2006/06/30

FAQ 6.1: Le obiezioni ai “debunker” - Domande e accuse

di Paolo Attivissimo, con il contributo di tutti gli autori di Undicisettembre

Queste sono le risposte sintetiche alle critiche e alle obiezioni più ricorrenti rivolte ai cosiddetti debunker, ossia a coloro che scelgono di non fidarsi delle affermazioni fatte dai guru cospirazionisti e vanno a verificarne la corrispondenza ai fatti e la coerenza tecnica. Per gli approfondimenti si possono leggere gli articoli indicati nei link qui sotto oppure si può cercare in questo blog usando la casella di ricerca qui a destra.


6.1.1. Perché state difendendo la versione ufficiale del governo USA, che sappiamo aver mentito su tante altre cose?


Non difendiamo nessuna “versione ufficiale” e nessun governo. Difendiamo soltanto il buon senso e i fatti tecnici e controlliamo la solidità delle teorie alternative.

Gli aerei non volano, e i grattacieli non crollano, in base al colore politico del governo, ma in base alle leggi della fisica. Noi ci basiamo sui dati tecnici e vediamo cosa salta fuori. Salta fuori che la maggior parte delle teorie cospirazioniste non regge neppure una verifica di buon senso; le altre crollano appena si fa una verifica tecnica dei fatti su cui poggiano.

Abbiamo pescato più volte i cospirazionisti a distorcere i fatti e a mentire: un comportamento strano, per chi afferma di voler cercare la verità. Controllate voi stessi, per vedere chi è che conta frottole.


6.1.2. Perché vi basate soltanto su fonti governative?


Non è vero. Quasi tutto il materiale documentale che usiamo è di provenienza tecnica, non governativa, ed è redatto dai migliori esperti di settore di tutto il mondo: piloti, ingegneri civili, chimici, controllori di volo. Alcuni degli autori e consulenti di Undicisettembre sono essi stessi piloti, istruttori di volo, esperti di antiterrorismo, chimici, ingegneri strutturisti.

Non solo: ci siamo basati in gran parte sulla letteratura tecnica edilizia e aeronautica pubblicata prima e dopo l'11 settembre. Abbiamo attinto anche alle grandi indagini fatte dai giornalisti indipendenti statunitensi e di altri paesi. Le veline governative non ci interessano.


6.1.3. Perché citate il libro “Debunking 9/11 Myths” di Popular Mechanics (11 settembre: i miti da smontare in italiano)? È stato scritto dal nipote del capo della sicurezza nazionale, quindi è inaffidabile.


Benjamin Chertoff è soltanto uno dei tanti autori del libro, e comunque non è nipote di Michael Chertoff, capo del Dipartimento della Sicurezza Nazionale USA: ne è forse un lontano cugino. Neppure i cospirazionisti sono riusciti a dimostrarne la parentela (dettagli).

Quand'anche fossero lontani cugini, che cosa cambierebbe? Il libro è stato redatto da un ampio pool di giornalisti, intervistando oltre 300 esperti specialisti e testimoni. Non sono tutti parenti del capo della sicurezza nazionale.


6.1.4. Ma non avete dubbi su niente?


Certo che li abbiamo: ne avevamo molti, abbiamo studiato e ce li siamo tolti praticamente tutti.

Non abbiamo dubbi sul fatto che l'11 settembre del 2001 quattro aerei di linea, con il loro carico di passeggeri, furono dirottati da 19 terroristi di al-Qaeda e fatti schiantare contro le Torri Gemelle, determinando la distruzione del World Trade Center, contro il Pentagono e in un campo vicino Shanksville.

Attorno a questo dato di fatto esistono migliaia di fatti ed eventi connessi, alcuni dei quali non sono stati completamente chiariti e approfonditi e pertanto lasciano margini di dubbio e incertezza. Ma questi dubbi e incertezze non hanno nulla a che vedere con quelli sollevati dai cospirazionisti, che invece seminano interrogativi proprio là dove esistono esaurienti risposte fattuali.


