"

Perdonami, a cosa ti riferisci?

Oddio...
O tu sei molto giovane, o io sono molto vecchio.
Fu il modo con cui Saddam Hussein definì la resistenza che intendeva opporre alla coalizione durante la prima guerra del golfo.
L'espressione, che pare sia tipica della cultura araba (una specie di costruzione del superlativo), ebbe qualche emulazione: Di Pietro (allora ancora giudice) definì "il padre di tutti i processi" quello che intendeva avviare per "mani pulite".

mc

usa-free ha detto...

Grazie della precisazione mastrociliegia: probabilmente è la terza ipotesi: sono molto più disinformato di te.

Cercando su Google ho trovato mille riprese di questa frase, tanto che sembrava una espressione propria del nostro modo di parlare.