2006/07/31

Indice delle "prove" di complotto indagate

Questo è un elenco delle principali ipotesi fatte dai complottisti che finora abbiamo investigato e controllato. Talvolta queste ipotesi sono presentate sotto forma di affermazione, ma questo non vuol dire affatto che siano esatte. Anzi, finora nessuna delle ipotesi è stata confermata dalle indagini, che hanno invece rivelato gravi errori e addirittura invenzioni e manipolazioni. Altro che "ricerca della verità".

Sono state controllate più di 110 ipotesi di complotto:
tutte sono risultate errate o false.
Chiedetevi perché.

Gli attentati in generale


Il PNAC e la "nuova Pearl Harbor": i neocon avevano previsto e auspicato gli attentati?
LA TEORIA: Un documento redatto prima degli attentati da un comitato politico neoconservatore, il Project for a New American Century, del quale facevano parte nomi di spicco del governo Bush Jr., prevede e auspica una "nuova Pearl Harbor" come giustificazione per ottenere la "rivoluzione" e il nuovo ordine mondiale. Cospirazionisti come Franco Cardini e gli autori di Loose Change identificano questa "nuova Pearl Harbor" negli attentati dell'11 settembre, che quindi fanno parte di un terribile piano neocon.
I FATTI IN BREVE: Il documento in questione, scaricabile e verificabile, in realtà cita semplicemente Pearl Harbor in una discussione tecnica sull'ammodernamento tecnologico delle forze militari statunitensi. Dice che se non ci sarà uno smacco militare paragonabile a Pearl Harbor, l'ammodernamento andrà a rilento perché i politici non ne percepiscono l'importanza e insistono nel finanziare sistemi d'arma faraonici invece di creare forze agili e snelle. Il documento parla, in particolare, della necessità di informatizzare i militari anche sul campo di battaglia. Nessun accenno a rivoluzioni o a considerazioni geopolitiche. La frase sulla "nuova Pearl Harbor" è stata tolta dal proprio contesto e manipolata per farla sembrare drammaticamente profetica.
Parole chiave: Franco Cardini, Loose Change, PNAC, Project for a New American Century, Wolfowitz, Cheney, Rumsfeld, quote mining.

L'inchiesta di Popular Mechanics è davvero scritta da un parente del capo della sicurezza nazionale USA e quindi è inaffidabile?
LA TEORIA: Numerosi complottisti, fra cui Giulietto Chiesa, Franco Cardini, Maurizio Blondet e gli autori di Loose Change, affermano che un articolo della celebre rivista che smentisce le principali ipotesi di complotto ricorrendo ad esperti di settore è una velina commissionata dal governo USA. La prova, secondo loro, è che l'autore, Benjamin Chertoff, è parente di Michael Chertoff, capo della sicurezza nazionale statunitense.
I FATTI IN BREVE: Una verifica diretta delle fonti (anzi, dell'unica fonte) rivela che la parentela non esiste, che i cospirazionisti si contraddicono (chi parla di nipote, chi di cugino) e che Benjamin Chertoff era soltanto uno dei tanti collaboratori; restano in ogni caso le dichiarazioni degli esperti di settore, che non lasciano dubbi e non cambiano a seconda delle ipotetiche parentele di chi le raccoglie. Ulteriori dettagli della questione, con la descrizione dei metodi da caccia alle streghe adottati dai complottisti, sono documentati in questo articolo.
Parole chiave: Christopher Bollyn, Giulietto Chiesa, Franco Cardini, Maurizio Blondet, Loose Change, Popular Mechanics, Benjamin Chertoff, Michael Chertoff, Franco Fracassi, Homeland Security.

La nota informativa segreta data a Bush il 6 agosto 2001 preavvisava degli attentati?
LA TEORIA: Un documento segreto informò Bush che bin Laden avrebbe compiuto gli attentati dell'11/9, e Bush non fece nulla, probabilmente per lasciarli accadere e avere una scusa per i propri piani di guerra.
I FATTI IN BREVE: Il documento è stato desegretato nel 2004; parla di bin Laden, già ben noto all'antiterrorismo da attentati precedenti, e dice che è "deciso a colpire negli Stati Uniti". Non dice né dove, né come, né quando: l'ipotesi del dirottamento è soltanto una delle tante piste che si seguivano all'epoca. Il documento assume un significato più sinistro soltanto con il senno di poi.
Parole chiave: Presidential Memo, Fayez Banihammad.

Perché il ministro della giustizia John Ashcroft fu preavvisato, insieme ad altri elementi di spicco dell'amministrazione USA, di non volare l'11 settembre?
LA TEORIA: Secondo alcuni complottisti, il ministro della giustizia John Ashcroft fu informato che doveva evitare di prendere linee aeree commerciali l'11 settembre 2001, alcuni ufficiali del Pentagono e il sindaco di San Francisco annullarono improvvisamente i loro piani di viaggio la sera prima dell’attacco, e fu annullata la partecipazione di Ariel Sharon ad un evento a New York City l’11 settembre 2001. Quindi qualcuno sapeva e li ha avvisati; quindi Ashcroft, Sharon, gli ufficiali del Pentagono (e, chissà perché, il sindaco di San Francisco) facevano parte del complotto.
I FATTI IN BREVE: Una semplice riflessione di buon senso fa notare che chiunque avesse fatto parte di un ipotetico complotto avrebbe saputo con precisione quali voli sarebbero stati dirottati e quindi non avrebbe avuto bisogno di evitare tutti i voli in generale o cambiare i propri piani.
Parole chiave: Ashcroft, David Ray Griffin, Willie Brown.

Che cosa prevedevano le norme del controllo del traffico aereo USA all'11 settembre 2001?
LA TEORIA: Secondo alcuni complottisti, la mattina dell'11 settembre i controllori del traffico aereo che seguivano i voli dirottati non rispettarono i regolamenti in vigore, che prevedevano di dare immediatamente l'allarme nel caso in cui un velivolo spegnesse il transponder di bordo. A riprova di questa affermazione citano le direttive in vigore.
I FATTI IN BREVE: Le direttive in vigore l'11 settembre del 2001 erano molto diverse da quelle attuali e non disciplinavano la situazione verificatasi quel giorno. L'articolo presenta le prove documentali delle norme in vigore all'epoca e ne sottolinea la profonda differenza, che ha influito non poco sulla reazione dei controllori di volo.
Parole chiave: ATC, dirottamento, FAA Order, codice 7500, transponder, intercettazione, 5 miglia.

Davvero la BBC dice che i dirottatori sono ancora vivi?
LA TEORIA: Un articolo della BBC afferma che vi sono dubbi sulle identità dei dirottatori e che alcuni di loro sono in realtà ancora vivi. Quindi la versione ufficiale è falsa.
I FATTI IN BREVE: L'articolo della BBC esiste e afferma quanto dichiarato dalla teoria complottista. Ma come molti altri articoli di numerose testate scritti nei giorni immediatamente successivi agli attentati e prima del rilascio delle foto identificative dei terroristi, si basa su informazioni frammentarie, dispersive e obsolete. In quei primissimi giorni, finché non furono pubblicate le foto dei terroristi, le loro identità furono spesso confuse con quelle di omonimi o quasi omonimi. Le stesse testate hanno poi pubblicato articoli di aggiornamento che chiariscono i dubbi iniziali, ma i complottisti fanno finta che questi articoli non esistano. Nessuna delle persone identificate come terroristi dalle indagini si è mai presentata o ha mai fatto pervenire rivendicazioni dopo l'11/9. In molti casi, i genitori dei terroristi ammettono la morte dei propri figli.
Parole chiave: dirottatori, omonimia, BBC.

Le telefonate dai quattro voli dirottati erano impossibili?
LA TEORIA: Varie fonti complottiste sostengono che le telefonate dei passeggeri dei voli dirottati sarebbero false, perché i telefoni cellulari non funzionano sui voli di linea.
I FATTI IN BREVE: La quasi totalità delle telefonate non è stata effettuata con telefoni cellulari, ma con gli Airfone: i telefoni di bordo di cui sono dotati molti velivoli di linea. Talvolta le agenzie di stampa, soprattutto nei primi, concitati giorni dopo gli attentati, hanno parlato genericamente di telefonate effettuate con cellulari. Le poche e frammentarie telefonate effettivamente fatte tramite telefoni cellulari sono state effettuate da quote basse, alle quali questi telefoni possono funzionare, ma hanno avuto durate brevissime. Soltanto due sono riuscite a prendere a linea.
Parole chiave: Airfone, Airphone, telefonate, cellulari.

Gli attentati sono stati davvero troppo perfetti per essere stati compiuti da persone esterne all'apparato militare USA?
LA TEORIA: L'inquietante efficacia e precisione degli attacchi indica chiaramente che è impossibile che siano opera di piloti non professionisti. Quindi i dirottamenti non possono essere stati realizzati dai terroristi.
I FATTI IN BREVE: Chi sostiene che i terroristi siano stati troppo professionali e precisi dimentica che gli attentati sono stati in realtà assai meno precisi del previsto e che i dirottatori hanno commesso numerosi errori vistosi. Per esempio, gli attentatori hanno fallito un attentato su quattro. Hanno scambiato ripetutamente il pulsante della radio con quello dell'interfono: credevano di parlare ai passeggeri mentre in realtà le loro voci arrivavano alle torri di controllo. Le manovre compiute dai piloti dirottatori furono disordinate e ad alto rischio d'insuccesso. Il secondo aereo al World Trade Center colpì di spigolo la torre, lasciando intatta una scala d'emergenza e lasciando quindi una via di fuga. L'orario degli attentati fu troppo anticipato, per cui le Torri Gemelle non erano ancora piene di persone.
Parole chiave: piloti militari, errori.

E' vero che il complotto poteva essere organizzato da poche persone in posti di potere?
LA TEORIA: Bastavano poche persone a conoscenza del complotto; gli altri sarebbero stati esecutori inconsapevoli.
I FATTI IN BREVE: Per ordire la messinscena ipotizzata dai complottisti occorrerebbe in realtà coinvolgere migliaia di persone, che se anche non fossero state consapevoli del loro ruolo all'epoca, lo sarebbero diventate al verificarsi degli attentati. Basta fare qualche calcolo semplice e ragionevole: ci voleva qualcuno che piazzasse le cariche di demolizione al World Trade Center, qualcuno che falsificasse le liste dei passeggeri, qualcuno che sostituisse un missile all'aereo caduto sul Pentagono, qualcuno che falsificasse i test del DNA delle vittime, qualcuno che scavasse una buca di nascosto in un campo a Shanksville e vi collocasse un po' di macerie, qualcuno che installasse dei radiocomandi sugli aerei dirottati, qualcuno che li radiocomandasse, qualcuno che dipingesse con i colori della American Airlines e della United Airlines alcuni aerei militari, qualcuno che uccidesse i passeggeri dei voli dirottati, qualcuno che falsificasse le telefonate dei passeggeri dirottati... tutte cose alle quali non si può partecipare inconsapevolmente. Inoltre i controllori di volo civili avrebbero dovuto mentire, i pompieri che videro i danni al WTC7 e ne previdero il crollo avrebbero dovuto mentire, tutti gli ingegneri strutturisti del mondo dovrebbero mantenere il silenzio e confermare omertosamente una dinamica falsa dei crolli. Sarebbero serviti anche dei colossali energumeni per piazzare le cariche esplosive nel World Trade Center privo di corrente elettrica per azionare ascensori e montacarichi. E nessuna di tutte queste persone dovrebbe mai parlare, neppure in punto di morte, né lasciarsi sfuggire involontariamente qualche rivelazione.
Parole chiave: organizzazione, Hulk, Superman, Fantastici Quattro.

Gli aerei dirottati erano radiocomandati?
LA TEORIA: Gli aerei di linea sono dotati di un radiocomando d'emergenza, oppure gli aerei dirottati furono pilotati tramite un radiocomando installato appositamente. Non furono quindi i dirottatori a pilotarli: è l'unico modo per spiegare il loro comportamento.
I FATTI IN BREVE: Non esiste alcun dispositivo di radiocomando d'emergenza installato di serie a bordo degli aerei di linea: è un'invenzione dei complottisti. Non esiste alcuna prova di un'installazione di un dispositivo del genere negli aerei dirottati. L'affermazione complottista secondo la quale i Boeing dirottati sarebbero stati in realtà radiocomandati non è supportata da alcun dato concreto, ma soltanto da accostamenti selettivi di fatti in realtà scollegati.
Parole chiave: radiocomando, Unmanned Aerial Vehicle, UAV, Global Hawk, NASA, Boeing 707, Christopher Bollyn, Eric Hufschmid.