6.1.5. Ma chi credete di essere?


Premesso che per smontare quasi tutte le teorie basta un po' di ricerca che chiunque può fare, fra i debunker ci sono piloti civili e militari in servizio, periti balistici, esperti di antiterrorismo, chimici, fisici, ricercatori aerospaziali e molti altri specialisti di settore. Gente abituata a usare il metodo scientifico nelle indagini. E le affermazioni dei debunker sono supportate dai dati di fatto e da tutti i tecnici di settore, in tutti i paesi del mondo, e sono incluse nella letteratura scientifica più autorevole. Scusate se è poco.

Confrontate questa situazione con quella dei cospirazionisti, che non sono esperti di settore e spesso sono teologi (David Ray Griffin), filosofi (James Fetzer), mistici (Nila Sagadevan, David Shayler) o parapsicologi (Barbara Honegger, Albert Stubblebine): gente che non ha una preparazione tecnica significativa e che ha un approccio molto disinvolto nei confronti della realtà. Forse dovreste chiedere anche a loro chi credono di essere.

Quei pochi che hanno qualche credenziale scientifica o tecnica, come il fisico Steven Jones o l'associazione di architetti e ingegneri AE911, sono stati colti a falsificare le loro “prove” (dettagli; altri dettagli) o a “dimostrare” le proprie tesi con metodi decisamente poco scientifici, come delle scatole di cartone (Richard Gage, nella foto qui accanto; dettagli).


6.1.6. Non vi vergognate di essere al soldo della CIA?


Assolutamente no. Del resto, secondo i cospirazionisti, siamo in buona compagnia: al soldo della CIA ci devono essere anche tutti gli esperti di settore del mondo, compresi quelli cubani e nordcoreani, altrimenti non si spiegherebbe come mai tacciano. Chissà come fa la CIA a garantire che nessuno spifferi, neppure in punto di morte o per errore. Ce lo spieghereste, per favore?


6.1.7. Come mai avete agganci potenti nei giornali e in TV?


Davvero? Non ce ne siamo accorti. Allora come mai in TV e sui giornali ci sono continuamente i vari cospirazionisti invece di noi?


6.1.8. Perché non ammettete che lo fate per diventare ricchi e famosi?


Certo. Scrivere indagini tecniche, controllando ogni dato al limite della pedanteria, è un modo garantito per fare soldi e conquistare fama mondiale. Guardatevi intorno: qui non trovate banner pubblicitari. Noi non vendiamo DVD, magliette, spillette, cappellini e paccottiglia assortita come fanno i cospirazionisti. Non giriamo per il mondo a fare conferenze a pagamento. Tutto il nostro materiale è offerto gratuitamente. Non sembra un modo molto efficace per diventare ricchi e famosi.


6.1.9. Qual è il vostro orientamento politico?


È irrilevante. I fatti non sono né di destra né di sinistra. Gli aerei volano e si schiantano, i corpi vengono dilaniati, gli edifici bruciano e crollano in base a leggi fisiche che non si curano della politica. E lo stesso facciamo noi.


6.1.10. Ma allora perché lo fate?


Perché ci inquieta la marea montante di stupidaggini e dicerie che sta circolando intorno a un episodio storicamente centrale come l'11 settembre, ci preoccupa il clima di paranoia e di caccia alle streghe che aleggia fra i cospirazionisti, e ci sentiamo in dovere di rispondere con i fatti.

Non vogliamo né fare proseliti né annientare le idee o le opinioni di altri, qualunque esse siano. Vogliamo mettere a disposizione informazioni altrimenti difficili da reperire, che chiunque possa usare per farsi la propria opinione documentata.

Lo facciamo per i nostri figli, affinché sia chiaro come andarono le cose e affinché queste follie non si ripetano (dettagli).


6.1.11. Perché non vi confrontate con i cospirazionisti?


Ci abbiamo provato più volte, ma sono loro che rifuggono il confronto in un dibattito pubblico o in televisione (dettagli). Le discussioni che abbiamo tentato di intavolare nei loro forum sono sempre finite ancor prima di cominciare, sommergendoci di insulti (esempio; esempio). In quasi dodici anni, a parte qualche schermaglia televisiva sbilanciata, ci sono stati tre soli faccia a faccia alla pari fra debunker e cospirazionisti: quello fra Paolo Attivissimo di Undicisettembre e Tom Bosco di Nexus a settembre del 2010, quello fra Attivissimo (coadiuvato dall'esperto di demolizioni Danilo Coppe) e Riccardo Pizzirani a luglio 2011, e quello fra Attivissimo e Massimo Mazzucco a luglio 2013.


