di John - http://www.crono911.org/
Operazione Bojinka è il nome con il quale è conosciuto un progetto, messo a punto tra il 1994 e i primi del 1995 da alcuni terroristi legati ad Al-Qaeda ed operanti nelle Filippine, che prevedeva un piano principale (la distruzione in volo di un certo numero di aerei di linea carichi di passeggeri) e una serie di piani alternativi o ulteriori, compreso quello di dirottare alcuni aerei da far schiantare contro obiettivi situati negli Stati Uniti.
Varie fonti riportano che i dettagli di questi ulteriori piani relativi al dirottamento di aerei di linea per missioni suicide erano noti ai servizi di antiterrorismo americani già dal 1995, al punto che il rischio era stato segnalato ai più alti vertici politici e di governo, che non solo preferirono ignorarli ma nascosero ogni prova di esserne venuti a conoscenza.
In questo caso ci troviamo di fronte a una circostanza che – ufficialmente smentita dal governo americano – si fonda su una serie di elementi e di fonti che meritano di essere attentamente valutati.
D'altro canto, le fonti che sostengono il contrario (ossia che quelle informazioni non sono mai esistite o non furono mai acquisite da chi avrebbe dovuto o potuto utilizzarle per prevenire gli attacchi dell'11 settembre) sono qualificate e attendibili.
In questo articolo ricostruiamo la vicenda, presentiamo le fonti, cerchiamo di risalire all'origine delle notizie che riportano e verifichiamo se è possibile tracciare delle ragionevoli conclusioni.
Al di là di esse, questo spunto è occasione per approfondire la conoscenza di un progetto terroristico che rappresenta una tappa fondamentale del percorso che ha portato dall'attentato al World Trade Center del 1993 agli attacchi dell'11 settembre 2001.
Il fatto storico
Nel 1993, un gruppo di terroristi islamici si rese responsabile di un attentato esplosivo al World Trade Center. Uno dei cervelli dell'operazione era il terrorista Ramzi Yousef, nipote di Khalid Sheikh Mohammed (alias KSM, ideatore degli attacchi dell'11 settembre). L'intento di Yousef era provocare il crollo delle Twin Towers (per saperne di più si può consultare la sezione dedicata su
Crono911).
L'FBI arrestò quasi tutti gli organizzatori ed esecutori dell'attentato, ma Yousef riuscì a sfuggire alla cattura e raggiunse KSM nelle Filippine, dove operava una cellula di Al-Qaeda molto ben ramificata.
Nelle Filippine i due iniziarono a progettare un piano terroristico estremamente ambizioso, che battezzarono
"Bojinka". Il piano prevedeva di far esplodere in volo almeno undici aerei di linea, quasi tutti diretti negli USA e carichi di passeggeri.
A questo scopo sarebbero stati utilizzati ordigni realizzati con una soluzione esplosiva nella classe della nitroglicerina, che i terroristi avrebbero portato a bordo in contenitori apparentemente innocui, come le bottiglie contenenti soluzione per lenti a contatto.
Gli attentatori non erano suicidi: avrebbero nascosto la bomba sull'aereo, dopo averla collegata ad un timer, e sarebbero sbarcati lungo la rotta durante una tappa intermedia. Quest'ultimo accorgimento avrebbe evitato la necessità di richiedere visti di ingresso per gli USA.
I terroristi studiarono anche altre idee alternative (nel caso in cui il piano principale si fosse rivelato irrealizzabile) o da attuarsi successivamente in quella che fu chiamata la Fase Due dell'operazione.
Tra queste idee, vi erano quella di utilizzare piccoli aerei carichi di esplosivo e farli schiantare contro obiettivi sul suolo americano, nonché quella di uccidere il Papa in occasione della sua visita alle Filippine nel 1995.
Per questi scopi, almeno un pilota era già disponibile: si trattava di Abdul Hakim Murad, che faceva parte del gruppetto di terroristi e aveva frequentato varie scuole di volo anche in USA.