Un altro aereo contro un grattacielo di New York: il Cirrus di Cory Lidle
LA TEORIA: E' impossibile che un aereo possa sorvolare impunemente New York: verrebbe intercettato e abbattuto. E' impossibile che i documenti dei dirottatori siano sopravvissuti allo schianto contro gli edifici, come dicono le autorità USA.
I FATTI IN BREVE: Lo schianto, nell'ottobre del 2006, del Cirrus RS20 del campione di baseball Cory Lidle contro il grattacielo Belaire a Manhattan mostra alcune analogie con gli attacchi dell'11 settembre. Neppure la vigilanza maggiorata post-11/9 è riuscita a impedire lo schianto, e i documenti delle persone a bordo del Cirrus sono sopravvissuti all'impatto e al successivo incendio.
Parole chiave: Cirrus RS20, Belaire, Corey Lidle, passaporto.

I sondaggi dicono davvero che molti americani credono alle ipotesi di complotto?
LA TEORIA: I sondaggi effettuati dalla Zogby dimostrerebbero, secondo i complottisti, che gran parte degli americani sostiene la versione complottista degli avvenimenti dell'11 settembre.
I FATTI IN BREVE: In realtà le domande poste da questi sondaggi sono estremamente vaghe (non chiedono "secondo lei al Pentagono è caduto un aereo di linea?" ma "secondo lei il governo ha detto tutto?") e si prestano ad interpretazioni faziose dei risultati. E' interessante notare che da quando il complottismo ha aumentato la propria attività, il numero di americani che crede alla ricostruzione "ufficiale" è in realtà aumentato.
Parole chiave: Zogby, sondaggi, scettici.

La presunta straordinaria sincronizzazione dei voli dirottati, prima versione
LA TEORIA: Luogocomune.net, sito complottista italiano, afferma che vi sarebbe una sincronizzazione anomala e sospetta fra i quattri voli dirottati, tanto da far pensare a una regia esterna.
I FATTI IN BREVE: I dati su cui si basa la presunta sincronizzazione sono inventati di sana pianta: gli orari degli eventi vengono falsificati e adattati per conformarli alla teoria. I complottisti sono stati colti più volte a citare fonti giornalistiche alterandone i dati e sbandierandole come fonti per questa teoria. La lettura corretta dei dati originali mostra che in realtà non c'è nulla di anomalo.
Parole chiave: voli sincronizzati, Massimo Mazzucco, Inganno Globale, regia esterna.

La presunta straordinaria sincronizzazione dei voli dirottati, seconda versione
LA TEORIA: Luogocomune.net aggiorna la propria teoria dei voli sincronizzati grazie a una regia esterna, fornendo (una volta tanto) le fonti per la propria cronologia: un articolo della CNN datato 2002.
I FATTI IN BREVE: Una rapida verifica di questa cronologia della CNN rivela che Luogocomune l'ha manipolata e falsificata a vantaggio della propria ipotesi di complotto.
Parole chiave: voli sincronizzati, Massimo Mazzucco, Inganno Globale, regia esterna, CNN.

"Insider trading": qualcuno che sapeva in anticipo degli attentati ne approfittò per speculare in Borsa?
LA TEORIA: Alcune strane operazioni di Borsa eseguite nei giorni precedenti gli attentati dimostrano una speculazione da parte di persone o organizzazioni che conoscevano in anticipo la data degli attentati e le compagnie aeree coinvolte.
I FATTI IN BREVE: Una serie di indagini giornalistiche (non governative), condotte per esempio dal San Francisco Chronicle, dimostra che in realtà le transazioni sospette hanno tutte giustificazioni e origini più che ragionevoli e normali. Sembrano anomale se, come fanno spesso i complottisti, le si prende fuori dal loro contesto e se ne seleziona soltanto una parte.
Parole chiave: insider trading, speculazione, Borsa, azioni, put option.

E' davvero impossibile spegnere il transponder in volo?
LA TEORIA: La versione ufficiale dice che i dirottatori spensero i transponder (localizzatori radio) dei velivoli dirottati, in modo da rendere difficile il loro tracciamento. Ma secondo i complottisti, quest'operazione è impossibile da effettuare in volo e quindi dimostra un appoggio logistico e tecnico a terra.
I FATTI IN BREVE: Una semplice domanda a un pilota professionista rivela che per spegnere un transponder è sufficiente girare su "OFF" l'apposita manopola prevista sul cruscotto.
Parole chiave: pilota, transponder, manopola, cruscotto.

Quanto tempo serve per affiancare un aereo che non risponde alle comunicazioni?
LA TEORIA: Il film-inchiesta "Inganno Globale" di Massimo Mazzucco sostiene che bastano pochi minuti per intercettare un volo che non risponde alle chiamate da terra. Molti complottisti affermano che i caccia intercettavano abitualmente, e in pochi minuti, gli aerei di linea che non rispondevano alle comunicazioni.
I FATTI IN BREVE: L'affermazione di Mazzucco non è documentata ed è in completo contrasto con la casistica delle intercettazioni pre- e post-11/9: in realtà, l'unica intercettazione in territorio americano avvenne nel 1999 e richiese ben 79 minuti per un aereo che non fece nulla per nascondersi: il jet del campione di golf Payne Stewart. Tutte le altre intercettazioni documentate avvennero fuori dai confini degli Stati Uniti, non sul territorio USA. Vi sono inoltre altri casi, verificatisi dopo gli attentati, che dimostrano che ancor oggi l'operazione non è affatto così rapida come dichiarato dai complottisti.
Parole chiave: affiancamento, Payne Stewart, Helios 522, Frank Corder, Tampa Bay, Corey Lidle.

L'impossibile omertà
LA TEORIA: La cospirazione è stata tenuta perfettamente segreta; tutte delle persone coinvolte ai vari livelli sono abituate alla totale fedeltà e riservatezza.
I FATTI IN BREVE: L'omertà totale necessaria per un'operazione vasta e segreta come quella ipotizzata dai complottisti è impossibile, come dimostrato dall'arresto per falsa testimonianza del coordinatore delle analisi dentali per il riconoscimento dei resti umani al World Trade Center.
Parole chiave: Jeffrey Burkes, analisi dentali.

Guerre Stellari spiega il complottismo
LA TEORIA: Guerre Stellari, in particolare l'ultimo film della saga, è un messaggio in codice che allude all'autoattentato.
I FATTI IN BREVE: Qualsiasi storia, se tagliuzzata e manipolata opportunamente con un'impostazione paranoica e complottista, si presta ad essere interpretata come prova di cospirazione. A titolo dimostrativo, viene costruita una teoria di complotto partendo dalla trama del film. La quantità di "prove" di complotto che emerge dal film è sorprendente.
Parole chiave: Star Wars, Sith, Han Solo, 911truth.org, inside job.




Il coinvolgimento di Osama bin Laden e Al Qaeda


Perché i membri della famiglia di bin Laden furono evacuati di corsa dagli USA mentre i voli civili erano ancora bloccati?
LA TEORIA: Secondo i complottisti, alcuni familiari di bin Laden sarebbero stati portati fuori dagli Stati Uniti con dei voli speciali, prima che venisse revocato il blocco totale dei voli civili il 13 settembre. Questo proverebbe uno strano legame fra il governo USA e Osama bin Laden.
I FATTI IN BREVE: I familiari (che, fra l'altro, hanno disconosciuto Osama sin dal 1994 e quindi c'entrano con lui ben poco, anche perché la famiglia è vastissima) partirono il 20 di settembre.
Parole chiave: bin Laden, familiari, FBI, Baltimore Field Office, Newark, Tampa, Lexington.

Come fu possibile additare così rapidamente Osama bin Laden come mandante?
LA TEORIA: I complottisti trovano sospetta la facilità con la quale Osama bin Laden fu accusato di essere il mandante degli attentati dell'11 settembre. Come facevano gli americani ad avere già queste certezze poche ore dopo gli attentati?
I FATTI IN BREVE: E' sufficiente rivedere le registrazioni delle dirette dell'11 settembre per accorgersi che furono i giornalisti, non le autorità USA, a fare il nome di bin Laden sin dalle prime ore. L'articolo indica le fonti dalle quali reperire queste registrazioni, che gettano luce sulla realtà di quel giorno terribile. Per esempio, la BBC propose subito bin Laden come probabile mandante, facendo notare che si era pensato a lui anche in un'altra occasione di attentato (la bomba al Murrah Building in Oklahoma). Anche prima dell'11 settembre, sospettare il coinvolgimento di Osama bin Laden in un attentato era normale e giustificato da attentati precedenti commessi da bin Laden e Al Qaeda.
Parole chiave: bin Laden, dirette, BBC, Conspiracy Central, Bittorrent.

Tutte le rivendicazioni di Al Qaeda
LA TEORIA: bin Laden non ha mai ammesso di aver organizzato gli attentati e non ci sono prove che lo legano agli attentatori.
I FATTI IN BREVE: Viene presentato un elenco dettagliato di tutte le dichiarazioni video e audio di bin Laden e dei suoi seguaci e dei video che mostrano insieme il leader di Al Qaeda e i dirottatori. Il video che i complottisti ritengono essere falso per via di un sosia per nulla somigliante è presentato nella sua versione originale, senza le distorsioni di duplicazione e conversione che hanno alterato l'immagine di bin Laden.
Parole chiave: Moussaoui, bin Laden, Al Zawahiri, Yosri Fouda, Abdulaziz Al Omari, Ahmed Al Nami, Hamza Al Ghamdi, Saeed Al Ghamdi, Wail Al Shehri, Mohamed Atta, Ziad Jarrah.

Perché il video in cui "bin Laden" descrive il suo ruolo negli attentati mostra un sosia che non gli somiglia affatto?
LA TEORIA: Il video diffuso dalle autorità statunitensi a dicembre 2001, nel quale bin Laden descrive chiaramente ai propri seguaci numerosi dettagli relativi all'organizzazione degli attentati, è un falso: la persona raffigurata nel video non somiglia affatto a bin Laden.
I FATTI IN BREVE: I complottisti scelgono un fotogramma specifico tratto da una copia di pessima qualità che ha subito uno schiacciamento verticale che deforma le fisionomie. Esaminando l'intero filmato e correggendo lo schiacciamento, la somiglianza è perfetta. Non solo: se quello fosse un sosia, come mai i seguaci mostrati nel video non se ne sono accorti?
Parole chiave: Khaled Al-Harbi, Ayman Al-Zawahiri, Suleiman Abu Ghaith, Kandahar, Jalalabad

Perché gli accusati degli attentati non hanno confessato?
LA TEORIA: Non vi sarebbero rivendicazioni rilasciate volontariamente da coloro che le autorità americane accusano di aver ordito gli attentati.
I FATTI IN BREVE: A marzo 2007 è stata rilasciata la trascrizione delle dichiarazioni di Khalid Sheikh Mohammad, accusato di essere il principale organizzatore materiale degli attentati. La dichiarazione, resa di fronte alle autorità militari che detengono Khalid Sheikh Mohammad, conferma quanto da lui dichiarato spontaneamente quando era ancora in libertà durante un'intervista ad Al Jazeera e al Sunday Times: afferma di aver organizzato gli attentati "dalla A alla Z". Ulteriori approfondimenti sono forniti in questo articolo.
Parole chiave: KSM, Khalid Sheikh Mohammad, Al Libi, Afghanistan, Yosri Fouda, Nick Fielding, Daniel Pearl, Ramzi Binalshibh.

Prove video dei legami fra i dirottatori e Osama bin Laden
LA TEORIA: Non ci sono prove di rapporti fra bin Laden e i dirottatori identificati dalle autorità americane.
I FATTI IN BREVE: A ottobre 2006 è stato rilasciato un video che mostra Osama bin Laden in compagnia di due dei dirottatori.
Parole chiave: video, Times, Osama bin Laden, Ziad Jarrah, Mohammed Atta.




Pentagono: in generale


Perché il buco al Pentagono è così piccolo?
LA TEORIA: La teoria complottista più diffusa vuole che il buco sulla facciata del Pentagono sia troppo piccolo rispetto alle dimensioni di un aereo di linea.
I FATTI IN BREVE: Le misure dei danni e dello sfondamento della facciata sono in realtà perfettamente compatibili con le dimensioni di un Boeing 757. I complottisti mostrano sempre foto nelle quali le vere dimensioni della breccia sono occultate dai getti degli idranti o dal fumo. In realtà, molte altre foto mostrano inequivocabilmente che al piano terra, la facciata del Pentagono è sfondata per una larghezza di 35 metri e riporta danni gravi lungo una cinquantina di metri, perfettamente compatibili con le dimensioni di un Boeing 757. E ci sono oltre 80 testimoni oculari.
Parole chiave: buco, facciata, sfondamento, dimensioni, breccia.