6.1.12. Massimo Mazzucco, però, dice che vi ha invitato al pubblico confronto e che voi non avete accettato, perché?


Il confronto c'è stato: a luglio 2013 (video). Ed è stato organizzato con un semplice invito da parte di una persona interessata all'argomento. Siamo sempre stati a disposizione, e restiamo a disposizione, per un pubblico confronto (di persona o in videoconferenza) che sia alla pari, con moderatori non schierati, con pari opportunità di tempo per tutti, e con toni civili.


6.1.13. Perché non collaborate con i cospirazionisti, visto che avete a cuore la verità?


Perché i cospirazionisti non hanno un metodo d'indagine razionale: hanno già deciso chi è colpevole e quindi selezionano gli elementi che possono essere interpretati a favore della loro tesi, scartando tutti gli altri. Per fare questo, negano anche i fatti più banali (le dimensioni del foro d'impatto al Pentagono, per esempio) e si perdono in mille rivoli, evitando di rispondere alle nostre obiezioni. Così non si può lavorare. Ci siamo anche offerti di fare una revisione puramente tecnica dei loro testi e video prima della pubblicazione, ma hanno rifiutato.

Non solo: basta andare a vedere le discussioni che talvolta abbiamo intavolato con loro, presso i loro siti, per capire che non si può dialogare con chi non risponde alle domande e insulta chiunque non accetti le tesi cospirazioniste oppure osi chiedere prove concrete.


6.1.14. Perché non dite chi siete?


In realtà alcuni di noi l'hanno fatto e si qualificano con nome e cognome. Altri preferiscono evitare di essere bombardati di insulti e lavorare serenamente. Forse non avete idea di quanto siano assillanti e maleducati i cospirazionisti. Alcuni di noi hanno ricevuto a casa lettere minatorie.


6.1.15. Perché non fate anche voi dei video, come hanno fatto i cospirazionisti?


Perché produrre un video in cui si affermano stupidaggini inventate di sana pianta richiede pochissima fatica, mentre realizzare un filmato che illustri fatti tecnici precisi e concreti richiede tanto tempo e un bel po' di denaro. Richiede visite sui luoghi degli attentati, interviste a tecnici, controlli rigorosi. Non ce lo possiamo permettere. Ma ci stiamo lavorando, e qualche breve filmato è già disponibile nella colonna di destra di questo blog.


6.1.16. Perché usate il termine “complottista”? “Complottista” è chi il complotto lo fa, non chi cerca di smascherarlo


Non è esatto. Vari esponenti di spicco del cospirazionismo undicisettembrino, come per esempio Franco Fracassi (coautore del video Zero), sostengono che esista soltanto quest'accezione (a Rebus, marzo 2008: "I complottisti sono quelli che gli attentati li progettano. Cioè, chi ha fatto l'11 settembre è il complottista"; a Imolaoggi, settembre 2008: "i complottisti sono quelli che li attentati li organizzano"). Ma secondo i dizionari il termine ha due accezioni e quella più diffusa non è quella citata da Fracassi, bensì l'altra.

Il Devoto-Oli definisce “complottismo” come la “tendenza a interpretare ogni evento come un complotto o parte di un complotto” oppure come “l'attività di chi organizza complotti”.

Anche il DeMauro-Paravia contempla le due accezioni di “complottismo”: “tendenza a scorgere o, talvolta, anche a progettare, complotti nello svolgersi della vita politica, anche senza fondamento”.

Per indicare chi fa complotti esiste un termine non ambiguo, che è“cospiratore” (“chi prende parte a una cospirazione”, DeMauro-Paravia).

L'equivoco è risolvibile molto semplicemente usando il termine “cospirazionista” per indicare chi sostiene tesi di complotto.


6.1.17. Perché usate il termine “complottista” o “cospirazionista”, che è offensivo?


Perché scrivere o dire ogni volta “sostenitore delle tesi alternative” è troppo prolisso e pedante. È anche scorretto, perché parlare di “sostenitore delle tesi alternative” sembra indicare un approccio d'indagine scientifico, sistematico, pacato e coerente, nel quale tutti i fatti vengono presentati e le varie ipotesi vengono soppesate e valutate con obiettività.