Il piano principale procedette secondo le previsioni. La miscela esplosiva fu testata e risultò efficace, e Yousef decise di fare una prova generale prima dell'operazione vera e propria: l'11 dicembre del 1994, salito a bordo di un Boeing 747 della Philippine Airlines diretto a Tokyo, piazzò la sua bomba sotto un sedile e poi scese a uno scalo intermedio. La bomba esplose in volo uccidendo un passeggero, ma l'aereo riuscì ad atterrare in emergenza ad Okinawa.
L'operazione definitiva, però, non vide mai la luce: nei primi di gennaio del 1995, un incendio nell'appartamento in cui Yousef e Murad stavano preparando le loro miscele esplosive portò la polizia filippina a scoprire i piani dei terroristi. Murad fu arrestato subito, Yousef fu catturato in Pakistan dalle forze di sicurezza locali, ma KSM riuscì a far perdere le proprie tracce.
Sia Murad che Yousef furono estradati in USA, dove furono processati e condannati nel 1996 (Yousef anche in relazione all'attentato del 1993). Il processo di appello si chiuse nell'aprile del 2003 e confermò le sentenze di primo grado. Assieme a Murad e a Yousef fu condannato anche un terzo complice, Wali Shah.
Le notizie sul piano di dirottare aerei di linea per missioni suicide
Come abbiamo detto, il processo di primo grado si chiuse nel 1996 e quello d'appello nel 2003.
Né i media né gli atti processuali parlarono dell'eventualità che l'Operazione Bojinka prevedesse anche – sia pure come piano alternativo o successivo – l'utilizzo di aerei dirottati in missioni suicide contro il territorio americano. Possiamo confrontare quello che hanno riportato la
CNN e il
New York Times al momento della condanna nel 1996: non c'è alcun riferimento a progetti di dirottamenti suicidi.
Gli atti processuali si possono consultare
qui (primo grado) e
qui (appello). Proprio dalla sentenza di appello apprendiamo alcuni particolari interessanti, alla luce di ciò che esamineremo più avanti. A pagina 88 infatti leggiamo:
Shah’s attorney acknowledged the Government’s efforts: “the government has clearly indicated on the record that they’ve made efforts to gather all the reports created. The Philippine government has not turned those reports over.”
...
60. The Government explained at trial that Philippine officials told them that certain reports were “classified.” The Government understood this to mean that they were “for the eyes of the President of the Philippines only” and that the Philippine government would not turn them over.
Traduzione
La difesa di Shah ha riconosciuto gli sforzi del Governo: "il governo ha chiaramente attestato che si sono adoperati per acquisire tutti i rapporti. Il governo filippino non ha consegnato questi rapporti.
...
Nota 60. Il Governo ha spiegato al processo che gli ufficiali filippini hanno detto che certi rapporti erano "classificati". [Riservati, Segreti]. Il Governo ha compreso che ciò significa che essi erano riservati al solo Presidente delle Filippine e che il governo filippino non li avrebbe consegnati.
Abbiamo quindi una chiara indicazione del fatto che
il governo filippino non consegnò al governo americano rapporti "classificati" che possedeva in ordine ai terroristi processati.
Sempre nella stessa sentenza, a pag. 41, leggiamo che la Corte – allo scopo di legittimare la giurisdizione americana sugli imputati – considerò che il sabotaggio di aerei in volo fosse equivalente al dirottamento. In altre parole, applicò le norme sui dirottamenti per analogia: uno stratagemma giuridico che sarebbe stato del tutto superfluo se ci fosse stata consapevolezza che l'Operazione Bojinka prevedeva anche dirottamenti suicidi.
Nemmeno nei provvedimenti presi per migliorare la sicurezza delle linee aeree c'è traccia della consapevolezza che Bojinka prevedeva anche il dirottamento suicida di aerei di linea.