Thierry Meyssan e la teoria del Boeing fantasma al Pentagono
LA TEORIA: Il libro del pioniere del complottismo, Thierry Meyssan, intitolato L'Effroyable Imposture, sostiene che nessun aereo si abbattè sul Pentagono.
I FATTI IN BREVE: Le immagini che mostra Meyssan sono scelte ad arte per nascondere l'evidenza dei danni e dei rottami. L'autore ignora anche le numerose testimonianze oculari che lo contraddicono, e incassa oltre un milione di euro dalle vendite del libro.
Parole chiave: Thierry Meyssan, L'Effroyable Imposture.

Perché Donald Rumsfeld ha ammesso che un missile ha colpito il Pentagono?
LA TEORIA: Donald Rumsfeld ha ammesso l'utilizzo di un missile contro il Pentagono in una dichiarazione pubblica che poi è stata cancellata.
I FATTI IN BREVE: Le parole attribuite a Rumsfeld provengono da un'intervista alla rivista Parade. L'intervista non è stata cancellata, ma è tuttora presente sul sito del Dipartimento della Difesa, che sembra un luogo poco adatto per una confessione di colpa del genere. Rumsfeld parla effettivamente di "missile", ma le sue parole fanno parte di una trascrizione che contiene errori. Uno di questi errori ha creato la frase riguardante il missile: Rumsfeld aveva detto "come un missile" (un paragone riferito all'aereo) ma è stato trascritto "e un missile".
Parole chiave: Rumsfeld, Giulietto Chiesa, missile.

Come mai la difesa antiaerea del Pentagono non è intervenuta?
LA TEORIA: Alcuni complottisti sostengono che il Pentagono sia protetto da batterie antiaeree che non sono intervenute intenzionalmente, in modo da consentire all'aereo dirottato di colpire l'edificio.
I FATTI IN BREVE: Nessuno dei complottisti che sostiene questa teoria è in grado di fornire la benché minima documentazione che confermi questa presenza di batterie antiaeree. I fatti dimostrano invece che non vi è alcuna forma di difesa antiaerea al Pentagono e che non sarebbe possibile fornirla per via della vicinanza dell'aeroporto civile Reagan, la cui pista è a soli 1200 metri dal Pentagono. L'arsenale USA, inoltre, non dispone di armi utilizzabili per abbattere un aereo di linea in volo radente sopra un centro abitato.
Parole chiave: Stinger, Patriot, Jane's, Bear, Cheyenne Mountain, missile.

Perché molte finestre del Pentagono sono misteriosamente intatte?
LA TEORIA: Alcune finestre del Pentagono poco distanti dal punto d'impatto dell'aereo sono rimaste misteriosamente intatte.
I FATTI IN BREVE: L'apparente anomalia è dovuta al fatto che si tratta di finestre antibomba, installate proprio come misura antiterrorismo nell'ambito di un piano di rinnovamento generale del Pentagono concepito per aumentarne la sicurezza (è un edificio costruito di corsa negli anni Quaranta): finestre del peso di oltre una tonnellata ciascuna, infisse in un telaio d'acciaio e installate nella sezione del Pentagono colpita, che era in corso di ristrutturazione da tempo.
Parole chiave: finestre, rinnovamento, anti-bomba, Ken Hays, Masonry Arts, Murrah Building, Oklahoma City.

Come è possibile che uno sgabello rimanga intatto nella zona d'impatto e regga ancora il libro poggiatovi sopra?
LA TEORIA: Secondo il film-inchiesta Inganno Globale, uno sgabello (in realtà un leggio) rimasto intatto e visibile nello squarcio della facciata del Pentagono proverebbe che nessun aereo di linea ha impattato l'edificio. Il leggio addirittura regge ancora il libro poggiatovi sopra. Non è né spostato né bruciacchiato, e l'impatto di un aereo non può produrre un fenomeno simile.
I FATTI IN BREVE: Perché, un missile invece sì? Si tratta in realtà di uno dei tanti oggetti situati nelle zone che non sono state colpite direttamente dall'impatto e dal successivo incendio, ma sono state scoperchiate e portate alla luce soltanto dal successivo crollo della porzione di edificio colpita, avvenuto lungo i giunti di dilatazione della struttura, come avviene spesso in crolli di questo tipo. Il confronto con altri crolli dimostra infatti che questa situazione è del tutto comune.
Parole chiave: sgabello, leggio, Inganno Globale, Massimo Mazzucco, giunti di espansione.

E' stata una bomba? Confronto fra i danni interni al Pentagono e quelli dell'attentato-bomba al WTC del 1993
LA TEORIA: Nessun aereo ha colpito il Pentagono: i danni sono stati prodotti da una bomba collocata in precedenza o dalla testata di un missile che è entrato e poi è esploso.
I FATTI IN BREVE: Per valutare la plausibilità dell'ipotesi complottista secondo la quale il Pentagono sarebbe stato colpito da un missile la cui testata è poi esplosa, si sono confrontate le immagini dei danni all'interno del Pentagono e quelle dell'attentato-bomba al World Trade Center. Le differenze sono enormi e tali da rendere impossibile l'ipotesi di un missile. Hollywood ci ha abituati male: le esplosioni (quelle prodotte con gli esplosivi) non fanno coregrafiche palle di fuoco come quelle viste al Pentagono. Inoltre generano un'onda di pressione molto visibile, che scaglia oggetti in tutte le direzioni, mentre al Pentagono non ci sono macerie dell'edificio proiettate all'infuori (tranne qualche rottame d'aereo e non di missile). Le immagini dei danni interni mostrano colonne divelte e piegate in un'unica direzione, compatibile con la direzione di penetrazione di un aereo; un'esplosione le avrebbe piegate a raggiera.
Parole chiave: 1993, Ramzi Yousef, Cruise.

Perché le liste ufficiali dei passeggeri del volo 77 non contengono nomi arabi, men che meno quelli dei dirottatori?
LA TEORIA: Le liste dei passeggeri pubblicate poco dopo gli attentati non includono nomi arabi. Ma i dirottatori indicati dalla versione ufficiale avevano nomi arabi. Quindi quei dirottatori non erano a bordo.
I FATTI IN BREVE: Chi sostiene che non ci siano nomi arabi nella lista dei passeggeri del volo AA77 si basa su quella che in realtà è una lista non ufficiale e non completa, pubblicata frettolosamente dai media nei giorni immediatamente successivi agli attentati e riportante soltanto i nomi delle vittime. I nomi dei dirottatori sono citati a parte per distinguerli dalle vittime. Le liste ufficiali, invece, riportano tutti i passeggeri e anche i nomi dei dirottatori e i posti loro assegnati, ma i complottisti rifiutano di aggiornare i propri dati di partenza.
Parole chiave: passeggeri, vittime, dirottatori, CNN, Thomas R. Olsted, Sierra Times, AFIP.

Perché sopra il Pentagono volteggiano un Jumbo Jet e un C-130 militare durante l'attentato?
LA TEORIA: La presenza di grandi aerei militare in volo nelle vicinanze del Pentagono, dopo che è stato dato l'ordine nazionale di far atterrare tutti gli aerei, è considerata sospetta: forse si tratta dell'aereo usato dai militari per radiocomandare o dirigere il falso attentato.
I FATTI IN BREVE: Una postazione di comando e controllo volante, l'E-4B, è effettivamente visibile in alcuni filmati, ma la sua presenza non ha alcunché di anomalo: gli E-4B vengono utilizzati sistematicamente nelle situazioni d'emergenza (e l'11/9 fu sicuramente un'emergenza), e l'ordine di atterraggio valeva soltanto per gli aerei civili. L'E-4B era fra l'altro già in volo per una delle tante esercitazioni di routine. La presenza di un C-130 è documentata e non costituisce un mistero: si sa anche chi era ai comandi e che missione stava svolgendo.
Parole chiave: E-4B, Golfer-06, C-130.

Perché l'animazione del Volo 77 fornita dalle autorità non coincide con la versione ufficiale?
LA TEORIA: Il gruppo Pilots for 9/11 Truth ha ottenuto dall'NTSB un'animazione del Volo 77, basata sui dati della scatola nera, che ricostruisce una traiettoria molto differente da quella indicata in tutti gli altri rapporti governativi e tecnici; il Volo 77 non ha quindi colpito il Pentagono e i dati della scatola nera sono stati falsificati.
I FATTI IN BREVE: L'animazione è in realtà una bozza preliminare che non ha alcun carattere di ufficialità ed è stata rilasciata soltanto per rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge FOIA invocata da Pilots for 9/11 Truth. Inoltre viene da chiedersi perché i cospiratori dovrebbero falsificare i dati della scatola nera immettendovi delle informazioni che contraddicono la versione ufficiale. L'articolo è disponibile anche in versione inglese.
Parole chiave: Pilots for 9/11 Truth, Pier Paolo Murru, NTSB.

Quanto è difficile estrarre i dati da una "scatola nera"?
LA TEORIA: Il gruppo Pilots for 9/11 Truth ha ottenuto dall'NTSB i dati della "scatola nera" del Volo 77 e li ha analizzati, giungendo alla conclusione che sono manipolati.
I FATTI IN BREVE: Il confronto con la documentazione dell'NTSB riguardante un incidente aereo avvenuto poche settimane dopo l'11 settembre rivela che l'estrazione corretta dei dati da una "scatola nera" è tutt'altro che banale e richiede competenze tecniche che anche un pilota d'aereo non ha e non è peraltro tenuto ad avere. Un'estrazione amatoriale può portare facilmente a grossolani errori d'interpretazione a causa del modo particolare in cui vengono registrati i dati, che non sempre hanno una sincronizzazione perfetta.
Parole chiave: Pilots for 9/11 Truth, FDR, animazione, NTSB.




Pentagono: i filmati dell'impatto


Che cosa mostrano realmente i due filmati dell'impatto al Pentagono, ripresi dalle telecamere di un parcheggio del complesso?
LA TEORIA: Nei filmati ripresi dal parcheggio del Pentagono non si vede alcun aereo, ma soltanto una palla di fuoco. Quindi l'aereo non c'era, o c'era qualcos'altro che è stato cancellato dai filmati.
I FATTI IN BREVE: Nei due filmati delle telecamere di sorveglianza di un parcheggio del Pentagono che hanno ripreso lo schianto, la qualità è bassissima e quello che si vede non è risolutivo. La registrazione ha una cadenza di un fotogramma al secondo, per cui era improbabile che immortalassero un aereo che attraversasse il loro campo visivo a 850 km/h (236 metri al secondo). Inoltre l'immagine è distorta dall'uso di un obiettivo grandangolare, che allontana tutti gli oggetti che non sono vicinissimi alla telecamera. Una ricostruzione digitale effettuata da Mike Wilson dimostra quali sarebbero state le effettive dimensioni visive del Boeing 757 in queste condizioni e suggerisce che almeno due dei fotogrammi mostrino effettivamente l'aereo, ma in modo talmente sfocato da rendere incerta ogni identificazione.
Parole chiave: telecamere, video, filmati, parcheggio, Dipartimento di Giustizia, Judicialwatch.

Cosa si vede nel filmato della stazione di servizio Citgo?
LA TEORIA: Le telecamere di sorveglianza della stazione di servizio situata nelle vicinanze del Pentagono hanno ripreso l'impatto: perché non vengono mostrate le registrazioni?
I FATTI IN BREVE: In realtà è stata rilasciata la registrazione delle telecamere di questa stazione di servizio, e mostra tutt'altro che l'impatto. Essendo telecamere adibite alla sorveglianza delle pompe di benzina, inquadravano appunto le pompe di benzina. In ogni caso, la qualità delle immagini è talmente scarsa da non fornire alcun elemento utile.
Parole chiave: Citgo, video, benzina, stazione di servizio.

Che fine hanno fatto i filmati delle telecamere dell'hotel Sheraton?
LA TEORIA: L'FBI sequestrò dall'hotel Sheraton, nelle vicinanze del Pentagono, un filmato delle telecamere di sorveglianza che mostra la facciata del Pentagono prima, durante e dopo l'impatto. Il filmato viene tenuto misteriosamente segreto.
I FATTI IN BREVE: Il filmato dell'hotel Sheraton non esiste: è il frutto di un'errata deduzione, fatta sulla base di una dichiarazione giornalistica che parlava genericamente di un albergo situato vicino al Pentagono. L'albergo è invece il Doubletree, e il filmato è stato rilasciato. Mostra la palla di fuoco e l'incendio generati dall'impatto, ma da un'angolazione tale da non poter mostrare l'aereo. Si possono comunque fare alcune considerazioni per escludere alcuni scenari.
Parole chiave: Doubletree Crystal City, video, albergo, Sheraton, telecamera, Gertzfile.com, Skydome.