Ma non è così: il cospirazionista è colui che parte dalla propria tesi preconcetta e seleziona i fatti, tenendo e manipolando soltanto quelli che possono favorire la sua tesi e scartando o nascondendo tutti gli altri; è colui che proclama senza alcun dubbio di avere già la verità in tasca e accusa chi gli segnala i suoi errori di essere un disinformatore prezzolato invece di controbattere con argomentazioni tecniche; è colui che rifiuta il dialogo e insulta chiunque non accetti ciecamente la sua tesi, compresi gli altri cospirazionisti; è colui che non fa ricerca, ma si limita a ripetere a pappagallo le stupidaggini sparate dai suoi guru, senza mai verificarle.

Soprattutto, il termine “complottista” o “cospirazionista” indica efficacemente una forma mentis ben precisa che rasenta la paranoia. Invece di ragionare, dubitare e ricercare, invece di proporre ipotesi, il cospirazionista vede complotti e trame oscure in ogni cosa, anche la più banale. Chiamarlo “dubbioso” o “scettico” o “ricercatore” sarebbe un'offesa ai veri dubbiosi onesti e ai veri scettici che lavorano per conoscere l'11 settembre e arrivare alla verità, qualunque essa sia, e che per questo si meritano la definizione di ricercatore (dettagli; altri dettagli).

Comunque, se avete un termine migliore e altrettanto conciso da proporre, segnalatelo.


6.1.18. Voi smentite tutte le teorie alternative, ma non è che invece la verità sta nel mezzo, come dice il proverbio?


No, perché quest'idea porta a conclusioni prive di senso. Per esempio, alcune tesi cospirazioniste sostengono che i dirottatori non erano a bordo degli aerei e sono ancora vivi (lo sostiene il video Zero di Giulietto Chiesa, per esempio). La “versione ufficiale” dice che i dirottatori sono morti a bordo degli aerei negli schianti. Se la verità sta nel mezzo, allora dovremmo pensare che i dirottatori sono mezzi morti. O che i dirottatori un po' c'erano e un po' no. Oppure che metà sono vivi e metà sono morti. Non sembrano conclusioni sensate.

Più in generale, basta riflettere un attimo per capire che parlare di verità che sta nel mezzo fra due tesi è assurdo: se Tizio dice "2+2 = 8" e Caio dice "2+2=4", vuol dire che la verità è "2+2=6"?

Infatti il proverbio originale non dice "la verità sta nel mezzo"; recita "la virtù sta nel mezzo" (in medio stat virtus, in latino). È un invito alla misura e alla moderazione nella vita: la verità non c'entra nulla.


6.1.19. Ma fra i cospirazionisti non si salva proprio nessuno, secondo voi? Sono tutti incompetenti, cialtroni o imbroglioni?


No, anzi. Alcuni di loro hanno usato un metodo rigoroso e si sono impegnati attivamente e per questo meritano rispetto. Anzi, con alcuni di loro abbiamo il piacere di collaborare. Paul Thompson ha realizzato CooperativeResearch, che raccoglie migliaia di notizie e dati sull'11/9, fornendo per ciascuno la relativa fonte; Scott Bingham, di Flight77.info e Penttbom.com, ha ottenuto il rilascio dei filmati integrali dell'impatto al Pentagono ed ha avviato azioni legali per ottenere la pubblicazione di altri video; Russell Pickering ha creato PentagonResearch.com, successivamente oscurato per sua scelta, con una raccolta meticolosa di foto, filmati e documenti; il sito 911review.com ha esaminato e rivelato le falle di varie tesi cospirazioniste.

Ciò che contestiamo agli altri cospirazionisti non è la tesi: è il metodo d'indagine, superficiale e dilettantesco oltre che arbitrariamente selettivo nel presentare i documenti e i dati. Non è corretto presentare soltanto le informazioni che sostengono la propria tesi e nascondere le altre: occorre mostrarle tutte, in modo che il lettore possa farsi correttamente una propria opinione.