Il
Rapporto Finale contenente raccomandazioni sulla sicurezza dell'aviazione civile, presentato il 12 febbraio 1997 dalla White House Commissione a Bill Clinton, all'epoca presidente degli USA, non fa alcun riferimento a questo tipo di rischio.
Il rapporto, nonostante in premessa dicesse:
During the past six months, we have conducted an intensive inquiry into civil aviation safety, security and air traffic control modernization. Commission and staff have gathered information from a broad range of aviation specialists, Federal Agencies, consumer groups, and industry leaders.
Traduzione
Negli ultimi sei mesi abbiamo condotto un'approfondita indagine sulla sicurezza dell'aviazione civile e sulla modernizzazione del sistema di controllo del traffico aereo. La Commissione e lo Staff hanno acquisito informazioni da un'ampia platea di specialisti di aviazione, Agenzie Federali, gruppi di consumatori e capitani d'industria.
non faceva cenno al rischio di dirottamenti suicidi, ma anzi sottolineava che il fattore di rischio si era spostato dai dirottamenti agli atti di sabotaggio e raccomandava un potenziamento dei sistemi di rilevazione degli esplosivi. Il riferimento all'operazione Bojinka nella sua formulazione principale è evidente, ma è altrettanto evidente che l'ipotesi di dirottamenti suicidi è del tutto assente.
Anche il rapporto "
The Psychology and Sociology of Terrorism" del 1999, redatto dalla Divisione Ricerche della Libreria del Congresso USA, alle pagine 81 e 82 traccia il profilo di Yousef e la storia dell'Operazione Bojinka, menzionando il progetto di far schiantare un piccolo aereo imbottito di esplosivo contro la sede della CIA, ma non parla di alcun progetto per dirottare aerei di linea e usarli in missioni kamikaze.
Questi dati ci consentono di ipotizzare che le autorità americane, sia al momento in cui Yousef e Murad furono processati e condannati (1996) che negli anni seguenti, non erano a conoscenza del fatto che l'Operazione Bojinka prevedesse anche dirottamenti suicidi di aerei di linea da far schiantare sul suolo americano, nonostante due degli imputati, Murad e Shah, avessero adottato una posizione collaborativa con gli inquirenti.
Anche da parte dei media, come abbiamo visto, non c'è alcun riferimento alla circostanza.
Quand'è, allora, che viene fuori l'informazione che Bojinka prevedeva anche dirottamenti suicidi?
Nelle nostre ricerche non abbiamo trovato nulla fino a dopo gli attentati dell'11 settembre del 2001.
In particolare, da
questo articolo del
Taipei Times, un giornale asiatico, apprendiamo che il 13 settembre del 2001 Associated Press e Reuters riportarono le dichiarazioni rese da un ufficiale della polizia filippina, il sovrintendente capo Avelino Razon, responsabile della sicurezza presidenziale e di quella del Papa al momento della sua visita nelle Filippine, avvenuta pochi giorni dopo l'arresto di Murad.
Esaminiamo alcuni stralci di questo articolo, significativamente titolato:
"Suicide-pilot plan unconvered six years ago in Philippines" (
Un progetto di usare piloti suicidi fu scoperto sei anni fa nelle Filippine).
A plan to use suicide pilots against US targets was uncovered as early as six years ago during the investigation that led to the arrest of the alleged mastermind of the 1993 World Trade Center bombing, a Philippine police official said yesterday...
"When we interrogated Murad, he mentioned that he was a skilled pilot, trained in the US, in Afghanistan and also here in the Philippines, who was recruited to undertake a suicide mission," Razon said.
"He was committed to ... fly a plane and ram it into some targets," Razon said, adding that information from a laptop computer seized from Murad indicated one target was CIA headquarters. "There was mention of about a dozen" trained pilots to be recruited for such attacks.
"I didn't imagine that they would ram a 757 aircraft into the World Trade Center. I thought the suicide mission [would involve] a Cessna light aircraft loaded with several kilos of explosives, like a Japanese Kamikaze World War II pilot diving into a target," he said.