Come mai, secondo uno studio italiano, i filmati dell'impatto sono ritoccati?
LA TEORIA: Uno studio pubblicato dal ricercatore italiano Pier Paolo Murru teorizza che l'aereo sia stato ripreso nei filmati rilasciati dal Pentagono ma sia stato cancellato.
I FATTI IN BREVE: Le ipotesi non sono sufficientemente verificate e il metodo di lavoro contiene varie inesattezze. Il ricercatore si basa su assunti ipotetici (non conosce neppure il modello di telecamera e di sistema di registrazione) che possono falsare completamente i risultati. In realtà, usando le fonti più dirette ed evitando gli artefatti delle eccessive elaborazioni delle immagini, si scopre che un oggetto c'è, ed ha una forma compatibile con quella di un aereo della American Airlines, come descritto in questo articolo.
Parole chiave: video, emitter, Pier Paolo Murru, booleana.

E' vero che mancano dei fotogrammi nei video ufficiali dell'impatto?
LA TEORIA: Secondo il regista Massimo Mazzucco, il confronto dei due filmati delle telecamere dell'ingresso a un parcheggio del Pentagono dimostrerebbe che in uno dei due video sono stati soppressi dei fotogrammi.
I FATTI IN BREVE: La dimostrazione si basa su un errore nella sincronizzazione dei due filmati effettuata da Mazzucco, come lui stesso ha successivamente ammesso.
Parole chiave: fotogrammi mancanti, video, manipolazione, sincronizzazione.




Pentagono: tracce d'aereo


Davvero non ci sono foto dei rottami del Boeing al Pentagono?
LA TEORIA: Molte fonti complottiste, tra cui lo scrittore francese Thierry Meyssan, sostengono che al Pentagono non ci siano rottami d'aereo riconducibili a un Boeing 757 della American Airlines.
I FATTI IN BREVE: Le abbondanti evidenze fotografiche smentiscono quest'affermazione: i rottami d'aereo ci sono, e sono compatibili con un Boeing 757 specificamente del modello in dotazione alla American Airlines.
Parole chiave: Thierry Meyssan, Pentagate, rottami, Pentarottami.

Come mai i rottami sono così pochi? Confronto con lo schianto del volo El Al 1862 ad Amsterdam
LA TEORIA: Alcuni complottisti riconoscono la presenza di rottami d'aereo al Pentagono, ma obiettano che sono troppo piccoli e insufficienti a giustificare la presenza di un aereo di linea.
I FATTI IN BREVE: Il confronto fra lo schianto al Pentagono e l'impatto del volo El Al 1862 contro un edificio residenziale ad Amsterdam, nel 1992, rivela che in entrambi i casi restarono pochi e piccoli frammenti della grande carcassa del velivolo, a causa della combinazione dell'impatto, degli incendi e del crollo della struttura colpita. Inoltre l'aereo al Pentagono penetrò nell'edificio e vi rimase sepolto dentro, per cui è logico che i rottami presenti all'esterno siano pochi.
Parole chiave: El Al 1862, Amsterdam, Bijlmer.

Ulteriori indizi fotografici del passaggio di un aereo di grandi dimensioni
LA TEORIA: Il Boeing 757 al Pentagono non c'era; c'era in realtà un missile o un aereo più piccolo, ma non un aereo di linea.
I FATTI IN BREVE: Vi sono numerosi segni del passaggio di un velivolo di dimensioni compatibili con quelle di un Boeing 757 nella zona antistante il punto d'impatto al Pentagono: un generatore tranciato e spostato, segni di ali sulla facciata e pali della luce divelti lungo una fascia la cui larghezza è eccessiva sia per un missile, sia per un aereo di dimensioni minori di un aereo di linea.
Le fotografie ad altissima risoluzione della scena, inoltre, rivelano altri rottami d'aereo e tracce incompatibili con esplosioni.
Parole chiave: pali divelti, generatore, ali.

Perché la simulazione d'impatto della Purdue University non include i motori?
LA TEORIA: Un'università americana realizza una simulazione al computer dell'impatto, nella quale mancano i motori dell'aereo. I complottisti affermano che sono stati "dimenticati" perché incompatibili con le tracce lasciate dall'oggetto misterioso che ha in realtà (secondo loro) colpito realmente il Pentagono.
I FATTI IN BREVE: Leggendo la documentazione che accompagna la simulazione, si scopre che aveva il solo obiettivo di esplorare gli aspetti idrodinamici dell'impatto e in particolare l'effetto della massa di carburante contenuta nei serbatoi, lasciando perdere gli effetti (peraltro ben noti) dell'impatto dei motori. I motori non sono stati "dimenticati" per nascondere chissà cosa: sono stati omessi volutamente perché ininfluenti nello specifico contesto. La simulazione non è, e non pretende di essere, una ricostruzione completamente esatta dell'accaduto, ma si limita ad esplorare una parte dei fenomeni collegati all'impatto.
Parole chiave: Purdue, Problem Statement, airframe, Pentagon Building Performance Report, LS-Dyna, Mete A. Sozen.

Come avrebbe fatto un aereo di linea a colpire il Pentagono senza spostare le grandi bobine di cavo che stanno davanti al foro d'impatto?
LA TEORIA: Secondo molti complottisti, le grosse bobine di cavo antistanti la zona d'impatto al Pentagono sarebbero rimaste ferme durante il passaggio dell'oggetto che ha colpito l'edificio, e quindi non è possibile che l'oggetto impattante sia un aereo di linea.
I FATTI IN BREVE: L'analisi delle immagini mostra che le bobine sono danneggiate e spostate rispetto alla loro posizione iniziale e che non sono affatto situate a ridosso del foro d'impatto, ma a più di venti metri di distanza; il teleobiettivo usato per le foto comprime la prospettiva.
Parole chiave: rulli, bobine.




Pentagono: la manovra "impossibile"


Un pilota dilettante saprebbe comandare un aereo di linea? Chiediamolo a un esperto
LA TEORIA: I complottisti citano spesso le parole di Nela (o Nila) Sagadevan, che si definisce pilota e ingegnere aeronautico (senza fornire credenziali) e afferma che era impossibile per dei piloti di piccoli aerei, come lo erano i dirottatori, manovrare un aereo di linea nel modo in cui sono avvenuti gli attacchi dell'11 settembre, e che gli aerei di linea non possono volare rasoterra.
I FATTI IN BREVE: Le sue parole sono messe a confronto con l'analisi dell'italiano Giulio Bernacchia, pilota professionista con esperienza diretta di controllo del traffico aereo civile e militare, con 27 anni di esperienza di volo militare e civile, esperienza come istruttore ed esaminatore su simulatori, e pilota di AWACS. Bernacchia non rileva impossibilità negli eventi descritti dalla ricostruzione comunemente accettata e documentata degli attacchi, e indica che le manovre effettuate dai dirottatori sono fra le più semplici per chiunque abbia, come i dirottatori, esperienza di volo su aerei più piccoli ma meno automatizzati.
Parole chiave: Nila/Nela Sagadevan, Giulio Bernacchia, Warpaint of the Gods, Sri Lanka, Cessna 172, Flight Management System, waypoint, IFR, Zero Situational Awareness, Charles F. Burlingame, David Charlebois, Hani Hanjour.

L'effettivo grado di preparazione di Hani Hanjour
LA TEORIA: Hani Hanjour, il dirottatore che pilotò il Volo 77 contro il Pentagono, era un dilettante incompetente. E' impossibile che una persona del genere abbia compiuto le complesse manovre descritte dalla versione ufficiale.
I FATTI IN BREVE: Hanjour aveva conseguito una regolare licenza di volo commerciale riconosciuta dalla FAA, aveva accumulato 600 ore di volo e si era addestrato al simulatore del Boeing 737, che è un aereo estremamente simile al Boeing 757. Alcuni suoi istruttori dicono che non aveva la stoffa del pilota, ma non tanto da negargli la licenza di pilota commerciale. Alcune scuole di volo gli hanno rifiutato il noleggio di un aereo, altre glielo hanno concesso. Un istruttore dice di non avere dubbi che le capacità di Hanjour gli permettevano di puntare quel tipo di aereo contro un edificio largo oltre 400 metri e di colpirlo.
Parole chiave: Hani Hanjour, CRM, FAA, pilota commerciale, virata.

La scatola nera rivela una manovra tutt'altro che impossibile
LA TEORIA: Molti complottisti affermano che l'aereo che ha colpito il Pentagono ha compiuto una virata impossibilmente stretta prima di raggiungere il proprio bersaglio: una virata che soltanto un pilota espertissimo poteva compiere e che forse era addirittura insostenibile per la struttura stessa dell'aereo.
I FATTI IN BREVE: Questa teoria è "documentata" da un grafico di fonte ignota che fa schiantare l'aereo contro la facciata sbagliata del Pentagono. I dati delle scatole nere dell'aereo, invece, rivelano che la manovra non fu né acrobatica né strettissima, ma una tranquilla virata larga come la città di Milano.
Parole chiave: Massimo Mazzucco, Luogocomune.net, Inganno Globale, NTSB, Flight Path Study-American Airlines Flight 77, "scatole nere".

L'"effetto suolo" rende impossibile il volo rasoterra di un aereo di linea?
LA TEORIA: Il cosiddetto "effetto suolo" viene presentato dai complottisti come un ostacolo insormontabile al volo radente che il Boeing 757 dirottato deve aver effettuato per colpire il Pentagono al piano terra.
I FATTI IN BREVE: In realtà gli esperti dichiarano che l'effetto diminuisce all'aumentare della velocità e non impedisce affatto il volo radente, anche perché i computer che assistono il pilota nei moderni aerei di linea sono progettati appositamente per gestirlo. La controprova viene dalle simulazioni professionali e da alcuni voli radenti reali, documentati fotograficamente durante le esibizioni di aerei di linea.
Parole chiave: Aerospaceweb.org, Pentagon & Boeing 757 Ground Effect, ingegnere aerospaziale, Jeffrey A. Scott, effetto suolo, ground effect.

La pendenza del terreno antistante il Pentagono rende impossibile la traiettoria?
LA TEORIA: I complottisti affermano che davanti al Pentagono si trova una "collinetta" tale da impedire assolutamente un avvicinamento rasoterra dell'aereo in linea retta, senza correzioni rapidissime di assetto.
I FATTI IN BREVE: I rilievi altimetrici dimostrano che l'inclinazione è talmente graduale da non costituire un ostacolo.
Parole chiave: curve di livello, altimetria, Inganno Globale, Massimo Mazzucco.




World Trade Center 1 e 2 (le Torri Gemelle)


Come spiegano gli esperti il crollo così strano delle Torri Gemelle?
LA TEORIA: Il crollo delle Torri Gemelle è stato innaturale: troppo veloce, troppo verticale e ordinato, e con una strana polverizzazione del cemento. Tutti sintomi di una demolizione intenzionale e controllata.
I FATTI IN BREVE: Zdenek Bazant, professore di ingegneria civile e scienza dei materiali alla Northwestern University in Illinois, insieme ad altri esperti di settore, dimostra con dati e calcoli che tutti questi fenomeni sono anomali soltanto per i profani e sono invece perfettamente normali per gli esperti di settore. Anzi, qualsiasi comportamento differente sarebbe stato sospetto.
Parole chiave: NIST, Bazant, Greening.

Perché le torri sono crollate improvvisamente, senza dare alcun segno esteriore di cedimento?
LA TEORIA: Il crollo delle Torri Gemelle è stato inatteso e improvviso, senza indicazioni rilevabili di danni alla struttura che potessero preavvisare del crollo, e questo non è naturale.
I FATTI IN BREVE: In realtà numerose foto documentano che in entrambe le torri le colonne perimetrali della facciata si sono deformate verso l'interno dell'edificio diversi minuti prima del crollo. La deformazione ha superato il metro ed è stata prodotta, secondo i rapporti tecnici del NIST, dai solai imbarcati, che hanno tirato verso l'interno le colonne perimetrali alle quali erano legati. Questo è un fenomeno difficilmente spiegabile tramite l'uso di esplosivi o altri agenti distruttivi.
Parole chiave: NIST, inflessione, buckling, solai, insellamento.

