FAQ: Obiezioni ai debunker
Queste sono le risposte sintetiche alle critiche e alle obiezioni più ricorrenti rivolte ai cosiddetti debunker, ossia a coloro che scelgono di non fidarsi delle affermazioni fatte dai guru complottisti e vanno a verificarne la corrispondenza ai fatti e la coerenza tecnica. Per gli approfondimenti si possono leggere gli articoli indicati nei link qui sotto oppure si può cercare in questo blog usando la casella di ricerca qui a destra.
- State difendendo la versione ufficiale del governo USA, che sappiamo aver mentito su tante altre cose. No: non difendiamo nessuna "versione ufficiale". Difendiamo il buon senso e controlliamo la solidità delle teorie alternative. La maggior parte delle teorie complottiste non regge neppure una verifica di buon senso; le altre crollano appena si fa una verifica tecnica dei fatti su cui poggiano. Abbiamo pescato i complottisti a mentire ripetutamente: comportamento strano, per chi afferma di voler cercare la verità, no? Controllate voi stessi, per vedere chi conta frottole.
- Bella forza, vi basate soltanto su fonti governative. Niente affatto. Quasi tutto il materiale documentale è di provenienza tecnica, non governativa, ed è redatto dai migliori esperti di settore di tutto il mondo: piloti, ingegneri civili, chimici, controllori di volo. Alcuni degli autori e consulenti di Undicisettembre sono essi stessi piloti, esperti di antiterrorismo, chimici. Ci siamo basati sulla letteratura tecnica edilizia e aeronautica pubblicata prima e dopo l'11 settembre. Abbiamo attinto anche alle grandi indagini fatte dai giornalisti indipendenti statunitensi e di altri paesi. Le veline governative ci interessano ben poco.
- Il libro Debunking 9/11 Myths di Popular Mechanics (11 settembre: i miti da smontare in italiano) è stato scritto dal nipote del capo della sicurezza nazionale, quindi è inaffidabile. Benjamin Chertoff è soltanto uno dei tanti autori del libro, e comunque non è nipote di Michael Chertoff, capo del Dipartimento della Sicurezza Nazionale USA: è forse un lontano cugino. Neppure i complottisti sono riusciti a dimostrare la parentela (dettagli). E quand'anche fossero lontani cugini, che cosa cambierebbe? Il libro è stato redatto da un ampio pool di giornalisti, intervistando oltre 300 esperti specialisti e testimoni. Mica sono tutti parenti del capo della sicurezza nazionale.
- Ma non avete dubbi su niente? Non abbiamo dubbi sul fatto che l'11 settembre del 2001 quattro aerei di linea, con il loro carico di passeggeri, furono dirottati da 19 terroristi di al-Qaeda e fatti schiantare contro le Torri Gemelle, determinando la distruzione del World Trade Center, contro il Pentagono e in un campo vicino Shanksville. Attorno a questo dato di fatto esistono migliaia di fatti ed eventi connessi, alcuni dei quali non sono stati completamente chiariti e approfonditi e pertanto lasciano margini di dubbio e incertezza. Ma questi dubbi e incertezze non hanno nulla a che vedere con quelli sollevati dai complottisti, che invece seminano interrogativi proprio là dove esistono esaurienti risposte fattuali.
- Ma chi credete di essere? Premesso che per smontare quasi tutte le teorie basta un po' di ricerca che chiunque può fare, fra i debunker ci sono piloti civili e militari in servizio, periti balistici, esperti di antiterrorismo, chimici, fisici, ricercatori aerospaziali e molti altri specialisti di settore. Gente abituata a usare il metodo scientifico nelle indagini. E le affermazioni dei debunker sono supportate dai dati di fatto e da tutti i tecnici di settore, in tutti i paesi del mondo, e sono incluse nella letteratura scientifica più autorevole. Scusate se è poco. Confrontate questa situazione con quella dei complottisti, che non sono esperti di settore e spesso sono teologi (David Ray Griffin), filosofi (James Fetzer), mistici (Nila Sagadevan, David Shayler) o parapsicologi (Barbara Honegger): gente che non ha una preparazione tecnica significativa. Quei pochi che hanno qualche credenziale scientifica o tecnica, come il fisico Steven Jones, sono stati colti a falsificare le loro "prove" e non sono riusciti a pubblicare neanche un documento scientifico.
- Siete al soldo della CIA. Come no. Tutti gli esperti di settore del mondo, compresi quelli cubani, pigliano la mazzetta dalla CIA per stare zitti. Deve costare una bella cifra.
- Avete agganci potenti nei giornali e in TV. Allora come mai in TV e sui giornali ci sono continuamente i vari complottisti invece di noi?
- Lo fate per diventare ricchi e famosi. Certo. Scrivere indagini tecniche, controllando ogni dato al limite della pedanteria, è un modo garantito per fare soldi e conquistare fama mondiale. Guardatevi intorno: qui non trovate banner pubblicitari. Noi non vendiamo magliette, spillette, cappellini e paccottiglia assortita come fanno i complottisti. Non giriamo per il mondo a fare conferenze. Tutto il nostro materiale è offerto gratuitamente.
- Qual è il vostro orientamento politico? E' irrilevante. I fatti non sono né di destra né di sinistra. Gli aerei volano e si schiantano, i corpi vengono dilaniati, gli edifici bruciano e crollano in base a leggi fisiche che non si curano della politica. E lo stesso facciamo noi.
- Ma allora perché lo fate? Perché ci inquieta la marea montante di stupidaggini e dicerie che sta circolando intorno a un episodio storicamente centrale come l'11 settembre, ci preoccupa il clima di paranoia e di caccia alle streghe che aleggia fra i complottisti, e ci sentiamo in dovere di rispondere con i fatti. Non vogliamo né fare proseliti né annientare le idee o le opinioni di altri, qualunque esse siano. Vogliamo mettere a disposizione informazioni altrimenti difficili da reperire, che chiunque possa usare per farsi la propria opinione documentata. Lo facciamo per i nostri figli, affinché sia chiaro come sono andate le cose e affinché queste cose non si ripetano.
- Perché non vi confrontate con i complottisti? Ci abbiamo provato più volte, ma sono loro che rifuggono il confronto in un dibattito pubblico o in televisione. Le discussioni che abbiamo tentato di intavolare nei loro forum sono sempre finite ancor prima di cominciare, sommergendoci di insulti.
- Perché non collaborate con i complottisti, visto che avete a cuore la verità? Perché i complottisti non hanno un metodo d'indagine razionale: hanno già deciso chi è colpevole e quindi selezionano gli elementi che possono essere interpretati a favore della loro tesi, scartando tutti gli altri. Per fare questo, negano anche i fatti più banali (le dimensioni del foro d'impatto al Pentagono, per esempio) e si perdono in mille rivoli, evitando di rispondere alle nostre obiezioni. Così non si può lavorare. Ci siamo anche offerti di fare una revisione privata dei loro testi e video, prima della pubblicazione, ma hanno rifiutato.
- Perché non dite chi siete? Alcuni di noi l'hanno fatto e si qualificano con nome e cognome. Altri preferiscono evitare di essere bombardati di insulti e lavorare serenamente. Se fate questa domanda, non avete idea di quanto siano assillanti e maleducati i complottisti.
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