He said the investigation started with reports on threats to the Pope that led to Murad and the discovery of an international terrorist cell in the Philippines that also "had plans to bomb US aircraft and the US CIA headquarters in Langley, Virginia.''
Traduzione
Un piano per l'utilizzo di piloti suicidi contro obiettivi in USA fu scoperto sei anni or sono durante le indagini che portarono all'arresto di quello che è ritenuto l'organizzatore dell'attacco al World Trade Center nel 1993, ha dichiarato ieri un ufficiale della polizia filippina.
"Quando abbiamo interrogato Murad, rivelò che era un abile pilota, addestratosi negli Stati Uniti, in Afghanistan e anche qui nelle Filippine, che era stato reclutato per intraprendere una missione suicida" ha detto Razon.
"Era previsto che pilotasse un aereo e lo schiantasse su qualche bersaglio" ha detto Razon, aggiungendo che le informazioni ottenute da un computer sequestrato a Murad indicavano uno dei bersagli nel quartier generale della CIA. "Si faceva riferimento a circa una dozzina di piloti addestrati che dovevano essere reclutati per questi attacchi".
"Non immaginavo che essi avrebbero pilotato un Boeing 757 contro il World Trade Center. Pensavo che la missione suicida [comportasse l'utilizzo di] un piccolo aereo tipo Cessna caricato con molti chilogrammi di esplosivo, come un pilota kamikaze giapponese della Seconda Guerra Mondiale che picchia su un bersaglio" ha detto.
[Razon] ha detto che l'indagini iniziò con alcuni rapporti su pericoli per il Papa che condussero a Murad e alla scoperta di una cella terroristica internazionale nelle Filippine che aveva anche "piani per fare attentati esplosivi contro aerei USA ed il quartier generale della CIA a Langley in Virginia."
E' interessante notare come anche Razon non faccia alcun riferimento a dirottamenti suicidi di aerei di linea. Anzi, si meraviglia che l'11 settembre sia successo ciò, in quanto si aspettava – piuttosto –
l'utilizzo di un piccolo aereo riempito di esplosivo. Non un aereo dirottato, quindi, ma un aereo appositamente predisposto per una missione kamikaze.
E' di questo che sta parlando, è questa la sua "rivelazione": piccoli aerei tipo Cessna riempiti di esplosivo e scagliati contro bersagli in USA.
Quest'informazione, però, non era una novità. Diversi documenti pubblici già la citavano da tempo e lo
Staff Statement n. 9 (che è parte dei documenti prodotti nell'ambito dei lavori della Commissione Indipendente sui fatti dell'11 settembre) spiega che essa era conosciuta dall'FBI sin dal 1995. Il dato è ribadito nello stesso Rapporto finale della Commissione (Capitolo 11), che spiega che se ne tenne conto persino nel sistema di sicurezza predisposto per le Olimpiadi di Atlanta nel 1996. I due documenti possono essere visionati sul
relativo sito.
Semmai, erano stati i media, sino a quel momento, a non prestare attenzione a questo dettaglio, che pure conoscevano.
Prima dello "scoop" di AP/Reuters, infatti, il 12 settembre 2001, vari giornali, come il
Guardian, senza alcuna necessità di ricorrere a fonti filippine, avevano ricordato l'operazione Bojinka come
"an audacious plan to simultaneously destroy 12 airliners over the Pacific ocean and fly a suicide bomber in a plane into the side of the CIA headquarters in Langley, Virginia".
Nessun vero mistero, quindi, sul fatto che i pianificatori di Bojinka pensassero alla possibilità di schiantare un aereo riempito di esplosivo contro la sede CIA di Langley, né sul fatto che questa informazione fosse stata acquisita dalle autorità americane.
Il mistero nasce nel momento in cui vari media e giornalisti, fiondatisi sulla notizia, iniziano a raccogliere informazioni da fonti della polizia filippina che parlano di quel piano aggiuntivo all'operazione Bojinka che prevedeva attacchi suicidi sul suolo americano utilizzando aerei di linea dirottati.