Perché l'Ente per la Protezione dell'Ambiente disse che l'aria era sicura e respirabile, ma la gente muore di malattie polmonari?
LA TEORIA: Nei giorni immediatamente successivi agli attentati, l'EPA dichiarò la respirabilità dell'aria. Ma ci sono persone, fra i soccorritori e i comuni cittadini di New York, che sono malate o morte per malattie polmonari legate all'inalazione delle polveri del World Trade Center.
I FATTI IN BREVE: Questa è una teoria vera che si perde purtroppo nel baccano delle ipotesi complottiste. L'EPA effettivamente dichiarò che l'aria non era pericolosa, ma le autorità locali hanno riconosciuto che vi sono circa 15.000 persone affette da disturbi respiratori direttamente connessi agli attentati. Felicia Dunn-Jones, un'avvocatessa che lavorava vicino al WTC, è morta nel febbraio 2002 per cause dichiarate ufficialmente legate agli attentati, tanto che il suo nome verrà incluso negli elenchi ufficiali delle vittime. La stessa diagnosi è stata fatta per James Zadroga, soccorritore morto nel 2006.
Parole chiave: Felicia Dunn-Jones, James Zadroga, EPA, Environment Protection Agency, class action.

Le cianografie trafugate rivelano che il NIST ha mentito?
LA TEORIA: Una collezione di scansioni dei progetti del WTC, fatta pervenire ai complottisti in circostanze poco chiare da un informatore all'interno di uno studio legale, rivela che il rapporto ufficiale del NIST ha taciuto o fornito dati fuorvianti a proposito delle vere dimensioni delle colonne portanti per minimizzarne il ruolo e la robustezza, in modo da giustificare il crollo "naturale" delle Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: I rapporti del NIST non tacciono affatto, ma contengono dati dimensionali, schemi, sezioni, mappe di distribuzione, elenchi di materiali e fabbricanti di tutte le colonne del WTC. L'accusa al NIST di far sembrare le colonne meno robuste di quello che erano deriva in realtà dal fatto che i progetti trafugati sono i disegni architettonici, non quelli costruttivi (già disponibili da tempo agli addetti ai lavori e ai ricercatori), e quindi hanno soltanto indicazioni di massima riguardanti le colonne, inutilizzabili per valutare le dimensioni e la struttura delle colonne. Questo articolo è disponibile anche in versione inglese.
Parole chiave: NIST, blueprint, Steven Jones, cianografie.

William Rodriguez afferma che ci fu un'esplosione nei sotterranei prima dell'impatto dell'aereo
LA TEORIA: Un custode del World Trade Center dichiara di aver percepito nei piani interrati di una delle torri una forte esplosione che ha preceduto di uno o due secondi l'impatto dell'aereo. Quindi il WTC è stato minato.
I FATTI IN BREVE: Rodriguez ha iniziato a raccontare questa versione molto tempo dopo gli attentati: inizialmente parlava invece di un "rombo", come di tanti mobili spostati lungo un pavimento, non di "esplosione", e ha ribadito questa versione in almeno tre interviste fatte a caldo il giorno stesso degli attentati e nei giorni successivi. Il doppio rumore che ha sentito è probabilmente quello dell'impatto, trasmesso ad alta velocità dalla struttura dell'edificio alla velocità del suono nell'acciaio e più lentamente dall'aria circostante la torre. Non si capisce, inoltre, che senso avrebbe produrre un'esplosione ben 102 minuti prima del crollo.
Parole chiave: Giulietto Chiesa, American Scholars Symposium, Massimo Mazzucco, janitor, rombo, rumble, Aaron Brown, CNN, James Randi, sismografi.

Il World Trade Center il giorno prima degli attentati
LA TEORIA: Secondo alcuni complottisti, le torri gemelle del WTC furono minate di nascosto qualche giorno prima degli attentati, durante un'interruzione programmata dell'energia elettrica.
I FATTI IN BREVE: Esiste un video pubblico che mostra il WTC il 10 settembre 2001: il giorno prima degli attentati. Non vi è alcuna traccia di presenza di cariche esplosive o di alcuno dei tanti apparati ingombranti necessari per una demolizione effettuata tramite esplosivi.
Parole chiave: 10 settembre, Monika Bravo, Michael Richards, power down, Scott Forbes.

Come mai esiste un solo filmato del primo impatto?
LA TEORIA: I complottisti fanno riferimento a un solo filmato del primo impatto al WTC per le loro ipotesi e affermano, per esempio, che essendo un singolo filmato sarebbe stato facile falsificarlo.
I FATTI IN BREVE: Ricerche più approfondite dimostrano invece che i filmati sono almeno tre, concordano fra loro e provengono da varie angolazioni e fonti, ed è possibile che in futuro ne verranno divulgati altri, provenienti dalle webcam già piazzate all'epoca a riprendere il panorama di Manhattan.
Parole chiave: Naudet, Pavel Hlava, Wolfgang Staehle, Postmasters Gallery, Webcam, WNBC Skycam.

Nei cieli di New York vi erano molti piloti, testimoni anche fotografici degli impatti
LA TEORIA: Colpire le Torri Gemelle e il Pentagono con un aereo di linea è difficilissimo. Le Torri si confondono fra gli altri grattacieli, e il Pentagono è un oggetto piatto e basso che si perde in mezzo agli altri edifici della zona.
I FATTI IN BREVE: Al momento degli attentati al World Trade Center, lo spazio aereo intorno a Manhattan era solcato da numerosi piccoli velivoli privati, come consueto. Alcuni dei loro piloti hanno assistito agli impatti, e almeno uno di essi ha scattato delle fotografie che mostrano il secondo impatto e gli incendi conseguenti. Le sue immagini aeree mostrano inoltre chiaramente la facilità di avvistamento delle Torri Gemelle e la vicinanza del Pentagono all'aeroporto Reagan, e presentano la facciata colpita del Pentagono pochi giorni prima degli attentati.
Parole chiave: Maxho, Hectop, Hector, Cessna.

Perché la batteria di missili antiaerei installata sul WTC non è stata attivata?
LA TEORIA: Una lettera a un membro del Congresso chiede come mai non sono intervenute le batterie di missili antiaerei piazzate sulle Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: Si tratta di un parto della fantasia della scrivente, perché la cima delle Torri era visitabile e non c'era alcuna postazione antiaerea. E nessuno ha mai potuto documentarla in qualche modo.
Parole chiave: Marcy Gordon, membro del Congresso, batterie di missili antiaerei, Informationguerrilla, Weiner.

Perché le registrazioni dei sismografi dimostrano esplosioni?
LA TEORIA: Christopher Bollyn, giornalista dell'American Free Press, sostiene che i dati dei rapporti sismologici smentirebbero la versione ufficiale del crollo delle Torri Gemelle: i picchi improvvisi delle scosse sono dovuti alle esplosioni di una demolizione controllata.
I FATTI IN BREVE: Gli articoli di Bollyn dimostrano che i tracciati sismografici sono stati letti in modo incompetente e fazioso. Bollyn ha usato un tracciato a bassa risoluzione che fa sembrare che le scosse siano improvvise. Il tracciato ad alta risoluzione mostra invece scosse che aumentano in modo graduale.
Parole chiave: rapporti sismologici, Christopher Bollyn, Palisades.

Larry Silverstein ha lucrato sulle polizze del World Trade Center?
LA TEORIA: Silverstein, locatario del WTC, è accusato dai complottisti di aver guadagnato miliardi di dollari grazie alle polizze assicurative stipulate poche settimane prima degli attentati.
I FATTI IN BREVE: Una verifica approfondita, condotta dai giornali USA, rivela che Silverstein deve invece accollarsi il costo di ricostruzione.
Parole chiave: assicurazioni, Freedom Tower, Silverstein Properties, Forbes, Wall Street Journal.

Perché le autorità non rispondono alle ipotesi di complotto?
LA TEORIA: Le autorità e gli esperti snobbano le teorie di complotto e non si degnano di rispondere. Vuol dire che non sanno come rispondere e che quindi le teorie di complotto hanno rivelato qualcosa di imbarazzante.
I FATTI IN BREVE: Il NIST, prestigioso ente statunitense per la normazione e la tecnologia, ha pubblicato una serie di risposte alle domande più frequenti riguardanti le ipotesi alternative sugli attentati alle Torri Gemelle. Le sue parole, tradotte in italiano in quest'articolo, smentiscono categoricamente tutte le ipotesi proposte.
Parole chiave: NCSTAR, pancake, sbuffi, tracciati sismografici, velocità di caduta libera, acciaio "fuso", fumo nero e denso, termite, thermite, thermate.

Loose Change sostiene che il fuoco non può essersi propagato lungo i vani degli ascensori del World Trade Center
LA TEORIA: Il documentario complottista Loose Change afferma che la palla di fuoco prodotta dall'innesco del carburante subito dopo l'impatto non può aver viaggiato lungo i vani degli ascensori, perché i vani non percorrono l'intera altezza dell'edificio, ad eccezione degli ascensori espresso, che però sono situati lontano dagli altri e restarono in funzione.
I FATTI IN BREVE: L'esame delle piante autentiche delle Torri Gemelle rivela invece che gli ascensori erano tutti accorpati in un'unica zona e separati soltanto da fragili pareti in cartongesso, creando un canale di agevole propagazione delle fiamme. A questo si aggiungono numerose testimonianze che parlano di una palla di fuoco che ha raggiunto i piani inferiori dell'edificio e l'ingresso.
Parole chiave: Matrix, Popular Mechanics, Loose Change, express elevator, local elevator, skylobby, cartongesso, Rodriguez, Manu Dhingra.

Come mai la ditta israeliana Odigo, con sede al WTC, fu preavvisata degli attentati?
LA TEORIA: La Odigo, una società di messaggistica istantanea israeliana con sede al World Trade Center, sarebbe stata avvisata in anticipo degli attentati da un messaggio elettronico molto preciso, tanto da far evacuare i propri dipendenti.
I FATTI IN BREVE: La Odigo non ha mai avuto una sede al WTC. Il messaggio fu ricevuto dai suoi dipendenti in Israele, non a New York, e fu così vago che fu capito soltanto dopo gli attentati.
Parole chiave: Odigo, israeliani, messaggistica.

Non è strano che Marvin Bush, fratello del presidente USA, fosse a capo dell'azienda responsabile della sicurezza al World Trade Center? E che il suo mandato scadesse proprio l'11 settembre 2001?
LA TEORIA: Il guru complottista Alex Jones sostiene che il fratello del presidente George W. Bush era a capo della società che forniva i servizi di sicurezza al World Trade Center e che il suo contratto scadeva proprio il giorno degli attentati.
I FATTI IN BREVE: In realtà Marvin Bush era stato semplicemente uno dei membri del consiglio d'amministrazione di una delle tante società che si dividevano gli incarichi di sicurezza delle Torri Gemelle, non ne faceva più parte da tempo, e il contratto non scadeva affatto l'11 settembre. Ma la cosa più grave è che la fonte che Jones indica per questo scoop (un libro di Barbara Bush) in realtà non parla minimamente di questo argomento.
Parole chiave: Marvin Bush, Alex Jones, Barbara Bush, sicurezza, Stratesec, Securacom, Reflections, bugie.

Il fumo nero che usciva dalle Torri non è sintomo di incendi quasi estinti?
LA TEORIA: Una delle teorie più note del cospirazionismo sostiene che il fumo nero che si levava dalle Torri Gemelle indicherebbe che il fuoco all'interno era prossimo all'estinzione.
I FATTI IN BREVE: I confronti con altri incendi smentiscono qualsiasi nesso fra colore del fumo e vigore delle fiamme.
Parole chiave: fiamme, temperature, ossigeno, fumo nero, estinzione.

Davvero nessun ebreo è morto al WTC?
LA TEORIA: Una prova della cospirazione, secondo i sostenitori delle ipotesi alternative, è che l'elenco delle vittime al World Trade Center non riporta alcun israeliano. L'unico israeliano morto al WTC era un passeggero del volo 175.
I FATTI IN BREVE: L'affermazione è errata per il semplice fatto che israeliano ed ebreo non sono sinonimi e si può essere ebrei senza essere israeliani e viceversa. Quindi la mancanza di vittime israeliane non comporta affatto che non vi siano vittime di religione ebraica. Se è per quello, l'elenco delle vittime al WTC non include italiani, ma questo non vuol dire che l'Italia faceva parte della cospirazione.
Parole chiave: ebrei, israeliani.




WTC: presunti sintomi di demolizione controllata


I monconi di colonne tagliati in diagonale sono prova dell'uso di termite per la demolizione controllata?
LA TEORIA: Un'immagine di una colonna tagliata di sbieco, con vistosi segni di colatura di materiale fuso, è presentata come prova dell'uso di termite per tranciare le colonne in modo da indurre il collasso delle Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: La foto mostra in realtà una colonna tagliata con il cannello a gas dopo il crollo: lo dimostra il fatto che nelle foto delle ore successive al crollo non ci sono colonne tagliate in quel modo. Le colonne tagliate a becco di flauto compaiono solo quando arrivano le squadre di demolitori per rimuovere le macerie e abbattere i frammenti di colonna pericolanti. Le colonne conservate nell'hangar 17 dell'aeroporto Kennedy recano tagli diagonali analoghi. Un esperimento pratico di taglio al cannello di una lastra d'acciaio enorme dimostra la compatibilità delle colature presentate dai complottisti con quelle prodotte dal taglio a cannello. Questo articolo è disponibile anche in versione inglese; un approfondimento tecnico sul taglio dei metalli a Ground Zero è disponibile in inglese e in italiano.
Parole chiave: colonne, termite, cannello, metallo fuso.

Si può usare la termite per demolire un grattacielo?
LA TEORIA: Il professore di fisica Steven Jones afferma che il World Trade Center sarebbe stato demolito intenzionalmente usando una sostanza chiamata termite, che sprigiona un intensissimo calore che avrebbe tagliato le colonne portanti. A riprova di quest'affermazione presenta delle immagini di pozze di metallo fuso trovate fra le macerie delle Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: La termite genera effettivamente un calore elevatissimo, ma ha un'azione relativamente lenta e agisce per gravità: occorre appoggiarla o farla colare in qualche modo sopra l'oggetto da tagliare. Questo presupporrebbe, nel caso di taglio di colonne verticali, un ingombrantissimo dispositivo (in grado di resistere all'altissima temperatura) in grado di contenere la termite innescata e farla colare sulla colonna. Il tempo necessario per la fusione di una colonna grande come quelle del WTC, inoltre, è largamente superiore al tempo di crollo delle torri. Non sono state trovate tracce di questi contenitori tra le macerie, e nessuno degli inquilini del WTC li ha notati prima degli attentati, pur essendo le colonne visibili direttamente. Inoltre il calore generato dalla termite è intenso ma di breve durata e non consente di mantenere fuso il metallo per i tempi lunghissimi ipotizzati da Jones. Il calore sprigionatosi dalle macerie per ben 99 giorni richiede una fonte meno effimera della termite. Infine, le immagini che mostrano le presunte pozze sono foto truccate di cui è stato reperito l'originale, che mostra invece il bagliore delel luci dei soccorritori calatisi nelle voragini presenti tra le macerie. Il trucco è reso evidente anche dal fatto che i pompieri si affacciano disinvoltamente sul "metallo fuso" senza subirne alcuna ustione.
Parole chiave: termite, Steven Jones.

Come mai l'ingegner Gordon Ross ha dimostrato che il crollo delle Torri Gemelle non poteva avvenire?
LA TEORIA: Uno scozzese che si qualifica come ingegnere meccanico pubblica un documento nel quale dimostrerebbe che le Torri Gemelle non possono essere crollate per cause naturali.
I FATTI IN BREVE: Un esperto rileva i suoi errori fondamentali e ne smonta le prove.
Parole chiave: Gordon Ross, pancake.

Come mai Maurizio Blondet ha un esperto che conferma la demolizione?
LA TEORIA: Un professore di fisica italiano sostiene sul sito di Maurizio Blondet che le Torri Gemelle sono state demolite e che gli ingegneri civili lo sanno ma tacciono tutti per paura.
I FATTI IN BREVE: La verifica delle affermazioni del professore, tuttavia, dimostra che chi le fa ha una scarsa conoscenza dell'ingegneria strutturale e delle caratteristiche dell'acciaio in caso d'incendio. Ulteriori considerazioni su quest'analisi sono pubblicate in questo articolo e in questo.
Parole chiave: Effedieffe, Maurizio Blondet, Raffaele Giovanelli, Thomas Eagar, differenza di temperatura, ciminiere, patente di bufala, Tacoma, flutter, spalling, Monte Bianco, amianto, Renzo Piano.

Steven Jones presenta in un video il metallo fuso al WTC. Dimostra la presenza di esplosivi?
LA TEORIA: Il professore di fisica, esponente di spicco fra i sostenitori delle ipotesi di complotto, mostra immagini nelle quali vi sarebbe qualcosa di incandescente fra le macerie del World Trade Center. Secondo lui, l'unico modo in cui è giustificabile questo fenomeno è l'uso di esplosivi per demolire le Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: L'analisi del video rivela che le informazioni presentate sono fortemente incomplete e addirittura manipolate.
Parole chiave: Steven Jones, demolizione controllata, video, manipolazione, bugie.

Confronto con la demolizione della Landmark Tower a Fort Worth, Texas
LA TEORIA: Le Torri Gemelle sono state demolite mediante cariche esplosive accuratamente posizionate; non sono crollate a causa dell'impatto degli aerei e dei successivi incendi. Il loro crollo, infatti, ha tutte le caratteristiche di una demolizione controllata.
I FATTI IN BREVE: Il confronto fra il crollo delle Torri Gemelle e l'autentica demolizione controllata di uno dei grattacieli più alti mai demoliti con esplosivi dimostra che non c'è in realtà somiglianza fra i due eventi. Il crollo del WTC non manifesta le caratteristiche tipiche ed imprescindibili di una demolizione.
Parole chiave: Landmark Tower, demolizione controllata, sbuffi.

Sbuffi, fumo e incendi
LA TEORIA: Le torri del World Trade Center sono state demolite intenzionalmente; gli aerei e gli incendi non possono averle fatte crollare. Il fumo che si leva dagli incendi rivela il complotto prima del crollo; gli sbuffi che si notano durante il crollo sono detonazioni di esplosivo.
I FATTI IN BREVE: L'analisi delle volute di fumo che si levano dal World Trade Center in fiamme fornisce importanti informazioni riguardanti la natura e l'evoluzione degli incendi che hanno contribuito a causare il cedimento delle strutture e fa emergere profonde differenze rispetto a una demolizione controllata.
Parole chiave: sbuffi, fumo, incendi, demolizione.

Analisi della velocità di caduta delle Torri Gemelle
LA TEORIA: Molti complottisti ritengono che il crollo delle torri sia avvenuto a velocità da caduta libera, come se i piani sottostanti non avessero opposto resistenza; i piani, quindi, devono essere stati minati uno per uno.
I FATTI IN BREVE: L'esame delle immagini e dei filmati dei crolli mostra macerie di enormi dimensioni che precedono in caduta il fronte del crollo, indicando che l'avanzamento del fronte del crollo è avvenuto a velocità inferiore a quella di caduta libera e che quindi i piani sottostanti hanno in realtà opposto resistenza.
Parole chiave: demolizione controllata, velocità di caduta libera, fronte di crollo, macerie.

Le torri gemelle del World Trade Center sono davvero crollate in perfetta verticale?
LA TEORIA: Una percezione diffusa vuole che le torri siano cadute verticalmente su se stesse, in modo talmente composto e ordinato da suggerire una demolizione controllata.
I FATTI IN BREVE: L'esame dettagliato delle immagini e dei filmati meno noti rivela che i crolli sono tutt'altro che verticali e ordinati: le sommità si sono inclinate in modo asimmetrico e le macerie si sono distribuite irregolarmente tutto intorno alla pianta delle torri, devastando gli edifici adiacenti e anche quelli collocati a diverse decine di metri di distanza.
Parole chiave: demolizione controllata, inclinazione, sommità, distribuzione, macerie.

2nd Law and Order: ha senso invocare il Secondo Principio della Termodinamica?
LA TEORIA: Alcuni dei più famosi sostenitori delle ipotesi di complotto affermano che il crollo del World Trade Center violerebbe il Secondo Principio della Termodinamica se fosse avvenuto spontaneamente; pertanto, dicono, il crollo è stato indotto da forze non spontanee e questo prova il complotto.
I FATTI IN BREVE: Questa teoria si basa su interpretazioni e considerazioni scientificamente errate.
Parole chiave: Steven Jones, demolizione controllata, termodinamica.

La polverizzazione dei materiali durante il crollo dimostra la demolizione tramite esplosivi?
LA TEORIA: Il teologo David Ray Griffin sostiene che la polverizzazione dei materiali delle Torri Gemelle durante i loro crolli è sintomo di demolizione controllata. Altri complottisti parlano addirittura di "totale polverizzazione" delle macerie e dicono che questo non può avvenire per un normale crollo.
I FATTI IN BREVE: Il semplice esame delle immagini rivela che la polverizzazione è tutt'altro che totale, con centinaia di migliaia di tonnellate di macerie di enormi dimensioni, e il confronto con altri crolli non prodotti da demolizioni ma causati da eventi naturali rivela che i materiali cementizi tendono normalmente a polverizzarsi a causa delle forze in gioco.
Parole chiave: David Ray Griffin, polverizzazione, demolizione controllata, Massimo Mazzucco, Inganno Globale, Basilica di Assisi.

I sostenitori della teoria della demolizione controllata hanno credenziali autorevoli?
LA TEORIA: I fautori delle ipotesi alternative dichiarano spesso che le loro teorie sono basate sul lavoro di scienziati importanti ed autorevoli.
I FATTI IN BREVE: L'esame delle loro vere professioni rivela che nessuno di loro ha reale competenza nelle materie pertinenti lo studio di un crollo o di una demolizione di un edificio. Coloro che la competenza invece ce l'hanno, ossia gli esperti di settore di tutto il mondo, ritengono che il crollo del World Trade Center non sia affatto misterioso. Anzi, viene studiato in dettaglio perché contiene importanti lezioni per evitare disastri in altri grattacieli.
Parole chiave: demolizione controllata, esperti di settore, università, dipartimenti.

Come si realizza una vera demolizione controllata
LA TEORIA: Una delle teorie di complotto vuole che le Torri Gemelle siano state riempite di esplosivo di nascosto, durante sospette esercitazioni antincendio e nei weekend precedenti l'attacco.
I FATTI IN BREVE: Lo studio di una vera demolizione controllata di un grande edificio in acciaio alto 130 metri dimostra l'impossibilità di questa teoria: la preparazione è lunga e laboriosa e non si può assolutamente compiere senza lasciare tracce vistose e in poche ore o giorni.
Parole chiave: demolizione controllata, Steven Jones, Controlled Demolition Inc., Popular Mechanics, Hudson's Department Store, Detroit, 130 metri.

Complottisti: sarebbero bastati una tonnellata d'esplosivo speciale e una manciata di uomini. Esperti di demolizione: è fantasia pura
LA TEORIA: Il professor Steven Jones, noto sostenitore delle ipotesi di complotto, afferma che circa 1000 kg di esplosivo RDX, preposizionati da poche persone, sarebbero stati sufficienti a innescare il crollo delle Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: Jones è un professore di fisica, non un esperto di demolizioni. L'esperto di demolizioni Mark Loizeaux, rappresentante di una delle più grandi ditte del settore, dice che quello che afferma Jones è semplicemente impossibile: l'acciaio delle torri era troppo spesso e sarebbe stato necessario indebolirlo prima con appositi, vistosissimi tagli; ciascuna delle numerosissime cariche esplosive necessarie avrebbe avuto pesi dell'ordine dei quintali; e una squadra di 75 uomini avrebbe impiegato due mesi di lavoro impossibile da non notare. Tutto questo, naturalmente, lavorando senza dover agire di nascosto come ipotizzano i complottisti.
Parole chiave: Steven Jones, Controlled Demolition Inc, RDX, shaped charges, Mark Loizeaux.

Quali forze misteriose hanno scagliato lontano i frammenti delle Torri?
LA TEORIA: A detta dei complottisti, è necessario invocare forze misteriose per giustificare la proiezione di macerie a decine di metri dalla pianta delle Torri Gemelle.
I FATTI IN BREVE: Esistono forze naturali, presenti in qualsiasi crollo, che producono questi risultati, mentre le spiegazioni complottiste che ricorrono alla "termite" dimenticano che si tratta di una miscela incendiaria, senza alcun potere detonante e quindi incapace di proiettare macerie.
Parole chiave: Luogocomune.net, aste calastrellate, World Financial Center, travi conficcate.