Inizialmente deve trattarsi di informazioni frammentarie e imprecise.
Questo articolo del 27 settembre 2001, pubblicato su Accuracy in Media, riferisce che Osama Bin Laden pianificava nel 1995 di usare aerei civili dirottati per missioni kamikaze, dà per scontato che FBI e CIA ne fossero al corrente, parla solo della sede della CIA come possibile obiettivo e non fornisce alcuna fonte di provenienza delle notizie.
Il Washington Post, in
questo articolo del 30 dicembre del 2001 a firma di Matthew Brzezinski, basandosi su una precisata fonte filippina (ispettore superiore Aida Fariscal) spiega:
But, Philippine and U.S intelligence officials said, the Bojinka operation called for a second, perhaps even more ambitious phase, as interrogators discovered when they pressed Murad about his pilot's license. All those years in flight school, he confessed, had been in preparation for a suicide mission. He was to buy, rent, or steal – that part of the plan had not yet been worked out – a small plane, preferably a Cessna, fill it with explosives and crash it into CIA headquarters.
There were secondary targets the terrorist cell wanted hit: Congress, the White House, the Pentagon and possibly some skyscrapers. The only problem, Murad complained, was that they needed more trained pilots to carry out the plot.
...
"The FBI knew all about Yousef's plans," she says. "They'd seen the files, been inside 603. The CIA had access to everything, too. Look," she adds, fishing in a plastic shopping bag for one of her most prized possessions, a laminated certificate of merit bearing the seal of the Central Intelligence Agency. "Awarded to Senior Inspector Aida D. Fariscal," it reads. "In recognition of your personal outstanding efforts and cooperation."
Traduzione
Ma fonti dell'intelligence filippina e americana riferiscono che l'operazione Bojinka prevedeva una seconda fase, forse perfino più ambiziosa, come hanno scoperto gli inquirenti che pressavano Murad per sapere della sua licenza di pilota. Tutti quegli anni nelle scuole di volo, ha ammesso, erano in previsione di una missione suicida. Avrebbe dovuto comprare, affittare o rubare – questa parte del piano non era stata ancora sviluppata – un piccolo aereo, preferibilmente un Cessna, riempirlo di esplosivo e schiantarlo contro i quartieri generali della CIA.
Vi erano bersagli secondari che i terroristi volevano colpire: il Congresso, la Casa Bianca e forse alcuni grattacieli. L'unico problema – aveva ammesso Murad – era che avevano bisogno di più piloti addestrati per portare avanti il piano.
"L'FBI sapeva tutto dei piani di Yousef" ha detto. "Loro hanno visto i files, dentro l'appartamento 603. Anche la CIA aveva accesso a ogni cosa. Guardi" aggiunge lei, pescando da una borsa della spesa uno dei suoi oggetti più preziosi, un attestato di riconoscimento in metallo con il simbolo della CIA. "Concesso all'Ispettore Superiore Aida D. Fariscal" si legge. "In riconoscimento del suo impegno e della sua cooperazione non comuni".
Fin qui però, niente di nuovo. Stiamo ancora parlando di Cessna riempiti di esplosivo.
Ma l'articolo poi più sotto aggiunge:
FBI spokesman John E. Collingwood denies that the bureau had advance knowledge of a plot to turn airliners into flying bombs.
Traduzione
Il portavoce dell'FBI John E. Collingwood smentisce che l'ufficio avesse una preventiva conoscenza di un piano per trasformare aerei di linea in bombe volanti.
Badate bene: la fonte parla di piccoli aerei carichi di esplosivo, informazione già nota. Collingwood smentisce tutt'altro: aerei di linea trasformati in bombe volanti.
E' chiaro che
Collingwood sta rispondendo a una domanda diversa, che riguarda aerei di linea (e quindi dirottamenti come quelli dell'11 settembre) e non semplici aerei da turismo riempiti di esplosivo.
Questa confusione tra "