WTC: gli impatti degli aerei


C'era appeso qualcosa, un "pod", sotto il secondo aereo al WTC?
LA TEORIA: In alcune foto dell'avvicinamento del secondo aereo al World Trade Center si scorge un rigonfiamento misterioso sotto l'aereo, come se vi fosse appeso qualcosa. Gli aerei di linea non hanno rigonfiamenti di questo genere, per cui l'aereo è stato modificato o non era un velivolo di linea. Solo i militari USA possono aver fatto una cosa del genere.
I FATTI IN BREVE: L'esame delle immagini e del loro reale contesto dimostra che nessun oggetto misterioso era appeso sotto ai Boeing 767 che hanno colpito le Torri Gemelle: chi ha interpretato le immagini scorgendovi un rigonfiamento anomalo è stato tratto in inganno da un semplice effetto ottico della livrea dei velivoli. Il "pod" è assente nelle altre foto dei velivoli. E' oltretutto assurdo pensare che gli organizzatori dell'attentato sarebbero stati così cretini da mettere in bella vista le prove della messinscena.
Parole chiave: Boeing 767, pod, livrea, United Airlines.

Cos'è il lampo anomalo all'impatto degli aerei contro il World Trade Center?
LA TEORIA: Siti come Luogocomune.net sostengono che il lampo visibile nei filmati al momento dell'impatto degli aerei contro le Torri Gemelle è stato provocato da uno sparo o da esplosivo nascosto negli aerei.
I FATTI IN BREVE: In realtà il fenomeno ha spiegazioni scientifiche più plausibili, non ultima la scarsa utilità dell'esplosivo quando già si dispone di un proiettile di oltre 100 tonnellate lanciato a 800 km/h: l'aereo stesso. Un ulteriore approfondimento, con numerose immagini, è disponibile in questo articolo.
Parole chiave: aerei, Boeing, muso, lampo, Sat1, Naudet.

Perché le Torri Gemelle non hanno retto all'impatto di un aereo, nonostante fossero progettate appositamente?
LA TEORIA: I complottisti sostengono che le torri del World Trade Center non possono essere crollate spontaneamente, in quanto progettate per sopportare l'impatto di un aereo di linea.
I FATTI IN BREVE: L'analisi dei dati tecnici di progettazione e le ammissioni dell'ingegnere che progettò la struttura rivelano che le torri erano concepite per reggere l'urto di un aereo a velocità normali, non a 800 km/h, e non si era tenuto conto dell'effetto incendiario del carburante, che avrebbe innescato vasti incendi in grado di indebolire la resistenza dell'acciaio portante. Del resto, anche il Titanic fu progettato e dichiarato a prova di iceberg, ma sappiamo com'è andata a finire.
Parole chiave: Leslie Robertson, impatto, progetto, carburante.




WTC: confronti con altri incidenti aerei e incendi di altri edifici


L'Empire State Building fu colpito da un aereo: perché non crollò?
LA TEORIA: Anche il celebre Empire State Building fu oggetto dello schianto di un velivolo B-25 Mitchell, ma non per questo crollò. Quindi le Torri Gemelle non possono essere cadute per il semplice impatto di un aereo.
I FATTI IN BREVE: L'aereo che colpì l'Empire State Building era molto più piccolo e leggero dei Boeing 767 usati dai terroristi l'11 settembre, e la struttura dell'Empire State Building è completamente diversa da quella del WTC. Inoltre molti complottisti presentano questo incidente confondendo il leggero B-25 (10 tonnellate circa, bimotore a elica) con l'enorme B-52 (bombardiere strategico con ben 8 motori a getto, oltre 200 tonnellate), dando una percezione fortemente ingannevole del contesto.
Parole chiave: Empire State Building, B-25 Mitchell, crollo, schianto.

L'incendio dell'edificio First Interstate Bank: lungo incendio, nessun crollo
LA TEORIA: Anche il First Interstate Bank di Los Angeles, una torre alta 250 metri, con una struttura a colonne centrali portanti come il WTC, fu funestato da un incendio che bruciò per quattro ore, ma non crollò. Questo dimostrererebbe che anche le Torri Gemelle non possono essere crollate a causa degli incendi.
I FATTI IN BREVE: Il paragone non è calzante. Il First Interstate Bank non fu trafitto da un aereo di linea lanciato a oltre 800 km/h e carico di 38.000 litri di carburante, la protezione antincendio delle sue colonne non fu strappata via e gli incendi interessarono soltanto quattro piani, e lo fecero gradatamente e non di colpo e simultaneamente.
Parole chiave: Los Angeles, First Interstate Bank, incendio, fuoco, crollo, acciaio.

L'incendio del One Meridian Plaza
LA TEORIA: Un grattacielo alto 150 metri, a Phladelphia, bruciò per 19 ore senza crollare. Questo dimostrerebbe che le torri del World Trade Center non dovevano crollare per via degli incendi, quindi sono state demolite di nascosto.
I FATTI IN BREVE: Il confronto fra i due eventi omette di considerare la differenza importante costituita dai danni strutturali causati al WTC dall'impatto degli aerei.
Parole chiave: One Meridian Plaza, Philadelphia, incendio, fuoco, crollo, acciaio.

L'incendio della Torre Windsor a Madrid
LA TEORIA: La torre madrilena bruciò per ore, riportando ingenti danni alla struttura esterna in acciaio, ed è un esempio citato spesso dai complottisti come prova che il crollo del World Trade Center non fu spontaneo.
I FATTI IN BREVE: L'esame approfondito dei fatti in realtà avvalora la tesi del crollo spontaneo indotto dagli incendi al WTC: infatti le parti in acciaio della Torre Windsor mostrano chiaramente deformazioni e cedimenti dovuti al calore. La struttura della Torre Windsor, inoltre, risulta profondamente diversa da quella delle Torri Gemelle, per cui un paragone non è tecnicamente sostenibile. Vi è inoltre da considerare che la Torre Windsor non subì l'impatto di un aereo di linea lanciato ad alta velocità.
Parole chiave: Torre Windsor, Madrid, incendio, fuoco, crollo, acciaio, cemento armato.

L'incendio delle Torri Gemelle di Caracas
LA TEORIA: Funestate da un lungo incendio, due torri gemelle a Caracas non crollarono. Le torri gemelle del WTC crollarono, quindi deve essere stato fatto qualcosa per agevolarne il crollo.
I FATTI IN BREVE: La struttura di questi edifici è assai diversa da quella delle torri del World Trade Center e non fu danneggiata dall'impatto di un aereo di linea.
Parole chiave: Parque Central, Caracas, incendio, fuoco, crollo, acciaio, cemento armato.

L'incendio di Caracas fa diventare cospiratori anche i pompieri e il ministro degli interni del Venezuela
LA TEORIA: Gli edifici in acciaio non crollano se incendiati.
I FATTI IN BREVE: Le dichiarazioni del capo dei pompieri di Caracas e del ministro degli interni del Venezuela, timorosi del crollo totale del grattacielo del complesso Parque Central di 220 metri, sbugiardano questo dogma complottista.
Parole chiave: Venezuela, Chacon, Rodolfo Briceno, David Ray Griffin, Rosie O'Donnell.




World Trade Center 7


Dossier WTC 7 (di Paolo Attivissimo)
LA TEORIA: A detta di quasi tutti i complottisti, il misterioso crollo di una terza torre al World Trade Center, l'edificio numero 7 del complesso, è la prova provata del complotto. Avvenne improvvisamente nel pomeriggio, in maniera troppo ordinata per essere spontaneo, e senza motivo apparente. Quindi l'edificio era stato minato, probabilmente per far sparire i documenti compromettenti che conteneva.
I FATTI IN BREVE: Un'ampia e dettagliata analisi di geografia dei luoghi, foto e video rari degli attentati, e testimonianze esperte porta alla ricostruzione degli eventi riguardanti il WTC7 e alla smentita delle relative ipotesi di complotto (compreso il famoso "pull it" di Larry Silverstein, interpretato dai complottisti come ammissione di demolizione). Il crollo del WTC7 risulta chiaramente come la naturale conseguenza dei danni da impatto di macerie provenienti dal crollo del vicino WTC1, degli incendi conseguenti e della struttura atipica del grattacielo.
Parole chiave: squarcio, NIST, FEMA, "pull it", Larry Silverstein, Chris Boyle, Rudy Weindler, David Nigro, Peter Hayden, pompieri, WTC5, WTC6, Steve Spak.

Dossier WTC 7 (di Mother)
LA TEORIA: L'edificio numero 7 è stato demolito, lo dimostrano le immagini.
I FATTI IN BREVE: L'esame delle immagini rivela che la loro interpretazione è stata distorta e incompleta. In questo dossier vengono presentate immagini poco note che documentano che il crollo fu tutt'altro che ordinato. Vi sono inoltre analisi chimiche, testimonianze e altri elementi di prova che consentono di ricostruire una dinamica ben diversa da quella sostenuta dai complottisti.
Parole chiave: Fiterman Hall, zolfo, supertermite, Aman Zafar, Zolfo, Danny Jowenko.

Come si spiegano i filmati nei quali i pompieri dicono che l'edificio 7 sta esplodendo e che ci sono bombe nell'edificio?
LA TEORIA: Un filmato cattura il rumore di un forte boato e le parole di un pompiere a un paio di isolati dal WTC7 che dice "Seven is exploding" ("Il 7 sta esplodendo"). In un altro video, un pompiere dice "Bomb in the building" ("Bomba nell'edificio"). In un altro filmato, un soccorritore dice "about to blow up" ("Sta per esplodere"). Questo conferma che l'Edificio 7 fu demolito intenzionalmente.
I FATTI IN BREVE: Secondo quest'interpretazione, persino i pompieri sono complici della cospirazione: sanno che l'Edificio 7 fu distrutto con l'esplosivo, ma tacciono. Ha senso?
Il primo video ha il sonoro molto disturbato, e non sembra affatto che il pompiere dica "seven", ma "shit" (nel senso colloquiale di "roba"). Il boato che si sente può essere dovuto a molti altri fattori oltre che all'esplosivo (nel WTC7 c'erano grandi trasformatori altamente infiammabili, negli edifici del complesso c'era oltre un milione di munizioni della polizia, c'erano auto in fiamme per strada) ed è avvenuto sette ore prima del crollo dl WTC7. Il filmato della "bomba nell'edificio" è tagliato per nascondere che l'edificio in questione non è il WTC7, ma una scuola nelle vicinanze. In inglese, "building is about to blow up" è una forma che non indica una demolizione subìta, ma una distruzione spontanea. Per contro, ci sono filmati che mostrano pompieri che preannunciano il crollo del WTC7 perché pericolante.
Parole chiave: Luogocomune, Miller, seven is exploding, bomb in the building, building is about to blow up.

Come mai il senatore John Kerry ammette che il WTC7 fu abbattuto da una demolizione controllata?
LA TEORIA: Una dichiarazione di John Kerry viene interpretata dai complottisti come ammissione che Kerry sapeva che l'Edificio 7 fu demolito intenzionalmente.
I FATTI IN BREVE: Il video della dichiarazione e la trascrizione e traduzione delle sue parole rivelano che l'interpretazione è assolutamente forzata. I video rivelano inoltre che i complottisti che propongono la prova filmata tagliano la parte in cui il complottista che rivolge a Kerry la domanda sul WTC7 si lascia andare a un'altra teoria cospirativa: quella delle "scie chimiche".
Parole chiave: John Kerry, Austin, Texas, wall, scie chimiche, chemtrails, Alex Jones.

Come mai la BBC ha annunciato il crollo del WTC7 prima che avvenisse?
LA TEORIA: Uno dei più celebri complottisti americani, Alex Jones, annuncia che in una registrazione della diretta della BBC dell'11 settembre si vede l'annuncio del crollo del WTC7 mentre il WTC7 è ancora in piedi alle spalle della cronista. Questo errore, secondo lui, prova il coinvolgimento della BBC nel complotto: l'emittente sapeva in anticipo del crollo (anzi, della demolizione controllata) del WTC7, che quindi era stato pianificato, e ha letto per sbaglio con 23 minuti d'anticipo sul previsto una velina passatale dai veri cospiratori.
I FATTI IN BREVE: Le condizioni pericolanti del WTC7 erano note sin dal primo pomeriggio dell'11 settembre: l'edificio era in fiamme su tutta la facciata sud e non c'era acqua per domare gli incendi, il grattacielo era stato sventrato dalle macerie delle Torri Gemelle e i pompieri si erano ritirati a distanza di sicurezza in attesa del crollo. Il crollo, insomma, era non solo prevedibile, ma chiaramente previsto e segnalato. La CNN annunciò l'imminenza del crollo addirittura un'ora prima che avvenisse. Resta poi da capire quale vantaggio potesse esserci nell'avvisare i media passando loro un'ipotetica velina.
Parole chiave: Alex Jones, CNN, dirette, Salomon Brothers Building, BBC World, Philip Hayton, Jane Standley.

Come mai il WTC7 crollò improvvisamente, senza alcun preavviso?
LA TEORIA: I complottisti affermano che l'edificio crollò senza che nessuno desse allarmi o avvisaglie.
I FATTI IN BREVE: La diretta della CNN dell'11 settembre parla chiaramente di preavvisi di crollo, con tanto di titoli in sovrimpressione e inquadratura fissa in attesa del crollo.
Parole chiave: Giulietto Chiesa, Larry Silverstein, "pull it", Matrix, Aaron Brown, Maureen Madden.

Un monumento vicino al WTC7 rivela la dinamica dei danni al grattacielo
LA TEORIA: Il WTC7 non è stato colpito da macerie significative durante il crollo delle vicine Torri Gemelle. Quindi è stato minato e fatto crollare intenzionalmente.
I FATTI IN BREVE: L'analisi delle immagini della zona intorno al WTC7 rivela la scomparsa di un monumento collocato alla base del WTC, a conferma ulteriore della quantità di macerie del WTC1 che hanno colpito e danneggiato la facciata sud del WTC7.
Parole chiave: Bent Propeller, Alexander Calder, Sphere for plaza fountain, Fritz Koenig, Working Girl, USGS, passerelle, Steve Spak, Shepard Shelber, Willie Cirone, Jim Sannerud.

Come mai Danny Jowenko, un esperto olandese di demolizioni, analizza i filmati delle Torri Gemelle e del WTC7 e dice che il WTC7 è stato demolito?
LA TEORIA: Un esperto nel settore delle demolizioni di edifici dichiara in un video circolante in Rete che il WTC7 è stato demolito.
I FATTI IN BREVE: La ricerca delle origini del video, tuttavia, fa emergere che si tratta di uno spezzone di un documentario televisivo olandese nel quale l'esperto basa la propria analisi su un solo filmato incompleto del crollo del WTC7 e senza sapere che si tratta del WTC7; quando poi gli viene mostrata ulteriore documentazione e spiegato il contesto, la sua analisi cambia radicalmente e anzi ribadisce che le Torri Gemelle non possono essere state demolite. Questo, però, i complottisti dimenticano di mostrarlo.
Parole chiave: Danny Jowenko, Zembla.

Come mai l WTC7 è il solo grattacielo al World Trade Center che non è stato colpito da aerei ma ha subito danni irreparabili?
LA TEORIA: Secondo i complottisti, non è possibile che il WTC7 abbia riportato danni dovuti alle macerie delle Torri: era troppo lontano, e oltretutto nessun altro edificio della zona subì danni significativi.
I FATTI IN BREVE: Anche il grattacielo Bankers Trust/Deutsche Bank Building, paragonabile per dimensioni e distanza dal WTC, fu investito da macerie del crollo delle Torri Gemelle, esattamente come il WTC7; le macerie vi aprirono uno squarcio alto oltre dieci piani, esattamente come al WTC7; ma non avendo preso fuoco ed avendo una struttura meno atipica e vulnerabile del WTC7, rimase in piedi. Tuttavia i danni subiti per il semplice impatto di macerie sono tali da rendere l'edificio irrecuperabile, imponendo il suo smantellamento. E c'è anche un altro edificio, la Fitermans Hall, danneggiato da macerie e costretto a subire la stessa sorte.
Parole chiave: Bankers Trust, Deutsche Bank Building, Fitermans Hall.

Se il WTC7 fu danneggiato prima di crollare, come mai non ci sono foto che lo provano?
LA TEORIA: I complottisti asseriscono che il WTC7 non riportò danni e che i suoi incendi furono modesti.
I FATTI IN BREVE: Fotografie e filmati delle dirette dell'11 settembre dimostrano il contrario e confermano le testimonianze dei pompieri.
Parole chiave: ABC, Fiterman Hall, 30 West Broadway, NIST, Chris Boyle.

Analisi fotografica dei danni al WTC7 e della distribuzione delle macerie
LA TEORIA: I complottisti asseriscono che un grattacielo che dovesse cedere alla base dovrebbe cadere rigidamente di lato, come un albero, e che gli incendi del WTC7 erano modesti e localizzati: quindi è stato abbattuto da una demolizione controllata.
I FATTI IN BREVE: Le fotografie e i filmati pubblicamente disponibili (ma sistematicamente ignorati dai complottisti) documentano non solo l'estensione effettiva di danni e incendi, ma anche la distribuzione delle macerie, compatibile con un collasso progressivo ma non con una demolizione controllata. Emerge inoltre che l'edificio, nel periodo fra il crollo delle Torri Gemelle e il suo crollo, ha subìto un'evoluzione progressiva nei danni e negli incendi.
Parole chiave: Fitermans Hall, Steven Jones, Niels Harrit, squib, 30 West Broadway, Steve Spak, pompieri.

Vecchie foto rivelano i danni al WTC7
LA TEORIA: I complottisti asseriscono che c'erano grandi pozze di metallo fuso al WTC e che il WTC7 è stato abbattuto da una demolizione controllata.
I FATTI IN BREVE: Curiosamente, nessuno si è preso la briga di fotografare queste pozze, come se fossero una cosa del tutto comune nel bel mezzo di New York. Inoltre la pubblicazione su Internet delle scansioni ad altissima risoluzione delle fotografie scattate da Aman Zafar rivela moltissimi dettagli sui danni subiti dal WTC7. Di questo articolo è disponibile anche una traduzione inglese.
Parole chiave: Aman Zafar, New Jersey, Danny Jowenko.




Il Volo 93, precipitato in Pennsylvania


Dettagli su volo UA93 e Pentagono emergono al processo Moussaoui
LA TEORIA: Il Volo 93 è stato abbattuto e non ci sono prove della versione ufficiale.
I FATTI IN BREVE: Durante il processo a Zacarias Moussaoui sono state rilasciate le trascrizioni delle registrazioni delle scatole nere del volo United 93, che confermano la versione non complottista dei fatti.
Parole chiave: Zacarias Moussaoui, scatole nere.

Volo 93: confronto con altri incidenti
LA TEORIA: La distribuzione dei rottami dell'aereo, con un motore trovato lontano dal cratere d'impatto, dimostra che il Volo 93 è stato colpito in aria.
I FATTI IN BREVE: Il confronto con l'Airbus A300 schiantatosi a New York due mesi dopo l'11/9 mostra che in caso di estrema sollecitazione dell'aereo è normale che si verifichi il distacco dei due motori e che essi vengano ritrovati a notevole distanza l'uno dall'altro.
Parole chiave: motori, Airbus A300.

Shanksville, complottisti colti a manipolare i testimoni
LA TEORIA: Il sindaco di Shanksville ha dichiarato che "Non c'era nessun aereo".
I FATTI IN BREVE: I complottisti presentano soltanto questo frammento della sua testimonianza, ma l'esame della registrazione completa rivela che le sue parole sono state tolte intenzionalmente dal loro contesto: il sindaco di Shanksville voleva rimarcare che la violenza dell'impatto ha distrutto il velivolo oltre ogni sua immaginazione.
Parole chiave: Massimo Mazzucco, Inganno Globale, Ernest Stull, manipolazione.

"Mamma, sono Mark Bingham": ha senso che un passeggero del volo dirottato si sia presentato con nome e cognome nel telefonare alla madre?
LA TEORIA: La telefonata di Mark Bingham alla madre dal Volo 93 è un falso, secondo i complottisti, perché l'uomo si identifica con nome e cognome.
I FATTI IN BREVE: Da una dichiarazione della madre di Bingham risulta che questo comportamento rientrava nella norma delle abitudini del figlio. Del resto, sembra implausibile che un ipotetico "sceneggiatore" delle telefonate commetta un "errore" del genere.
Parole chiave: Mark Bingham, Alice Hoglan, James Fetzer.

La foto della nube di fumo è davvero tipica di una bomba, non di un aereo caduto?
LA TEORIA: Fonti complottiste sostengono che la foto della nube di fumo causata dallo schianto del volo United 93 non corrisponda a uno schianto aereo ma a una bomba o altro materiale detonante. Gli aerei, quando cadono, non fanno nubi di quella forma.
I FATTI IN BREVE: L'immagine è invece del tutto simile a quella analoga dello schianto di un C-130 alla periferia di Piacenza nell'agosto 2006. La nube, quindi, non è incompatibile con l'impatto al suolo di un aeromobile.
Questo articolo è disponibile anche in versione inglese.
Parole chiave: Piacenza, C-130, Gianluca Pietta, Massimo Mazzucco, Verità di Cristallo.

Quanto è grande realmente il cratere del volo United Airlines 93?
LA TEORIA: Il film-inchiesta "Inganno Globale" di Massimo Mazzucco sostiene che il cratere del volo United 93 è troppo piccolo rispetto alle dimensioni di un Boeing 757.
I FATTI IN BREVE: Le misure di massima ottenute con l'ausilio di un'immagine del cratere e di Google Earth dimostrano invece che le dimensioni sono compatibili e che i dati di Inganno Globale sono grossolanamente sbagliati.
Parole chiave: Inganno Globale, Massimo Mazzucco, cratere.

4 commenti:

jumpjack ha detto...

Quando, tra una cinquantina d'anni, sarà tolto il segreto di stato dalla "questione 11 settembre" e verrà spiegato che il volo 93 è stato abbattuto per evitare guai peggiori, la "sicurezza" delle argomentazioni di questo articolo (che peraltro ha sul volo 93 solo pochissime cose da controbattere, a quanto pare:dove sono TUTTI i rottami e la COLONNA di fumo dei 21800 litri di kerosene? Come si puo' confrontare QUESTO schianto con lo schianto di un aereo che ha appena SCARICATO tutto il carburante???) fara' tenerezza.

Quanto al resto dell'articolo, io sono ormai convinto della VERIDICITA' delle teorie UFFICIALI relative a WTC e Pentagono... ma alcune argomentazioni e giustificazioni riportate in questo articolo sono cosi' infantili che fanno venir voglia di credere ai complottisti!!!

Esempio:
"perche' il buco del pentagono è cosi' piccolo?"
risposta: [lunga dissertazione tecnica, e fin qui ok] , poi "e ci sono 80 testimoni oculari".
CHE C'ENTRA??? :-)

Poi:
"l'unica intercettazione in territorio americano avvenne nel 1999 e richiese ben 79 minuti per un aereo che non fece nulla per nascondersi"
Affermazione ridicola e a dir poco incredibile. E' piu' probabile che il Ministero della Difesa americano non rilasci dati sulle intercettazioni effettuate.

Poi:
Perche' l'animazione è sbagliata?
Risposta: "L'animazione è in realtà una bozza preliminare che non ha alcun carattere di ufficialità ed è stata rilasciata soltanto per rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge FOIA invocata da Pilots for 9/11 Truth."
Questa affermazione è credibile come quella del bambino che racconta alla maestra che il cane gli ha mangiato i compiti!! :-)

E si potrebbe continuare!!

John ha detto...

Allora ne riparliamo tra una cinquantina d'anni per il volo 93.
Fino a quel momento lo United 93 è finito a Shanskville.

E a proposito... poi mi spieghi che fine fanno i rottami e il kerosene di un aereo abbattuto in volo.

Chiedi cosa c'entrano 80 testimoni con il buco del Pentagono?
Sarà mica perchè con 80 testimoni che hanno visto quell'aereo schiantarsi contro il Pentagono, ha poco senso prendere le misure del buco? (che peraltro non è affatto troppo piccolo... questo è solo un mito complottista).

Non credo faccia differenza se il Ministero della Difesa rilasci o meno i dati sulle intercettazioni (e li ha sempre rilasciati): le intercettazioni dentro i confini americani sono gestite dal controllo FAA, non dal controllo militare. I militari mettono a disposizione solo gli aerei.

Quanto all'animazione, è ancor meno credibile che la NTSB rilasci un'animazione che dimostrerebbe che ha mentito.

Perchè mi incuriosisce la tua logica, Jumpjack, di militari che
nascondono abbattimenti e intercettazioni, e poi l'NTSB rilascia animazioni "compromettenti" che avrebbe potuto tranquillamente nascondere.

katori ha detto...

E' possibile che non esistano interviste dei famigliari o dei parenti delle vittime del volo 93,rilasciate negli anni successivi ?

Paolo Attivissimo ha detto...

E' possibile che non esistano interviste dei famigliari

Ce ne sono moltissime, da quelle contenute nel DVD del film United 93 a quelle pubblicate dai programmi giornalistici americani.